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Il “Presepe Vivente di Montaperto” ha aperto le porte alla solidarietà. La giornata del 29 dicembre, infatti, è stata dedicata alle famiglie in difficoltà e alle associazioni che si occupano di soggetti meno fortunati che hanno potuto visitare il presepe gratuitamente.

A benedire gli speciali ospiti del Presepe, Don Lillo Sardella e Don Mario Sorce. Presenti inoltre il sindaco di Agrigento Calogero Firetto, con prole a seguito, e l’assessore alla solidarietà sociale Gerlando Riolo. Grande soddisfazione dunque per Nino Amato, ideatore del presepe e tutto lo staff, porta avanti la tradizione di aprire le porte del suggestivo borgo ai diversamente abili. Presente ieri anche il noto regista agrigentino Michele Guardì, che da ben 11 anni si reca a Montaperto per rendere omaggio alla suggestiva grotta di Betlemme riprodotta in terra giurgintana.

Ma non è finita qui, oggi 30 dicembre alle 17.30, il “Presepe vivente di Montaperto”, riaprirà i battenti per tutti coloro volessero terminare il nuovo anno immersi in uno scorcio di Betlemme, in cui tutto profuma di tradizione, magia e misticismo soprattutto se ci si sofferma nel cuore centrale del presepe, la grotta con la natività. Il tutto sarà avvolto da musiche, canti che accompagneranno i visitatori in un percorso in cui verranno soddisfatti tutti i sensi. Assaggi tipici della nostra tradizione contadina verranno gentilmente offerti in ogni angolo del presepe, si potranno riscoprire gli antichi mestieri e per i bambini tanti giochi e animali con cui poter interagire.

 Sarà possibile visitare il “Presepe Vivente di Montaperto” l’1, il 5 gennaio 2019 dalle ore 17,30 in poi e il 6 gennaio, giorno dell’Epifania, che vedrà il suggestivo presepe, accogliere l’arrivo dei Re Magi.

Indagini in corso da parte dei carabinieri della Stazione di Naro, coordinati dalla Procura di Agrigento che ha aperto un fascicolo al momento contro ignoti per l’ipotesi di reato di danneggiamento, su un incendio che la scorsa notte ha devastato la casa di campagna e la Fiat Punto di proprietà di un commerciante del posto di 45 anni in contrada Grazia.A fare l’amara scoperta è stato quest’ultimo l’indomani una volta recatosi sul posto. L’abitazione, usata sporadicamente durante l’anno, è stata bruciata dall’interno. Ignoti hanno forzato una finestra e sono riusciti a penetrare all’interno dando fuoco a tutti gli infissi.

 

Le fiamme in breve tempo si sono propagate fino all’esterno andando a lambire anche l’auto parcheggiata fuori. Immediata ala chiamata ai carabinieri che hanno avviato le indagini.

Due furti, in due diverse abitazioni popolari di Porto Empedocle, sono stati messi a segno negli scorsi giorni. I proprietari di casa, approfittando delle vacanze natalizie, si erano allontanati per raggiungere evidentemente parenti o passare qualche giorno di vacanza fuori e, al loro rientro, hanno fatto la scoperta: dispense e frigoriferi svaligiati.

A colpire il fatto che, oltre a generi alimentari, null’altro è stato toccato o prelevato dalle abitazioni.

In entrambi i colpi i malviventi hanno danneggiato gli infissi delle rispettive abitazioni “visitate”.

Del fatto si stanno occupando i poliziotti del Commissariato “Frontiera”.

 

A Canicattì, gli agenti del locale Commissariato di Polizia hanno denunciato, in stato di libertà, alla Procura presso il Tribunale dei minori di Palermo, due ragazzini accusati di ricettazione e rapina aggravata.

 Tutto ha avuto inizio dopo la denuncia presentata da un 15enne che ha raccontato alla polizia di essere stato depredato di uno smartphone.

Le indagini effettuati dagli agenti hanno portato all’individuazione dei due minorenni, anche attraverso filmati di telecamere di videosorveglianza che hanno deferito questi ultimi all’autorità competente.

L’anno che va a chiudersi è, purtroppo, un altro “anno da dimenticare”.

Il problema è che, nel decennio della crisi, siamo davvero stanchi di vedere passare il tempo invano e di vedere che i problemi, pure avvistati, restano inspiegabilmente tutti sul tappeto irrisolti.

Cambiano i Governi Nazionali e Regionali, cambiano le Amministrazioni Comunali ma i problemi “di fondo”, quelli che una volta si sarebbero chiamate le “precondizioni dello sviluppo” sono ancora tutti lì: assenza o carenza di infrastrutture materiali e immateriali; un sistema imprenditoriale assai fragile incapace di dare le risposte occupazionali che servono; tassi troppo elevati di disoccupazione soprattutto giovanile e femminile cui adesso si sommano anche seri problemi demografici dovuti allo spopolamento dei nostri paesi ed al calo delle nascite.

Tutto questo ci consegna una provincia popolata da anziani, alle prese con la cronicità della situazione dei servizi sanitari, povera ed isolata.

Certo, tutto questo convive con le tante eccellenze di questa nostra provincia che pure esistono e che a Noi sembrano essere da un lato “la prova del nove” di come sia  possibile uscire dalla crisi e, dall’altro, ci indicano la via d’uscita: questa dev’essere una provincia che punta con assai più decisione sul turismo che faccia perno sull’enorme patrimonio archeologico e storico della Valle e di tanti luoghi della provincia; che valorizzi la qualità enogastronomica; che faccia del recupero dei centri storici e della rigenerazione urbana una risorsa enorme sia dal punto di vista economico che culturale.

Affrontare seriamente questa visione significa affrontare seriamente il problema dell’isolamento della provincia, di come “Agrigento sia collegata col mondo”, la condizione della viabilità interna, la vicenda della portualità  e del collegamento con le isole.

In questo quadro occorre definire la questione di come Noi ci stiamo dentro la ZES (Zona Economica Speciale).

E tutto questo non è disgiunto dalla capacità di rilanciare anche un sistema industriale che risulta assai impoverito e debilitato, partendo dal rilancio delle “aree industriali” e artigianali: pensiamo a com’è ridotto un settore come quello edile che, in 10 anni, ha visto ridurre la sua potenza del 75%.

Per questo, a nostro avviso, il 2019 dev’essere almeno l’anno nel quale riusciamo a mettere insieme le forze sociali ed economiche attorno ad un tavolo per comprendere, comune per comune, cosa sia davvero cantierabile e si facciano partire le opere!

L’anno nel quale la questione della “messa in sicurezza” del territorio, l’affrontare le questioni ambientali e dell’assetto idrogeologico diventi un fatto ordinario e non una cosa da scoprire nelle emergenze.

La stessa aggregazione, in stretto raccordo ed in alleanza con il sistema del governo locale, devono pretendere che si affrontino e si risolvano, da parte dei competenti livelli di governo, alcune questioni che si trascinano.

Ne citiamo alcune: la “questione Terme di Sciacca”; la “questione Kainite”; la “questione Italcementi”, ovvero alcune ipotesi di sviluppo possibile che restano al palo e da cui potrebbero arrivare risposte occupazionali!

Così come la “questione Girgenti Acque” e la “questione Rifiuti” devono trovare nel 2019 un assetto definitivo.

Sulla prima, grazie alla rinnovata iniziativa dei Sindaci ed all’azione del nuovo Prefetto, è stato fatto il passo importante, quello di chiudere la partita col gestore privato, adesso dobbiamo lavorare ad una gestione pubblica della risorsa salvaguardando gli investimenti sulla rete e l’economicità complessiva. Salutiamo con grande favore la riapertura di un ragionamento sul ruolo e la funzione di “SiciliAcque” e delle sue tariffe.

Sulla seconda occorre risolvere i problemi dell’impiantistica e cominciare a costruire filiere produttive sui rifiuti come risorsa e affrontare, una volta per tutte ed in modo serio, come spezzare questo circuito perverso evasione-ritardi pagamenti- scioperi-caos.

Nel 2018 abbiamo visto riaccendersi una spinta dei Comuni alla condivisione, pensiamo alla questione delle Aree SNAI o a quelli del GAL: sono spinte positive che sosteniamo e sosterremo.

Il 2018 ha visto chiudere, dopo 30 anni e in alcuni Comuni, la pagina triste del precariato (ad ognuno di loro rinnoviamo i nostri migliori auguri): è una pagina che va estesa a tutte le realtà comunali!

Nel 2019 porremo con maggiore forza la questione di come sono combinati i Comuni con riferimento alle loro piante organiche ed alle difficoltà che spesso hanno di rispondere ad alcuni bisogni: penso alla progettazione di opere pubbliche ma anche alla condizione degli Uffici della Solidarietà Sociale che devono mettere in campo gli strumenti per aggredire le nuove emergenze sociali.

Nel 2019 riprenderemo con forza la necessità di una lotta senza quartiere alle mafie attraverso una serie di iniziative, anche in raccordo con altre strutture come “LIBERA”. Ci siamo costituiti “parte civile” nel “processo Montagna” e vogliamo concretamente a batterci per una “antimafia della concretezza” che risponda ad esigenze avvertite e che renda visibile e immediata l’esigenza che abbiamo di liberarci da questa asfissia, liberando, ad esempio, tante realtà economiche che ci auguriamo trovino il coraggio di persone come Ignazio Cutrò (per il quale continuiamo a chiedere un rafforzamento della tutela) e che renda disponibili tutti i beni immobili sequestrati e confiscati alla mafia.

Un ringraziamento sentito per l’opera quotidiana della Magistratura Agrigentina che ha dato un grande impulso a questa battaglia insieme alle forze dell’ordine che si battono con passione e coraggio.

Così come, insieme all’ANPI, all’ARCI vogliamo riprendere e consolidare la iniziativa sui temi della memoria e della necessità di riaffermare i valori dell’antifascismo, della Costituzione e dell’antirazzismo, considerato il clima complessivo che si vive ne Paese.

Se volessimo riassumere, il 2019 dev’essere l’anno in cui riprendiamo la battaglia sui diritti negati: il diritto al lavoro, il diritto alla mobilità, il diritto alla salute, il diritto alla sicurezza, a partire da quella sul lavoro.

Una questione che ha ricevuto, sul finire del 2018, un impulso positivo è tutta la questione del “polo universitario” di Agrigento che abbiamo sempre seguito con grande interesse. Ovviamente non possiamo che salutare con favore ed interesse gli annunci dell’UNIPA, tuttavia non ci uniamo al coro di coloro che assai contraddittoriamente hanno dato un loro contributo e segnaliamo che, ancora, occorre risolvere una serie di questioni prima di festeggiare la rinascita ed il rilancio del CUA. Un rilancio che non può e non deve essere “concesso” e slegato da concreti processi di sviluppo del territorio e della sua economia.

Infine, ci si consenta di guardare alla nostra grande e storica organizzazione. Il 2019 sarà un anno importante per la CGIL che si avvia ad eleggere (a fine gennaio) il proprio Segretario generale e lo sarà anche per la nostra provincia dove continuerà l’opera di rinnovamento, rafforzamento e reinsediamento della nostra Organizzazione. Abbiamo già, nei Congressi che abbiamo tenuto a fine 2018, rinnovato alcune importanti Categorie (turismo e commercio, chimici ed elettrici, bancari ed assicurativi e comunicazioni). Continueremo con altre categorie e con la ricostituzione, almeno nei “medi centri” delle “camere del lavoro” in modo da affiancare alle strutture di servizio e di tutela individuale anche strumenti di battaglia politico-sindacale.

Per Noi l’anno si aprirà  il 3 gennaio alle 10 con il SIT IN davanti la Prefettura dei Sindacati dei Pensionati CGIL CISL UIL contro la manovra economica del Governo Conte che, ancora una volta, vuole fare cassa sulle pensioni ed in attesa dell’annunciata Manifestazione Nazionale Unitaria; continuerà – come ogni anno – il 4 gennaio a Sciacca nel ricordo dell’assassinio di Accursio Miraglia e, nei giorni successivi con l’inaugurazione delle nuove “camere del lavoro” a Canicattì e a Porto Empedocle.

Il 10 saremo a Licata, al fianco dei Movimenti che si battono contro la trivellazione e le ricerche petrolifere nei nostri mari e contraddicono ogni nostra ipotesi di sviluppo.

Ci attende un anno di impegno, di battaglie, di lotte che continueranno  i gloriosi 112 anni della nostra Organizzazione.

Sia pure in condizioni davvero difficili, vogliamo continuare ad essere un punto di riferimento certo per quanti un lavoro ce l’hanno, per quanti lo cercano, per i pensionati di questa provincia.

Vogliamo farlo non da soli o rivendicando primogeniture, vogliamo farlo insieme a chi si batte per una provincia diversa, che non si rassegna a stare negli ultimi posti delle graduatorie.

Voglia una provincia accogliente ed inclusiva, dove stare meglio tutti.

Abbiamo bisogno di “fare fonte comune”, ritornare a “pensare in grande” cominciando a riproporre i temi veri ed importanti di questa nostra Comunità.

Agrigento ritrovi questa unità d’intenti, questa voglia di riscatto e di uscire dalla crisi, di ridare speranza e serenità.

Forze Sociali, economiche, culturali, associative, religiose lavorino concretamente a questo “progetto Agrigento” di rinascita.

La CGIL ci sarà, con tutta la sua energia positiva e la voglia di combattere, ed augura a tutti un 2019 ricco della stessa propositività e positività.

Straordinaria giornata di sport e di convivialità quella vissuta ieri, 28 dicembre, presso il Palazzetto dello Sport “Pippo Nicosia”, organizzata dal Panathlon Club di Agrigento con la collaborazione dell’ASD Real Basket con lo svolgimento del 1° Memorial “Pippo Miccichè” – Torneo di pallacanestro Under 13 per ricordare la figura di uno dei soci fondatori del Club alla presenza dei figli Simonetta ed Alfonso. Avvincente lo svolgimento del torneo con i giovani cestiti di quattro società sportivi che si sono conteso il trofeo che al termine della manifestazione è stato assegnato alla squadra della Real Basket e all’insegna dell’amicizia il consumo del pranzo all’aperto in una giornata di sole …. quasi primaverile che non è raro godere in Sicilia in questo periodo. Molte le persone presenti tra dirigenti, tecnici, atleti e genitori per vivere anche l’evento della consegna della seconda ”Targa Etica” contenente la ”Carta dei Diritti del ragazzo e Doveri dei Genitori nello sport” ad Alessandro Bazan, ideatore e artefice della rinascita del Palazzetto dello Sport di Agrigento e Presidente della Real Basket. Durante la cerimonia di premiazione l’impegno etico dell’ associazione sportiva, di fronte il Panathlon, è passato attraverso la lettura delle due “carte” da parte di una mamma e di uno dei giovani atleti partecipanti al torneo. Il Club agrigentino con questo evento continua a proporsi sul territorio con l’organizzazione di iniziative attraverso le quali poter trasmettere messaggi tendenti a massimizzare il più possibile la divulgazione dei principi sportivi di lealtà ed onestà, di integrazione sociale, di ricerca di una sostenibilità equilibrata della pratica sportiva, di lotta al doping, di promozione del Fair Play e di rifiuto della violenza. Prossimo appuntamento sarà domenica 30 dicembre, alle ore 18, per la consegna della terza targa alla Fortitudo Moncada di Agrigento prima della disputa dell’incontro del campionato nazionale di serie A2 di basket: Fortitudo Moncada Agrigento- Zeus Energy Group Rieti.

E ritorna il “Presepe di Cioccolato” nel quartiere di San Giacomo ad Agrigento. Il tema di questo anno è “Amiamo la Comunità”, e gran parte della Comunità si è impegnata nella realizzazione, con in testa il parroco Don Enzo Sazio.

I preparativi, sono iniziati da circa un mese, ed hanno visto i gruppi Ricamo e Scouts, dedicarsi alla realizzazione delle casette e dei pastori, mentre le creazioni più impegnative sono state fatte da parrocchiani con più esperienza, il tutto al solito nel salone della Chiesa, dove circa 38 anni fà nacque l’idea del Dolce Presepe.

Una tradizione consolidata ed attesa nel quartiere, che inizia a superare i confini della città. Ed in onore a ciò, sono stati riprodotti: il teatro di Siracusa, una salina di Trapani, uno scorcio di Catania ed uno di Ibla, e la torre di Federico II che si trova ad Enna.

La nostra amata cittadina è rappresentata dalla Valle dei templi (Concordia, Dioscuri, Ercole) e la fontana di Bonamorone, mentre la Comunità vede le 3 Chiese dell’Unità Pastorale (S.Giacomo,S. Domenico e S.Giuseppe) con dinanzi alcuni personaggi, rappresentanti i diversi componenti dell’Unità pastorale, impegnati in un percorso comune di crescita nella fede e nel viverla insieme con gioia. Perchè il Presepe di Cioccolato, nella sua creazione, esposizione, è anche incontro fra persone di età e nazionalità diversa, ed occasione per stare insieme, scambiarsi idee e conoscenze.

Nella locandina  è indicato il Programma Natalizio dell’Unità Pastorale, iniziative che si concludono con la distribuzione del Dolce Presepe, con l’augurio che ognuno comprenda di non essere solo ma in una Comunità che rappresenta proprio questo: una famiglia di famiglie.

La Uil di Agrigento fa una analisi della situazione della nostra provincia dopo un anno duro che ha segnato ancora negativamente l’andamento socio-economico del territorio, visto che il problema ripresa del Mezzogiorno, della Sicilia e di Agrigento ancora non ha dato segnali tangibili di ripresa o un nuovo viatico che fa ben sperare.
 
“Non vogliamo essere per forza negativi ma non possiamo nascondere che i risultati nella nostra provincia nell’ultimo anno, dopo che si è insediato un nuovo governo regionale e nazionale, ancora non ha portato quella linfa e quella forza di buon governo dopo anni e anni di crisi.
 
I pensionati, i giovani, i precari, gli inoccupati e i disoccupati si aspettavano azioni di governo incisive per bloccare un’emorragia inarrestabile quale l’emigrazione degli ultimi anni e aprire un varco a chi non ha tutele e chance occupazionali oppure chi aspetta ancora le briciole con occasioni come i tirocini che spesso e volentieri tardano a partire per ritardi burocratici  come l’Avviso 20 che rischia di atterrare una platea vasta di cittadini siciliani che inseguono anche i piccoli lavoretti del momento.
 
Abbiamo finalmente una finanziaria nazionale che a oggi è un rebus tutto da scoprire, ci sono tanti provvedimenti che devono essere portati a termine in primis quota 100 e reddito di cittadinanza con decreti ad hoc, ma ancora non sono chiare le coperture e lo starter.
 
Di questa manovra espansiva che ha visto parecchi cambiamenti prima dell’ultimo passaggio in terza lettura alla Camera a fine anno, non riusciamo a comprendere bene il rilancio per il sud da dove parte. Tant’è vero che la nostra regione siciliana è avvolta dalle mille emergenze, dai disastri idrogeologici ai terremoti, alla mancanza di una programmazione e di un vero cambio di passo a livello strutturale e infrastrutturale, le opere pubbliche non sono partite e si sono registrati sono crolli di imprese  e di lavoratori.
 
Come del resto ancora non possiamo applaudire questo governo regionale che passa da un annuncio all’altro, dimenticando forse che la maggior parte delle riforme dai rifiuti, alla burocrazia, dall’asset politico-istituzionale non hanno visto i passaggi decisivi in Parlamento per trasformarli in atti concreti.
 
Ecco perché ci aspettiamo molto di più dal governo nazionale e regionale, se si vuole realizzare veramente un cambiamento ci si deve confrontare con le parti sociali in maniera positiva e scevra da condizionamenti, andare avanti da soli non è salutare per nessuno e finora dalla crisi economica non se n’è usciti anche per mancanza di dialogo e concertazioni con i vari soggetti interessati a una ripresa della Sicilia e del territorio che non possiamo rimanere marginalizzati e fuori da logiche virtuose e di sviluppo che vedano imprese e istituzioni remare assieme per essere appetibili sul mercato.
 
Ad Agrigento e provincia con un territorio fragile e un’economia complessa, difficile e di poco respiro, gli imprenditori agricoli, turistici, gli esercenti al dettaglio e all’ingrosso sono solo da premiare, viste le difficoltà oggettive a poter continuare a competere con altri paesi dove si è investito nell’innovazione e negli aiuti mirati ad aziende e imprese.
 
E noi aspettiamo ancora i risultati dei Por 14/20 che trovano ancora lacune nel Psr e nei fondi di investimento per le aziende per riconversioni o start-up che trovano ritardi francamente scandalosi.
 
Agrigento deve ripartire, c’è molta attesa per il rilancio del Cua con il nuovo anno accademico 2019/2020, noi vogliamo ancora una volta essere positivi ma non ci possono essere ulteriori ritardi,da 5 anni questo avamposto culturale, didattico e accademico aspetta uno slancio per ripartire, vedremo se finalmente Università, Governo e i soci del Consorzio avranno imboccato la strada giusta.
 
La Uil di Agrigento assicura il suo impegno quotidiano per il territorio e con tutto il gruppo dirigente continuerà a svolgere quell’azione propositiva e propulsiva per essere da sprone a una ripresa del territorio che tutti aspettiamo per cambiare un trend che ha negli ultimi anni portato fame e sottosviluppo in maniera generalizzata”.

Una storia ancora ingarbugliata finita a coltellate e che ha per protagonista un personaggio eccellente della criminalità agrigentina, quel Mario Rizzo che da mesi collabora con l’autorità giudiziaria, mai classificato come vero e proprio pentito anche se le sue dichiarazioni hanno già fatto scoprire un mini arsenale a Favara, un tentato omicidio compiuto in Belgio e sinanco un tentato omicidio compiuto a Favara, circostanze queste ultime che hanno direttamente coinvolto l’ex cognato, Gerlando Russotto di Favara.

L’ultima vicenda che riguarda Mario Rizzo è questa ed è al vaglio dei carabinieri della stazione di Villaggio Mosè che stanno cercando di far luce su tutto.

Ieri, infatti, proprio al Villaggio Mosè nell’abitazione del padre di Rizzo dove risiede Mario (che attualmente è sottoposto agli arresti domiciliari) si è presentato un uomo di Favara, F. M. il quale aveva subito un furto nella sua casa sita nella popolosa frazione.

La vittima del furto ritiene, lo avrebbe saputo da alcuni amici, che a compiere il colpo sarebbero stati Mario e Alessandro Rizzo (fratello che si era pubblicamente dissociato dal percorso di collaborazione di Mario) ed a loro personalmente chiede conto e ragione e la restituzione della refurtiva.

Una parola tira l’altra e gli animi si alterano fino a quando nel bel mezzo di una vera e propria rissa, compare un coltello nelle mani di Mario Rizzo che colpisce F. M. al torace. La vittima della coltellata finisce in ospedale con ferite guaribili in 30 giorni e la vicenda viene presa in carico dai carabinieri di Villaggio Mosè che hanno anche redatto un rapporto giudiziario (ipotesi di reato lesioni gravi o tentato omicidio?) già consegnato ai pubblici ministeri della Procura di Agrigento.

Questa mattina, nella sede dell’Ordine degli Architetti di Agrigento, si è svolta la conferenza stampa sui dati censiti dall’Onsai dei quali quattro sono investimenti per la città di Agrigento.

Al tavolo dei relatori, Rino La Mendola, vicepresidente del Consiglio nazionale degli Architetti; Alfonso Cimino, presidente dell’Ordine degli Architetti di Agrigento; Francesco Romano, consigliere delegato Lavori pubblici – Onsai dell’Ordine Architetti di Agrigento.

Pubblicati i dati 2018 dell’Osservatorio Nazionale sui Servizi di Architettura e Ingegneria (ONSAI) del Consiglio Nazionale degli Architetti. I dati, relativi ai 380 bandi analizzati dalla rete degli Ordini degli Architetti italiani, nel corso del 2018, rivelano un netto miglioramento, rispetto ai dati relativi alle criticità rilevate nel 2017. Ciò è da attribuire soprattutto alle novità introdotte al testo originario del codice (D.Lgs.50/2016) dal cosiddetto “decreto correttivo” (D.Lgs.56/2017), in recepimento alle proposte dello stesso Consiglio Nazionale Architetti e della Rete delle Professioni Tecniche.

 Dati  Nazionali

Elementi positivi 2018:

In particolare, è stata rilevata una notevole riduzione percentuale rispetto alle criticità già rilevate nel 2017, nell’ambito degli affidamenti di servizi di architettura e ingegneria; nel dettaglio:

  • La mancata applicazione di regole certe, per il calcolo da porre a base di gara e per la conseguente selezione della procedura di affidamento da adottare, segna un -21% rispetto ai dati raccolti lo scorso anno; ciò costituisce un elemento importante per garantire maggiore trasparenza;
  • Il ricorso immotivato a requisiti quantitativi per partecipare ad una gara, come il fatturato, ha fatto registrare un -28%; ciò segna una notevole apertura del mercato dei lavori pubblici, soprattutto per le strutture professionali medio-piccole che, nel Paese, sono più del 90% degli operatori economici impegnati nel settore lavori pubblici;
  • il mancato rispetto del divieto di far versare la cauzione provvisoria ai professionisti che partecipano ad una gara di progettazione dal 9% si è ridotto a zero (anche questo segna un’apertura del mercato agli operatori economici-medio piccoli).

I dati rilevati dall’ONSAI per il 2018, evidenziano, inoltre, un diffuso ricorso  alle procedure negoziate, che raggiungono  una percentuale pari al 51% ed alle procedure aperte, che raggiungono  il 41%; mentre le procedure ristrette  raggiungono  il 5% e gli  affidamenti  diretti solo il 3%.

Un ulteriore elemento positivo riguarda soprattutto la Sicilia, dove la Regione con decreto n°30 Gab dello scorso 5 dicembre, a firma dell’assessore alle Infrastrutture, Marco Falcone, ha dotato le stazioni appaltanti che operano in Sicilia dei bandi tipo per i concorsi di progettazione e per affidare servizi di architettura e ingegneria a liberi professionisti, puntando sulla centralità del progetto, sullo snellimento e la trasparenza delle procedure, sulla riduzione dei requisiti e  sull’apertura del mercato.

Criticità 2018: 

  • Carenza di investimenti per mancanza di progettualità, dovuta al mal funzionamento dei fondi di rotazione, sempre più indispensabili per finanziare i progetti;
  • La legge di bilancio prevede la costituzione di una centrale per la redazione di progetti di opere pubbliche, presso la pubblica amministrazione, che rischia di statalizzare la progettazione, sottraendola al libero mercato e privandola delle garanzie di qualità, assicurate dalla concorrenza e dallo stesso mercato; tutto ciò alimentando peraltro ulteriore confusione tra controllori e controllati.

Posizioni assunte, in merito, dal Consiglio nazionale degli Architetti

In merito al tema, non escludendo più eclatanti successive forme di protesta, il Consiglio Nazionale ha chiesto, con forza e determinazione, al Governo ed al Parlamento, di convertire la Centrale unica di progettazione in un organismo centrale di programmazione degli interventi infrastrutturali e di gestione di un nuovo fondo di rotazione per affidare la progettazione ai liberi professionisti. Ciò nella consapevolezza che la programmazione sia il vero punto dolente del sistema Italia, che attualmente non permette di costruire un chiaro, efficace e lungimirante progetto di trasformazione delle nostre città e dei nostri territori, che necessitano, di azioni forti, non più episodiche, per la difesa del patrimonio ambientale, architettonico e infrastrutturale

 

 Dati  Agrigento

Sui 380 bandi censiti dall’Osservatorio a livello nazionale, 4 riguardano investimenti per la città di Agrigento, per un importo complessivo di €. 23.497.866, di cui  €. 774.420 per servizi di architettura e ingegneria. 

Entrando nel dettaglio dei dati rilevati per Agrigento, si evince che, al di là dell’investimento per la messa in sicurezza della cattedrale, che costituisce un fatto episodico per un importo di 17.188.589 euro, gli altri investimenti ammontano complessivamente a 6.309.277 euro. Pur costituendo un elemento importante, l’importo di tali investimenti è certamente insufficiente per rilanciare l’economia della città.

I dati sono ancora meno significanti per i servizi di architettura e ingegneria, per i quali analogamente si rileva che, nell’ambito dell’intervento sulla cattedrale, sono stati finanziati servizi di architettura e ingegneria per un importo di 719.205 euro, mentre tutti gli altri servizi ammontano a soli 55.215 euro; una cifra del tutto irrisoria per i liberi professionisti, che operano nell’agrigentino.

CONCLUSIONI:

In sintesi dunque, i dati dell’Osservatorio, rilevati dalla rete nazionale degli Ordini degli Architetti, dimostrano un notevole miglioramento:

  1. nell’ambito normativo, per effetto delle modifiche introdotte dal decreto correttivo (D.Lgs.56/2017), in recepimento alle proposte formulate dal Consiglio Nazionale degli Architetti e della Rete delle Professioni Tecniche;
  2. nell’ambito regolamentare, per l’adozione, da parte della Regione Siciliana, dei bandi tipo, con i quali sono state fissate regole certe per le stazioni appaltanti, negli affidamenti di servizi di architettura e ingegneria ai liberi professionisti; tutto ciò garantendo trasparenza e snellimento delle procedure, centralità del progetto nel processo di esecuzione delle opere pubbliche ed apertura del mercato.

Permangono, comunque le seguenti criticità:

  1. La centralizzazione della progettazione presso la Pubblica amministrazione, che promuove la statalizzazione della progettazione, sottraendola al libero mercato e privandola delle garanzie di qualità, assicurate dalla libera concorrenza;
  2. Carenza di investimenti a causa di una strutturale mancanza di progettualità;

 

Soluzioni proposte:

  1. Migliorare ancora il testo del codice dei contratti, proponendo le modifiche di cui al documento già redatto dal Consiglio Nazionale degli Architetti, unitamente alla Rete delle Professioni Tecniche, con l’obiettivo di superare le criticità residue dello stesso codice, completando il percorso già proficuamente tracciato con il cosiddetto “decreto correttivo”;
  2. Convertire la centrale di progettazione in una centrale unica per la programmazione e la gestione di un nuovo fondo di rotazione, moderno e flessibile, finalizzato a finanziare la progettazione, da affidare ai liberi professionisti, di interventi di rigenerazione urbana e di realizzazione delle infrastrutture necessarie per lo sviluppo del Paese e soprattutto del territorio che soffre di un notevole gap infrastrutturale, come la Provincia di Agrigento.

 

Le interviste

 Rino La Mendola:

“I dati del nostro Osservatorio ci dicono che il 2018 è stato un anno interessante, durante il quale abbiamo registrato un netto miglioramento del libero mercato dei lavori pubblici, rispetto all’anno precedente. Ciò è da attribuire soprattutto alle novità introdotte al codice dei contratti, dal cosiddetto “Decreto correttivo del 2017”, che ha recepito gran parte delle nostre proposte. Ma, il fiore all’occhiello del 2018 è il Decreto dello scorso 5 dicembre, con il quale l’assessore regionale alle Infrastrutture, Marco Falcone, ha dotato le stazioni appaltanti siciliane dei bandi tipo per l’affidamento di servizi di architettura e ingegneria a liberi professionisti; bandi tipo che puntano sulla centralità del progetto, sulla trasparenza, sullo snellimento delle procedure e sull’apertura del mercato alle strutture professionali medio-piccole.

A questo si aggiunga che, con decreto dello stesso assessorato alle Infrastrutture, lo scorso 3 ottobre è stato finalmente costituito un fondo di rotazione per finanziare progetti, redatti da liberi professionisti, finalizzati a fruire di fondi comunitari. Tutto ciò, peraltro, stimola una inversione di tendenza di recenti politiche alimentate da provvedimenti come la legge di bilancio al vaglio delle Camere; politiche votate a centralizzare la progettazione nella pubblica amministrazione, sottraendola al libero mercato e privandola delle garanzie di qualità, assicurate dalla concorrenza. Il nostro auspicio di fine anno è che i segni complessivamente positivi del 2018, possano promuovere, per il 2019, un rilancio del settore dei lavori pubblici e delle infrastrutture in Sicilia ed in particolare nei contesti territoriali che soffrono di un notevole gap infrastrutturale, come quello di Agrigento”.

Alfonso Cimino:

“Il 2018 è stato un anno parecchio interessante: il Consiglio dell’Ordine degli architetti ha lavorato in maniera compatta impegnandosi per i centri storici, per il rilancio delle città. Abbiamo organizzato un evento a Santa Margherita Belice, in memoria del tragico evento del 1968, e redatto un documento presentato poi al Congresso nazionale degli architetti. A Roma, nella sede del Consiglio nazionale degli architetti, abbiamo tenuto un Consiglio straordinario dell’Ordine di Agrigento parlando proprio della nostra città. Sì, perché Agrigento è lontana, per quanto riguarda le infrastrutture, dal resto della Sicilia, quindi dal resto dell’Italia. Lo abbiamo detto tante volte e siamo fiduciosi che il gap negativo possa invertire la tendenza. Abbiamo parlato di strumenti urbanistici anche ad Agrigento dove, di recente, l’Amministrazione comunale ha approvato le nuove direttive dello strumento urbanistico concertate con gli Ordini professionali. Altro importante aspetto è l’approvazione e l’adozione dei bandi tipo attraverso il decreto assessoriale da parte della Regione. Oggi ci troviamo impegnati offrendo la nostra solidarietà alle persone dei luoghi colpiti dal sisma a Catania e, in tal senso, il nostro presidio di Protezione civile ha dato la disponibilità di quattro colleghi che, nei giorni prossimi, potranno eseguire la rilevazione degli edifici che hanno subito dei danni. Per il 2019 stiamo programmando tante iniziative al centro delle quali c’è la figura del libero professionisti. Desideriamo ci sia un coinvolgimento da parte degli uffici tecnici affinché possano funzionare meglio e un maggiore coinvolgimento rispetto alle problematiche poste da parte della politica locale, regionale e nazionale”. 

Francesco Romano:

“Sono molto soddisfatto dell’operato del nostro Consiglio provinciale per il numero di bandi analizzati, non a caso siamo i primi a livello regionale e nazionale. Grazie a questa piattaforma, realizzata dal Consiglio nazionale degli Architetti, con la volontà di Rino La Mendola, abbiamo uno strumento valido per monitorare i vari bandi dei servizi di architettura e ingegneria pubblicati a livello nazionale. Da una analisi di questi bandi, solo quattro riguardano Agrigento quindi l’auspicio per il 2019 è che il numero di bandi e investimenti nel nostro territorio sia maggiore rispetto al 2018”.