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Nel corso della giornata di ieri, personale dell’U.P.G.S.P., durante il servizio di vigilanza e controllo del territorio, interveniva nel centro cittadino per identificare un gruppo di giovani stranieri che, incuranti dei divieti imposti per il contenimento del contagio, immotivatamente si stavano assembrando in una via cittadina. Due dei predetti stranieri reagivano, scagliandosi violentemente contro i due operatori intervenuti. I due cittadini stranieri, un ventottenne e un trentunenne entrambi di origine nigeriana, residenti ad Agrigento, venivano tratti in arresto in flagranza di reato per Resistenza, Violenza, Lesioni e Minaccia a P.U. in concorso tra loro. Gli arrestati, venivano accompagnati presso le rispettive abitazioni e posti agli arresti domiciliari, all’atto della convalida l’A.G. procedente disponeva l’obbligo di firma.

ATTIVITA’ POLIZIA DI PREVENZIONE:

 Nell’ambito dell’attività di “Controllo del Territorio in Provincia”, sono stati conseguiti i seguenti risultati:

 

  • Persone identificate 365
  • Persone controllate al C.E.D. 312
  • Veicoli controllati 263
  • Contravvenzioni C.d.S. 022
  • Posti di controllo 040
  • Documenti ritirati 001
  • Veicoli sequestrati 001
  • Controllo persone sottoposte a misure 092

“Atti tempestivi, concreti e risolutivi per restituire alla nostra provincia una serenità e fiducia nei confronti delle istituzioni”.  E’ quanto il sindaco, Francesco Italia ha chiesto al presidente della Regione, Nello Musumeci e all’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza nei confronti dei vertici dell’Asp. “La fiducia da parte dei cittadini è compromessa- dice il primo cittadino- Una frattura ormai insanabile”.  Il sindaco di Siracusa, Francesco Italia, dai suoi canali social ha parlato oggi pomeriggio ai cittadini.  In queste ore, specie dopo la puntata di Report di ieri sera, sotto pressione l’Asp di Siracusa ed il suo management. “Già da parecchi giorni -dice il primo cittadino. ho avuto modo di esprimere attraverso azioni e atti formali e circostanziati la mia preoccupazione per la gestione sanitaria dell’emergenza Covid in provincia di Siracusa”. “Ho formalmente richiesto il supporto, che non è stato ritenuto necessario, della Croce Rossa Militare. Indubbiamente, l’azione del gruppo di supporto da me richiesto e prontamente attivato dall’assessore Razza, si è rivelato indispensabile per l’adozione di misure idonee a mettere in sicurezza l’Umberto I. In queste ore – continua Francesco Italia – ho ripetutamente interagito con il presidente della Regione e l’assessore Razza, rinnovando loro una forte preoccupazione legata al clima di sfiducia generato dai servizi giornalistici di queste ore, per non parlare del grave danno all’immagine della città”.  Italia entra nel dettaglio delle polemiche seguite al servizio messo in onda su RaiTre nel corso di Report ieri sera. “Non ho intenzione di fare processi sommari-premette il sindaco- Ci sono dei procedimenti in corso . Saranno le autorità giudiziarie a stabilire se qualcuno ha sbagliato. Avevamo fatto un appello nel 2018 a tutte le forze possibile per chiedere un’accelerazione per realizzare un ospedale nuovo ed efficiente. Mi fa impressione sentire che improvvisamente qualcuno solo oggi si sveglia e si accorge che le cose a Siracusa non stanno funzionando. Le lottizzazioni della sanità sono state politiche, portate avanti da persone indegni solo in virtù di appartenenze politiche. Che adesso si cerchi, nell’emergenza, a puntare il dice contro l’uno o l’altro, lo ritengo immorale. Ci sono certamente delle responsabilità. Da tempo lo diciamo”. Italia è sicuro che “‘intervento del Covid team della regione nel territorio sia stato provvidenziale”. Il sindaco si chiede “dove fossero in tutti questi anni tutti quelli che oggi puntano il dito”. Italia , dopo avere sentito oggi Musumeci, Razza e la giunta comunale parla di “un’interruzione del rapporto di fiducia dei siracusani nei confronti dei vertici dell’Asp. Una frattura ormai insanabile. Abbiamo chiesto al presidente della Regione e all’assessore di adottare atti tempestivi, concreti e risolutivi per restituire alla nostra provincia una serenità e fiducia nei confronti delle istituzioni”.

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Questo il quadro riepilogativo della situazione nell’Isola, aggiornato alle ore 17 di oggi (martedì 7 aprile), in merito all’emergenza Coronavirus, così come comunicato dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.
Dall’inizio dei controlli, i tamponi effettuati sono stati 24.857 (+1.393 rispetto a ieri).
Di questi sono risultati positivi 2.097 (+51), mentre, attualmente, sono ancora contagiate 1.859 persone (+44), 113 sono guarite (+5) e 125 decedute (+2).
Degli attuali 1.859 positivi, 635 pazienti (-2) sono ricoverati – di cui 73 in terapia intensiva (-1) – mentre 1.224 (+46) sono in isolamento domiciliare.

Con una lettera indirizzata al Ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, al Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte e per conoscenza al Presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, il Sindaco di Messina, on. Cateno De Luca ha precisato dei punti, a seguito delle risposte mai ricevuti dai diretti interessati, in merito alla Renault 4 con a bordo i giramondo che, dalla Francia hanno attraversato tutto lo Stivale – mentre ricordiamo vigeva già il DPCM di restrizione per contenere il Covid-19 – attraversato lo Stretto e sbarcati in Sicilia.

“Ho scritto una lettera d’amore al Ministro dell’Interno – dichiara il Primo cittadino – per informarla che ieri pomeriggio, Vincenzo Marino, il mio collega sindaco di Mazzarino, in provincia di Caltanissetta – oltre a pubblicare sui social un video di denuncia – mi ha chiamato per informarmi che la Renault 4, sulla quale una comitiva di artisti di strada sta attraversando la Sicilia in lungo e in largo, era giunta nel nisseno, senza alcuna autorizzazione istituzionale. Mi ero già occupato di questa vicenda quando la suddetta Renault 4 era stata avvistata da un autotrasportatore sull’autostrada Salerno-Reggio Calabria ed era stata ripresa in un filmato che, in poche ore, aveva fatto il giro del web, destando clamore, sorpresa e anche una comprensibile rabbia da parte di chi stava già affrontando le restrizioni della quarantena e si sentiva preso in giro da una così palese violazione di ogni disposizione di legge. Infatti, alla domanda del Sindaco Vincenzo Longo, sul perché della loro presenza a Mazzarino, i viaggiatori hanno semplicemente risposto di essersi messi in viaggio perché ad Aci Trezza – dove si erano fermati – vivevano in 8 in una stanza e non avendo di che cosa nutrirsi, avevano deciso di spostarsi, affermando di essere stati autorizzati a tale spostamento. La circostanza ovviamente non corrispondeva al vero e al Sindaco del Comune di Mazzarino non è rimasto altro da fare se non identificarli, denunciarli, trovare loro un posto dove obbligarli a trascorrere il periodo di isolamento, facendosi altresì carico di fargli eseguire il test tampone e provvedere al vitto ed alloggio per tutta la durata dell’isolamento”.

 

“In poche parole – continua il Sindaco Peloritano – ecco dimostrata per l’ennesima volta l’assoluta fallacia di un sistema di controlli da voi architettato che è valido solo sulla carta. Persone che entrano in Sicilia e si spostano da un Comune all’altro, esponendo le comunità locali ai rischi di un contagio esponenziale e che costituiscono un problema solo per le massime autorità locali di sanità, i Sindaci, che poi, una volta che se li trovano nel loro territorio, sono costretti a trovare le soluzioni per tutelare la collettività e fare applicare delle disposizioni che, come è ormai dimostrato, sono prive di misure per assicurare la loro concreta attuazione. Avevo già denunciato la totale irregolarità delle prassi con le quali avviene il trasporto dei passeggeri sullo Stretto e per la mia intemperanza, motivata dalla constatazione di una perdurante mancanza di attenzione verso il Sud e la Sicilia, il Ministro degli Interni mi ha denunciato per vilipendio”.

“Ho atteso per oltre una settimana che il Governo si pronunciasse sull’unica soluzione in grado di arginare il flusso incontrollato di passeggeri – aggiunge il Primo cittadino – senza ricevere neanche un formale diniego, scontrandomi con la sorda indifferenza da parte delle Istituzioni. Non mi era più consentito attendere oltre, ed è per questo che il 5 aprile ho emesso l’Ordinanza n. 105 con la quale ho istituito ed attivato la banca dati per la registrazione on-line dei passeggeri che attraversano lo Stretto di Messina “Si passa a condizione”. Dopo due giorni di intensa attività per la verifica delle numerosissime domande di registrazione pervenute sia dai pendolari che dai viaggiatori occasionali, domani il sistema dei controlli previsto nella detta Ordinanza entrerà in vigore e consentirà finalmente ai Sindaci dei Comuni della Sicilia di conoscere, con congruo anticipo, chi sta arrivando nei loro territori e dove trascorrerà il periodo di isolamento, evitando che si ripetano situazioni paradossali come quella che ieri ha vissuto lo stesso Sindaco del Comune di Mazzarino”

“Almeno una richiesta però vorrei che fosse presa in considerazione dai diretti interessati – conclude De Luca. Signora Ministro, non mi mi permetto più neanche di lasciarle sfoderare l’eventuale ultimo residuo di bon ton istituzionale che le sarà rimasto per garantire agli italiani un bel regalo pasquale: le sue dimissioni da Ministro dell’Interno. Signor Presidente della Regione Siciliana, le rammento che dei Ponzio Pilato, la storia dell’umanità ne è costellata, e spero che lei non contribuisca ad accrescere ulteriormente tale parte del firmamento. Signor Presidente del Consiglio dei Ministri, quando avrà capito almeno il senso pratico dell’amministrazione di un condominio, mi chiami al suo cospetto, sarò lieto di farle da aiuto inserviente”.

Cinquemila mascherine per la protezione individuale sono state donate ai cittadini di Lampedusa e Linosa dalla società cooperativa Nova Facility di Treviso: saranno distribuite gratuitamente dal Comune.
“Si tratta di strumenti fondamentali, a volte difficili da reperire, per fronteggiare l’emergenza Coronavirus – dice il sindaco Totò Martello – ringrazio il presidente della Nova Facility, Gian Lorenzo Marinese, per questo gesto di concreta solidarietà nei confronti della nostra comunità”.

“Ci siamo attivati per distribuirle direttamente a chi ancora non ne possiede o ne ha comunque bisogno – aggiunge Martello – in ogni caso possono le mascherine essere ritirate gratuitamente nei locali del Comune, in via Vittorio Emanuele, negli orari di apertura al pubblico degli uffici”.

“Oggi presenterò un’interrogazione al Ministro della Salute per chiedere l’immediata rimozione del direttore generale dell’Asp di Siracusa, Salvatore Ficarra, per i gravissimi fatti e comportamenti relativi alla gestione dell’emergenza Covid-19, alcuni dei quali avevamo segnalato in precedenza, poi aggravati da quanto emerso nell’inchiesta di Report andata in onda ieri sera. In Sicilia i cittadini hanno diritto a un sistema sanitario all’altezza, in grado di fronteggiare una crisi epidemiologica come questa e pare del tutto evidente che a Siracusa questo compito non possa essere affidato al direttore generale Ficarra.”
Lo afferma in una nota Fausto Raciti, deputato del Partito democratico.

“Consentire alle  attività di produzione di cibo da asporto di svolgere il servizio a domicilio anche nella giornata di domenica, solennità di Pasqua”. E’ la richiesta che CNA Agroalimentare Sicilia ha indirizzato al Presidente della Regione, Nello Musumeci, e all’Assessore alle Attività Produttive, Mimmo Turano. “Ci sembra opportuno e doveroso avanzare questa proposta – affermano il presidente Michelangelo Latino e il segretario Tindaro Germanelli – per potere ridare un pò  di ossigeno ai titolari o gestori di ristoranti, gastronomie,  pizzerie, focaccerie, rosticcerie che, al pari di altri operatori economici, stanno vivendo una profonda crisi legata agli effetti devastanti generati dalla pandemia. Fermo restando la salvaguardia della sicurezza pubblica,  che resta l’obiettivo primario, tutto dovrà essere articolato nella piena osservanza delle misure restrittive previste nelle disposizioni governative, finalizzate a contenere e contrastare la diffusione del coronavirus. Dunque, servizio garantito esclusivamente  con modalità a domicilio, così come avviene regolarmente durante i giorni feriali, tranne per la domenica in riferimento al territorio regionale. Ed è proprio su questo specifico aspetto che  chiediamo  al Governatore Musumeci di intervenire, di applicare una deroga alla propria ordinanza.  Dovrà fare una eccezione limitatamente al 12 aprile, in occasione della festa di Pasqua, per permettere appunto agli operatori del settore di lavorare.  In questo modo – sottolineano Latino e Germanelli – si  raggiungerebbe un duplice obiettivo: favorire la permanenza a casa della popolazione, evitando possibili assembramenti nei pressi dei punti vendita, e consentire ad artigiani e commercianti del comparto di vendere i loro prodotti e garantirsi un provvidenziale ristoro economico in questa drammatica fase emergenziale. Occorre tenere conto, ad esempio, che la Sicilia è la regione d’Italia con il maggior numero di imprese attive  nel settore del dolciario, tra produzione e commercio all’ingrosso e dettaglio. La percentuale si attesta sul 15,5% rispetto al dato nazionale”. Inoltre  CNA Agroalimentare Sicilia  si è fatta promotrice di un’altra iniziativa, per la quale viene chiamata in causa l’Assessore alle Autonomie Locali, Bernardette Grasso. “Rispetto all’utilizzo dei buoni spesa distribuiti dai  Comuni, destinati alle fasce sociali più bisognose in attuazione delle misure urgenti di solidarietà alimentare e in ottemperanza a quanto disposto dal capo  Dipartimento della Protezione Civile con propria ordinanza – concludono Latino e Germanelli – facciamo appello al governo regionale affinché nei bandi e nelle manifestazioni di interesse, pubblicati dai sindaci, vengano individuati  anche gli operatori delle attività di produzione di cibi da asporto. Una linea di inclusione che richiede l’emanazione di una circolare di indirizzo, valevole per il  territorio regionale, al fine di non escludere una cosi ampia categoria di imprenditori e produttori dalla possibilità di essere tra i destinatari delle cessioni dei buoni alimentari”.

“Siracusa era deserta quando realizzavamo il servizio andato in onda su Report e questo ci dice che i cittadini stanno facendo la propria parte, ho visto regole che vengono rispettate e la risposta che meritano i siracusani è che la sanità ci sia”. Claudia Di Pasquale è la giornalista di Report che ha realizzato il servizio andato in onda ieri sera. Questa mattina su FMITALIA ha raccontato le sue impressioni, il “dietro le quinte” di quanto poi ricostruito in tv. “I medici e gli operatori sanitari non devono avere paura- ha detto la giornalista di Report – mentre svolgono  il loro lavoro. Il servizio è nato dalla notizia della morte del direttore del parco archeologico, Calogero Rizzuto. Mentre ci trovavamo a Siracusa per questo motivo, sono accadute diverse cose inaspettate: il primario del Pronto Soccorso positivo al Coronavirus, gli altri contagiati nella struttura ospedaliera, l’incontro convocato d’urgenza in prefettura con l’assessore regionale, Ruggero Razza. Fatti che inevitabilmente ci hanno portati ad approfondire”. Claudia Di Pasquale, insieme ai colleghi della troupe, ha incontrato numerose persone nei giorni in cui ha realizzato il servizio a Siracusa. “Il problema principale emerso è quello dei tamponi che spesso non vengono effettuati- dice- che si perdono o che vanno ripetuti anche tre volte. Occorre però sottolineare che in tanti mi hanno raccontato di medici bravissimi. E’ chiaro, però, che vadano messi nelle condizioni di poter operare bene, perchè le problematiche emerse sull’altro fronte hanno evidenziato delle possibili carenze”. Dell’intervista al direttore generale dell’Asp, Salvatore Lucio Ficarra, che ha colpito l’opinione pubblica per l’atteggiamento tenuto di fronte alle telecamere, la giornalista di Report racconta il senso, l’obiettivo. “Abbiamo tentato di mantenere un equilibrio, la speranza è quella di essere riusciti ad aprire uno squarcio. Tutto il resto, non spetta a me giudicarlo”.

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Accolta dalla Corte d’Appello di Palermo la richiesta di risarcimento per ingiusta detenzione presentata da Bruno Contrada, ex numero due del Sisde, condannato a 10 anni per concorso esterno in associazione mafiosa. A Contrada, difeso dall’avvocato Stefano Giordano, sono stati liquidati 670mila euro. La condanna dell’ex poliziotto venne giudicata illegittima dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo e dalla Cassazione.

Contrada, 88 anni e mezzo, è stato arrestato nel Natale 1992 e ha trascorso 4 anni e mezzo in carcere e 3 anni e mezzo ai domiciliari. Due anni gli sono stati condonati per buona condotta.

“Danni subiti sono irreparabili”Dopo aver appreso la decisione della Corte di appello, l’ex dirigente generale della polizia ha affermato: “I danni che io, la mia famiglia, la mia storia personale, abbiamo subito sono irreparabili e non c’è risarcimento che valga. Io campo con 10 euro al giorno. Stare chiuso per il coronavirus non mi pesa: sono stato recluso 8 anni”.

“Il denaro – ha detto – non può risarcire i danni che ho subito in 28 anni. Quando nel 2017 la Cassazione ha recepito la sentenza della corte europea per i diritti dell’uomo, confortata dalla decisione della grande Camera di Strasburgo dove 17 giudici hanno dichiarato inammissibile il ricorso dell’Italia ho provato un momento di gratificazione. L’Europa riconosceva la mia sventura umana e giudiziaria. Ma io provavo sofferenza solo a leggere i documenti di quella causa che cominciava con ‘Bruno Contrada contro l’Italia”.

“Ho vissuto fin da piccolo col valore altissimo della Patria, l’Italia, e dello Stato – ha proseguito -. Solo per questo avrei diritto a un risarcimento solo perché hanno distrutto le certezze e i valori in cui ho creduto una vita. Per me indossare la divisa da ufficiale dei bersaglieri a 22 anni, e poi quella della polizia di Stato fino a diventare dirigente generale, era tutto. Anche in carcere applicavo quei valori comportandomi bene e rendendomi utile con i consigli e l’esempio per i compagni di detenzione”.

Solo oggi è stata aperta l’Area Triage dell’ospedale di Sciacca. E’ stata una corsa contro il tempo, era stata annunciata per ieri, lunedi, ma i lavori non erano ancora completati. Ora pronto quel primo step del percorso Covid all’ospedale Giovanni paolo II di Sciacca.

L’Area Triage è in sostanza un filtro per esaminare i pazienti per verificare l’eventuale contagio COVID prima dell’ingresso nella struttura ospedaliera. Tale spazio servirà per una prima presa in carico di pazienti per accertamenti così da evitare rischi di contagio con utenti già ricoverati o all’interno della struttura in attesa di controlli.

Già dotata di strumenti quali monitor, ventilatori polmonari, lettini, DPI e tutte le strumentazioni idonee, che continueranno ad arrivare affinché la struttura possa sempre essere operativa al 100%. La Protezione Civile ha donato 5 ventilatori polmonari per terapia intensiva a pressione negativa che verranno collaudati nelle ultime verifiche.

Ideati inoltre percorsi diversificati così che non ci sia commistione tra pazienti; sono stati chiusi varchi per separare la tenda per una prima valutazione, l’Area triage e il Pronto Soccorso dell’Ospedale.

L’Area Triage è composta: due stanze in isolamento di cui una dedicata a pazienti pediatrici o soggetti con grave rischio positività e in attesa di accertamento, una stanza con due postazioni distanziate tra loro, tre box isolamento a pressione negativa, di cui una per pazienti cardiologici e due per sospetti positivi in attesa tampone. Nessuna ulteriore notizie sui posti letto di degenda previsti sempre all’ospedale di Sciacca, dove per fortuna fino ad oggi non ci sono state emergenza e necessità di ricovero.