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Ad Agrigento, venerdì prossimo, 24 gennaio, al Consorzio universitario, in via Quartararo, nell’aula magna “Luca Crescente”, alle ore 17, sarà presentato l’ultimo libro del giornalista e scrittore, Felice Cavallaro, intitolato “Sciascia l’eretico. Storia e profezie di un siciliano scomodo”, edito da Solferino. Insieme all’autore e al presidente del Cua, Giovanni Di Maida, interverranno gli onorevoli Claudio Martelli e Claudio Fava, ed il Generale dei Carabinieri Giuseppe Governale. Modera Marida Lombardo Pijola, giornalista e scrittrice. Nella recensione del libro si legge: “A 30 anni dalla morte di Sciascia, Felice Cavallaro traccia un ritratto di uno dei più grandi scrittori del novecento, ripercorrendo tratti e ricordi personali, di quello che egli stesso definisce “un siciliano scomodo, un uomo dalle scelte anticonformiste, pensieri unici ed originali, in una sola parola, un eretico”.

A Caltanissetta, al palazzo di giustizia, la pubblico ministero Claudia Pasciuti è impegnata nel processo in cui tra gli altri è imputata l’ex presidente della Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Palermo, Silvana Saguto. Claudia Pasciuti ha affermato: “Da alcune intercettazioni tra Silvana Saguto e l’amministratore giudiziario Gaetano Cappellano Seminara si desume in maniera chiarissima che l’esercizio delle funzioni non era posto in essere per l’interesse pubblico ma per quello privato. Nel giugno 2015 la Guardia di Finanza su delega del Pm ha svolto un lavoro monumentale da cui è emersa anche una costante carenza di liquidità sui conti correnti dei coniugi Saguto-Caramma. In una conversazione la Saguto dice a Cappellano Seminara: ‘guarda che quei documenti non sono arrivati completamente. Siamo un poco persi’. Non vi è alcun dubbio che quando i due parlano di ‘documenti’ si riferiscono a somme di denaro. Il 30 giugno l’ingegnere Lorenzo Caramma, marito della Saguto, riceve una telefonata da Banca Nuova che sollecitava un versamento per coprire il debito. La stessa sera Cappellano Seminara entra con un trolley a casa della Saguto alle 22.35 ed esce poco dopo. L’indomani viene fatto il versamento in banca. Non ci sono dubbi di alcun genere sul fatto che Cappellano Seminara consegnò a Saguto denaro contante”.

L’associazione nazionale antimafia “In movimento per la legalità”, presieduta da Nino Randisi, interviene a seguito dell’ennesima ingente cartella esattoriale notificata al testimone di Giustizia agrigentino, Ignazio Cutrò. Randisi afferma: “Non è la prima volta che lo Stato presenta il conto per i debiti accumulati dall’impresa dell’ex imprenditore bivonese Cutrò, che, per le difficoltà economiche sorte in seguito alle denunce contro i suoi estortori, dovette chiudere i battenti nel 2004. Invitiamo il nostro iscritto Ignazio Cutrò a desistere da gesti estremi, come lo stesso ha annunciato, e chiediamo intanto all’ente riscossore di congelare questa ennesima cartella di pagamento. Sollecitiamo, al contempo, un intervento definitivo da parte delle istituzioni chiamate in causa, in primis la Regione siciliana”.

Il segretario provinciale del sindacato Fast Confsal di Agrigento, Manlio Cardella, ha diffuso un intervento alla stampa tramite cui auspica una riforma degli Iacp, gli Istituti autonomi case popolari, che non sia avulsa dai reali interessi sociali, occupazionali ed economici, e che non prescinda dalla condivisione dei dipendenti e da un reale confronto con le parti sociali. Cardella aggiunge: “In tal senso il sindacato Confsal auspica un rinnovato modello di concertazione, intesa realmente come elemento partecipativo ed inclusivo. Una vera riforma regionale delle Politiche Abitative passa da una più efficace valorizzazione degli Istituti autonomi case popolari su base territoriale, oggi sommersi dal disastro dei debiti e sottoposti a continui commissariamenti, alcuni di valore, per altri meglio non parlarne. Occorre puntare su un grande piano “Casa” regionale, assicurando a canone sociale una dignitosa qualità abitativa. Occorre ridare ossigeno ad un settore strategico come l’edilizia popolare, con ricadute di occupazione ed economia. E poi occorre valorizzare il personale dipendente con una profonda riorganizzazione di uffici e servizi. Abbiamo in proposito redatto uno specifico studio di settore, che, se opportunamente sviluppato, potrebbe costituire anche il volano per una ripresa del settore dell’edilizia”.

Il Genio Civile di Agrigento, diretto dell’architetto Rino La Mendola, ha approvato il progetto esecutivo strutturale dei lavori di manutenzione straordinaria della strada provinciale 17-B Raffadali-Siculiana, già appaltati lo scorso autunno, per un importo complessivo di circa 5 milioni di euro. Dunque, i lavori strutturali potranno essere immediatamente avviati. Lo stesso Rino La Mendola ha inoltre informato i sindaci interessati che è stata conclusa la procedura di valutazione ambientale, e quindi sono in corso di affidamento i lavori di pulizia dell’alveo del fiume Verdura, in territorio di Ribera. E’ stato il Genio Civile a redigere il progetto esecutivo per la pulizia di 18 chilometri di alveo. I cittadini proprietari dei terreni attraversati dal fiume sono stati invitati a collaborare per una veloce esecuzione dei lavori.

Gela è stata ricoverata all’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta perché colpita da meningite batterica. Si tratta di una donna di 70 anni che inizialmente è stata ricoverata al “Vittorio Emanuele” di Gela e successivamente trasferita a Caltanissetta. La paziente è in prognosi riservata al reparto malattie infettive, diretto dal primario Alfonso Averna. Essendo una paziente che assume anticoagulanti, è stata trasferita a Caltanissetta perché all’ospedale di Gela non è stato possibile effettuare la rachicentesi.

Il deputato regionale del Partito Democratico, Michele Catanzaro, punta il dito contro l’importazione indiscriminata dal nord Africa, in particolare dalla Tunisia, di olio scadente a prezzi molto bassi, a danno delle produzioni di olio siciliane. Si tratta, come è già noto, di un fenomeno contro cui i parlamentari europei italiani, il ministero dell’Agricoltura italiano e il governo della Regione non sono stati capaci di porre rimedio.

Dunque Michele Catanzaro ribadisce l’appello e afferma: “E’ una situazione insostenibile che obbliga i produttori siciliani ad abbassare i prezzi di vendita fino a non coprire i costi di produzione, e che va avanti nell’assoluta indifferenza del governo. Nell’ultimo anno alcuni produttori hanno scelto di non avviare una campagna olearia che li avrebbe costretti a vendere la produzione a prezzi inaccettabili. E’ una situazione vergognosa. Non è accettabile che un comparto tra i fiori all’occhiello della regione venga abbandonato. Il governo regionale ha il dovere di tutelare il mercato dei prodotti agricoli siciliani rilanciando un comparto che può fare da volano all’intera economia dell’isola”.

L’imprenditore di Bivona e testimone di Giustizia, Ignazio Cutrò, ancora destinatario di cartelle esattoriali per debiti accumulati dalla sua impresa. Già nel marzo scorso una cartella da 39mila euro è stata congelata a seguito, probabilmente, del clamore mediatico sollevato dalla richiesta di pagamento.

Adesso a Cutrò è stata recapitata un’altra cartella da 11mila e 652 euro euro, e lui afferma: “Non ho questa disponibilità economica. Per me e la mia famiglia questa è stata l’ennesima umiliazione di uno Stato che, anziché proteggerci, ci ha abbandonato e ferito. Se questo è il trattamento che viene riservato a chi denuncia la mafia, noi rinunciamo volentieri ad essere cittadini di questo Stato. Rassicurazioni ci sono giunte sul blocco delle cartelle esattoriali, ma ad oggi gli impegni assunti da Regione e ministero dell’Interno non sono stati ancora mantenuti. Se alla scadenza del termine di pagamento, chi dovrebbe tutelarmi continuerà ad agire nel silenzio, un corpo carbonizzato verrà recapitato dinanzi a uno dei palazzi di Roma o di Palermo, e quel corpo sarà il mio. Sono stanco di continuare a lottare anche contro uno Stato assente e che io stesso ho difeso, mandando in galera i mafiosi. 20 anni del mio calvario si trasformano in 5 giorni di tempo per pagare i debiti di una impresa costretta a chiudere per aver denunciato il racket. Se questo è il segnale di legalità che vuole trasmettere lo Stato, allora lo Stato non ha veramente capito niente. Mi appello anche alla sensibilità del governatore della Regione, Nello Musumeci, che da presidente della Commissione regionale antimafia mi aveva più volte espresso vicinanza e sostegno. Presidente: la Regione può bloccare quelle cartelle e lei, fino a prova contraria, ne è il presidente”.

A Raffadali un tecnico di Girgenti Acque, nel corso delle attività in itinere di monitoraggio al fine dell’installazione dei contatori idrometrici, ha scoperto che la fontana pubblica di Piazza Progresso risulterebbe essere allacciata abusivamente alla rete idrica, tramite un collare di presa con uscita del diametro di 2 pollici collegato alla conduttura idrica principale in prossimità del civico 7 che alimenta la vasca interrata nei pressi della fontana. Una formale denuncia per furto è stata sporta alla locale stazione dei Carabinieri.