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“Prendiamo  atto con enorme soddisfazione della decisione del governo Musumeci  di  estendere la gratuità dei mezzi pubblici anche al personale dell’Esercito”.

 Lo afferma il  presidente della commissione Difesa della Camera, Gianluca Rizzo, a commento delle notizia diffusa  dall’assessore regionale alle Infrastrutture a e ai Trasporti Falcone, di un provvedimento in questa direzione.

“Un’azione del genere – commenta Rizzo – colma una grossa lacuna che suonava come un mancato riconoscimento verso una categoria che in ogni occasione ha dimostrato tutto il suo valore e la sua abnegazione, specie nei recenti  impieghi per il contenimento della diffusione del Covid-19”.

“ I nostri militari – conclude Rizzo –  meritano tutto il nostro rispetto, che va riconosciuto con i  fatti, oltre che con le parole”

“Nell’ambito del comparto maggiormente colpito dalla crisi provocata dal Covid-19, cioè quello del turismo, un’emergenza nell’emergenza si manifesta per quanto riguarda le imprese che svolgono la loro attività nelle isole minori. Una realtà che merita un’attenzione particolare e interventi specifici non solo per fronteggiare le conseguenze economiche del lockdown ma per rafforzare le strutture sanitarie locali in modo da assicurare un’assistenza adeguata agli aspetti legati alla contingenza.
I problemi maggiori riguardano infatti quelle strutture ricettive che probabilmente saranno costrette a non aprire e che devono avere una forma di ristoro che consenta loro di compensare i danni subiti. Inoltre per quelle strutture, e non solo quelle ricettive, che dovessero riprendere la loro attività bisogna fare in modo che operino in assoluta sicurezza sia per quanto riguarda gli addetti ai lavori e la popolazione locale che per i visitatori. In questo senso i protocolli da adottare rappresentano un buon viatico per prevenire eventuali contagi ma occorre anche attrezzare le strutture sanitarie per intervenire tempestivamente nel caso in cui questi dovessero manifestarsi.
Purtroppo, tra le misure di aiuto previste dalla ultima finanziaria regionale non trovano spazio quelle rivolte a chi opera in realtà come le isole minori, che pur essendo tra le mete più ambite del turismo estivo presentano, comprensibilmente, situazioni diverse con problemi più complessi.
In questo senso ci faremo portavoce di queste istanze,  con un nostro specifico contributo affinché gli operatori turistici delle isole minori non abbiano a pagare un prezzo molto alto a causa di una crisi pesantissima per un comparto che rischia di vedere cancellata la stagione 2020 e che per si occupa di turismo in un contesto obiettivamente più fragile le conseguenze possono essere ancora più gravi.
Inoltre, occorre rivedere, anche in prospettiva della ripresa, quando sarà effettiva, lo stato dei collegamenti, sia aerei che marittimi, per evitare gli inconvenienti del passato che non poco hanno penalizzato si i turisti che gli abitanti delle isole minori che sono comunque a tutti gli effetti territorio italiano”.
Lo dichiara Vittorio Messina, presidente Confesercenti Sicilia.

“Le cronache di questi giorni raccontano l’arrivo a Porto Empedocle della nave traghetto passeggeri Moby Zazà, che farà da nave quarantena per i clandestini in arrivo da Libia e Tunisia”. È quanto afferma l’europarlamentare della Lega, Francesca Donato.

“La nave è dotata di tutti i comfort, cabine doppie o quadruple con servizi, oltre alle suite lusso, e la compagnia, in questo periodo ferma, riceverà per il nolo di 30 giorni, prorogabili, tra 900 mila e 1 milione e 200 mila euro a seconda del numero di ospiti: ovvero, 4.210 euro al mese per ogni clandestino imbarcato. Da quale fondo il governo attingerà questi soldi? In un periodo in cui l’Italia si trova a mendicare in Europa denaro per mascherine e ventilatori, è inaccettabile che l’esecutivo stanzi 4210 euro al mese per i clandestini su navi di lusso, uno schiaffo a tutti gli italiani in difficoltà”.

“Pretendiamo che venga fatta chiarezza su questa vicenda – ha concluso l’europarlamentare – anche in considerazione del fatto che il gruppo vincitore del bando ha avuto, di recente, un pesante contenzioso debitorio nei confronti del MIT da 180 milioni di euro. Il Governo deve dare risposte, subito”.

Dall’inizio dei controlli, i tamponi effettuati sono stati 102.403 (+855 rispetto a ieri), su 91.748 persone: di queste sono risultate positive 3.327 (+14).
Attualmente attualmente sono ancora contagiate 2.069 (-11)1.002 sono guarite (+25) e 256 decedute (0).
Degli attuali 2.069 positivi, 289 pazienti (-5) sono ricoverati – di cui 16 in terapia intensiva (-1) – mentre 1.780 (-6) sono in isolamento domiciliare.
Si raccomanda di attenersi scrupolosamente alle indicazioni fornite dal ministero della Salute per contenere la diffusione del virus. Per ulteriori approfondimenti visitare il sito dedicato www.siciliacoronavirus.it o chiamare il numero verde 800.45.87.87.

Lunedi prossimo sarà operativa a Porto Empedocle la sede del sindacato Confasi. I cittadini empedoclini potranno usufruire di uno sportello di assistenza dedicato ai lavoratori,  ai pensionati, ai disoccupati e alle famiglie. Responsabile locale della sede è Angela Di Gloria, che ha sposato con entusiasmo il progetto di crescita della Conf.A.S.I Sicilia, unendosi, così, alle professionalità di tutti i responsabili delle sedi già esistenti e operanti da anni  nell’isola. Soddisfazione per l’occasione è stata espressa dal commissario provinciale Riccardo Montalbano e da tutta la segreteria regionale di Confasi Sicilia.

Torna a casa e trova le valigie davanti alla porta d’ingresso, e la serratura cambiata. Un 40enne di Agrigento è andato in escandescenza. Ma la moglie di qualche anno più giovane non ha voluto sentire ragioni di aprire.

Provvidenziale e tempestivo l’intervento dei poliziotti della sezione Volanti della Questura di Agrigento, che hanno riportato la calma. Teatro della vicenda, l’abitazione per anni abitata dalla coppia, in una palazzina in territorio di Agrigento. La moglie approfittando dell’assenza dell’uomo, ha chiamato un fabbro, ed ha fatto cambiare la serratura della porta di casa.

La donna è stata denunciata dall’uomo per violenza privata. “Siamo in procinto di separarci”, la giustificazione fornita dalla stessa ai poliziotti.

È arcinoto a tutti gli operatori della politica e non, che la Lega sta facendo il diavolo a quattro per ottenere a tutti i costi l’Assessorato all’Agricoltura presso l’Ars Sicilia.

Ricordo, per chi non ne fosse a conoscenza (io per prima per esempio l’ho appreso da poco), che il leghista Zaia, allora ministro dell’Agricoltura, chiuse un accordo con lo Stato Canadese affinché l’olio italiano da esportare potesse essere solo quello veneto.

Sempre Zaia, da ministro, non nominò neppure un prodotto del sud presso l’Agenzia di promozione dell’agroalimentare italiano.

Ancora un esempio: il sud ha un grano di grandissima qualità, il Grano Senatore Cappelli. Ebbene, il seme di questo grano è diventato proprietà di un’impresa del Nord e adesso i nostri coltivatori devono pagare per seminare un grano che è nato nella nostra terra.

Per quanto riguarda l’export con la Cina, ci sono ben 13 vini italiani tutelati. Indovinate un po’?! Tutti del Nord! Per non parlare del fatto che si è previsto che le navi della via della seta debbano toccare solo i porti di Genova e Trieste, girando alla larga dai porti del meridione.

I produttori di agrumi muoiono di fame nell’indifferenza generale ma quando ci fu la crisi del parmigiano essa fu risolta comprando con i soldi destinati al sud ben 100.000 forme di parmigiano e questo elenco potrebbe continuare all’infinito.

La verità è che gli agricoltori del sud offrono al mondo i migliori prodotti che possano esistere ma tali prodotti o rimangono in ombra rispetto ai prodotti corrispettivi del settentrione oppure sempre più spesso costituiscono fonte di lucro per imprenditori del nord che vengono a fare razzia sul nostro territorio.

Non pensate che ci abbiano depredato abbastanza?

Pertanto faccio un accorato appello al Presidente Musumeci affinché non permetta che la Lega poggi le sue dita avide su un settore vitale per il nostro territorio, che nonostante i duri colpi inferti continua a resistere e a rappresentare un’eccellenza e nei confronti del quale qualcuno vorrebbe sferrare il colpo di grazia sabotandolo o saccheggiandolo.

Caro Presidente Musumeci, Lei che è persona saggia, se lo faccia dire da chi li ha conosciuti da vicino, non permetta questa rapina o i posteri lo additeranno come complice.

 

I poliziotti del Commissariato di P.S. di Licata, coordinati dal Commissario Capo Dr.ssa Zicari, hanno arrestato per detenzione e coltivazione di sostanza stupefacente di tipo marijuana, aggravato dall’ingente quantitativo, un cinquantenne licatese B.R., bracciante agricolo, con precedenti penali per ricettazione, detenzione armi e munizioni e con precedenti di polizia per violazione norme sugli stupefacenti.

Nelle prime ore del mattino, gli uomini del Commissariato, si dirigevano presso un appezzamento di vaste proporzioni sito in C.da Conca agro di Licata, di proprietà dell’uomo, ritenendo che in quel terreno fosse detenuta e coltivata illegalmente cannabis.

Gli operatori, all’interno di 2 tunnel, rinvenivano nella zona d’ingresso, una prima parte coltivata a basilico nella parte più interna, invece, erano presenti nel primo tunnel 344 piante adulte, in piena fioritura, della specie botanica Cannabis, nel secondo tunnel, erano presenti 17 piante adulte, in piena fioritura, dalle quali erano state recise e messe ad essiccare, parte delle infiorescenze quantificate in nr. di 65. Nel totale le piante di marijuana e le infiorescenze a seguito di pesatura risultavano avere peso complessivo di kg. 189.

La perquisizione veniva poi estesa all’interno di una stalla e di alcuni locali in disuso, ciò consentiva di rinvenire infiorescenze di cannabis in fase di essiccazione e, distese per terra, su un lenzuolo, altre infiorescenze già essiccate e pronte ad essere commercializzate per un peso di 5 kg.

Il totale della sostanza stupefacente rinvenuta e sequestrata ha peso complessivo di Kg. 194.

Dopo gli accertamenti di rito, l’arrestato, per disposizione del Sostituto Procuratore di Agrigento, D.ssa Paola VETRO, veniva accompagnato presso la sua abitazione, ove permarrà agli arresti domiciliari.

La notizia, purtroppo è arrivata.

Anche Federica Aleo, 28 anni di Canicattì, non ce l’ha fatta a sopravvivere a seguito di un incidente avvenuto tre mesi fa, in pieno centro di Ravanusa, durante il quale aveva già perso la vita Lorenzo Miceli, 28 anni, già consigliere comunale 5Stelle di Ravanusa.

Dopo l’incidente le condizioni di Federica erano apparse subito gravi e la giovane canicattinese è stata trasportata nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Caltanissetta.

In questi lunghi tre mesi Federica ha lottato insieme ai medici con tutte le forze. In coma, la sfortunata ragazza, non ha preso mai conoscenza.

Nelle prime ore di oggi la terribile notizia.