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Il coordinatore del Comitato lavoratori dell’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento, Giuseppe Milano, informa che in uno studio legale della città di Agrigento si è svolta la prima riunione del Comitato, a cui – afferma Milano – hanno già aderito oltre un centinaio di dipendenti. Lo stesso Milano aggiunge: “L’assemblea ritiene necessario che l’Amministrazione dell’Azienda sanitaria prenda in considerazione la forte sfiducia che una grande fetta di dipendenti nutre nei confronti dei sindacalisti, dai quali purtroppo non si sentono più adeguatamente rappresentati, e sull’intenzione di porsi in una posizione di massima disponibilità, propositività e collaborazione nei confronti dell’attuale direzione aziendale”.

La sezione agrigentina dell’Anmil, l’associazione nazionale mutilati e invalidi del lavoro, coordinata da Michele Nantele, interviene a seguito dell’ennesimo incidente sul lavoro che ieri ha provocato la morte a Palma di Montechiaro dell’operaio di 57 anni Michele Lumia. Michele Nantele afferma: “Associandoci al dolore che ha colpito la famiglia Lumia, ribadiamo quanto sia ingiusto perdere la propria vita per il lavoro, e rimarchiamo la necessità di diffondere maggiore attenzione sulla prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro”.

La continua voglia di soldi facili attraverso raggiri e truffe telematiche lo ha tradito. Un errore, quello di rispondere al telefono e pianificare l’ennesimo colpo proprio mentre si trovava in Caserma dei carabinieri insieme ad altri sospettati, che gli è stato fatale. I carabinieri della Tenenza di Favara hanno arrestato, per l’ipotesi di reato di truffa aggravata, Nicolò Pollicino, 28 anni di Favara. 

L’indagine nasce dal monitoraggio di un aumento vertiginoso di truffe denunciate sul web. Alcuni cittadini residenti nella provincia agrigentina, di varie fasce di età, sono rimasti purtroppo vittime di un truffatore seriale on-line. In relazione al preoccupante fenomeno, infatti, i Carabinieri della Tenenza di Favara, recentemente, si erano accorti di un significativo aumento delle denunce di truffa su internet verificatesi sul territorio ed avevano perciò deciso di far scattare accurate indagini, seguendo alcune tracce virtuali lasciate da un truffatore, accorgendosi in buona sostanza che dietro molti episodi si nascondeva la stessa mano. Sempre identico il copione seguito: il malfattore prima inseriva annunci online sui principali portali, siti, social network e piattaforme commerciali. Poi il cliente abboccava e cadeva nella trappola: attirato dalle belle foto e dalla possibilità di un consistente risparmio, si metteva in contatto con il presunto venditore per acquistare un determinato prodotto. Una “stretta di mano” digitale e la vendita era effettuata.

 Dopo aver fatto il pagamento, però, l’amara sorpresa: nessuna merce sarebbe mai arrivata a casa. Diversi erano gli articoli venduti: telefoni cellulari, pezzi di ricambio per camion e perfino anche un’imbarcazione di lusso. Proprio quest’ultima, si è rivelata come il tallone d’Achille che ha consentito di smascherare il truffatore seriale. Infatti, sulla base dei primi esiti investigativi, i Carabinieri hanno iniziato a convocare per alcuni accertamenti, presso la caserma della Tenenza di Favara, alcune persone ritenute potenzialmente sospette. Durante tali verifiche, uno dei sospettati, mentre era seduto nella sala d’attesa, ha pensato bene di telefonare a quella che sarebbe stata la sua ulteriore vittima, concordando quindi le modalità di vendita di una lussuosa imbarcazione. La conversazione telefonica, tuttavia, è stata percepita ed origliata da un carabiniere in quel momento in servizio all’interno della caserma, il quale ha subito avvisato i colleghi incaricati delle indagini. 

A quel punto, il sospetto si è concretizzato in una certezza ed è stato facile sviluppare le successive attività investigative, coordinate dalla Procura della Repubblica di Agrigento, che hanno permesso di raccogliere gli ulteriori tasselli fondamentali per accertare la responsabilità del 28 enne, per sette episodi di truffa aggravata, che gli avevano consentito di racimolare un bottino di circa 9.000 euro in contanti.

Ad Agrigento, domani, giovedì 16 maggio, nella sede del Genio Civile, si insedierà, alle ore 11, il tavolo tecnico per lo studio della rete ipogeica. Ai lavori del tavolo tecnico, che sarà coordinato da Rino La Mendola, capo del Genio Civile di Agrigento, parteciperanno i rappresentanti dei dipartimenti regionali dell’Ambiente e della Protezione Civile, dell’Autorità di Bacino, del Commissario del Governo per il dissesto idrogeologico, del Corpo Regionale delle Miniere, del Comune, Provincia, Curia, Soprintendenza e Parco dei Templi di Agrigento. Lo stesso Rino La Mendola spiega: “L’obiettivo principale è di mettere in rete le conoscenze e le risorse in capo ai soggetti che partecipano al tavolo, per promuovere la messa in sicurezza della rete ipogeica e delle costruzioni sovrastanti. In occasione dell’insediamento, sarà stilato un cronoprogramma delle attività da svolgere e saranno individuati i canali da seguire per il reperimento delle risorse necessarie alla realizzazione degli studi e dei conseguenti lavori di messa in sicurezza e valorizzazione degli ipogei”.

 

Ad Agrigento, nei pressi del carcere Di Lorenzo, in contrada Petrusa, una pattuglia dei Carabinieri ha bloccato un’automobile perché una manovra del conducente è stata ritenuta elusiva e sospetta. A bordo dell’auto, nel corso della perquisizione, è stato scoperto, sotto un sedile, un involucro contenente hashish, del peso di oltre un etto, per un valore di mercato di alcune centinaia di euro. L’uomo alla guida del mezzo, della provincia di Catania, di 57 anni, è stato arrestato.

La segreteria nazionale del sindacato Confasi aderisce allo sciopero nazionale del comparto promosso dai sindacati autonomi della scuola per venerdì 17 maggio prossimo. Il segretario Confasi scuola, Antonio Labate, afferma: “Sosteniamo in pieno le rivendicazioni dei colleghi delle altre sigle sindacali di categoria, con particolare riferimento al mancato adeguamento degli stipendi del personale docente, al riconoscimento della professionalità degli stessi che ha come obiettivo finale la cancellazione delle logiche regionali, e infine la netta contrarietà alla proposta di legge del ministro Bongiorno contro l’assenteismo”.

Si è tenuta nel tardo pomeriggio di ieri, presso un importante studio legale della città, la prima riunione del Comitato dei lavoratori dell’ASP di Agrigento.

Durante l’incontro i promotori hanno spiegato ai presenti i principi che hanno ispirato la costituzione del Comitato, a cui hanno aderito nelle scorse settimane oltre un centinaio di dipendenti, e si è discusso dei vari problemi che riguardano i lavoratori dell’azienda sanitaria.

L’assemblea ha unanimamente convenuto sulla necessità che l’Amministrazione prenda in considerazione della forte sfiducia che una grande fetta di dipendenti nutre nei confronti dei sindacalisti, dai quali purtroppo non si sentono più adeguatamente rappresentati,  e sull’intenzione di porsi in una posizione di massima disponibilità, propositività e collaborazione nei confronti dell’attuale Management aziendale.

Il questore di Vibo Valentia, Andrea Grassi, si è dimesso dopo la condanna subita in primo grado al Tribunale di Caltanissetta nell’ambito del processo in abbreviato al cosiddetto “Sistema Montante”. Grassi è stato condannato ad 1 anno e 4 mesi perché ritenuto colpevole di uno dei tre capi d’imputazione, e per gli altri due è stato assolto con formula piena. In particolare, il questore Grassi è stato giudicato colpevole di avere rivelato un segreto d’indagine ad un dirigente dei Servizi segreti. Lo stesso Andrea Grassi commenta: “Non voglio che la mia figura di condannato, sia pure soltanto in primo grado, possa offuscare l’immagine della Polizia di Stato o il mio ruolo di questore”. Il questore Grassi è stato trasferito d’ufficio su disposizione del Ministero dell’Interno. Le funzioni di questore di Vibo Valentia cesseranno per Grassi il prossimo 16 maggio. Al suo posto si insedierà Annino Gargano, già alla guida delle Squadre mobili di Bari e Genova ed attualmente in servizio nell’Ufficio centrale ispettivo del Ministero dell’Interno.

Tragedia poco fa a Palma di Montechiaro dove è morto, mentre stava lavorando, un operaio di 57 anni , Michele Lumia.

Il fatto è avvenuto in campagna, in una contrada interna del territorio di Palma di Montechiaro che si raggiunge con qualche difficoltà.

Michele Lumia, insieme ad altri operai, stava eseguendo dei lavori all’esterno di una casa rurale e avrebbe dovuto realizzare una buca nel terreno con l’ausilio di una ruspa manovrata da un altro operaio.

Quest’ultimo – secondo la prima ricostruzione – non si sarebbe accorto dell’operaio che si trovava nel raggio d’azione dell’escavatore e con una manovra repentina ha colpito lo sfortunato palmese con la benna travolgendolo.

Immediati i soccorsi e la corsa verso l’ospedale San Giacomo d’Altopasso di Licata dove, tuttavia, Michele Lumia è giunto cadavere.

Scene di strazio nel nosocomio dove sono giunti numerosi i parenti della vittima.

Del tragico incidente si stanno occupando Polizia e Carabinieri.