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Agenti di Polizia e militari della Guardia di Finanza, rispettivamente di Siracusa e di Catania, hanno eseguito un’operazione intitolata ‘Fast shipping’, contro un traffico di stupefacenti tra Italia e Stati Uniti. Si tratta di una ordinanza di misure cautelari personali e reali emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale su richiesta della Direzione distrettuale antimafia della Procura etnea nei confronti di 9 persone indagate, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata al traffico e allo spaccio di droga. Nell’inchiesta sono indagate complessivamente 29 persone, compresi 5 medici.

Il presidente della Regione, Nello Musumeci, interviene a seguito della marcia su Palermo per il recupero e rilancio delle Terme di Sciacca organizzata dal sindaco di Sciacca, Francesca Valenti. Musumeci afferma: “Quella del sindaco di Sciacca è solo una speculazione politica, che sa tanto di propaganda elettorale. Quello che ha fatto il mio governo in tre anni per le Terme ha permesso di rimediare ai disastri causati dalla giunta Crocetta. Tra le tante cose abbiamo risolto anche un problema di catastazione di alcuni degli immobili, cosa che si era impegnata a fare proprio il sindaco di Sciacca, anche se poi non ha mantenuto l’impegno. E’ prossimo un finanziamento di specifici lavori di manutenzione straordinaria del patrimonio termale di Sciacca, allo scopo dichiarato di renderlo più appetibile ad un eventuale investitore privato che fosse interessato ad acquisirle in concessione. L’obiettivo è quello di pubblicare un nuovo avviso pubblico dopo che, in diverse occasioni, i tentativi fatti non hanno avuto effetto. Sono stupito di queste speculazioni soprattutto perché quando veniva a trovarci a Palermo, l’atteggiamento del sindaco di Sciacca era quello della ‘colomba’, mentre coi suoi concittadini ha agito da ‘falco’”.

Con propria ordinanza, il presidente della Regione, Nello Musumeci, in base alla relazione dell’Azienda sanitaria interessata, ha disposto, con effetto immediato la revoca dalla zona rossa a Portopalo di Capo Passero, in provincia di Siracusa. Lo stesso provvedimento dispone, invece, la proroga delle misure restrittive, fino al 26 maggio, per tre Comuni: Maniace, in provincia di Catania, San Cipirello e Vicari, nel Palermitano.

Oggi a Roma una delegazione di amministratori, compreso il coordinatore di Anci Giovani Sicilia e sindaco di Contessa Entellina, Leonardo Spera, incontrano la presidente della commissione Ambiente alla Camera per ribadire la virtuosità delle gestioni dirette del servizio idrico. Gli stessi amministratori ribadiscono: “La gestione diretta dell’acqua è un principio a cui i Comuni che ne hanno i requisiti non possono rinunciare. Bisogna evidenziare che le gestioni comunali del servizio idrico sono previste dalla norma come eccezioni rispetto alla gestione unica d’ambito. In questo contesto, le gestioni comunali salvaguardate nelle Ati, come nel caso di Palermo, e di un piano d’ambito aggiornato, non perderebbero nemmeno i contributi comunitari e nazionali per gli investimenti e l’ammodernamento delle reti”.

La Cassazione, perché il reato è prescritto, ha annullato la sentenza di condanna a carico del maresciallo dei Carabinieri di Agrigento, Antonio Arnese, già a capo del Nucleo ispettorato del lavoro, e dell’avvocato Ignazio Valenza, condannati, in primo grado e in Appello, a 2 anni di reclusione ciascuno per corruzione, allorchè Arnese avrebbe chiesto e ottenuto da Valenza l’assunzione della moglie come dipendente dell’istituto assistenziale “Casa Amica” in cambio di un controllo addomesticato all’istituto di formazione Ecap. La difesa, rappresentata dagli avvocati Daniela Posante, Antonino Gaziano e Giuliano Dominici, ha sempre sostenuto che non ricorre alcun collegamento fra l’assunzione della donna e il controllo ispettivo.

Ad Agrigento, al palazzo di giustizia, a conclusione della requisitoria, la pubblico ministero, Sara Varazi, ha chiesto al giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Agrigento, Stefano Zammuto, di assolvere quattro medici ortopedici in servizio all’ospedale di Agrigento, imputati di omicidio colposo, perché, secondo la Varazi, non ricorrerebbe alcun nesso tra la condotta degli stessi medici e la morte di Michele Di Stefano, 69 anni, di Porto Empedocle, morto il 26 giugno del 2016 dopo essere stato investito da un’automobile e dopo essere stato colto da un infarto intestinale. I medici, presso cui fu ricoverato Di Stefano allorchè vittima di una frattura al femore, sono Giuseppe Tulumello, 45 anni, Giovanna Callea, 42 anni, Santo Rapisarda, 52 anni, e Salvatore Pinella, 53 anni.

Il giudice monocratico del Tribunale di Agrigento, Giuseppe Miceli, ha inflitto un anno e 8 mesi di reclusione, per false fatturazioni e occultamento delle scritture contabili, a carico di Calogero Cremona, 54 anni, di Palma di Montechiaro, legale rappresentante della società Cobeca srl. Lui, difeso dagli avvocati Salvatore Re e Fabio Inglima Modica, avrebbe emesso, negli anni 2015 e 2016, fatture per operazioni inesistenti dell’importo complessivo di circa 250mila euro. Le fatture false sarebbero servite ad alcune società per aumentare le spese ed evadere le imposte. Inoltre avrebbe occultato le scritture contabili e altri documenti obbligatoriamente da conservare per non consentire la ricostruzione del patrimonio aziendale.

A Porto Empedocle, per avere violato le prescrizioni anti-covid, sono stati multati 400 euro ciascuno dalla Polizia i venti militanti siciliani di CasaPound giunti a Porto Empedocle da Palermo, Messina e Ragusa per manifestare contro le politiche immigratorie. L’episodio, di cui si apprende adesso, risale a domenica scorsa, quando si è stati ancora in zona arancione, e dunque non sarebbe stato possibile spostarsi da un Comune ad un altro senza giustificata motivazione.

A Naro, nel centro d’accoglienza “La grande famiglia”, una ventina di immigrati, tra cui 16 minorenni, hanno protestato per ottenere di essere trasferiti in altri centri, e hanno devastato l’intera struttura danneggiando e distruggendo arredi e attrezzature per un danno di circa 10mila euro. Tre degli operatori del centro, nel tentativo di sedare i disordini, hanno subito ferito e sono stati soccorsi all’ospedale “Barone Lombardo” di Canicattì. La sindaca di Naro, Maria Grazia Brandara, con provvedimento d’urgenza, ha disposto il trasferimento degli ospiti in altre strutture della provincia di Agrigento.