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Tre ultra ottantenni sono bloccate nei loro appartamenti di Via Italia dai rifiuti che ormai invadono tutto lo spazio davanti l’ingresso del palazzo.

Un fatto gravissimo che la dice lunga sul disagio degli anziani e dei bambini costretti a vivere in una realtà da terzo mondo, quando dovrebbero essere celeri gli interventi di bonifica dopo l’ordinanza urgente dell’amministrazione comunale.

I responsabili pagheranno per i danni arrecati alla collettività, manco a dirlo, tra qualche anno, quando tutti avranno dimenticato l’attuale vergognosa situazione.

siciliaonpress

Tale commissione, dopo l’audizione dell’assessore e della direzione dell’Asp, si è determinata di acquisire le controdeduzioni della direzione aziendale, nonché le valutazioni dell’assessorato, in merito alle numerose criticità che espliciteró in apposita relazione da depositare agli atti.

Nell’attesa che il processo avviato arrivi a conclusione – continua Pullara – l’immondizia all’ospedale di Agrigento continua ad esistere nell’assoluta indifferenza degli organi preposti, a cominciare dall’assessorato chiamato a vigilare.

Il commissario dell’Ars in commissione Sanità, piuttosto che rispondere con atti e fatti alle criticità sollevate, ha ritenuto invece di dovere parlare di attività al limite dello stalkeraggio, per le quali si è riservato eventualmente di agire legalmente in propria difesa.

L’assessore, dopo un’iniziale difesa, più per preconcetto che a valutazione dei fatti, si è trovato costretto a redire la linea ispettiva e di approfondimento richiesta dalla commissione all’unanimità.

Se denunciare, approfondire, evidenziare e criticare tutto ciò che non va in sanità, in particolar modo nella mia provincia, è considerata un’attività di stalkeraggio – spiega Pullara – mi considero colpevole. Non intendo per nessun motivo girarmi dall’altra parte, come invece fatto dall’organo preposto alla vigilanza.

Chiedo e pretendo, che la scelta dei soggetti a cui affidare rami nevralgici dell’azienda sanitaria, venga svolta nella legittimità, per rendere i soggetti liberi nell’espletamento delle loro funzioni.

Se la sanità ad Agrigento, nel suo complesso, va bene – conclude Pullara – vuol dire che sono io a vivere in un altro mondo e chiedo scusa.

Se invece la situazione è quella percepita dai cittadini, piuttosto che dalla politica per convenienza, allora penso che le cose vadano cambiate in maniera repentina.

I cittadini non sono stupidi – conclude il deputato-  e quando saranno chiamati a rinnovare la fiducia o meno, sapranno farlo”.

A lanciare l’allarme l’11 marzo del 2019 con la lettera Protocollo n. 44567, era stato il Dipartimento di Prevenzione Servizio Igiene Ambienti di Vita  dell’ASP di Agrigento.
Oggi, è CODACONS che, con una lettera agli uffici preposti al controllo sanitario della città, lancia un forte allarme SANITARIO.
Com’è, oramai, noto agli uffici dell’Asp, – (tant’è che l’Asp ha più volte sollecitato pulizie e disinfestazioni straordinarie al Comune di Agrigento) – la situazione igienico sanitaria del territorio del Comune di Agrigento da oramai troppo tempo, è ai limiti della vivibilità.
La salute e il benessere delle persone sono strettamente legati allo stato dell’ambiente. Un ambiente naturale di buona qualità risponde alle esigenze di base, allo stesso tempo, l’ambiente rappresenta un percorso importante per l’esposizione umana all’aria inquinata, al rumore e alle sostanze chimiche pericolose. Nella sua relazione sulla prevenzione delle malattie mediante ambienti sani, l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) stima che i fattori di stress ambientali siano responsabili per il 12-18 % di tutti i decessi nei 53 paesi della regione Europa dell’OMS. Il miglioramento della qualità dell’ambiente in settori chiave come l’aria, l’acqua e il rumore può contribuire a prevenire le malattie e a migliorare la qualità della salute umana.
Agrigento, oramai da troppo tempo è UNA DISCARICA A CIELO APERTO, non viene più effettuata la scerbatura e il sistema della raccolta differenziata crea giornalmente delle discariche in ogni zona della città, discariche che grazie anche al grande numero di animali abbandonati, diventano punto di ristoro per gli stessi.
Pertanto, anche in considerazione del prolungarsi della situazione creata dalla diffusione del Covid-19, con la presente si chiede a Codesti Uffici, ognuno per la propria competenza, di volere provvedere con assoluta immediatezza onde prevenire eventuali infezioni e proliferarsi di malattie trasmesse da animali all’uomo, e di volere sollecitare all’amministrazione in carica, l’interesse per la salute pubblica visto che il primo cittadino è anche “responsabile della salute pubblica” del comune che amministra.
“Confidando in un Vs pronto e fattivo intervento, mancando il quale della questione sarà interessata la competente autorità giudiziaria per i provvedimenti sanzionatori di competenza, è gradita l’occasione per porgere distinti saluti”
Lo scrive in una nota il vice presidente Codacons Giuseppe Di Rosa.

I dottori M.S., B.G.; L.G.S – titolari di studi odontoiatrici siti a Palma di Montechiaro e Villafranca Sicula –  hanno chiesto all’ASP di Agrigento  la contrattualizzazione e l’assegnazione di un budget, al fine erogare prestazione per conto del S.S.R.
Dopo un lungo iter amministrativo, l’ASP di Agrigento ha rigettato l’istanza proposta dei suddetti odontoiatri, sostenendo che per la branca di odontoiatria sarebbero già state contrattualizzate in Provincia di Agrigento ben 42 strutture odontoiatriche e che,dunque, non sussisterebbe l’esigenza di nuove strutture.
Gli odontoiatri, pertanto, con il patrocinio degli avv.ti Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia, hanno impugnato il provvedimenti di rigetto della proprie istanze, rilevando come lo stesso si ponesse in palese contrasto con i principi comunitari in materia di concorrenza e fosse stato adottato in assenza di un’adeguata istruttoria.
In particolare, gli avv.ti Rubino e Impiduglia hanno citato a sostegno dei propri assunti dei recenti precedenti giurisprudenziali secondo i quali gli operatori economici operanti nella sanità devono essere messi in condizione di stipulare contratti con l’amministrazione non potendo quest’ultima rivolgersi a tempo indefinito solo ai soggetti che per anni hanno avuto accesso al mercato e fare riferimento solo al criterio della spesa storica che avvantaggia solo coloro che operano in un mercato chiuso all’accesso di nuovi operatori, poiché, fermo restando il tetto massimo di spesa, la ripartizione dei budget tra i soggetti accreditati dovrebbe essere operata in base a criteri idonei a garantire condizioni di parità tra i soggetti.
Il Consiglio di Giustizia Amministrativa (Presidente dott. Fabio Taormina, Estensore dott.ssa Maria Stella Boscarino), condividendo le tesi degli avv.ti Rubino e Impuduglia, ha accolto l’appello e  ha ordinato all’Asp di Agrigento di rivalutare la situazione dei suddetti studi odontoiatrici, tenendo conto dei principi in materia di tutela della concorrenza.
In particolare, il CGA ha chiarito come non possa ulteriormente protrarsi “una situazione di oligopolio in favore delle strutture a suo tempo contrattualizzate, destinate, quindi, a gestire l’intero fabbisogno all’infinito (cioè fino a quando dovessero decidere di chiudere)”; ciò, infatti, “stride con il necessario rispetto dei principi in materia di concorrenza”.
Per effetto della suddetta sentenza, il summenzionati studi odontoiatrici potranno – a seguito della rivalutazione della situazione da parte dell’ASP – conseguire la contrattualizzazione e l’assegnazione di un budget, e ciò a prescindere dal numero di strutture già contrattualizzate.
L’Amministrazione è stata anche condannata al pagamento delle spese processuali liquidate in euro 2.000 in favore di ciascuno dei tre odontoiatri.

Il 5 marzo del 2014 nell’Agrigentino, e non solo, è stato il giorno dell’operazione, condotta dai Carabinieri, cosiddetta “Colpo di fulmine, il mago della truffa”, ovvero un film del 2009 di Glenn Ficarra. Ed infatti, tra le pagine dell’ inchiesta coordinata dalla Procura emerse un elenco interminabile di truffati in tutta Italia, soprattutto imprese fornitrici, che avrebbero spedito beni di ogni genere solo su una promessa di pagamento, che poi non sarebbe avvenuto, ad un presunto fittizio sindacato, la “Confederazione commercio artigianato europeo”. Ebbene, adesso gli 11 imputati, come proposto dalla Procura, sono stati assolti dal Tribunale di Agrigento, anche a seguito della prescrizione di diversi capi di imputazione. Si tratta di Benedetto Maria La China, 36 anni, di Delia, Elvys Claudio Mario La China, 40 anni, di Delia, Ignazio La China, 59 anni, di Delia, Angelo La Vaccara, 55 anni, di Mazzarino, Santo Cagnina, 51 anni, di Canicattì, Rosanna Orlando, 40 anni, di Mazzarino, Patrizia Ferri, 51 anni, di Guidonia Montecelio, Luisa Drogo, 51 anni, di Delia, Giuseppe Montaperto, 53 anni, di Favara, Giuseppe Piscopo, 52 anni, di Favara, e Vincenzo Martines, 36 anni, di Canicattì.

Il personale della Guardia costiera di Sciacca, hanno individuato, nella località “Maragani” del Comune saccense, un pescatore sportivo che aveva catturato 25 chilogrammi di “oluturie” cosiddetti cetrioli di mare. La pesca, nonché la mera detenzione di tale esemplare, è sanzionata penalmente, ed è totalmente vietata.

Al trasgressore, denunciato alla Procura della Repubblica di Sciacca, è stata anche comminata una sanzione amministrativa di 4.000 euro, per aver superato il limite massimo giornaliero, per singolo pescatore sportivo, pari a 5 chilogrammi di prodotto ittico.

Gli esemplari di oloturie, ancora vivi, a seguito delle indicazioni del personale del distretto veterinario dell’Asp di Sciacca, prontamente intervenuto, sono stati rigettati in mare e restituiti al loro habitat naturale. Il prodotto, se immesso sul mercato nero, avrebbe generato un illecito guadagno di circa 5.000 euro.

Il governo regionale prova a sostenere il sistema produttivo dell’Isola colpito dalla pandemia. E lo fa con finanziamenti agevolati e contributi a fondo perduto, affidati alla gestione dell’Irfis, l’Istituto finanziario della Regione. Le nuove risorse messe a disposizione sono destinate alle piccole e medie imprese e ai liberi professionisti titolari di partita iva. Un nuovo intervento deciso dal governo Musumeci, in aggiunta agli altri strumenti già varati, che stanzia oltre 73 milioni di euro provenienti dal Fesr 2014/2020.
Le agevolazioni, fino a un massimo di venticinquemila euro, verranno concesse con una procedura informatica gestita dall’Irfis. Le domande potranno essere presentate da oggi (22 luglio) al 9 settembre, attraverso la piattaforma dedicata (https://sportelloincentivi.irfis.it/) raggiungibile dai portali istituzionali Regione.Sicilia.it, Irfis.it, Euroinfosicilia.it nonché dai siti web di tutte le associazioni rappresentative delle imprese e dei professionisti sul territorio.
«Si tratta – sottolinea il governatore dell’Isola – di un’altra opportunità per creare nuova e immediata liquidità a sostegno delle imprese siciliane ridotte ormai quasi al collasso. Ulteriori risorse che il mio  governo ha voluto mettere a disposizione del tessuto imprenditoriale siciliano, con l’obiettivo principale di far fronte alla grave situazione di crisi derivata dalle misure di contrasto alla diffusione del Covid».
Il finanziamento (minimo diecimila euro) è a tasso zero, senza commissioni e senza garanzie: prevede 48 rate e ha una durata complessiva di 72 mesi (comprensivi i due anni di preammortamento). Per ogni domanda si può richiedere un contributo a fondo perduto fino a cinquemila euro per spese di sanificazione e adeguamento dei luoghi di lavoro.
«Abbiamo – evidenzia l’assessore all’Economia, Gaetano Armao – rispettato l’impegno, con questi altri 73 milioni di euro in favore di imprese e professionisti siciliani, pesantemente penalizzati dalla pandemia. Con le risorse a disposizione pensiamo di mobilitare finanziamenti per oltre 370 milioni di euro».
Per poter accedere alle agevolazioni bisogna avere avviato l’attività entro il 31 dicembre del 2018 e nel 2020 il fatturato deve essere stato minore del 40 per cento rispetto al 2019. Per le Pmi il fatturato massimo non può superare i 250mila euro, per i liberi professionisti i 40mila euro.
«Abbiamo lavorato – spiega il presidente dell’Irfis, Giacomo Gargano – in sinergia con le associazioni di categoria e tutti gli ordini professionali ed è la prima volta che capita. Il presidente della Regione ha voluto assegnare all’Istituto una nuova mission: stare accanto alle imprese siciliane non solo da un punto di vista finanziario, ma anche in termini di servizi. Il nostro obiettivo, adesso, è quello di informatizzare l’Irfis e di renderlo ancora più efficiente per poter dare risposte certe in tempi brevi».
Non si tratterà di un click day, perché tutte le istanze complete della documentazione prevista saranno valutate, senza alcun ordine cronologico, solamente sulla base dei requisiti di partecipazione al bando e, per la prima volta, con una procedura totalmente informatizzata.

Proseguiranno fino a martedì 27 luglio (compreso) gli “Open Days” organizzati dalla Regione Siciliana per promuovere ulteriormente la campagna vaccinale nell’Isola. Tutta la popolazione, dai 12 anni compiuti in su, potrà vaccinarsi senza prenotazione in tutti i punti vaccinali delle province siciliane. Saranno somministrati i sieri Pfizer e Moderna. Lo comunica l’assessorato regionale alla Salute. L’obiettivo dell’iniziativa, che si affianca alle tante altre avviate dalle Asp e dai commissari per l’emergenza Covid, è immunizzare quanti più cittadini possibile e contrastare le “varianti virali” su tutto il territorio regionale.

L’associazione ambientalista Mareamico di Agrigento, denuncia ancora: La Scala dei Turchi, sequestrata dalla procura di Agrigento per forte rischio crolli, è inibita al pubblico. O almeno così dovrebbe essere. Al tramonto invece si popola di turisti e bagnanti.

Non è la prima volta che l’associazione denuncia la presenza di persone nella scogliera bianca nonostante i divieti per pericolo crolli. Dopo l’ultima segnalazione del 9 luglio scorso, che fece anche parecchio clamore, il Comune di Realmonte ha disposto un servizio civico di guardania durante le ore mattutine e pomeridiane. Ma a termine del servizio, già al tramonto, i primi “furbetti” tra turisti e bagnanti invadono l’area interdetta in barba ai divieti e mettendo anche a rischio la loro incolumità.

“Sorge spontanea una domanda – sottolinea Mareamico -: durante il tramonto la Scala dei turchi diventa sicura ed i possibili crolli non possono avvenire? Perché non viene esteso il servizio di guardiania e controllo durante tutte le ore di luce? Perché sono terminati i controlli da parte delle Forze dell’Ordine? Perché la Capitaneria dirotta tutte le segnalazioni verso altre Forze dell’Ordine? Aldilà di ciò che che deciderà il processo penale e quello civile nei confronti del legittimo proprietario della Scala dei turchi, noi speriamo solo che non accada nulla di grave ai turisti indisciplinati, durante questa difficile estate”.

Green Pass, obbligatorio dal 5 agosto per ristoranti e bar al chiuso. Ma anche per palestre, cinema e teatri. Ed ancora per andare allo stadio e per i grandi eventi. Le discoteche invece, per ora restano chiuse.
E’ questa la decisone presa dal Consiglio dei Ministri e dal premier Draghi che, in conferenza stampa spiega come il “green pass non è arbistrario, ma una condizione indispensabile per tenere aperte le attività economiche”.

Poi aggiunge:

“Con i vecchi parametri, molte regioni passerebbero di nuovo in zona gialla, invece così restano in zona bianca. L’estate è serena e vogliamo che rimanga tale. Il Green pass è una misura con i quali i cittadini possono continuare a svolgere attività con la garanzia di ritrovarsi tra persone che non sono contagiose. E’ una misura che dà serenità, non che toglie serenità ”

Per la classificazione delle fasce di colore varranno soprattutto le percentuali dei posti letti occupati e la soglia dell’occupazione delle terapie intensive.

Con l’occupazione del 10% delle terapie intensive una regione passerà in fascia gialla. La soglia prevista per le ospedalizzazioni sarà quella del 15%. Per passare in arancione le terapie intensive dovranno essere occupate al 20% e ci dovrà essere una soglia di ospedalizzazione al 30% (30 e e 40% per entrare in zona rossa). Con il green pass si abbrevia a 7 giorni (Italia viva punta a eliminarla) la quarantena breve: ovvero se un vaccinato entra in contatto con un positivo e ha il certificato verde dovrà  stare in isolamento un tempo minore.

Il ministro alla salute Speranza in conferenza stampa:

“Vaccinarsi, vaccinarsi, vaccinarsi: questa è la strada principale se vogliamo metterci alle spalle la stagione più difficile che abbiamo affrontato”. 

Durante la riunione si è discusso anche della possibilità  di tamponi gratis per gli under 18. Lo stato di emergenza varrà per i criteri di utilizzo del green pass riguardo al lavoro, alla scuola e ai trasporti se ne discuterà la prossima settimana.

Ma sui trasporti,, la decisione dovrebbe avvenire a settembre. Soddisfazione dalle forze politiche della maggioranza.

Il decreto
“A far data dal 6 agosto 2021, consentito in zona bianca esclusivamente ai soggetti muniti di una delle certificazioni verdi COVID-19, l’accesso ai seguenti servizi e attività: a) servizi di ristorazione svolti da qualsiasi esercizio” per il consumo al tavolo, al chiuso; b) spettacoli aperti al pubblico, eventi e competizioni sportivi c) musei, altri istituti e luoghi della cultura e mostre; d) piscine, centri natatori, palestre, sport di squadra, centri benessere, anche all’interno di strutture ricettive, limitatamente alle attività al chiuso; e) sagre e fiere, convegni e congressi di cui all’articolo 7; f) centri termali, parchi tematici e di divertimento; g) centri culturali, centri sociali e ricreativi, limitatamente alle attività al chiuso e con esclusione dei centri educativi per l’infanzia, compresi i centri estivi, e le relative attività di ristorazione; h) attività’ di sale gioco, sale scommesse, sale bingo e casino’, di cui all’articolo 8-ter; i) concorsi pubblici”.

Le disposizioni si applicano anche nelle zone gialla, arancione e rossa.

“Le disposizioni non si applicano ai soggetti esclusi per eta’ dalla campagna vaccinale e ai soggetti esenti sulla base di idonea certificazione medica rilasciata secondo i criteri definiti con circolare del Ministero della salute”. “Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, adottato di concerto con i Ministri della salute, per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale, e dell’economia e delle finanze, sentito il garante per la protezione dei dati personali, sono individuate le specifiche tecniche per trattare in modalità digitale le predette certificazioni, per consentirne la verifica digitale assicurando contestualmente la protezione dei dati personali in esse contenuti. Nelle more dell’adozione del predetto decreto, per le finalità di cui al presente articolo possono essere utilizzate le certificazioni rilasciate in formato cartaceo. 4. I titolari o i gestori dei servizi e delle attività di cui al comma 1 sono tenuti a verificare che l’accesso ai predetti servizi e attività avvenga nel rispetto delle prescrizioni di cui al medesimo comma 1. Le verifica delle certificazioni verdi COVID-19 sono effettuate con le modalità indicate dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri adottato ai sensi dell’articolo 9, comma 10. Il Ministro della salute con propria ordinanza può definire, eventuali, ulteriori misure necessarie in fase di attuazione della presente disposizione”.