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Il commissario prefettizio dell’ex Girgenti Acque, Gervasio Venuti, interviene ancora una volta nel merito delle gravi difficoltà finanziarie che attanagliano la società, già dichiarata fallita. Lo stesso Venuti afferma: “L’attuale disponibilità finanziaria è assolutamente insufficiente alla gestione del servizio idrico, e la situazione si aggraverà di giorno in giorno dovendo trasferire una quota maggioritaria degli incassi alla gestione fallimentare. Comunque, anche se si incassasse interamente quanto bollettato (e molti utenti hanno già iniziato a non pagare), il rischio crollo sarebbe dietro l’angolo. Il personale protesta, i dirigenti minacciano di dimettersi dall’incarico e la gestione commissariale non ha più capacità di influenza sui fornitori e in buona misura anche sui dipendenti. In particolare i fornitori e le imprese accreditate non sono disponibili a qualsiasi tipo di intervento per rilevanti crediti o danni patiti in conseguenza della dichiarazione di insolvenza. Ad esempio, le imprese che effettuano trasporto con cui sono conferiti i fanghi da depurazione sono tutte indisponibili, per problemi legati ai mancati pagamenti. E si registrano anche diffide di interruzione dei servizi del fornitore di telefonia-internet, di stampa e spedizione delle bollette. Tutto ciò porta a ritenere che il servizio pubblico essenziale possa collassare prima della data del 2 agosto, senza che si possa evitare”.

L’avvocato Annalisa Petitto, che assiste l’ex presidente regionale dell’Irsap, Alfonso Cicero, parte offesa e parte civile al processo sul cosiddetto “Sistema Montante”, è intervenuta così in dibattimento: “In quattro udienze Montante ha detto che le costituzioni di parte civile nei processi per mafia dell’Irsap sarebbero state possibili solo in virtù dell’iscrizione dello stesso Irsap a Confindustria. Abbiamo dimostrato, documenti alla mano, che già prima dell’adesione a Confindustria, avvenuta il 4 aprile del 2014, l’Irsap e i Consorzi Asi della Sicilia, il cui presidente e legale rappresentante era Alfonso Cicero, nel 2013 si erano costituiti parte civile nell’ambito di processi contro Cosa Nostra per reati commessi anche ai danni delle realtà delle aree industriali della Sicilia. Inoltre, l’Irsap aveva adottato la delibera numero 2 del 27 febbraio 2014, determinando uno specifico atto di indirizzo per la costituzione di parte civile dell’ente nei processi contro la criminalità organizzata da cui, peraltro, è scaturita anche la costituzione di parte civile dell’Irsap e del Consorzio Asi di Caltanissetta nel processo antimafia ‘Colpo di grazia’ a Caltanissetta, tra i cui imputati vi è stato anche il collaboratore Dario Di Francesco, ex dipendente dell’Asi di Caltanissetta. Montante non ha dato neanche spiegazioni circa la sua mail inviata a Cicero il 16 settembre 2014, in cui riteneva il pentimento di Dario Di Francesco un falso pentimento perché dietro a questa collaborazione c’era l’imprenditore Pietro Di Vincenzo che lo finanziava. Non ci ha detto da quali fonti giudiziarie traeva tali affermazioni, e ci ha confermato che di questo fatto non ha mai notiziato le Procure. Sebbene per quattro udienze Montante abbia detto che la relazione secretata, depositata da Cicero alla Commissione nazionale antimafia il 10 luglio 2014, sia stata scritta da Cicero e Montante a casa dello stesso Montante, lui non ha saputo riferire neanche uno dei fatti di mafia e delle iniziative contro la mafia che in quella relazione sono contenute, ed è stato costretto a rettificare le sue precedenti dichiarazioni ammettendo di non avere redatto con Cicero la relazione. Su Di Francesco, ex reggente della famiglia mafiosa di Serradifalco che ha fatto dichiarazioni accusatorie sul suo conto, e sul condizionamento degli appalti all’Asi di Caltanissetta per conto di Cosa Nostra, Montante ha detto di averne parlato sin dal 2013, epoca in cui però Di Francesco non era stato neanche arrestato per questi fatti specifici di cui all’operazione ‘Colpo di Grazia’ del marzo 2014.
Per quattro udienze Montante ci ha parlato della rigidità del Codice Etico di Confindustria, in base al quale imprenditori sospettati di connivenze mafiose sarebbero stati da lui cacciati subito dall’associazione datoriale. Abbiamo invece dimostrato che il Codice Etico aveva valore solo per gli ‘altri’, considerato che, nonostante l’indagine per concorso esterno alla mafia, nota già dal 2015, Montante ha continuato a ricoprire ruoli di vertice nazionale e regionale di Confindustria sino al giorno del suo arresto nel 2018”.

Ad Agrigento, al Palazzo Filippini, si è svolto un convegno di studi sulla battaglia di Agrigento, avvenuta dal 12 al 16 luglio del 1943, e terminata con la conquista, da parte delle truppe americane del generale George Patton, delle città di Agrigento e Porto Empedocle. Sono intervenuti i giornalisti Calogero Conigliaro, Totò Fucà, insieme al sindaco di Agrigento, Franco Micciché, e l’Assessore al Turismo, Francesco Picarella. La manifestazione è stata organizzata dall’Associazione Nazionale Bersaglieri e dall’Associazione Culturale SicilStoria, i cui presidenti, Andrea De Castro e Giuseppe Todaro, sono entrambi intervenuti. E’ stata anche inaugurata una mostra, con pannelli raffiguranti i manifesti di propaganda del periodo legato alla seconda guerra mondiale. La mostra sarà visitabile fino al prossimo 24 luglio al palazzo Filippini.

Come già pubblicato, a Lentini, in provincia di Siracusa, nei giorni scorsi è stato trovato in un appartamento in via Gorizia il cadavere di una donna di 56 anni, Lucia Marino. E poi in un garage in via Murganzio è stato rinvenuto il cadavere, in avanzato stato di decomposizione, della madre di Lucia, un’anziana di 80 anni, Francesca Oliva. La Procura di Siracusa sospetta che i due decessi siano collegati. Ebbene, adesso, su disposizione della stessa Procura di Siracusa, i Carabinieri del Comando provinciale hanno sottoposto a fermo di indiziato di delitto Adriano Rossitto, 38 anni, di Lentini, indagato di omicidio e occultamento di cadavere.

A Porto Empedocle, nell’ambito di controlli nel settore dell’abusivismo edilizio, i Carabinieri della locale Stazione hanno denunciato a piede libero un uomo di 28 anni, residente a Porto Empedocle, allorchè ha costruito una piattaforma in cemento armato di circa 32 metri quadri con tanto di pareti e tetto a falde. I Carabinieri hanno accertato che l’opera è stata costruita senza alcuna autorizzazione o concessione edilizia, e su di un suolo pubblico di proprietà del Comune. Durante i controlli si è scoperto inoltre che l’uomo ha detenuto illegalmente un’aquila fasciata, un rapace a rischio estinzione e specie protetta. L’esemplare è stato affidato al personale faunistico venatorio del Comune di Cattolica Eraclea che, dopo le cure, provvederà alla liberazione. L’uomo risponderà all’autorità giudiziaria di occupazione ed edificazione abusiva su suolo pubblico, realizzazione di opere edilizie in assenza di concessione, detenzione illegale di rapace di specie protetta in via di estinzione.

Arrestato dai carabinieri di Ribera, un operaio di 57 anni, trovato in possesso di 100 grammi di hashish e 30 grammi di cocaina. Era alla guida della propria autovettura, quando è stato sottoposto ad un controllo di routine da parte della pattuglia della locale Tenenza impegnata in un posto di controllo in Via Garibaldi. Alla vista dei militari il 57enne ha provato a sbarazzarsi della droga gettandola dal finestrino, ma i carabinieri si sono accorti dell’azione e lo hanno fermato per poi recuperare gli involucri sulla strada. La droga è stata sequestrata e l’uomo,  su disposizione della Procura della Repubblica di Sciacca, è stato condotto presso la Casa Circondariale del posto ove rimarrà a disposizione dell’Autorità Giudiziaria che valuterà la sua posizione in relazione all’ipotesi di reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.

Ad Agrigento, nella Valle dei Templi, nell’area antistante il tempio di Giunone, dal 22 al 25 luglio si svolgerà la sesta edizione del “Sicilymovie – Festival del cinema di Agrigento”: quattro serate di cinema, oltre cinquanta cortometraggi, e tredici Paesi del mondo in gara. Al mattino di oggi, a Casa Sanfilippo, è stato presentato il programma dettagliato della manifestazione cinematografica. Tra gli altri sono stati presenti l’ideatore e direttore artistico dell’evento, Marco Gallo, il direttore del Parco Valle dei Templi, Roberto Sciarratta, e il sindaco di Agrigento, Franco Miccichè.

Il Consiglio comunale di Agrigento ha approvato all’unanimità un atto di indirizzo politico della conferenza dei Capigruppo, Alfano, Cacciatore, Gramaglia, Alongi, Piparo nella qualità di presidente dei gruppi consiliari, e i colleghi Cirino e Bruccoleri nella qualità di vicepresidenti del consiglio. Si tratta di un invito rivolto all’Amministrazione Miccichè ad adoperarsi per il potenziamento dei controlli nel centro cittadino e a San Leone, a fronte dei ricorrenti episodi di tafferugli e risse. In Aula è intervenuto in proposito il presidente del Consiglio, Giovanni Civiltà, che ha affermato: “E’ un intervento che rappresenta un po’ quella che è la realtà agrigentina, dove si fanno emergere le responsabilità di una parte della società e in modo particolare le responsabilità della famiglia. L’azione repressiva purtroppo non può funzionare senza una prevenzione fatta dalle famiglie. Sono ragazzi senza freni ed è un problema sociale. Ringrazio l’Arma dei carabinieri della compagnia di Agrigento, coordinata dal capitano Marco La Rovere, e tutte le forze dell’ordine, per il lavoro fatto in quest’ultimo periodo”.

Il Tribunale di Sciacca ha disposto la condanna a cinque mesi di reclusione, e 6mila euro di multa, nei confronti del sindaco di Santa Margherita Belice, Franco Valenti, e del responsabile dell’ufficio tecnico comunale Aurelio Lovoy. La vicenda riguarda la discarica di contrada Isabella-Rametta oggetto di un accertamento da parte dei carabinieri del Nas nel 2016. Secondo l’accusa sarebbe sussistita una gestione illecita con il mancato smaltimento del percolato accumulato.

Sia il pubblico ministero che le difese degli imputati avevano avanzato una richiesta di assoluzione nei confronti di sindaco e responsabile dell’Utc. Il collegio difensivo, aspettando le motivazioni della sentenza, ha già annunciato ricorso in Appello.

Agrigento si porta avanti e in due dei più famosi locali dei luoghi della movida, a San Leone, si potrà entrare solo se vaccinati.

Una lezione di risolutezza e coraggio al resto di Italia, dove ancora è acceso il dibattito sull’eventualità di dover utilizzare il green pass per accedere a cinema, ristoranti, mezzi di trasporto e più in generale in luoghi con più di 50 persone.

I due locali, che solitamente richiamano nel periodo estivo migliaia di persone che arrivano da tutta la provincia e che sono spesso frequentati da turisti, hanno annunciato che dal oggi, giovedì 15 luglio, apriranno le loro porte nelle ore serali ESCLUSIVAMENTE a coloro che sono in possesso della green pass, e dunque solo a chi si è sottoposto alla vaccinazione, oppure a chi sarà in grado di dimostrare la propria negatività al coronavirus nelle ultime 48 ore. Pertanto saranno in aumento i controlli.

I locali protagonisti della coraggiosa e risoluta decisone sono:  “Borgo Santulì” e de “La Rotta”. Le due strutture, situate lungo Viale delle Dune, hanno comunicato la decisione tramite i loro canali social divenendo così i primi locali (ma altri sono pronti a seguirli) della Città dei Templi ad adottare tali misure che comunque saranno valide soltanto per le ore serali e non per accedere in spiaggia o per farsi un bagno.

La scelta di aprire soltanto a chi è in possesso del Green Pass è di carattere sanitario ed è legata all’aumento dei casi che negli ultimi giorni si sta registrando in tutta Italia e nella provincia di Agrigento (quasi cento nuovi contagi negli ultimi due giorni con “picchi” a Porto Empedocle e Palma di Montechiaro), cercando di garantire il più alto livello di sicurezza alla clientela che decide di trascorrere una serata in spensieratezza. Per serata, ovviamente, non si intende discoteca, che ad oggi ancora non sono aperte