Home / Articoli pubblicati daRedazione Ag (Pagina 249)

“l’ASP mi ha comunicato la conferma del primo caso di Coronavirus a Canicattì.

A comunicarlo è il sindaco Ettore Di Ventura.

“Mi sono messo in contatto con l’Asp, con le Forze dell’Ordine e ho anche avuto modo di parlare al telefono con il soggetto in questione che mi ha rassicurato sullo stato di salute, sta bene, ha qualche piccolo sintomi, e la cosa fondamentale è che non ha avuto contatti da giorni 11. Ho augurato una buona guarigione, ma oggi più che mai è necessario  stare a casa, ribadisce il sindaco. Fatelo per la vostra famiglia, per i vostri cari, per la nostra comunità tutta.”

Non è escluso che il paziente sia tornato dalla Lombardia; oggi si trova in quarantena presso la propria abitazione.

Un uomo di 57 anni è stato trovato ieri sera senza vita nella sua abitazione a Licata. Le cause della morte sono ancora da accertare. Era da giorni in quarantena, da quando era tornato da un viaggio con un amico poi risultato affetto coronavirus che in questo momento si trova ricoverato in ospedale a Caltanissetta in gravi condizioni. I familiari della vittima sono stati messi in isolamento a casa in attesa del tampone.

I Carabinieri della Tenenza di Ribera hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti del  ventiseienne riberese Sandro Andreatto che nei mesi scorsi aveva cercato di uccidere un suo coetaneo con un cacciavite e tentato di rapinare una tabaccheria. Le indagini sono coordinate dai sostituti Procuratori Michele Marrone e Christian Del Turco della Procura della Repubblica di Sciacca.

Nei mesi scorsi, Sandro Andreatto aveva colpito al collo con un cacciavite un suo coetaneo, nel corso di una lite scaturita per futili motivi, ferendolo gravemente alla gola. Alcuni giorni dopo, volto coperto e pistola in pugno (risultata poi a salve), aveva tentato di rapinare una tabaccheria al centro del paese, ma in quell’occasione la commessa reagì scatenando una colluttazione col rapinatore, che decise di esplodere un colpo a salve contro il figlio, nel frattempo intervenuto in soccorso della madre. Il ventiseienne è poi fuggito ma l’auto utilizzata è stata subito ritrovata dai Carabinieri, con ancora all’interno i vestiti usati durante la rapina e la pistola a salve ancora carica.

I Carabinieri sono riusciti ad identificare il giovane grazie a minuziose indagini che sono partite proprio dall’analisi della pistola e dei vestiti trovati sull’auto abbandonata.

Il Presidente della Regione Nello Musumeci ha disposto, con ordinanza n.7 (firmata pochi minuti fa), che “i soggetti in isolamento sono sottoposti a tampone rinofaringeo a ridosso della conclusione del termine di quarantena”.
quanto aveva chiesto il Sindaco di Naro, on. Maria Grazia Brandara, nei giorni scorsi con un’accorata lettera all’Assessore Regionale alla Salute e al Presidente della Regione.
Come è noto, le precedenti Ordinanze Presidenziali contingibili ed urgenti   hanno imposto a tutte le persone che provengono da altre Regioni o dall’estero l’obbligo dell’isolamento fiduciario per giorni 15, senza contatti sociali, con divieto di spostamento e di viaggi, e rimanendo raggiungibili per ogni eventuale attività di sorveglianza presso il proprio domicilio,.
A tale obbligo si accompagna la relativa comunicazione, da parte degli interessati, da effettuare al Sindaco del Comune di residenza, al Dipartimento Prevenzione ASP di competenza e al proprio Medico di Medicina Generale.
Adesso (grazie alla nuova ordinanza appena firmata dal Presidente Musumeci) spirato il termine dell’isolamento,  gli interessati saranno sottoposti a tampone rinofaringeo, per verificare l’eventuale positività al virus covid-19 e quindi proseguire -in caso positivo- lo stato di isolamento o comunque essere sottoposti ad altre misure più idonee.
Senza dubbio, ciò costituisce un’efficace misura a salvaguardia della salute pubblica e a prevenzione della diffusione del contagio dal virus covid-19.

DICHIARAZIONE DEL SINDACO:
“Sono grata al Presidente Musumeci per avere ordinato la sottoposizione a tampone di tutti coloro i quali provengono da fuori della Sicilia.
È una misura a cui tengono tutti i nostri territori e che io nei giorni scorsi avevo accoratamente sollecitato.
Adesso spero che il Dipartimento Regionale competente dell’Assessorato alla Salute possa subito rendere operativa la disposizione dell’ordinanza, facendo sin da subito scattare automaticamente  l’obbligo di tampone sia per coloro i quali ultimano il periodo di isolamento sia – nel caso in cui sarà accertata l’eventuale positività al virus- per i loro familiari conviventi”.

In arrivo ad Agrigento materiale protettivo di supporto dalla città cinese di Neijiang, con cui lo scorso novembre è stato siglato un memorandum di relazioni amichevoli su commercio, cultura, turismo.
“La vostra città ci sta molto a cuore  e speriamo di potervi aiutare a debellare l’epidemia”. Queste le parole usate dal Sindaco e dal Comitato Municipale della città di Neijiang, che oggi hanno scritto al Sindaco di Agrigento per sottolineare lo loro vicinanza e mostrare, con un concreto gesto di aiuto, l’autenticità della loro amicizia.
“In questi giorni difficili – afferma Firetto – abbiamo più che mai bisogno di essere uniti e di sentire il reciproco sostegno. Il gesto della città amica ci dà coraggio e speranza e ci fa sentire così vicini ad un popolo che, di fronte ad un grave pericolo, si è rimboccato le maniche e, adesso, ha sentito il bisogno di aiutare gli altri.
A nome mio e della città tutta ho espresso la nostra gratitudine e l’apprezzamento alla città di Neijiang, oltre all’augurio, una volta passato questo periodo, di incontrare di nuovo gli amici cinesi”.

Questi i casi di coronavirus riscontrati nelle varie province dell’Isola, aggiornati alle ore 12 di oggi (venerdì 20 marzo), così come segnalati dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.

In totale sono 408 i casi positivi registrati dall’inizio, ma attualmente ne risultano 379 perché 25 sono già guariti e 4 deceduti. Questa la divisione degli attuali positivi nelle varie province: Agrigento, 29; Caltanissetta, 17; Catania, 156; Enna, 22; Messina, 35; Palermo, 48; Ragusa, 6; Siracusa, 39; Trapani, 27.

Il prossimo aggiornamento avverrà domani. Lo comunica la presidenza della Regione Siciliana. Si raccomanda di attenersi scrupolosamente alle indicazioni fornite dal ministero della Salute per contenere la diffusione del virus. Per ulteriori approfondimenti visitare il sito dedicato www.siciliacoronavirus.it o chiamare il numero verde 800.45.87.87.

Come già annunciato dall’assessorato regionale alla Sanità, e pubblicato nei giorni scorsi, in tutti gli ospedali siciliani sono sospese le operazioni chirurgiche differibili, ed è in corso un’intensa opera di riconversione, in ciascuna provincia, al fine di ricavare posti di degenza covid e posti di terapia intensiva. Il direttore dell’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento, Alessandro Mazzara, e il direttore sanitario, Gaetano Mancuso, hanno appena partecipato ad una video conferenza tra l’assessore Razza e le aziende sanitarie siciliane. Secondo le prime indicazioni, in attesa di essere concretizzate a breve termine, tra l’altro preventivato, saranno complessivamente 7 i posti letto covid 19 che saranno attivati all’interno delle sale operatorie di Agrigento, Ribera, Licata e Sciacca. A Canicattì no perché al “Barone Lombardo” vi è solo una sala operatoria.

Il Sig. G. Di. T. (sono le iniziali del nome), assistito dagli Avvocati Girolamo Rubino e Rosario De Marco Capizzi impugnava innanzi al T.A.R. Palermo il silenzio formatosi sull’istanza di accesso, presentata al Comune di Agrigento in data 19 ottobre 2018, avente ad oggetto gli atti di una selezione pubblica indetta dall ’ ente locale.
Con il medesimo ricorso, il Sig. G. Di. T. chiedeva altresì l’emanazione di un ordine di esibizione della documentazione richiesta.
Successivamente alla instaurazione del giudizio, il Comune di Agrigento consentiva al Sig. Di. T. di prendere visione ed estrarre copia dei documenti in questione.
Pertanto, con istanza depositata in data 08 marzo 2019, lo stesso Sig. Di T. chiedeva che venisse dichiarata la cessazione della materia del contendere, insistendo per la condanna delle spese di giudizio a carico dell’ Amministrazione Comunale.
Con sentenza il Tar Sicilia Palermo – Sezione III, preso atto della completa soddisfazione della pretesa vantata da parte ricorrente, dichiarava cessata la materia del contendere; con la medesima pronuncia il Giudice Amministrativo, in applicazione del “principio di soccombenza virtuale”, condannava il Comune di Agrigento al pagamento delle spese processuali in favore del ricorrente.
L’Amministrazione Comunale, tuttavia, non provvedeva al pagamento delle spese processuali in favore del Sig. Di. T.; quest’ultimo dunque, con il patrocinio degli Avvocati Rubino e De Marco Capizzi, presentava un nuovo ricorso innanzi al T.A.R. Palermo, ai sensi dell’art. 112 c.p.a., a mezzo del quale veniva richiesta l’esecuzione del giudicato.
In sede di ricorso, il Sig. Di. T. richiedeva inoltre la nomina di un commissario ad acta al fine di ottenere la integrale esecuzione del giudicato, nell’ipotesi di mancato pagamento delle spese processuali da parte del Comune di Agrigento entro il termine assegnato dal Giudice.
Infine, ai sensi dell’art.ex art. 114, comma 4 lett. e) c.p.a., parte ricorrente richiedeva l’applicazione della c.d. penalità di mora”, ovverosia la condanna del Comune di Agrigento al pagamento di una ulteriore somma di denaro in caso di “ violazione o inosservanza successiva, ovvero per ogni ritardo nell’ esecuzione del giudicato”. Con successiva sentenza, in accoglimento delle tesi difensive sviluppate dagli Avv.ti Rubino e De Marco Capizzi, il T.A.R. Sicilia – Palermo, sez. III, ha ordinato al Comune di Agrigento di provvedere al pagamento delle spese processuali entro il termine di 60 giorni dalla comunicazione o
dalla notificazione della sentenza in parola; inoltre, nell’ipotesi di perdurante inottemperanza da parte dell’ente locale, ha nominato quale commissario ad acta il Dirigente Generale del Dipartimento Regionale delle Autonomie Locali dell’Assessorato Enti Locali della Regione
Siciliana.​ Infine, in accoglimento della domanda formulata ex art. 114, comma 4 lett. e) c.p.a., il T.A.R. Palermo ha determinato l’importo dovuto dal Comune di Agrigento “per ogni violazione o inosservanza successiva ovvero per ogni ritardo nell’esecuzione del giudicato”, somma determinata
in misura pari agli interessi legali sull’importo liquidato nella sentenza rimasta ineseguita.

E’ il secondo caso ad Agrigento. Si tratta di un emodinamista in servizio presso l’unita operativa del nosocomio agrigentino.

E’ doveroso sottolineare, in questo caso, che il risultato positivo del medico in questione non è riconducibile al primo evento di positività (la 74 enne di Favara) accaduto nel reparto di Cardiologia dell’Ospedale agrigentino, in quanto lo stesso non ha mai avuto contatti diretti con la donna favarese.

Tra l’altro, i tamponi effettuati al personale sanitario della cardiologia risultano essere tutti negativi.

Il medico agrigentino è in autoisolamento.

Sul nuovo caso di coronavirus ad Agrigento, si è espresso il sindaco Calogero Firetto che dichiara:

Abbiamo nella nostra città un secondo caso accertato di positività al Covid 19. Si tratta di un valente e scrupoloso medico in forza al San Giovanni di Dio di Agrigento. Si trova in isolamento. Non ha al momento alcun sintomo” 

 

La guardia di finanza di Trento ha sequestrato vigneti e fabbricati, per un valore complessivo di 70 milioni di euro, della Cantina Feudo Arancio di proprietà del gruppo trentino Mezzacorona. L’azienda si trova a Sambuca di Sicilia. Il provvedimento, eseguito dal Nucleo di polizia economica e finanziaria di Trento, è stato emesso dal gip su richiesta della Dda e sotto il coordinamento con la Procura nazionale antimafia

Gli investigatori del Gico ritengono che dietro la Feudo Arancio ci sia un’operazione di riciclaggio dei soldi della mafia. La Guardia di Finanza ha sequestrato anche i vignetinel Ragusano per complessivi 900 ettari..

Quattro persone sono indagate: Fabio Rizzoli, ex amministratore delegato di Mezzacorona, Luci Rigotti, presidente del consiglio di amministrazione, Gian Luigi Caradonna e Giuseppe Maragioglio.

Secondo l’accusa, fra il 2000 e il 2005 sarebbero stati acquistati i vigneti un tempo di proprietà dei cugini Nino e Ignazio Salvo, i potenti esattori di Salemi, già arrestati per mafia dal giudice Giovanni Falcone. Dopo la morte dei due cugini Salvo la gestione formale dei beni era stata affidata a prestanome mentre quella reale, su “delega” di Cosa Nostra, ad un uomo d’onore palermitano e all’allora capo mandamento di Sambuca di Sicilia, su autorizzazione di boss latitante.