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Il Tribunale di Agrigento ha condannato a 1 anno e 6 mesi di reclusione R M, sono le iniziali del nome, 42 anni, di Agrigento, per i reati di violazione di domicilio, minacce e lesioni. Il giudice ha disposto altresì il pagamento di una provvisionale di 1.000 euro nei confronti di due donne, madre e figlia, costituite in giudizio come parte civile. Il 19 novembre del 2018, lui avrebbe minacciato le due donne, tentando di introdursi nella loro abitazione, dopo essersi arrampicato su uno dei balconi, e infranto un vetro della finestra con una scopa. E poi avrebbe urlato: “Ti ammazzo e faccio abortire tua figlia”. Provvidenziale e tempestivo si è rivelato l’intervento dei poliziotti, allarmati subito dalle due. L’imputato è difeso dagli avvocati Daniele Re e Agnesa Neculai. Le donne dall’avvocato Fabio Inglima Modica.

I giudici della prima sezione penale del Tribunale di Agrigento, presieduta da Alfonso Malato, hanno inflitto quattro condanne nell’ambito dell’inchiesta, cosiddetta “Semiramide”, su un presunto business legato allo sfruttamento della prostituzione di ragazze romene tra Reggio Calabria e Licata. Dunque, 4 anni di reclusione per Gicu Radu, 42 anni, 3 anni e 6 mesi ciascuno per Julian Bobeica, 33 anni, e Alessandru Hornet Razvan, 34 anni, e per Alessandro Polimeni, 42 anni, di Reggio Calabria. L’operazione, condotta dai carabinieri di Reggio Calabria, è scattata nel 2011, dopo due anni di indagini. Un filone dell’inchiesta è approdato al Tribunale di Agrigento.

Legacoop Sicilia e Legacoop sociali Sicilia,  apprendono  con dolore dei tragici fatti di Castelvetrano, con l’incendio che ha distrutto il ghetto dell’ex “Calcestruzzi Selinunte”, provocando la morte di un giovane lavoratore “invisibile”, arso vivo all’interno dell’insediamento.

Ancora una volta una vittima dello sfruttamento e della mala accoglienza che nel nostro Paese lucra sulla vita di migliaia di persone in cerca di un futuro dignitoso.

Per questo motivo noi denunciamo le modalità disumane in cui vengono trattati i lavoratori stranieri, senza diritti e tutele, con alloggiamenti di fortuna ed estremamente pericolosi per la salute e per la vita stessa delle persone.

Invitiamo, pertanto, le Prefetture, i Comuni le Asp competenti e tutti gli organi di controllo a vigilare ed intervenire tempestivamente per prevenire queste disgrazie.

Già da subito Legacoop  Sicilia si sta attivando per la raccolta di beni di prima necessità (anche in accordo con altre organizzazioni) per fronteggiare l’emergenza, a partire dalle cooperative del territorio

Filippo Parrino Presidente di Legacoop Sicilia

Pippo Fiolo Presidente di Legacoop sociali Sicilia

Alle prime luci dell’alba della giornata odierna, la Polizia penitenziaria del Nucleo Investigativo Regionale della Sicilia, unitamente ad alcune unità del Nucleo Traduzione e Piantonamenti e del P.R.A.P di Palermo, nonché del Reparto della Casa di Reclusione di San Cataldo, coordinati dal Nucleo Investigativo Centrale di Roma, ha dato esecuzione, su richiesta della Procura della Repubblica di Caltanissetta, all’ordinanza, emessa dal GIP, della misura cautelare in carcere nei confronti di Z.S. e degli arresti domiciliari per altre 4 persone, tra cui un appartenente al Corpo di Polizia Penitenziaria, ritenuti responsabili a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata allo spaccio e commercio di sostanze stupefacenti, corruzione e utilizzo illecito di telefoni cellulari all’interno del carcere.

Le complesse attività di indagini, che hanno avuto inizio dalla segnalazione del Comandante del Reparto di Polizia penitenziaria della Casa di Reclusione di San Cataldo, e condotte con la collaborazione dello stesso, hanno permesso di accertare che l’Assistente Capo S.C.M., in forza nella struttura penitenziaria, dietro compenso in denaro, provvedeva a introdurre illecitamente sostanze stupefacenti all’interno del Penitenziario e che il detenuto Z.S., a cui lo stupefacente veniva recapitato, si occupava della commercializzazione tra i detenuti e delle richieste dei successivi rifornimenti.

La sostanza stupefacente veniva consegnata dalla moglie e dai due figli del ristretto, tutti residenti nel comune del Palermitano, al poliziotto infedele che approfittando delle sue funzioni la consegnava al detenuto.

Le attività tecniche hanno consentito di acquisire ulteriori elementi di prova in ordine agli episodi corruttivi e di individuare tutti i soggetti che hanno preso parte all’attività illecita tra cui anche altri 4 soggetti: 3 detenuti, attualmente reclusi presso l’istituto di San Cataldo, (G.G.; V.R.; A.M.) e un palermitano (R.S.) tutti indagati a piede libero nell’ambito del procedimento penale.

Le indagini hanno dimostrato come la disponibilità di un telefono cellulare durante il periodo di detenzione oltre a permettere il perseguimento di obiettivi criminali consente di mantenere continui rapporti con l’esterno, consolidando posizioni di leadership all’interno del carcere.

gionalenisseno.com

434 i nuovi casi di Covid19 registrati nelle ultime 24 ore in Sicilia a fronte di 13.945 tamponi processati. L’incidenza sale al 3,1% ieri era al 2,4%. L’isola torna al primo posto nei nuovi contagi giornalieri. Gli attuali positivi sono 14.301, i guariti sono 529 mentre si registrano altre 13 vittime che portano il totale dei decessi a 6.832. La Regione Sicilia comunica che i 13 decessi sono avvenuti nei giorni scorsi. Sul fronte ospedaliero sono adesso 524 i ricoverati, 21 in meno rispetto a ieri mentre in terapia intensiva sono 61.

Questa la situazione nei Comuni capoluogo: Palermo 55 casi, Catania 172, Messina 41, Siracusa 78, Ragusa 36, Trapani 21, Caltanissetta 19, Agrigento 12, Enna 0.

”Ringrazio  singolarmente  tutte le candidate ed i candidati  per il lavoro che stanno facendo  in questa campagna elettorale a sostegno di Rino Lattuca, persona straordinaria, che incarna i valori della politica della concretezza, serietà, buon senso e responsabilità; valori cardine del nostro partito di centro, l’UDC, che, oggi guarda a ricomporre  le forze di centro, mirando ad azioni di politica costruttiva. Basta con la politica urlata, bisogna tornare alla politica del buon senso,che abbia delle regole, della serietà e della responsabilità, che unisca persone  che vogliono difendere  i valori che stanno dietro allo scudo crociato, difendere il paese, la vita, rimettere al centro della politica la persona, l’identità cristiana di un paese, sostenere e proteggere la famiglia. Una politica costruttiva che dia risposte concrete alle comunità  e, che abbia capacità progettuale” . E’ quanto ha dichiarato il segretario nazionale dell’Udc,l’on. Leonardo Cesa, ieri pomeriggio a Porto Empedocle, durante l’incontro con  il candidato sindaco alle prossime amministrative del 10 e 11 ottobre, Calogero Lattuca (detto Rino), i candidati al consiglio comunale della lista UDC, una delle quattro a  sostegno di Rino Lattuca  e numerosi simpatizzanti.  Il segretario Cesa, accompagnato dal segretario regionale del partito,Decio Terrana, dal coordinatore provinciale, Silvio Alessi,dal coordinatore politico del collegio di Agrigento Francesco Messina e dalla  coordinatrice donne del collegio di Agrigento, Mariangela Cacciatore.  Grande partecipazione da parte dei presenti che sostengono Rino Lattuca, animati dall’intervento del candidato Lattuca . “ Vedo amore nei vostri occhi ed è ciò che dobbiamo donare a questa città- afferma Rino Lattuca- se vogliamo la crescita di questo paese, dobbiamo metterci in prima fila ed attuare un cambiamento. Sono orgoglioso di avere in squadra il partito dell’UDC,perché crede nei giovani, che rappresentano il nostro  futuro, alla tutela della famiglia,fulcro della società ed alla salvaguardia del territorio. Bisogna valorizzare la nostra città e ricostruire ciò che oggi è ridotto in macerie a causa della precedente amministrazione fallimentare ed è alla vista di tutti. Oggi noi, vogliamo crescere. Dare vita a Porto Empedocle impegnandoci tutti insieme!

Il coordinatore politico regionale dell’Udc, on. Decio Terrana di concerto con quello provinciale Silvio Alessi, ha nominato il nuovo coordinatore politico del Comune di Agrigento. Si tratta dell’agrigentino  Cristian Licata, di 36 anni, al quale è stato affidato il compito di coordinare, insieme al segretario regionale e a quello provinciale, le iniziative politiche del partito e la sua organizzazione territoriale. Nell’occasione viene espresso un pubblico ringraziamento a Salvatore Fanara, che ha svolto con impegno questo incarico e per il quale in futuro verranno affidati nuovi e prestigiosi ruoli all’interno del partito.

“Cristian Licata è un giovane preparato e determinato – ha detto il coordinatore Decio Terrana.  Sono sicuro che saprà incidere positivamente sulla crescita del partito in questo territorio”.

“Conosco da anni le qualità umane e professionali di Cristian Licata – ha detto il coordinatore provinciale Silvio Alessi. Sono certo che insieme faremo un buon lavoro per l’Udc”.

“Ringrazio l’on. Terrana e Silvio Alessi – ha detto Cristian Licata – per la fiducia e la stima che hanno riposto in me. Darò il massimo per dimostrare di meritare questa fiducia”.

“Ho partecipato sin dagli anni 2015-2016 all’associazione mafiosa Cosa Nostra con le medesime modalità che, falla fine del 2018, sono state documentate dalle indagini preliminari oggetto dei provvedimenti cautelari che mi hanno attinto e dalle conversazioni intercettate, il cui contenuto confermo e ribadisco anche in questa sede”. 

Sono questa le agghiaccianti dichiarazioni dell’avvocato Angela Porcello, 50 anni di Canicattì, rimasta coinvolta nell’operazione denominata Xidy che ha scoperchiato tutto il mandamento di Canicattì.

L’avv. Porcello non ha esitato a raccontare alcuni fatti di cui è già a conoscenza il procuratore aggiunto della DDA Paolo Guido, Porcello avrebbe parlato anche di nomi, circostanze, estorsioni ed armi.

 

 

CONCORSO PER IL RECLUTAMENTO DI 3581 ALLIEVI CARABINIERI. IL T.A.R. DEL LAZIO ACCOGLIE L’ISTANZA CAUTELARE DI UN ASPIRANTE CARABINIERE SICILIANO ESCLUSO PER UNA ASSERITA INIDONEITA’ PSICO -FISICA.
Il sig. G.A., nel febbraio 2020, aveva partecipato al Concorso per il reclutamento di 3581 allievi carabinieri in ferma quadriennale; tuttavia, al termine delle fasi concorsuali lo stesso veniva giudicato “inidoneo” per una asserita inidoneità psico – fisica e, pertanto, veniva escluso dal concorso.
Non condividendo il giudizio di inidoneità reso nei propri riguardi, l’aspirante carabiniere decideva di proporre un ricorso giurisdizionale dinanzi al T.A.R. del Lazio, con il patrocinio degli avvocati Girolamo Rubino e Daniele Piazza, al fine di ottenere l’annullamento del suddetto provvedimento di inidoneità al servizio militare in quanto illegittimo ed erroneo sotto diversi profili, previa adozione di una misura cautelare mediante ammissione con riserva dello stesso all’arruolamento nell’Arma dei Carabinieri.
In particolare, in giudizio, gli avv.ti Rubino e Piazza rilevavano come dagli accertamenti e dalle certificazioni mediche versate in atti relativi alla composizione corporea del ricorrente, emergesse come i parametri fisici dello stesso rientrassero perfettamente tra quelli richiesti dalla normativa ministeriale.
Frattanto, nelle more del giudizio venivano approvate le graduatorie finali di merito del concorso, impugnate dal ricorrente con motivi aggiunti al ricorso originariamente proposto.
Il T.A.R. del Lazio, dopo aver disposto, con apposita ordinanza istruttoria, una verificazione al fine di accertare, nel contraddittorio tra le parti, l’asserita causa di inidoneità attribuita all’aspirante militare, ha accolto il ricorso proposto dall’aspirante carabiniere in quanto, alla luce delle risultanze della verificazione positive per il ricorrente, lo stesso apparedal prescritto “fumus boni iuris”.
Il sig. G.A., per effetto della superiore pronuncia cautelare, verrà pertanto ammesso con riserva all’arruolamento nell’Arma dei Carabinieri, in attesa della definizione del giudizio amministrativo instaurato, la cui udienza di merito è stata fissata dal T.A.R. per il prossimo febbraio 2022.

Sottoscritta la consegna del servizio per la progettazione definitiva ed esecutiva degli impianti tecnologici nell’ambito del progetto di adeguamento delle strutture di tutto il complesso scolastico I.P.I.A. “Fermi” di Agrigento. L’Attività di progettazione per l’adeguamento degli impianti alle nuove norme tecniche per le costruzioni è stata affidata all’Ing. Vittorio Nocera. Va ricordato che, sebbene il Libero Consorzio avesse stipulato una convenzione con la Regione Siciliana nel Luglio del 2019 per la progettazione degli impianti, la Regione Siciliana ha manifestato l’impossibilità di individuare all’interno dei propri uffici la figura del progettista impiantista. Una decisione trasmessa dopo oltre un anno, certamente condizionata anche dall’emergenza sanitaria da Covid-19. Tale decisione ha rallentato l’attività progettuale di adeguamento dell’Ipia Fermi per la qual è prevista, complessivamente, una spesa di diciannove milioni di euro.

“Il Libero Consorzio Comunale di Agrigento, dichiara il Commissario straordinario Vincenzo Raffo, ha sempre garantito il proprio impegno per raggiungere prima possibile l’obiettivo del trasferimento della sede dell’IPIA Enrico Fermi di Agrigento in modo da assicurare quelle aule necessarie all’aumento di iscrizioni di nuovi studenti dell’Istituto. La  consegna della progettazione per l’impiantistica è un passaggio fondamentale per proseguire l’attività di recupero  della struttura di Via Piersanti Mattarella, trasferita nel 2014 nella zona industriale. Sono in continuo contatto, prosegue Raffo, con la Regione e  le altre Istituzioni preposte, per continuare ad assicurare il regolare svolgimento delle attività scolastiche dell’Istituto Fermi di Agrigento”.