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Anche a seguito della lettera ricevuta da parte di Cgil, Cisl e Uil, il prefetto di Agrigento, Dario Caputo, ha convocato domani, sabato 4 gennaio, alle ore 11, un “tavolo” in Prefettura al fine di affrontare il grave problema della precarietà e pericolosità della rete viaria e della viabilità nel territorio. Sono stati invitati i sindacati, Cgil, Cisl e Uil, la Curia Arcivescovile, il Commissario della Provincia, e i sindaci dei 43 Comuni dell’Agrigentino.

L’assessorato regionale ai Servizi primari, retto da Alberto Pierobon, ha disposto l’avvio, al momento solo come monitoraggio e sopralluogo, delle procedure di bonifica di 511 ex discariche comunali in Sicilia per le quali i Comuni non sono in grado, in mancanza di risorse finanziarie, di intervenire. Pertanto la Regione interviene sostituendosi ai Comuni, e inizierà raccogliendo informazioni su estensione, perimetrazione, tipologia del territorio, area eventualmente inquinata, presenza di biogas o percolato, e saranno forniti dei parametri per stabilire l’ordine di priorità dei siti da sottoporre alla caratterizzazione di secondo livello. Nella provincia di Agrigento sono 66 i siti da bonificare, di cui 63 sono ex discariche esauste, e 3 sono siti industriali dismessi, ovvero contrada Kaos a Porto Empedocle, contrada Scavuzzo a Realmonte, e lo stabilimento di contrada Stampaci sulla 189 a Casteltermini.

Agrigento una delegazione del Movimento 5 Stelle insieme al deputato nazionale Michele Sodano è stata ricevuta dal comandante provinciale dei Vigili del fuoco, ingegnere Giuseppe Merendino, nella caserma del Comando di Villaseta, al fine di conoscere struttura e organico, e presentare le novità a favore della categoria previste dalla legge di Bilancio 2020. Michele Sodano afferma: “65 milioni di euro per il 2020, 125 per il 2021, fino ad arrivare a 165 milioni strutturali dal 2022. Sono questi i fondi stanziati nell’ultima legge di Bilancio per i Vigili del fuoco che, dopo 30 anni di lotte, hanno finalmente visto i propri compensi e trattamenti previdenziali equiparati a quelli delle altre forze dell’ordine. I Vigili del fuoco sono i primi a essere presenti e a prestare soccorso durante un’emergenza, mettendo a repentaglio la propria vita. E’ giusto avere alzato i loro stipendi allo stesso livello della Polizia di Stato. Ad Agrigento città possiamo contare su 150 professionisti che servono con estrema competenza e sincera passione il nostro territorio. Bene anche le 500 nuove assunzioni per il 2020 su tutto il territorio nazionale”.

Barbieri, 25 anni, nato a Fidenza, in provincia di Parma in Emilia Romagna, e residente a Soragna, è stato accompagnato da una sua amica catanese in automobile in Sicilia fino all’inizio del viadotto San Giuliano a Caltanissetta, che da tre anni è vietato al transito perchè non sicuro. E si è lanciato da un’altezza di 60 metri per un base jumping. Però il paracadute non si è aperto, lui è precipitato schiantandosi al suolo ed è morto. E’ in fase di accertamento se il giovane provetto paracadutista abbia indossato la tuta alare, la wingsuit, che consente un volo lungo e una planata prima dell’apertura del paracadute, o se si sia gettato per un base jumping, il salto in caduta libera nel vuoto con la successiva apertura del paracadute. A lanciare l’allarme è stata la donna. Sul posto sono stati inviati, dalla centrale del 118 di Caltanissetta, l’elisoccorso e un’ambulanza. Barbieri prima di provare il volo dal viadotto San Giuliano si sarebbe lanciato da altre zone, sempre nel nisseno.

A Trapani si è scatenata una rivolta, nella tarda serata di ieri, all’hospot per migranti in contrada Milo, dove un gruppo di immigrati, ospiti del centro, ha appiccato il fuoco ad alcuni materassi nei tre padiglioni provocando scompiglio e disordine. Sono intervenuti i vigili del fuoco di Trapani che hanno spento l’incendio. Non si registrano feriti. E’ probabile che l’incendio sia stato appiccato per distrarre e tentare una fuga dall’hotspot. Sono in corso indagini.

La Procura della Repubblica di Catania ha emesso un avviso di conclusione indagini a carico di 10 docenti indagati nell’ambito dell’inchiesta cosiddetta “Università bandita” su presunti concorsi truccati nell’ateneo. Tra i dieci vi sono gli ex rettori Francesco Basile e Giacomo Pignataro indagati di essere, rispettivamente, il capo e il promotore delle ipotesi di reato contestate che sono: l’associazione per delinquere, turbata libertà di scelta del contraente, abuso d’ufficio, induzione indebita a promettere o dare utilità, corruzione per atti contrari ai propri doveri e falso ideologico e materiale.

Tali reati, secondo la Procura etnea, sarebbero stati commessi per “garantire la nomina come docenti, ricercatori, dottorandi e personale amministrativo di soggetti preventivamente individuati dagli stessi associati”. L’avviso è stato notificato dalla Digos, che ha sostenuto le indagini, anche ai professori Giuseppe Barone, Michele Cavallaro, Filippo Drago, Giovanni Gallo, Giancarlo Magnano San Lio, Carmelo Monaco, Roberto Pennisi e Giuseppe Sessa.

L’Assessorato Regionale dell’Economia, retto dall’Assessore Gaetano Armao, aveva disposto l’annullamento, in autotutela, di una concessione demaniale rilasciata quattro anni prima ad un cittadino agrigentino, per l’utilizzo dei locali che da anni sono destinati all’esercizio commerciale di Agrigento. Ad avviso dell’Amministrazione regionale tale concessione risultava illegittima poiché rilasciata mediante affidamento diretto e non secondo le regole dell’evidenza pubblica.
Avverso la determinazione dell’Assessorato Regionale dell’Economica, il titolare della concessione demaniale ha presentato ricorso innanzi al TAR Palermo con il patrocinio degli avvocati Girolamo Rubino e Vincenzo Airò.
In particolare, gli Avvocati Rubino e Airò hanno dedotto l’illegittimità dei provvedimenti impugnati, tra l’altro, per la violazione delle regole che disciplinano l’esercizio del potere di annullamento in autotutela e per il superamento del termine ragionevole previsto dalla legge.
Il TAR Palermo, in esito alla trattazione della domanda cautelare, ha osservato che i motivi di censura dedotti dagli Avvocati Rubino e Airò, appaiono supportati da sufficiente profili di fondatezza tali da indurre ad una ragionevole previsione sull’esito favorevole del ricorso, considerata la violazione dei termini previsti per l’esercizio del potere di autotutela da parte dell’Amministrazione regionale.
Tale pronuncia, oltre a smentire l’operato dell’Assessorato, consentirà al titolare della concessione di garantire il mantenimento dell’attività commerciale presso i locali del demanio.

Dopo l’accordo con il governo nazionale su pagamento a rate del disavanzo, il governo Musumeci ha approvato in giunta la cosiddetta “manovrino” che ridistribuisce ad alcune categorie 17 milioni di euro. Si tratta di somme rese disponibili dopo l’accordo con Roma. L’assessore all’Economia Gaetano Armao ha quindi varato la mina manovra.

Nel dettaglio 1,2 milioni di euro alle riserve naturali, 3,4 milioni agli enti Parco, 395 mila euro al Teatro Stabile di Catania, 2,8 milioni al teatro Massimo Vincenzo Bellini di Catania, 959 mila euro al Vittorio Emanuele di Messina, 635 mila euro al Biondo di Palermo, 145 mila euro all’Inda di Siracusa, 2 milioni di euro all’Orchestra sinfonica siciliana e 1,6 milioni di euro al Teatro Massimo di Palermo. Non si tratta di somme in più rispetto allo scorso anno, ma delle somme che prudenzialmente sono state congelate per coprire il disavanzo. Nella stessa manovrina è previsto l’avvio dell’esercizio provvisorio per due mesi, in attesa di varare la Finanziaria 2020.

Il candidato sindaco alle prossime amministrative, Aldo Piazza, smentisce categoricamente le voci che circolano in città relative ad un suo ritiro alla corsa per la poltrona di primo cittadino. Lo fa attraverso un post che ha pubblicato nella sua pagina ufficiale di Facebook.

“Per tutti quelli che hanno sperato fino all’ultimo che io ritirassi la mia candidatura, ecco per voi una bellissima notizia: andrò avanti fino alla fine.

Per tutti quelli che hanno diffuso pettegolezzi e notizie false vi dico: mi spiace, ma sono ancora qui.

Non c’è nessun candidato che oggi rappresenta il popolo, soltanto schieramenti politici e richiami allo schifo di sempre che circonda la città di Agrigento.

Per i politicanti in opera,
Io ci sono, e resto qui!”