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La segreteria provinciale della Uil di Agrigento plaude all’operazione di quest’oggi, denominata “Piazza Pulita”, che ha fermato lo spaccio e la vendita di droga nel centro storico della città.

“Un grazie doveroso ai carabinieri e agli organi inquirenti che con questa operazione hanno fermato il flusso di morte. Abbiamo appreso pure dei metodi violenti nel mettere sul mercato e vendere la droga. Gli arresti dei migranti dimostrano che nelle vie del centro spesso questi giovani non si integrano e diventano terminale finale di organizzazioni criminali dedite solo al business delle sostanze stupefacenti.

Siamo certi che questa operazione di bonifica darà una sterzata alle Vie Vallicaldi, Boccerie, etc, auspicando che possano diventare simbolo di legalità e rinascita, e lanciare messaggi positivi e retti per i giovani agrigentini.

Le forze dell’ordine devono continuare a reprimere il fenomeno droga e a setacciare il territorio affinchè questa minoranza sia debellata definitivamente.

La Uil agrigentina appoggia e incoraggia il ripristino della legalità e la massiccia opera di prevenzione da parte delle Istituzioni che inizia dalle scuole, dalle associazioni e dalle buone prassi contro questa strada che è solo morte e disperazione per intere generazioni.”

E’ stato riattivato, presso il Genio Civile di Agrigento, il tavolo interdipartimentale finalizzato alla ricognizione del sistema ipogeico che attraversa il sottosuolo della città dei templi.  Il tavolo, in virtù di apposito provvedimento del Dipartimento Regionale Tecnico, sarà coordinato dal Capo del Genio Civile di Agrigento, Rino La Mendola, e si comporrà dei rappresentanti del Commissario del Governo per l’emergenza idrogeologica, del Comune di Agrigento, del Corpo Regionale delle Miniere, della Curia Arcivescovile di Agrigento, dei Dipartimenti Regionali della Protezione Civile e dell’Ambiente, del Libero Consorzio dei Comuni della Provincia, del Parco della Valle dei Templi e della Soprintendenza ai Beni Culturali ed Ambientali di Agrigento.

“Entro la prima decade di maggio, insedieremo il tavolo presso l’Ufficio del Genio Civile, afferma La Mendola, riprendendo il lavoro già avviato nel 2010 e poi successivamente interrotto. In occasione dell’insediamento, registreremo le attività già avviate dal Comune e dallo stesso Genio Civile, valuteremo i percorsi per il reperimento delle risorse necessarie e concorderemo, con i componenti del tavolo, un cronoprogramma per georeferenziare tutti gli imbocchi degli ipogei, avviare il rilievo del sottosuolo della città dei templi ed individuare le zone  che manifestano segni di dissesto e che sono pertanto da consolidare. Dopo la conclusione di dette attività, verranno redatti i progetti  ed individuate le risorse necessarie per  eseguire i lavori”.

“L’obiettivo finale, continua il Capo del Genio Civile, è dunque quello di mettere in sicurezza le costruzioni che sorgono sulle cavità del sottosuolo Agrigentino e di riaprire, almeno per alcuni tratti, gli stessi ipogei ai turisti, trasformando così un problema in una nuova risorsa che, unitamente ai tanti lavori che si realizzeranno presto per riqualificare gli spazi pubblici della città antica, potrebbero attrarre i tanti turisti di transito che oggi  visitano la valle e ripartono, che verrebbero così trasformati in turisti stanziali, portatori di interessi economici diffusi, fondamentali per l’economia agrigentina”.

Informazioni utili sugli ipogei:

Gli ipogei agrigentini  sono dei cunicoli  sotto l’antica Akragas, scavati, secondo Diodoro Siculo, dagli schiavi cartaginesi catturati dagli Acragantini dopo la battaglia di Imera del 480 A.C., per raccogliere le acque piovane filtrate in profondità e per creare quindi una rete idrica sotterranea che potesse soddisfare le necessità della città. Nel tempo tali ipogei, il cui sviluppo altimetricamente segue il contatto tra il letto delle calcareniti superficiali ed il tetto della prima  intercalazione argillosa, hanno assunto la funzione di raccogliere  le acque  meteoriche filtrate in profondità  (acque sotterranee), convogliandole verso valle. Ciò, di fatto,  riduceva notevolmente la quantità di acqua  che permeava in profondità sino a raggiungere le argille di base, minimizzando i fenomeni  di plasticizzazione di suddette argille  e scongiurando conseguentemente i rischi di scivolamento a valle del  superiore banco di calcarenite su cui sorge  il centro storico.

Gran parte di suddetti  ipogei  sono stati purtroppo manomessi e addirittura interrotti, negli anni ‘60,  durante la costruzione di una serie di palazzine ai margini del centro storico. A causa di ciò, oggi  la rete idrografica sotterranea, non solo non  riesce a drenare le acque meteoriche filtrate nelle calcareniti verso valle, ma determinano ulteriori rischi per il progressivo crollo delle volte degli stessi cunicoli  che si avvicinano sempre più alla superficie, con il rischio di procurare il cedimento dei terreni di fondazione degli edifici  sovrastanti.

Oggi ,  è  certamente difficile, se non impossibile, il ripristino della rete di drenaggio sotterranea, che sarebbe indispensabile per  alleggerire il  versante su cui sorge  gran parte della città antica, ma è ancora possibile il consolidamento dei tratti della rete ipogeica, che manifestano segni di instabilità, rischiando di compromettere la stabilità delle costruzioni soprastanti, così come è possibile  aprire alcuni tratti della rete sotterranea ai turisti.  Per questo motivo, l’Ufficio del Genio Civile ha proposto al Dipartimento Tecnico la riattivazione del tavolo, che si insedierà entro la prima decade del mese di maggio.

 

Nonostante fosse in regime di detenzione domiciliare avrebbe ricevuto in casa alcune persone violando evidentemente le prescrizioni previste dalla misura degli arresti domiciliari cui era sottoposto.

Per questo motivo era finito in manette due giorni addietro Antonino Mangione, 38 anni di Raffadali ma residente ad Agrigento.

Arresto che, nella giornata di ieri, è stato convalidato dal Gip del Tribunale di Agrigento: “Sono venuti a farmi gli auguri di Pasqua” avrebbe detto Mangione al giudice durante l’interrogatorio di garanzia.

 

Reagisce male ad un controllo della polizia finendo per aggredire due agenti della sezione Volante della Questura di Agrigento a tal punto da ricevere cure mediche dai sanitari dell’ospedale San Giovanni di Dio.

E’ accaduto la sera di Pasqua quando un 34enne parcheggiatore abusivo è stato arrestato dai poliziotti per i reati di resistenza a pubblico ufficiale, lesioni e minacce.

Il 34enne tunisino, ma da anni residente ad Agrigento, era in stato di alterazione alcolica e in quel momento stava svolgendo l’attività, del tutto abusiva, di parcheggiatore lungo via Empedocle, nel centro cittadino.

 

“C’è un inizio e una fine per tutti” recita un passaggio della lettera che, secondo una prima ricostruzione, sarebbe stata recapitata proprio sotto l’uscio della porta del convento.

Una missiva satura di insulti e minacce che, al momento, non riescono a trovare ulteriori spiegazioni. E’ in effetti la prima volta che ad essere palesemente minacciate siano delle suore. Gli inquirenti, oltre a passare al setaccio eventuali immagini di telecamere di sicurezza, stanno cercando di comprendere i motivi che stanno alla base di questa “strana” intimidazione.

 

I carabinieri della stazione di Palma di Montechiaro hanno arrestato un 22enne che questa mattina ha sparato un colpo di arma da fuoco all’indirizzo della madre al culmine dell’ennesima discussione.

La donna sarebbe stata colpita di striscio alla testa ed è’ stata ricoverata all’Ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento con una prognosi di 15 giorni.

Il ragazzo, invece, dovrà adesso rispondere dell’accusa di tentato omicidio e porto illegale di arma da fuoco.

Ad Agrigento, nel giorno di Pasqua cinque giovani agrigentini sono stati sorpresi, dagli agenti della Polizia Municipale di Agrigento, a danneggiare alcune giostre sul lungomare Falcone e Borsellino.

I cinque giovani, dopo un’attenta verifica da parte dei vigili urbani, ripresi da un video sono stati identificati, e saranno denunciati a piede libero per l’ipotesi di reato di danneggiamento.

A complimentarsi per l’attività contro i presunti vandali svolta dalla polizia municipale è stato il Sindaco di Agrigento, Lillo Firetto.

Riprende domani, martedì 23 aprile, la consegna dei mastelli per la raccolta differenziata a Canicattì. A deciderlo, sono stati i responsabili delle imprese dell’Ati che hanno in appalto il nuovo servizio, per dare la possibilità a quanti non hanno ancora ricevuto il kit per il porta a porta,  di recarsi negli uffici all’interno del centro culturale San Domenico, per ritirare tutto il materiale necessario per effettuare una corretta raccolta differenziata. I cittadini che non hanno ancora ricevuto il materiale, saranno contattati telefonicamente dal personale specializzato che darà loro un codice che permetterà il ritiro dei mastelli. Chi lo ha già ricevuto, può recarsi al centro San Domenico, negli orari previsti. Il centro sarà aperto tutti i giorni, esclusi i festivi, dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 17.30 ed il sabato mattina.

Per il ritiro gratuito dei mastelli e di tutto il materiale informativo, sarà necessario avere con se la tessera sanitaria dell’intestatario della Tari anche in caso di delega.

Gli agenti della sezione Volanti della Questura hanno arrestato Antonino Mangione, 38 anni, di Raffadali, ma residente ad Agrigento.

L’uomo, nonostante fosse in regime di detenzione domiciliare avrebbe ricevuto in casa alcune persone, cosa vietata dalle prescrizioni previste dalla misura cui era sottoposto.

Antonino Mangione è noto alle cronache giudiziarie per essere stato coinvolto nell’operazione Proelio, scaturita da un inchiesta su un presunto traffico di droga e abigeato sotto l’egida della mafia, accuse da cui però era stato assolto.

Successivamente entrò in qualche modo nell’operazione Kerkent per delle dichiarazioni messe a verbale che contribuirono a far scattare l’operazione che portò, nello scorzo marzo, all’esecuzione di 32 misure cautelari.

 

Ci sarebbe il mancato rispetto dello stop all’origine di un incidente stradale che si è verificato ieri in via Unità d’Italia, ad Agrigento.

 
 

Un anziano, alla guida di una Fiat Grande Punto, non si sarebbe fermato dando la precedenza e si è scontrato contro un’auto della polizia. Il bilancio è di un agente in servizio ferito che è stato trasportato all’ospedale San Giovanni di Dio per le ferite riportate.

Qui, i medici del nosocomio, hanno preso in cura il poliziotto che ne avrà per almeno una decina di giorni. Le sue condizioni comunque non destano preoccupazione.

Intanto, l’auto dell’anziano, sottoposta ad accertamenti, è risultata priva di copertura assicurativa e senza revisione, da qui il sequestro della vettura del pensionato, anche lui tra l’altro rimasto contuso.