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L’evacuazione della Casa di riposo Collegio di Maria di Sambuca di Sicilia si completerà oggi. La drammatica richiesta di aiuto degli operatori che stavano vedendo i loro anziani sempre più in difficoltà e l’appello del sindaco Leo Ciaccio alle autorità superiori, ha subito determinato la decisione di evacuare la Casa di riposo e trasferire i pazienti in ospedali Covid dove possono avere le cure necessarie.

Le operazioni si sono svolte ieri sera e nella notte, prima con gli anziani che apparivano in condizioni più gravi. Oggi la struttura focolaio di infezione Covid dovrebbe essere definitivamente liberata. Anche gli operatori che stremati continuavano ad assistere gli anziani, potranno proseguire la loro quarantena domiciliare tra le mura di casa.

All’interno della Casa di riposo che da 20 anni ospita anziani di Sambuca e della zona circostante, sono 44 i casi positivi da coronavirus, 30 anziani e 14 operatori. Le vittime fino ad oggi sono state quattro.

E nelle scorse ore il sindaco ha annunciato che l’Asp ha comunicato l’esito positivo di altri nove tamponi.

“Un ospedale da campo con posti covid e di terapia intensiva subito o altra soluzione immediata per Agrigento” – lo ha detto il sindaco, Lillo Firetto lanciando l’allarme per l’esaurimento del posti letto Covid all’ospedale di Agrigento. “Non si perda un minuto. Da inizio anno – continua Firetto – chiedo che si apra il centro covid di Ribera e la Regione rimane sorda alle nostre richieste. Ho parlato nelle prime ore del mattino col prefetto Maria Rita Cocciufa che non era ancora informata dell’evoluzione drammatica di questa notte. Ha condiviso con me i timori per la gravità della situazione. Sei posti su sei delle terapie intensive Covid dell’ospedale di Agrigento sono stati occupati nella notte dai pazienti più gravi della RSA di Sambuca di Sicilia, focolaio di infezione. La Regione si attivi subito. Ho parlato con l’assessore alla Sanità, Razza, i toni sono stati molto accesi. Mi ha detto che “stanno lavorando”, la stessa battuta usata nell’ultima riunione in prefettura. Sono mesi che “stanno lavorando” ed è da aprile che sanno di una seconda ondata. È  da aprile che lo sappiamo tutti. E ogni volta ci ripetono che si stanno attivando. Io ho ribadito che ora e subito serve un ospedale da campo con le terapie intensive.  Fosse anche per un solo agrigentino che merita di essere curato. Ho chiuso la telefonata dichiarando la mia disponibilità ad essere pienamente collaborativo ma servono risposte. Attendiamo di conoscere le loro soluzioni”.

La provincia di Agrigento conferma di essere purtroppo fra le più colpite dal coronavirus. Intanto un nuovo caso di positività si registra a Villaseta e riguarda una ragazza. A confermarlo il sindaco Lillo Firetto.

Altri cinque nuovi casi si contano a Canicattì. “ Due di questi sono riconducibili ai precedenti casi. Nessuno di questi è invece legato all’ambiente scolastico. Al momento infatti tutti i tamponi effettuati su bambini e operatori scolastici hanno restituito referti negativi.
Tutti presentano lievi sintomi . Ci troviamo in un momento critico, non abbassiamo la guardia e rispettiamo le regole”, dichiara il primo cittadino Ettore Di Ventura.

A Sciacca si registra un nuovo caso di Coronavirus: si tratta di un quarantenne.

L’Asp di Agrigento ha comunicato un caso di Covid-19 anche a Campobello di Licata. “Ho sentito il nostro concittadino e sta bene. Auguro una pronta guarigione e chiedo ai cittadini di indossare le mascherine, osservare le norme sul distanziamento ed avere un comportamento responsabile”, ha scritto il sindaco Giovanni Picone.

E la Polizia Municipale di Licata ha confermato nel pomeriggio due nuovi casi di Covid19 e una guarigione. Il bilancio a Licata è di 12 persone attualmente positive.

Ecco i nuovi dati del Covid 19 in Sicilia secondo il bollettino quotidiano diramato dal ministero della Salute. I nuovi positivi sono 475 con 11 pazienti ricoverati. Il dato dei ricoveri comprende anche le terapie intensive che vede un piccolo incremento di tre persone in più rispetto a ieri.

Due le persone decedute, i guariti sono 126. Tamponi effettuati 5739.

Questi i numeri nei capoluoghi di provincia: 24 Agrigento, 18 Caltanissetta, 151 Catania, 12 Enna, 14 Messina, 130 Palermo, 39 Ragusa, 22 Siracusa, 65 Trapani.

Secondo la Cassazione ha raccontato solo bugie. Non è vera la storia che lui si era recato in casa per andare a trovare la propria figlia e che la moglie aveva inveito contro di lui scagliandogli addosso un telefono.

Sempre per la Cassazione lui si intrufolò nella abitazione della moglie, la picchiò e la violentò. Per questo motivo è stato condannato a 6 anni e 6 mesi di carcere con l’accusa di violazione di domicilio, lesioni aggravate e violenza sessuale.

Si tratta di un empedoclino 37enne di Porto Empedocle che adesso dai domiciliari alle carceri.

 

Lo scorso 30 settembre la Polizia veniva chiamata in via Pirandello per intervenire a seguito di una lite durante la quale un quarantaduenne (S.G.) veniva minacciato e successivamente colpito (in modo vile) con una testata al setto nasale e con un calcio alle costole da un soggetto a lui sconosciuto a seguito di un diverbio per un parcheggio. Quest’ultimo, dopo averlo aggredito, danneggiava con dei calci il faro anteriore dell’auto oggetto della diatriba.

Gli astanti provvedevano a soccorrere il malcapitato e, all’arrivo della Polizia, riferivano che il  l’aggressore si era allontanato a bordo della propria autovettura ed erano riusciti a prendere il numero di targa.

A seguito dell’aggressione subìta, l’uomo veniva trasportato presso il locale nosocomio dove veniva riscontrata una frattura delle ossa proprie del naso e una prognosi di 20 giorni.

I poliziotti della Squadra Volante, già nell’immediatezza dei fatti e a seguito di accertamenti di Polizia Giudiziaria, risalivano sia al proprietario della macchina, sia all’identità del reale utilizzatore del veicolo che, nelle fattezze, coincideva con la descrizione fatta sul posto dai testimoni dei fatti.

Per tali motivi l’autore del reato veniva denunciato in stato di libertà per i reati di lesioni personali e danneggiamento.

“Negli ultimi giorni la curva dei contagi dal Covid 19, anche in provincia di Agrigento, continua a destare grande preoccupazione. In particolare, i casi che sono esplosi in diversi istituti scolastici agrigentini non ci fanno dormire sonni tranquilli. Senza volere entrare in polemica con alcuno, ci sembra chiaro che bisogna anche considerare l’ipotesi di una didattica a distanza”.

Lo sostengono il segretario provinciale della Uil, Gero Acquisto e il segretario provinciale della Uil scuola, Lillo Burgio.
“Le scuole sono uno dei luoghi più sicuri – continuano i due – ma, purtroppo, bisogna fare i conti con quello che succede fuori. I ragazzi si incontrano nelle ore pomeridiane, i genitori lavorano ed hanno contatti, anche stretti con altre persone. Insomma, malgrado tutta la buona volontà, a scuola il virus è arrivato, è presente e, purtroppo, lo abbiamo constatato già in diversi istituti con intere famiglie che sono state costrette alla quarantena. In questo modo, è a rischio anche la tenuta occupazionale. Tanti, se non escono di casa non guadagnano. Pertanto, non possono permettersi di rimanere a casa due settimane. Siamo certi, che la scuola debba essere difesa a spada tratta, visto che è un baluardo della nostra società. Ma è giusto, che in questo momento dove il Covid 19 sta dimostrando tutta la sua potenza, di pensare, seriamente, a delle lezioni alternative. La scorsa primavera, lo smart working, alla fine, è stato apprezzato sia dagli insegnanti che dagli alunni. Magari, si può pensare anche all’alternanza. Metà in classe, l’altra metà degli studenti a casa”.

Nei giorni scorsi personale della Polizia di Stato, dell’U.P.G.S.P. della Questura di Agrigento sotto il coordinamento della Procura della Repubblica denunciavano in stato di libertà per il reato di ricettazione in concorso tre soggetti originari di FAVARA, due donne e un uomo, tutti con precedenti penali e recuperavano integro e ben funzionante un cellulare che era stato rubato ad una giovane residente in  Caltanissetta.

Ieri, invece, a Canicattì, la Polizia di Stato ha deferito in stato di libertà una donna quarantenne di quel centro per il reato di ricettazione.

I poliziotti del Commissariato di P.S., a seguito di denunce sporte  da diversi cittadini di Canicattì che segnalavano diversi tentativi di furto presso le loro abitazioni o quelle di congiunti, portavano ad una donna che era stata per brevi periodi badante degli anziani congiunti dei denuncianti.

Si acquisivano importanti elementi di prova a carico della donna che, approfittando della distrazione dei proprietari, si era impossessata delle chiavi con lo specifico intento di introdursi furtivamente nelle abitazioni.

Il Borgo dei Borghi vive una situazione drammatica e alla città si lega l’affetto e la solidarietà di tutto il comprensorio. Alla notizia dell’istituzione della “zona rossa” fino al 7 novembre, si aggiunge quella della morte del terzo anziano. E’ deceduto nelle scorse ore, anch’egli era tragli  ospiti della casa di riposo di Sambuca di Sicilia, struttura dalla quale si è sviluppato il focolaio del covid.   L’uomo, un novantenne, è deceduto all’interno della struttura. Sale a tre adesso il numero di ospiti della RSA deceduti, a conferma del fatto che le persone anziane, naturalmente, sono le più vulnerabili nei confronti del virus.

Ieri sera, il sindaco ha comunicato anche la positività di altre 3 soggetti. L’attuale numero dei contagiati a Sambuca sale a 56. Mentre, dalla fine di agosto ad oggi sono stati contagiati complessivamente 59 persone, di cui tre sono decedute.

Partono questa mattina anche ad Aragona le Giornate FAI d’Autunno 2020. Un’occasione per visitare le bellezze artistiche ed architettoniche del territorio e riscoprire i sapori autentici della cucina siciliana che, spesso, ritroviamo nei piccoli borghi.

Aragona, per esempio, è nota per la salsiccia intagliata ancora a mano. Una tradizione che conservano ancora le antiche macellerie del centro storico. La salsiccia è anche l’ingrediente principale delle “imbriulate”, un piatto salato che troviamo nei panifici. Con l’avvicinarsi del mese di novembre, inoltre, le pasticcerie preparano i dolci della tradizione: tarallucci, frutti martorana, rami di miele etc. I Volontari del FAI sapranno indicare i posti migliori dove poter assaggiare queste prelibatezze per un tour gastronomico e sicuramente soddisferà i palati più raffinati.

Di seguito riportiamo i luoghi aperti oggi e domani 18 ottobre ed il prossimo 24 e 25 ottobre ad Aragona dal Gruppo Giovani Fai, con orario dalle ore 09,00 alle 13,30 e dalle ore 15,30 alle 18,00.

Aragona, Museo Diocesano Chiesa Madre e Cripta Madonna del Rosario: 

Il Musei Diocesani di Aragona costituiscono il polo distaccato in territorio aragonese del MUDIA agrigentino. Nascono come frutto della sinergia tra la Soprintendenza per i Beni Culturali di Agrigento, che ne ha la cura scientifica, e l’Ufficio BBCCEE della Curia di Agrigento, nonché la Parrocchia con la comunità ecclesiale.

Essi si compongono di due sedi che conservano ed espongono, sotto forma di mostra permanente, beni ed opere d’arte la cui storia si radica nel comune di Aragona.

I primi due secoli della storia di Aragona sono legati alla signoria della nobile famiglia Naselli; da tale legame è segnata la nascita ed evoluzione della Chiesa Madre del paese. La costruzione della Chiesa Madre ebbe inizio nei primi decenni del Seicento, subito dopo la fondazione del borgo: nel 1606, infatti, Baldassarre III Naselli, conte di Comiso, aveva ottenuto la licentia populandi per la creazione di un piccolo villaggio. Dedicata alla Madonna dei Tre Re Magi, la Chiesa Madre costituisce il primo storico luogo di culto edificato ad Aragona, sul sito inizialmente scelto dal fondatore per una piccola cappella familiare, anch’essa dedicata ai tre Re Magi. Le opere pittoriche sono attribuite tradizionalmente a fra’ Felice da Sambuca, monaco cappuccino e pittore, operante nell’agrigentino proprio in quel periodo. A lui è attribuito il corredo delle pale d’altare ed altre tele appartenenti alla chiesa, come il Martirio di S. Fortunato, e una Trasfigurazione del messinese Crestadoro. Alla scuola manierista dello Zoppo di Ganci è attribuito il dipinto più antico, l’Adorazione dei Magi del 1607, in collaborazione con Pietro D’Asaro; non mancano opere più tarde realizzate da Domenico Provenzani, il principale pittore dei Liguorini di Agrigento.

Nella Chiesa della Madonna del Rosario sono contenuti due nuclei espositivi. Il primo è collocato nella cripta, restaurata e convertita in vano ospitante il Tesoro della Chiesa. Tale restauro nacque dall’esigenza di fornire una dimensione museale al tempio, dopo che i lavori di restauro compiuto negli anni Novanta avevano consentito il recupero dei dipinti originari del soffitto, risalenti al 1689.

Elemento peculiare della collezione è il reliquiario destinato a contenere due brandelli della Sacra Sindone. Uno sfarzoso reliquiario a pendente accoglie oggi la rara reliquia, custodita entro un’urna argentea datata 1684, realizzata dall’argentiere palermitano Giacinto Omodei e commissionata dal principe Baldassarre Naselli IV quando l’allora vescovo di Agrigento Rhini autorizzò l’esposizione pubblica di tali reliquie nei giorni di festa. Si tratta di un vero e proprio gioiello, realizzato da maestranze siciliane dell’inizio del XVII secolo, secondo modelli circolanti nell’area mediterranea di influenza spagnola.

Aragona, Chiesa di Santa Maria della Provvidenza e Cristo Nero:

Le prime fonti della presenza di una chiesa rurale dedicata alla Vergine della Provvidenza, già sono presenti negli Atti del notaio Pietro Chiarelli, in data 22 maggio 1626, il quale parla della Cappellania dell’omonima chiesa, sita sull’eminente collina detta Belvedere.

All’ingresso della chiesa vi è un soppalco sorretto da due colonne in gesso con stile ionico, al di sopra una cantoria, dove è possibile ammirare un gioiello d’arte organaria siciliana. Questo è un organo positivo a trasmissione meccanica (mantice), legato ad un manuale (tastiera) con ottava corta della prestigiosa ditta palermitana Laudani e Giudici. L’opera più importante, però, è senza dubbio, il particolare crocefisso ligneo deposto nella parte destra della chiesa. Il “Cristo nero” come viene denominato dal popolo aragonese è un’opera lignea di scultore ignoto. Esso diversamente dai migliaia di crocefissi riprodotti in tutte le chiese ha delle particolarità. Anzi tutto viene rappresentato un Cristo ancora vivo esalante gli ultimi respiri.

Atelier casa dell’artista  

Tipica abitazione della cultura siciliana è, sicuramente, quelle del contadino agiato o ‘burgisi’.

La casa dell’artista ricalca la tipologia costruttiva elevandosi su due piani, o comunque a più vani che tenevano divisi l’ambiente pubblico da quello privato, la zona giorno dalla zona notte. Al pian terreno si trova ad esempio la stalla, la cucina e i magazzini, e al piano superiore, al quale si accede tramite una scala interna, la camera.
L’arredamento interno, che originariamente, variava a seconda della zona e delle condizioni economiche del contadino, oggi è composto da circa 300 tele del pittore Salvatore Bellanca  che recentemente ha acquistato la casa e l’ha ristrutturata facendone un atelier per realizzare le sue opere ispirandosi all’espressionismo astratto. Nel suo laboratorio -museo l’artista ha anche allestito un’ interessante mostra permanente che è un tripudio di emozioni. Le vivacissime tele, infatti, inneggiano ad “una nuova comprensione della vita” e rimandano allo stile denominato “Action paiting” diffuso negli anni quaranta e sessanta del Novecento soprattutto negli Stati Uniti d’America.

“Ricongiungiamoci con i luoghi della natura e della storia del Paese, uniti insieme, iscrivendoci al FAI”.

Lo ha detto il presidente del FAI –Fondo Ambiente Italiano, Andrea Carandini, a margine della conferenza stampa di lancio delle Giornate FAI d’Autunno che si è svolta stamani a Roma, nella Sala Spadolini del Ministero dei beni e delle attività culturali e per il turismo.