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A Lampedusa con due barconi sono approdati 183 migranti. La Guardia di Finanza ha intercettato, a circa un miglio dalla costa, un’imbarcazione di 8 metri con a bordo 83 uomini originari di Egitto, Bangladesh, Eritrea, Palestina, Marocco, Sudan e Ghana. Nel gruppo anche due minorenni non accompagnati. Poi, più in prossimità della costa, la stessa motovedetta delle Fiamme gialle ha bloccato un barcone di 9 metri con a bordo 100 migranti in viaggio da Bangladesh, Egitto e Pakistan. Entrambi i barconi sono partiti da Zuara, in Libia. Tutti sono stati trasferiti nel Centro d’accoglienza in contrada Imbriacola dove al momento si contano 445 ospiti a fronte dei 250 posti disponibili. Poco prima, con altri 5 sbarchi, sono giunti a Lampedusa 225 migranti.

La Cassazione ha rigettato il ricorso del difensore e ha reso definitiva la confisca, con il trasferimento della proprietà allo Stato, di un appartamento a Porto Empedocle nella disponibilità di Alfonso Zambito, 50 anni, già condannato nell’ambito dell’inchiesta “Easy Money”, frutto soprattutto delle dichiarazioni dell’ex sindaco di Porto Empedocle, Paolo Ferrara, per il reato di usura. Il valore approssimativo del bene confiscato è di circa 180mila euro.

L’assessore regionale alle Infrastrutture, Marco Falcone, si è impegnato ad ottenere dal fondo nazionale un anticipo di 200mila euro per gli sfollati dopo la strage di Ravanusa dello scorso 11 dicembre. La promessa è stata assunta nel corso di una riunione dell’Osservatorio regionale della condizione abitativa nella sede dell’assessorato, in presenza di presidenti e commissari degli Iacp, dell’Anci e dei rappresentanti degli inquilini. Falcone ha inoltre annunciato che saranno stanziati dalla Regione circa 16 milioni di euro come contributo per il pagamento dell’affitto per le famiglie bisognose, da 300 a 800 euro a famiglia. Le domande si potranno presentare dal 21 febbraio in tutti i Comuni dell’isola.

A Licata lo scorso 29 luglio è stato arrestato ai domiciliari, e con braccialetto elettronico, il consigliere comunale di 49 anni, Gaetano Aronica, dopo essere stato denunciato dai Carabinieri per tentato omicidio allorchè, come testimoniato dalla video-sorveglianza, mercoledì scorso 28 luglio, ha sparato quattro colpi di pistola contro un suo socio di 71 anni, Giuseppe Caico, per un contenzioso insorto nella gestione di un’attività di onoranze funebri. Solo un proiettile ha raggiunto l’anziano ferendolo ad un braccio, con 20 giorni di prognosi. Ebbene, adesso, su disposizione del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento, i poliziotti del Commissariato di Licata hanno trasferito in carcere Aronica perché, nonostante fosse ancora ristretto ai domiciliari, si è allontanato dalla sua abitazione per recarsi a casa dell’ex moglie e minacciarla di morte.

L’Azienda idrica dei Comuni agrigentini replica, con un ampio e dettagliato intervento firmato dai dirigenti, alle critiche al proprio operato.

L’Aica, l’Azienda idrica dei Comuni agrigentini, si è insediata lo scorso 2 agosto, e adesso, a fronte delle ricorrenti critiche rivolte verso il proprio operato, replica una volta per tutte. I dirigenti Gerardino Castaldi, Osvaldo De Gregoriis e Fiorella Scalia affermano: “Leggiamo che sono stati diffusi numeri non veritieri sui dati contabili dell’azienda. I bilanci sono in fase di redazione nei tempi previsti dalla legge, e quando saranno pubblicati si potranno leggere i numeri reali.

Pur pagando puntualmente ogni fattura, spesso non riusciamo ad ottenere tutti i servizi necessari perché gli operatori economici, che sono i creditori del precedente gestore Girgenti Acque, della gestione commissariale a causa del fallimento, e oggi della Curatela fallimentare, si rifiutano di lavorare per l’Azienda. I dipendenti continuano a lavorare senza sosta, con sacrificio e abnegazione. Sono 299, più 3 dell’Assemblea territoriale idrica. Da quando ci siamo insediati il tempo è stato impiegato in maniera proficua. La situazione ereditata dai precedenti gestori è pessima, anche per il cattivo stato delle infrastrutture, sia perché vetuste sia per una non adeguata manutenzione almeno negli ultimi 10 anni. Noi facciamo il possibile, senza parco macchine e mezzi d’opera sufficienti, senza strumenti di lavoro come martelletti, gruppi elettrogeni, pompe, e altro. In provincia sono già stati finanziati, e a breve inizieranno, lavori su acquedotti e fognature per circa 100 milioni di euro. Saranno necessari circa 3 anni per concludere le opere.

L’Aica, con i dirigenti, i dipendenti e i sindaci, ha fatto il miracolo di dare continuità al servizio. Ad agosto abbiamo iniziato senza un solo euro, una partita Iva, un conto in banco, senza credenziali per accedere alle piattaforme informatiche, e senza alcun bilancio di riferimento approvato dal precedente gestore da molti anni a questa parte. Non è facile far quadrare i conti quando il costo dell’energia elettrica mette in ginocchio un intero paese e, in particolare modo, le aziende energivore come l’Aica, anche per lo stato di incuria e di mancati ammodernamenti in cui è stata lasciata. E non è facile per le perdite d’acqua e le perdite contabili, tra abusivi, morosi e contratti a forfait. Ci siamo affidati ad una società leader nel mercato nazionale per la riorganizzazione e la valorizzazione del personale, che è la base per un piano industriale serio. A poco a poco si inizia a sfruttare il prestito dei 10 milioni di euro dalla Regione. I Comuni di Sant’Angelo Muxaro, Grotte, Campobello di Licata, Lucca Sicula e Castrofilippo hanno già versato la propria quota all’Aica.

Auspichiamo che lo facciano anche gli altri Comuni. Le tariffe sono rigidamente regolate dall’autorità competente, così come per altri servizi essenziali quali elettricità e rifiuti. L’ipotesi che le tariffe possano essere ridotte, attualmente è una chimera venduta da chi non ha strumenti per comprendere la realtà e mira solo ad ingannare gli utenti. Basti pensare che il prezzo delle forniture elettriche, necessarie per far funzionare tutti gli impianti, è quasi raddoppiato negli ultimi pochi mesi. Ci vuole pazienza e tanto lavoro! Non chiacchiere e non la bacchetta magica! In sei mesi già l’azienda è diventata trasparente e lavora con i canoni della legalità. Scusate se è poco! Certo, tutti noi vorremmo che l’acqua arrivasse con costanza nelle case delle persone ed in quantità sufficiente, e che le fogne non dessero problemi. Ma questo è l’obiettivo non il punto di partenza”.

Il coordinatore regionale dell’Udc Sicilia, Decio Terrana, Responsabile Nazionale per gli Enti Locali del partito, sgombrando il campo da equivoci e strumentalizzazioni pretestuose, illustra nitidamente le linee guida ed il programma politico del movimento centrista in vista delle amministrative che si terranno a Palermo nel 2022.
Noi restiamo serenamente coerenti e fedeli ai principi che hanno contraddistinto il nostro percorso, animati ed ispirati da una concezione politica tangibile, trasposta concretamente nel lavoro quotidiano che gli esponenti del partito svolgono al servizio del territorio.
L’Udc permane inconfutabilmente un polo di riferimento della coalizione di centrodestra, su scala nazionale, in Sicilia ed a Palermo. Non giochiamo su più tavoli, siamo aperti al dialogo ed al confronto per indole, poiché l’unico obiettivo da perseguire è il bene della collettività. Tuttavia, la posizione dell’Udc in vista della prossima tornata elettorale a Palermo è molto chiara: non vi sarà nessuna alleanza con quei partiti del centrosinistra che sono stati artefici, con una gestione incurante e malsana, dello sfacelo che ha ridotto al collasso il capoluogo siciliano. Un disastro politico, infrastrutturale ed economico, che ha generato un degrado trasversale e scenari incresciosi, con inevitabili ripercussioni di carattere sociale e relativo impoverimento della qualità della vita per i cittadini palermitani.
Non vi sarà nessun modello Draghi in Sicilia e verso Palermo 2022. Stimo molto il Presidente del Consiglio, profilo, competente, autorevole e qualificato, ma è innegabile che il commissariamento del Governo nazionale è stato un fallimento di tutta la politica. Chi è stato designato per adempiere al proprio dovere istituzionale, grazie alle preferenze degli elettori, avrebbe dovuto mettere da parte ogni personalismo e bieca logica partitica, spendendosi al fine di trovare un punto di convergenza virtuoso per il bene del Paese. 
In Sicilia la coalizione di centrodestra è forte, radicata e compatta: Udc, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega, Mpa, Diventerà Bellissima e Cantiere Popolare. 
Roberto Lagalla, esponente di spessore e prestigio sul piano etico, politico e accademico, sarà il nostro candidato Sindaco per la Palermo del 2022. 
La mia formazione politica è figlia della dottrina di Don Luigi Sturzo e del pensiero di De Gasperi, al centro di tutto c’è l’uomo e i suoi bisogni, la famiglia, il lavoro. Non amo gli esponenti autoreferenziali e prevaricatori, la classe politica è contaminata da troppi soggetti tendenti al protagonismo, portatori di interessi personali ed intenti a nutrire il proprio ego nei salotti televisivi, anziché curarsi di istanze dei cittadini e delle impellenze del territorio.
Urgono visione, buon senso e predisposizione al confronto costruttivo, per incentivare sviluppo, occupazione, funzionalità dei servizi pubblici, valorizzazione delle risorse umane e territoriali. Ricreare vita e prospettiva nei comuni dell’entroterra e riqualificare le periferie, smettere di cavalcare logiche populiste e gettare fumo negli occhi alla gente con proclami privi di sostanza. Chiediamoci perché i giovani siciliani sono costretti ad andare a sviluppare attitudini e talento lontani dalla propria terra d’origine, cerchiamo di dare risposte oneste ed autocritiche al quesito, lavoriamo insieme per invertire il trend.
La crescita di adesioni e consensi, costante ed esponenziale, registrata dall’Udc in Sicilia ci conferma che siamo sulla strada giusta. I siciliani condividono i principi moderati, liberali e democratici alla base del nostro progetto”. 

Le malattie cardiovascolari rappresentano ancora oggi la prima causa di morte nel mondo, con 18,5 milioni di vite perse ogni anno. In Italia sono responsabili del 34,8% di tutti i decessi, sia per gli uomini (31,7%) che per le donne (37,7%), con 230mila morti ogni anno certificate dall’ISTAT.

In questo terribile bilancio diventa prioritario ridurre il rischio cardiovascolare attraverso comportamenti modificabili e attività di prevenzione cardiovascolare.

La Fondazione per il Tuo cuore dei Cardiologi Ospedalieri Italiani ANMCO, che da oltre venti anni si impegna attivamente nella ricerca e nella prevenzione cardiovascolare, il 14 febbraio, giorno di San Valentino, lancia l’iniziativa nazionale di Prevenzione Cardiovascolare “per il Tuo cuore 2022”, che si svolgerà dal 14 al 20 febbraio. Nel corso della settimana torna il consueto appuntamento di Cardiologie Aperte, giunto alla sua sedicesima edizione, che a causa della diffusione pandemica da Covid-19, si svolgerà con un format diverso, ma sempre mirato alla promozione della prevenzione cardiovascolare e del controllo dei fattori di rischio. La Fondazione attiverà infatti il numero verde 800 05 22 33 dedicato ai cittadini che potranno chiamare gratuitamente, tutti i giorni dalle ore 10 alle ore 12 e dalle ore 14 alle ore 16, e porre domande sui problemi legati alle malattie del cuore, alle quali risponderanno oltre 660 Cardiologi ANMCO delle Strutture aderenti all’iniziativa, con più di 1500 ore di consulenza cardiologica gratuita.

Il prof. Michele Gulizia – Presidente della Fondazione per il Tuo cuore di ANMCO e Direttore della Cardiologia dell’Ospedale “Garibaldi-Nesima” di Catania – ha sottolineato: “Le malattie cardiovascolari, rappresentano uno dei più importanti problemi di salute pubblica, poiché rientrano tra le principali cause di morbosità, invalidità e mortalità. Dopo il dietrofront causato dal Covid rispetto ai progressi degli ultimi decenni, si prevede nel mondo un forte aumento di decessi per cause cardiovascolari, che si stima raggiungeranno 24 milioni nel 2030, più di 66.000 in media al giorno, per un costo globale che passerà da circa 863 miliardi di dollari nel 2010 a oltre 1 trilione. La pandemia ha avuto un effetto aggravante sul cuore dei cittadini sotto diversi aspetti: il Sars-CoV-2, oltre a peggiorare precedenti condizioni di cardiopatia o di insufficienza cardiaca, in alcuni individui ha avuto infatti effetti negativi sul sistema cardiovascolare innescando gravi problematiche, come aritmie e scompenso, in alcuni casi persistenti anche dopo la guarigione dal virus. Analizzandone infatti le conseguenze è emerso come fino a un paziente su otto, tra quelli ospedalizzati, mostri segni evidenti di problemi cardiaci. A causa dell’emergenza sanitaria si è inoltre assistito ad una notevole riduzione delle attività di prevenzione cardiovascolare e i pazienti hanno purtroppo saltato molti controlli, e ciò ha portato inevitabilmente ad un aumento di decessi e ospedalizzazioni. La prevenzione cardiovascolare assume dunque un ruolo determinante e l’iniziativa di ‘Cardiologie Aperte’, giunta alla sua sedicesima edizione, rappresenta oggi ancor di più una preziosa opportunità per il cuore degli italiani”.

“Vorrei infine ricordare – continua il prof. Gulizia – anche alle donne l’importanza della prevenzione, poiché se in età fertile sono aiutate dalla protezione ormonale, dopo la menopausa vengono colpite da malattie cardiovascolari addirittura più degli uomini, anche se generalmente il quadro clinico si mostra meno evidente, con dolore assente o localizzato in altra sede. Questo non fa altro che confondere i sintomi con altre patologie, portando spesso le donne a recarsi in ospedale tardivamente rispetto agli uomini, e spesso con peggiori conseguenze.”

“L’ANMCO, con oltre 5600 iscritti, dichiara il prof. Furio Colivicchi – Presidente Nazionale ANMCO e Direttore della U.O.C Cardiologia Ospedale San Filippo Neri di Roma – è impegnata da oltre 50 anni sul territorio per potenziare l’operato dei propri Cardiologi, fiore all’occhiello della Medicina Italiana nel panorama internazionale. Se è vero che le malattie cardiovascolari restano la prima causa di morte nel nostro Paese è però d’obbligo ricordare che sono in buona parte prevenibili, poiché accanto a fattori di rischio non modificabili (età, sesso e familiarità) vi sono anche fattori modificabili, legati a comportamenti e stili di vita (come fumo, alcol, scorretta alimentazione o sedentarietà) spesso a loro volta causa di diabete, obesità, ipercolesterolemia e ipertensione arteriosa”.

“La prevenzione è dunque importantissima sottolinea la dott.ssa Giovanna Geraci Presidente Regionale ANMCO Sicilia, U.O. Cardiologia – Azienda Ospedali Riuniti Villa Sofia-Cervello, Presidio Ospedaliero V. Cervello di Palermo – e va attuata il più precocemente possibile. L’iniziativa di Cardiologie Aperte, in questo momento di emergenza sanitaria, è in tal senso una grande occasione che i cardiologi ANMCO desiderano offrire gratuitamente a tutti i cittadini che lo desiderano e rappresenta un caposaldo della prevenzione cardiovascolare che la nostra Associazione porta avanti da oltre 16 anni.”

 La Campagna per il Tuo cuore 2022 sarà attiva anche sui social con l’hashtag #ascoltiamoiltuocuore e #cardiologieaperte.

“In vista delle nuove normative che non prevedono più l’obbligo dell’uso della mascherina all’aperto da oggi, 11 febbraio e probabilmente in tutti i luoghi al chiuso, dal 31 Marzo , giorno di scadenza dallo stato d’emergenza, avendone avuto riscontro, questa mattina, con i colleghi Consiglieri in Conferenza di Capigruppo, ho chiesto al Sindaco di fare richiesta all’Asp, dello screening gratuito per tutti gli alunni e il personale scolastico, per prevenire per tempo possibili aumenti di contagi in assenza del presidio delle mascherine, considerato inoltre il numero elevato di alunni ancora in DAD.
Il primo cittadino mi ha anticipato che darà seguito alla mia proposta”.
Lo dichiara la Presidente del Consiglio comunale di Favara, Miriam Mignemi.

5.754 i nuovi casi di Covid19 registrati a fronte di 38.018 tamponi processati in Sicilia. Ieri erano 7.194. Il tasso di positività resta al 15,1%. La Regione comunica che ci sono altri 342 casi dei giorni precedenti L’isola è al quinto posto per contagi fra le ragioni italiane. Gli attuali positivi sono 277.684 con un aumento di 2.811 casi. I guariti sono 3.251 mentre le vittime sono 34 e portano il totale dei decessi a 8.982. Sul fronte ospedaliero sono 1.439 ricoverati, con 32 casi in meno rispetto a ieri; in terapia intensiva sono 116, uno in piu’ rispetto a ieri.

Questa la situazione ni Comuni capoluogo: Palermo con 1.214 casi, Catania 1.529, Messina 900, Siracusa 696, Trapani 359, Ragusa 463, Caltanissetta 304, Agrigento 414, Enna 217.