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Il coordinatore LegaCoop Sicilia Agrigento – Palermo – Trapani, Domenico Pistone, interviene in riferimento alla scelta di sostenere il turismo ferroviario in Sicilia con 60 milioni di euro del Pnrr. Pistone afferma: “Si tratta di una strategia corretta per costruire una reale prospettiva di rilancio economico e sociale di molti territori grazie, sopratutto, agli effetti benefici che il turismo lento, culturale e sostenibile potrà avere in Sicilia, il tutto favorito anche dalla Legge Iacono del 2017 che individua specifici investimenti di Rete Ferrovie Italia, compresa la tratta Agrigento – Porto Empedocle. Come Legacoop Sicilia siamo convinti che il potenziamento del turismo ferroviario, attraverso il recupero ed il riuso di reti ferroviarie dismesse e la costruzione di nuovi segmenti turistici in grado di valorizzare il paesaggio, unitamente al patrimonio culturale ed archeologico delle nostre comunità, rappresenti un’occasione irripetibile che va colta in modo convinto e determinato. Auspichiamo infine che arrivi un ulteriore input a Rete Ferrovie Italiadi procedere alla realizzazione di uno studio per la progettazione di un nuovo e moderno collegamento ferroviario tra Agrigento, Sciacca e Trapani, in luogo del vecchio tracciato dismesso dal 1986 e ormai irrecuperabile, al fine di superare l’isolamento che ha caratterizzato questi territori per oltre un trentennio e chiudere, finalmente, l’anello ferroviario siciliano”.

I Carabinieri della Compagnia di Licata hanno arrestato ai domiciliari Angelo Consagra, 53 anni, sorpreso in possesso di droga, alcune armi clandestine e munizioni nel garage della propria casa di campagna. Più in particolare, nel corso di una perquisizione nell’abitazione di Consagra, assistito dall’avvocato Gianfranco Pilato, i Carabinieri hanno trovato 90 grammi di marijuana, 2 carabine ad aria compressa sprovviste di numeri e contrassegno, 5 tubi modificati per un congegno artigianale da sparo, una fiocina e numerose munizioni.

Nel 2013, la ditta individuale P.G., dopo aver ottenuto un contributo per un importo di 40.000 mila euro quale premio di primo insediamento su un finanziamento complessivo di oltre 370 mila euro nell’ambito del PSR Sicilia 2007/2013 – Pacchetto Giovani 2010, veniva raggiunta da una informativa interdittiva antimafia per una presunta permeabilità mafiosa a seguito della quale veniva chiesta alla ditta la restituzione della somma già erogata a titolo di premio e avverso la stessa proponeva ricorso dinanzi al giudice amministrativo al fine di ottenerne l’annullamento.

Successivamente, a fronte del lungo lasso di tempo intercorso dall’adozione del provvedimento interdittivo (6 anni) e mosso evidentemente dall’intento di affrancarsi dall’infamante “marchio” di contiguità mafiosa impressogli e non perdere irrimediabilmente il finanziamento ottenuto, il titolare della ditta presentava apposita istanza di aggiornamento dell’informativa precedentemente resa, essendo venute meno le circostanze che avevano dato luogo all’emissione del provvedimento. Istanza che, tuttavia, veniva respinta dalla Prefettura con le stesse argomentazioni che avevano giustificato il giudizio di contiguità mafiosa reso in precedenza.

La ditta, a questo punto, si vedeva costretta a proporre un ricorso giurisdizionale innanzi al Tar Sicilia Palermo, con il patrocinio degli Avv.ti Girolamo Rubino e Lucia Alfieri, al fine di ottenere l’annullamento, previa sospensione dell’esecuzione, di tale ulteriore provvedimento interdittivo.

In particolare, gli avv.ti Rubino e Alfieri censuravano in giudizio la grave carenza di istruttoria e di motivazione inficianti il provvedimento che, con le medesime argomentazioni, aveva confermato il precedente giudizio di contiguità mafiosa senza accertare di contro l’esistenza e l’attualità delle circostanze fattuali a suo tempo riscontrate; il tutto, con grave ed irreparabile pregiudizio per la vita sociale ed economica della ditta assistita, estranea, invece, agli interessi della criminalità organizzata.

I giudici del T.A.R. Sicilia – Palermo, condividendo le censure sollevate dagli Avv.ti Rubino e Alfieri, e riconosciuta l’assenza di “elementi sintomatici, concordanti e univoci” adeguati a sorreggere un “giudizio prognostico circa la possibile condizionalità dell’impresa da parte dell’associazione mafiosa”, dopo aver accolto dapprima la domanda cautelare della ditta per la sospensione del provvedimento impugnato, accoglievano nel merito il ricorso, con conseguente annullamento del provvedimento interdittivo.

La suddetta sentenza veniva appellata dal Ministero dell’Interno e dall’A.N.A.C. con ricorso proposto dinanzi al Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana nel quale si costituiva anche la ditta P.G., sempre difesa dagli Avv.ti Girolamo Rubino e Lucia Alfieri.

Anche in appello, il C.G.A., confermando la sentenza di primo grado, ha ritenuto insussistenti in capo alla ditta elementi riconducibili ad una contiguità mafiosa della ditta.

Per effetto di tale pronuncia e dell’annullamento del provvedimento impugnato, la ditta individuale P.G. non dovrà, pertanto, restituire i 40.000 mila euro già erogati quale premio di primo insediamento e, portando a termine il progetto, potrà conseguire il finanziamento al quale la stessa è stata ammessa nell’ambito delle misure del PSR Sicilia 2007/2013 per oltre 370 mila euro.

“Anche se l’impianto di biogas che si vorrebbe costruire a Montallegro è tecnicamente fattibile, questo non vuol dire che sia opportuno realizzarlo, perché politicamente sarebbe una scelta scellerata per il territorio. Purtroppo il governo regionale, spesso e volentieri, si abbandona per viltà alle scelte dei tecnici che avvantaggiano più i privati, anziché decidere per il bene collettivo dei cittadini, come invece la buona politica dovrebbe sempre fare”. Lo dichiara Giovanni Di Caro, deputato regionale del Movimento 5 Stelle, al termine dell’audizione di oggi, in commissione Ambiente e territorio all’Ars, da lui stesso richiesta per far emergere le numerose contraddizioni intorno all’idea di realizzare l’impianto nel territorio agrigentino.

“Il territorio di Montallegro – prosegue Di Caro – ha già pagato un prezzo carissimo: è martoriato da 15 anni dalla presenza di una delle discariche più grandi della Sicilia, dove sono stati abbancati milioni di tonnellate di rifiuti, con evidenti danni ambientali e la popolazione esposta a un impatto molto preoccupante. Dati raccolti di recente hanno permesso di accertare che l’indice di mortalità legato a cause tumorali risulta essere il doppio rispetto alla media nazionale. Il nuovo impianto per realizzare compost e biogas lo si vorrebbe collocare accanto alla discarica, trasformando un sito agricolo (in zona vincolata dal Piano paesaggistico provinciale, tra l’altro), in una zona industriale destinata allo smaltimento e alla lavorazione dei rifiuti. La scelta finirebbe col favorire ulteriore inquinamento, penalizzando ancora la comunità e ignorando l’alta vocazione turistica dell’area. Inoltre oggi in commissione sono state evidenziate notevoli criticità nel procedimento di Valutazione di impatto ambientale (Via), che non ha tenuto conto di molti aspetti che rendono il progetto incompatibile con la tutela ambientale prescritta dagli strumenti di pianificazione territoriali. Basterebbe già questo per suggerire a un governo regionale attento e lungimirante di tornare sui propri passi. Ma il governo Musumeci è attento e lungimirante? Questo dobbiamo ancora capirlo”, conclude Di Caro.

Al settimo tentativo, dopo sei aste andate deserte, la Terme di Sciacca SPA ha venduto l’ex Motel Agip ad una società di Agrigento. Sfuma così, per il Comune di Sciacca, la possibilità di acquisirlo compensando parte dei crediti vantati con la società in liquidazione. L’amaro commento del deputato regionale Matteo Mangiacavallo.

“E’ una grande opportunità persa per Sciacca – dichiara Matteo Mangiacavallo – che denota, semmai ce ne fosse ancora bisogno, una totale assenza di visione dell’attuale amministrazione comunale verso il futuro della nostra città. Nei mesi scorsi si era sparsa la voce di un interessamento del Comune di Sciacca verso questo bene, considerato che il credito vantato nei confronti della società termale in liquidazione rimane superiore al valore attuale, direi quasi irrisorio, col quale è stato ceduto l’ex Motel Agip. Ma di concreto non è stato prodotto nulla e sulla scrivania del commissario liquidatore Carlo Turriciano non è mai arrivato nulla. ”

“Ho sempre detto che quei locali rappresentano il biglietto da visita della città di Sciacca – continua il parlamentare saccense – e sarebbero stati il luogo ideale dove creare una sorta di centro direzionale dove trasferire anche gli uffici comunali a servizio ai cittadini, anche al fine di ridurre la portata del traffico veicolare “necessario” verso il centro storico. Invece, questa amministrazione ha scelto di non considerare plausibile questa grande opportunità, lasciando questo bene all’utilizzo di privati che, ce lo auguriamo tutti, possano adesso concorrere a creare strumenti di crescita per la nostra città”.

“La programmazione regionale dei fondi del Pnrr destinati al settore sanitario e sociosanitario passerà al vaglio dell’Ars, saranno ascoltati i rappresentanti dei territori e delle parti sociali, e saranno sentiti la prossima settimana i direttori generali delle Asp per esaminare nel dettaglio il piano di spesa ancora in fase istruttoria e apportare, se necessario e laddove possibile, delle modifiche”. Lo fa sapere la presidente della sesta commissione dell’Assemblea regionale siciliana, Margherita La Rocca Ruvolo, a margine dell’audizione dell’assessore regionale per la Salute, Ruggero Razza, in ordine alla programmazione regionale dei fondi del Pnrr destinati al settore sanitario e socio sanitario che ammontano a circa 800 milioni di euro.

“L’assessore – spiega La Rocca Ruvolo – ha esposto alla commissione la bozza del piano di spesa, la sottoscrizione del contratto di sviluppo è prevista entro giugno. Di fatto, è partito oggi un primo confronto politico-istituzionale sulla base dei primi elementi tecnici emersi dal piano per il potenziamento dell’assistenza territoriale tramite la creazione di ospedali di comunità, l’assistenza domiciliare, lo sviluppo telemedicina e con il rafforzamento del personale medico e sanitario. L’assessore Razza, che ha sottolineato l‘importanza del confronto per la definizione di proposte condivise, ha fatto sapere di aver già convocato per la prossima settimana le parti sociali”.

7.218 i nuovi casi di Covid19 registrati a fronte di 37.525 tamponi processati in Sicilia; ieri erano 3.328. Il tasso di positivita’ sale al 19,2% ieri era al 15.1%. L’isola è all’ottavo posto per contagi. Gli attuali positivi sono 250.657 con un aumento di 5.697 casi. I guariti sono 1.658 mentre le vittime sono 46 e portano il totale dei decessi a 8.573. Sul fronte ospedaliero sono 1.620 ricoverati, con 17 casi in meno rispetto a ieri; in terapia intensiva sono 140, un caso in meno rispetto a ieri.

Questa la situazione nei Comuni capoluogo: Palermo registra 1.305 casi, Catania 1.645, Messina 859, Siracusa 845, Trapani 384, Ragusa 776, Caltanissetta 650, Agrigento 773, Enna, 164.

“Non è mancata la costante presenza dell’Arma dei Carabinieri che in un quadro socio sanità complesso ha fornito rapide risposte ad affermare la presenza dello Stato al fianco dei suoi cittadini”. Lo ha dichiarato il colonnello Vittorio Stingo, comandante provinciale dei carabinieri di Agrigento, a margine dell’omicidio avvenuto questa mattina a Raffadali.

E’ stato prorogato fino al prossimo 17 febbraio il termine per chiedere di essere inseriti nei nuovi elenchi di esperti per le commissioni giudicatrici dei concorsi della Regione, degli enti locali e delle società partecipate. L’assessore regionale agli Enti Locali, Marco Zambuto, che ha pubblicato il relativo avviso, afferma: “Dopo 10 anni il governo Musumeci ha avviato il rinnovo degli elenchi di esperti tra i quali scegliere, mediante sorteggio pubblico, i componenti delle commissioni giudicatrici dei concorsi. Gli ultimi approvati con apposito decreto, infatti, risalgono al gennaio 2012. Anche i nuovi elenchi saranno regionali e provinciali, in relazione all’ambito operativo dell’ente interessato, e saranno distinti per tipologie professionali. Possono chiedere l’iscrizione i dipendenti pubblici in servizio o in quiescenza con almeno cinque anni di anzianità nella qualifica, magistrati in pensione, liberi professionisti in possesso di laurea e iscritti ai relativi albi professionali da almeno cinque anni, docenti in servizio nelle università e nelle scuole statali di primo e secondo grado”.

Al settimo tentativo, dopo sei aste deserte, la Terme di Sciacca SPA ha venduto l’ex Motel Agip, per 1 milione di euro, ad una società di Agrigento, la Tao Turismo. Il deputato regionale di Sciacca, Matteo Mangiacavallo, commenta amareggiato: “Sfuma per il Comune di Sciacca la possibilità di acquisire l’ex Motel Agip compensando così parte dei crediti vantati con la società delle Terme in liquidazione. E’ una grande opportunità persa per Sciacca, che denota, semmai ce ne fosse ancora bisogno, una totale assenza di visione dell’attuale amministrazione comunale verso il futuro della nostra città. Nei mesi scorsi si era sparsa la voce di un interessamento del Comune di Sciacca verso questo bene, considerato che il credito vantato nei confronti della società termale in liquidazione rimane superiore al valore attuale, direi quasi irrisorio, col quale è stato ceduto l’ex Motel Agip. Ma di concreto non è stato prodotto nulla e sulla scrivania del commissario liquidatore Carlo Turriciano non è mai arrivato nulla. Ho sempre detto che quei locali rappresentano il biglietto da visita della città di Sciacca, e e sarebbero stati il luogo ideale dove creare una sorta di centro direzionale dove trasferire anche gli uffici comunali a servizio ai cittadini”.