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Un giovane di appena 15 anni è stato fermato dagli agenti della polizia stradale di Agrigento, impegnati in un servizio di controllo lungo la strada che collega la Città dei Templi a Raffadali.

Qui è stato fermato il ragazzo, alla guida di uno scooter, che è stato trovato sotto l’effetto di sostanze stupefacenti ed in possesso di alcuni grammi di hashish.

Per questo motivo il giovane, uno studente originario di Raffadali, è stato denunciato, in stato di libertà, alla Procura presso il Tribunale per i Minori di Palermo, per guida sotto l’influenza di sostanze stupefacenti.

Alla luce degli ultimi e gravi accadimenti, trovo estremamente  preoccupante il generale clima da “assalto alla Bastiglia”, pur conoscendo e comprendendo perfettamente le ragioni che ci hanno traghettato verso questo punto di non ritorno.

In questi giorni, sono sotto gli occhi di tutti i limiti di un’amministrazione sorda e muta, che ha sempre mostrato a tutti i cittadini enormi difficoltà nella gestione dell’ordinario ed una totale incapacità nell’affrontare situazioni più complesse come quella dei rifiuti.

Cumuli di immondizia non sono soltanto una oscenità urbana, ma rappresentano un pericolo reale per la salubrità dell’aria e la salute dei cittadini.

Per discutere di questa problematica ho già provveduto a richiedere un incontro con il Prefetto.

In qualità di Presidente, posso serenamente affermare, senza alcun timore di smentita, che il Consiglio non ha mai osteggiato, ma al contrario, ha da sempre cercato di favorire possibili azioni amministrative che, tuttavia, con grande nostro rammarico, non sono mai state espresse.

Abbiamo cercato di sopire al massimo la normale dialettica di contrasto tra maggioranza ed opposizione.

Con l’intento di tutelare la precaria stabilità del nostro Paese e prendendo atto dell’enorme fragilità dell’attuale assetto amministrativo, abbiamo concesso tutto il tempo necessario affinché il Primo cittadino potesse riuscire a svolgere al meglio il suo importante compito.

Purtroppo per noi tutti, peró, il ruolo del nostro Sindaco si è rivelato soltanto un vuoto simulacro privo di qualunque riscontro in termini di efficienza e servizi resi alla cittadinanza che l’ha votato.

Adesso è giunto il tempo di agire e reagire: non possiamo più mostrare alcun tipo di indulgenza nei confronti di questa amministrazione perchè rischieremmo di divenire complici di questo enorme ed intollerabile sfacelo.

Il Sindaco, in questa fase disastrosa, deve prendere atto delle proprie responsabilità e illustrare, in primis a tutta la cittadinanza, come intende portare avanti, programmaticamente, la propria azione amministrativa.

Il sindaco di Aragona, Giuseppe Pendolino, ha incontrato alcuni rappresentanti di Poste Italiane al fine di risolvere i ricorrenti casi di omessi o errati recapiti postali in alcune contrade della città con carenze toponomastiche. L’azienda ha proposto l’installazione di cassette modulari sulle strade di ingresso alle contrade, e l’amministrazione comunale si è impegnata a regolarizzare la numerazione civica. Al più presto saranno compiuti dei sopralluoghi congiunti, Poste e Comune, per definire le aree su cui intervenire.

Traendo spunto dalla mancata partecipazione del Comune di Agrigento al Bando Regionale per ridurre i consumi energetici e migliorare l’illuminazione,ritengo opportuno e doveroso sottoporre all’opinione pubblica in generale alcuni spunti di riflessione che attengono le modalità di estrinsecazione di come sono stati amministrati gli uomini e le donne agrigentine da questa Amministrazione pro tempore.

 Sarebbe opportuno,quanto meno conoscere i motivi per i quali il Comune di Agrigento non ha partecipato al bando previsto nella misura 4.1.3 del Fondo Europeo di sviluppo regionale 2014/2020 destinato ai comuni siciliani.

Forse l’Amministrazione non sa che ancor oggi,molti cittadini che pur pagando la Tasi e gli altri tributi locali, ad oggi, non solo non hanno, il servizio della pubblica illuminazione (ma hanno quello della torcia dello smartphone) ricevono servizi non adeguati agli standard europei.

 Fa male prendere atto di questa mancata partecipazione da parte del Comune di Agrigento,poteva essere un’occasione di crescita del nostro territorio e di riconoscimento di diritti negati ad una parte della popolazione.

Le considerazioni che seguono non vogliono essere attacco personale all’amministrazione,ma considerazioni oggettive in gran parte condivise dalla stragrande maggioranza degli agrigentini,considerazioni che arrivano dopo quattro anni di Amministrazione targata rinascita e cambiamento.

E allora,come dimenticare quelle dichiarazioni programmatiche generose di promesse e di ipotesi di sviluppo civile della comunità agrigentina nel corso del 2015?

Come dimenticare gli estremi utopistici,le soluzioni definitive e finali che promettevano la liberazione totale dei bisogni degli agrigentini?

Oggi, a distanza di quattro anni sappiamo tutti che fine hanno fatto!

Quante sono le aspettative disattese?

Quell’evoluzione tanto “cantata” della rinascita e del cambiamento,che doveva soddisfare i bisogni degli uomini e delle donne agrigentine ad un livello superiore rispetto al passato che fine hanno fatto?

Dove sono i nuovi passi in avanti che questa Amministrazione ha fatto fare agli Agrigentini nella soddisfazione dei bisogni e nel progresso comunitario?

Fortunatamente la valutazione di un’attività amministrativa va misurata dai problemi risolti ,unico e chiaro indicatore dei passi avanti fatti rispetto alle amministrazioni precedenti.

E se uno + uno fa due per gli agrigentini elettori,due dovrebbe essere il risultato anche per questa Amministrazione!

In tutto questo, ciò che ci conforta è che, questa Amministrazione nel 2020, si sottoporrà nuovamente al giudizio degli elettori agrigentini quanto meno ne apprezziamo il coraggio.

Raccolta ferma ma spazzatura incendiata. Cumuli di rifiuti sono stati infatti incendiati lungo la strada che dalla cittadina marinara porta ai Lidi. Durante la notte, infatti, è stato appiccato il fuoco ad alcune delle montagne di rifiuti che nel corso degli ultimi giorni, sono stati abbandonati lungo le strade empedocline. Lo spettacolo che si è presentato stamane è quantomeno indecoroso mentre non si è ancora sbloccata la vicenda relativa al mancato pagamento delle spettanze che il Comune deve alle imprese della Realmarina che ha avuto come conseguenza, l’astensione dal lavoro degli operatori ecologici. Stamattina infatti, la raccolta che il sindaco Carmina, con una propria ordinanza aveva affidato alla dittaS.T.C. Safonte Trasporti di Canicattì, non è ripartita. In città infatti, non sono stati avvistati ne i mezzi ne gli operai della ditta che, nelle intenzioni dell’amministrazione comunale, avrebbe dovuto sostituire le imprese titolari del servizio che comunque, continuano quotidianamente ad effettuare i servizi essenziali che consistono nella raccolta dei rifiuti dinanzi le scuole, caserme e nei luoghi prefissati. Intanto, le tensioni registratesi ieri mattina quando gli operatori ecologici in lotta per i loro diritti si sono visti arrivare i “colleghi” di Canicattì, potrebbero avere uno strascico giudiziario. I lavoratori infatti smentiscono di avere aggredito qualcuno e stanno valutando azioni legali contro chiunque, organi di stampa e singoli soggetti, abbia fatto emergere che ci sia stata violenza fisica durante la mattinata di ieri. Al momento infatti, non risulta che nessuno dei presunti aggrediti abbia presentato denuncia agli organi competenti. Ieri in Prefettura, tutti i massimi esponenti delle forze dell’ordine, nel corso di una conferenza stampa, hanno stigmatizzato ogni forma di violenza rispetto a quanto si è detto, si sarebbe verificato a Porto Empedocle, ed hanno assicurato la loro capillare presenza sul territorio.

“Il clima di caos a Porto Empedocle va normalizzato. Bene l’intervento del Prefetto.” 

Ad intervenire, dopo la calda giornata empedoclina che ha visto momenti di tensione tra gli operatori ecologici e gli Amministratori locali sfociati in aggressione nei confronti dell’Assessore Sicilia , è il Capogruppo della Lega al Comune di Agrigento Nuccia Palermo. 

“Fermo restando – scrive Nuccia Palermo – la vicinanza e la solidarietà all’amministrazione empedoclina per il grave atto, oggi preme trovare una soluzione per i lavoratori che da 3 mesi non percepiscono gli stipendi e di conseguenza per il comune che vive in situazioni  igienico sanitarie precarie.”

” Si apra un tavolo di crisi – conclude l’esponente salviniana, Palermo – per normalizzare il servizio e dare garanzia e continuità economica ai lavoratori e alle loro famiglie, oggi, esasperate.”

Colpo grosso dei soliti ignoti a Canicattì. Ignoti, infatti, hanno fatto razzìa all’interno di un locale di proprietà di un uomo di 30 anni, portando via denaro contanti per quasi 900 euro, due casse acustiche, un mixer, un tablet e confezioni di alimenti e alcolici.

Ingente il valore del bottino trafugato, circa 12.000 mila euro.

Ad occuparsi delle indagini, dopo la denuncia del gestore, i Carabinieri della locale Compagnia.

Si rinnova una parte del parco auto dell’Azienda Sanitaria provinciale di Agrigento con l’acquisto di otto nuove Citroen C3 e di un furgone Fiat Ducato con allestimento speciale destinato al trasporto dei farmaci. A breve i servizi ASP ed il Dipartimento del farmaco potranno contare sui nuovi ed efficienti mezzi che andranno ad integrare la dotazione aziendale o a sostituire i mezzi non più efficienti. La Direzione strategica ASP, con un provvedimento dello scorso 15 febbraio, ha infatti disposto l’adesione alla convenzione “autoveicoli in acquisto 9” della Centrale nazionale di committenza CONSIP dando mandato al Servizio tecnico aziendale di emettere gli ordinativi di fornitura per un investimento paria a circa centodiciottomila euro. A questi mezzi si aggiungerà, in seguito, anche la fornitura di undici furgoncini Fiat Doblò Cargo utili al trasporto di campioni ematici per la quale l’Ufficio gestione parco auto del Servizio tecnico ASP ha già avviato l’iter di procedura negoziata. L’ammodernamento della flotta aziendale, al pari del costante rinnovo delle risorse strumentali dell’Azienda, rappresenta il risultato dell’intento di accrescere progressivamente il livello di efficienza e funzionalità dei servizi aziendali.

Roberto Di Mauro,Vice Presidente vicario all’Ars,interviene dopo il vertice convocato di ieri a Palazzo d’Orleans da Musumeci con i parlamentari nazionali sul nodo province siciliane,a oggi ancora in un limbo a dir poco imbarazzante e a serio rischio default.

“Finalmente dopo anni e anni di empasse e rimpalli si possono far ripartire le province o liberi consorzi,enti intermedi che hanno un ruolo determinante come si è visto per una serie di servizi sul territorio: dalle strade provinciali alla manutenzione delle scuole e ai servizi per i diversamente abili.Il problema del prelievo forzoso e del contributo di solidarietà per il risanamento alla finanza pubblica che ha creato una sperequazione economica e normativa e ha di fatto bloccato il funzionamento e gli investimenti delle province,può essere risolto e superato seguendo la strada del decreto legge che sani finalmente un vulnus pericoloso e che inevitabilmente avrebbe portato al dissesto di questi enti decentrati che hanno delle competenze e delle funzioni che vanno esercitate per la sicurezza e lo sviluppo dei nostri campanili.

Adesso i parlamentari siciliani consequenzialmente devono spingere il governo nazionale a un decreto legge che sia risolutivo della problematica,perché qualsiasi ente in Italia non può essere amministrato se viene meno un principio di decentramento amministrativo e finanziario che garantisca i servizi,attraverso risorse finanziarie.Alle Province Siciliane va ridata dignità e un pieno sostegno ad operare per gli interessi collettivi in un momento che il cittadino reclama diritti primari per il territorio:dalla mobilità,all’ambiente passando per i servizi del ciclo integrato dei rifiuti e idrico,alla luce anche di una rivisitazione che comincia a seguire un percorso nazionale per un ritorno all’elezione diretta che è la base e l’essenza di ogni democrazia partecipativa.”  

La  Cisl Fp ha indetto per domani, 20 febbraio, dalle 11, un’assemblea aperta a tutto il personale del comparto dipendenti Regionali e degli enti di cui all’art.1 non economici, sul tema “Evoluzione delle nuove dinamiche del contratto di cui all’ipotesi appena firmata anno 2016 – 2018”.

“Giova ricordare – come chiarisce il segretario provinciale Sas dipendenti regionali Carlos Bonfanti -, che questo rinnovo di contratto arriva, per quanto attiene la parte normativa dopo 13 anni mentre la  parte economica dopo circa 16 anni, non ci sono né parole ne giustificazione di merito a supporto di tale inerzia operativa. Con questo contratto – continua Bonfanti – si apre una nuova e storica stagione contrattuale, anche se va precisato, che si tratta di un contratto di fatto appena scaduto, ma in realtà in avvio di applicazione. Esso prevede anche, attraverso i lavori di un comitato paritetico, e alla luce del nuovo sistema di riclassificazione, l’avvio di una  riqualificazione attesa da lunghi anni che darà sostanza a quelle giuste e dovute aspettative di carriera da parte di tutti i dipendenti, che si è visto precludere questo diritto, subendo anche delle ingiustizie rispetto all’attuale ruolo rivestito ed il reale carico di lavoro svolto”.

Introdurranno i lavori  il segretario provinciale Sas Cisl Fp  Carlos Bonfanti e il segretario generale della Cisl Fp Floriana Russo Introito e saranno condotti  dal segretario regionale Sas Fabrizio Lercara.