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Anche i centri vaccinali della Sicilia affermano: “Se avessimo quelle potremmo sempre avere sei dosi per fiala e non 5, così come ha suggerito l’Aifa, e tentare di colmare il gap”. Questo perché oltre alle meno dosi di vaccino Pfizer consegnate, il problema altrettanto serio è il mancato arrivo delle siringhe che consentano di estrarre dalle fiale la giusta quantità di vaccino. Insomma, mancano le siringhe di precisione.

In assenza di queste, le strutture riferiscono che si stanno utilizzando le siringhe per la tubercolina, che però non permettono di estrarre sei dosi.

E da altri centri vaccinali aggiungono: “Mentre per i vaccini c’è un calendario, per le siringhe di precisione non sappiamo quante aspettarcene a quando arriveranno”.

Un assicuratore di 62 anni che ha continuato a esercitare la sua attività, incontrando clienti, e continuando a fare vita normale nonostante fosse positivo al Covid-19 è stato arrestato da carabinieri della stazione di Linguaglossa. La Procura di Catania ha disposto i domiciliari per violazione delle norme emanate per il contenimento della pandemia.

L’uomo, che risultato positivo da alcuni giorni al Covid 19, secondo indagini di militari dell’Arma e della polizia locale, ha continuato a svolgere la propria attività lavorativa, recandosi anche a fare la spesa all’interno di alcuni supermercati. Con questo atteggiamento, secondo la Procura di Catania, avrebbe “messo a repentaglio l’incolumità pubblica, sottoponendo i soggetti terzi con i quali è venuto a contatto e non, a rischio di contrarre il virus”. L’uomo è stato bloccato da carabinieri nella sua sede di lavoro subito dopo aver ricevuto un cliente, che era ignaro della positività del 62enne.

Ai Giornalisti

e agli Operatori

della Comunicazione

dell’Arcidiocesi di Agrigento

 

Carissimi tutti e tutte che siete impegnati nel mondo della comunicazione al servizio della verità,

vi giunga il mio saluto e il mio abbraccio  nella memoria di san Francesco di Sales, vostro patrono.

A causa dell’emergenza sanitaria in corso, il tradizionale momento di fraternità e riflessione sul messaggio del Santo Padre per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni è stato rimandato. Sarebbe stato bello ritrovarci insieme per considerare il ruolo centrale dei mass media e le sfide che anche questo tempo pandemico pone.

Il 24 gennaio , festa del vostro Patrono, viene reso pubblico il messaggio

“Vieni e vedi” (Gv 1,46). Comunicare incontrando le persone come e dove sono” che Papa Francesco indirizza in occasione della 55ma giornata delle comunicazioni sociali che celebreremo il prossimo maggio. Sullo sfondo del testo ci sono le parole che l’apostolo Filippo rivolge su Gesù a Natale, scettico sull’identità del Maestro proveniente dal villaggio di Nazareth.

L’obiezione di Filippo “Vieni e vedi” è illuminante tanto per l’impegno di annunciare la gioia del Vangelo quanto per il lavoro di raccontare le notizie.

“L’annuncio cristiano – come ricorda il comunicato della sala stampa vaticana – prima che di parole, è fatto di sguardi, testimonianze, esperienze, incontri, vicinanza. In una parola, vita”.

Anche il dovere di cronaca e la necessità dell’informazione nascono dall’incontro con la vita vera delle persone, dall’incrocio degli sguardi, dalla condivisione delle gioie e dei dolori del mondo, dal desiderio di verità che alberga del cuore di ogni uomo! Il tempo della pandemia ci sta facendo prendere coscienza che la comunicazione  in maniera immateriale – ma non per questo meno reale – permette di superare ogni distanziamento sociale imposto per contrastare i contagi, rende vicini, fa incontrare i volti e fa conoscere le storie della gente la dove vivono, lavorarono, soffrono, lottano e sperano.

L’attuale scenario economico e sociale ci sprona a costruire una informazione corretta e libera, verificata e attendibile, coraggiosa e profetica, limpida e adeguata, capace di coniugare il diritto di cronaca con la privacy delle persone, di mettersi a servizio del bene comune e di rifuggire a ogni forma di compromesso e manipolazione. Informare in un tempo inedito e pieno di incertezze richiede un supplemento d’impegno che, ne sono certo, non farete mancare al nostro territorio!

Oggi, più che mai, il vostro lavoro aiuta il formarsi delle opinioni e delle coscienze, ma anche contribuisce a dare voce a quella platea di nuovi poveri che non hanno voce e sono vittime di disuguaglianze e indifferenza.

So bene che la vostra professione – in un settore, quello editoriale, che sta attraversando una crisi senza precedenti – è mortificata dalla precarietà lavorativa e dai compensi inadeguati. Il tutto non solo crea un danno all’informazione, impareggiabile bene pubblico di rilevanza costituzionale, ma anche rende cupo l’orizzonte dei giovani che compiono i primi passi nel mondo della comunicazione.

Carissimi amici, l’annuale ricorrenza della memoria liturgia di San Francesco di Sales coincide con la domenica della Parola voluta da Papa Francesco per aiutarci a riscoprire la forza e la centralità della parola di Dio nella vita della Chiesa. Mi piace pensare che la parola di Dio, al medesimo tempo dolce e amara, possa ispirare le vostre parole dette e scritte! “La comunicazione – ricordava Papa Francesco il 29 settembre del 2019 ai giornalisti in occasione del 60° anniversario dell’Ucsi – ha bisogno di parole vere in mezzo a tante parole vuote. E in questo avete una grande responsabilità: le vostre parole raccontano il mondo e lo modellano, i vostri racconti possono generare spazi di libertà o di schiavitù, di responsabilità o di dipendenza dal potere… solo con l’uso di parole di pace, di giustizia e di solidarietà, rese credibili da una testimonianza coerente, si possono costruire società più giuste e solidali. Purtroppo però vale anche il contrario. Possiate dare – concludeva Papa Francesco –  il vostro contributo per smascherare le parole false e distruttive”.

A nome della Chiesa agrigentina, unitamente all’Arcivescovo Francesco desidero, esprimere la gratitudine per il vostro impegno quotidiano a servizio del nostro territorio e della Chiesa agrigentina.

In attesa di incontrarvi personalmente, assicuro il mio ricordo nella preghiera per voi, le vostre famiglie e la vostra professione.

 

Agrigento, 23 gennaio 2021

+ Alessandro

Arcivescovo coadiutore

Nel 2016, I’Ente di formazione professionale “Centro Studi Pirandello”, con sede a Bivona, partecipava con due distinte istanze alla nota procedura di finanziamento per le attività formative di cui all’Avviso 8/2016 indetta dall’Assessorato regionale alla formazione, dalla quale, tuttavia, l’Ente di formazione veniva escluso per il presunto mancato conseguimento del requisito dell’accreditamento.
Il Centro Studi Pirandello, pertanto, ritenendo illegittima l’esclusione dalla suddetta procedura, con il patrocinio degli Avv.ti Girolamo Rubino e Massimiliano Valenza, proponeva un ricorso giurisdizionale innanzi al TAR Sicilia, sede di Palermo, proseguito poi dinanzi al Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, al fine di ottenere l’annullamento del provvedimento con il quale l’Amministrazione regionale aveva ritenuto inammissibili le istanze di partecipazione alla procedura di cui al predetto Avviso 8/2016.
Con ordinanza n. 441/2020, il C.G.A. accoglieva il ricorso in appello proposto dall’Ente di Formazione e, per l’effetto, il Centro Studi Pirandello veniva reinserito nella procedura concorsuale per l’accesso ai finanziamenti riguardanti le attività di formazione professionale di cui al citato Avviso.
L’Amministrazione Regionale, tuttavia, a causa di un errore materiale commesso nell’indicazione dei corsi valutabili, attribuiva erroneamente un punteggio inferiore, rispetto a quello spettante allo stesso Ente proprio alla luce dei progetti presentati, che non permetteva al Centro Studi Pirandello di collocarsi in posizione utile per l’accesso ed ottenere così l’erogazione ai finanziamenti previsti con la procedura del predetto Avviso.
L’Ente di formazione, pertanto, si vedeva costretto ad instaurare un nuovo contenzioso dinanzi al T.A.R., con il patrocinio degli Avv.ti Girolamo Rubino, Massimiliano Valenza ed Ina Glorioso, al fine di ottenere l’annullamento, previa sospensione, della graduatoria definitiva relativa all’avviso n. 8/2016, nella parte in cui i progetti della ricorrente erano stati erroneamente collocati in posizione non utile.
Secondo la difesa dell’Ente, infatti, l’Amministrazione avrebbe dovuto tenere conto dell’errore materiale commesso nell’indicazione dei corsi valutabili, in quanto conclusi e finanziati.
Con ordinanza n. 20/2021, il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia, definendo la fase cautelare del giudizio, ha accolto l’istanza presentata dagli Avv.ti Rubino, Valenza e Glorioso ai fini del riesame del punteggio attribuito ai due progetti presentati dall’Ente di Formazione, fissando per la trattazione di merito del ricorso la prima udienza pubblica del mese di gennaio 2022.
Nelle more, in ottemperanza alla suddetta pronuncia, l’Amministrazione dovrà procedere alla correzione del punteggio attribuito ad entrambi i progetti presentati dal Centro Studi Pirandello, i quali, per effetto della nuova quantificazione, potranno così accedere al finanziamento di cui all’Avviso 8/2016.

Tre tredicenni trovano un’auto con le chiavi attaccate e dopo qualche tentativo riescono a metterla in moto, senza però riuscirla a spostare dal luogo dove è parcheggiata. Nella zona qualcuno si accorge di quello che sta accadendo e chiama il 112. Ma nella zona, a Fontanelle, una pattuglia della polizia municipale è di ronda e così impediscono ai ragazzini di combinare un guaio e dopo averli rimproverati a dovere li hanno riconsegnati alle famiglie.

L’auto in questione era stata rubata e il proprietario aveva regolarmente sporto denuncia ai carabinieri.
Lo stesso ha poi spiegato che le chiavi erano rimaste attaccate al cruscotto perché doveva svolgere una commissione di pochissimi minuti, ma quando è andato a riprenderla, l’auto non c’era più.

 

 

Nella bozza di monitoraggio dell’indice di trasmissibilità dell’Istituo Superiore di sanità e del minustero della Salute si legge che nel periodo dal 30 dicembre 2020 – 12 gennaio 2021, l’indice di trasmissibilità Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 0,97 (range 0,85-1,11), in diminuzione dopo cinque settimane di crescita. Ma le differenze tra le varie regioni restano significative e la Sicilia continua a essere classificata “ad alto rischio”, con un rt di 1.27

Si osserva una “diminuzione del rischio di una epidemia non controllata e non gestibile nel Paese dovuta principalmente a una diminuzione della probabilità di trasmissione di SARS-CoV-2 ma in un contesto in cui l’impatto sui servizi assistenziali rimane alto nella maggior parte delle Regioni/PPAA”.

Complessivamente, sono quattro le Regioni con una classificazione di rischio alto,  11 con rischio moderato e sei con rischio basso. Due Regioni Sicilia e Puglia hanno un Rt puntuale maggiore di 1 anche nel limite inferiore, compatibile quindi con uno scenario di tipo 2. Le altre hanno un Rt puntuale compatibili con uno scenario tipo uno.Una Regione (Umbria) e una Provincia Autonoma (Bolzano) sono state classificate a rischio alto per la terza settimana consecutiva; “questo prevede specifiche misure da adottare a livello provinciale e regionale”.

Sono 12 le Regioni che hanno un tasso di occupazione in terapia intensiva e/o aree mediche sopra la soglia critica (stesso numero della settimana precedente). Il tasso di occupazione in terapia intensiva a livello nazionale, invece, è sceso sotto la soglia critica (30%).L’epidemia resta in una fase delicata – si legge nella bozza del monitoraggio – e un nuovo rapido aumento nel numero di casi nelle prossime settimane è possibile, qualora non venissero mantenute rigorosamente misure di mitigazione sia a livello nazionale che regionale. Tale tendenza a livello nazionale sottende infatti forti variazioni inter-regionali con alcune regioni dove il numero assoluto dei ricoverati in area critica ed il relativo impatto, uniti all’elevata incidenza impongono comunque incisive misure restrittive.

 

 

 47 i nuovi casi di Covid-19 registrati nelle ultime ventiquattro ore in provincia di Agrigento. Il dato emerge dal report diffuso dall’Asp sull’andamento epidemiologico in provincia in riferimento al 23 gennaio. Ci sono 6 nuovi ricoveri, 134 guarigioni accertate e – purtroppo – anche 3 decessi a Raffadali, Santa Margherita Belice e Ravanusa. I tamponi eseguiti sono stati 330 che portano il totale dei test processati da inizio pandemia a 46.761. Attualmente ci sono 41 persone in assistenza domiciliare.

 28 i pazienti ricoverati negli ospedali della provincia: 20 si trovano ad Agrigento , 7 a Sciacca e 1 fuori provincia. Sei i pazienti che si trovano in strutture lowcare: 3 al Covid Hotel di Sciacca, 3 al Covid Hotel di Ribera. Sei persone, invece, si trovano attualmente ricoverate in terapia intensiva: 3 al San Giovanni di Dio di Agrigento e 3 all’Ospedale di Sciacca.

I nuovi positivi per comune: 

Agrigento: 176; Alessandria della Rocca 3; Aragona 3; Bivona 0; Burgio 5; Calamonaci 6; Caltabellotta 0; Camastra 1; Cammarata 1; Campobello di Licata 13; Canicattì 36; Casteltermini 1; Castrofilippo 5; Cattolica Eraclea 4; Cianciana 0; Comitini 0; Favara 72; Grotte 8; Joppolo 1; Licata 90;Lucca Sicula 0; Menfi 37; Montallegro 21; Montevago 7; Naro 4; Palma di Montechiaro 22; Porto Empedocle 29; Racalmuto 2 ; Raffadali 26; Ravanusa 106; Realmonte 6; Ribera 47; Sambuca 7; San Biagio Platani 2; San Giovanni Gemini 7; Sant’Angelo Muxaro 0; Santa Elisabetta 2; Santa Margherita Belice 19; Santo Stefano di Quisquina 0; Sciacca 30; Siculiana 1; Villafranca 0.

Il Garante per la protezione dei dati personali ha disposto nei confronti del social Tik Tok il blocco immediato dell’uso dei dati degli utenti per i quali non sia stata accertata con sicurezza l’età anagrafica. Così annuncia la stessa Autorità, intervenuta a seguito della tragica morte della bambina di 10 anni di Palermo morta soffocata durante una sfida sul social. La bambina aveva diversi profili su Facebook e Tik Tok, e nel telefonino potrebbe essere stato registrato il video degli ultimi momenti della sua vita che sarebbe poi stato trasferito sul social cinese come prova della partecipazione alla sfida. L’assurda gara, la cosiddetta black-out challenge, impazza tra i ragazzi che si sfidano a chi resiste di più stringendosi attorno alla gola una cintura.

Tra pandemia e crisi economica la scuola è un’emergenza fra le grandi emergenze. Ust e Cisl Scuola Agrigento, Caltanissetta, Enna si sono confrontate sul tema affrontando i più spinosi nodi dell’attualità: ritorno alla didattica in presenza, dispersione scolastica, povertà educativa, collegamento tra mondo dell’istruzione e mondo del lavoro.

«Siamo in una caotica  situazione, che ha generato un sistema differenziato a livello d’istruzione nazionale – interviene il Segretario generale di Cisl Scuola, Massimiliano Montalbano -. Nonostante il lavoro dei prefetti, che nei nostri territori hanno programmato il rientro a scuola in sicurezza,  ci siamo dovuti confrontare con una nuova zona rossa. E’ mancato – prosegue  Montalbano – un articolato ed efficace programma che coinvolgesse le organizzazioni sindacali della scuola, in particolare in alcune province».

Il confronto interno, avviato dalla Cisl di Agrigento, Caltanissetta, Enna, ha certificato precarietà e difficoltà nelle quali si dibatte il settore dell’istruzione che nelle aree del centro Sicilia registra un’alta percentuale di abbandono e  dispersione scolastica nonché crescenti forme di diseguaglianza e disparità negli esiti formativi.

«Il recente rapporto Svimez 2020 è impietoso –  prosegue Montalbano -, guardando alle nuove generazioni il quadro è da brivido. Sono tanti i giovani tra 15 e 29 anni, definiti Neet, che non hanno un lavoro e non frequentano scuole o corsi formativi. Nel territorio di Agrigento, Caltanissetta, Enna il dato Neet è di circa il 16% con comuni abbondantemente sopra media. Le rilevazioni ci dicono che dalle nostre parti  mediamente 1 studente su 4 abbandona la scuola e quasi la metà di questi rimane inattivo, non cerca lavoro e non prova a formarsi per trovarlo. E’ come precludersi un futuro professionale del quale si stenta ad avere coscienza».

Per contribuire ad alleviare questo disarmante contesto  «siamo fortemente convinti – interviene il Segretario generale Cisl Ag, Cl, En, Emanuele Gallo – che serva l’avvio di una fase di orientamento all’interno delle scuole per offrire una prospettiva adeguata agli studenti, anche in termini di formazione post percorso scolastico per vivere e rendere la scuola un’esperienza avvincente e adeguata. Ciò che nelle nostre realtà manca  è un serio collegamento tra il mondo della scuola e dell’Università che può contare sulla presenza di 2 consorzi universitari, Agrigento e Caltanissetta e dell’Università Kore di Enna».

La Cisl auspica una maggiore sinergia tra Dirigenti scolastici e parti sociali per condividere, oltre al tema dell’istruzione, anche le dinamiche dello sviluppo del territorio. Sarebbe interessante, ad esempio, creare un ponte di collegamento tra il mondo della scuola e le associazioni datoriali per dare opportunità alle  nuove generazioni di lavorare e continuare a vivere nelle proprie città di origine.

La Cisl è consapevole della durezza dei tempi ma non rinuncia a considerare l’istruzione un alleato fondamentale del futuro. «Reclamiamo maggiore attenzione – conclude Emanuele Gallo -, sollecitando l’avvio di una massiccia campagna vaccinale di tutto il personale docente e non docente. Non è accettabile perdere altro tempo perché l’età media degli operatori della scuola è di 55 anni. Questo dato è un’ulteriore fattore di rischio che va ben compreso e attenuato».