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Emergenza sanitaria ed economica. In Sicilia già erogati 553 milioni di euro a fondo perduto tra decreto Rilancio e Ristori. Nel dettaglio, oltre 403 milioni di euro dal decreto Rilancio e 150 milioni e 300mila euro dai vari decreti Ristori che si sono succeduti dall’inizio dell’epidemia Covid. Sono i numeri degli interventi a fondo perduto erogati dallo Stato in Sicilia e che sono stati resi noti dall’Agenzia delle Entrate. La provincia di Catania è in cima alla classifica delle province siciliane per le risorse a fondo perduto del decreto Rilancio, con 93,5 milioni ricevuti, e per quanto concerne i decreti Ristori è ancora Catania, con 35,1 milioni, ad avere usufruito più delle altre degli aiuti.

I carabinieri hanno eseguito un provvedimento di fermo nei confronti di due imprenditori: Carlo Salvatore Sclafani, di 46 anni, e Mario Pecoraro, di 45, accusati di essere ai vertici della “famiglia” di Bolognetta, comune che fa parte del mandamento mafioso di Misilmeri. Il provvedimento è stato emesso dalle Dda di Palermo.

Secondo le indagini condotte dai militari del comando provinciale di Palermo, coordinati dal procuratore aggiunto Salvatore De Luca, i due imprenditori nel periodo di reggenza di Stefano Polizzi all’indomani del suo arresto, il 4 dicembre del 2018 nell’operazione Cupola 2.0, si sarebbero messi a disposizione del capofamiglia assumendo un ruolo centrale a Bolognetta e grazie al sostegno della famiglia di Misilmeri, comandata da Salvatore Sciarabba, anche lui arrestato nella stessa operazione, avrebbero ottenuto il monopolio sul territorio nel settore delle agenzie funebri e dell’edilizia.
I militari, nel corso dell’operazione Domino avrebbero accertato anche “l’infiltrazione nell’amministrazione comunale – spiegano gli investigatori – che avrebbe affidato loro commesse pubbliche senza seguire i previsti iter amministrativi in violazione del principio di trasparenza ed imparzialità”. Sia Sclafani che Pecoraro avrebbero anche minacciato e intimidito un imprenditore per mantenere il predominio nella zona. Si sarebbero inoltre adoperati a redigere una documentazione falsa da presentate alla corte d’appello di Palermo per ottenere la revoca della dichiarazione di fallimento della società I.C. Servizi srl. Nel corso dell’operazione sono stati sequestrati aziende, conti correnti e il patrimonio immobiliare delle società per un valore di circa 4 milioni di euro

Una ‘piazza di spaccio’ nello storico rione San Cristoforo che fatturava 10mila euro al giorno è stata sgominata dai carabinieri del comando provinciale di Catania che hanno eseguito un’ordinanza emessa dal Gip nei confronti di 22 indagati, 17 dei quali arrestati. Nell’ambito della stessa operazione, denominata Concordia, militari dell’Arma hanno disarticolato anche un gruppo specializzato nella vendita ‘a domicilio’ di cocaina e crack che veniva consegnata ai ‘clienti’ su ‘ordinazione’ utilizzando dei pusher motorizzati.

A gestire la ‘piazza di spaccio’ nella zona di via della Concordia era un 56enne agli arresti domiciliari aiutato dal suocero e dalla moglie: in un video girato dai carabinieri si vede la donna con in braccio un bambino piccolo mentre aiuta il marito a raccogliere una busta contenente droga. Tra gli indagati anche due tassisti che rivendevano la cocaina ai clienti di un locale notturno. Dalle indagini è emersa la presenza di un altro gruppo, attivo nella zona della stazione ferroviaria, che vendeva la droga soltanto con la tecnica del ‘domicilio’, consegnando la cocaina a casa dei ‘clienti’ o in posti con loro concordati. Dieci degli indagati risultati percettori di reddito di cittadinanza saranno segnalati all’Inps per la sospensione del beneficio. L’inchiesta della Dda si è conclusa in tempi brevi: l’informativa finale dei carabinieri è stata depositata a fine maggio del 2020 e la richiesta cautelare è stata avanzata dalla Procura al Gip il mese successivo

Disco verde in Commissione Bilancio all’Assemblea Regionale Siciliana in merito alla riprogrammazione di circa 16 milioni di euro provenienti dalle economie del Fondo Sviluppo e Coesione – Patto per il Sud 2014/2020. Tra questi saranno destinati 630mila e 916 euro al Comune di Casteltermini, per i lavori di ristrutturazione, manutenzione straordinaria e adeguamento degli impianti sportivi in contrada Catuso. Il presidente della Commissione Bilancio, onorevole Riccardo Savona, afferma: “Dopo 15 anni trascorsi senza la realizzazione di nessuna opera pubblica, a distanza di pochi mesi dalle elezioni comunali è stato già realizzato uno dei sette punti programmatici di Forza Italia a Casteltermini. E’ una boccata d’ossigeno per un Comune che dimostra la volontà di uscire fuori dalle secche del dissesto finanziario a cui è stato relegato dai precedenti governi. Ciò denota radicamento sul territorio da parte di un partito che, con serietà e competenza, porta avanti le istanze della popolazione. Questo è solo l’inizio di una grande ripresa. Ringrazio l’assessore al ramo, l’onorevole Marco Falcone, per la proficua collaborazione, dando anche merito al nostro vice-coordinatore regionale, onorevole Riccardo Gallo, il quale dimostra con i fatti un notevole senso di appartenenza. Il lavoro di squadra è sempre sinonimo di ottimi risultati” – conclude Savona.

L’associazione ambientalista MareAmico, coordinata da Claudio Lombardo, segnala, e documenta in foto, che l’erosione costiera ha inflitto un altro duro colpo alle coste agrigentine. Lombardo spiega: “Dopo avere assistito alla scomparsa della splendida spiaggia di Eraclea Minoa, che attende ancora i lavori programmati dalla Regione Sicilia, l’erosione costiera ha fatto sparire metri di spiaggia, di boschetto e di dune costiere nella zona di Bovo Marina. Le recenti mareggiate hanno anche parzialmente distrutto alcuni chioschi presenti in zona”.

Secondo un report di UnionCamere Sicilia, nonostante l’emergenza coronavirus, vi sono più imprese in Sicilia. Numeri e dettagli.

Nell’anno più buio per l’intera economia siciliana le imprese si sono difese abbastanza bene, almeno secondo UnionCamere Sicilia, ovvero l’organo di rappresentanza che comprende tutte le Camere di Commercio del territorio isolano. Infatti, secondo i dati relativi alla nascita e alla mortalità, forniti dall’Ufficio studi di UnionCamere Sicilia, il saldo del 2020 resta in terreno positivo con più 3.636, numero che si distanzia di pochissimo rispetto al saldo del 2019, su un totale complessivo di imprese di 471.289. Nel 2020 si sono registrate 22.309 iscrizioni e 18.673 cessazioni. La Sicilia è la terza regione con un saldo imprese positivo e si attesta alle spalle di Lazio e Campania e prima di Puglia, Lombardia, Sardegna e Calabria, regioni che fanno registrare i numeri migliori sul fronte della nascita e mortalità delle imprese. In Italia, le imprese registrate ammontano a 6.078.031 con una saldo di +19.316. In testa alla speciale classifica per imprese registrate in Sicilia svetta Catania, seguono Palermo e Messina. Ecco tutti i dati per provincia: Trapani, registrate 47.418 (+392); Palermo registrate 98.935 (+651); Messina registrate 62.808 (+610); Agrigento 40.736 (+395); Caltanisetta registrate 25.511 (+54); Enna registrate 15.059 (-36); Catania registrate 104.236 (+920); Ragusa registrate 37.354 (+408); Siracusa registrate 39.232 (+242). Il presidente di UnionCamere Sicilia Pino Pace commenta: “Nonostante l’emergenza sanitaria da coronavirus, analizzando i dati, emergono numeri molto confortanti, se pensiamo che sono più o meno gli stessi nel 2019. Il 2020 è stato un anno pesantissimo per l’economia siciliana e ne dobbiamo ancora registrare le conseguenze. Poi, a parte il micro-dato negativo di Enna, abbiamo un andamento positivo in tutte le province siciliane”. E Santa Vaccaro, segretario generale UnionCamere Sicilia, aggiunge: “Dai dati emerge che la forma giuridica maggiormente preferita è la società di capitale, con un tasso di crescita di imprese del +3,29%, che in tutte le province siciliane si attestano in terreno positivo, mentre le società di persone nelle città dell’Isola fanno registrare dati tutti negativi, il dato più alto a Caltanissetta e quello più basso a Enna”.

Ad Agrigento, al palazzo di giustizia, a conclusione del giudizio abbreviato, il giudice per le udienze preliminari del Tribunale, Stefano Zammuto, ha inflitto 1 anno e 4 mesi di reclusione a carico dell’ex assessore comunale di Naro, Francesco Lisinicchia, 51 anni. A Lisinicchia la Procura di Agrigento contesta di avere esercitato pressioni sull’imprenditore di Gela, Giuseppe Romano, titolare dell’appalto della nettezza urbana a Naro, per indurlo a stipulare un contratto di vigilanza con una società del Palermitano di cui lo stesso Lisinicchia è stato dipendente e responsabile di zona. L’ex assessore risponde di “tentata induzione indebita a dare o promettere altre utilità”.

Un altro pacco contenente droga è stato scoperto sulle spiagge siciliane. La Guardia di Finanza ha recuperato 600 panetti di hashish, per un totale di 30 chili, abbandonati sul litorale del Comune di Torrenova, nel Messinese. Il ritrovamento è scaturito a seguito di una telefonata al numero di pubblica utilità 117, che ha segnalato la presenza di strani involucri abbandonati sulla sabbia. Negli ultimi mesi le segnalazioni si sono susseguite dalle coste di Agrigento a Trapani, fino a diverse località della provincia di Messina. Quello odierno è il terzo ritrovamento nel giro di pochi giorni. Ieri 33 chilogrammi di hashish sono stati recuperati sul litorale trapanese di Pizzolungo e qualche giorno prima una scoperta analoga è ricorsa a Birgi, nei pressi di Marsala. La sostanza stupefacente, che immessa sul mercato al dettaglio avrebbe potuto fruttare fino a 300 mila euro, è stata sequestrata. Proseguono le ricerche per risalire ai responsabili.