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È  stato un momento di confronto tra le altre eccellenze italiane del turismo sostenibile, enogastronomico ed esperienziale con la prestigiosa Università Federico II per “rilanciare – come ha dichiarato l’ex ministro e docente universitario, Alfonso Pecoraro Scanio –  una grande trasformazione eco-digital e un turismo che sia sostenibile ma con una grande capacità di innovazione”.
I presenti si sono dati appuntamento per una serie di iniziative nel Mezzogiorno, alcune delle quali si svolgeranno in Sicilia e molto probabilmente ad Agrigento.
“Arte, natura e cibo – Turismo culturale ed enogastronomico sostenibile” è stato il tema approfondito durante il  meeting che si è svolto stamattina all’NH Panorama della città partenopea con il contributo, tra gli altri, dei sindaci di Procida, Capitale italiana della Cultura 2022, di Matera, già Capitale europea della Cultura 2019, di Agrigento, Francesco Miccichè, che è anche presidente della DMO Distretto Turistico Valle dei Templi, e dell’amministratore della DMO, Fabrizio La Gaipa.
Durante l’incontro, promosso dal Corso di Laurea sperimentale ad orientamento professionale in “Hospitality Management” del  Dipartimento di Economia dell’Università Federico II di Napoli, sono state proiettate alcune delle immagini più suggestive del territorio della Costa del Mito: mare, archeologia, arte, paesaggio, ma anche alcune delle eccellenze della nostra produzione agricola e agroalimentare. Nel corso del suo intervento, il sindaco e presidente del Distretto, ha anche annunciato la candidatura di Agrigento a Capitale Italiana della Cultura per il 2025

di Filippo Cardinale

La bella giornata di sole che il nuovo dì ci ha donato stamane è stata squarciata da un forte tuono. Il classino fulmine a ciel sereno. La conferenza stampa del candidato sindaco del centrodestra Matteo Mangiacavallo ha emesso un tuono fortissimo. Ma ha anche permesso al deputato regionale che aspira alla poltrona di sindaco di disinnescare una mina prima che esplodesse.

E questa mina è stata una costante delle precedenti coalizioni che hanno governato la città, specie a matrice centrosinistra. Matteo Mangiacavallo è stato esplicito, secco e determinato, parlando di “metodo”. E il metodo usato porta inevitabilmente a Massimiliano Cencelli, l’autore del famoso “Manuale Cencelli”. Un manuale che per Matteo Mangiacavallo rigetta perché cozza con la “sua dignità” e il Suo modo di “essere uomo libero”, libero da imposizioni.

Non credendo a motivazioni di merito, che portano con sé nobiltà di contenuti per il bene della città, resta evidente la frizione che caratterizza la composizione dell’eventuale giunta. Insomma, ecco il manuale Cencelli.

Fra otto giorni scade il termine per la presentazione delle liste da depositare in segreteria comunale. Che succede adesso? E’ questa la domanda ricorrente.

La prima risposta plausibile è che si allarga l’autostrada per Messina, non la città sullo stretto. Ignazio Messina, già da tempo in campagna elettorale in maniera organica e organizzata, è il destinatario più probabile della ulteriore frammentazione del centrodestra che segue la fase nazionale e regionale della tribolazione. Basta guardare a Palermo, basta guardare alle dichiarazioni di Gianfranco Micciché nei confronti di Nello Musumeci.

Nasce un quarto candidato? Appare difficile, ma nulla è improbabile. Sono prevedibili, invece, gli effetti di una quarta candidatura a otto giorno dal termine per depositare le liste. Effetti che non dovrebbero essere così evidenti anche sulla scorta che le coalizioni sono già consolidate.

Appare difficile che Forza Italia possa fare l’occhiolino a Messina, come è difficile possa farlo a Termine che già deve portare sulle spalle il peso di cinque anni di guida della città targata PD.

Mangiacavallo ha già messo a segno un suo obiettivo che è il suo slogan: “La svolta”. Stamane ha effettuato una svolta che è di rottura “irrevocabile” con Forza Italia. “Una svolta” a otto giorni dalla importante scadenza, ma soprattutto, a suo avviso, ha disinnescato quella mina che è sempre esplosa già nella giunta Vito Bono e, per ultimo, in quella di Francesca Valenti.

di Filippo Cardinale

Colpo di scena. Matteo Mangiacavallo rompe con Forza Italia. “Non sono abituato a farmi imporre qualcosa da qualcuno, con Forza Italia con ci sono più le condizioni politiche per proseguire la campagna elettorale”.
“Oggi devo avere la libertà di scegliere senza essere condizionato”.
“Sono abituato a condividere le scelte e non a farmele imporre. Io mi sono candidato per realizzare il programma che ritengo utile per la città e non tollero che qualcuno mi tiri la giacca”.

Scelta “autonoma e libera” quella di Mangiacavallo ma adesso non vi è dubbio che il clima politico del centrodestra è ancora più frazionato. Scelte di Mangiacavallo che sono riferite “al metodo” usato. E in Forza Italia che ha individuato quel metodo che cozza con la “dignità e libertà” di Mangiacavallo.

Mangiacavallo non rappresenta elementi particolari che lo hanno indotto alla scelta. Rimarca “un metodo che non gli va bene”. Ovviamente rivolto a Forza. Per Mangiacavallo la scelta è irrevocabile. “Almeno cinque, sei, segnali” hanno indotto Mangiacavallo a rompere con Forza Italia.

Il Giudice di pace di Agrigento ha disposto con sentenza l’annullamento di una multa elevata dai militari dell’Arma dei Carabinieri ad un automobilista a cui è stata contestato di essersi messo alla guida in stato di ebbrezza.

Il giovane era stato sottoposto dal test dell’etilometro risultando con valori al di sopra della soglia consentita dalla legge.

Scattata la sanzione amministrativa, il giovane – rappresentato e difeso dall’Avvocato Michele Melfa – si è rivolto al Giudice di pace per l’annullamento dell’ordinanza prefettizia rilevando che l’Ente che ha emanato l’atto impugnato, pur essendo formalmente convenuto in giudizio dall’opponente, veste il ruolo sostanziale di attore, in quanto è tenuto a dimostrare il fondamento dell’atto con cui ha irrogato la sanzione impugnata.

In altre parole, sarebbe stato onere della Prefettura dimostrare in giudizio che l’apparecchiatura utilizzata per il rilevamento del tasso alcolemico era omologato e conforme alle prescritte verifiche periodiche per accertarne il corretto funzionamento.

Il Giudice di pace, accogliendo le tesi dell’avvocato Michele Melfa, ha rilevato – per granitico orientamento di Cassazione – che le verifiche effettuate dagli agenti di polizia attraverso l’utilizzo dell’etilometro sono da considerarsi invalide in assenza delle prescritte verifiche.

Ed infatti, l’onere della prova riguardo alla legittimità della multa e della conseguente ordinanza-ingiunzione ricade sull’Ente, mentre l’automobilista deve limitarsi ad allegare le ragioni per cui, secondo lui, l’atto è invalido.

Nel caso di fattispecie, la Prefettura di Agrigento non si sarebbe costituita in giudizio non fornendo, dunque, la prova contraria alle contestazioni mosse dall’opponente; fatto quest’ultimo che ha comportato l’annullamento

In particolare, il Giudice ha statuito che “in tema di violazioni al codice della strada, l’effettiva legittimità dell’esecuzione dell’accertamento mediante etilometro non può prescindere dall’osservanza di appositi obblighi formali, dalla cui violazione può discendere l’invalidità dell’accertamento stesso, quali in particolare, l’attestazione dell’avvenuta preventiva sottoposizione dell’apparecchio ad aggiornata omologazione oltre che alla indispensabile calibratura, tali da garantire l’effettivo buon funzionamento dell’apparecchio e quindi la piena attendibilità del risultato conseguito attraverso la sua regolare utilizzazione“.

Gli etilometri, viene inoltre precisato nel provvedimento, che devono rispondere a requisiti stabiliti con disciplinare tecnico approvato dal Ministero dei Trasporti, mentre la Motorizzazione Civile è deputata all’omologazione del tipo di etilometro. Tali apparecchi devono infatti essere sottoposti a verifica preventiva di corretto funzionamento e a verifiche periodiche, presso il Centro Superiore di Ricerche CSRPAD di Roma.

Ne consegue che le verifiche effettuate con il cosiddetto alcol-est realizzate con etilometri che non siano stati sottoposti regolarmente alle prescritte procedure è suscettibile di essere considerata invalida e pertanto le conseguenti sanzioni possono essere annullate.

Giancarlo Granata ha recentemente ufficializzato il suo passaggio in Fratelli D’Italia. Di fatto si è trattato di un ritorno in quanto la storia politica di Granata è stata sempre nel Centro Destra. Lo abbiamo avvicinato per scambiare due chiacchiere.

Nel mese di Gennaio ha ufficializzato la sua adesione in Fratelli d’Italia rappresenta un ritorno a casa ?

“Intanto grazie. Si è proprio cosi per me rappresenta un ritorno nella mia comunità politica che mi ha visto crescere e formarmi con orgoglio ricordo di essere stato il primo presidente provinciale eletto di Alleanza Nazionale, oltre ad aver ricoperto diversi ruoli elettivi da consigliere provinciale, assessore provinciale e parlamentare regionale, la mia storia, la mia tradizione di famiglia appartiene da sempre alla destra politica. Ringrazio l’amico Lillo Pisano commissario provinciale di Fratelli d’Italia e l’intera classe dirigente del partito per l’accoglienza e insieme a Lillo intendo dare il mio contributo all’affermazione di Giorgia Meloni e di Fratelli d’Italia in provincia di Agrigento”.

Recentemente è stato nominato nel direttivo provinciale nella qualità di responsabile provinciale del Dipartimento Legalità, Sicurezza e Immigrazione?

“Si, l’amico Lillo Pisano che ringrazio ha voluto attribuirmi questo incarico molto importante perché affronta tematiche attuali che rappresentano da sempre le battaglie della destra politica recentemente abbiamo organizzato un convegno sul tema la Difesa dei Valori….il Valore della Sicurezza che ha visto tra gli altri la partecipazione  di Fracesco Giubilei uno fra i più autorevoli riferimenti culturali del pensiero conservatore. Abbiamo inteso promuovere questa iniziativa perchè riteniamo che bisogna, in un momento di smarrimento e di confusione, ripartire dai valori eterni ed indissolubili, occorre diffondere la cultura della legalità e della sicurezza per questo abbiamo proposto l’istituzione in ogni Comune di un Osservatorio permanente sulla sicurezza e la legalità…che coinvolga il mondo dell’associazionismo, la Scuola, le Forze delle ordine, la Chiesa, le famiglie e che possa definire dei piani strategici per prevenire i fenomeni di bullismo , microcriminalità, violenza in genere con l’adozione di iniziative concrete che possano vedere i giovani impegnati e che facciano sentire le famiglie più sicure. Inoltre vi sono le problematiche connesse al fenomeno dell‘immigrazione clandestina che va assolutamente contrastata e che danneggia fortemente l’ immagine della splendida isola di Lampedusa e al tempo stesso riteniamo che bisogna di contro assicurare accoglienza ai rifugiati politici e ai profughi che scappano dalla guerra in Ucraina”.

Cosa significa essere oggi di destra?

“Essere di destra significa credere fortemente nei valori della legalità, della sicurezza, della meritocrazia, dell’onestà come precondizione per l’agire in politica significa rispettare le regole, credere alla libertà d’impresa ma al tempo stesso alla funzione sociale dell’economia significa essere conservatori nei valori e innovatori nell’azione politica; ovviamente una destra aperta, moderna europeista quella  incarnata straordinariamente da Giorgia Meloni come ha dimostrato la conferenza programmatica svoltasi a Milano”.

I sondaggi indicano Fratelli d’Italia come primo partito?

“Essere primo partito è la conseguenza di uno straordinario lavoro svolto da Giorgia Meloni e dall’intera classe dirigente di Fratelli d’Italia, ritengo che gli Italiani abbiano apprezzato in primo luogo la coerenza rispettare la volontà degli elettori per noi è fondamentale noi siamo alternativi alla sinistr e poi i contenuti; veda, noi siamo ancora abituati a confrontarci, a studiare i problemi e  formulare le nostre proposte, la politica intesa come governo del bene comune e rappresentazione degli interessi legittimi della società non può essere affidata a dilettanti allo sbaraglio, inoltro manteniamo ancora ferma l’idea del partito come comunità politica di persone con i medesimi valori e con i suoi organi interni diciamo come  si faceva una volta”.

In provincia di Agrigento come vanno le cose per Fratelli d’Italia?

“Bene. Registriamo grande entusiasmo e diverse adesioni non solo di operatori politici ma anche di cittadini, imprenditori, professionisti, giovani che credono ad un cambiamento con Giorgia Meloni Premier questo lo si deve anche al buon lavoro svolto da Lillo Pisano e dagli amici che con lui condividiamo questo percorso”.

Il 23 maggio ricorre l’anniversario della scomparsa di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino avete in programma delle iniziative?

“Certamente abbiamo pensato, ad un’iniziativa di alto valore simbolico. Lunedì 23 maggio andremo a deporre un omaggio floreale dinnanzi alla Croce di piano San Gregorio in prossimità della rotonda Giunone che ricorda la visita di Papa Paolo Giovanni il 09 maggio del 1993 e il suo anatema contro la mafia Fratelli d’Italia ritiene la legalità un valore imprescindibile che va praticata nell’agire quotidiano occorre onorare la memoria dei Giudici Falcone e Borsellino e di quanti hanno sacrificato la loro vita per combattere la criminalità organizzata per questo motivo in quest’occasione rivolgeremo un’ invito alle Istituzioni di realizzare un monumento che ricordi tutti i caduti e le vittime della violenza mafiosa, ricordare chi ha sacrificato la propria vita per l’affermazione dello Stato contro ogni forma di sopraffazione rappresenta un dovere civico per le nuove generazioni e un monito per tutti a non abbassare mai la guardia”.

Si avvicinano l’ elezioni regionali quale il suo giudizio sul governo Musumeci?

“Ritengo che Musumeci abbia bene governato, e lo ha fatto con competenza e rettitudine rispettando il valore dell’alleanza con i partiti del centro destra …..è un Presidente uscente e ritengo che non ci siano motivi per non ricandidarlo è chiaro altresì che Fratelli d’Italia tiene all’unità del centro destra come è avvenuto a Palermo con la candidatura dello stimato Prof. Roberto La Galla e ha una classe dirigente matura e pronta a governare la Sicilia”.

I suoi prossimi impegni ?

“Io, al pari di tanti altri, sono innamorato della mia terra, la nostra provincia ha enorme potenzialità occorre investire sulle nostre risorse naturali, le nostre bellezze storico, monumentali, artistiche , sulla nostra storia, sul nostro mare e sulle nostre coste, sulla nostra enogastronomia sulla nostra agricoltura e sul nostro artigianato sulla nostra terra ciò può avvenire utilizzando a pieno i fondi del PNNR, migliorando le nostre infrastrutture soprattutto stradali e dando la possibilità a chi lo desidera di investire e fare impresa nella nostra terra e di farlo in serenità e senza intoppi burocratici occorre rilanciare l’idea della fiscalità di vantaggio e delle zone franche io per quello che mi riguarda metterò a disposizione del partito e della mia terra la mia esperienza , le mie competenze, la mia passione civica, i miei valori di uomo destra”.

1.227 i nuovi casi di Covid19 registrati a fronte di 10.777 tamponi processati in Sicilia; ieri erano 2.288. Il tasso di positività scende al 11,4% ieri era al 13,5%. La Sicilia è al quinto posto per contagi fra le regioni italiane. Gli attuali positivi sono 113.803 con un aumento di 639 casi. I guariti sono 846 mentre le vittime sono 8 portano il totale dei decessi a 10.705. Sul fronte ospedaliero i ricoverati sono 763, in terapia intensiva sono 36.

Questa la situazione nei Comuni capoluogo: Palermo 380, Catania 244, Messina 234, Siracusa 67, Trapani 122, Ragusa 104, Caltanissetta 91, Agrigento 148, Enna 108.

Sono oltre cento in poco più di cinque mesi gli esami di tomografia computerizzata del cuore, meglio nota come coronaro-TC, già eseguiti presso il presidio ospedaliero “Barone Lombardo” di Canicattì. Dallo scorso dicembre, mese nel quale è stata installata in ospedale un modernissima TAC multistrato di ultima generazione in grado di operare con un ciclo h24 in emergenza e h12 in ambulatoriale, l’esame non invasivo per la diagnosi delle stenosi coronariche, uno strumento formidabile nella prevenzione dell’infarto, è stato condotto con numeri da record accogliendo nella struttura di Canicattì, una delle pochissime in grado di offrire questo servizio, anche molti pazienti da fuori provincia. “La coronaro-TC – afferma il direttore del Dipartimento di scienze radiologiche ASP, Angelo Trigona – rappresenta una vera rivoluzione nell’ambito della diagnostica cardiovascolare in quanto permette la valutazione, in pochi minuti, dello stato di salute del cuore e risulta utile per calibrare eventuali misure terapeutiche in modo mirato e tempestivo”.

La crescita della diagnostica per immagini al “Barone Lombardo”, oltre ad interessare la novità della TAC cardiaca, ha determinato considerevoli effetti per la salute dei cittadini di Canicattì e del comprensorio anche per l’accuratezza di altri esami di grande importanza come l’angio-tc dell’aorta, degli arti inferiori e del distretto vascolare intracranico (oltre seimila prestazioni in un anno). La rapidità dei tempi per l’esecuzione degli esami e il ciclo continuo delle ore d’esercizio delle moderne apparecchiature hanno contribuito ad una evidente riduzione della tendenza dei cittadini a spostarsi fuori provincia per eseguire le indagini diagnostiche e i percorsi di cura. A queste tecniche si aggiunge la consolidata attività di risonanza magnetica per lo studio neuroradiologico, addominale e muscoloscheletrico con oltre duemila accessi nel 2021

“I risultati ottenuti al ‘Barone Lombardo’ – commenta il commissario straordinario dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Agrigento, Mario Zappia – ci inorgogliscono e rappresentano il frutto di un corposo investimento volto ad ampliare ulteriormente la gamma dei servizi resi sia alla popolazione del territorio che a quella proveniente da fuori provincia”.

Si terrà nei giorni di venerdi e sabato prossimi presso l’hotel Dioscuri di San Leone il convegno avente per tema “Assistenza infermieristica nei tumori del colon, retto, ano, endoscopia nei tumori del colon-retto”.

Il presidente del convegno e Direttore Scientifico sarà il prof. Carmelo Sciumè, direttore dell’U.O.C. di Chirurgia generale, endoscopia e laparoscopia del San Giovanni di Dio di Agrigento, mentre la coordinatrice sarà la dott.ssa Mariagrazia Manenti. Il giorno successivo, sabato 14 maggio, si terrà un corso di aggiornamento monotematico sul trattamento del cancro del colon-retto-ano e chirurgia laparoscopica.

Al convegno saranno presenti professionisti di livello eccelso che affronteranno e discuteranno su un tema che purtroppo oggi è di grande attualità.

L’inizio del convegno è previsto per le ore 8,30.

L’organizzazione dell’evento è curata dalla RCV congressi, capitanata dalla dottoressa Claudia Montalto.

Il movimento politico “Servire Agrigento”, tramite il coordinatore provinciale, Raoul Passarello, interviene nel merito delle prospettive delle Zone franche montane, e afferma: “Non può rimanere inascoltata la richiesta di aiuto di tanti piccoli Comuni delle aree interne e montane della Sicilia tagliati fuori dall’elenco delle Zone franche montane che lottano per non sparire. L’aver previsto nel progetto di legge-voto approvato dall’Assemblea un’altitudine sopra i 500 metri sul livello del mare, tra i criteri per l’individuazione dei Comuni che rientreranno fra le Zone franche montane, significa condannare definitivamente allo spopolamento diverse aree particolarmente svantaggiate anche della provincia di Agrigento, che non potranno ottenere importanti agevolazioni fiscali e previdenziali per cittadini e aziende. Oggi le aree dell’entroterra agrigentino sono contesti territoriali fortemente connotati da marginalità geografica, economica, svuotamento, viabilità impervia e scarse opportunità di lavoro e di vita. Emblematico è il caso del Comune di San Biagio Platani che, pur registrando un lento ed inesorabile processo di spopolamento, non potrà ottenere le necessarie misure economiche previste dalle ZFM poiché si trova su un’altitudine di 416 metri sul livello del mare. In questo ultimo scorcio di legislatura, il Governo regionale ha la possibilità di rimediare – all’ingiusto danno inferto alle decine di migliaia di operatori economici che continuano a resistere – colmando l’evidente disparità di trattamento tra territori, alquanto poco coerente con l’obiettivo di ridurre i differenziali di sviluppo tra popolazioni e ridare nuove prospettive di crescita a tutte le aree maggiormente svantaggiate senza ulteriori sperequazioni”.