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Ad Agrigento, domani, sabato 30 novembre, al Grand Hotel Mosè, al Villaggio Mosè, dalle ore 8:30 alle 13:30, si svolgerà un convegno sul tema : “Le criticità del fabbricato condominiale viste come opportunità”, organizzato dall’Acap, Associazione condominiale amministratori e proprietari.

In proposito le interviste a Pasquale Palumbo, presidente regionale Acap, Salvatore Buscemi, Responsabile tecnico Acap, e Daniele Ippolito, segretario regionale Acap

Sbarco autonomo in provincia di Agrigento, a Montallegro, sulla spiaggia di Torre Salsa, dove è approdata una barca con diversi migranti a bordo, che si sono dileguati nel territorio. Una decina di persone è stata rintracciata. Guardia di Finanza, Carabinieri e Polizia proseguono le ricerche. E un altro sbarco “fantasma” è accaduto ancora in provincia di Agrigento, a Ribera, sulla spiaggia di Seccagrande, dove i Carabinieri hanno intercettato sette tunisini appena approdati verosimilmente con altri extracomunitari.

Nell’ambito di distinte procedure di esproprio, il Comune di Ravanusa ha occupato diversi terreni di proprietà dei signori B.C. ed A.C. (sono le iniziali dei nomi), di cui: alcuni per realizzare il completamento della rete fognante cittadina, altri per la costruzione della strada di collegamento tra le case popolari del rione Tintoria con Via Olimpica, nel territorio del medesimo Comune, poi altri ancora per il completamento e rifacimento del sistema di distribuzione idrico, ed altri, infine, per realizzare un collettore fognario a servizio degli insediamenti ivi esistenti.
Tali terreni, ancorchè effettivamente occupati dal Comune di Ravanusa, non sono stati oggetto di un formale provvedimento di espropriazione e/o di atto di cessione volontaria ritualmente stipulato.
Pertanto, nel settembre 2017, nel perdurare dell’illegittima occupazione dei propri terreni senza che venisse adottato alcun atto ablatorio a conclusione di tali procedure espropriative, i signori B.C. e A.C. invitavano il Comune di Ravanusa a voler provvedere all’acquisizione ex art. 42 bis t.u. espropri dei suddetti terreni ovvero alla restituzione degli stessi previa rimessione in pristino.
L’Amministrazione comunale, tuttavia, non riscontrava l’istanza presentata dai signori B.C. e A.C., i quali pertanto proponevano un ricorso giurisdizionale, con il patrocinio degli Avvocati Girolamo Rubino e Vincenzo Airò,per chiedere la declaratoria di illegittimità del silenzio serbato sulla loro istanza ed ordinare all’Amministrazione comunale di pronunciarsi con provvedimento espresso.
In particolare, gli Avvocati Rubino ed Airò rilevavano come la mancata definizione della procedura di esproprio impone alla pubblica amministrazione di riscontrare l’istanza del proprietario delle aree illegittimamente occupate adottando una determinazione espressa e, pertanto, decidendo se procedere all’acquisizione ex art. 42 bis t.u. espropri o alla restituzione delle stesse previa rimessione in pristino.
Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, uniformandosi alla consolidata giurisprudenza in materia richiamata dalla difesa di parte ricorrente, ha accolto il ricorso proposto dai signori B.C. e A.C. ed ha ordinato all’Amministrazione di pronunciarsi con un provvedimento espresso.
Per effetto di tale statuizione, il Comune di Ravanusa dovrà pertanto decidere, nel termine di 90 giorni, se restituire i terreni occupati previa rimessione in pristino ovvero acquisire ex art. 42bis t.u. espropri i terreni di proprietà dei ricorrenti. L’Amministrazione comunale dovrà inoltre provvedere al pagamento delle spese liquidate in giudizio.

“Suo marito – la maschera di un’autobiografia e altro” è il titolo del 56° Convegno Internazionale di Studi Pirandelliani che si svolgerà dall’1 al 3 dicembre ad Agrigento, grazie all’impegno della Regione Siciliana e dal vicepresidente Gaetano Armao, il contributo del Parco della Valle dei Templi e lo sponsor di Coopculture.

Dopo aver fatto ritorno al Palacongressi, il Convegno prosegue il cammino tracciato dal suo fondatore, il Professor Enzo Lauretta, con lo scopo di tenere sempre aggiornata la critica e la ricerca sull’opera pirandelliana, promuovendo nuove analisi e letture.

Saranno presenti 15 province italiane, 30 Istituti di Scuola Media Superiore provenienti da tutta Italia comprese 6 province siciliane, oltre a studiosi di diverse Università italiane e straniere quali Germania, Repubblica Ceca, Austria e Svizzera, per un totale di circa 500 convegnisti.

Il Convegno, promosso e organizzato dal Centro Nazionale Studi Pirandelliani, presieduto dal Prof. Stefano Milioto, rappresenta una occasione perfetta per approfondire in presa diretta l’opera dello scrittore siciliano, e insieme uno straordinario strumento di conoscenza della cultura della terra da cui l’autore prende ispirazione; ma è anche un momento di grande importanza per Agrigento a seguito della notevole presenza di persone che porta in città e quindi della conseguente ricaduta economica che ha sul territorio.

Il bilancio del Comune di Agrigento, così come di tanti altri Comuni, è un bilancio da amministrazione di condominio, ovvero si basa su una quota fissa di entrate e di uscite, e le entrate servono tutte per la spesa corrente, per pagare i dipendenti e gli amministratori. Anche servizi primari come acqua e rifiuti sono affidati a soggetti esterni. Il Comune di Agrigento, come è noto, non dispone nemmeno delle risorse per asfaltare le strade. Quindi è lecito supporre che potrebbe essere amministrato da un solo amministratore, un commissario, come accade alla Provincia. Dunque, quanto accaduto ieri in città, dove il viadotto Imera è stato chiuso al transito per oltre due ore a seguito dell’allarme lanciato da un camionista che ha avvertito delle vibrazioni al passaggio con il suo mezzo, ha preoccupato il sindaco, Lillo Firetto, il quale oggi ha scritto una lettera al ministero delle Infrastrutture. Firetto chiede alla ministro De Micheli le risorse per monitorare i ponti cittadini perché – spiega Firetto – il Comune non ha alcuna risorsa finanziaria per potere adempiere a tale compito.

Ad Agrigento, domani, sabato 30 novembre, al Museo archeologico “Griffo”, nella sala Zeus, alle ore 17 si svolgerà il “Premio Telamone 2019 – 43esima edizione – I volti dell’eccellenza siciliana”, organizzato da Paolo Cilona, fondatore e presidente onorario del Premio, e da Chiara Cilona, presidente del Premio. Il Telamone è conferito ai siciliani nativi o originari che costituiscono l’energia positiva del Paese, diffondendo con eccellente professionalità il “Made in Sicily”. Nel corso della cerimonia vi saranno interventi artistici in ricordo di Leonardo Sciascia. I premiati sono Gabriella Anca Rallo, Roberto Andò, Carla e Grazia Conti, Antonino Cremona, Nicola Fiasconaro, Francesco Lo Sardo, Graziella Luparello, Federico Mancarella, Nicolò Morales, Antonio Occhipinti, Tommaso Romano, Nadia Terranova, Antonio e Olivia Sellerio. Alla cerimonia partecipa anche l’attrice del Pirandello Stable Festival, Maria Grazia Castellana.

In Spagna, a Valencia, domenica prossima, primo dicembre, si corre la 39esima edizione della Maratona, di risonanza mondiale e con presenze dai cinque continenti. Parteciperanno anche tre atleti agrigentini, Pietro Cocchiara, residente a Grotte e originario di Calamonaci, Giuseppe Tavormina di Siculiana e la moglie Anna Gagliano. In proposito oggi al Videogiornale di Teleacras è in onda un’intervista a Pietro Cocchiara.

E’ passata in Aula la riforma che cambia volto alla formazione professionale in Sicilia. Dopo l’approvazione del testo in Commissione Cultura, Formazione e Lavoro, l’ARS ha approvato la legge che riscrive il sistema formativo in Sicilia.

«Possiamo considerarlo un altro importante traguardo raggiunto dopo l’approvazione della legge sul diritto allo studio, frutto di un lavoro congiunto con tutti i membri della V Commissione, da cui è scaturito un importante dialogo tra governo e forze parlamentari, che ha consentito un’agevole approvazione della riforma in Aula. Dopo un ventennio di vani tentativi di riformare il sistema, quella approvata oggi è una legge per molti aspetti innovativa che, nel tempo, consentirà di modificare profondamente il comparto della formazione professionale in Sicilia – dichiara l’assessore all’Istruzione e alla Formazione professionale, Roberto Lagalla – facendone, finalmente, strumento efficace delle politiche attive del lavoro. Abbiamo portato avanti sia l’obiettivo di garantire tutele agli attuali operatori del settore della formazione sia quello di rendere il sistema maggiormente efficiente e coerente con le tendenze dei mercati, al fine di garantire percorsi formativi utili e spendibili. Il nuovo sistema, inoltre, consentirà una maggiore vigilanza da parte dell’amministrazione e lo snellimento delle procedure necessarie all’espletamento delle attività. Sono tante le novità che la nuova legge introduce a supporto di una nuova visione della formazione professionale siciliana, basata sul confronto con tutti gli attori del sistema e sull’analisi del reale fabbisogno territoriale».

Fra le novità maggiormente rilevanti introdotte dalla legge, l’istituzione del Comitato delle politiche regionali per la formazione professionale che avrà il compito di fornire proposte in merito alle politiche formative regionali. Questo sarà presieduto dall’assessore regionale alla formazione e ne faranno parte: i dirigenti dell’amministrazione competente, i rappresentanti delle organizzazioni sindacali e delle associazioni dei datori di lavoro. Saranno poi inclusi di diritto anche la Consigliera di parità regionale ed il Garante per la tutela dei diritti fondamentali dei detenuti e per il loro reinserimento professionale. 

Per monitorare la funzionalità e la qualità del sistema della formazione, è stabilita dalla legge una valutazione con cadenza triennale, attraverso ad una relazione fornita dall’assessore al ramo che renderà noti i risultati conseguiti, sul piano formativo e occupazionale, dalla misurazione delle performance degli operatori al livello di soddisfazione e di successo raggiunto dagli allievi. Tutti i processi saranno, inoltre, supportati da nuovi sistemi informativi al fine di innovare il sistema e le procedure amministrative, in coerenza con le politiche sulla digitalizzazione adottate dal governo regionale.

La nuova riforma modifica anche l’assetto organizzativo dell’Assessorato all’istruzione e alla formazione professionale attraverso la scissione in due dipartimenti: Istruzione, Università, Ricerca e Formazione professionale.

Agli attuali iscritti all’Albo della formazione professionale, sebbene questo sia da considerasi ad esaurimento, per altri cinque anni si applicheranno le tutele già in vigore, mantenendo quindi la priorità in fase di assunzione. Gli operatori dovranno però confermare la loro iscrizione all’Albo, secondo procedure di evidenza pubblica, e il mancato riscontro sarà considerato come rinuncia, in tale circostanza gli stessi saranno in automatico trasferiti all’attuale elenco. Per il mantenimento dell’iscrizione all’Albo scatta l’obbligo di aggiornamento professionale, i cui criteri, i tempi e le modalità saranno stabiliti dall’amministrazione. Inoltre, i docenti della formazione professionale dovranno essere laureati o in caso contrario dovranno avere maturato cinque anni di esperienza professionale nel settore di pertinenza, oltre ad essere in possesso di diploma.

Altra novità rivoluzionaria per il comparto, riguarda la creazione a fini ricognitivi di un “registro dei formatori e del personale della formazione professionale” che consentirà di mappare e monitorare agevolmente il sistema degli operatori. Questo permetterà ai soggetti inseriti nell’attuale “elenco” di transitare di diritto in questo nuovo registro e dal 1 gennaio 2026 saranno iscritti nello stesso registro tutti i soggetti ancora presenti nell’Albo.

 

Claudia Giocondo

Il giudice monocratico del Tribunale di Agrigento Giuseppa Zampino ha assolto perché il fatto non sussiste un imprenditore agrigentino – D.S. – accusato di aver invaso i suoi stessi terreni con la collocazione di due cisterne.

La vicenda è approdata al Palazzo di Giustizia di Agrigento in seguito il ricorso presentato contro la condanna dell’imprenditore sancita dal giudice di pace di Agrigento. La difesa, rappresentata dall’avvocato Ylenia De Francisci, è riuscita a dimostrare come la vicenda in questione fosse tema di natura civilistica senza alcuna rilevanza penale. Il giudice, accogliendo la tesi dell’avvocato, ha assolto l’imprenditore.