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Nell’ambito delle operazioni di rifacimento della segnaletica orizzontale, in città arrivano anche le nuove strisce pedonali anti-covid.
Per il momento sono presenti in via dei Pini a San Leone, ma presto come su richiesta del Sindaco Franco Miccichè, verranno realizzate anche in altre frazioni cittadine.

Le nuove strisce presentano una interruzione di 30 centimetri di zona bianca per lato, formando così una doppia corsia, per entrambi i sensi di marcia, evitando così che le persone possano urtarsi.

 

 

 

La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio l’ordinanza della Corte d’Appello di Palermo che aveva riconosciuto a Bruno Contrada, ex numero due del Sisde, il servizio segreto civile, la riparazione per ingiusta detenzione di 667 mila euro.

Contrada – che ha 89 anni – condannato per concorso esterno in associazione mafiosa, si era visto annullare la sentenza dopo la pronuncia della Corte europea dei diritti dell’uomo (Cedu) di Strasburgo, che aveva dichiarato illegittimo il verdetto italiano.

“Aspettiamo di leggere le motivazioni per un esame più approfondito, – dice il suo avvocato Stefano Giordano – ma è evidente fin d’ora che la Corte di legittimità non ha dato esecuzione alla sentenza di Strasburgo, secondo cui Contrada non andava né processato, né condannato”.

“Ora la palla passa nuovamente alla Corte d’Appello palermitana. Ma, comunque andrà a finire la vicenda, è probabile che il Contrada non vedrà mai un centesimo di quanto gli spetta, considerate la sua età e le sue condizioni di salute e la lunghezza dei tempi processuali”, conclude Giordano.

Dopo quasi dieci anni di attesa sono stati sbloccati dalla giunta regionale 18 milioni di euro per potenziare la raccolta differenziata nelle province di Palermo, Catania e Messina. Il presidente della Regione, Nello Musumeci, ha firmato l’accordo con il ministero dell’Ambiente e con il consorzio Conai che “consentirà a Palermo, Catania e Messina di incrementare la raccolta e contrastare il fenomeno delle micro-discariche e degli abbandoni irregolari di rifiuti”. Il presidente Musumeci commenta: “E’ un grande risultato che dimostra ancora una volta l’attenzione del governo regionale verso il tema della raccolta differenziata che nella nostra Isola è quasi raddoppiata in tre anni, passando dal 20 al 40 per cento. L’ipotesi di accordo risale al 2011, ma è stato siglato solo adesso grazie alla continua interlocuzione dell’assessore all’energia e servizi di pubblica utilità, Alberto Pierobon, con il ministero dell’Ambiente”

A Palermo una bambina di 10 anni è ricoverata in gravi condizioni al reparto Rianimazione dell’ospedale “Di Cristina” perché si è legata la cintura alla gola per partecipare su TikTok, uno dei social più seguiti dagli adolescenti, a Black out challenge, una prova di soffocamento estremo. E’ stata una prova che si è trasformata in tragedia. La bambina è giunta in ospedale accompagnata dai genitori in arresto cardiocircolatorio provocato da un’asfissia prolungata. Il suo cuore si sarebbe fermato per alcuni interminabili minuti prima di ricominciare a battere grazie alle manovre rianimatorie eseguite dal personale sanitario. Le sue condizioni sono molto critiche.

Al Consiglio comunale di Agrigento, il gruppo di Diventerà Bellissima, composto da Claudia Alongi e Gianni Tuttolomondo, ha avviato l’iter per istituire ad Agrigento la figura del Garante per i Diritti della Persona con Disabilità. Alongi e Tuttolomondo spiegano: “Riteniamo doveroso dotare la città di questa figura che ricopre il ruolo di mediatore istituzionale tra i cittadini con disabilità, le loro famiglie e la Pubblica Amministrazione, e ha il compito di vigilare sull’applicazione delle norme volte al superamento delle barriere architettoniche, alla tutela dei diritti civili e alla piena inclusione lavorativa e sociale delle persone disabili. Scopo di questa iniziativa consiliare è favorire fattivamente l’abbattimento di tutti gli ostacoli, siano essi architettonici o socio-culturali, che si frappongono al riconoscimento di pari dignità e opportunità, sostenendo le politiche di integrazione sociale e il miglioramento dell’autonomia personale”.

Ad Agrigento, su ordine del Tribunale, la Polizia ha arrestato ai domiciliari, con braccialetto elettronico, un uomo di 22 anni originario della Romania, allorchè ritenuto responsabile di una rapina aggravata in un’agenzia postale, la “Posta Sì”, a Canicattì, risalente al marzo del 2018, nonché di più furti, complessivamente 12, commessi in negozi o abitazioni di Canicattì. Dell’attività investigativa e dell’arresto si sono occupati i poliziotti del commissariato di Canicattì, coordinato dal vice questore Cesare Castelli, che si sono avvalsi anche dell’esame del Dna su tracce ematiche rinvenute nei luoghi dei delitti. Poi audizioni di testimoni, pedinamenti e l’esame delle immagini dei sistemi di video-sorveglianza installati nei luoghi derubati.

Sono state depositate le motivazioni per le quali i giudici della Corte d’Assise d’Appello di Caltanissetta hanno emesso sentenza di condanna degli imputati al processo “Borsellino Quater”. Tra il tanto altro, i giudici escludono, in particolare, ogni collegamento con la trattativa, e ritengono invece che la strage di via D’Amelio sia stata una vendetta di Cosa Nostra contro Paolo Borsellino del quale Cosa Nostra decretò la morte già negli anni ’80. I giudici scrivono: “La strage costata la vita al giudice Borsellino fu un tragico delitto di mafia dovuto a una ben precisa strategia del terrore adottata da Cosa Nostra. Ogni tentativo della difesa di attribuire una diversa paternità a tale insana scelta di morte non può trovare accoglimento. Cosa Nostra aveva deciso di uccidere il giudice Paolo Borsellino fin dagli anni ’80. Non sussiste alcuna prova che consente di collegare la trattativa Stato-mafia con la deliberazione della strage di Via D’Amelio”. La tesi, invece, che Borsellino sarebbe stato ucciso perché avrebbe scoperto l’esistenza della trattativa è stata sostenuta dalla Corte d’Assise di Palermo che ha celebrato il processo sul dialogo tra pezzi delle istituzioni e clan.

“La zona rossa di oggi non è più quella della scorsa primavera, ma questo lo ha deciso il governo nazionale. Noi siamo molto allarmati perché i siciliani non hanno capito la gravità del momento. E se il contagio non dovesse abbassarsi, alla fine del mese adotteremo ulteriori misure restrittive di intesa con il governo nazionale: non escludo si possa arrivare a un lockdown come quello della scorsa primavera”.

Così il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, parlando con i giornalisti. “Basta guardare le foto e filmati per osservare la indisciplina di una minoranza perché poi la stragrande maggioranza ha capito di dover rispettare le norme e le regole – ha aggiunto – siamo preoccupati: e’ chiaro che il diritto alla vita è prioritario”.

I primi testi della Procura approderanno in aula il prossimo tre di marzo, ed intanto oggi è iniziato il processo nei confronti di Michele Sammartino, il sessantenne, difeso dall’Avv. Giarratana, accusato di violenza sessuale aggravata, rinviato a giudizio lo scorso 12 ottobre, dal gup Luisa Turco.

Il sessantenne avrebbe approfittato di un’amica del figlio, rimasta sola con lui, e dopo averle versato da bere l’avrebbe denudata e palpeggiata. La ragazza aveva confermato le accuse in occasione dell’incidente probatorio davanti al gip di Agrigento, mentre il 60enne aveva sempre negato le accuse risalenti al giugno 2018

 

 

Stava provando a farla franca, la pensionata 79enne che a Lampedusa, in un terreno in contrada Terranova, stava costruendo senza alcun permesso né autorizzazione, una villa di oltre 100 metri quadrati. Ma i lavori sono stati bloccati dai Carabinieri che l’hanno denunciata con l’accusa di abusivismo.

Non sono rari episodi come questi a Lampedusa, ma questo villa era davvero spuntata dal nulla, in pochissimo tempo