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“La fuga, di questa mattina, di un nutrito gruppo di migranti che, pur scortati dalle forze dell’ordine, sono riusciti a forzare la porta dell’autobus che li trasportava e a dileguarsi nelle campagne circostanti la rotonda del tempio di Giunone, nel pieno della valle dei templi, è l’ennesimo inaccettabile episodio che certifica l’inefficienza del Ministro dell’Interno Lamorgese.

Un Ministro che da un lato usa la forza ed il pugno duro nei confronti degli italiani che nelle piazze manifestano l loro dissenso nei confronti dell’Esecutivo, e che dall’altro permette a migliaia di clandestini di entrare incontrollati in Italia e di fuggire dai centri di accoglienza o durante il loro trasbordo.

È molto probabile, adesso,  che questi facinorosi vadano ad ingrandire quelle sacche di delinquenza, presenti nella città dei templi, che rappresentano un pericolo per la sicurezza pubblica e che sono l’effetto collaterale di un’assurda gestione del fenomeno dell’immigrazione di questo governo che, con le sue scelte, continua ad alimentare il business dell’accoglienza.

È ora di finirla, chiediamo le dimissioni del Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese perché inadeguata a ricoprire un dicastero così delicato ed importante”.

Lo dichiara Calogero Pisano di Fratelli d’Italia.

24 i nuovi positivi, nella giornata di venerdì, uno il ricovero che porta ad un totale di 7 gli ospedalizzati e 8 i guariti. Si registra anche 1 morto a Naro che porta il numero delle vittime a 352 in provincia di Agrigento dall’inizio della pandemia.

L’Asp comunica anche che in ospedale ci sono 7 agrigentini. Di questi 6 si trovano in degenza ordinaria e subintensiva del “Fratelli Parlapiano” di Ribera e uno (-1) è in Terapia intensiva. C’è poi un agrigentino che è ricoverato in un ospedale fuori provincia.

Questa la situazione Comune per Comune: Agrigento: 17 (+1); Aragona: 1 (stabile); Burgio: 2 (+1); Cammarata: 5 (stabile); Campobello di Licata: 2 (stabile); Canicattì: 43 (+4); Casteltermini: 1 (stabile) che è un migrante ospitato in un centro di accoglienza; Castrofilippo: 1 (+1); Cattolica Eraclea: 30 (stabile); Favara: 2 (stabile); Grotte: 1 (stabile); Licata: 19 (+1); Lucca Sicula: 2 (stabile); Montallegro: 1 (stabile); Naro: 23 (+2); Palma di Montechiaro: 11 (stabile); Porto Empedocle: 5 (+1); Raffadali: 14 (stabile); Ravanusa: 3 (stabile); Ribera: 13 (stabile); San Giovanni Gemini: 3 (+3); Santa Margherita di Belice: 1 (+1); Sciacca: 35 (-2); Siculiana: 1 (stabile); Villafranca Sicula: 6 (stabile).

Sono “Covid free” Alessandria della Rocca, Bivona, Calamonaci, Caltabellotta, Camastra, Cianciana, Comitini, Joppolo Giancaxio, Menfi, Montevago, Racalmuto, Realmonte, San Biagio Platani, Sambuca di Sicilia, Sant’Angelo Muxaro, Santo Stefano Quisquina e Santa Elisabetta.

Sono 33 (dato stabile) i migranti attualmente in quarantena sulle navi di accoglienza in rada dell’Agrigentino.

“Nel mese di Marzo abbiamo chiesto un incontro formale con l’amministrazione per parlare proprio di “rifiuti regolamento differenziata e sistema di raccolta”,  abbiamo sollecitato più volte l’incontro senza nessun risultato, lo abbiamo fatto anche nell’incontro voluto dall’Amministrazione con la stampa e le associazioni a Palazzo dei Filippini il 4 giugno u.s., in quella occasione è stato riferito dal Vice Sindaco Trupia assessore ai Rifiuti, “il regolamento è pronto”, alla data di oggi dopo 6  mesi ancora non abbiamo nessuna notizie.

Abbiamo in data 19 u.s. dato la soluzione proponendo A COSTO ZERO un nuovo metodo di raccolta differenziata già proposto in campagna elettorale, OGGI 30 OTTOBRE 2021, ecco La prova del fallimento del metodo della RACCOLTA DIFFERENZIATA ….

In via Manzoni alle 11,00 di stamane la spazzatura non era ancora stata raccolta. E’ la prova del fallimento dell’assessore Trupia”.

Lo dichiara il vice presidente della Codacons, Giuseppe Di Rosa.

 

La cittadinanza agrigentina potrà contare su un nuovo centro vaccinale anticovid-19 ad Agrigento in uno dei luoghi più frequentati della città. Sarà attivo infatti da domani, domenica 31 ottobre, un ulteriore punto di somministrazione presso il centro commerciale Città dei Templi dove medici ed infermieri, oltre a fornire informazioni e consulenze sul vaccino, inoculeranno prime, seconde e terze dosi in uno spazio opportunamente allestito ed attrezzato di tutto punto. Collocato a pochi metri dall’ingresso principale del megastore, il centro vaccinale sarà aperto tutti i giorni dalle dieci del mattino sino alle 18. Il nuovo servizio potenzia la rete dei punti vaccinali sul territorio e  risponde appieno all’intenzione dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Agrigento, più volte enunciata dal commissario ASP Mario Zappia, di avvicinarsi alla gente ed appianare ogni difficoltà di spostamento dei cittadini verso gli altri luoghi di somministrazione.

Nel giorni scorsi, nell’ambito dei controlli straordinari del territorio predisposti dal Questore di Agrigento nel territorio della provincia, personale della Polizia di Stato di Palma di Montechiaro congiuntamente agli agenti del Reparto Prevenzione Crimine di Palermo effettuavano un servizio straordinario finalizzato alla prevenzione e contrasto dei fenomeni di spaccio di sostanze stupefacenti e dei reati predatori.

Nel corso dell’attività sono state identificate 180 persone e controllati 95 automezzi. Tre esercizi commerciali sono stati sottoposti a verifiche, controllate, inoltre, 30 persone sottoposte a misure di restrizione della libertà.

In particolare, durante un posto di controllo effettuato nel centro cittadino gli agenti procedevano al fermo e controllo di un mezzo condottò da un venticinquenne originario di Palma di Montechiaro, che veniva trovato in possesso di circa 10 grammi di Marjuana, già suddivise in singole dosi pronte alla cessione, oltre che di diverse banconote di piccolo taglio probabile provento dell’attività delittuosa. Nella successiva perquisizione effettuata nell’abitazione del cittadino palmese venivano rinvenuti altri 70 grammi di marjuana ed un bilancino di precisione. Il giovane veniva pertanto deferito all’A.G. per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. Nel corso della stessa attività il personale della Polizia di Stato procedeva al ritiro cautelare di due armi detenute nell’abitazione in cui viveva il venticinquenne.

E’ assurto a caso di cronaca, anche perché è un caso unico, il no al vaccino da parte di un sacerdote impegnato nella parrocchia di San Gioacchino a Partinico, in provincia di Palermo, don Francesco Amante, che non intende vaccinarsi, garantendo comunque sicurezza ai fedeli tramite il tampone ogni 48 ore. Il prete afferma: “Rispetto quello che dicono il Papa e l’arcivescovo di Monreale ma io resto della mia idea e non mi vaccino. No vax? Io non appartengo a nessuna ‘categoria’. Le ragioni di non vaccinarmi sono solo mie e basta. Non devo giustificarmi con nessuno che non siano le persone a me più care e più vicine”.

Incredibile ma vero.
Hanno aspettato che l’autobus rallentasse in presenza dello stop alla rotatoria del tempio di Giunone, nel cuore della valle dei Templi, per forzare la bussola e scappare via.
È successo pochi minuti fa.
Sono intervenute alcune volanti della Polizia ma almeno una trentina sono riusciti a far perdere le proprie tracce, riuscendo a fuggire verso le Stoai e verso Viale Cannatello.

Operatori ecologici al lavoro ad Agrigento, anche durante i due giorni di festività legati alla commemorazione di Ognissanti e dei Defunti.

Le ditte del Raggruppamento di imprese Iseda e Sea garantiranno infatti il servizio, come ogni anno, anche nelle giornate di lunedì e martedì prossimo in modo da evitare che la spazzatura si accumuli nei mastelli e nelle abitazioni dei cittadini.

Nel capoluogo dunque, lunedì, giorno di Ognissanti, saranno regolarmente svuotati i mastelli di colore marrone per il conferimento dell’umido e il martedì 2 novembre, i mastelli di colore giallo per la plastica.

Una casa “restaurata” già tra il III e il II secolo avanti Cristo. E’ l’eccezionale scoperta di queste ultime settimane nel Parco archeologico della Valle dei Templi di Agrigento, dove è stata riportata alla luce una serie di straordinarie pitture parietali e una pavimentazione in cocciopesto e a mosaico, perfettamente integra, parte di un’abitazione nel cosiddetto quartiere ellenistico-romano.

La casa era crollata, o era stata demolita per qualche motivo, e le macerie accumulate hanno “salvato” mosaici e pavimenti in stile pompeiano. La scoperta è stata fatta durante la sesta campagna di scavo dell’Università di Bologna nel Quartiere ellenistico-romano di Agrigento – la stessa zona dove è stato scoperto il teatro  -, un progetto di ricerca avviato in collaborazione con il  Parco Archeologico, sotto la direzione di Giuseppe Lepore del Dipartimento di Beni culturali del Campus di Ravenna. Dal 2016 e con cadenza annuale il team dell’Università di Bologna si è dedicato all’indagine di un intero isolato (il terzo del Quartiere), con particolare attenzione alla Casa III M. E’ stata proprio quest’ultima a restituire un contesto che gli archeologi giudicano di altissimo valore scientifico, con pavimenti e pitture in perfetto stato di conservazione. Il professor Lepore spiega che “si tratta di una scoperta unica nel suo genere. Questa casa è stata ristrutturata, insieme al resto del quartiere, tra la fine del III e gli inizi del II secolo avanti Cristo ed è stata dotata di un complesso sistema di pitture parietali e di pavimenti in cocciopesto e in mosaico, articolati addirittura su due piani. Ben presto, però, forse già nella prima età imperiale, la casa crolla (oppure viene demolita intenzionalmente), cosa che ha determinato il suo straordinario stato di conservazione visto che le macerie hanno “protetto” il pavimento”. L’abitazione, estesa per circa 400 mq, presenta una monumentale pastàs (ovvero uno spazio porticato), dal quale si accede ai tre vani principali, tutti disposti sul lato nord: è stato l’ambiente centrale a riservare le maggiori sorprese durante questa campagna di scavo: ha infatti restituito, al piano terra, il pavimento in cocciopesto con inserti di pietre colorate che formano una decorazione a meandro; il crollo e le macerie che occupavano interamente lo spazio del vano, hanno restituito numerose porzioni del pavimento del piano superiore (un mosaico policromo sempre con motivo a meandro) e le relative pitture parietali, “in stile pompeiano”.

“Continua la magnifica “stagione” archeologica della Sicilia che non finisce di riservarci sorprese straordinarie come questa: una casa che sembra uscita da un restauro per quanto è perfettamente conservata – interviene l’assessore regionale ai Beni culturali Alberto Samonà –  A dimostrazione che la politica del Governo indirizzata a far ripartire gli scavi in tutte e nove le province siciliane, va nella giusta direzione. Riportare alla luce le testimonianze del passato ci dà la possibilità di costruire il futuro della Sicilia”.

Pavimenti e pitture si possono datare, ad una prima analisi, ad un rifacimento degli inizi del I secolo avanti Cristo. Si tratta di ambienti che appartenevano ad un ceto gentilizio, gli stessi descritti da Cicerone nelle Verrine: stanze ricche di statue, tappezzeria, arazzi, argenti, con pareti affrescate e pavimenti a mosaico.

Speriamo possano continuare le ricerche – spiega l’architetto  Roberto Sciarratta, direttore della Valle dei Templi -: il Quartiere ellenistico-romano deve diventare un punto di forza del nuovo percorso che stiamo allestendo nel Parco archeologico, che collegherà  la Collina dei Templi direttamente con le terrazze superiori della città antica, che ospitano il Quartiere da una parte e il museo archeologico “Pietro Griffo” dall’altra, oltre all’area degli edifici pubblici dell’area centrale, fino all’ipogeo Giacatello. I lavori dell’Università di Bologna, di cui condividiamo gli obiettivi, si inseriscono dunque pienamente nella programmazione del Parco, volto ad ampliare l’offerta culturale ed a comunicare al meglio il proprio patrimonio”. I lavori sul campo riprenderanno l’anno prossimo, ma nel frattempo il gruppo di lavoro coordinato dal professor Lepore continuerà a lavorare e studiare i materiali rinvenuti all’interno del crollo e la ricomposizione delle pitture parietali e dei frammenti di mosaico.