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Straordinaria giornata di sport e di convivialità quella vissuta ieri, 28 dicembre, presso il Palazzetto dello Sport “Pippo Nicosia”, organizzata dal Panathlon Club di Agrigento con la collaborazione dell’ASD Real Basket con lo svolgimento del 1° Memorial “Pippo Miccichè” – Torneo di pallacanestro Under 13 per ricordare la figura di uno dei soci fondatori del Club alla presenza dei figli Simonetta ed Alfonso. Avvincente lo svolgimento del torneo con i giovani cestiti di quattro società sportivi che si sono conteso il trofeo che al termine della manifestazione è stato assegnato alla squadra della Real Basket e all’insegna dell’amicizia il consumo del pranzo all’aperto in una giornata di sole …. quasi primaverile che non è raro godere in Sicilia in questo periodo. Molte le persone presenti tra dirigenti, tecnici, atleti e genitori per vivere anche l’evento della consegna della seconda ”Targa Etica” contenente la ”Carta dei Diritti del ragazzo e Doveri dei Genitori nello sport” ad Alessandro Bazan, ideatore e artefice della rinascita del Palazzetto dello Sport di Agrigento e Presidente della Real Basket. Durante la cerimonia di premiazione l’impegno etico dell’ associazione sportiva, di fronte il Panathlon, è passato attraverso la lettura delle due “carte” da parte di una mamma e di uno dei giovani atleti partecipanti al torneo. Il Club agrigentino con questo evento continua a proporsi sul territorio con l’organizzazione di iniziative attraverso le quali poter trasmettere messaggi tendenti a massimizzare il più possibile la divulgazione dei principi sportivi di lealtà ed onestà, di integrazione sociale, di ricerca di una sostenibilità equilibrata della pratica sportiva, di lotta al doping, di promozione del Fair Play e di rifiuto della violenza. Prossimo appuntamento sarà domenica 30 dicembre, alle ore 18, per la consegna della terza targa alla Fortitudo Moncada di Agrigento prima della disputa dell’incontro del campionato nazionale di serie A2 di basket: Fortitudo Moncada Agrigento- Zeus Energy Group Rieti.

E ritorna il “Presepe di Cioccolato” nel quartiere di San Giacomo ad Agrigento. Il tema di questo anno è “Amiamo la Comunità”, e gran parte della Comunità si è impegnata nella realizzazione, con in testa il parroco Don Enzo Sazio.

I preparativi, sono iniziati da circa un mese, ed hanno visto i gruppi Ricamo e Scouts, dedicarsi alla realizzazione delle casette e dei pastori, mentre le creazioni più impegnative sono state fatte da parrocchiani con più esperienza, il tutto al solito nel salone della Chiesa, dove circa 38 anni fà nacque l’idea del Dolce Presepe.

Una tradizione consolidata ed attesa nel quartiere, che inizia a superare i confini della città. Ed in onore a ciò, sono stati riprodotti: il teatro di Siracusa, una salina di Trapani, uno scorcio di Catania ed uno di Ibla, e la torre di Federico II che si trova ad Enna.

La nostra amata cittadina è rappresentata dalla Valle dei templi (Concordia, Dioscuri, Ercole) e la fontana di Bonamorone, mentre la Comunità vede le 3 Chiese dell’Unità Pastorale (S.Giacomo,S. Domenico e S.Giuseppe) con dinanzi alcuni personaggi, rappresentanti i diversi componenti dell’Unità pastorale, impegnati in un percorso comune di crescita nella fede e nel viverla insieme con gioia. Perchè il Presepe di Cioccolato, nella sua creazione, esposizione, è anche incontro fra persone di età e nazionalità diversa, ed occasione per stare insieme, scambiarsi idee e conoscenze.

Nella locandina  è indicato il Programma Natalizio dell’Unità Pastorale, iniziative che si concludono con la distribuzione del Dolce Presepe, con l’augurio che ognuno comprenda di non essere solo ma in una Comunità che rappresenta proprio questo: una famiglia di famiglie.

La Uil di Agrigento fa una analisi della situazione della nostra provincia dopo un anno duro che ha segnato ancora negativamente l’andamento socio-economico del territorio, visto che il problema ripresa del Mezzogiorno, della Sicilia e di Agrigento ancora non ha dato segnali tangibili di ripresa o un nuovo viatico che fa ben sperare.
 
“Non vogliamo essere per forza negativi ma non possiamo nascondere che i risultati nella nostra provincia nell’ultimo anno, dopo che si è insediato un nuovo governo regionale e nazionale, ancora non ha portato quella linfa e quella forza di buon governo dopo anni e anni di crisi.
 
I pensionati, i giovani, i precari, gli inoccupati e i disoccupati si aspettavano azioni di governo incisive per bloccare un’emorragia inarrestabile quale l’emigrazione degli ultimi anni e aprire un varco a chi non ha tutele e chance occupazionali oppure chi aspetta ancora le briciole con occasioni come i tirocini che spesso e volentieri tardano a partire per ritardi burocratici  come l’Avviso 20 che rischia di atterrare una platea vasta di cittadini siciliani che inseguono anche i piccoli lavoretti del momento.
 
Abbiamo finalmente una finanziaria nazionale che a oggi è un rebus tutto da scoprire, ci sono tanti provvedimenti che devono essere portati a termine in primis quota 100 e reddito di cittadinanza con decreti ad hoc, ma ancora non sono chiare le coperture e lo starter.
 
Di questa manovra espansiva che ha visto parecchi cambiamenti prima dell’ultimo passaggio in terza lettura alla Camera a fine anno, non riusciamo a comprendere bene il rilancio per il sud da dove parte. Tant’è vero che la nostra regione siciliana è avvolta dalle mille emergenze, dai disastri idrogeologici ai terremoti, alla mancanza di una programmazione e di un vero cambio di passo a livello strutturale e infrastrutturale, le opere pubbliche non sono partite e si sono registrati sono crolli di imprese  e di lavoratori.
 
Come del resto ancora non possiamo applaudire questo governo regionale che passa da un annuncio all’altro, dimenticando forse che la maggior parte delle riforme dai rifiuti, alla burocrazia, dall’asset politico-istituzionale non hanno visto i passaggi decisivi in Parlamento per trasformarli in atti concreti.
 
Ecco perché ci aspettiamo molto di più dal governo nazionale e regionale, se si vuole realizzare veramente un cambiamento ci si deve confrontare con le parti sociali in maniera positiva e scevra da condizionamenti, andare avanti da soli non è salutare per nessuno e finora dalla crisi economica non se n’è usciti anche per mancanza di dialogo e concertazioni con i vari soggetti interessati a una ripresa della Sicilia e del territorio che non possiamo rimanere marginalizzati e fuori da logiche virtuose e di sviluppo che vedano imprese e istituzioni remare assieme per essere appetibili sul mercato.
 
Ad Agrigento e provincia con un territorio fragile e un’economia complessa, difficile e di poco respiro, gli imprenditori agricoli, turistici, gli esercenti al dettaglio e all’ingrosso sono solo da premiare, viste le difficoltà oggettive a poter continuare a competere con altri paesi dove si è investito nell’innovazione e negli aiuti mirati ad aziende e imprese.
 
E noi aspettiamo ancora i risultati dei Por 14/20 che trovano ancora lacune nel Psr e nei fondi di investimento per le aziende per riconversioni o start-up che trovano ritardi francamente scandalosi.
 
Agrigento deve ripartire, c’è molta attesa per il rilancio del Cua con il nuovo anno accademico 2019/2020, noi vogliamo ancora una volta essere positivi ma non ci possono essere ulteriori ritardi,da 5 anni questo avamposto culturale, didattico e accademico aspetta uno slancio per ripartire, vedremo se finalmente Università, Governo e i soci del Consorzio avranno imboccato la strada giusta.
 
La Uil di Agrigento assicura il suo impegno quotidiano per il territorio e con tutto il gruppo dirigente continuerà a svolgere quell’azione propositiva e propulsiva per essere da sprone a una ripresa del territorio che tutti aspettiamo per cambiare un trend che ha negli ultimi anni portato fame e sottosviluppo in maniera generalizzata”.

Una storia ancora ingarbugliata finita a coltellate e che ha per protagonista un personaggio eccellente della criminalità agrigentina, quel Mario Rizzo che da mesi collabora con l’autorità giudiziaria, mai classificato come vero e proprio pentito anche se le sue dichiarazioni hanno già fatto scoprire un mini arsenale a Favara, un tentato omicidio compiuto in Belgio e sinanco un tentato omicidio compiuto a Favara, circostanze queste ultime che hanno direttamente coinvolto l’ex cognato, Gerlando Russotto di Favara.

L’ultima vicenda che riguarda Mario Rizzo è questa ed è al vaglio dei carabinieri della stazione di Villaggio Mosè che stanno cercando di far luce su tutto.

Ieri, infatti, proprio al Villaggio Mosè nell’abitazione del padre di Rizzo dove risiede Mario (che attualmente è sottoposto agli arresti domiciliari) si è presentato un uomo di Favara, F. M. il quale aveva subito un furto nella sua casa sita nella popolosa frazione.

La vittima del furto ritiene, lo avrebbe saputo da alcuni amici, che a compiere il colpo sarebbero stati Mario e Alessandro Rizzo (fratello che si era pubblicamente dissociato dal percorso di collaborazione di Mario) ed a loro personalmente chiede conto e ragione e la restituzione della refurtiva.

Una parola tira l’altra e gli animi si alterano fino a quando nel bel mezzo di una vera e propria rissa, compare un coltello nelle mani di Mario Rizzo che colpisce F. M. al torace. La vittima della coltellata finisce in ospedale con ferite guaribili in 30 giorni e la vicenda viene presa in carico dai carabinieri di Villaggio Mosè che hanno anche redatto un rapporto giudiziario (ipotesi di reato lesioni gravi o tentato omicidio?) già consegnato ai pubblici ministeri della Procura di Agrigento.

Questa mattina, nella sede dell’Ordine degli Architetti di Agrigento, si è svolta la conferenza stampa sui dati censiti dall’Onsai dei quali quattro sono investimenti per la città di Agrigento.

Al tavolo dei relatori, Rino La Mendola, vicepresidente del Consiglio nazionale degli Architetti; Alfonso Cimino, presidente dell’Ordine degli Architetti di Agrigento; Francesco Romano, consigliere delegato Lavori pubblici – Onsai dell’Ordine Architetti di Agrigento.

Pubblicati i dati 2018 dell’Osservatorio Nazionale sui Servizi di Architettura e Ingegneria (ONSAI) del Consiglio Nazionale degli Architetti. I dati, relativi ai 380 bandi analizzati dalla rete degli Ordini degli Architetti italiani, nel corso del 2018, rivelano un netto miglioramento, rispetto ai dati relativi alle criticità rilevate nel 2017. Ciò è da attribuire soprattutto alle novità introdotte al testo originario del codice (D.Lgs.50/2016) dal cosiddetto “decreto correttivo” (D.Lgs.56/2017), in recepimento alle proposte dello stesso Consiglio Nazionale Architetti e della Rete delle Professioni Tecniche.

 Dati  Nazionali

Elementi positivi 2018:

In particolare, è stata rilevata una notevole riduzione percentuale rispetto alle criticità già rilevate nel 2017, nell’ambito degli affidamenti di servizi di architettura e ingegneria; nel dettaglio:

  • La mancata applicazione di regole certe, per il calcolo da porre a base di gara e per la conseguente selezione della procedura di affidamento da adottare, segna un -21% rispetto ai dati raccolti lo scorso anno; ciò costituisce un elemento importante per garantire maggiore trasparenza;
  • Il ricorso immotivato a requisiti quantitativi per partecipare ad una gara, come il fatturato, ha fatto registrare un -28%; ciò segna una notevole apertura del mercato dei lavori pubblici, soprattutto per le strutture professionali medio-piccole che, nel Paese, sono più del 90% degli operatori economici impegnati nel settore lavori pubblici;
  • il mancato rispetto del divieto di far versare la cauzione provvisoria ai professionisti che partecipano ad una gara di progettazione dal 9% si è ridotto a zero (anche questo segna un’apertura del mercato agli operatori economici-medio piccoli).

I dati rilevati dall’ONSAI per il 2018, evidenziano, inoltre, un diffuso ricorso  alle procedure negoziate, che raggiungono  una percentuale pari al 51% ed alle procedure aperte, che raggiungono  il 41%; mentre le procedure ristrette  raggiungono  il 5% e gli  affidamenti  diretti solo il 3%.

Un ulteriore elemento positivo riguarda soprattutto la Sicilia, dove la Regione con decreto n°30 Gab dello scorso 5 dicembre, a firma dell’assessore alle Infrastrutture, Marco Falcone, ha dotato le stazioni appaltanti che operano in Sicilia dei bandi tipo per i concorsi di progettazione e per affidare servizi di architettura e ingegneria a liberi professionisti, puntando sulla centralità del progetto, sullo snellimento e la trasparenza delle procedure, sulla riduzione dei requisiti e  sull’apertura del mercato.

Criticità 2018: 

  • Carenza di investimenti per mancanza di progettualità, dovuta al mal funzionamento dei fondi di rotazione, sempre più indispensabili per finanziare i progetti;
  • La legge di bilancio prevede la costituzione di una centrale per la redazione di progetti di opere pubbliche, presso la pubblica amministrazione, che rischia di statalizzare la progettazione, sottraendola al libero mercato e privandola delle garanzie di qualità, assicurate dalla concorrenza e dallo stesso mercato; tutto ciò alimentando peraltro ulteriore confusione tra controllori e controllati.

Posizioni assunte, in merito, dal Consiglio nazionale degli Architetti

In merito al tema, non escludendo più eclatanti successive forme di protesta, il Consiglio Nazionale ha chiesto, con forza e determinazione, al Governo ed al Parlamento, di convertire la Centrale unica di progettazione in un organismo centrale di programmazione degli interventi infrastrutturali e di gestione di un nuovo fondo di rotazione per affidare la progettazione ai liberi professionisti. Ciò nella consapevolezza che la programmazione sia il vero punto dolente del sistema Italia, che attualmente non permette di costruire un chiaro, efficace e lungimirante progetto di trasformazione delle nostre città e dei nostri territori, che necessitano, di azioni forti, non più episodiche, per la difesa del patrimonio ambientale, architettonico e infrastrutturale

 

 Dati  Agrigento

Sui 380 bandi censiti dall’Osservatorio a livello nazionale, 4 riguardano investimenti per la città di Agrigento, per un importo complessivo di €. 23.497.866, di cui  €. 774.420 per servizi di architettura e ingegneria. 

Entrando nel dettaglio dei dati rilevati per Agrigento, si evince che, al di là dell’investimento per la messa in sicurezza della cattedrale, che costituisce un fatto episodico per un importo di 17.188.589 euro, gli altri investimenti ammontano complessivamente a 6.309.277 euro. Pur costituendo un elemento importante, l’importo di tali investimenti è certamente insufficiente per rilanciare l’economia della città.

I dati sono ancora meno significanti per i servizi di architettura e ingegneria, per i quali analogamente si rileva che, nell’ambito dell’intervento sulla cattedrale, sono stati finanziati servizi di architettura e ingegneria per un importo di 719.205 euro, mentre tutti gli altri servizi ammontano a soli 55.215 euro; una cifra del tutto irrisoria per i liberi professionisti, che operano nell’agrigentino.

CONCLUSIONI:

In sintesi dunque, i dati dell’Osservatorio, rilevati dalla rete nazionale degli Ordini degli Architetti, dimostrano un notevole miglioramento:

  1. nell’ambito normativo, per effetto delle modifiche introdotte dal decreto correttivo (D.Lgs.56/2017), in recepimento alle proposte formulate dal Consiglio Nazionale degli Architetti e della Rete delle Professioni Tecniche;
  2. nell’ambito regolamentare, per l’adozione, da parte della Regione Siciliana, dei bandi tipo, con i quali sono state fissate regole certe per le stazioni appaltanti, negli affidamenti di servizi di architettura e ingegneria ai liberi professionisti; tutto ciò garantendo trasparenza e snellimento delle procedure, centralità del progetto nel processo di esecuzione delle opere pubbliche ed apertura del mercato.

Permangono, comunque le seguenti criticità:

  1. La centralizzazione della progettazione presso la Pubblica amministrazione, che promuove la statalizzazione della progettazione, sottraendola al libero mercato e privandola delle garanzie di qualità, assicurate dalla libera concorrenza;
  2. Carenza di investimenti a causa di una strutturale mancanza di progettualità;

 

Soluzioni proposte:

  1. Migliorare ancora il testo del codice dei contratti, proponendo le modifiche di cui al documento già redatto dal Consiglio Nazionale degli Architetti, unitamente alla Rete delle Professioni Tecniche, con l’obiettivo di superare le criticità residue dello stesso codice, completando il percorso già proficuamente tracciato con il cosiddetto “decreto correttivo”;
  2. Convertire la centrale di progettazione in una centrale unica per la programmazione e la gestione di un nuovo fondo di rotazione, moderno e flessibile, finalizzato a finanziare la progettazione, da affidare ai liberi professionisti, di interventi di rigenerazione urbana e di realizzazione delle infrastrutture necessarie per lo sviluppo del Paese e soprattutto del territorio che soffre di un notevole gap infrastrutturale, come la Provincia di Agrigento.

 

Le interviste

 Rino La Mendola:

“I dati del nostro Osservatorio ci dicono che il 2018 è stato un anno interessante, durante il quale abbiamo registrato un netto miglioramento del libero mercato dei lavori pubblici, rispetto all’anno precedente. Ciò è da attribuire soprattutto alle novità introdotte al codice dei contratti, dal cosiddetto “Decreto correttivo del 2017”, che ha recepito gran parte delle nostre proposte. Ma, il fiore all’occhiello del 2018 è il Decreto dello scorso 5 dicembre, con il quale l’assessore regionale alle Infrastrutture, Marco Falcone, ha dotato le stazioni appaltanti siciliane dei bandi tipo per l’affidamento di servizi di architettura e ingegneria a liberi professionisti; bandi tipo che puntano sulla centralità del progetto, sulla trasparenza, sullo snellimento delle procedure e sull’apertura del mercato alle strutture professionali medio-piccole.

A questo si aggiunga che, con decreto dello stesso assessorato alle Infrastrutture, lo scorso 3 ottobre è stato finalmente costituito un fondo di rotazione per finanziare progetti, redatti da liberi professionisti, finalizzati a fruire di fondi comunitari. Tutto ciò, peraltro, stimola una inversione di tendenza di recenti politiche alimentate da provvedimenti come la legge di bilancio al vaglio delle Camere; politiche votate a centralizzare la progettazione nella pubblica amministrazione, sottraendola al libero mercato e privandola delle garanzie di qualità, assicurate dalla concorrenza. Il nostro auspicio di fine anno è che i segni complessivamente positivi del 2018, possano promuovere, per il 2019, un rilancio del settore dei lavori pubblici e delle infrastrutture in Sicilia ed in particolare nei contesti territoriali che soffrono di un notevole gap infrastrutturale, come quello di Agrigento”.

Alfonso Cimino:

“Il 2018 è stato un anno parecchio interessante: il Consiglio dell’Ordine degli architetti ha lavorato in maniera compatta impegnandosi per i centri storici, per il rilancio delle città. Abbiamo organizzato un evento a Santa Margherita Belice, in memoria del tragico evento del 1968, e redatto un documento presentato poi al Congresso nazionale degli architetti. A Roma, nella sede del Consiglio nazionale degli architetti, abbiamo tenuto un Consiglio straordinario dell’Ordine di Agrigento parlando proprio della nostra città. Sì, perché Agrigento è lontana, per quanto riguarda le infrastrutture, dal resto della Sicilia, quindi dal resto dell’Italia. Lo abbiamo detto tante volte e siamo fiduciosi che il gap negativo possa invertire la tendenza. Abbiamo parlato di strumenti urbanistici anche ad Agrigento dove, di recente, l’Amministrazione comunale ha approvato le nuove direttive dello strumento urbanistico concertate con gli Ordini professionali. Altro importante aspetto è l’approvazione e l’adozione dei bandi tipo attraverso il decreto assessoriale da parte della Regione. Oggi ci troviamo impegnati offrendo la nostra solidarietà alle persone dei luoghi colpiti dal sisma a Catania e, in tal senso, il nostro presidio di Protezione civile ha dato la disponibilità di quattro colleghi che, nei giorni prossimi, potranno eseguire la rilevazione degli edifici che hanno subito dei danni. Per il 2019 stiamo programmando tante iniziative al centro delle quali c’è la figura del libero professionisti. Desideriamo ci sia un coinvolgimento da parte degli uffici tecnici affinché possano funzionare meglio e un maggiore coinvolgimento rispetto alle problematiche poste da parte della politica locale, regionale e nazionale”. 

Francesco Romano:

“Sono molto soddisfatto dell’operato del nostro Consiglio provinciale per il numero di bandi analizzati, non a caso siamo i primi a livello regionale e nazionale. Grazie a questa piattaforma, realizzata dal Consiglio nazionale degli Architetti, con la volontà di Rino La Mendola, abbiamo uno strumento valido per monitorare i vari bandi dei servizi di architettura e ingegneria pubblicati a livello nazionale. Da una analisi di questi bandi, solo quattro riguardano Agrigento quindi l’auspicio per il 2019 è che il numero di bandi e investimenti nel nostro territorio sia maggiore rispetto al 2018”.

 

La F.P. CGIL di Agrigento, esprime la propria soddisfazione per l’importante obiettivo raggiunto con la firma dei Contratti Individuali di Lavoro a Tempo Indeterminato dei quarantadue dipendenti, ormai ex “Precari” del comune di Montevago, formalizzata, ieri, durante la cerimonia svoltasi presso l’Aula Consiliare del Comune.

Pietro Aquilino, Coordinatore Provinciale Enti Locali, tiene a puntualizzare che dietro a questo importante risultato, vi è un duro ed estenuante lavoro svolto dal Sindacato nelle sedi Istituzionali Regionali e Nazionali, che ha permesso la stesura delle Leggi, senza le quali tutto questo non sarebbe stato possibile.

Ieri è stata scritta una indelebile pagina di storia, che ha coinvolto, non solo i Dipendenti e le loro famiglie, ma tutta la comunità di Montevago, e sicuramente renderà speciale l’arrivo del nuovo anno 2019.

Un giusto riconoscimento va al Sindaco On. Margherita La Rocca Ruvolo ed al Segretario Dott. Maggio Livio Elia, che ha sapientemente guidato i Responsabili degli Uffici Comunali in questo virtuoso cammino.

Questa è la prova, che quando si opera in sinergia: Sindacato, Lavoratori e Istituzioni è possibile raggiungere eccellenti risultati.

Sicuri che lo straordinario risultato raggiunto al comune di Montevago, oltre a darci una ulteriore dose di fiducia, ci ricarica ulteriormente e ci stimola ad essere sempre più vicini agli Enti, che ancora oggi stentano a stabilizzare, affinché, anche loro nel rispetto della norma vigente, possano intraprendere un percorso virtuoso che si concluda con le definitive stabilizzazioni del personale precario attualmente utilizzato dagli stessi.

All-focus

“Finalmente, per i 135 lavoratori delle società partecipate regionali liquidate o in liquidazione inseriti nel c.d. albo unico, si conclude positivamente un percorso lungo ed estenuante durato anni. Questi i numeri che raccontano l’odissea subita dai cosiddetti albisti:  produzione di 7 leggi regionali di supporto. 2 piani di riordino di società partecipate e recepimento dei dettami nazionali. Decine di atti parlamentari e  risoluzioni approvate dall’assemblea regionale e dalle commissioni di merito con proposte anche della nostra Organizzazione. 8 anni di storia ed evoluzione giudica della nostra regione divenuto calvario per i lavoratori”.

Con queste parole Mimma Calabrò Segretario Generale FISASCAT Cisl Sicilia esprime, a caldo, tutta la soddisfazione per l’epilogo positivo di una vertenza complicata iniziata, per l’appunto, nel 2012 a seguito della riforma delle partecipate voluta dal Governo Monti e attuata a livello regionale dal Governo Lombardo prima e definita poi dal governo Crocetta.

Da CIEM a LAVORO SICILIA, da QUARIT a TERME DI SCIACCA, passando dal CERISDI a SICILIA PATRIMONIO IMMOBILARE fino a SVILUPPO ITALIA, per effetto della riforma, oltre 150 i lavoratori che in Sicilia hanno perso il posto di lavoro.

“Nessuno, comunque, avrebbe potuto immaginare un così lungo e tortuoso percorso. Anni di attesa – continua la Calabrò – per quello che, di fatto, era un diritto sancito dalle normative emanate dal Governo nazionale e regionale che prevedeva il trasferimento diretto e la mobilità in altre società partecipate regionali per salvaguardare i livelli occupazionali. In sostanza, nel paradosso di questa anomalia interpretativa del precedente governo regionale, oggi si sana quello che riteniamo essere un torto subito dai lavoratori che sono ricondotti, finalmente, alla legittimità delle posizioni amministrative e lavorative”.

Da oggi, dunque, con la sottoscrizione dei contratti di assunzione in SAS i lavoratori dell’albo unico possono tirare un sospiro di sollievo.

Per la Sindacalista “Tanto è stato fatto, ma tanto ancora vi sarà da fare. Se per molti potrà sembrare un punto di arrivo, per noi è solo quello di partenza. Un iter ancora da perfezionarsi. Ma oggi – conclude la Calabrò –  lasciamo spazio all’entusiasmo scaturente dal fatto che, finalmente dopo tanti anni,  135 persone riconquistano la dignità lavorativa che, inspiegabilmente, gli è stata per troppo tempo negata. Un plauso alla buona politica, alle istituzioni e alla SAS per essere riusciti a superare il circolo vizioso dello scarica barile e dei rimpalli di responsabilità. Infine, ma non per ultimo, non vadano dimenticati tutti quei i lavoratori che, in questi tormentati anni, hanno sempre creduto e combattuto per il riconoscimento dei loro diritti violati”.

Il Prof. M.A. di 68 anni,era stato sospeso cautelarmente dal servizio a seguito dell’apertura di un processo penale; decorsi cinque anni dalla predetta sospensione cautelare dal servizio aveva chiesto la riammissione in servizio in conformità alle norme di cui al contratto collettivo nazionale.L’atto di invito inoltrato restava privo di riscontro e pertanto il docente, con il patrocinio dell’Avvocato Girolamo Rubino, adiva il Giudice del Lavoro che, in accoglimento del ricorso,  accertava il diritto alla riammissione in servizio e condannava il MIUR al pagamento delle spese di giudizio; il Giudice del Lavoro sanciva la perdita di efficacia automatica della sospensione dal servizio del dipendente decorsi cinque anni dall’allontanamento del medesimo  senza che residui in capo all’Amministrazione alcun margine di discrezionalità in ordine alla riammissione in servizio del lavoratore sospeso.  Essendo la sentenza resa dal Giudice del Lavoro rimasta ineseguita il docente adiva, sempre con il patrocinio dell’Avvocato Girolamo Rubino, il Giudice Amministrativo per l’esecuzione del giudicato nascente dalla sentenza del Giudice del Lavoro. Si è costituito in giudizio il MIUR, con il patrocinio dell’Avvocatura Distrettuale dello Stato di Palermo, eccependo che il docente era stato nelle more condannato dal Giudice Penale e pertanto l’Amministrazione si era determinata a disporre il prolungamento della sospensione dal servizio.  Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana in sede giurisdizionale, in parziale accoglimento del ricorso patrocinato dall’Avvocato Rubino,  ha riconosciuto il diritto del ricorrente ad essere riammesso in servizio dalla data di scadenza del quinquennio di sospensione fino alla data della lettura in udienza del dispositivo della sentenza penale di condanna, ai fini del trattamento economico e della ricostruzione della carriera, ordinando l’esecuzione del giudicato entro sessanta giorni dalla notifica della sentenza, e nominando commissario ad acta per l’ipotesi di ulteriore inadempienza il Capo di Gabinetto del MIUR o un suo delegato. Pertanto il docente sospeso, per effetto della sentenza del CGA,  avrà diritto alla percezione delle differenze stipendiali e dei contributi non versati  per quasi un triennio entro sessanta giorni, altrimenti si insedierà il Commissario ad acta nominato dal CGA che interverrà in via sostitutiva.  

I lavoratori dell’Esa, dei Consorzi di bonifica e forestali della provincia di Agrigento, dopo aver passato un Natale triste, si apprestano a vivere un Capodanno di rabbia e delusione. Non hanno ancora percepito nemmeno la mensilità di novembre, nonostante le rassicurazioni del Governo e dei dirigenti regionali. Ancora una volta dopo le promesse elettorali non mantenute (mai più un giorno di riposo per i forestali; e le dichiarazioni dell’assessore Bandiera solo due contingenti 151isti e oti) il Governo Musumeci non riesce a garantire nemmeno le sacrosante retribuzioni. Il segretario provinciale della Flai Cgil di Agrigento, Giuseppe Di Franco, lo scorso 22 novembre, tramite un comunicato stampa, aveva espresso grande preoccupazione rispetto alle difficoltà da parte dell’amministrazione Regionale ad avere nella propria disponibilità effettiva le risorse dei Fondi FSC (fondo per lo sviluppo e la coesione) che si stanno utilizzando nel settore forestale della manutenzione e tale preoccupazione si è dimostrata reale. La variazione di Bilancio approvata il 14 dicembre con notevole ritardo dall’assemblea regionale, e pubblicata in gazzetta il 18 dicembre che ha dato copertura finanziaria alle garanzie occupazionali previste per legge, non è servita a far si che i lavoratori percepissero lo stipendio entro l’anno, nonostante il Governo e i Dirigenti avessero assicurato alle organizzazioni sindacali Regionali che gli uffici avrebbero eseguito tutti gli adempimenti nei tempi necessari. Sta di fatto che ancora oggi, non sono stati emessi dalla Ragioneria gli ordini di accreditamento, e tale ritardo fa supporre che tutto slitterà alla riapertura della Cassa Regionale. La Flai Cgil di Agrigento, tramite il suo segretario Giuseppe Di Franco, denuncia le continue mortificazioni che subiscono i lavoratori forestali privati, anche nei periodi delle festività, della serenità economica che garantirebbe di trascorrere almeno queste giornate in armonia con i familiari. Il Governo regionale ancora una volta ha dato dimostrazione di quanto poco tenga ad un settore importante come la forestazione, e da qui l’importanza di dar vita, già a partire dai primi giorni del 2019, ad un’iniziativa sindacale forte che porti al centro della discussione una Riforma fondata sulla tutela del territorio e dell’ambiente, sulla prevenzione e lotta agli incendi, sul contrasto della desertificazione ed al dissesto idrogeologico sull’ampliamento della superficie boschiva, sull’uso plurimo e produttivo del bosco valorizzando i prodotti forestali a partire dal legno, alla produzione della biomassa, alla valorizzazione delle attività didattiche, culturali e turistiche ricreative del bosco, non tralasciando l’aspetto occupazionale. Una riforma che faccia fronte in maniera più efficace alle urgenti necessità di tutela e gestione del territorio siciliano, forestazione intesa come un vero e proprio settore produttivo che dia un contributo alla lotta allo spopolamento delle aree interne, altrimenti si andrà verso la privatizzazione di questo settore. Ed è per tale motivo che il prossimo 10 gennaio si terrà a Palermo un attivo unitario con l’obiettivo di smascherare il Governo rispetto alle reali intenzioni che ha riguardo alla forestazione. Da lì partirà un percorso per provare a realizzare una Riforma che valorizzi il settore e che metta in condizione i lavoratori di avere maggiori garanzie occupazionali al fine di trovare quella serenità economica che oggi manca.

Il “Presepe vivente di Montaperto” si tinge dei colori della solidarietà. Chiamate all’appello le associazioni che si occupano dei disabili, ma anche le famiglie meno abbienti, che avranno la possibilità di godere, gratuitamente della bellezza e della suggestione del “Presepe vivente di Montaperto”. Oggi, 29 dicembre 2018, le porte del magico presepe verranno aperte anzitempo, alle ore 17, per dare la possibilità ai soggetti in difficoltà, di visitarlo accompagnati dagli organizzatori che faranno loro fruire il percorso del presepe più agevolmente. Lo staff non è nuovo a questi atti di altruismo perché il “Presepe della solidarietà” è ormai un appuntamento fisso che sta particolarmente a cuore a Nino Amato, padre del Presepe, e al suo entourage. Non mancheranno all’appuntamento neanche il parroco Padre Sardella, Don Mario Sorce, il sindaco Lillo Firetto e gli Assessori Comunali che saranno presenti per visitare il Presepe vivente in una giornata particolare come quella in cui, i diversamente abili saranno gli “ospiti d’onore”. Oltre ai diversi angoli in cui si respireranno i profumi e i sapori di una volta con le innumerevoli degustazioni, non mancheranno i momenti musicali arricchiti, quest’anno, dalla prima edizione del Festival delle Ciaramelle. Per tutti coloro che volessero visitare il suggestivo percorso del presepe vivente, l’ora di apertura rimane quella delle 17.30. Inoltre sarà possibile visitare lo splendido borgo anche il 30 dicembre 2018 e l’1-5-6 gennaio 2019.