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Otto Marzo, auguri a Maria picchiata dal marito
Otto Marzo. Auguri a tutte le donne, in particolare a Maria picchiata dal marito, ad Anna discriminata sul lavoro, caduta in depressione e licenziata, a Sara vittima di stalking, ad Antonella tutti i giorni a confrontarsi per non far mancare nulla alla famiglia.
Auguri a tutte le donne che piangono in silenzio e nel silenzio sfogano la loro disperazione. A quelle tutto il giorno chiuse in casa, a pulire e cucinare e per molte di loro ci sono anche le botte.
Auguri per un mondo diverso con al centro le donne così come è nei fatti, sono le nostre madri, le nostre sorelle, mogli e figlie, mentre è facile constatare giornalmente che l’essere donna  è di per sé una discriminazione.
Madri, sorelle, mogli e figlie alle quali gridare “non esitate a denunciare”, questo è l’unico modo per liberarsi.
Diffuso nel nostro territorio e lo stalking, molte non lo denunciano, altre prima denunciano e poi ritirano la denuncia, sbagliando. Con questa specie di animali non ci si accorda, non smetteranno di tormentare la vita alle loro vittime. E se lo faranno, caleranno le loro attenzione su altre donne.
Allo stesso modo, il silenzio e il tempo non risolvono il problema di vivere accanto ad un violento.
Lascio concludere a William Shakespeare “La donna uscì dalla costola dell’uomo, non dai piedi per essere calpestata, non dalla testa per essere superiore ma dal lato, per essere uguale, sotto il braccio per essere protetta, accanto al cuore per essere amata”.
Auguri a tutte le donne.
 
Franco Pullara

Progetto Girgenti, si riparte dal via. Il finanziamento è salvo, ma Agrigento potrebbe non vedere cantieri aperti prima della fine del 2020. I Comuni beneficiari del finanziamento del cosiddetto Bando Periferie reclamano correttivi per poter procedere più velocemente. In un certo senso tutto il lavoro svolto fino al 2017 subisce un freno. La corsa avviata nel 2016 per non perdere questa grande opportunità è stata inutile. Il Comune ha inviato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri il testo della nuova convenzione per il finanziamento del progetto Girgenti, che modifica quella firmata il dicembre del 2017 davanti al presidente Gentiloni. La Giunta presieduta dal sindaco di Agrigento, Lillo Firetto, con delibera ha sostanzialmente dovuto procedere a una rimodulazione, secondo quanto previsto dal decreto del Governo Conte, convertito in legge nel 2018, di tempi, condizioni e modalità di erogazione dei finanziamenti del cosiddetto bando Periferie. Si tratta complessivamente di 15 milioni e 800 mila euro, che già avrebbero dovuto tradursi in cantieri:  un programma di investimenti a lungo termine che coinvolge anche i privati in un processo di sviluppo turistico, culturale, sociale ed economico della città.  

“Da un lato è un traguardo che si conferma – dichiara il sindaco Lillo Firetto – e che sembrava del tutto sfumato. La dichiarata sospensione di finanziamenti da parte del Governo Conte ci aveva messo in allarme. La battaglia condotta dai Sindaci con l’ANCI ha permesso di trovare un’intesa e restituire ad Agrigento quanto impropriamente era stato tolto dal Governo, stoppando di fatto, con compiacimento di ampi settori del Parlamento, tutta una serie di investimenti in aree degradate di tutta Italia.  Ma si ritarderà l’avvio dei primi cantieri. I finanziamenti sono salvi. Ma con una serie di cavilli che di fatto impediscono di procedere celermente facendo perdere altro tempo prezioso.  Il Bando per le periferie risale infatti al 2016. È stato il cardine fondamentale attorno a cui enti, istituzioni, associazioni, ordini professionali, università, imprenditori e giovani e volontari hanno ripensato intere aree abbandonate della città:  interventi di sicurezza sociale, di recupero urbanistico, architettonico, di interconnessione modale, mobilità dolce e servizi sharing; una visione condivisa e partecipata del recupero delle aree più abbandonate e degradate per complessivi 33 milioni di euro. Agrigento ha compiuto questo passo, come non era mai accaduto.  Neanche in occasione della famigerata legge 70 del 1976 per Agrigento che aveva destinato 25 miliardi di lire. Allora, l’amministrazione non fu in grado di produrre una sola idea progettuale e perse tutto. Ora soffia un vento che ci fa ripiombare ai tempi di uno strategico immobilismo che ingessa ancor più le amministrazioni comunali, già in crisi asfittica, rendendo ancor più impossibile governare, garantire servizi e attuare strategie di sviluppo. La convenzione – conclude il sindaco – , come se non bastasse il ritardo nel finanziamento, presenta capziosità che, più che guardare alla qualità e al merito dell’attuazione del programma di riqualificazione, sembra individuare peripezie per allontanare il più possibile l’erogazione del finanziamento, che peraltro è condizionato all’anticipazione da parte del Comune di un 20 per cento, pena la perdita delle risorse. Peggio di cosi! I Comuni stanno annunciando un’azione per richiedere correttivi se non, quanto meno, delle integrazioni che consentano di portare avanti il progetto.”

Il sindacato Confael Sicilia nell’interesse dei cittadini, utenti, operatori e lavoratori, non intende  restare distante dal comune sentire dell’opinione pubblica come anche degli addetti ai lavori  sul più generale tema del Turismo e sulle relative refluenze.  Il terreno su cui purtroppo ogni anno si muove  la polemica  sulla  Sagra del Mandorlo in Fiore, è diventato pericolosamente scivoloso per chi lo percorre  senza curarsi, come, quando e perché  tale polemica si alimenta sopra ogni ragionevole comprensione. 

Non appare per nulla casuale, ad avviso della Confael Sicilia,  l’intervento  deciso dell’Assessore Regionale al Turismo Tusa  che  anticipa  la notizia del rinnovo entro i prossimi 10 giorni dei vertici del Consiglio del Parco.

Ci auguriamo ovviamente che tale rinnovo  sia foriero non della logica della rigorosa appartenenza politica ( come è sempre sin qui avvenuto) , ma bensì della competenza. Caratteristiche queste che crediamo valga applicare anche alla prossima Presidenza e direzione del Parco. 

Ad avviso della Confael va ripensato da cima a fondo il  ruolo del Comune di Agrigento all’interno della vita politico gestionale dell’Ente Parco. In ogni caso  ad oggi l’Amministrazione Comunale, l’Ente Parco,  le associazioni di categoria,  la stampa,   non possono, durante la sagra,  ritrovarsi  in piazza a criticare senza avere provato a monte a comunicare, concertare, proporre.  Indubbiamente la Sagra del Mandorlo va valorizzata  nel pieno rispetto delle tradizioni, consuetudini, usi e costumi.

Non è un bel vedere  la critica mossa sulla gestione dei fondi per la pubblicità e la promozione  a mezzo stampa.   Si può discutere, com’è giusto che sia, della misura,  ma non si può escludere nessuna categoria  riguardo l’informazione, la promozione e la pubblicità.

Sul Parco archeologico,  si può  essere o meno d’accordo sull’autonomia gestionale dello stesso,  ma va dato atto all’Ente,  di avere reso la Valle dei Templi il vero volano del turismo  non di Agrigento e della Provincia, ma  dell’intera Sicilia . Detto questo, per  l’importanza assunta dal settore  turistico per l’economia ed il lavoro, come anche per l’enormità delle risorse economiche sempre in costante aumento, di cui dispone il Parco,  è necessario ed opportuno investire  un’ampia disponibilità di risorse alla voce promozione,  pubblicità, informazione. Con criteri di assoluta trasparenza, ma anche di adeguata, motivata e logica  ripartizione.

Su quest’ultima ovviamente va adottato un criterio divisivo per tipologia di informazione: giornali, siti internet, emittenti televisive, pubblicità varia. Qui non può essere  in gioco di certo la  logica dell’appartenenza a categorie ben definite.

L’Ente Parco  non può non prendere atto che la polemica sulle modalità di gestione delle nel rapporto più in generale con l’informazione evidentemente sconta una non comprensibile logica.  Nel senso che , per le considerazioni sopra espresse, l’Ente che registra entrate per milioni di euro, non può ne deve permettersi anche un solo accenno di polemica durante il periodo nel quale bisognerebbe esaltare la sagra, le sue tradizioni, l’importanza  ed il valore che essa assume per gli agrigentini e per gli amanti delle tradizioni e del Folklore.

 

“Che Qualcosa non funzionasse lo si era capito da tempo. Tra dieci giorni il rinnovo del consiglio di amministrazione dell’ Ente Parco della Valle dei Templi”. 

Queste le parole di oggi di Nuccia Palermo, dopo meno di 24 ore dal primo intervento a gamba tesa della stessa esponente leghista agrigentina relativamente alle querelle con al centro l’Ente Parco. 

“Ora attendiamo la nomina del nuovo CDA- conclude Nuccia Palermo – sperando che le figure individuate rispettino esclusivamente criteri di competenza e di merito e, soprattutto, sperando che il nuovo Consiglio di Amministrazione dell’Ente Parco lavori nella prospettiva, da sempre auspicata dagli agrigentini, di integrare le due entità (Valle dei Templi e città di Agrigento) in modo che entrambe ne traggano beneficio.”

Progredisce senza soluzione di continuità il trend virtuoso che, nell’arco di questi ultimi anni, ha consentito nella provincia di Agrigento di ottenere una maggiore e tempestiva identificazione di tumori della mammella in fase precoce, quindi maggiormente “aggredibili” dalle cure con conseguente innalzamento delle possibilità di guarigione. L’Azienda Sanitaria Provinciale di Agrigento, nell’intento primario di assicurare un servizio continuo e capillare su tutto il territorio provinciale, ha infatti recentemente sottoscritto un’importante convenzione con l’ASP di Catania assicurandosi le prestazioni di lettura mammografica, da remoto, da parte di due radiologi dell’Azienda catanese.  L’accordo tra le ASP nasce dall’esigenza di non contrarre le azioni di screening già avviate nelle more che il personale medico agrigentino acquisisca a breve, al pari di quanto già in possesso dei colleghi di Catania, l’accredito del patentino previsto dalle linee guida del Gruppo Italiano Screening Mammografico (GISMa). Grazie alla sottoscrizione dell’intesa il monitoraggio proseguirà ininterrottamente sul territorio provinciale ed un nuovo ciclo di esami diagnostici è in itinere secondo un preciso calendario d’inviti recapitati a casa alla popolazione femminile di età compresa tra i 50 ed i 69 anni. Lo screening viene potenziato anche in conseguenza delle innovazioni nelle dotazioni tecnologiche già  attive presso gli ospedali ASP. A queste si aggiunge l’imminente inaugurazione del nuovo mammografo digitale di ultima generazione presso il poliambulatorio di Palma di Montechiaro in grado di garantire gli esami diagnostici di alta qualità anche per il comprensorio di Licata.

Evidenze scientifiche dimostrano che gli screening sono efficaci nel cambiare la storia naturale di alcuni tumori: individuare la patologia in una fase iniziale consente il trattamento con una maggiore probabilità di sconfiggere la malattia. La mammografia, per ciò che concerne il cancro alla mammella, va eseguita ogni due anni a partire dai 50 anni. L’80-90% delle donne con un tumore di piccole dimensioni e senza linfonodi colpiti può guarire definitivamente. Si tratta di una semplice radiografia delle mammelle che vengono appoggiate, una per volta, su un piano scansionate in senso orizzontale e verticale mediante una leggera compressione. La manovra dura pochi secondi ed è importantissima nell’assicurare un’eventuale diagnosi precoce. L’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento auspica la massima adesione dell’utenza nel rispondere agli inviti a sottoporsi agli esami preventivi ricordando che gli screening oncologici, in quanto LEA (livelli essenziali di assistenza), sono offerti in maniera totalmente gratuita.

Nel corso di una conferenza stampa è stato presentato il progetto, che sarà realizzato a breve, in contrada Mendolazza, nel territorio di Raffadali, di un ospedale veterinario, con annessi rifugio sanitario e rifugio ricovero. A presentare il progetto il sindaco di Raffadali Silvio Cuffaro, il presidente provinciale dell’ENPA (Ente Nazionale Protezione Animali), Alessandra Montalbano, il progettista e direttore dei lavori, l’architetto Maurizio Cobuzzi, l’assessore Giovanna Vinti che si è occupata di tutta la fase preliminare e inoltre l’imprenditore Nino Vizzì che ha fatto da tramite tra ENPA e comune, occupandosi anche della ricerca di un’area adatta allo scopo. Il sindaco Cuffaro si è detto entusiasta del progetto e ha voluto ringraziare pubblicamente l’ENPA per aver scelto Raffadali. “Noi – ha spiegato Cuffaro – come ente dovremo soltanto provvedere agli oneri di urbanizzazione e realizzare una stradella di collegamento e in cambio avremo la disponibilità perpetua di tre box che potranno ospitare dodici cani e ci consentiranno di incrementare ulteriormente la lotta al randagismo”. Alessandra Montalbano, presidente di ENPA ha voluto ringraziare il comune per la sensibilità dimostrata: “Non è un canile ma un ospedale veterinario, sarà l’unica struttura di questo rilievo da Roma in giù. Faremo una convenzione con l’Università di Messina e oltre a Veterinari ci saranno tirocinanti e la struttura sarà aperta h24 e ci sarà un’ambulanza sempre a disposizione”. Per l’assessore Giovanna Vinti sarà importante anche l’apertura verso le scuole, tendente a educare le nuove generazioni e saranno anche avviati progetti di “dog terapy”. Della struttura ha parlato il progettista Cobuzzi: “È un progetto vario e articolato, sono previste diverse strutture con il corpo centrale che volutamente è stato disegnato con una croce vettoriale, centrale simbolo dell’assistenza e della cura. Sono previste diverse camere: visita, pre-visita, sala raggi x, degenza, la sala operatoria, il cui arredo sarà finanziato dalla regione, e poi i vari box, l’area di sgambatura e altre strutture di servizio”.

 

Musica martellante, carri, piazza piena di gente che salta, tante maschere e tanto divertimento. E’ ritornata ancora una volta la magia in occasione della 33° edizione del Carnevale ravanusano. Una magia che si rinnova negli anni e che neanche la concorrenza del Carnevale delle cittadine vicine (Licata e Canicattì) è  riuscita a smorzare. Come ogni anno, dal sabato al martedì grasso, le giornate sono state animate da maschere, coriandoli, musica in piazza e carri allegorici realizzati con sapiente maestria ma soprattutto con tanta passione, quella che certamente non è mai mancata a Ravanusa, così come lo spirito gioioso e burlesco che scorre nelle vene di ogni ravanusano!

Uno spirito rimasto immutato da quel lontano 1983, quando un gruppo di amici (P.Miceli, C. La Marca, G. Aronica, L. Formica, S. Giordano, G. Valenza, M. Mangino, E. Gambino) presentarono un carro a Camastra il cui titolo era “VIVA L’ITALIA” e che, arrivato terzo in classifica, si decise di far sfilare per le vie di Ravanusa. Così ebbe inizio il carnevale ravanusano! Cioè dalla passione di alcuni amici, dalla voglia di divertirsi. E così è ancora oggi: nonostante sia l’amministrazione comunale ad organizzare la kermesse, il vero spirito e la vera grinta ce la mettono gli stessi abitanti, come suggerisce lo stesso slogan apparso per vari anni in volantini e locandine.

Ma non solo ravanusani. Ad invadere la piazza e le strade del comune agrigentino, come ogni anno, anche tantissima gente proveniente dai paesi limitrofi che sono stati letteralmente contagiati dall’allegria. A distanza di 33 anni, infatti, quello di Ravanusa è diventato certamente uno dei carnevali più belli della provincia e punto di riferimento per tanti giovani dell’hinterland.

Ancora una volta, le quattro giornate di Carnevale sono state scandite da tanti appuntamenti, anche di un certo rilievo: oltre alla classica sfilata dei carri per le vie del paese (quest’anno ben otto e tutti molto belli e curati nei minimi particolari) per ciascuna delle 4 serate è stato proposto un evento. Domenica, ad inondare di musica la piazza I Maggio, e anche di tanta nostalgia per i mitici anni ’90, c’era sul palco Dj Jump con le esibizioni live di Kim Lukas, Ledy Helen e Roby Rossini; il lunedì è stata la volta degli Alien Cut mentre il martedì ha chiuso il sipario l’ospite d’eccezione Dino Brown da M2O. Quindi anche quest’anno ospiti di fama nazionale e internazionale. Inoltre in tutte e quattro le serate si sono alternati vari dj locali: Peppe Pendolino, Valerio Sciascia, Carmelo Avarello e Vito Raia.

Quest’anno, per la gioia dei tanti amanti del ballo e del divertimento, la discoteca è durata fino a tarda notte e, dopo, i più temerari hanno continuato a ballare fino all’alba nei vari locali del centro, come d’altronde è sempre stato (come molti ricorderanno, invece, l’anno scorso la musica era stata spenta in tutte e quattro le serate alle 2:30 per ragioni di ordine pubblico). Ma la festa a Ravanusa non è durata solo quattro giorni: a precede il Carnevale, infatti, varie serate in diversi locali del paese fra cui l’ormai tradizionale Proemio Carnival al Picche Rosso che ha visto anche quest’anno la partecipazione di tantissimi giovani.

Uno dei momenti più importanti è stato, senza dubbio, quello della premiazione dei carri. Ecco la classifica: al primo posto il carro “Nettuno”, al secondo posto “Brexit mission”, sul terzo gradino del podio il “Carro degli amici”, quarto classificato il carro “Sicilia bedda”, quinto classificato “Inferno”, al sesto posto “Apocalisse digitale”, al settimo “Meraviglie dell’oceano”, ultimo posto per “Cartoons”. La premiazione si è svolta come sempre tra scroscianti applausi e urla di felicità dei vittoriosi che hanno agitato festosi la coppa sulle note di We are the champions.

In tutto questo però una nota dolente: come ogni anno (e come è prevedibile in manifestazioni del genere in cui delirio porta agli inevitabili bicchieri di troppo e alle conseguenti degenerazioni) non sono mancate risse. Da segnalare soprattutto quella dell’ultima sera, iniziata intorno alle 4:00 di notte all’interno del Whellington pub e proseguita nei pressi della chiesa Madre, e in seguito alla quale alcuni ragazzi sono finiti in ospedale con diversi danni fisici. Da precisare, a tal proposito (e spiace dirlo) che in questa circostanza le forze dell’ordine non erano presenti sul posto ed è stato necessario chiamarle; quando poi sono arrivate era praticamente già finito tutto. Ovviamente è inconcepibile che in manifestazioni di questo tipo, e soprattutto in tarda notte quando è più facile che accadano queste cose, non siano presenti forze dell’ordine pronte ad intervenire in casi di risse e disordini.

Nel complesso, comunque, la festa è riuscita benissimo, ed anzi quest’anno si è avuta quasi l’impressione di essere ritornati ai fasti di un tempo, a quegli indimenticabili livelli degli anni ’80 e ’90, che molti nostalgici ancora ricordano. Merito sicuramente dell’amministrazione comunale, e in primo luogo del sindaco Carmelo D’Angelo e dell’assessore allo spettacolo Liliana Aronica, e dell’impeccabile organizzazione; merito anche dei tanti che hanno raggiunto Ravanusa dai paesi limitrofi; ma merito soprattutto dei ravanusani che continuano a crederci e hanno reso possibile tutto questo. “Vince il carro Nettuto – ha scritto il Sindaco sul suo profilo Facebook – ma vince soprattutto la Ravanusa dei giovani e delle famiglie che hanno contribuito a realizzare una magnifica festa con la partecipazione di tante persone dei paesi limitrofi che ringrazio per averci preferito”.

Mercoledì mattina, poi, il paese si è svegliato nella “quiete dopo la tempesta” che ha reso tutti un po’ tristi di ritornare alla vita di tutti i giorni. Ma d’altronde il Carnevale è proprio questo: dimenticare per qualche giorno i pensieri quotidiani e lasciarsi andare al divertimento e alla spensieratezza, travestendosi in qualcosa che non si è nella vita reale.

Una festa antichissima che affonda le radici nei riti dionisiaci greci e nei Saturnali dell’antica Roma, ma che risulta ancora, incredibilmente, attuale. Ieri come oggi valvola di sfogo e momento di estraniazione. Ed è straordinario come Ravanusa, dopo 33 anni, riesca ad organizzare ancora un bellissimo Carnevale che non teme concorrenza.

Ilaria Greco

L’ Avv. Angela Galvano Presidente del Circolo Arci Agape di Agrigento, sabato 8 marzo alle ore 16 presso la Biblioteca Comunale “La Rocca” di Agrigento, organizza un convegno dal titolo “Donne: associazionismo e cultura”.

Interverranno: Florinda Bruccoleri ( Psicologa e scrittrice), Angela Martorana ( presidente Circolo Arci Arcobaleno di Racalmuto), Roberta Lanzalaco ( Responsabile Circolo Arcistrauss di Mussomeli) e parteciperanno: Enzo Argento ( poeta), Nilde Galiano (studentessa), Iara Elisa Gelo ( poetessa e soprano), Vincenzo Minaldi (attore di teatro), Antonella Scardino ( poetessa) .

La Galvano afferma: “ la nostra iniziativa si propone l’obiettivo di sottolineare come l’associazionismo rappresenti uno spazio libero per agire e discutere, affrontando tematiche di particolare rilievo sociale e culturale.

Oggi più che mai è fondamentale valorizzare la cultura nelle sue varie forme e promuovere lo sviluppo e la tutela dei diritti delle persona di qualsiasi genere e nazionalità, battendosi contro le discriminazioni di genere e contro l’uso improprio e degradante dell’immagine femminile, nonché favorendo un’idea non stereotipata di donne e uomini .

La Presidente continua: “Durante il convegno illustreremo, attraverso gli interventi delle nostre relatrici, i grandi risultati sociali che le donne, impegnate nell’associazionismo e nella società, riescono a produrre a vantaggio delle nostre realtà cittadine e di quanto sia, dunque, importante essere presenti sui territori per la difesa e la divulgazione dei diritti e la valorizzazione della cultura, dell’arte e della poesia”.