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“E’ di qualche giorno fa il pronunciamento del Tribunale Amministrativo regionale che ha respinto, con un’ordinanza, la richiesta di sospensiva dell’interdittiva antimafia che porta la firma del Prefetto Dario Caputo.

Un evento che la dice tutta sulla piega che sta prendendo il capitolo della gestione acqua in Sicilia, questione che ha scaldato, giustamente, gli animi di una platea cospicua di cittadini”.

Così il deputato Carmelo Pullara si esprime sulla vicenda che ha coinvolto Girgenti Acque e i 43 Comuni dell’agrigentino che hanno compiuto, in questi anni, scelte diverse relativamente all’annoso problema della gestione dell’acqua isolana.

La scelta di mantenere il Commissariamento mantenendo l’interdittiva antimafia, conferma la preoccupazione delle Istituzioni di permeabilità della gestione privata a ingerenze corruttive, così infatto continua  il deputato Pullara sulla questione:

“La presenza dello Stato in questa vicenda è oggi più che mai necessaria, in quanto garanzia di trasparenza e correttezza, elementi che Federconsumatori, alcuni gruppi politici e movimenti per l’acqua pubblica hanno da sempre richiesto a Girgenti Acque che, al contrario, ha ripagato cittadini e città con servizi carenti ed eccessivamente onerosi. La gestione delle risorse idriche non può e non deve essere nelle mani esclusive di privati, il territorio, i tempi e le modalità gestionali del passato ci hanno dimostrato il fallimento totale di scelte totalmente privatistiche. Ringrazio per questo tutti coloro che, parti sociali, alcuni gruppi politici e uomini dello Stato che stanno remando nella direzione della pubblicizzazione del servizio. Mi preme purtuttavia evidenziare anche la necessità di prestare attenzione a tutti quei lavoratori e padri di famiglia che, in questi anni, hanno lavorato in questo settore e che non possono pagare il dazio di questo cambio di rotta. Ritengo che vadano tutelati in quanto risorse umane già formate che possono certamente continuare a dare un contributo concreto ed efficace nella gestione del servizio idrico”.

Ho denunciato la malavita e lo spaccio.

Sembrerebbe la conclusione e invece è solo l’inizio di una storia allucinante. 

Ne è protagonista suo malgrado un siciliano Giovanni Amoroso di soli 28 anni.

E di questa storia sconvolgente e purtroppo non nuova per I siciliani porta dentro di sé segni indelebili.

Le cose non potrebbero andare meglio, finché non si scopre che il giovane siciliano è andato a denunciare lo spaccio di droga all’autorità giudiziaria. Da quel momento Giovanni diventa un bersaglio . Sono anni che vivo nelle minacce – intimidazioni dice il giovane Agrigentino che da anni che denuncia .

Sono amareggiato mi sento abbandonato. Denunciare non mi è convenuto, mi è stata tolta la dignità e la speranza”. Non mi posso fidare di questo Stato, oggi mi vergogno di essere italiano e siciliano, Oggi mi chiedo solamente da che parte stia lo Stato, se dalla parte di chi denuncia la malavita oppure dalla parte dei malavitosi … Voglio continuare a lottare perché sarebbe troppo facile e da codardi dire ‘basta’, e darei solamente una soddisfazione in più a uno Stato assente e complice”.

Sono stati i bambini della scuola primaria Camastra a ricevere, questa mattina, la visita del Teatro delle Marionette, organizzato nell’ambito del “Mese del riciclo di carta e cartone” organizzato da Comieco, il Consorzio nazionale per il recupero e riciclo degli imballaggi cellulosici, in collaborazione con la Federazione della carta e della grafica, Assocarta e Assografici e Unirima e il patrocinio di Anci, Confindustria e Ministero dell’Ambiente. Ai giovanissimi alunni dell’elementare di Camastra, le marionette Giufà e Bubu, hanno spiegato il nuovo metodo di raccolta differenziata che partirà la prossima settimana e come espletarla in maniera corretta. I bambini sono stati coinvolti anche in una lezione sui temi dell’ambiente con la spiegazione semplificata dell’intero ciclo della carta, della plastica, del vetro, del metallo, dell’organico e del secco residuo indifferenziato. L’iniziativa che coinvolge i comuni di Canicattì e Camastra dove il porta a porta inizierà a giorni, si concluderà domani con il secondo appuntamento sempre con gli alunni della De Amicis dove ieri erano state coinvolte le prime sei classi di alunni.

“Per un mese – spiegano gli organizzatori – il valore e le potenzialità di carta e cartone e del loro riciclo saranno protagonisti di iniziative culturali, appuntamenti educativi, incontri informativi rivolte a cittadini, scuole, media, istituzioni, associazioni e aziende. Un’occasione per scoprire talenti, professionalità, tecnologie, novità e curiosità dal mondo del riciclo di carta e cartone e riscoprire quanto sia utile e importante l’impegno quotidiano nel fare una corretta raccolta differenziata. Proveremo a capire se siamo veramente consapevoli del valore di un gesto semplice come la raccolta differenziata, che fine fanno la carta e il cartone che separiamo dagli altri rifiuti e quali sono i passaggi che portano uno scarto a rigenerarsi e diventare qualcosa di completamente riutilizzabile”.

Sono entrati in azione in un supermercato del centro di Favara, in via Capitano Callea, quando ancora c’erano gli ultimi clienti impegnati a fare la spesa: due malviventi, armati di pistole e con il volto travisato da maschere di carnevale, hanno rapinato il market Fortè riuscendo a scappare. Il bottino si aggira intorno a 700 euro. 

Secondo una prima descrizione i due malviventi, giovani e con accento non italiano, avrebbero calcolato tutto: orario, posto e via di fuga. 

Immediata la chiamata ai carabinieri della Tenenza di Favara che, insieme ai colleghi della Compagnia di Agrigento, hanno iniziato le ricerche dei rapinatori. 

_Fonte Grandangolo

Due rapinatori, armati di pistola e a volto scoperto, hanno, nella tarda mattinata  di oggi, rapinato la banca Carige di piazza Ugo La Malfa ad Agrigento.

Armi in pugno i due banditi (con un complice a fare da palo) hanno costretto il personale dell’istituto di credito  facendosi consegnare i soldi contenuti  nelle casse. Poi la fuga con un bottio di poco inferiore a 10 mila euro.

Dato l’allarme sono scattate le ricerche e le indagini. Già acquisiti i filmati delle telecamere di video sorveglianza.

Dei 16 chilometri di spiaggia agrigentina ben 7 sono inibiti alla pubblica fruizione, poichè a rischio crollo (ben il 44%).
Per colpa dell’erosione costiera stanno cadendo in mare intere colline e presto i crolli e le frane coinvolgeranno pure alcune civili abitazioni ed importanti infrastrutture viarie.
Le situazioni peggiori si registrano da Zingarello fino a Punta bianca, nel viale delle dune e al Caos (nel video).
Ultimamente la zona del Caos è quella che preoccupa di più, anche perchè le frane presto coinvolgeranno la galleria della SS 640, che è l’unica infrastruttura che permette ai camion, provenienti dal porto di Porto Empedocle, di andare ovunque in Sicilia.
Il comune di Agrigento non è in grado di presentare alcun progetto alla Regione. Sarebbe il caso che intervenga urgentemente la Protezione civile.

Gabriella Caramanica, originaria di Roma, è una donna manager ed imprenditrice a livello nazionale. Attiva da sempre sia nel campo sociale, essendo il Presidente dell’Associazione “DifendiAmo Campagnano” nata per difendere e tutelare i diritti dei cittadini, e dell’associazione N.A.V. – Nucleo Ambientale Veterinario, che in quello politico attivista, militante e candidata al Comune di Campagnano di Roma, alle amministrative del 2016 e poi, candidata alle elezioni della Regione Lazio. Animalista convinta, si batte da anni per la difesa e tutela degli animali e contro ogni forma di maltrattamento, abbandono, combattimenti, commerci illegale e doping ai danni degli stessi chiedendo da sempre pene più severe per i responsabili di tali reati. Una donna determinata e coraggiosa, sensibile e decisa, che ringrazio anticipatamente per la Sua gentilezza nel concedermi questa intervista esclusiva.
Segretario Caramanica come nasce l’idea di un partito animalista? Il primo in Italia per essere precisi? “Esattamente, noi siamo il primo e unico partito in Italia, nato al fine di difendere e valorizzare i diritti degli animali. Inoltre, sono ormai tantissime le associazioni animaliste che vogliono avere un peso specifico e pretendono di vedersi rappresentate di fronte alle istituzioni: anche da qui è la nostra esigenza di creare un contenitore, un aggregatore di anime che, con un lavoro basato su principi di collaborazione ed impegno politico, intende difendere i diritti di tutti gli animali. Non per questo siamo un partito anti-specista e porteremo avanti una battaglia di civiltà in tutti i comparti della società poiché la questione animali coinvolge settori come economia, politica, cultura e mentalità “.
Come partito politico, nello specifico, quali sono gli obiettivi che vi proponete e come avete intenzione di raggiungerli, in sostanza qual è il programma di “ Rivoluzione Animalista”. “Il nostro programma è molto vasto e gli obiettivi davvero numerosi. Tra le priorità senz’altro la creazione di un Testo Unico di legge che tuteli in maniera assoluta gli animali preservandone i loro diritti con l’applicazione di pene più severe; controlli serrati nei luoghi di macellazione per l’osservanza del regolamento comunitario e negli allevamenti intensivi affinché non venga provocato agli animali dolore, sofferenze o lesioni; interventi per ciò che concerne la sperimentazione animale a prescindere da quella farmaceutica già ampiamente discussa per l’inutilità di esperimenti su soggetti che presentano reazioni diverse a seconda della specie. Inoltre, stiamo lavorando affinché si ponga fine ai combattimenti clandestini e al traffico illegale degli animali dall’estero. E vogliamo l’introduzione della figura del veterinario di famiglia, come medico di famiglia, convenzionato con le ASL, al fine di avere un riferimento medico gratuito e/o convenzionato per i nostri animali in caso di malattia. Siamo dell’opinione infatti che gli animali sono esseri senzienti e non “beni mobili”, come è attualmente nel nostro Paese”.
Io sono Siciliana, amo la mia terra, ma provo un’infinita rabbia perché, in questa isola meravigliosa, il randagismo, l’abbandono ed i maltrattamenti sono all’ordine del giorno. Voi come partito animalista come intendete agire? “Noi stiamo rivolgendo particolare attenzione al territorio siciliano, dove il randagismo e i maltrattamenti nei riguardi degli animali sono due piaghe che le istituzioni non riescono a debellare. E’ chiaro che il problema è anche e soprattutto politico e istituzionale: le istituzioni competenti, dai Comuni alla Regione Siciliana, mancano di una programmazione seria e di politiche attente a contrastare questi fenomeni. In Sicilia siamo anche intervenuti per denunciare la critica situazione dei canili comunali, come accaduto a Castelvetrano”.
L’ultima stima del 2017 rivela circa 70.000 cani randagi in tutta l’isola. Un numero elevatissimo. Pensa che in Sicilia sia un problema di mancanza di cultura e rispetto verso gli animali o il problema è a livello istituzionale, cioè della Regione Siciliana che non riesce a contenere il fenomeno del randagismo? “E’ un problema sì culturale ma, come le dicevo poc’anzi, devono essere prima di tutto le istituzioni a educare i propri cittadini, a sensibilizzarli sul tema animale, e a far capire loro che esistono delle leggi da rispettare. Altro tema poi sono le leggi e le normative fatte bene, cosa che la giunta Musumeci non sta facendo…”
A cosa si riferisce in particolare? Mi è giunta voce che incontrerà a presto il Presidente Nello Musumeci? Cosa si aspetta da questo incontro e che cosa vorrà proporgli, se non sono indiscreta? “Guardi, partendo dal presupposto che è totalmente inutile promulgare nuove leggi quando le precedenti non hanno mai trovato applicazione, a prevenzione al randagismo, così come prevista nella normativa regionale siciliana del 2000, avrebbe portato gli stessi risultati che si possono riscontrare nelle regioni del Nord-Italia soltanto se fosse stata applicata. Quello che è mancato è la volontà. Anzi, la giunta Musumeci ha preferito approvare nuove linee guida per il contrasto del randagismo: un documento che Rivoluzione Animalista boccia su tutta la linea, reputandolo una vera e propria dichiarazione di guerra a chi ama gli animali, poiché taglia fuori la preziosa azione dei volontari. Questo avremmo voluto dire al presidente Musumeci ma sono quattro mesi che ci snobba, nonostante una richiesta di incontro ufficiale. Per questa ragione, abbiamo deciso di dare un ultimatum istituzionale alla Regione Sicilia: siccome consideriamo inammissibile che un presidente di Regione non riceva il segretario nazionale di un partito, se questo silenzio si perpetrerà, Rivoluzione Animalista organizzerà un sit-in di protesta sotto la sede di giunta regionale, a Palermo
Ma veniamo al simbolo del partito. Come nasce “Rivoluzione animalista”? “E’ stato assolutamente naturale attribuire questo nome al nostro partito. A mio giudizio, l’animalismo è una battaglia specifica che supera gli steccati ideologici e politici classici, senza alcun timore di doverlo dire ma che dobbiamo rivendicare con forza non nascondendo che la rivoluzione animalista è la parte più estremista dell’animalismo: sempre con fine di tutelare gli animali e con gli strumenti che la democrazia e l’ordinamento ci mettono a disposizione. Chi lotta attivamente studiando strategie per combattere lo sfruttamento degli animali, la rivoluzione la sta già facendo. Ed ecco la necessità di portare avanti più battaglie contestualmente che investano più settori partendo da quello economico/politico, unirci e trarre iniziative comuni contro chi sfrutta gli animali, li maltratta, li abbandona, li uccide, li usa per i combattimenti clandestini, li usa per traffici illeciti, per eventi agonistici per dimostrare quindi che siamo tantissimi e compatti”.
Il partito è giovane. Chi volesse aderire a questo progetto come e cosa dovrà fare? “Devo ammettere che stiamo riscontrando grande entusiasmo al nostro progetto tanto da aver già definito una squadra competente e forte, con coordinatori regionali, provinciali, e comunali, in tutte le regioni italiane: dalla Sicilia al Piemonte. E siamo felici di accogliere nuove adesioni: per chi volesse aderire attivamente sul territorio e/o volesse sottoscrivere la tessera del nostro partito, sono a disposizione i nostri canali social, facebook e instagram, e il nostro sito www.rivoluzioneanimalista.it. Vi aspettiamo a braccia aperte, tutti insieme per la tutela dei diritti animali”.

Agrigento nel bel mezzo della Sagra del Mandorlo in fiore si ritrova ancora una volta zavorrata  da una non ottimale organizzazione palesata dalla scarsa affluenza di turisti in città. La situazione appare ancor più desolante se confrontiamo due eventi geograficamente vicini ricadenti negli stessi giorni. Ovvero: il riuscitissimo Carnevale di Sciacca e il nostro Mandorlo in fiore caratterizzato da divieti, controdivieti e controversie varie“.

Inizia così la nota stampa del Capogruppo della Lega ad Agrigento, Nuccia Palermo, che entra a gamba tesa sull’organizzazione del Mandorlo in fiore soffermandosi anche sulla querelle delle ultime ore tra stampa ed Ente Parco.

” Con un plafond di circa 450 mila euro,  la Città di Agrigento, che ricordiamo essere la Città della Valle dei Templi, avrebbe dovuto godere di tutta una serie di attività correlate all’evento capaci di pubblicizzare il nostro territorio e creare indotto ed invece, il nulla. Oggi – scrive ancora Nuccia Palermo – veniamo a conoscenza di un’ennesima novità: 28mila euro per la pubblicità della manifestazione le cui regole di attribuzione non sembrano chiare e parlando di soldi pubblici la trasparenza diviene d’obbligo”.

“Agrigento e la Valle dei Templi sono la stessa cosa e quindi – incalza il Capogruppo leghista – gli agrigentini hanno il diritto di conoscere i criteri secondo i quali vengono spese le cifre destinate all’evento. Tengo a sottolineare che la Valle dei Templi deve essere una risorsa per la città e per i suoi abitanti “.

Comunichiamo da subito che cercheremo di capirne di più sulla questione  – conclude Nuccia Palermo – per ristabilire il sacrosanto principio secondo il quale la Sagra non può e non deve essere vista come possibilità di lucro per pochi ma deve essere restituita ai suoi  agrigentini. Non posso e non voglio pensare che ci siano in merito liste di proscrizione nel mondo del giornalismo e della comunicazione ancor di più se consideriamo che la normativa vigente ha come elemento essenziale la trasparenza e le pari opportunità nei confronti di chicchessìa”.

Sull’ incresciosa vicenda relativa ai soldi distribuiti dal direttore del Parco Archeologico, Giuseppe Parello,  in merito alla pubblicazione pubblicitaria interviene il rappresentante del Movimento Mani Libere, Giuseppe Di Rosa, con una nota: ”

Eccellentissimo Signor Procuratore della Repubblica di Agrigento, mi pregio segnalare in una PUBBLICA PIAZZA quale è considerata oggi FACEBOOK alla sua autorevole persona quanto affermato dai giornalisti Lelio Castaldo,          e Antonello Pace poiché a mio modo di interpretare quanto scritto dagli stessi(non penso di essere un catastrofista) ci potrebbero essere i presupposti per aprire un fascicolo che riguardi eventuali reati dalla S.V. E dal suo ufficio riscontrati……..certo è che a questo punto le cose sono due, o ad agrigento tutto è permesso, o le leggi vengono applicate AD PERSONAM………”

Presso gli uffici della Sezione Operativa della Direzione Investigativa Antimafia di Agrigento si sono costituiti altri due indagati, accompagnati dai rispettivi legali di fiducia, coinvolti nell’operazione Kerkent, culminata con l’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP presso il Tribunale di Palermo nei confronti di 34 persone, ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione mafiosa, traffico di sostanze stupefacenti, detenzione abusiva di armi ed altro.

Si tratta degli agrigentini:

  • CONTINO Fabio, 39enne, già collaboratore del cognato MESSINA Giuseppe (anch’egli arrestato in quanto ritenuto il luogotenente del capo MASSIMINO Antonio), nella gestione dell’autolavaggio sito nel quartiere Villaseta ad Agrigento, base operativa e logistica dell’associazione illecita;
  • MASSIMINO Gerlando, 31enne (figlio di MASSIMINO Antonio, per come emerso dalle indagini, riconosciuto il capo della famiglia mafiosa di Agrigento/Villaseta e dell’associazione dedita al traffico e spaccio di stupefacenti).

CONTINO e MESSINA sono indagati per aver fatto parte dell’associazione illecita dedita al traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, aggravata dal metodo mafioso.   

Analogamente, presso la Stazione Carabinieri di Briatico (VV) si è costituito il calabrese MANDARADONI Domenico, 31enne, di Francica (VV), ritenuto responsabile di concorso nell’associazione illecita dedita al traffico e spaccio di stupefacenti, col compito di corriere della droga. Lo stesso, dopo la notifica dell’ordinanza e l’arresto espletati da personale della Sezione Operativa D.I.A. di Catanzaro e dai Carabinieri della Stazione di Briatico, è stato associato presso la Casa Circondariale di Vibo Valentia.  

Con i tre arresti può definirsi conclusa la fase dell’operazione Kerkent sotto il profilo dell’esecuzione dei provvedimenti restrittivi emessi dall’Autorità Giudiziaria.