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Giuseppe Arnone, consigliere comunale del P.D. e candidato a sindaco di Agrigento, interviene su due rilevanti fatti politici, che investono anche il territorio agrigentino:

1) aumento del rapporto farmacie/abitante, decretato dal Governo Monti, in replica alle affermazioni del portavoce di Epolis, dott. Minacori;
2) positivi rilievi della Corte dei Conti sullo stato della riforma degli ATO rifiuti in Sicilia

“La prima vicenda consente anche di mettere in luce in quale misura l’associazione Epolis intenda interpretare i diritti della borghesia più ricca e più egoista della città di Agrigento. ieri, il portavoce dell’associazione Epolis, Paolo Minacori, storico noto esponente della cultura di destra agrigentina, ha ritenuto di proporre in tv una serie di argomentazioni tanto negative e critiche quanto inconsistenti, per attaccare e denigrare l’importantissima riforma voluta dal Partito Democratico ed approvata dal Governo Monti, consistente nell’aumento del numero di farmacie sul territorio nazionale, ed anche nella città di Agrigento.
Intendo rispondere a Minacori evidenziando che il monopolio della vendita dei farmaci è una ingiustificabile situazione medioevale, che non conosce eguali nei paesi democratici e liberali. Abbiamo una casta, quella dei farmacisti, che guadagna milioni di euro con logiche palesemente antidemocratiche.
La salute dei cittadini si tutela prescrivendo ed imponendo che i farmaci debbano essere sempre commerciati da strutture ove siano presenti e operino farmacisti professionisti. Poi non vi è motivo di limitare a caste familiari, che si trasmettono da padre in figlio, l’esercizio delle attività di vendita dei farmaci.
Bene ha fatto Monti a prevedere per Agrigento l’apertura di un’altra serie di nuove farmacie, e meglio ancora avrebbe fatto se avesse previsto la totale liberalizzazione dell’apertura di detti esercizi, come avviene per gli altri prodotti in commercio.
Vuole spiegare Minacori come avviene la vendita dei farmaci negli Stati Uniti d’America o nelle civilissime Svezia o Germania?
Minacori, poi, non dice il vero quando afferma che all’apertura delle nuove farmacie corrisponderebbe una diminuzione del lavoro dei giovani farmacisti. E’ vero esattamente il contrario: la libera concorrenza fa sì che vi siano molti più servizi per i cittadini, ad un prezzo inferiore, nonché un impiego di giovani farmacisti presso le farmacie che si andranno ad aprire. Ed ancora, un incremento di occupazione nelle farmacie già aperte, che dovranno offrire servizi in un regime di effettiva concorrenza.
Certo, Minacori ha ben ragione di avercela con il Governo Monti e con il Partito Democratico, perché l’apertura di nuove farmacie diminuirà gli enormi guadagni delle farmacie esistenti. Ma, parafrasando una celebre frase di un noto cult-movie, potremmo dire: “Questo è il libero mercato. Adeguati, bellezza!”
Lo stesso potrebbe dirsi per le stranissime (o comprensibilissime, dipende dai punti vista) prese di posizione di Epolis su auspicate “revisioni in diminuzione dell’area di Parco Archeologico della Valle dei Templi”, recentemente stigmatizzate dall’associazione Legambiente. Quali sono i reali interessi difesi?
Per quanto riguarda, invece, il quadro regionale, occorre sottolineare agli occhi dell’opinione pubblica i meriti che un organo serio e severo nella tutela dei conti pubblici, ossia la Corte dei Conti, ha appena attribuito al Governo Lombardo e agli assessori indicati dal Partito Democratico, Pier Carmelo Russo e Giosuè Marino, per aver incisivamente avviato la liquidazione degli ATO rifiuti. E, in particolare, per aver smantellato – per utilizzare le stesse parole della Corte dei Conti – il quadro legislativo che consentiva “gravi irregolarità ed illegalità nella gestione dei rifiuti solidi urbani dal 2007 al 2009”, e ciò grazie, appunto, alla “legge regionale che mette in liquidazione le 27 società d’ambito e ricostruisce un ordinato sistema di gestione”.

Il sindaco Zambuto e l’assessore alle pari opportunità Passarello hanno voluto organizzare, di concerto con l’associazione “Ciak Donna”, nella sala mostre dell’ex collegio dei Filippini, una mostra di pittura dell’artista agrigentina Margherita Biondo dal titolo “The Unforgettables”, che resterà aperta dal 28 gennaio al 14 febbraio 2012:
In tale ultima data, nei medesimi locali, avrà luogo una manifestazione di letture, sul tema dell’amore intitolata “Quando amor mi ispira”, con la partecipazione di diversi autori/lettori accompagnati dalla chitarra del musicista Eliseo Adragna.
La manifestazione, che si ispira al XXIV canto del “Purgatorio” della “Divina Commedia” è dedicata essenzialmente all’universo femminile e vuole porre l’accento su un tema eterno ed immortale, quale è l’amore, nelle sue molteplici sfaccettature, con letture a cura di Margherita Biondo, Giusi Carreca, Salvo Preti, Simona Russo Cirillo, Liliana Arrigo, Rodolfo Di Rosa ed altri autori e lettori che vorranno intervenire.
La mostra di Margherita Biondo, con pittura in bianco e nero, metterà in risalto dei ritratti di musicisti famosi che si sono distinti, dalla fine degli anni ‘60 agli anni ‘80, nel panorama musicale internazionale.
L’ingresso alle iniziative è gratuito.

Si è conclusa ieri sera la Festa in onore di Sant’Antonio Abate ad Aragona con molta soddisfazione da parte degli organizzatori.
La manifestazione, organizzata dall’Associazione “Antiche Tradizioni Popolari”, con il patrocinio del Comune di Aragona, Il Servizio VI – Unità Operativa SOAT di Aragona – Distretto Monti Sicani e con la collaborazione del Movimento Culturale “Alba Chiara” di Aragona ha riscosso un grande successo con l’ afflusso di circa 4000 persone nelle due giornate di sabato e domenica.
Nel corso della sagra sono stati distribuiti circa 400 Kg di salsiccia, 4000 uova, 4000 panini, 150 Kg di Arance della Contrada “Jardino”, 100 Kg di dolci e 150 Kg di Chiacchiere (prodotto tipico aragonese), 100 litri di Zibibbo, 300 Litri Vino, 400 kg di Formaggio, 300 Kg di tuma, 100 kg di olive, 50 Kg di Mandorle, 100 litri di latte appena munto, 3900 porzioni di ceci e sono stati impiegati 500 litri di latte per la preparazione della ricotta.
Alla buona riuscita della manifestazioni hanno contribuito la scelta della location, il quartiere antico soprannominato “Furca Vò” adornato in stile antico e tradizionale che ha conferito un’atmosfera surreale e senza tempo e l’ animazione di Giuseppe Sciortino e il grandissimo Nino Seviroli che con i suoi canti e i suoi racconti ha reso queste straordinarie queste serate.
Buon successo anche per la tradizionale “Firriata e Tamburiata”, di domenica mattina nonostante le condizioni meteo non proprio favorevoli.
All’evento hanno collaborato anche l’associazione di volontariato “Giubbe d’ Italia” di Aragona e l’associazione “Fenice” di Agrigento, per dare un supporto sanitario e logistico, all’ interno della sagra.
I festeggiamenti si sono conclusi con i Fuochi d’artificio e con i saluti finali del bravissimo artista ed animatore della serata Nino Seviroli.

Si è svolto nella giornata di ieri presso l’Hotel Dioscuri Bay Palace di San Leone,  il Forum delle professioni tecniche promosso e organizzato dall’Ordine degli Architetti di Agrigento.  Nel corso del dibattito, partecipato soprattutto da addetti ai lavori, sono intervenuti i componenti del Consiglio Nazionale e della Consulta Regionale degli Architetti,  il Deputato al Parlamento Europeo Salvatore Iacolino, i Deputati alla Camera, Vincenzo Fontana, Calogero Mannino, Giuseppe Marinello, Ignazio Messina e Giuseppe Ruvolo, che parteciperanno alla tavola rotonda antimeridiana. 
Nino Bosco, Michele Cimino, Giacomo Di Benedetto, Roberto Di Mauro, Vincenzo Marinello e Giovanni Panepinto, hanno partecipato alla tavola rotonda pomeridiana, unitamente ai Presidenti degli Ordini locali delle professioni tecniche.  
 “Ringraziamo i relatori, i rappresentanti delle professioni e gli esponenti della politica agrigentina che interverranno al Forum, affermano il Presidente della Fondazione Architetti nel Mediterraneo e vicepresidente nazionale  Rino La Mendola ed il Presidente  dell’Ordine degli Architetti di Agrigento Piero Fiaccabrino, offrendo così il contributo degli addetti ai lavori e della politica agrigentina ad un processo di rilancio delle professioni, quali risorse per la crescita culturale e socioeconomica del  Paese”.
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Prosegue per il terzo giorno di fila lo sciopero degli autotrasportatori in Sicilia contro il caro benzina. Oltre all’aumento del costo del carburante, gli autotrasportatori lamentano  la mancanza di regolamentazione dei pagamenti della committenza, il cartello imposto dalle compagnie assicurative e una rete infrastrutturale inadeguata sono le ragioni della protesta.
Una situazione di forte disagio che, illo tempore, aveva denunciato il deputato regionale di Forza del Sud Michele Cimino così come  il vice presidente alla Provincia regionale di Agrigento Paolo Ferrara. Entrambi con apposite iniziative hanno manifestato solidarietà alle categorie di lavoratori ma anche ai cittadini vessati dal caro benzina, dunque da un disagio di natura economico ma anche e soprattutto dal paradosso per cui nonostante la raffineria in Sicilia produca il 40 per cento del petrolio di tutto il fabbisogno nazionale, il caro benzina è una bomba sociale ed economica esplosa.
Intanto a causa del blocco stradale iniziano a scarseggiare le scorte di viveri nei supermercati e la benzina. Anche questa mattina si registrano lunghe code ai distributori di benzina con automobilisti inferociti. Gli autotrasportatori dell’Aias, che hanno organizzato la protesta, hanno annunciato che lo sciopero proseguira’ almeno fino a venerdi’, 20 gennaio. In provincia di Agrigento i manifestanti presidiano la SS 115 all’altezza del bivio per Naro.
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Ivan Paci, capogruppo Pdl alla Provincia regionale di Agrigento ha indirizzato una lettera al sindaco di Canicattì per segnalare una situazione di grave disagio giornalmente rappresentata da numerosi concittadini. Di seguito il testo della missiva:
“Alle difficoltà che l’utenza incontra nell’Ospedale Barone Lombardo, con particolare riferimento ai servizi del Pronto Soccorso e del reparto di medicina generale, dove gli operatori sanitari sono costretti da anni a lavorare in situazioni di forte disagio, con numerose carenze e difficoltà,che incidono negativamente sulla funzionalità sanitaria e sulle condizioni dei malati, vanno aggiunti i metodi poco urbani con i quali il direttore sanitario del presidio ospedaliero, la dott. Maria Grazia Antonini si rivolge a chi chiede conto di tanta disorganizzazione. In tal senso posso riportare un’esperienza personale che mi ha lasciato molto perplesso per il modo brusco con il quale la dott.ssa Antonini si è rifiutata di dare spiegazioni al sottoscritto che per il suo ruolo di consigliere provinciale era stato investito dei numerosi problemi che all’interno dell’azienda esistono da anni. A denunciare le carenze sono stati anche nel passato più o meno recente anche i rappresentanti del Comitato per la difesa dei diritti del malato.
Rifacendomi ai poteri che le vengono conferiti dalla legge, Le chiedo di adoperarsi affinchè all’interno della struttura sanitaria venga controllata la qualità del servizio, il rispetto delle persone e l’attuazione del diritto alla salute  adoperandosi per cambiare concretamente situazioni dolorose per i cittadini. 
Nello stigmatizzare un atteggiamento poco disponibile come quello riscontrato nella persona del direttore sanitario non posso, invece, che plaudire all’impegno, alla disponibilità, all’abnegazione con cui il personale sanitario e parasanitario tutto si adopera per sopperire a quelle carenze organizzative di cui sopra, aggravate dalla carenza di spazi e di personale. A questi coraggiosi operatori va tutta la nostra riconoscenza per i sacrifici che affrontano in una gestione dei servizi che certamente non è assistita con pari generosità da chi dovrebbe guidarla e organizzarla nell’interesse dell’utenza.”

Si è aperto questa mattina, nella sala Chiaramontana del Seminario di Agrigento, il corso di formazione politica ed amministrativa “Formare per Governare”  promosso dal Comitato Èpolis, per offrire agli aspiranti consiglieri comunali un’adeguata preparazione e consapevolezza nel governo e gestione della “Res Publica”. Di spessore e onestà intellettuale i relatori che, condividendo la finalità del progetto di Èpolis, hanno presenziato a questa prima giornata: dal Prof. Antonello Miranda Preside della Facoltà di Scienze Politiche Università di Palermo, al suo allievo Prof. Casabona, a Pietro Rizzo, Segretario Generale del Comune di Porto Empedocle. Brevi interventi sono stati quelli dell’ideatore e responsabile tecnico del corso Michele Iacono segretario generale del Comune di Sciacca, della presidente di Èpolis Piera Graceffa cui è toccato il compito di introdurre il corso e la sua finalità: informare e formare gli aspiranti amministratori della città dei templi. Non è voluta mancare Maria Grazia Brandara ex sindaco di Naro nonché ideatrice del primo corso di formazione politica promosso in provincia di Agrigento: “La politica – ha detto – è come un pozzo dei desideri  da cui ognuno si attende qualcosa per poter migliorare la propria condizione di vita . La politica ha subito tante trasformazioni, da istituzione a mercificazione, guardando  al voto come mezzo per ottenere un favore personale. E’ nostro dovere – conclude – recuperare il significato autentico dell’ars politica, per costruire un cammino fatto di solidi mattoni (etica, estetica, solidarietà etc).” Nell’uditorio anche l’avvocato Salvatore Pennica, candidato sindaco di Agrigento sostenuto da Èpolis, il quale confessa di partecipare al corso come allievo, appunto per imparare e colmare lacune: “Èpolis offre un’opportunità di informare e formare, mostrandosi coerente con il tracciato che fin ora ha segnato. Cosa dovrebbe fare un sindaco o un consigliere comunale? Come si legge un piano regolatore, una delibera e come orientarsi in un Bilancio? E’ vero che i politici devono dare l’indirizzo politico e la burocrazia tramutarla in atti amministrativi ma è anche vero che se vi è un sindaco poco preparato oppure un consigliere che non riesce a dimenarsi nei meandri della burocrazia, potrebbe accadere che quest’ultima faccia a modo proprio. Il seminario offre un momento formativo importante ed io sono qui per imparare in qualità di socio di Èpolis – conclude l’Avv. Pennica -.”
Sono parole di autentico e duro realismo quelle proferite  dal prof. Antonello Miranda, rispetto alle collaudate incapacità di chi governa e non sa barcamenarsi nel complesso mercato europeo e globalizzato. La sua personale definizione di politica è quella di “Arte del possibile”, a patto che si abbandoni la vecchia, benché persistente, concezione del  “voto = lavoro” . Una sfida cui i giovani sono chiamati e che può vincersi proprio attraverso la formazione.
Non meno critico il discorso pronunciato dal Prof. Casabona, rispetto a chi amministra un territorio e non è capace di interfacciarsi col contesto normativo europeo . “L’Italia nonostante presenti il più alto tasso di presentazione di progetti ha contemporaneamente il più basso tasso di approvazione degli stessi. Non è il caso di iniziare a ragionare su tale grave contraddittorio?”
Ed ancora, c’è la necessità di istituire e soprattutto far funzionare un “Ufficio Europa” all’interno di ogni Comune, ponendolo alla guida di un progettista, appositamente formato e che sia in grado di leggere i bandi ed intercettare i finanziamenti. Il docente palermitano, nel suo intervento, analizza 3 punti che risultano inconsistenti:

  • rapporto tra realtà territoriali e Università (inesistente);
  • rapporto tra realtà territoriali e Comunità Europea (carente);
  • rapporto tra realtà territoriali e mercato globale, transnazionale (inconsistente).

In conclusione: la Pubblica Amministrazione è chiamata ad aprirsi con le università da un lato e la Comunità Europea dall’altra, con interlocuzioni che abbiano centralità e consapevolezza, con risorse umane che siano all’altezza dei compiti. Questa è una delle sfide più importanti per il futuro ed il riscatto della nostra terra.
L’ultima sessione del seminario è stata quella coordinata con slides e video proiettore da Pietro Rizzo revisore dei conti del Comune di Porto Empedocle, tra i più virtuosi dell’agrigentino per qualità e quantità delle opere realizzate. Una relazione tecnica, che ha fornito una conoscenza amministrativa di base sul funzionamento del Consiglio Comunale, passando attraverso gli strumenti in possesso dei consiglieri. Ed ancora l’iter di approvazione del bilancio di previsione, il patto di stabilità, i vincoli burocratici, l’intervento programmatorio del Consiglio Comunale che va concretizzato attraverso il piano esecutivo di gestione.
Il Seminario “Formare per Governare” riprenderà, per la seconda giornata sabato 18 febbraio 2012.
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Ha avuto luogo, ieri 9 gennaio, come preannunciato, la riunione dei postelegrafonici rimasti senza salario e senza pensione per effetto della manovra di natale di Monti.
Il fatto nasce dalla volontà delle Poste di volere “svecchiare e rinnovare” gli organici per cui hanno offerto a quanti risultavano prossimi al pensionamento ed erano disponibili alle dimissioni anticipate, due opzioni: uno scambio genitore figlio/a ovvero incentivi finanziari.
Poi sono arrivati i provvedimenti di Berlusconi/Tremonti/Sacconi che hanno spostato di 12/18 mesi l’uscita dal mercato del lavoro, per cui i postelegrafonici che avevano ricevuto l’incentivo di accompagnamento alla pensione, attraverso un BONUS, hanno ricevuto una integrazione finanziaria, gli altri, che avevano scelto lo scambio hanno dovuto rassegnarsi ad aspettare l’uscita prorogata.
E’ arrivato Monti e, dal gennaio 2012, ha tradotto tutte le pensioni in itinere dal sistema retributivo o misto in  contributivo.
Poi ha eliminato la pensione di anzianità stabilendo che l’uscita volontaria è possibile (con penale) solo per coloro i quali posseggono 42 anni e mesi 3 di contributi, mentre tutti gli altri possono andare in pensione solo con 66/67 anni di età.
Tale manovra ha lasciato, d’un sol colpo, nella bufera i programmi di vita di tante famiglie ed i postelegrafonici che avevano scelto lo scambio senza reddito dovranno restarvi per  ulteriori  4/5 anni, così come per quegli altri che avevano ricevuto un incentivo di accompagnamento forfettizzato rispetto alle finestre di uscita dell’epoca.
In provincia di Agrigento le questioni riguardano oltre 60 postelegrafonici, mentre in Sicilia risultano 1.500 ed in Italia oltre 9 mila.
La CGIL, coi suoi sindacati di categoria (SLC e SPI) ha attivato nazionalmente una iniziativa in direzione delle Poste e del Governo per “sanare” queste situazioni angosciose e dove i tempi dovessero allungarsi oltre misura, in Agrigento saranno avviati i ricorsi legali a tutela dei termini di concordato tra lavoratore ed azienda che configuravano, comunque “ bocce ferme “.


In questo articolo vi parlerò  di Workaholic, cioè di dipendenza dal lavoro…
E già, in un periodo come questo,  in tempi di mancanza di lavoro, vi è chi ne ha troppo e di questo ne fa’ una dipendenza.
Coloro che si immolano come : “ Salvatori della patria” in realtà non sanno di essere malati…
La sindrome da dipendenza dal lavoro o sindrome da workaholism è un disturbo ossessivo-compulsivo, lo troviamo tra quelle che vengono definite nuove dipendenze o dipendenze sociali. È  un comportamento patologico di una persona troppo dedita al lavoro,  che pone in secondo piano la sua vita sociale e affettiva sino a causare danni a se stessa. È una dipendenza che si può definire rispettabile, una dipendenza ‘ben vestita’, difficile da diagnosticare, in quanto riguarda il lavoro, un’attività necessaria per vivere e anche un mezzo di affermazione nel sociale.Molte ricerche dimostrano come tale forma di dipendenza stia diventando, sempre più, un problema sia sociale che sanitario.
Il termine workaholism nasce nel 1971 in USA a seguito di un libro di Wayne Edward Oates (medico-psicologo, 1917-1999) Confessions of workaholics: the facts about work addiction. In Germania è usato il termine tedesco “Arbeitssucht”, in Giappone è chiamata “Karoshi”.
Il termine “ubriaco da lavoro” deriva dalla stretta analogia che tale patologia ha con quella dell’alcoldipendenza.
I settori più colpiti sono quelli della libera professione: imprenditori,  artigiani, avvocati, commercialisti, manager. Raramente il fenomeno si manifesta nei dipendenti. Il workaholism si manifesta in varie tipologie di individui, ma prevale in soggetti con un’educazione familiare con filosofia vicina al “…ora et labora…”
Questo individuo si tuffa nel lavoro senza sosta, ammucchia incarichi, dorme poco, aggredisce chi  lo disturba, stressa i dipendenti, controlla la posta anche a  casa  e accende il palmare alle Maldive. Quando non lavora, pensa a come organizzarsi. E arriva persino a trascurare la sua salute. Spiega Guerreschi : «Di solito i work addicted sono persone depresse, autodistruttive, che vogliono colmare un vuoto». È incapace di rilassarsi: la sua mente è sempre alla ricerca di soluzioni per risolvere i problemi lavorativi. Quando non lavora si sente inquieto e annoiato. Non ha nessun hobby se non quelli connessi al suo lavoro, tende a voler avere tutto sotto il suo controllo. Dorme poco, le sue forze lavorative sembrano inesauribili. Non sopportano la noia , il senso di vuoto. Lo stile di vita del workalcoholic è preoccupante, perché, alla lunga, cancella svaghi, divertimenti e affetti dalla propria sfera personale. «Il  Workaholic » osserva Cesare Guerreschi, fondatore della Siipac, Società italiana di intervento sulle patologie compulsive, e autore di “workalcoholic. “Dipendenza da lavoro: come curarla” «sente il bisogno impellente di lavorare e percepisce hobby, problemi di salute e impegni familiari  come un impiccio». Ogni interruzione dalla sua attività gli crea fastidio, nervosismo, stress, mentre alla scrivania, o al telefono con un cliente, schizza adrenalina e prova l’illusione di un’energia illimitata. Non so a voi, ma a me  sembra di rivedere ad occhi aperti le immagini del film “Viaggi di nozze”, con Carlo Verdone nella parte del  medico  Raniero  che ad ogni chiamata di lavoro rassicura prontamente l’interlocutore con un “…No, non mi disturba affatto”, anche se sta facendo sesso o ha appena recuperato il cellulare dalla bara della moglie  Fosca,  morta suicida come altre donne della sua vita.
Come riconoscere i sintomi?
Il workaholic, sperimenta stati di astinenza, con manifestazioni sintomatologiche psicofisiche, tipici delle dipendenze da sostanza che lo portano ad aumentare il lavoro per poter giungere ad uno stato di benessere ricorrendo spesso anche a sostanze come psicofarmaci, droghe o alcol.
Da qui, quindi, lo sviluppo di sintomatologie quali sbalzi d’umore, ossessioni, compulsioni, fobie, depressione, disturbi del sonno, ipercontrollo, isolamento, disturbi alimentari e a livello fisiologico possono comparire disturbi all’apparato gastrointestinale, respiratorio, cefalea, disturbi cardiocircolatori, problemi dermatologici, dolori muscolari.
Spesso si ignorano  i segnali di disagio che così peggiorano fino a provocare l’infarto o l’instaurarsi di problemi di salute cronici.
Albert Ellis, con  La Terapia Razionale-Emotiva definiva “ convinzioni irrazionali” quei pensieri che ci fanno vivere male con noi stessi e con gli altri. Alcuni esempi:
•    “Io devo assolutamente ricevere amore e approvazione dalle persone per me importanti, altrimenti sono un essere senza valore”;
•    “Io devo assolutamente essere competente ed avere successo almeno in un’area di attività, altrimenti sono un miserabile fallito”;
•    “La gente non deve assolutamente trattarmi male, altrimenti è gente orribile e cattiva che merita la mia condanna e dannazione”;
•    “Il mondo deve favorirmi e facilitarmi, altrimenti è un luogo orribile ed insopportabile”.
•    Si deve essere sempre bravi e competenti per essere considerati degni di valore
•    Ci deve essere sempre una soluzione giusta e perfetta per qualsiasi problema ed è una cosa orribile non riuscire a trovarla
•    2) Occorre essere totalmente esperti, adatti ed efficienti in ogni situazione.
Allora, cominciamo a riprenderci i nostri desideri e a  non cadere nei circuiti dei pensieri tossici che generano solo sofferenza.
Un consiglio potrebbe essere quello di  revisionare spesso gli obiettivi.  Ogni tanto chiediti perché fai quello che fai. Sembra una cosa banale ,ma spesso le persone iniziano a fare qualcosa per andare in una direzione e poi…per diversi motivi, si ritrovano in tutt’altra parte.
Chiedersi costantemente: “perchè faccio questo?”…”quale è lo scopo finale di quello che faccio?” (ricorda che un obiettivo è tale solo se ha un termine).
Io penso che il rispetto da parte degli altri e la propria autostima non possono dipendere solamente dal lavoro e dalla ricchezza. Non serve andare a caccia di emozioni forti, adrenaliniche, quelle che servono sono già dentro di noi, guardiamole bene. Impariamo a cercare stimoli utili alla nostra vita nelle cose belle e naturali : negli svaghi, nei buoni libri, nei buoni amici, nei buoni film. Non facciamoci “ sfruttare “ dai sistemi economici , dalle emozioni fittizie, impariamo a riconoscere con pazienza il nostro vero sentire concentriamoci sulla nostra vera natura.
Le emozioni i desideri nascono e crescono dentro di noi. Educhiamo la nostra mente a coltivarli, a costo di andare controcorrente.
Secondo un modello di pensiero che prevede la rieducazione dei pensieri e delle emozioni, sono due gli errori principali commessi da chi si preoccupa troppo,
lavora troppo e usa solo il verbo “ dovere” : la doverizzazione e il catastrofismo.
Ricordiamoci che la vita è un dono, un prodigio ed è la nostra vera ricchezza.
“ Il dovere, è il più arido di tutti i legami tra gli uomini “
O.Wilde

Dott.ssa  Schembri Gabriella
Pedagogista, Counselor sistemico familiare ed esperta in comunicazione assertiva
Per contatti: gabrischembri@libero.it


Un’operazione antidroga è stata effettuata, stanotte, fra Porto Empedocle, Agrigento e Palermo dalla polizia che ha eseguito otto ordinanze. I provvedimenti sono stati emessi dal gip del tribunale di Agrigento Valerio D’Andria, su richiesta del Pm Andrea Bianchi.  Quattro persone, fra cui due donne, sono finite in carcere; altre tre, di cui due donne, ai domiciliari e un’altra è stata posta all’obbligo di dimora. In carcere sono finiti: Luigi Nicastro, 38 anni, di Porto Empedocle, già detenuto per altri reati, ritenuto il capo della presunta banda; Pina Moncada, 43 anni; Natale Bianchi, 34 anni, entrambi di Porto Empedocle; Giovanna Giurintano, 35 anni, di Palermo.  Agli arresti domiciliari: Carolina Contino, 47 anni; Simona Elia, 24 anni; Giuseppe Angarussa, 28 anni, di Porto Empedocle. Obbligo di dimora, invece, nel comune di Porto Empedocle per Toni Daino, 24 anni. Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di detenzione, acquisto, cessione e vendita di sostanze stupefacenti, furti in abitazioni ai danni di anziani in stato di incapacità mediante somministrazione di sostanze tranquillanti.  Luigi Nicastro è accusato anche di altri due reati: atti sessuali con minorenne e truffa aggravata nei confronti del Comune perché anziché prestare lavori socialmente utili in quanto scarcerato, secondo le indagini firmava in Comune e andava a rifornirsi di droga a Palermo. L’indagine, coordinata dal vicequestore aggiunto Cesare Castelli, è partita agli inizi del 2010 con il sequestro di circa 150 chili di droga, trovati in possesso ad un pensionato di Palermo.
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