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L’ex Aggiunto adesso procuratore reggente di Agrigento, Salvatore Vella, ha chiesto il rinvio a giudizio di un uomo di 33 anni imputato di avere minacciato e picchiato un invalido civile di 50 anni, danneggiando anche gli arredi della sua abitazione. L’udienza preliminare è in calendario il prossimo 23 maggio innanzi al Giudice per le udienze preliminari, Giuseppe Miceli. Il 3 maggio del 2020 lui si sarebbe presentato in zona Esseneto sotto casa dell’invalido, affacciato al balcone al piano terra di una palazzina: “ti ammazzo”. Poi ha scavalcato la ringhiera, ha rotto con un calcio la tapparella della finestra, e avrebbe aggredito l’invalido a pugni, e colpendolo con un tavolo sulla schiena. Poi è scappato. La vittima è stata soccorsa in ospedale. I Carabinieri hanno rintracciato il 33enne, adesso sotto processo.

Il campionato di basket di serie B. A Porto Empedocle, al PalaMoncada, la Fortitudo Moncada Agrigento ha vinto contro Cassino 74-62. Il top scorer è stato Cosimo Costi con 23 punti, e poi Santiago Bruno con 15. Tanta commozione vi è stata tra gli spalti del PalaMoncada, in onore del patron Salvatore Moncada e anche di Tonino, ex cuoco della Fortitudo morto alcuni giorni addietro. Tra gli altri sono stati presenti i figli di Totò Moncada, il presidente della società Gabriele, accolti da un applauso e tanto affetto che la città di Agrigento e provincia hanno omaggiato ad una persona che tanto ha offerto alla pallacanestro ed alla comunità. Presente anche il sindaco di Agrigento, Franco Miccichè. L’allenatore Michele Catalani commenta: “Sapevamo che sarebbe stata una partita difficile a livello emotivo, il risultato contava poco. Vedere così tante persone ad omaggiare il patron ci ha emozionato ma volevamo vincere a tutti i costi per lui, per la sua straordinaria famiglia e per quello che ci ha lasciato, un grande sogno che noi seguiremo fino in fondo. Abbiamo un solo obiettivo, quello di vincerle tutte. Ringrazio il mio staff ed i giocatori perché fin qui hanno fatto una stagione straordinaria”.

Nulla da fare per la Pro Favara. Il sogno di affrontare l’Akragas in finale dei play off del campionato di Eccellenza girone A, si è fermato a Misilmeri. La semifinale è finita: Don Carlo Misilmeri-Pro Favara 3-0, con le reti di Di Giuseppe, Manfré e Lucera. La finale sarà: Akragas-Don Carlo Misilmeri. Partita che si disputerà all’Esseneto di Agrigento.

“In una democrazia parlamentare tutto si può legittimamente discutere ma la posizione di Conte è palesemente strumentale, tutta rivolta a tenere insieme un partito diviso e a compattare l’elettorato 5Stelle con le sue pulsioni populiste. Conte non può pretendere di scaricare sul governo e sull’Italia i propri pasticci e le confusioni interne”. Lo ha detto l’ex ministro e parlamentare Dc, Calogero Mannino, commentando in una intervista all’Adnkronos di oggi 8 maggio, l’insistita richiesta del presidente M5s Giuseppe Conte a Mario Draghi, affinché apra un chiarimento parlamentare sull’invio delle armi all’Ucraina, paventando un allargamento del conflitto.

Riportiamo le dichiarazioni dell’ex parlamentare riferite al bivio in cui si trova l’attuale leader dei pentastellati ed ex Presidente del Consiglio dei Ministri. “Conte – osserva Mannino – ha un doppio problema: esterno, come leader della forza di maggioranza relativa che appoggia il governo; e interno ai 5Stelle, nel quale si inserisce l’esigenza di garantirsi un rapporto politico non conflittuale con Di Maio, che dei 5Stelle è un esponente di rilievo. Il ministro degli Esteri finora ha mantenuto una linea assolutamente convergente a quella di Draghi, filo occidentale e fermamente atlantista”.

Mannino cita il don Carlo di Giuseppe Verdi quale conseguenza di una accettazione della resa da parte di Zelensky. “Da un punto di vista più generale – prosegue Mannino – è evidente che l’obiettivo della Russia è la riconquista dell’Ucraina, il riassorbimento in funzione di una ricostituita grandezza dell’impero russo. Ma solo se Zelensky e l’Ucraina reggono militarmente l’invasione della Russia, si può arrivare alla pace. Mi si consenta una divagazione lirica: parafrasando il don Carlo di Giuseppe Verdi, se l’Ucraina cede, “ci sarà la pace dei sepolcri”. L’Italia, come altri Paesi occidentali insieme agli Usa, fornisce le armi per consentire al popolo ucraino di difendersi dall’aggressione russa. Zelensky – prosegue l’ex parlamentare Dc nella sua analisi – poteva fuggire all’estero, invece è rimasto in patria, per guidare la resistenza del suo popolo. Questo non bisogna mai dimenticarlo. Quindi se l’Ucraina resiste si può arrivare a una pace tra pari, una pace nella quale presumibilmente Kiev pagherà un prezzo al compromesso, ma potrà garantirsi la libertà e l’indipendenza conquistate con il sacrificio della guerra. Le armi sono lo strumento necessario per la sopravvivenza dell’Ucraina. E’ una scelta molto difficile ma inevitabile. Questo discorso Draghi lo ha fatto con grande chiarezza. La posizione dei 5Stelle è strumentale, ha uno scopo tattico di breve respiro ed è il frutto delle divisioni interne”.

Per quanto riguarda l’incontro negli U.S.A. tra Draghi e Biden, Mannino afferma che “Draghi è forte di una mozione parlamentare approvata a larghissima maggioranza, votata anche dal M5s. Ed è all’interno della linea decisa dal Parlamento che Draghi ha agito. Ora il presidente del Consiglio è atteso a Washington per l’incontro con Biden al quale ribadirà che la posizione dell’Italia è allineata alle decisioni dell’Europa e della Nato. Coerentemente, senza se senza ma. Quando sarà rientrato da Washington, come ha già preannunciato, potrà andare in Parlamento a riferire. In quella occasione, se deciderà di sfiduciare il presidente del Consiglio, il M5s avrà lo strumento per farlo nella sede opportuna. Con chiarezza e coerenza, assumendosi il carico della responsabilità di questa decisione”, conclude Mannino.

Sono 2.288 i nuovi casi di Covid19 registrati a fronte di 16.929 tamponi processati in Sicilia. Il giorno precedente i nuovi positivi erano 2.771. Il tasso di positività scende al 13,5%. La Sicilia è al quinto posto per contagi fra le regioni italiane. Gli attuali positivi sono 113.164 con un aumento di 404 casi. I guariti sono 2.299 mentre le vittime sono 9 e portano il totale dei decessi a 10.697. Sul fronte ospedaliero i ricoverati sono 754, in terapia intensiva sono 40.

Questa la situazione nei Comuni capoluogo: Palermo 573 casi, Catania 537, Messina 528, Siracusa 240, Trapani 229, Ragusa 213, Caltanissetta 146, Agrigento 216, Enna 30

Al termine della conferenza stampa di ieri mattina per congedarsi e stilare un bilancio dei cinque anni di amministrazione, il sindaco Francesca Valenti ha diffuso una lettera ai cittadini e alla città che pubblichiamo nella sua versione integrale a beneficio dei nostri lettori:

“Cari concittadini,

questi lunghissimi cinque anni di mandato volgono al termine e per me è giunto il momento di lasciare la guida di Sciacca.

E’ stato un onore e considero un privilegio essere stata Sindaco di questa città, dove per amore ho deciso di vivere, di lavorare, di far crescere i miei figli.

Sono stati anni intensi e difficili che mi hanno segnato e che non potrò sicuramente dimenticare.

Ho affrontato – con forza, con coraggio, con determinazione, con serietà – le sfide inimmaginabili che eventi tristi mi hanno imposto: lutti, uccisione di randagi, alluvioni, incendi, crolli e, in ultimo, la pandemia da Covid-19.

Lunghe notti insonni e difficili decisioni da prendere in una costante corsa ad ostacoli e contro il tempo.

Ho lavorato con abnegazione, con compostezza, con sobrietà, con spirito di servizio, con senso di responsabilità per provare a raggiungere gli obiettivi che mi ero prefissata: il risanamento dei conti pubblici; l’equità fiscale; il superamento del precariato dei dipendenti comunali; l’ammodernamento e il ricambio della burocrazia; la trasparenza contro ogni forma di corruzione; la gestione pubblica dell’acqua; l’adozione del PRG; la tutela dei diversamente abili e dei più fragili; la realizzazione di opere pubbliche; l’intercettazione di finanziamenti; la tutela del verde pubblico; l’attenzione per i bambini; il riconoscimento del valore dello sport; la tutela del patrimonio librario; la centralità della cultura; la promozione della ceramica, del corallo e dei prodotti tipici locali; la promozione turistica; la valorizzazione del Carnevale; la sinergia con i Comuni del comprensorio; la tutela dell’ambiente; il potenziamento del servizio rifiuti; le infrastrutture del comparto pesca; ecc…

Sciacca è stata più volte al centro della scena: Dolce & Gabbana, Incastrati, Sicilian Holidays, FerdinanDea,…

Questi e altri obiettivi sono stati raggiunti, sia pure con fatica, sia pure lentamente, sia pure senza visibilità mediatica, sia pure senza boria e senza vanto.

Questi e altri obiettivi sono stati raggiunti nonostante la forte contrapposizione politica, l’ostilità esasperata, gli attacchi spesso gratuiti. Ho subito pressioni, spintoni, ricatti politici ai quali non mi sono mai piegata e che non mi hanno mai impedito di continuare a testa alta, forte della dignità di una persona libera e forte dei valori in cui credo fermamente: uguaglianza, legalità, trasparenza, onestà.

Altri obiettivi non sono stati raggiunti e non posso nascondere il rammarico per ciò che non sono riuscita a fare.

Vi ringrazio tutti. Ringrazio i cittadini che mi apprezzano e mi testimoniano stima, vicinanza e affetto. Ma ringrazio anche i cittadini che mi giudicano e mi condannano. Le nostre vite si sono incrociate e abbiamo percorso insieme, ciascuno nel proprio ruolo, un tratto della storia della nostra città di Sciacca, la città più bella del mondo”.

Francesca Valenti

Il 34enne saccense, assistito dall’avvocato Accursio Piro, è stato condannato per lesioni personali semplici, atti osceni ed evasione. I giudici della Corte di Appello di Palermo hanno riconosciuto l’incapacità parziale. dall’avvocato Accursio Piro

Fu la Polizia di Stato del Commissariato di Sciacca a condurre le investigazioni. Per gli inquirenti, il saccense avrebbe conosciuto su Facebook una donna residente nel centro Italia. Alla donna si sarebbe presentato come lavoratore offrendo anche possibilità di ospitarla per un certo periodo nel corso del quale, magari, sarebbe potuta nascere una storia d’amore con lei.

Ma passarono pochi giorni e la donna avrebbe scoperto di avere a che fare con tipo assai diverso. Secondo gli inquirenti, il saccense avrebbe tentato di usarle violenza e l’avrebbe chiusa a chiave nel suo appartamento. La donna sarebbe riuscita ad avvisare il fratello che si è rivolto alle forze dell’ordine. La donna al processo si è costituita parte civile, assistita dall’avvocato Maurizio Gaudio.

Il processo che si è svolto nel 2017 ha riguardato anche altri fatti contestati al saccense. Atti osceni per i quali il saccense è stato assolto. La Corte di Appello ha confermato l’assoluzione anche per il reato di danneggiamento che veniva pure contestato al saccense.

L’ordinanza è stata emessa dall’ufficio di sorveglianza del tribunale di Agrigento. I carabinieri di Campobella di Licata lo hanno preso e riportato nel carcere di Noto.

Si tratta di Paolo D’Auria, disoccupato di 63 anni, il quale non ha rispettato l’affidamento in prova ai servizi sociali. L’ufficio di sorveglianza, infatti, ha così scritto: “Reiterate violazioni alle prescrizioni dell’affidamento in prova ai servizi sociali”.

Il provvedimento del tribunale è stato emesso in sostituzione della misura alternativa, già in atto, dell’affidamento in prova ai Servizi sociali. Una volta notificato il provvedimento dell’ufficio di Sorveglianza al campobellese, i carabinieri della stazione cittadina lo hanno poi trasferito nel Siracusano e collocato – così per come disposto dall’autorità giudiziaria – nella casa circondariale di Noto.

 

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Sono stati identificati i protagonisti di una rissa scoppiata, per futili motivi, lo scorso 16 aprile, nei pressi di un bar, lungo la strada statale 115, in territorio di Porto Empedocle. Si tratta di un trentaduenne, di un quarantaquattrenne, e un quarantatreenne.

I tre sono disoccupati, e a parte il primo, gli altri due hanno precedenti di polizia. Sono stati denunciati, in stato di libertà, alla Procura della Repubblica di Agrigento, per l’ipotesi di reato di rissa.

Dopo alcune indagini a individuare i tre agrigentini sono stati i carabinieri della Stazione di Porto Empedocle. Non è escluso che l’episodio possa nascondere questioni personali, e privati, e che i tre avessero un appuntamento chiarificatore.