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L’Avv. Totò Pennica, candidato a sindaco di Agrigento, raccoglie immediatamente l’appello diffuso stamane e sottoscritto da un gruppo di intellettuali relativamente al recupero del centro storico di Agrigento. Pennica dichiara quanto segue:
“Condivido a titolo personale e a nome di tutto il movimento Èpolis l’invito pubblicato da un gruppo di intellettuali a favore della centralità del nucleo storico di Agrigento, quale fulcro sociale, umano e strategico della comunità.
Il programma amministrativo di Èpolis tratta del centro storico in ben 21 punti, reggendo tutti i valori della sua sostenibilità come la pedonalità, l’identità, la funzione originale, il ripopolamento e la tutela.
Invito gli stessi sottoscrittori del documento a un incontro per un concreto confronto e per programmare la costituzione della “consulta per il centro storico” come previsto dal punto 17 del programma amministrativo di Èpolis, da rendere subito operativa in caso di vittoria elettorale del movimento.”

Stasera alle ore 19,00 presso il Comitato elettorale di Viale Cannatello, 79 (difronte supermercato paghi poco) al Villaggio Mosè, il Vice Capogruppo del PDL al consiglio comunale uscente Giuseppe Di Rosa presenterà la propria candidatura alle amministrative del 6 e 7 Maggio prossimo, saranno presenti l’europarlamentare Salvatore Iacolino, Il Coordinatore Provinciale del Partito On.le Nino Bosco , il Coordinatore Cittadino Dott. Renato Rametta e la sua Vice Coordinatore Vicario Dott.ssa Daniela Catalano. interverrà per l’occasione il Candidato Sindaco Avvocato Salvatore PENNICA.

Il presidente di ConfIndustria Sicilia, Ivan Lo Bello, intervenendo ad un incontro – dibattito organizzato dalla Fondazione Falcone, in collaborazione con Confindustria Sicilia e l’ Universita’ di Palermo, lancia un grido d’allarme sui numeri della disoccupazione in Sicilia : “ oggi un ragazzo su due e’ disoccupato o rinuncia a cercare il lavoro. E il silenzio di tanti su questo e’ colpevole. Questa e’ la costruzione di una bomba sociale che prima o poi esplodera’ . E’ impensabile risolvere questo problema con un sistema clientelare. Dovete diventare un soggetto collettivo e chiedere alla politica un lavoro vero, creato da aziende sane non da municipalizzate che falliranno a breve come accade a Palermo ma anche in altre città – conclude Lo Bello -.”

Sabato 24 e domenica 25 marzo 2012 ha luogo la ventesima edizione della Giornata FAI di Primavera, una grande festa popolare che dalla sua prima edizione a oggi ha coinvolto oltre 6.500.000 di italiani. Un grande spettacolo di arte e bellezza dedicato a tutti coloro che hanno a cuore il patrimonio artistico e naturalistico italiano. E ambientato in centinaia di siti particolari, spesso inaccessibili ed eccezionalmente a disposizione del pubblico: per festeggiare il ventennale della Giornata FAI verranno aperti 670 beni in tutte le Regioni italiane e tra questi alcuni dei luoghi più visitati e apprezzati dagli italiani nelle precedenti edizioni. Ad Agrigento e provincia si potranno visitare le facciate di vari edifici storici come l’Ospedale di S. Giovanni di Dio, Palazzo Borsellino, Palazzo Carbonaro, Palazzo Sala, Palazzo Costa, Palazzo Gamez, Palazzo Lazzarini del Campo, Palazzo Tomasi, Palazzo Xerri, Alloggio Prefettizio, la Scala Reale e Prefettur, Chiesa del Santo Spirito, Chiesa di S. Maria del Soccorso, Giardino della Kolymbetra, Monastero ed ex carcere di San Vito, Porta di Ponte.
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L’illustrazione del sondaggio IPSOS sulle elezioni comunali di Agrigento, in parte anticipato oggi dal quotidiano nazionale “Il Fatto Quotidiano” di Antonio Padellaro e Marco Travaglio, è stato al centro della conferenza stampa convocata oggi pomeriggio dal consigliere comunale del pd e candidato a sindaco di Agrigento Giuseppe Arnone. L’incontro con i giornalisti è ancora in corso presso l’Ufficio di Presidenza del Comune di Agrigento. Presenti anche  Mimmo Fontana e Graziella Ancona. Il sondaggio colloca Giuseppe Arnone quale favorito per le prossime elezioni a sindaco di Agrigento,  in netto vantaggio sul secondo, l’uscente Zambuto. Questi i risultati in percentuale, ricavati dal sondaggio commissionato dallo stesso Arnone:
Arnone Giuseppe   31,2%
Zambuto Marco     26,0 %
Minacori Paolo      16,8%
Di Mauro Roberto  11,3%
Iacolino Salvatore   10,6%
Capodicasa Angelo    4,1%

Un vero e proprio blitz, finalizzato a identificare e sanzionare i parcheggiatori abusivi, è stato effettuato ieri pomeriggio dai carabinieri di Agrigento nelle pazze Vittorio Emanuele e Aldo Moro, ad Agrigento. I militari hanno fermato due parcheggiatori abusivi sorpresi ad importunare i cittadini con indebite richieste di denaro. Uno, addirittura, regolamentava il traffico in entrata ed in uscita dal parcheggio con tanto di fischietto. I due sono stati condotti in caserma, identificati e multati con 726 euro ciascuno.


L’immagine della “Valle dei Templi”, impacchettata e incordata, è una proposta che appartiene all’ esperienza dell’ Arte Concettuale.
La negazione che sottintende l’immagine la esprime con maggiore forza espressiva.
La visione concettuale rende l’immagine più visibile di quando è libera e palese, e nel contempo rafforza i suoi valori estetici, spirituali e intellettuali.
L’artista bulgaro Christo ha impacchettato il monumento a Vittorio Emanuele II in Piazza Duomo a Milano, e dopo che fu velato e incordato, i milanesi “videro” quel monumento che già abitava banalmente nel loro immaginario metropolitano.
Christo ha anche impacchettato monumenti e luoghi di vaste dimensioni, come un tratto delle Montagne Rocciose in Colorado; Pont Neuf di Parigi; il Reichstag d Berlino; Porta Pinciana a Roma.
Questo impacchettamento dell’immagine pittorica della Valle dei Templi, ora proposto, è un omaggio alla stessa, con l’esperienza dell’espressione dell’Arte Concettuale.

Toto Cacciato


..La scuola non deve mai dimenticare di avere a che fare con individui ancora immaturi, ai quali non è lecito negare il diritto di indugiare in determinate fasi, seppur sgradevoli, dello sviluppo. Essa non si deve assumere la prerogativa di inesorabilità propria della vita; non deve essere più che un gioco di vita.
S.Freud,      “Contributi a una discussione sul  suicidio” (1910)

La scuola ha a che fare con quella fase difficile e precaria della vita che è l’adolescenza,  dove l’identità  è appena abbozzata , dove si impara ad essere. La  scuola  impegna  i nostri figli  per la maggior parte del tempo  della loro vita. , praticamente da quando iniziano a camminare  fino al raggiungimento dell’età adulta. Le diverse stagioni della vita danno ad ogni essere la possibilità di crescere,di formare e trasformare le esperienze. Non dimentichiamo però che il tempo dei nostri figli è speciale. È compito di noi adulti in quanto genitori e educatori permettere loro di “sbocciare”, vivere serenamente i rapporti con gli altri,senza mai farli allontanare dai loro valori, significati e scopi.
In fondo, comprendere il significato della propria vita, raggiungere maturità e consapevolezza è il compito quotidiano che ci troviamo tutti noi a svolgere per riuscire ad essere soddisfatti di noi stessi.
Purtroppo oggi giorno a causa dei metodi educativi che si apprendono sia tra le mura domestiche che a scuola i nostri ragazzi rischiano  di crescere con forti insicurezze. Viviamo in un periodo storico pieno di falsi miti, di ipocrisie e di contraddizioni istituzionali.
Nessuno nasce con il corredo di individuazione e di autostima già pronto ed incartato; ogni fase della vita richiede un training, un lavoro personale per giungere ad un livello maturo e stabile di autostima. Noi adulti, la scuola siamo lenti nel seguire il loro maturare.
Autostima e autoaccettazione sono tenute dalla scuola in poca considerazione. A volte se uno studente presenta una buona dose di autostima, questa viene scambiata spesso per presunzione, e l’autoaccettazione come un riconoscimento da parte dello studente di non valere tanto. E così a volte quando è lo stesso studente a essere convinto di valere poco al professore non resta altro che ribadire che il ragazzo si merita i voti e i giudizi negativi, così per annullare definitivamente l ‘autostima del povero ragazzo.
Chiederei agli insegnanti chi tra di loro accerta , oltre alle competenze culturali, strettamente didattiche dei loro allievi, il grado di autostima che ciascuno di loro sente per se stesso?
Chi tra gli insegnanti  riflette sul fatto che gran parte del nostro apprendimento nasce dallo stupore, dalla meraviglia e non dipende solo dalla buona volontà, ma dall’autostima che innesca la buona volontà?
L’autostima è in assoluto il primo motore della formazione culturale, se un professore la distrugge ogni giorno con inferiorizzazioni,, derisioni e uso di castighi e punizioni come possiamo pretendere che un ragazzo si interessi e si applichi in qualcosa che non sente dalla sua parte?
“… suo figlio è distratto, pensa solo a divertirsi” dice il professore che neppure sospetta che nella ricerca del divertimento sfrenato e della distrazione non c’è la gioia, ma solo un grande bisogno di essere accettati e amati per quello che si è. Ma la scuola deve svolgere i programmi ministeriali, perché ritiene che il suo compito sia solo quello di istruire. E così la maggior parte delle  nostre scuole non aiutano nello sviluppo dei desideri, nel passaggio di emozioni, anzi rischiano di risolversi nella miseria delle simpatie e delle antipatie personali. E come sempre l’identità degli studenti bravi si edifica sui fallimenti di quelli  non bravi.
Personalmente considero l’autostima un elemento importante (se non fondamentale) per garantire ai nostri figli una vita felice e soprattutto uno sano sviluppo della personalità. Solo con una buona autostima bambini e adolescenti possono affrontare la vita con forza e indipendenza. quindi  autostima  come un insieme di atteggiamenti che una persona ha verso se stessa e verso gli atri che comprendono: l’accettazione delle proprie competenze e dei propri limiti, la capacità di gestire e utilizzare le regole sociali in modo flessibile, il riconoscimento dei propri diritti e la capacità di agire assertivamente, sapendo  gestire in modo efficace le critiche e accettando le inevitabili sconfitte.
C’è uno stretto legame fra una scarsa autostima ed alcune malattie psicologiche che stanno crescendo vertiginosamente in questi ultimi anni, malattie come obesità, disturbi dell’alimentazione, dipendenze, ansia, stress, depressione, paure e fobie.
Che fare?
L’autostima la si costruisce, passo dopo passo, sin dai primi giorni di vita del piccolo e ha a che fare, soprattutto, con il rapporto che i genitori riescono a instaurare con lui, con la loro capacità di infondergli, ancora neonato , sicurezza e fiducia in se stesso e negli altri.
I nostri figli  hanno bisogno di fiducia, di essere valorizzati e incoraggiati a fare scoperte e tentare. Riconoscere i piccoli successi quotidiani e incoraggiarli negli insuccessi Accompagnare la loro socializzazione Prenderli sul serio!
Io trovo meraviglioso quando  le loro scelte non dipendono dalle opinioni altrui e che a loro non importi ciò che dicono gli altri. Come mamma di due splendidi ragazzi cerco di  nutrire la loro naturale autostima ogni giorno, decidendo di non applicare un metodo educativo autoritario, senza divieti immotivati ma cercando di passare tanto tempo con loro. Io  non pretendo obbedienza scambiandola con premi o punendoli quando essa viene a mancare. Cerco di educarli a esprimere le loro necessità, desideri ed emozioni senza quel “ timore reverenziale “ che blocca il pensiero, con quel senso di colpa e con  la paura di affrontare la vita. È fondamentale che  i nostri figli, non perdano mai il contatto con loro stessi, con la loro vera essenza e crescano con una grande fiducia e amore per se  stessi. Questo non significa che ad essi non importino i sentimenti degli altri o le loro necessità, anzi in questo modo maturano con una forte empatia verso il prossimo. Semplicemente non basano la loro autostima su ciò che gli altri dicono o pensano di loro.  Essi si amano in maniera incondizionata, perché noi li amiamo in maniera incondizionata.
Se è vero che “ un bambino non è un vaso da riempire ma un fuoco da accendere” ( come sosteneva  Francois Rebelais ) è anche vero che per assumere un ruolo attivo  nella costruzione della propria vita, i nostri figli hanno bisogno di crescere in un ambiente culturale e sociale propositivo nel quale imparare ad essere!

Dott.ssa   Schembri Gabriella

Pedagogista, Counselor sistemico familiare ed esperta in comunicazione assertiva

Per contatti: gabrischembri@libero.it

L’ondata di maltempo, che ha investito la Sicilia e Agrigento in questi ultimi giorni, non ha risparmiato nemmeno il cimitero di “ Bonamorone ”, scoperchiando tombe, danneggiando cappelle, ornamenti e angoli di verde, privando addirittura della transitabilità i viali principali. Non solo un fatto puramente estetico, visto che il Camposanto della città dei templi, il giorno dopo la tempesta, si è presentato con qualche problema di sicurezza, al quale stanno lavorando gli operai del Comune.  Con apposita ordinanza il sindaco Marco Zambuto ha disposto la chiusura al pubblico del cimitero fino a quando non verranno rimossi i pericoli. Il vento ha strappato alcuni pioppi e li ha scaraventati sul selciato. Vasi, fioriere e lumini sono letteralmente volati per le vorticose raffiche di vento. Questa mattina il primo cittadino di concerto con l’assessore ai servizi cimiteriali Rosalda Passarello hanno effettuato un sopralluogo nell’area sacra.
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