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E’ stato risolto il giallo dell’automobile Renault 4, stracolma di oggetti personali, e con a bordo tre francesi, giunta ad Aci Trezza, in provincia di Catania, nonostante i controlli sullo Stretto di Messina. Attualmente i tre francesi sono ospiti di una coppia di spagnoli ad Aci Trezza, e spiegano: “Siamo partiti da Napoli, stiamo bene, non abbiamo il virus. Siamo stati controllati. Adesso siamo ospiti di amici, ad Aci Trezza. Siamo artisti di strada, non stiamo lavorando e abbiamo bisogno di aiuti per mangiare. Ci siamo messi in quarantena. Non usciamo di casa, ma speriamo che qualcuno possa occuparsi di noi per sfamarci” – concludono. Interverrà la Caritas locale.

Il segretario generale Floriana Russo Introito: “La normativa parla chiaro, ma troppi applicano in maniera errata e forzatamente burocratica il lavoro agile. E’ necessario che tutti si impegnino per ridurre il rischio contagio”

   Applicazione dello “smart working”, il “lavoro agile” negli uffici pubblici, la Cisl Fp chiede al prefetto di Agrigento Dario Caputo di assumere le iniziative necessarie affinché le Amministrazioni “richiamino i loro dirigenti ad un’applicazione corretta delle norme in discussione, senza ottuse interpretazioni”.

A firmare una lunga nota indirizzata appunto al rappresentante del Governo è il segretario generale della Cisl Fp per le province di Agrigento, Caltanissetta ed Enna Floriana Russo Introito, la quale ha inoltre scritto a tutti i comuni, al Libero consorzio, agli uffici regionali, a quelli del Ministero della giustizia, del tesoro e dell’istruzione, oltre che all’Agenzia delle entrate, delle Dogane, all’Inps, all’Inail e all’Aci.

Nel documento si evidenzia come, nonostante il dilagare del Coronavirus anche in provincia di Agrigento, “molte Amministrazioni, ed in particolare i loro dirigenti, operanti come datori di lavoro, hanno insistito in atteggiamenti ottusamente burocratici, nell’attuare disposizioni normative di emergenza fuori dal comune, perdendo di vista il fine prioritario di tali norme che è la salvaguardia della salute pubblica costretta all’angolo da un virus violento, pericoloso ed a forte carattere diffusivo. Non è stato a loro chiaro – continua Russo Introito – che il lavoro agile è qualificato come ordinaria modalità di espletamento dell’obbligazione per tutti i lavoratori, tranne quelli che siano tenuti a svolgere funzioni essenziali che richiedano la presenza in ufficio”.

Nel dettaglio secondo il segretario Russo Introito “sono ancora tanti i dirigenti che applicano i maniera errata e forzatamente burocratica il lavoro agile, continuando a chiedere ai lavoratori di recarsi nelle sedi, senza avere prima individuato le attività indifferibili o, qualificando come tali, attività che non lo sono affatto”.

In particolare, ad oggi, non si ritiene “servizio indifferibile quello reso dai vari uffici del Libero consorzio dei Comuni, uffici chiusi al pubblico (quale pubblico poi in questo periodo?) ma presidiati da dipendenti che dovrebbero starsene a casa, da dove potrebbero agevolmente svolgere un miglior servizio. E ancora – continua -presso molti uffici comunali, regionali e finanche ministeriali, si ritiene di dovere mantenere in ufficio una o più unità per lo svolgimento di attività che non sono ‘indifferibili e che (non) richiedono necessariamente la presenza sul luogo di lavoro, anche in ragione della gestione dell’emergenza’ come recita l’art. 87 del d.l. 18/2020. Né è conforme alla modalità di svolgimento del lavoro agile che i dirigenti chiedano che la prestazione lavorativa venga effettuata con le stesse regole del lavoro in sede, con orario d’ufficio e nessuna elasticità. Le norme sul lavoro agile sono semplici, facili da comprendere e basterebbe leggerle”.

Nel caso di dipendenti che per mancanza di attrezzature informatiche o per la specifica professionalità esercitata o esercitabile, non possono svolgere lavoro agile, dice la norma, dopo avere fruito di ferie arretrate e quant’altro, potranno invece essere esentati dal servizio, senza penalizzazioni retributive.

“In un’ottica di collaborazione e condivisione che in questi momenti obbligano tutte le forze in campo, istituzionali e sociali, ad essere unite per l’obiettivo comune della sicurezza e della salute pubblica – conclude Russo Introito -, siamo a completa disposizione per qualsiasi chiarimento. Non si tratta, come vorrebbe far intendere qualcuno, di permettere ai dipendenti pubblici di stare a casa a non far nulla, ma quanto piuttosto cercare di scongiurare ogni concreta occasione di diffusione del contagio, garantendo comunque nel contempo i servizi ai cittadini, che, così, sarebbero incentivati a rimanere a casa”.

 

 

“Di fronte all’emergenza sanitaria, sociale ed economica legata al COVID-19, lo scrivente consigliere comunale Simone Gramaglia  propone di volere predisporre una delibera di giunta e delibera di Consiglio che prevedano la devoluzione delle indennità e degli emolumenti di tutti gli amministratori, sindaco, assessori, presidente del consiglio,consiglieri, per almeno tre mensilità (considerato che ad oggi il termine fissato per le elezioni risulta essere il 14 giugno 2020) per aiutare famiglie in difficoltà, imprese locali, protezione civile e organizzazioni di volontariato.
Pur nella consapevolezza delle diverse iniziative economiche e fiscali intraprese a sostegno dal Governo Conte, sono altrettanto consapevole di quanto lenta potrebbe essere la concreta applicazione sul tutto il territorio nazionale.
Così come le Istituzioni chiedono sacrifici, in particolare alle imprese, credo opportuno dare un forte segnale alla Cittadinanza, andando incontro ai bisogni del privato cittadino e delle attività locali.
Per uscire da questa epocale emergenza, è più che mai doveroso che anche gli amministratori locali diano il proprio contributo”.
Lo dichiara il consigliere comunale Simone Gramaglia.

L’associazione Volontari di Strada di Agrigento, da quasi dieci anni in trincea  sul fronte del contrasto alla povertà, consapevole del gravissimo momento storico che il nostro Paese sta attraversando a causa dell’emergenza Coronavirus, lancia un forte, accorato e drammatico appello a tutti perché aprano il loro cuore alla solidarietà e alla donazione.
“Quotidianamente – sottolinea la presidente Anna Marino – riceviamo decine e decine di segnalazioni, inviti, suppliche ad intervenire presso famiglie bisognose della città, la cui situazione si è aggravata ulteriormente a causa dell’emergenza Coronavirus. Grido di dolore che stringe davvero il cuore e al quale la nostra associazione intende dare, con il contributo di tutti, risposte concrete. Da qui l’appello ad aiutare le tante famiglie povere di Agrigento che non riescono ad andare avanti a causa della crisi creata dal Coronavirus. Mettiamo, oggi più che mai, a disposizione di quanti vogliano farlo, il nostro Iban attraverso cui si possano fare le donazioni. Con il ricavato saranno acquistati generi alimentari di prima necessità che le famiglie bisognose potranno ritirare presso alcuni supermercati di Agrigento. E in questi momenti che, tutti insieme, dobbiamo dimostrare di essere una grande Città!
Una donazione per tutte quelle famiglie che, in questo momento, hanno serie difficoltà ad affrontare l’emergenza. A tutti quelli che aderiranno all’appello, va la nostra gratitudine”.

Nel segnalare l’assoluta necessità, oltre che l’obbligatorietà, del rigoroso rispetto delle disposizioni dettate dagli organi governativi al fine di limitare la diffusione dei contagi, anche nella giornata di ieri si sono verificate palesi ed immotivate violazioni che sono state opportunamente segnalate all’Autorità Giudiziaria.

 

  • Una persona residente in Favara veniva controllata in Agrigento in questa Via Imera, a bordo della propria autovettura e alla richiesta degli agenti operanti circa le motivazioni del suo spostamento al di fuori del paese di propria residenza, esibiva autocertificazione nella quale era indicata la necessità di dover fare la spesa, prelevare danaro dal bancomat e portare la cena ad una parente.
  • Una coppia agrigentina, sottoposta a controllo nel comune di Porto Empedocle, in orario notturno, invece, adduceva quale motivazione dello spostamento al di fuori dal proprio domicilio, la necessita di recarsi nel Comune di Porto Empedocle per rifornirsi di generi alimentari nell’abitazione di propri congiunti.

 

  • Durante un controllo presso la Stazione ferroviaria di Agrigento Centrale, finalizzato al rispetto del D.P.C.M. 8 marzo 2020, personale del Posto Polfer  controllava un cittadino straniero che poco prima era arrivato con il treno viaggiatori proveniente da Palermo.

Il personale operante si rendeva conto che la persona poco prima controllata era stata identificata durante la giornata precedente e in quella circostanza l’extracomunitario aveva   dichiarato di dover urgentemente partire per tornare presso il proprio domicilio fuori regione.

Poiché gli agenti, dalle dichiarazioni, si avvedevano della falsità delle affermazioni e della presenza ingiustificata in stazione ferroviaria, denunciavano l’uomo ai sensi dell’ art. 650 C.P. per inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità e ai sensi dell’ art. 483 C.P. per falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico.

 

  • Personale dipendente del Commissariato di Sciacca, nel corso delle attuali mirate verifiche,  segnalava in stato di libertà, per violazione dell’art. 650 c.p., un cittadino rumeno, con vari precedenti per reati contro il patrimonio, per aver lasciato il comune di residenza, senza valide giustificazioni, poiché non aveva nessun vincolo di residenza, né interessi lavorativi, né rapporti familiari che in qualche modo, potessero giustificare la sua presenza nella cittadina di Sciacca. Il questore di Agrigento Rosa Maria IRACI, ha inoltre emesso nei suoi confronti un provvedimento di diffida  a tornare nel comune di Sciacca per tre anni.

 ATTIVITA’ POLIZIA DI PREVENZIONE:

 

Nell’ ambito dell’attività di “Controllo del Territorio in Provincia”, sono stati conseguiti i seguenti risultati:

 

  • Persone identificate             381
  • Persone controllate al C.E.D.             335
  • Veicoli controllati 185
  • Contravvenzioni C.d.S. 006
  • Posti di controllo 031
  • Documenti ritirati 001
  • Veicoli sequestrati 000
  • Controllo persone sottoposte a misure 085

Il Comune di Bivona e l’Associazione Primavera onlus attiveranno da domani, martedì 24 marzo 2020, il Progetto  BIVONA chiAMA: il Servizio telefonico d’ascolto per sostenere i cittadini in situazione di disagio causato dall’emergenza dovuta alla pandemia COVID-19 e dalla relativa condizione di isolamento.
Il servizio, completamente gratuito, sarà rivolto alle persone più fragili: donne, uomini, giovani e meno giovani che cercano un po’ di comprensione e/o la possibilità di condividere le loro paure.  L’iniziativa vuole garantire ai cittadini un confronto costante e un punto di riferimento rispetto agli importanti cambiamenti nello stile di vita che ci sta imponendo l’emergenza COVID -19, offrendo un aiuto concreto alle persone a gestire ansia, paura, tristezza, sconforto, senso di solitudine, causati soprattutto dalla mancanza di relazioni sociali per via delle prescrizioni normative che ci obbligano restare a casa e per il forte impatto emotivo della vicenda.
Il servizio sarà assicurato dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 17.00 alle 20.00.
Lo scorso 19 marzo è stato pubblicato l’avviso per il reclutamento dei volontari al progetto BivonachiAma e, in brevissimo tempo, all’appello hanno risposto tanti giovani volontari che hanno tanta voglia di spendersi per la propria comunità. Naturalmente, il supporto scientifico e organizzativo è fornito dall’Associazione PRIMAVERA onlus con il suo personale qualificato, che coordinerà i giovani volontari che parteciperanno all’iniziativa.

“In quanto vice presidente dell’associazione nazionale  dei Comuni di Sicilia ho condiviso con gli altri sindaci e col presidente Leoluca Orlando la preoccupazione per il mancato intervento del Governo nazionale a sostegno dei Comuni”.

A parlare è il sindaco della città di Agrigento, Lillo Firetto che spiega: “Il timore è stato espresso con la richiesta urgente di un decreto “Cura città” per venire incontro a tutti i Comuni, che già vivono enormi difficoltà di bilancio, e che tuttavia sono chiamati in queste settimane ad affrontare l’emergenza. Nessun aiuto infatti per i Comuni è stato finora previsto dal Governo malgrado gli enti locali  sul territorio siano  impegnati ad affrontare una situazione  grave e del tutto nuova e nel dare risposte in termini di servizi alla comunità, proprio quando le misure adottate per far fronte all’ emergenza comportano una radicale diminuzione delle entrate. Le conseguenze dell’attuale situazione stanno avendo profonde ripercussioni su  tutti i comuni d’Italia, ma ne avranno ancora di più in Sicilia e ad Agrigento così come in tutte quelle realtà già economicamente in sofferenza. L’Anci  ha già sostenuto la necessità di una serie di misure, come la modifica del limite al ricorso all’anticipazione di liquidità e all’utilizzo dell’avanzo di amministrazione. Dovrebbe essere sospeso, inoltre, il pagamento della quota capitale dei mutui degli enti locali e del DL 35/2013 e andrebbero  semplificate le norme per l’acquisto di beni e servizi finalizzati a fronteggiare l’emergenza Coronavirus. Serve l’adozione di una serie di soluzioni per rendere possibile ai Comuni di continuare a dare risposte alla comunità in particolare in una condizione di crescente richiesta di servizi.  Da oggi e in futuro i Comuni dovranno essere messi nelle condizioni migliori per superare questa crisi senza precedenti”..

“Plaudo al Sindaco di Messina Cateno De Luca. Da cittadino siciliano in primis e da consigliere comunale della Città dei Templi in secundis; voglio sottolineare la mia vicinanza ed il pieno sostegno nell’azione eclatante del primo cittadino messinese volta a fermare  il transito dei non autorizzati  sullo stretto che da circa 30 giorni mettono a serio rischio non solo la salute dei messinesi ma anche di tutti i siciliani con annessa la città di Agrigento. Spero vivamente che il governo romano con a capo il Presidente Conte faccia suo questo forte grido d’allarme lanciato da De Luca e che finalmente venga bloccato il transito non autorizzato di chi mette a serio rischio la salute di tutti gli isolani per le scelte scellerate di alcuni italiani poco scrupolosi.Concludo affermando con estrema convinzione la vicinanza della mia città sperando che tutti i sindaci nessuno escluso si facciano sentire in tal senso”.

A dichiararlo il consigliere comunale e presidente della prima commissione consiliare permanente allo sviluppo economico-personale e servizi comunali della città di Agrigento Totò Borsellino.

I Carabinieri della Radiomobile della Compagnia di Sciacca hanno arrestato un uomo di 24 anni, di Ribera, sorpreso, ad un posto di blocco anti – coronavirus, nella sua automobile lungo la statale 115 in territorio di Sciacca, in contrada Bordea, in possesso di tre panetti di hashish nascosti nel filtro dell’aria dell’auto. La droga, del peso complessivo di 300 grammi e per un valore di mercato di oltre 2mila euro, è stata sequestrata. Il riberese, oltre l’arresto, è stato denunciato e risponderà all’autorità giudiziaria anche della violazione dell’articolo 650 del codice penale per non aver rispettato gli obblighi previsti per contrastare l’emergenza Covid-19. Ecco il video operativo dei Carabinieri…