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Si sgancia un rimorchio da un tir e finisce su due auto, una delle quali è rimasta completamente schiacciata dal rimorchio. Sti sta al momento tentando di estrarre l’automobilista rimasta incastrato nella vettura e che sembra essere in gravi condizioni. Un altro conducente, è stato già condotto all’ospedale di Agrigento con codice rosso.

Il grave incidente è accaduto a Cammarata, all’altezza del bivio di Tumarrano e sul posto è giunto anche l’elisoccorso di Caltanissetta, oltre ai vigili del fuoco e ai carabinieri

 

Sono stati raggiunti da notifica di conclusione indagini Calogero Sajeva, 40 anni, ed Emiliano Civiltà, 36 anni, accusati di omicidio colposo per la morte del 74enne  Calogero Capitano.

Gli indagati sono il proprietario e il dipendente del bar di Viale della Vittoria ad Agrigento, che avrebbero servito un bicchiere pieno di solvente per stoviglie al posto dell’acqua.

L’anziano uomo, morì dopo gravi problemi che durarono per otto lunghi mesi. Per la procura c’era un nesso tra il solvente bevuto e la morte dell’uomo nell’aprile del 2018. Per i due l’accusa di lesioni personali colpose

 

Trentuno detenuti sono risultati positivi al Covid19 al carcere Lorusso di Pagliarelli a Palermo.  Lo ha reso noto la direttrice del penitenziario, Francesca Vazzana.

La scoperta è stata fatta ieri dopo che uno dei carcerati ha accusato sintomi febbrili. Il tampone ha confermato il sospetto. Pare che il focolaio sia partito tra i detenuti comuni che hanno continuato ad avere i colloqui con le famiglie.
Nonostante le raccomandazioni e gli inviti a mantenere le distanze, qualcuno si sarebbe avvicinato alla moglie e ai figli, da qui il passaggio del virus che ha contagiato diversi reclusi.
Sono in corso tamponi anche sul personale.

E’ stata l’operazione cosiddetta “Oro rosso” per contrastare il ricorrente furto di rame. A consuntivo, la Polizia Ferroviaria siciliana ha appena controllato 159 persone impegnando 63 agenti della Polizia Ferroviaria, poi 34 controlli effettuati (di cui 18 presso rottamai, 7 lungo la linea ferroviaria e 9 su strada) e 1 sanzione amministrativa elevata. I controlli hanno riguardato aziende, dislocate in tutta la regione, che si occupano del trattamento dei rifiuti speciali e pericolosi, tra cui anche i metalli ed il rame. E’ stata analizzata tutta la documentazione attestante le autorizzazioni all’esercizio delle attività d’impresa e al trattamento delle diverse categorie di rifiuti con particolare attenzione anche al rispetto delle normative ambientali in tema di stoccaggio degli stessi rifiuti. I controlli effettuati presso i rottamai non hanno evidenziato irregolarità, tuttavia, a Trapani, dove la Polfer ha operato congiuntamente alla locale Polizia Municipale, un uomo di 37 anni è stato sanzionato poiché sorpreso ad abbandonare rifiuti lungo una strada cittadina.

Tanti genitori invocano il mantenimento della didattica a distanza anche per gli alunni delle inferiori fino al 30 gennaio. Perché un diverso trattamento con le superiori?

Quale è la differenza tra un ragazzino di 13 anni di terza media o un ragazzino di 14 anni al primo anno delle superiori a fronte del rischio di contrarre l’infezione da covid 19? La risposta è ovvia: “Nessuna”. E lo stesso è tra un bambino alle elementari e un ragazzo al terzo o quarto anno delle superiori. Mica il covid è capace di discriminare la sua capacità di infiltrarsi nell’organismo umano in base all’età della persona. E poi ancora, si potrebbe obbiettare: “Ma il ragazzo delle superiori è in grado di restare a casa e frequentare la didattica a distanza senza che vi sia bisogno che uno dei due genitori resti in casa, a scapito del proprio lavoro. Ed è invece il contrario per i bambini più piccoli, che necessitano di essere accuditi in casa dove non possono restare da soli”. Bene, a fronte di ciò la domanda sorge spontanea: “Quale è l’interesse superiore: la salute dei bambini oppure il bisogno di uno dei genitori di recarsi a lavoro anziché rimediare, se possibile, con lo smart working”? La risposta anche in tale caso è ovvia: “L’interesse primario è la salute, a prescindere da tutto il resto”. Tirando le somme allora perché praticare la discriminazione tra ragazzi alle superiori e bambini e ragazzini alle medie inferiori? Perché consentire la didattica a distanza ai primi fino sabato 30 gennaio, e consentirla agli altri invece fino a sabato prossimo 16 gennaio, obbligandoli a rientrare in classe da lunedì 18 gennaio in poi. E’ una differenza di trattamento difficilmente comprensibile per tanti genitori che attualmente sono parecchio preoccupati verso l’imminenza del rientro a scuola dei propri figlioletti. Il rischio del contagio aumenta progressivamente soprattutto in Sicilia. Il presidente della Regione, Nello Musumeci, ha appena chiesto al governo Conte di dichiarare la zona rossa in Sicilia altrimenti sarà lui, già oggi venerdì 15 gennaio, a dichiararla con propria ordinanza. Sarebbe opportuno dunque che, a prescindere dal “colore” della Sicilia, sia praticato lo stesso trattamento tra tutta la popolazione studentesca, mantenendo la didattica a distanza per tutti fin quando la curva dei contagi, e la campagna vaccinale in corso, lo renderanno necessario.

L’annuncio del presidente della Regione Nello Musumeci: «Ho chiesto al Governo la misura più restrittiva. Se non lo farà Roma lo farò io con mia ordinanza»

 

Resta sempre critica la situazione sul fronte dell’emergenza Covid in Sicilia, tanto da indurre il presidente della Regione Musumeci a chiedere al governo nazionale l’istituzione della «zona rossa» in tutta l’isola per due settimane. L’istanza sarà valutata nella cabina di regia, convocata per domani a Roma. «Ove la nostra richiesta non dovesse essere accolta – spiega il Governatore – domani stesso procederò con mia ordinanza ad applicare le limitazioni previste per le ‘zone rossè in tutte le aree a maggiore incidenza di contagio».

Una misura dettata dall’andamento epidemiologico nell’isola dove nonostante un leggero calo dei nuovi casi (1.867 rispetto ai quasi 2 mila di ieri), il tasso di positività (cioè il rapporto con i tamponi effettuati) si mantiene al 17,3%, oltre sette punti in più della media nazionale. Un trend preoccupante, come confermano anche i dati settimanali (6-12 gennaio) della Fondazione Gimbe di Bologna, diretta da Nino Cartabellotta. Nella settimana in esame, i casi nell’Isola sono aumentati del 12,1% rispetto al precedente rilevamento. Sono 807 i casi per ogni 100 mila abitanti, con un rapporto tra test e positivi che è del 29,9%. Per quanto riguarda invece il report quotidiano del Ministero della Salute si registrano altri 36 vittime che portano il totale a 2877 deceduti. I positivi sono 44.865, con un aumento di 188 casi. Crescono anche i ricoveri negli ospedali: 1.602, 23 in più rispetto a ieri, dei quali 205 in terapia intensiva. I guariti sono 1.643.
L’istituzione della «zona Rossa» per la Sicilia era già stata sollecitata la settimana scorsa da Musumeci, anche alla luce delle numerose richieste da parte dei sindaci. Come quella ribadita anche oggi da Leoluca Orlando, che è anche presidente di Anci Sicilia, cha ha invitato a «inasprire le restrizioni per evitare una strage».
Intanto continuano a moltiplicarsi i focolai nell’isola. Particolare preoccupazione desta quello che si è sviluppato all’interno del carcere «Pagliarelli» di Palermo, dove sono stati individuati 31 detenuti positivi quasi tutti asintomatici, tranne uno. I contagiati sono stati isolati in una zona rossa all’interno della struttura carceraria e contemporaneamente sono scattati i test a tappeto su tutti i reclusi, gli agenti della polizia penitenziaria e il personale. Un altro focolaio sarebbe scoppiato negli uffici del dipartimento di prevenzione dell’Asp di Palermo dove, secondo le segnalazioni giunte alla funzione pubblica della Cgil, sarebbero stati registrati almeno dieci casi tra il personale in servizio.

Sono finiti in carcere i tre manager del settore della moda accusati a vario titolo di violenza sessuale nei confronti di minorenni e induzione alla prostituzione minorile. Le indagini sono state condotte dalla squadra mobile di Palermo coordinate dalla procura.

Le indagini, oltre ad accertare un episodio di violenza avrebbero fatto emergere un fiorente giro di prostituzione, che ha coinvolto le modelle iscritte alle agenzie di cui gli odierni indagati sono i titolari. Il gip ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di due imprenditori del settore moda, Francesco Pampa, 41 anni, accusato di violenza sessuale nei confronti di minorenne, prostituzione minorile, induzione e favoreggiamento della prostituzione di maggiorenne e Massimiliano Vicari, 43 anni, accusato di prostituzione minorile ed induzione e favoreggiamento della prostituzione. La misura degli arresti domiciliari è stata invece disposta nei confronti di G.F. 35 anni, indagato con l’accusa di prostituzione minorile, per aver intrattenuto rapporti sessuali con una ragazza non ancora diciottenne in cambio di denaro. Pampa e Vicari hanno gestito le loro agenzie condividendo gli spazi dello stesso studio nel pieno centro cittadino. Il primo è un agente di moda, il secondo è titolare di un’agenzia che presta servizi di promozione e supporto sul web ad altre imprese. Insieme hanno creato una struttura per la promozione di giovani modelle del territorio, provenienti anche da altre province siciliane, che hanno fatto partecipare ad eventi di respiro nazionale e internazionale che si sono tenuti anche a Milano e Parigi, capitali europee della moda. Il terzo indagato è coinvolto nella vicenda perché orbitando nell’organizzazione creata dai due titolari delle agenzie avrebbe approfittato di una minorenne intrattenendo rapporti sessuali in cambio di denaro

Così il primo cittadino di Palermo per rispondere ai comportamenti incoscienti dalle pagine di Facebook:”L’inasprimento delle misure contro il contagio per evitare il diffondersi del contagio, da parte degli organi competenti in base a valutazioni sanitarie, non può che essere la risposta al comportamento incosciente di troppi cittadini e cittadine“.

E poi aggiunge:”È un invito a rispettare rigorosamente quanto prescritto per evitare che ci sia il moltiplicarsi di morti, una vera e propria strage. Certamente il governo nazionale deve pensare anche a ristori adeguati nei confronti delle attività economiche, ma il diritto alla salute e il diritto alla sopravvivenza economica non possono essere, in un Paese civile, essere posti in alternativa ed in contrasto“.

1.867 i nuovi positivi al Covid in Sicilia su 10.737 tamponi con un tasso di positività sempre molto alto, il 17,3%. Le vittime sono state 36 nelle ultime 24 ore che portano il totale a 2877 deceduti. I positivi sono 44.865, con un aumento di 188 casi. Negli ospedali i ricoveri sono 1.602, 23 in più rispetto a ieri, dei quali 205 in terapia intensiva, 3 in meno rispetto a ieri. I guariti sono 1.643.

I nuovi casi per province:

Catania  581

Palermo 479

Messina 222,

Trapani 163

Ragusa 25,

Siracusa 188

Caltanissetta 98,

Agrigento 84

Enna 27.