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Il Comune di Aragona, presieduto dal sindaco Giuseppe Pendolino e dai suoi assessori, ha deliberato l’approvazione dei “lavori di manutenzione straordinaria della Caserma dei Carabinieri di proprietà del Comune di Aragona” CUP I67H20004170001 (Delibera n°3 del 1/02/2022).

Nella premessa del Responsabile di settore, Arch. Filippo Curallo si legge che con “Decreto 19.10.2020 del Ministero dell’Interno ad oggetto Misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché di politiche sociali connesse all’emergenza epidemiologica da COVID – 119 – il Comune di Aragona è risultato beneficiario di una somma complessiva pari ad euro 80.000 mila, atta a risolvere le criticità strutturali della Caserma dei Carabinieri, coordinata dal Maresciallo Paolino Scibetta. “L’obiettivo – dichiara il sindaco Pendolino – è quello di riqualificare l’immobile per restituirgli la veste istituzionale che l’Arma dei Carabinieri ricopre e rappresenta sul territorio”. Maggiori dettagli sulla delibera sono consultabili sulla sezione Albo Pretorio del sito ufficiale del Comune di Aragona.

di Filippo Cardinale

Silenzio sul rinnovo dell’affitto del rampo d’azienda di Girgenti Acque. Non si capisce il perché del “non rumore”, come se la stampa non avesse le capacità di possedere le informazioni. La firma è arrivata nei giorni scorsi e il contratto di affitto del ramo d’azienda è stato rinnovato per altri tre mesi (più altri tre). Molto probabilmente, è l’ultimo rinnovo concesso concesso dal Tribunale fallimentare ad Aica per avviare il suo percorso di gestore idrico integrato della provincia agrigentina.

Un rinnovo d’affitto che garantisce la prosecuzione delle attività quotidiane, attività che riscuotono sempre più malcontento da parte dei cittadini costretti a subire disservizi. Un’attività che non può affrontare quella delle manutenzioni a fronte di innumerevoli perdite idriche presenti in ogni comuna agrigentino.

Ancora non è stato approvato il piano straordinario di gestione dal Consiglio di Amministrazione di AICA.  Intanto, i problemi si moltiplicano. Ad oggi solo il 70% in media paga le bollette, tanto da spingere la consortile a sollecitare chi non paga prospettando sospensioni della fornitura. Ma ci sono anche i sindaci “dissenzienti”.  Anche se diversi centri hanno ormai deliberato per il trasferimento dell’ormai famoso finanziamento della Regione alla Consortile ma non stanno effettivamente provvedendo al trasferimento degli importi.

L’Associazione nazionale antiracket e antiusura “In movimento per la legalità”, e il COGI, Comitato collaboratori della giustizia italiani, hanno sottoscritto un protocollo d’intesa con il quale le due associazioni si impegnano a collaborare sul territorio nazionale nella lotta contro ogni forma di violenza, contro la criminalità e le mafie. In movimento per la legalità e il Comitato saranno promotori di Centri antiracket a favore di tutti quei cittadini ed imprenditori caduti nelle maglie degli usurai o estortori, e che intendono denunciare. Il COGI, infatti, attraverso la rappresentante Maricetta Tirrito, ha recentemente inaugurato diversi sportelli, come ad Ostia nel Lazio e a Villabate in Sicilia. Il presidente dell’associazione “In movimento per la legalità”, Nino Randisi, e la vice presidente, Maria De Fazio, affermano: “Prosegue l’impegno per mettere in connessione tutte le associazioni che meritoriamente e con pochi mezzi sono impegnate sul territorio a difesa della legalità e contro tutte le forme di violenza”.

Notizie positive per gli automobilisti nisseni e per coloro che sull’autostrada viaggiano da e verso Caltanissetta. Infatti, lo svincolo della A19 Palermo-Catania, di connessione con la nuova sede della statale 640, sarà transitabile definitivamente entro fine mese, come ha annunciato l’Anas. Le opere di raddoppio della “Strada degli scrittori”, strada statale 640, si avviano, dunque, dopo circa un decennio, a conclusione. Nel corso di un vertice in Prefettura a Caltanissetta sono state stabilite le modalità di regolazione della circolazione nelle due settimane che precederanno la transitabilità. Tra l’altro, i mezzi che provengono da Agrigento e Caltanissetta, e che procedono in direzione Palermo, potranno immettersi in autostrada allo svincolo di Ponte Cinque Archi dopo avere percorso le statali 640, 122 bis e 121.

Un quindicenne Enrico Bonello, che era rimasto coinvolto, la notte scorsa, in un incidente stradale è morto all’ospedale “Villa Sofia” di Palermo, dove era stato trasferito in elisoccorso. Il ragazzo, in sella al suo scooter, si era schiantato contro un palo della pubblica illuminazione, in via Fiume Vecchio, in prossimità della zona residenziale di contrada “Piano Cannelle”, a Licata.

Prima era finito, in prognosi riservata sulla vita, al pronto soccorso dell’ospedale “San Giacomo d’Altopasso”. Dopo le prime cure il ragazzo era stato trasportato con l’autoambulanza a Canicattì, visto che l’elipista di Licata è inagibil, e da qui trasferito al presidio ospedaliero palermitano.

Nello Musumeci: “Scompare un illustre giurista da sempre in prima linea nel contrasto alla criminalità organizzata. L’ho conosciuto subito dopo il mio insediamento a palazzo Orleans e, avendone apprezzato il rigore morale e la competenza amministrativa, l’ho nominato commissario straordinario del Libero consorzio di Agrigento.

Ha diretto per tre anni nella qualità di Commissario straordinario l’ex Provincia regionale di Agrigento. E’ morto questa mattina all’età di 79 anni. Già procuratore di Marsala è stato membro del pool antimafia tra i magistrati del maxi-processo di Palermo.

“Con lui – afferma il presidente della Regione Nello Musumeci – scompare un illustre giurista da sempre in prima linea nel contrasto alla criminalità organizzata. L’ho conosciuto subito dopo il mio insediamento a palazzo Orleans e, avendone apprezzato il rigore morale e la competenza amministrativa, l’ho nominato commissario straordinario del Libero consorzio di Agrigento, dove ha profuso con tenacia il proprio impegno. Alla famiglia del magistrato va il mio più sentito cordoglio, al quale unisco la vicinanza della comunità siciliana”.

A Canicattì nel centro cittadino, in via Regina Elena, una donna di 56 anni, casalinga, a piedi, è stata afferrata per un polso, trascinata verso via Pescara, e, sotto la minaccia di una pistola, costretta a consegnare i soldi nel borsellino. Arraffato il bottino, il bandito solitario è fuggito. Lei si è riparata spaventata in un esercizio commerciale. I titolari l’hanno rincuorata. Poi, rientrata a casa, insieme al marito ha sporto denuncia in Commissariato. Indagini in corso.

Meno ricordato di quanto dovrebbe, per quegli strani inciampi della memoria collettiva, Enzo Lauretta è stato uno dei maggiori intellettuali siciliani, fra i pochi che hanno tentato la strada della naturale convivenza fra politica e cultura. Romanziere d’impronta verista con un’attitudine profonda all’analisi psicologica, saggista tra i più noti dell’opera pirandelliana e di alcuni percorsi peculiari della “narrativa della crisi”, recuperati anche nelle più complesse stratigrafie culturali, fondatore di iniziative come la Sagra del mandorlo in fiore e la Settimana di studi pirandelliani, nell’idea di una proiezione internazionale della città, Enzo Lauretta ha amato Agrigento e ha rappresentato, con la sua straordinaria cultura e il rigore delle proprie idee, un modello possibile di gestione della cosa pubblica con forti ambizioni civili e un interesse mai sopito per la letteratura come presa di coscienza critica sul mondo. Un omaggio per non dimenticare un grande uomo che ha interpretato, in modo esemplare, le ragioni dell’orgoglio e dell’intelligenza.

Curiosa emigrazione di quell’ottimo regista che è Pal Gabor, il quale dalla natia Ungheria si trasferisce in Sicilia per affrontare il personaggio di una vedova bianca il cui marito in Germania per lavoro, “La sposa era bellissima” è un film che grazie a certe sue nervose sequenze mette i protagonisti di fronte a realtà sociali diverse e sconosciute, scavando nel privato e nella dolorosa e trepida condizione dei suoi protagonisti. Derivato dal romanzo di Enzo Lauretta, sceneggiatore insieme al regista e allo scrittore Stefano Milioto, con musiche di Nicola Piovani e la partecipazione straordinaria di Stefania Sandrelli. Un’opera da recuperare per la qualità dei suoi valori espressivi e per la ricca ambientazione, tra i pochi casi di cinema declinato per intero nel territorio dell’agrigentino.

Al film sarà dedicata un’introduzione critica con dibattito finale, alla presenza di Nino, figlio di Enzo Lauretta. Ai partecipanti sarà fatto dono, fino ad esaurimento delle copie, del romanzo da cui è tratto il film, ormai fuori catalogo e perciò ancora più prezioso.

L’anziano padre lotta ma deve cedere alle patologie ed al covid-19. I figli scrivono comunque al reparto di terapia intensiva di Agrigento per ringraziare i sanitari dell’impegno e dell’amore profuso verso il loro caro

Una lettera breve ma capare di toccare il cuore, scritta di certo con gli occhi inumiditi dal pianto per ringraziare i sanitari di tutte le cure amorevoli ricevute dal loro congiunto nonostante questi, un anziano signore agrigentino affetto da diverse co-morbilità, sia stato strappato alla vita dal covid-19 dopo alcune settimane di ricovero.  L’hanno messa nero su bianco i figli poco dopo la morte del loro caro padre ed è stata fatta recapitare all’Unità di rianimazione e terapia intensiva dell’ospedale di Agrigento nell’intento di dare forza al personale del reparto ed elogiarne l’operato nonostante il triste epilogo:

“Vogliamo ringraziare tutte le persone che ogni giorno si danno da fare per cercare di salvare la vita di persone colpite da ogni genere di malattia che porta alla morte. A Voi che vi siete occupati direttamente o indirettamente del nostro compianto padre negli ultimi istanti di vita, che avete dato tutto, non solo in termini di professionalità, chiediamo di non perdere mai la speranza, di non arrendervi mai perché siete preziosi. Non considerate la perdita dei pazienti come sconfitta, purtroppo non sempre si riesce a ridare ai familiari il loro caro, sappiate che anche una sola vita salvata, un solo paziente restituito alla vita è una vostra vittoria ed anche la nostra che abbiamo perso quanto di più caro avevamo. Sentire le vostre voci al telefono ci dava speranza, anche se si percepiva che anche voi soffrivate e soffrivate per una persona che non avevate mai conosciuto. Questo ci ha fatto capire quanta umanità c’è ancora nel mondo e pur essendo tristi per la perdita siamo felici che papà sia stato accudito da Voi negli ultimi giorni della sua bella vita”.

La Direzione strategica dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Agrigento insieme a tutto il personale del reparto di rianimazione e terapia intensiva dell’ospedale di Agrigento, diretto dal dottor Gerlando Fiorica, si stringe attorno alla famiglia per la perdita del loro caro ed esprime viva gratitudine per il toccante messaggio ricevuto.

6.452 i nuovi casi di Covid19 registrati a fronte di 39.283 tamponi processati in Sicilia. Il tasso di positività sale al 16,4% al ieri era al 15,5%. L’isola è al nono posto per contagi fra le regioni italiane. Gli attuali positivi sono 258.176 con un aumento di 3.519 casi. I guariti sono 3.189 mentre le vittime sono 36 e portano il totale dei decessi a 8.658. Sul fronte ospedaliero sono 1.607 ricoverati, in terapia intensiva sono 140.

Questa la situazione nei Comuni capoluogo: Palermo con 1.414 casi, Catania 1.595, Messina 801 Siracusa 834, Trapani 312, Ragusa 671, Caltanissetta 438, Agrigento 544, Enna, 135.