Home / Articoli pubblicati daRedazione Ag (Pagina 244)

A Palermo, al palazzo di giustizia, il 19 settembre del 2017, la giudice per le udienze preliminari del Tribunale, Wilma Mazzara, a conclusione del giudizio abbreviato, ha condannato l’ex presidente di Rete Ferrovie Italia, l’agrigentino Dario Lo Bosco, a 4 anni e 2 mesi di reclusione. 4 anni e 6 mesi sono stati inflitti al funzionario del Corpo Forestale Giuseppe Quattrocchi, e 4 anni e 2 mesi a Salvatore Marranca, anche lui funzionario del Corpo Forestale. I tre sono imputati, a vario titolo, di concussione e induzione indebita a promettere utilità nell’ambito dell’inchiesta cosiddetta “Black List” che ruota intorno a delle tangenti che avrebbe pagato l’imprenditore agrigentino Massimo Campione, il quale ha collaborato alle indagini. Ebbene, adesso la Corte d’Appello di Palermo, ribaltando la sentenza di primo grado, ha assolto i tre imputati con la formula “perché il fatto non sussiste”. Sono difesi dagli avvocati Antonino Gaziano, Maria Teresa Nascè e Vincenzo Lo Re.

Ripartire in sicurezza secondo piani operativi capaci di organizzare la ripresa delle attività assistenziali garantendone il ripristino sia in ambito ospedaliero che territoriale. E’ questa la risoluzione adottata dall’Azienda Sanitaria Provinciale di Agrigento nel corso di una riunione tecnica durante la quale la direzione strategica aziendale, recependo i protocolli redatti dalle direzioni sanitarie dei presìdi ospedalieri aziendali, ha adottato i “piani per il superamento delle restrizioni derivate dalla pandemia”, strumenti essenziali che, in armonia con quanto previsto dalla normativa vigente e dalle disposizioni dell’Assessorato regionale alla Salute, descrivono le azioni e le procedure per un progressivo “ritorno alla normalità”.

Dopo un lungo periodo nel quale le esigenze contingenti legate alla gestione dell’emergenza Covid-19 hanno portato ad una generale rifunzionalizzazione strutturale e operativa dei percorsi e degli ambienti dedicati all’assistenza sanitaria, specie in ambito ospedaliero, determinando inoltre una significativa contrazione delle attività sanitaria ordinaria e programmata si è posta l’esigenza di ripartire restituendo agli ospedali la piena funzionalità. La minaccia epidemiologica del Coronavirus, beninteso, non è certamente alle spalle ma lo sforzo di questi giorni mira ad assicurare la riapertura in sicurezza. I piani organizzativi redatti costituiscono uno strumento estremamente duttile e flessibile pronto a modellarsi sulle esigenze del momento anche nel caso in cui, malauguratamente, si dovesse registrare una successiva impennata della curva dei contagi. In conseguenza della ridefinizione dei percorsi autonomi e delle modalità d’accesso all’interno delle strutture, le aree di emergenza vengono dotate di una speciale “area grigia” dove far sostare, senza commistioni, i pazienti che necessitano di ricovero e che, dopo aver eseguito un tampone rino-faringeo, potranno ottenere in tempi rapidi l’esito dello stesso grazie all’attività svolta in house dall’Unità operativa di patologia clinica. Organizzata inoltre l’erogazione delle prestazioni ospedaliere in regime ambulatoriale con specifiche misure volte ad evitare assembramenti soprattutto nelle sale d’attesa. Anche la ripresa dell’erogazione delle prestazioni “differibili” in ambito territoriale è già in atto grazie ad un incremento di turni ed orari di attività e facendo inoltre ricorso, in taluni presìdi, anche alle giornate del sabato.

Il quartiere di Villaseta ad Agrigento si arricchisce di un nuovo spazio urbano a disposizione dei più piccoli. Questa sera, martedì 14 luglio, dalle ore 19 in poi il sindaco Lillo Firetto inaugura in piazza 25 aprile il nuovo Parco giochi di Villaseta. Al pari di altri quartieri cittadini anche Villaseta potrà disporre di un’area voluta dall’Amministrazione Comunale e frutto di un’azione di protagonismo civico, grazie a Soroptimist, Le spose di Majorca, Sam e Celine La Duca, Accademia Belle Arti Agrigento, La Rete di Cristina e Lions Club Agrigento.

A Trapani, innanzi alla Corte d’Assise, la Procura ha chiesto condanne per 31 anni di carcere complessivi nell’ambito dell’inchiesta cosiddetta “Barbanera”, che ipotizza una tratta di migranti clandestini dalla Tunisia e un giro di contrabbando. Gli imputati sono quattro. Si tratta di Filippo Solina, di Lampedusa, 51 anni, l’agrigentino Salvatore Spalma, 30 anni, Fadhel Moncer, 38 anni, tunisino, e Nabil Zouaoui, 56 anni, anche lui tunisino. Per Moncer, principale imputato, che ha ispirato il nome dell’inchiesta, sono stati chiesti 15 anni di reclusione; 9 anni per Zouaoui, 3 anni e 6 mesi per Solina, e 4 anni per Spalma.

Sono 11 i migranti risultati positivi al Coronavirus dopo il test del tampone condotto dal personale sanitario dell’Azienda sanitaria provinciale di Ragusa. Si tratta del gruppo di oltre 60 asiatici approdato ieri a Pozzallo. Gli immigrati risultati positivi, tutti asintomatici, sono stati già isolati in una struttura individuata dalla Prefettura di Ragusa. I medici ed i sanitari dell’Azienda sanitaria hanno dapprima eseguito i test sierologici sull’intero gruppo individuando 19 soggetti positivi, sui quali si è poi proceduto con il tampone che ha confermato la positività per 11 di loro.

Proseguono le indagini a seguito della morte a Palma di Montechiaro del pensionato di 89 anni, Michelangelo Marchese, scoperto cadavere con mani e piedi legati nella sua abitazione, in via Pietro Attardo, dove ha vissuto da solo, accudito da una badante romena. I Carabinieri della Scientifica sono impegnati nei rilievi di rito soprattutto all’interno della casa, alla ricerca di eventuali tracce utili alle indagini. Michelangelo Marchese, agricoltore, padre di tre figli, è stato in contatto l’ultima volta con uno dei figli sabato sera, telefonicamente. La Procura di Agrigento, tramite la sostituto titolare delle indagini, Chiara Bisso, ha affidato ad un medico legale l’incarico ad eseguire l’autopsia per risalire alla causa della morte. Il sindaco di Palma di Montechiaro, Stefano Castellino, afferma: “A nome mio e di tutta l’amministrazione esprimo il cordoglio ai familiari per questa perdita in maniera così efferata. E’ stato colpito un soggetto debole. I figli del defunto volevano portare nelle loro abitazioni il padre, ma lui amava tanto la sua indipendenza. Proprio per tranquillizzare i figli aveva assunto una badante romena. Confidiamo nelle forze dell’ordine e nella magistratura affinché possano fare subito piena luce. Chi si è macchiato di un delitto così grave non merita di rimanere nella società civile”.

La giovane insegnante agrigentina, Ornella Patti, è stata nominata coordinatrice della provincia di Agrigento del partito “Cambiamo” di Giovanni Toti. La stessa Patti commenta: “Ci prepariamo ad affrontare le amministrative del 4 e 5 ottobre con ancora più entusiasmo; daremo infatti il nostro contributo e appoggio al candidato sindaco Marco Zambuto scelto all’unanimità da tutto il centrodestra. Saremo inoltre presenti con nostri rappresentanti anche in altri comuni siciliani chiamati al voto. L’entusiasmo che ho raccolto nella presentazione del progetto di Cambiamo mi fa sperare in una larga partecipazione di tutti quei soggetti che vorranno finalmente operare in un contesto nuovo, valido e concreto che saprà dare il giusto spazio e valorizzare le menti brillanti che tanto hanno da dare al fine di migliorare le condizioni della Sicilia e della Penisola tutta”.

Un ventenne marocchino, di cittadinanza italiana, residente a Giardini Naxos, è stato trovato morto sugli scogli di Taormina. Il corpo del giovane è stato recuperato dall’equipaggio di un elicottero dei vigili del fuoco di Catania, il Drago 68. Portato sulla costa è stato poi imbarcato sopra una pilotina della Guardia costiera. La salma è stata portata nel porto di Giardini Naxos e affidata alle autorità che avvieranno le indagini del caso.

Il cartello sociale della provincia di Agrigento, composto dall’ufficio di pastorale sociale e lavoro dell’arcidiocesi e dalle segreterie provinciali di CGIL, CISL e UIL, esprime solidarietà e vicinanza a don Pasqualino Barone per il vile gesto compiuto al suo indirizzo. Il rinvenimento di una testa mazzata di capra, davanti la chiesa di San Michele, di cui don Pasqualino è parroco, ha tutte le caratteristiche dell’ avvertimento intimidatorio e non può certo essere trascurato dalle forze dell’ordine. Così come tutta la comunità civile e religiosa, dove opera don Pasqualino, anche il cartello sociale rimane attonito davanti ad un simile gesto nei confronti di un sacerdote impegnato nel quotidiano a favore dei più deboli e di quanti si trovano in difficoltà. Nella sua qualità di coordinatore della mensa della solidarietà nella chiesa di Santa Caterina, don Pasqualino assiste tante persone compresi gli stranieri e tante famiglie in difficoltà economiche. Si tratta di un bruttissimo segnale che non va trascurato e in questo senso è auspicabile che le forze dell’ordine possano presto individuare i responsabili e nello stesso tempo consentire a don Pasqualino di svolgere in sicurezza la sua attività pastorale. Assieme alla sua comunità e a tutta la città, fortemente colpita dall’insano episodio, il cartello sociale si stringe attorno a don Pasqualino e gli manifesta il più ampio sostegno per il prezioso lavoro che compie come esemplare testimone del Vangelo.