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Il Dirigente nazionale di Fratelli d’Italia, Calogero Pisano, lancia un appello al Sindaco di Agrigento, Calogero Firetto, affinché prenda ulteriori provvedimenti per scongiurare l’espandersi dell’epidemia coronavirus in città: “Nonostante i ripetuti appelli, provenienti da più parti, ad uscire il meno possibile da casa, e solo per comprovate esigenze lavorative e necessità improcrastinabili, si nota ancora per le vie della città un non indifferente traffico veicolare e pedonale.

Alla luce di ciò e, soprattutto, degli ultimi studi dell’OMS, secondo cui il virus potrebbe viaggiare a distanze ben superiori a quelle valutate finora, per contrastare l’espandersi dell’epidemia nella nostra città, chiediamo al sig. Sindaco di Agrigento, Calogero Firetto, come fatto da altri Amministratori in altre città italiane, l’emissione di un ordinanza che preveda l’uso obbligatorio delle mascherine, anche autoprodotte, purché capaci di coprire efficacemente e completamente il naso e la bocca, per potere entrare negli esercizi commerciali, uffici, banche, farmacie ed ogni altro luogo chiuso in cui è previsto l’accesso generalizzato di persone“.

L”assessore all’ecologia Nello Hamel raccomanda a tutti i cittadini di conferire i rifiuti utilizzando sempre i mastelli. Valgono sempre le regole della raccolta differenziata dei rifiuti e non ci sono giustificazioni per conferire con i sacchetti. Si tratta di una direttiva vigente in tutti Comuni e consente di evitare più pesanti problemi di carattere igienico sanitario.

Il TAR Palermo ha accolto il ricorso patrocinato dagli Avv. Girolamo Rubino e Vincenzo Airo’ ed ha annullato il provvedimento di chiusura adottato dal Comune di Lampedusa ai danni di un Hotel dell’isola.

Nel luglio 2017 il titolare di un noto Hotel presente nell’isola di Lampedusa aveva presentato al Comune di Lampedusa e Linosa la segnalazione di inizio attività (SCIA) per l’apertura della propria attività.

In forza della predetta SCIA, l’Hotel lampedusano aveva svolto regolarmente la propria attività senza alcuna contestazione da parte del Comune.

Tuttavia, nel luglio 2018, proprio nel pieno della stagione turistica, il Comune di Lampedusa adducendo presunte irregolarità nella SCIA presentata l’anno precedente ha disposto il divieto di prosecuzione dell’attività alberghiera.

A questo punto, il titolare dell’Hotel lampedusano, con il patrocinio degli Avvocati Girolamo Rubino e Vincenzo Airo’, ha promosso ricorso innanzi al TAR Palermo per chiedere l’annullamento del provvedimento inibitorio previa la sospensione in via d’urgenza per salvare la stagione in corso.

In particolare, gli Avvocati Rubino e Airo’ hanno sostenuto l’illegittimità dell’operato del Comune poiché oltre a non sussistere nessuna irregolarità sostanziale per l’avvio dell’attività alberghiera l’Amministrazione, dopo sessanta giorni dalla presentazione della SCIA, avrebbe dovuto rispettare i principi che regolano il potere dell’autotutela dovendo, tra l’altro, valutare l’affidamento incolpevole ingeneratosi in capo al privato.

In accoglimento delle tesi dei difensori del titolare dell’attività alberghiera, il TAR Palermo aveva accordato la misura cautelare monocratica, in via d’urgenza, ed ha poi confermato la sospensione del provvedimento interdittivo anche con ordinanza collegiale.

Per effetto dei pronunciamenti cautelari l’Hotel ha potuto mantenere regolarmente aperta la propria attività fino alla trattazione del merito del ricorso.

Da ultimo il TAR Sicilia Palermo, pronunciandosi nel merito, confermando la fondatezza delle difese degli Avvocati Rubino e Airo’, ha accolto il ricorso ed ha annullato il gravoso provvedimento inibitorio adottato dal Comune di Lampedusa ai danni dell’Hotel lampedusano; il titolare di quest’ultimo potrà, entro 120 giorni dal passaggio in giudicato della sentenza favorevole, avanzare tutte le pretese risarcitorie afferenti i danni subiti per effetto degli illegittimi provvedimenti annullati dal TAR.

Sono già diverse  le richieste pervenute all’Ufficio di Protezione Civile del Libero Consorzio Comunale di Agrigento da parte di alcuni sindaci dei comuni agrigentini per disporre dei beni di prima necessità messi a disposizione dello stesso Ufficio dalla fondazione “Agireinsieme”. Il progetto  “We  support  each other” della stessa fondazione per aiutare le famiglie in difficoltà economica ha avuto dunque un primo riscontro positivo sul territorio, e la piena collaborazione offerta dal Libero Consorzio consentirà, tramite le associazioni di volontariato iscritte al registro provinciale di protezione civile, di mettere a disposizione derrate alimentari e altri beni di prima necessità ai Centri Operativi Comunali (COC) già attivi sul territorio.

Diverse le aziende che hanno aderito al progetto, e anche alcuni privati cittadini hanno dato in questo senso la loro disponibilità. Per questo, il Libero Consorzio ribadisce l’invito a quanti vorranno unirsi a questa filiera di solidarietà a contattare il numero telefonico per le emergenze: 3336141869 (abitualmente attivato dall’Ufficio di Protezione Civile per altre criticità) per donare esclusivamente beni di prima necessità che la Protezione Civile consegnerà ai Centri Operativi Comunali per la distribuzione alle famiglie.

Un uomo, dimesso da poche ore dal reparto malattie infettive dell’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta, non ha rispettato l’obbligo di permanenza domiciliare imposto dalle autorità sanitarie, ed è uscito da casa. E’ stato denunciato per epidemia colposa. Dall’ospedale è stato dimesso perché clinicamente guarito, ma gli è stato intimato l’obbligo di permanenza domiciliare poiché ancora positivo al virus e quindi contagioso per gli altri. Per questo motivo, all’atto delle dimissioni, precauzionalmente è stato accompagnato a casa con un’ambulanza del 118. Incurante di tale obbligo, ed a pericolo per la salute pubblica, l’uomo è uscito dalla sua abitazione con l’intento di recarsi al supermercato per la spesa, ma è stato intercettato da una pattuglia della polizia.

Dall’Ordine degli architetti di Agrigento parte la richiesta ai sindaci per l’attivazione dei sistemi informatici utili a consentire lo svolgimento dell’attività libero professionale che non è stata sottoposta a chiusura e sospensione dai decreti governativi.

“In questo momento di emergenza da Covid-19 – spiega Alfonso Cimino, presidente dell’Ordine degli architetti di Agrigento – il nostro Ordine, con il suo Consiglio, sta lavorando non solo per fronteggiare l’emergenza ma anche per immaginare quale sarà la nostra professione in futuro. Lo stiamo facendo insieme con le Consulte regionali degli architetti e con il Consiglio nazionale degli architetti, unici interlocutori nel sistema ordinistico, per tutelare la nostra professione. Desideriamo comprendere, dunque, come nella nostra provincia, in questo periodo, dobbiamo lavorare essendo la nostra attività non menzionata dai decreti governativi per la relativa sospensione e chiusura. In tal senso abbiamo scritto a tutti i sindaci e ai dirigenti degli uffici Tecnici della provincia, e per conoscenza al prefetto, in modo da conoscere quale organizzazione è stata posta negli uffici tecnici per l’apertura al pubblico, quali funzionari lavorano in smart working e se vi sono i riferimenti telefonici o di posta elettronica per continuare a lavorare da remoto. Ci auguriamo – prosegue Alfonso Cimino – vi sia la collaborazione di tutti e, soprattutto, degli uffici comunali ai quali abbiamo fortemente chiesto di attivare gli sportelli informatici Sue e Suap, fin dalla loro approvazione, con la legge regionale 16 che ha recepito la 380 del 2001. Ciò nonostante, a tutt’oggi, molti Comuni non hanno proceduto. Oggi, questi sistemi informatici sono importantissimi per svolgere, e non fermare del tutto, l’attività libero professionale dei nostri colleghi architetti”.

Percorso per reparto Covid-19  non separato da quello per gli altri reparti,  assenza di controlli  sui visitatori, respiratori e dispositivi di protezione individuale insufficienti in caso di picco di contagi.
E’ questa in sintesi la denuncia contenuta in una interrogazione presentata all’Ars dalla deputata 5stelle all’Ars Roberta Schillaci “sulla scorta – si legge nell’atto parlamentare – delle informazioni rese dal personale sanitario in forza presso la struttura e dei dati emersi dall’inchiesta condotta dal programma televisivo Report del 30 marzo scorso”.
“Da quanto ci è stato riferito da più persone che lavorano all’interno dell’ospedale  – afferma la deputata – ci risulta che la struttura ospiterebbe all’interno del medesimo padiglione  sia il reparto per malati Covid-19,  al primo e al terzo piano, che altre unità ospedaliere, segnatamente Medicina 1 e Medicina 2, attualmente al secondo piano e in attesa di trasferimento altrove, ma accessibili ai visitatori da una sola scala ed un unico ascensore in comune con i reparti Covid. Tutto ciò, tra l’altro, senza i dovuti controlli e vigilanza sui movimenti dei visitatori ai reparti di Medicina. E’ ovvio che questo non può garantire la sicurezza delle persone, che, in spregio alle ordinanze restrittive disposte dal Presidente del Consiglio dei Ministri e dal Presidente della Regione, continuerebbero a far visita ai degenti dei reparti di Medicina. Chiediamo pertanto che l’accesso ai reparti di Medicina sia inibito ai visitatori almeno fino al trasferimento dei reparti, per non alimentare il rischio di possibili contagi e propagazioni del virus”.
Da qui la richiesta al presidente Musumeci e all’assessore Razza di verifiche e interventi immediati.
Sulla questione interviene pure il deputato Salvatore Siragusa, componente della commissione Salute dell’Ars. “Sulla vicenda – dice il deputato – bisogna andare a fondo e prendere subito i dovuti provvedimenti. Bisogna far tesoro dall’esperienza lombarda e tenere presente che gli ospedali possono diventare pericolosi luoghi di contagio”.

Il “lockdown”disposto per contenere i contagi da Covid19 porterà nel 2020 ad un crollo del fatturato per le srl del settore Ristoranti e alberghi (72.748 società che nel 2019 hanno fatturato 37,8 miliardi di euro), di 16,7 miliardi di euro, pari ad un calo, rispetto al 2019, del -44,1%. In particolare, il comparto della ricettività alberghiera è colpito da una perdita di 7,9 miliardi di euro, pari a -53,8%, mentre la ristorazione da una contrazione di 8,8 miliardi di euro pari a -37,9%. Nel 2020 in Sicilia il fatturato crollerà di 655 milioni di euro (-265,647 milioni di euro gli alloggi e -389,752 milioni di euro la ristorazione). È la stima dell’Osservatorio del Consiglio nazionale dei commercialisti sui bilanci 2018 delle srl del settore.

Alla paralisi dovuta alla pandemia da Coronavirus si aggiunge un ulteriore aggravamento, che è quello della burocrazia. Quasi tre quarti delle imprese ascoltate (il 74,8%) ritiene necessaria la sospensione delle regole di rilascio del Durc, il documento che attesta la regolarità contributiva di un’impresa.

Anche i provvedimenti e le offerte del sistema bancario non terrebbero conto del momento emergenziale e della mancanza di un sistema di autofinanziamento delle aziende stesse legato ai normali flussi di cassa».

La Giunta comunale di Palermo, riunita ieri sera, ha deciso, sulla base dei fondi già ricevuti dal Governo, lo stanziamento di 5 milioni e 100mila euro per interventi urgenti di assistenza alimentare e di prima necessità per le famiglie che, anche a causa del coronavirus, subiscono grave crisi economica. La Giunta ha stabilito che la somma già disponibile sia utilizzata per almeno tre settimane con un piano di contributi che variano da 60 a 150 euro settimanali per le famiglie del tutto prive di reddito, da 30 a 120 euro per le famiglie con reddito fino a 400 euro, e da 0 a 90 euro settimanali per le famiglie con reddito compreso fra 401 e 560 euro mensili. Il sindaco Orlando commenta: “Si tratta di un contributo che potrà essere utilizzato esclusivamente per l’acquisto di alimentari, farmaci e beni di prima necessità per l’igiene personale e domestica”.

“La Sicilia vive dell’apporto quotidiano di piccoli imprenditori, artigiani e lavoratori autonomi fin qui tenuti in scarsa considerazione dal governo nazionale. Le misure economiche che il governo si appresta ad approntare devono sostenere gli operatori economici che maggiormente soffrono la condizione di disagio legata alle giuste restrizioni stabilite dai governi centrale e regionale. Oggi più che mai occorre che governo centrale e regionale intervengano con ulteriori ed adeguate misure economiche per rimuovere lo stato di isolamento-conclude Giorgia Iacolino-nel quale gli operatori economici, e più di altri i piccoli imprenditori , i commercianti e gli artigiani,sono venuti a trovarsi a causa di una emergenza sanitaria i cui tempi non sono prevedibili”.
A dichiararlo il consigliere comunale Giorgia Iacolino.