Home / Articoli pubblicati daRedazione Ag (Pagina 275)

“Grazie al ministro dell’Interno i nostri concittadini rimasti bloccati a Villa San Giovanni e a Reggio Calabria rientrano in Sicilia e dovranno stare in rigorosa quarantena com’è giusto che sia, ma non potevano essere abbandonati al loro destino, specie se si considera che tra di loro ci sono anche anziani, bambini e donne in stato di gravidanza. La paura del Coronavirus è comprensibile, ma non può renderci disumani al punto tale da lasciare nostri conterranei letteralmente in mezzo a una strada”.
Lo afferma il deputato M5S all’Ars, Antonio De Luca, che nelle ultime ore ha seguito passo passo l’evolversi della vicenda della famiglie siciliane in stretto contatto col ministero dell’Interno e con la Protezione civile nazionale”.
“Quelli bloccati in Calabria – afferma il deputato –  sono siciliani come noi, che sono rimasti senza un tetto sopra la testa a causa della chiusura delle ditte dove lavoravano e delle strutture dove dormivano e non avevano altra scelta che ritornare a casa loro. Adesso dovranno essere messi in quarantena e gli organi preposti dovranno controllare che la rispettino. Famiglie, bambini, anziani, donne in gravidanza, tutti dovranno rispettare la quarantena, guai a trasgredire. La serietà delle istituzioni si misura con la capacità di far rispettare le regole, ma anche rimanendo accanto ai propri cittadini nel momento del bisogno. Sono soddisfatto della collaborazione di tutti gli enti interessati e ringrazio anche il presidente della Regione Calabria,  il sindaco Falcomatà di Reggio Calabria e il vice sindaco di Villa San Giovanni Mariagrazia Richichi per l’impegno profuso e la Protezione civile calabrese per l’assistenza prestata ai nostri concittadini. Lavoriamo tutti uniti, sconfiggiamo il Coronavirus, ma senza dimenticarci dei più deboli. Nessuno deve rimanere indietro”.

Al centro delle attenzioni degli inquirenti vi sono 26 medici appartenenti a due ospedali: il Barone Lombardo di Canicattì e il San Giovanni di Dio di Agrigento.

Titolare dell’inchiesta è il Pubblico Ministero Chiara Bisso che ha iscritto sul registro degli indagati tutti i sanitari che hanno avuto in cura una donna di Canicattì la quale è morta lo scorso 12 marzo a seguito di un intervento di colecisti e dopo una circostanziata denuncia presentata dai familiari della vittima.

Secondo la denuncia dei familiari la donna, in un primo momento ricoverata a Canicattì per forti dolori addominali, sarebbe stata trasferita successivamente al nosocomio di Agrigento.

Prima un intervento al Barone Lombardo e poi un altro al San Giovanni di Dio. In questo lasso di tempo, iniziato con il ricovero il 21 gennaio scorso e terminato con il decesso, i familiari attraverso i propri legali hanno chiesto di far luce su quanto sia accaduto.

Il  pubblico ministero Bisso ha così disposto l’autopsia che sarà eseguita venerdì.

Il dato ufficiale, dell’Asp di Agrigento e trasmessoci dalla Prefettura di Agrigento, registra alla data di ieri, 24 marzo, alle ore 17, 50 positivi in provincia di Agrigento, così ripartiti per Comune:

AGRIGENTO 6 (+ 3 rispetto al 23 marzo)
CANICATTI’  2
FAVARA  3
LICATA  3
MENFI 4 (+ 1 rispetto al 30 marzo)
MONTALLEGRO 1
PALMA DI MONTECHIARO  3
RAFFADALI  1
RIBERA  6
SANTA MARGHERITA DI BELICE  1
SCIACCA 18
SICULIANA  1

Non ce l’ha fatta il medico di famiglia di Riesi Calogero Giambarresi di 69 anni. Il professionista aveva avuto diagnosticato il coronavirus domenica scorsa.

Le condizioni dell’uomo si sono velocemente aggravate e dopo un primo ricovero al reparto di malattie infettive dell’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta è stato trasferito e intubato in sala di rianimazione. Non è servito a nulla, oggi pomeriggio è arrivata la morte.

Quella di oggi è la seconda vittima nella provincia nissena ,dopo quella del biologo dell’Asp.

Vive da sola, in via Farag nei pressi di Cannatello. L’anziana donna, una 85 enne, dopo la morte del marito non è assistita da nessuno, men che meno dai parenti.

Ovviamente la donna non è autosufficiente per qualsiasi tipo di spostamento.

Ebbene, una pattuglia dei Carabinieri del Comando Stazione del Villaggio Mosè, questa mattina, non ha esitato un solo istante a recarsi in un supermercato e recapitare alla anziana signora la spesa necessaria per i prossimi giorni.

Un modo come un altro per far sentire da parte delle Forze dell’Ordine la loro vicinanza soprattutto a chi è in difficoltà.

Almeno mille posti letto, distribuiti nelle province dell’Isola e ricavati dall’utilizzo di alberghi, residence, saranno riservati dalla Regione Siciliana a persone obbligate all’isolamento. Saranno pazienti positivi al Coronavirus, ma che non hanno necessità di ricovero in strutture ospedaliere. Entro ventiquattro ore sarà fornito alle Aziende sanitarie provinciali l’elenco delle strutture che hanno manifestato la propria disponibilità ad accogliere tali soggetti. Subito dopo, le Asp dovranno disporne una adeguata sistemazione.

E’ quanto prevede una nuova ordinanza firmata dal presidente Nello Musumeci per far fronte all’emergenza provocata dal Covid 19. Aziende sanitarie e strutture alberghiere, che dovranno mettere a disposizione centinaia di camere da sanificare preventivamente, sottoscriveranno una convenzione che prevede, tra l’altro, il pagamento di un importo massimo a carico dell’amministrazione di trenta euro al giorno, in relazione alla classificazione in stelle della struttura.

«Ne stiamo cercando almeno una in ogni territorio provinciale per essere pronti – sottolinea il governatore siciliano – a un possibile picco dei contagi che richieda di tenere in isolamento i soggetti risultati positivi, ma che non presentano particolari sintomi. Abbiamo allertato le organizzazioni di categoria e contiamo su adeguate risposte all’avviso pubblico del dipartimento Salute.  oglio dire anche – sottolinea Musumeci-  che l’Agenzia nazionale per i beni confiscati ci ha messo subito a disposizione due strutture alberghiere, a Palermo e nel Trapanese, che contiamo di utilizzare. Un bel segnale di collaborazione istituzionale e un grazie al prefetto Bruno Frattasi per la disponibilità. In questo momento nulla può essere lasciato al caso e l’impegno di tutti diventa fondamentale per venirne fuori».

Gli alloggi saranno a uso esclusivo dell’utente in isolamento indicato dall’Asp e per il quale ci sarà il divieto assoluto di ricevere visite. Nella struttura, oltre al personale in servizio, potranno accedere soltanto ospiti designati dall’Azienda sanitaria, il personale medico e i fornitori autorizzati. Per tutti, naturalmente, verranno adottate le massime precauzioni.

Ad Agrigento, un anziano di 75 anni è morto nella sua abitazione in via Manzoni. Il medico di famiglia, che ha telefonato alla Polizia, ha riferito che l’uomo ha sofferto di febbre alta e tosse da diversi giorni. E’ stato pertanto eseguito il tampone in attesa dell’esito. Alcuni giorni addietro è deceduto un uomo a Fontanelle, vittima di un infarto, come accertato dai sanitari, che hanno comunque praticato il tampone post mortem risultato negativo.

Questo il quadro riepilogativo della situazione nell’Isola, aggiornato alle ore 12 di oggi (martedì 24 marzo), in merito all’emergenza Coronavirus, così come comunicato dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.

Dall’inizio dei controlli, i tamponi validati dai laboratori regionali di riferimento sono 7.170. Di questi sono risultati positivi 846 (125 + di ieri), mentre, attualmente, sono ancora contagiate 799 persone (+118 rispetto a ieri). Va precisato che la metà dei nuovi casi positivi sono a Villafrati, nel Palermitano, il resto della Regione cresce in modo più contenuto.

Sono ricoverati 337 pazienti (45 a Palermo, 123 a Catania, 70 a Messina, 1 ad Agrigento, 18 a Caltanissetta, 29 a Enna, 11 a Ragusa, 24 a Siracusa e 16 a Trapani) di cui 67 in terapia intensiva, mentre 462 sono in isolamento domiciliare, 27 guariti (11 a Palermo, 6 a Catania, 5 a Messina, 2 ad Agrigento ed Enna, 1 a Ragusa) e 20 deceduti (1 a Caltanissetta, Messina, Palermo e Siracusa, 2 ad Agrigento, 6 a Enna e 8 Catania).

 

E’ stato risolto il giallo dell’automobile Renault 4, stracolma di oggetti personali, e con a bordo tre francesi, giunta ad Aci Trezza, in provincia di Catania, nonostante i controlli sullo Stretto di Messina. Attualmente i tre francesi sono ospiti di una coppia di spagnoli ad Aci Trezza, e spiegano: “Siamo partiti da Napoli, stiamo bene, non abbiamo il virus. Siamo stati controllati. Adesso siamo ospiti di amici, ad Aci Trezza. Siamo artisti di strada, non stiamo lavorando e abbiamo bisogno di aiuti per mangiare. Ci siamo messi in quarantena. Non usciamo di casa, ma speriamo che qualcuno possa occuparsi di noi per sfamarci” – concludono. Interverrà la Caritas locale.