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Ammonta a quasi 600mila euro il finanziamento che è stato assegnato dalla Regione Siciliana al Comune di Licata per il restauro della Chiesa di San Domenico. L’opera di manutenzione ordinaria e straordinaria, per la quale il Governo Musumeci ha formalizzato il decreto di finanziamento da 583mila euro, sarà appaltata dal Comune di Licata con aggiudicazione entro sei mesi. L’assessore regionale alle Infrastrutture, Marco Falcone, commenta: “Il programma di rilancio e recupero del patrimonio religioso avviato dal Governo Musumeci tocca anche la città di Licata. Grazie a questo stanziamento diamo impulso alla riqualificazione di un gioiello del barocco locale, un bene storico molto caro alla comunità”.

E’ aumentato, purtroppo, il numero di casi positivi avvenuti all’interno dell’ospedale di Siracusa.

Si tratta di quattro sanitari contagiati che avrebbero contratto il virus all’interno del reparto di Medicina Generale; un altro caso sarebbe stato individuato al Pronto Soccorso.

Il tutto quando appena un giorno fa è stato attuato il blocco dei ricoveri nel reparto di Geriatria dopo che un paziente era risultato positivo.

 

 

Messina, Cateno De Luca, che ha imposto a coloro che avrebbero inteso entrare in Sicilia attraverso il porto di Messina, sia che viaggiassero a piedi o a bordo di un qualsiasi mezzo di trasporto, l’obbligo, di registrarsi, almeno 48 ore prima della partenza, in un sistema di registrazione on-line allestito dal Comune di Messina, e attendere poi il rilascio da parte del Comune di Messina del nulla osta allo spostamento. In estrema sintesi, il Consiglio di Stato ha annullato l’ordinanza perché in contrasto con il principio di uguaglianza dell’articolo 3 della Costituzione allorchè introduce una irragionevole disparità di trattamento nei confronti delle persone che per motivi legittimi hanno necessità di attraversare lo Stretto, rispetto alla generalità dei cittadini sul restante territorio nazionale. Poi perché in contrasto diretto ed evidente con la libertà personale e la libertà di circolazione previste dagli articoli 13 e 16 della Costituzione. Poi perché l’ordinanza di De Luca viola le attribuzioni statali esclusive in materia di ordine e sicurezza pubblici. Spetta al presidente del Consiglio Giuseppe Conte assicurare il mantenimento dell’unità di indirizzo politico ed amministrativo, nel quadro di unità e di indivisibilità della Repubblica.

Il prefetto di Agrigento, Dario Caputo, è stato trasferito a Varese. Il trasferimento è stato repentino anche a causa dell’emergenza coronavirus. Ciò non ha consentito al prefetto Caputo un capillare saluto all’Arcidiocesi di Agrigento, alla Presidenza della Regione, alle Deputazioni parlamentari, alla Magistratura, ai Colleghi Prefetti siciliani, alle Forze dell’Ordine, ai Vigili del Fuoco, alle Forze Armate, al Libero Consorzio Comunale, ai Sindaci ed alle Polizie Municipali, agli Amministratori, al Sindacato ed ai Lavoratori, alle Istituzioni statali e regionali , all’organizzazione dei sevizi per la salute ed a tutte le categorie professionali dei medici, degli infermieri e dei lavoratori della sanità agrigentina, agli Imprenditori, alle componenti del Terzo settore e del privato sociale, agli Organi di stampa e informazione, ai Dirigenti, Funzionari e Dipendenti della Prefettura, a tutte le Persone amiche

La lettera del Prefetto Caputo

 Il Consiglio dei Ministri ha ritenuto di accogliere la proposta del Ministro dell’Interno di destinarmi alla Prefettura di Varese, con decorrenza immediata, nominando contestualmente nuovo Prefetto Maria Rita Cocciufa, alla quale rivolgo un augurio fervidissimo di buon lavoro nel nuovo incarico.

Evidenti motivi rendono chiaro a tutti come sia per me imprescindibile assecondare prontamente la decisione governativa; tuttavia, il repentino commiato da Agrigento e dalla Sicilia è per me motivo di sincero dispiacere.

Non potendo prendere congedo personalmente, uso questo mezzo per rivolgere all’Arcidiocesi di Agrigento, alla Presidenza della Regione, alle Deputazioni parlamentari, alla Magistratura, ai Colleghi Prefetti siciliani, alle Forze dell’Ordine, ai Vigili del Fuoco, alle Forze Armate, al Libero Consorzio Comunale, ai Sindaci ed alle Polizie Municipali, agli Amministratori, al Sindacato ed ai Lavoratori, alle Istituzioni statali e regionali – e qui rivolgo un pensiero speciale all’organizzazione dei sevizi per la salute ed a tutte le categorie professionali dei medici, degli infermieri e dei lavoratori della sanità agrigentina -, agli Imprenditori, alle componenti del Terzo settore e del privato sociale, agli Organi di stampa e informazione, ai Dirigenti, Funzionari e Dipendenti della Prefettura, a tutte le Persone amiche, un pensiero di profonda gratitudine per l’accoglienza che hanno voluto generosamente riservarmi e per l’assidua attenzione con la quale hanno sempre corrisposto alle mie richieste di aiuto nella ricerca di soluzioni ai problemi di questa Comunità.

Mi ritengo onorato di tanta considerazione e, sicuro che l’impegno di tutti continuerà, come sempre, intensissimo, formulo l’auspicio che i Siciliani di buona volontà possano presto superare ogni emergenza, dall’odierna sanitaria alle altre che da troppo tempo angustiano la nobilissima Terra di Sicilia.

A Grotte, in via Orsini, Pietro Chiarenza, 64 anni, avrebbe atteso il fratello all’uscita da casa e, appena lui è stato fuori, lo ha ucciso accoltellandolo alla gola. La vittima è Roberto Chiarenza, 56 anni, tabaccaio. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri, che indagano coordinati dalla sostituto procuratore di turno, Cecilia Baravelli.

Esprimo, a nome mio e dell’intero gruppo dirigente di Fratelli d’Italia,  la ferma condanna per la vile aggressione, posta in essere nella giornata di ieri in pieno centro, da due soggetti di origine nigeriana nei confronti di due poliziotti nell’adempimento del loro dovere.

Chi aggredisce un rappresentante delle Forze dell’ordine, aggredisce lo Stato e, per questo, chiediamo l’immediata l’espulsione dal territorio italiano dei due extracomunitari.

Rappresento al contempo, la massima vicinanza e solidarietà per gli agenti aggrediti, per l’intero corpo di Polizia e per tutte le Forze dell’ordine, a cui rivolgo un sentito ringraziamento per ll prezioso lavoro svolto, con tanta dedizione, a tutela della sicurezza di tutti noi cittadini”,.

Lo afferma il vice coordinatore della città di Agrigento, Giuseppe Milano, sull’increscioso episodio accaduto ieri ad Agrigento.

Dopo l’ennesimo nostro intervento sulla chiusura del cantiere per la costruzione della infrastruttura in oggetto, il procuratore generale della ditta che, per Anas, sta costruendo il viadotto che collega i centri di Favara e Agrigento, avrebbe dichiarato ad un giornalista “La nostra azienda –  si è fermata dopo il blocco delle attività disposto dal DPCM del 22 marzo”(come a conoscenza di tutti, il DPCM non ferma i cantieri pubblici ed a maggior ragione quelli ritenuti strategici ed essenziali).

Dal provvedimento normativo del premier Conte che, per effetto di una proroga, resterà in vigore fino al prossimo 13 aprile, sono state escluse le attività produttive dichiarate essenziali che sono individuate da un codice Ateco che le identifica e cataloga in un elenco specifico.

La chiusura per le misure di contenimento della diffusione del Coronavirus Covid-19 non è stata applicata, ad esempio come scritto prima(vedi allegato), alle aziende che si occupano di lavori pubblici come quelli stradali o per la costruzione di gallerie e ponti.

La ditta che sta costruendo il Ponte Petrusa, in teoria, avrebbe potuto proseguire la sua attività ma, secondo l’impresa, il possesso di un codice Ateco diverso da quelli previsti dal decreto non consentirebbe il prosieguo delle opere.

Sempre secondo quanto riferito dall’imprenditore che parla in rappresentanza della stessa, lo scorso 26 marzo, tramite Pec, l’azienda avrebbe chiesto alla Prefettura di Agrigento di poter  riprendere i lavori(come mai si erano fermati???), ma alla loro istanza, non ci sarebbe stata risposta.

I lavori in contrada Petrusa si erano comunque interrotti ancora prima del DPCM del 22 marzo, con esattezza  il 13 marzo quando per  “l’assenza dei dispositivi di protezione individuale, e nello specifico di mascherine, il cantiere a dire sempre del suo rappresentante, venne chiuso”.

La ditta comunque, avrebbe assicurato al giornalista, “che se non ci saranno ulteriori proroghe alle misure di contenimento, dal 14 aprile gli operai riprenderanno a lavorare.“

Signor Vice Ministro, lei pensa ciò che stiamo pensando noi ?

Noi pensiamo che ogni scusa è buona per chiudere un cantiere “strategico ed esenziale” che forse non vedrà mai la luce, lasciando al buoi le migliaia di Agrigentini e Favaresi che di quella strada hanno necessità per vari motivi, pensiamo che così andando le cose, il Carcere rimarrà sempre più isolato e che “il cambiamento nella gestione delle opere pubbliche rimarrà un sogno.

L’associazione ambientalista MareAmico di Agrigento, coordinata da Claudio Lombardo, interviene a seguito del provvedimento tramite cui il commissario unico, Enrico Rolle, ha dichiarato conclusa positivamente la conferenza dei servizi finalizzata all’approvazione del progetto esecutivo per il completamento della rete fognaria per la fascia costiera di Agrigento. “Adesso – aggiunge Lombardo – potrà essere bandita la gara per la realizzazione di queste importanti opere fognarie, con un importo di 2,6 milioni di euro. Purtroppo, come si legge nel provvedimento, rimangono irrisolte le vicende legate allo spostamento dell’orribile centralina di sollevamento in fondo al viale delle Dune, della condotta della zona del villaggio Peruzzo e della condotta premente in riva al mare, nella spiaggia di Mare Nostrum, per le quali ricorrono già le proposte di MareAmico, ma per la cui realizzazione sarà necessario un deciso intervento da parte della nuova Amministrazione comunale”.

Oltre 7.600 firme nelle prime 24 ore. La petizione on line avviata su Change.org da Giuseppe Patti per chiedere la rimozione dei vertici Asp alla luce del servizio andato in onda su RaiTre nel corso della trasmissione Report. La petizione, che conta migliaia di condivisioni (oltre che di firme) ha l’obiettivo di chiedere la rimozione , questo il testo della petizione, l’”immediata del direttore generale e del direttore sanitario dell’Azienda Sanitaria di Siracusa. Abbiamo riscontrato guardando la puntata di lunedì 6 aprile del programma Report che a Siracusa l’emergenza Covid-19 viene gestita con delle enormi lacune procedurali. Molti cittadini non si sentono tranquilli e chiedono un sistema sanitario adeguato a contrastare questa epidemia. A Siracusa quanto visto su Report non tranquillizza i cittadini siracusani e da un’immagine del sistema sanitario siracusano al quanto deficitario. Avevamo un mese di vantaggio sui contagi e non è servito per porre in essere le migliori soluzioni che avrebbero consentito di limitarli almeno nel nostro territorio. Dalla gestione del Pronto Soccorso alla gestione dei tamponi. Il virus si è propagato all’interno dell’Ospedale Umberto I contaminando anche reparti sensibilissimi come quello di oncologia. Se ci fosse stata maggior celerità nell’effettuare i tamponi probabilmente avremmo avuto a Siracusa anche qualche decesso in meno”. La petizione è rivolta in primo luogo al presidente della Regione, Nello Musumeci.

siracusaoggi.it

Il Cartello Sociale di Agrigento, composto dall’Ufficio di Pastorale sociale, diretto da don Mario Sorce, e dalle segreterie provinciali di Cgil, Cisl e Uil, interviene a seguito dell’annunciata partenza del prefetto Dario Caputo da Agrigento verso Varese. Il Cartello Sociale, nel salutare Caputo, afferma: “Salutiamo con rammarico e nello stesso tempo con ammirazione e grande stima una guida sicura, un abile tessitore delle relazioni sociali, un servitore dello Stato, l’autorità massima dello Stato in Provincia che ha operato sempre con un profilo di grande umanità e di vicinanza alle fasce più deboli della popolazione. In questi due anni e mezzo il prefetto Caputo si è speso senza risparmiare energie a favore di un territorio che presenta caratteristiche molto complesse sotto diversi aspetti. Su diversi fronti si è distinto per le sue capacità di coordinare le forze dell’ordine con risultati notevoli nella lotta alla mafia e alla criminalità organizzata, sul terreno delle diverse forme di illegalità, sulla gestione del fenomeno immigratorio, sulle questioni relative allo sviluppo economico e in un quotidiano impegno al fianco delle municipalità della provincia. In questo momento, che è anche di tristezza per noi, non si può sottacere il ruolo che il prefetto Caputo ha avuto nel fare crescere una coscienza sociale che ha consentito il raggiungimento di importanti risultati a favore del territorio e dei suoi abitanti”.