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Stava pescando ed è scivolato tra gli scogli del molo di ponente del Porto di Licata, perdendo conoscenza.

Allertati, sono attivati gli uomini della capitaneria del circomare di Licata, con la motovedetta e due automezzi per soccorrere l’uomo in attesa dell’arrivo dell’elisoccorso.

La Guardia Costiera di Licata, al fine di scongiurare il ripetersi di eventi analoghi, richiama l’attenzione sulla necessità di osservare l’Ordinanza 23/2014 della Guardia Costiera di Licata e l’Ordinanza Regionale 32/2019 che interdicono il transito sulla diga foranea di Ponente del Porto.

Con ricorso proposto innanzi al TAR Sicilia Palermo, la sig.ra Sara Silvana Cavallo, candidata alla carica di consigliere comunale di Gela e prima dei non eletti della lista “Avanti Gela” (collegata al candidato sindaco sconfitto Spata), ha sostenuto che l’Ufficio Centrale non avrebbe correttamente determinato il premio di maggioranza e che, conseguentemente, la stessa avrebbe dovuto essere proclamata eletta in luogo dell’avv. Adriana Romina Morselli.

L’avv. Morselli si è costituita in giudizio, con il patrocinio degli avv.ti Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia, chiedendo il rigetto del ricorso.

Frattanto, il legislatore regionale con l’art. 3 della l.r. n. 6 del 3 marzo 2020 ha espressamente previsto – ai fini dell’attribuzione del premio di maggioranza- una nuova modalità di arrotondamento dei seggi favorevole alla sig.ra Cavallo.

Il TAR Sicilia Palermo sez. I, condividendo gli assunti degli avv.ti Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia ha sospeso il giudizio e dichiarato rilevanti e non manifestamente infondate la questioni di legittimità costituzionale della suddetta norma di interpretazione autentica.

In particolare, il TAR ha rilevato come la suddetta norma viola l’art 24 Cost. – giacchè “è destinata ad incidere a vantaggio di una delle due parti del giudizio pendente” e si pone, altresì, in contrasto con “il principio del giusto processo”

La sig.ra Cavallo ha, tuttavia, proposto appello avverso la suddetta ordinanza del TAR Sicilia Palermo chiedendone la riforma e sostenendo la legittimità costituzionale della novella legislativa alla stessa favorevole.

L’avv. Morselli, sempre con il patrocinio degli avv.ti Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia, si è costituita in giudizio, chiedendo la declaratoria di inammissibilità e, comunque, il rigetto dell’appello.

Il CGA – Presidente e Relatore dott.ssa Rosanna De Nictolis – ha dichiarato inammissibile l’appello affermando la non appellabilità delle ordinanze di sospensione del processo per pregiudiziale costituzionale.

La sig.ra Cavallo è anche stata condannata a pagare – all’avv. Morselli e all’Ufficio Elettorale – le spese legali liquidate in complessivi euro 4.000, oltre accessori.

L’avv. Morselli rimane, pertanto, nella carica di Consigliere Comunale di Gela nelle more della pronuncia della Corte Costituzionale.

Non sarebbero i resti di Antonio e Stefano Maiorana quelli trovati nella diga Garcia tra la fine di novembre e l’inizio di dicembre dello scorso anno. Gli esami della Scientifica dei Carabinieri avrebbero escluso che le ossa trovate sul fondo della diga Garcia siano dei due imprenditori palermitani di cui non vi è più traccia dal 2007. Adesso bisogna accertare di chi sono i corpi di due persone con una corda e un grosso masso di cemento accanto. Sono stati trovati anche le parti di una scarpa e una maglietta. I resti sono affiorati quando il livello dell’acqua si è abbassato. I due sarebbero morti attorno al 2000 e quindi prima della scomparsa dei due imprenditori avvenuta a Isola delle Femmine. A coordinare l’inchiesta è la Procura di Termini Imerese diretta dal procuratore Ambrogio Cartosio.

A Sciacca quasi 2mila metri di suolo del Demanio sono stati sottoposti a sequestro penale da parte dei militari del Nucleo operativo di polizia ambientale della Guardia costiera, coordinati dalla locale Procura, perchè ritenuti occupati abusivamente da un’impresa edile. La Guardia Costiera e i magistrati, in particolare, hanno accertato “l’arbitraria occupazione, che si protraeva da diversi anni in assenza di qualsivoglia titolo concessorio, di un’area demaniale di 1.546 metri quadri circa e di una struttura di 166 metri quadri circa praticamente a ridosso del mare, utilizzate per lo stoccaggio di numeroso materiale edile destinato a successiva vendita, anch’esso sottoposto a vincolo giudiziario”. Al titolare dell’impresa edile sono stati contestati reati connessi all’occupazione arbitraria e abusiva di spazio demaniale marittimo, violazioni al Codice dei beni culturali (per opere che sarebbero state eseguite in assenza di autorizzazione) e varie inosservanze alle regole connesse alla corretta gestione dei rifiuti. E ciò perché, durante l’ispezione, sono emerse numerose aree in cui erano stati depositati rifiuti in modo non consono.

Dei sei indagati nell’ambito dell’inchiesta sul business dell’accoglienza, che ha colpito i vertici della Omnia di Favara, quattro si sono avvalsi della facoltà di non rispondere durante l’interrogatorio di garanzia, svoltosi nelle scorse ore, davanti al gip di Agrigento, Francesco Provenzano.

Un altro indagato ha chiesto lo slittamento dell’interrogatorio mentre un sesto – il ragioniere Massimo Accurso Tagano – si è difeso dalle accuse rispondendo di occuparsi soltanto della contabilità e non della gestione della società.

L’inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Salvatore Vella e dal sostituto Elenia Manno, ipotizza l’associazione a delinquere finalizzata alla commissione di una pluralità di truffe ai danni dello Stato, realizzate nell’ambito della gestione di un ente, che, in partenariato con numerosi Comuni della provincia, si occupa di accoglienza e ospitalità di extracomunitari richiedenti asilo.

Gli indagati, coinvolti a vario titolo nella gestione amministrativa, contabile e operativa dell’associazione di promozione sociale Omnia Academy con sede a Favara, avrebbero ottenuto contributi e finanziamenti pubblici per oltre un milione e trecentomila euro, pari alla somma delle rette giornalmente ottenute per l’accoglienza di migranti fittiziamente presenti nelle varie strutture gestite dall’associazione e alle spese in realtà non sostenute e illecitamente fatturate ai danni dei vari enti locali preposti all’erogazione dei contributi, nell’ambito dei progetti Sprar.

L’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento annuncia che è in corso la procedura di stabilizzazione del personale che opera all’interno degli istituti penitenziari. Il cosiddetto decreto Madia del 2017 e le successive integrazioni di legge consentono di normalizzare progressivamente anche il rapporto di lavoro del personale sanitario impegnato nelle carceri. Il commissario Mario Zappia commenta: “E’ motivo di soddisfazione comunicare che l’Azienda sanitaria di Agrigento risulta fra le prime aziende siciliane ad aver avviato l’iter di stabilizzazione del personale che opera in carcere. Si tratta di un atto dovuto che mira a donare serenità sia ai lavoratori che alle loro famiglie, ed esprime piena considerazione nei confronti di chi svolge un importante e difficile servizio di assistenza”.

Vietato distrarsi con il cellulare mentre si guida: la Polizia Stradale agrigentina ha intensificato i controlli. Nei giorni scorsi si è svolta la campagna di sicurezza stradale durata tre giorni e dedicata in modo particolare al contrasto dell’uso dello smartphone alla guida. Sono state impiegate 13 pattuglie della Polizia Stradale di Agrigento e dei Distaccamenti di Canicattì e Sciacca, che hanno contestato 21 sanzioni amministrative su 49 veicoli controllati, con la decurtazione di 105 punti – patente. Inoltre, lungo la strada statale 640 è stato utilizzato il nuovo Telelaser Trucam, di ultima generazione, dotato di videocamera, in grado di generare brevi video, come prova a supporto delle infrazioni accertate. E così sono state accertate 7 contravvenzioni con velocità massime rilevate di 201 e 213 chilometri all’ora, e con la decurtazione complessiva di 50 punti-patente.

Nel mosaico dei sottosegretari appena nominati nel Governo Draghi vi sono quattro siciliani. Tre sono del Movimento 5 Stelle: Giancarlo Cancelleri, riconfermato al ministero Infrastrutture e Trasporti, Barbara Floridia, alla Pubblica Istruzione, e Manlio Di Stefano agli Esteri. E poi vi è Giorgio Mulè, alla Difesa, e che sarebbe in quota Forza Italia, anche se Gianfranco Miccichè al partito avrebbe consegnato i nomi di Gabriella Giammanco e Gaetano Armao. In tanti hanno sperato fino all’ultimo di entrare nella lista di sottogoverno, ma sono stati stoppati dal gioco a incastro dei veti e degli equilibri politici. Così sono fuori ad esempio Davide Faraone, di Italia dei valori, Steni Di Piazza, del Movimento 5 Stelle, ed anche Roberto Lagalla, molto gradito al ministro Patrizio Bianchi ma senza sponsor di peso tra i partiti. Ha sperato anche Saverio Romano, di “Noi per l’Italia

“All’inizio della terza settimana dalla riapertura della scuola in presenza, ci chiediamo come sia la situazione negli istituti superiori della regione Sicilia”. La Confasi Scuola ha posto la questione all’assessore alla Pubblica Istruzione Roberto Lagalla, sottolineando come “alcuni istituti, diversamente da quanto previsto nelle norme, hanno la totalità di presenza degli studenti in classe (invece del 50%). “Siamo preoccupati – afferma Ornella Rizzo, componente del comparto scuola di Confasi- soprattutto in considerazione delle varianti a maggior contagiosità, se tale scelta sia sicura per la salute degli insegnanti e degli studenti”-