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“In relazione ad un video su youtube realizzato dall’avvocato Giuseppe Arnone attraverso il quale rivolge gravi espressioni nei confronti della Procura della Repubblica di Agrigento, dichiaro quanto segue: In relazione al video pubblicato da Giuseppe Arnone sul proprio canale youtube in data 12 luglio in relazione alla vicenda Girgenti Acque, intendo pubblicamente stigmatizzare le farneticazioni profferite nei confronti della Procura della Repubblica di Agrigento da Giuseppe Arnone, che attraverso l’utilizzo di gravissime espressioni ha offeso l’operato di illustri esponenti della magistratura della quale nutro grande rispetto e continuo a riporre grande fiducia”.

Lo scrive in una nota l’ex presidente di Girgenti Acque Marco Campione.

A Favara si vivono momenti drammatici. Questa mattina un nostro operatore si è recato a Favara per comprendere da vicino a che punto è la situazione relativamente alla raccolte dei rifiuti che hanno infestato una intera comunità.

Le foto sono emblematiche e parlano da sole. La pervicacia dei dipendenti della Rti, capofila Iseda, continua imperterrita a fare i comodi propri nonostante una serie di raccomandazioni da parte dell’Asp, del Comune e di una ordinanza contingente ed immediata. Ma loro se ne fregano, vanno avanti a rilento, molto a rilento, e adesso non sappiamo cosa accadrà in vista del fatto che domani Favara diventerà un Comune a zona rossa per via del Covid 19.

Non è possibile che comandano quattro operai e nessuna dica loro nulla. C’è a repentaglio la salute pubblica. E nemmeno l’avvocato Stefano Catuara, legale non sappiamo di cosa e di chi ma sempre presente nelle riunioni della Rti, riesce a convincere gli operatori ecologici che in questa momento, invece di cazzeggiare con la salute dei cittadini favaresi, dovrebbero rimboccarsi le maniche per portare a termine un servizio che al contribuente costa migliaia e migliaia di euro l’anno. Le foto. scattate questa mattina, sono state effettuate nelle vie principali di Favara.

Tutti tranquilli, tutti sereni, ditte comprese. Invece di intimare loro di svolgere il servizio pubblico che gli spetta grazie ai milioncini di cui sopra, le ditte fanno gli gnorri. Da non sottovalutare che gli operatori ecologici svolgono una astensione arbitraria ormai da diverse settimane.

E dobbiamo vedere cosa accadrà fra pochi giorni quando gli operatori ecologici dovranno prendere il loro sacrosanto stipendio.

Dovranno prendere…

 

Hanno scritto una lettera al Prefetto, Maria Rita Cocciufa, vista la perdurante e grave situazione che si è venuta a creare attorno alla vicenda Girgenti Acque. Ecco il testo per chiedere un incontro:
“Eccellenza, a seguito dei fatti riguardanti il fallimento di Girgenti Acque e la conseguente crisi del servizio idrico che sta investendo l’intera provincia, la presente per chiedere un incontro di confronto sulla tematica. Con l’obiettivo principale di rassicurare il tessuto imprenditoriale della provincia agrigentina durante questo già difficile momento di ripartenza, si chiede di valutare la costituzione di un tavolo tecnico tra le Associazioni di categoria maggiormente rappresentative e le Istituzioni, al fine di scongiurare un’involuzione del sistema di distribuzione già precario precedentemente il momento attuale”.

Come si ricorderà, con Decreto del 1 aprile 2021, l’Assessore Regionale al Territorio e Ambiente, on.le Salvatore Cordaro, aveva approvato la Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA) sul progetto della ditta “Catanzaro Costruzioni S.r.l.” per la realizzazione di un impianto integrato di rifiuti ricadente nel territorio del Comune di Montallegro.

Il Decreto, propedeutico per il rilascio del Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale (PAUR), avrebbe consentito alla ditta “Catanzaro Costruzioni s.r.l.” di realizzare il nuovo impianto in adiacenza alla nota discarica di rifiuti sita tra i territori di Montallegro e Siculiana, in provincia di Agrigento.

Avverso il provvedimento di VIA la Pro Loco di Montallegro, presieduta da Giosuè Scalia, ha presentato ricorso al TAR Palermo, con il patrocinio degli avvocati Santo Botta e Teodoro Caldarone.

In particolare, i legali della Pro Loco hanno denunciato numerose violazioni di legge, tra le quali l’inosservanza delle garanzie procedimentali, il mancato rispetto della prescritta distanza tra l’area del progetto e il centro abitato, la mancata valutazione della sussistenza di vincoli paesaggistici insuperabili che insistono sulla fascia di territorio interessata dal progetto, nonché l’effetto cumulo con la discarica in essere ed il conseguente impatto ambientale.

Inoltre, gli avvocati Botta e Caldarone hanno formulato una istanza cautelare richiedendo al Tribunale amministrativo regionale di voler adottare le misure cautelari più idonee ad assicurare interinalmente gli effetti della decisione del ricorso, anche in vista della riunione decisoria della conferenza di servizi per il PAUR, dapprima convocata per il 29 giugno, poi da ultimo aggiornata al 26 luglio.

Al termine della fase cautelare, il TAR Palermo, sezione I, presidente dott. Ferlisi, relatore dott. Zafarana, in accoglimento della domanda cautelare formulata dai legali della ricorrente, ha ritenuto le esigenze della Pro Loco apprezzabili favorevolmente e tutelabili adeguatamente con la sollecita definizione del giudizio, fissando la discussione del merito per il 14 dicembre 2021.

Oggi è un giorno importante – afferma il presidente della Pro Loco, Giosuè Scalia – . E’ il primo passo di un cammino intrapreso solo qualche mese fa. Ringrazio il TAR per la decisione assunta, gli avvocati Botta e Caldarone per il lavoro sin qui svolto, i tecnici che ci hanno collaborato, Ing. Nino Gambino ed Arch. Giuseppe Cuffaro, i soci dell’associazione e tutti coloro che ci hanno sostenuto. Noi non arretreremo perché la battaglia per la tutela dell’ambiente a Montallegro non si ferma qui!”

Non appare evidente la connessione che collega un procedimento che ha portato condanne per corruzione utilizzando intercettazioni disposte inizialmente per altri reati. E’ questa la principale motivazione alla base dell’annullamento (senza rinvio) delle due condanne a carico del maresciallo dei carabinieri Antonio Arnese e all’avvocato Ignazio Valenza, prosciolti dalla Corte di Cassazione lo scorso maggio. La vicenda sarebbe potuto essere affrontata in un altro processo d’Appello ma i reati contestati – che risalgono a circa dieci anni addietro – sono caduti in prescrizione.

Sono otto le pagine con cui il giudice estensore della sentenza della Cassazione, Benedetto Paternò Raddusa, motiva l’annullamento delle condanne. La vicenda ruota intorno all’istituto di formazione Ecap di cui l’avvocato Valenza era presidente. Secondo l’accusa quest’ultimo, in cambio dell’assunzione della moglie del carabiniere all’istituto assistenziale Casa Amica – presieduto sempre da Valenza – avrebbe ottenuto da Arnese un controllo “morbido”. La difesa – rappresentata dagli avvocati Antonino Gaziano, Daniela Posante e Giuliano Dominici – aveva invece sostenuto che non vi fosse alcun collegamento fra l’assunzione della donna e il controllo ispettivo.

Proficua riunione al mattino di oggi a Palermo, tra il presidente della Regione, Nello Musumeci, l’assessore regionale agli Enti Locali, Marco Zambuto, l’assessore ai Servizi primari, Daniela Baglieri, il direttore generale del Dipartimento, Calogero Foti, il dirigente all’assessorato al Bilancio, Giovanni Bologna, il prefetto di Agrigento, Maria Rita Cocciufa, e le parti in causa interessate alla prosecuzione senza intoppi e difficoltà del servizio idrico nella provincia agrigentina. Come è noto, il prossimo 2 agosto scade il mandato del commissario prefettizio dell’ex Girgenti Acque, Gervasio Venuti, e dal 3 agosto l’Aica, l’Associazione idrica dei Comuni agrigentini, subentrerà nella gestione a fronte, però, di una grave crisi di liquidità finanziaria determinata anche dalla dichiarazione di fallimento dell’ex Girgenti Acque. A tal proposito, l’assessore Zambuto e la deputata regionale e presidente della Commissione Sanità, onorevole Margherita La Rocca Ruvolo, commissaria provinciale di Forza Italia di Agrigento, annunciano che il presidente Musumeci ha garantito un adeguato supporto economico necessario per l’avvio dell’attività della nuova società Aica, e che servirà dunque al prosieguo del servizio e al pagamento degli stipendi. Ovviamente, ciò che sarà deliberato in Giunta necessiterà del passaggio in Assemblea per l’approvazione. Zambuto e La Rocca Ruvolo hanno inoltre incontrato i lavoratori di Girgenti Acque e Hydortecne presenti a Palermo in occasione dell’incontro, riferendo gli impegni assunti durante la riunione.

Il vice presidente provinciale del Codacons di Agrigento, Giuseppe Di Rosa, annuncia che l’ufficio legale dell’associazione è impegnata a valutare una denuncia per inquinamento ambientale che sarebbe provocato dall’area adibita a interscambio e raccolta in via degli Imperatori, “a pochi metri – afferma Di Rosa – da aziende di vendita all’ingrosso e al dettaglio di alimentari, e a ridosso di civili abitazioni. Se entro 8 giorni non sarà chiusa ci rivolgeremo agli Uffici sanitari preposti e alla Procura”.

Con ricorso giurisdizionale ritualmente proposto, la società Progitec s.r.l., aveva impugnato – con richiesta di risarcimento danni – la determina con la quale il Comune di Mascalucia (CT) aveva revocato l’aggiudicazione, in suo favore, del servizio settennale di spazzamento e raccolta rifiuti nell’ambito del medesimo Comune, aggiudicandolo in favore del raggruppamento controinteressato formato da Cogeir s.r.l. – Impregico s.r.l.

Il Comune dell’interland catanese, invero, a seguito di un’interdittiva antimafia emessa dalla Prefettura di Siracusa nei confronti della società Tech Servizi s.r.l., originaria capogruppo del suddetto raggruppamento, aveva consegnato il servizio alla Progitec s.r.l., salvo poi revocarne l’aggiudicazione a seguito del giudizio instaurato dinanzi al T.A.R. Catania dal nuovo raggruppamento Cogeir – Impregico che, nel frattempo, aveva sostituito il precedente formato sempre dalla società Impregico s.r.l. con la Tech Servizi s.r.l., destinataria dell’interdittiva prefettizia.

In giudizio, la Progitec s.r.l., rappresentata e difesa dagli avvocati Girolamo Rubino, Lucia Alfieri e Gaetano Spoto Puleo, ribadiva l’illegittimità dei provvedimenti impugnati, in forza del divieto, espressamente sancito dalla normativa in materia di appalti pubblici, di sostituzione esterna della società mandataria (la Tech Servizi s.r.l.).

In particolare, i legali della Progitec asserivano come le uniche modifiche consentite dal legislatore all’originaria composizione di un raggruppamento aggiudicatario fossero solamente quelle interne allo stesso raggruppamento mediante una diversa distribuzione di ruoli e compiti tra mandanti e mandataria; non già, come nel caso di specie, mediante introduzione di un nuovo soggetto esterno, in violazione dell’interesse pubblico alla trasparenza oltre che dei principi di buon andamento della P.A. e di parità di trattamento tra le imprese interessate all’aggiudicazione.

Si costituivano in giudizio il Comune di Mascalucia, difeso dall’avv. Felice Alberto Giuffrè e, con ricorso incidentale, il nuovo raggruppamento controinteressato formato da Cogeir s.r.l. – Impregico s.r.l., assistito dagli avv.ti Vito Aurelio Pappalepore e Fabiola Fedele, eccependo l’infondatezza del ricorso oltre a talune preliminari doglianze di rito.

Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, in accoglimento delle censure sollevate dagli avv.ti Rubino, Alfieri e Spoto Puleo, ha dichiarato l’illegittimità della determina con la quale il Comune di Mascalucia aveva revocato l’aggiudicazione in favore della Progitec, con conseguente annullamento dell’aggiudicazione disposta a favore del raggruppamento Cogeir – Impregico.

Il C.G.A.R.S., infatti, in linea con la recentissima pronuncia dell’Adunanza plenaria del 27 maggio 2021 n. 10 ha ritenuto inammissibile la sostituzione dell’originaria mandataria, destinataria di interdittiva antimafia, con un soggetto esterno (la Cogeir).

Pertanto, per effetto della suddetta pronuncia, la Progitec potrà subentrare -previa verifica del possesso dei requisiti – nel contratto già stipulato fra l’Amministrazione comunale ed il succitato raggruppamento.

L’Assemblea Regionale ha approvato con voto unanime il disegno di legge per l’accoglienza e l’inclusione dei migranti che giungono in Sicilia. Si tratta di norme su assistenza sanitaria, istruzione scolastica, politiche abitative, integrazione sociale, inclusione lavorativa, e sul ruolo degli enti locali, associazioni ed enti del terzo settore. Nuccio Di Paola, del Movimento 5 Stelle, firmatario della legge, commenta: “Con l’approvazione del disegno di legge sull’accoglienza e inclusione l’Assemblea non ha semplicemente colmato un vuoto normativo che durava da troppi anni, ma ha scritto un’importantissima pagina di civiltà. La Sicilia, per via della sua storia e della sua collocazione geografica, è da sempre un crocevia di popoli e culture diverse e, con la legge approvata, si pone come modello europeo per tutte quelle regioni frontiera che affrontano quotidianamente il fenomeno migratorio. Ha vinto una squadra dove il noi prevale sull’io, nessun solista, ma coralità e condivisione”.

La Guardia di Finanza ha scoperto cinque “furbetti” del Reddito di Cittadinanza in provincia di Palermo, tra Carini e Capaci. Tutti i coinvolti sono stati denunciati alla Procura della Repubblica ed è stato calcolato che hanno percepito senza averne diritto somme pari a 92mila euro circa. Tre dei “furbetti” sono residenti a Carini e due a Capaci. Tra i soggetti controllati, due hanno vinto giocando alle scommesse online consistenti importi non indicati nella comunicazione compilata per l’ottenimento del sussidio. Un altro non ha il requisito della residenza in Italia. E gli altri due sono destinatari di una misura cautelare personale degli arresti domiciliari. Gli indebiti percettori sono stati segnalati all’Inps per la revoca o decadenza del beneficio, e per il recupero coattivo delle somme già indebitamente percepite.