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Il dato ufficiale, inoltrato dall’Asp alla Prefettura di Agrigento e diffuso alla stampa, registra alle ore 19 di ieri 26 marzo in provincia di Agrigento 55 casi (un soggetto non è residente nella nostra provincia). I tamponi effettuati dall’inizio sono 792.

I soggetti positivi sono così ripartiti:

AGRIGENTO  7
CAMASTRA  1
CANICATTI’  2
FAVARA 3
LICATA 6 (+3 rispetto alla stessa ora del 25 marzo)
MENFI  4
MONTALLEGRO  1
PALMA DI MONTECHIARO  3
RAFFADALI  1
RIBERA 6
SANTA MARGHERITA DI BELICE  1
SCIACCA 18
SICULIANA  1

di Filippo Cardinale

La nota,infatti, era firmata dai sindaci di Cattolica Eraclea, Raffadali, Canicattì, Menfi, Siculiana, Santo Stefano Quisquina, Grotte, Montallegro, Lucca Sicula, Sambuca di Sicilia, Campobello di Licata, Santa Elisabetta, Porto Empedocle, Burgio, Cianciana, Villafranca Sicula, Calamonaci e Realmonte.

Ma, stamattina, viene evidenziato che quella nota è condivisa da tutti i sindaci dei Comuni agrigentini, all’unisono. Ovviamente, anche di quelli che non erano elencati nella nota diramata in un lasso di tempo troppo breve. Mancano, infatti, sindaci di Comuni grossi come Agrigento, Sciacca, Ribera che, invece, sono all’unisono con glio altri nell’evidenziare i ritardi dell’Asp.

La nota risalta la preoccupazione dei sindaci agrigentini consapevoli che “in caso di propagazione della malattia, la nostra Asp di Agrigento non potrà mai garantire un’adeguata risposta su una popolazione di 500.000 abitanti,”. Secondo i sindaci, ” per fare fronte all’emergenza l’Asp dovrebbe dotarsi di almeno 30 posti letto in terapia intensiva e di almeno 250 posti letto in terapia sub intensiva. Ad oggi, nessun presidio Covid è stato completato e ciò rischia di esporre sia gli operatori in servizio a non contenere la diffusione, velocizzandone i contagi sia l’intera popolazione del territorio provinciale. La macchina dell’emergenza considerata dall’ASP di Agrigento a tutt’oggi, ci preoccupa ed appare assolutamente inadeguata rispetto a bisogni emergenti risultando in forte ritardo rispetto alle necessità incombenti e reali”.

Un grido di allarme dei sindaci che rispecchia la loro preoccupazione. Oggi nella nostra provincia c’è un notevole ritardo che culmina con la mancanza di attrezzature, macchinari, personale formato.

Dunque, la preoccupazione dei sindaci agrigentini è corale e non fa trasparire divisione alcuna tra loro.

Filippo Cardinale

Il Distretto Lions Sicilia, presieduto dal governatore Angelo Collura, dona 70mila euro alla Protezione civile regionale per fronteggiare l’emergenza coronavirus soprattutto con l’acquisto di materiali e apparecchiature. Angelo Collura aggiunge: “Ho subito informato il capo della Protezione civile regionale, Calogero Foti, e il presidente Musumeci. Preciso che i 70 mila euro si aggiungono ai 10 mila già inviati alla Protezione Civile e frutto di una raccolta dei nostri Clubs. Ma non ci fermiamo qui. Dopo aver fatto il bonifico di 70 mila euro apriremo un conto corrente per raccogliere fondi che metteremo a disposizione per le nostre comunità aiutando le associazioni locali che soccorrono chi ha bisogno di pasti o farmaci per sopravvivere. E’ questo il nostro modo di combattere questo momento di grave difficoltà”.

Questi i casi di coronavirus riscontrati nelle varie province dell’Isola, aggiornati alle ore 12 di oggi (giovedì 26 marzo), così come segnalati dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.

In totale sono 1.164 i casi positivi registrati dall’inizio, ma attualmente ne risultano 1.095 perché 36 sono già guariti e 33 deceduti. Questa la divisione degli attuali positivi nelle varie province: Agrigento, 52; Caltanissetta, 48; Catania, 321; Enna, 126; Messina, 212; Palermo, 197; Ragusa, 27; Siracusa, 63; Trapani, 49.

Il prossimo aggiornamento avverrà domani. Lo comunica la presidenza della Regione Siciliana. Si raccomanda di attenersi scrupolosamente alle indicazioni fornite dal ministero della Salute per contenere la diffusione del virus. Per ulteriori approfondimenti visitare il sito dedicato www.siciliacoronavirus.it o chiamare il numero verde 800.45.87.87.

Oggi, venerdì 27 marzo, alle ore 11.00,  l’Arcivescovo di Agrigento, Card.  Francesco Montenegro, da solo, si raccoglierà in preghiera al cimitero Bonamorone di Agrigento per affidare alla Misericordia di Dio quanti sono morti  a causa del COVID-19.

L’Arcivescovo, invita la  Chiesa agrigentina, alla stessa ora ad unirsi nella preghiera.

Momenti di tensione al supermercato Lidl di viale Regione Siciliana, all’altezza del ponte di viale Lazio, a Palermo. Caos all’interno dello store, con l’intervento di polizia e carabinieri, a causa di alcune persone, proveniente da fuori città che avrebbero letteralmente riempito i carrelli della spesa per poi cercare di uscire senza pagare la merce.

Sarebbero in tutto una ventina di famiglie. Fuori la consueta fila e all’interno sarebbe scoppiato il caos, tanto che sono dovute intervenire le forze dell’ordine.

Un vero e proprio tentativo di saccheggio che ha creato il panico. Un gruppo di persone, pare provenienti da fuori città, avrebbe riempito i carrelli della spesa per poi cercare di uscire senza pagare la merce:“Non abbiamo soldi e non vogliamo pagare”, avrebbero detto.

LA NOTA DI LIDL

“Lidl Italia conferma che nel tardo pomeriggio, una quindicina di persone sono entrate nel nostro punto vendita di Palermo via della Regione siciliana con l’intenzione di non pagare la spesa appena effettuata. Sono state quindi chiamate le forze dell’ordine che sono prontamente intervenute a garanzia della sicurezza e salvaguardia dell’incolumità sia dei nostri collaboratori che dei clienti presenti in quel momento in punto vendita. Comprendiamo il difficile momento che l’intero Paese sta vivendo eringraziamo le autorità per il pronto intervento odierno“.

E’ quanto si legge in una nota.

Fonte ilSicilia.it

A seguito della denuncia per vilipendio ad opera del Ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, nei confronti del Sindaco di Messina, on. Cateno De Luca, un nutrito gruppo di Amministratori locali, ha espresso solidarietà e vicinanza al Primo cittadino di Messina, il quale a causa della situazione emergenziale sullo Stretto, ha preso una netta posizione – seppur con travolgente fervore – in favore di un territorio che rischia il crollo sanitario.

Pur comprendendo che i toni utilizzati dal Sindaco di Messina siano stati eccessivi, ma sicuramente dettati dalla grande tensione a cui ogni giorno siamo sottoposti noi Sindaci, da sempre in trincea, riteniamo che la decisione del Viminale, di denunciare per Vilipendio il Sindaco De Luca, sia quanto mai eccessiva, in considerazione del ruolo e del sacrificio che ognuno di noi sta portando avanti, nell’esclusivo interesse di salvaguardare le nostre comunità. Al sindaco di Messina esprimiamo piena vicinanza e solidarietà, anche in considerazione dell’esodo che da solo si è trovato a contenere, essendo Messina la principale via d’accesso all’Isola”. 

Questo il coro unanime dei sindaci che hanno mostrato la loro vicinanza all’iniziativa promossa dal Sindaco di Santa Teresa di Riva e parlamentare siciliano, on. Danilo Lo Giudice, a seguito delle numerose telefonate e attestazioni di stima degli Amministratori siciliani, nei confronti del Sindaco De Luca.

Continua l’attività febbrile dei sindaci in trincea in questo periodo di emergenza sanitaria. A lasciare perplessi e preoccupati i Primi Cittadini che amministrano i comuni della provincia di Agrigento sono le notizie sui tamponi rinofaringei da eseguire sui soggetti che dal 14 marzo 2020 sono rientrati in Sicilia, attività citata nell’ordinanza del Presidente della Regione Siciliana n.7 del 20 marzo 2020.

Non risulta che questi controlli siano avvenuti mentre, ovviamente, arrivano richieste di spiegazioni sul comportamento da tenere da parte dei soggetti interessati.

Per avere notizie dirette, i sindaci di Alessandria della Rocca, Bivona, Burgio, Campobello di Licata, Canicattì, Cianciana, Favara, Grotte, Ioppolo Giancaxio, Licata, Lucca Sicula, Menfi, Montallegro, Montevago, Naro, Palma di Montechiaro, Porto Empedocle, Ravanusa, Realmonte, Ribera, Sambuca di Sicilia, San Giovanni Gemini, Sant’Angelo Muxaro, Santa Elisabetta, Santa Margherita di Belice, Santo Stefano di Quisquina, Sciacca, Villafranca Sicula, hanno sottoscritto una nota di spiegazioni inviata al Presidente della Regione Siciliana, all’Assessore della Salute della Regione Siciliana, al Dirigente Generale del Dipartimento della Protezione Civile della Regione Siciliana, al Direttore Generale ff dell’ASP di Agrigento e p.c. a S.E. il Prefetto di Agrigento e al Presidente Regionale dell’ANCI.

Questo il contenuto della nota:

Esecuzione Tamponi rinofaringei ai soggetti entrati in Sicilia a far data dal 14 marzo 2020. Richiesta informazioni.

Con Ordinanza contingibile ed urgente del Presidente della Regione Siciliana n.7 del 20/03/2020 è stato disposto, per chiunque sia entrato in Sicilia dalla data del 14 marzo 2020, l’obbligo di permanere in isolamento obbligatorio presso la propria residenza o domicilio, adottando una condotta improntata al distanziamento dai propri congiunti e/o coabitanti, curando di aerare più volte al giorno i locali dell’abitazione. Per tali soggetti in isolamento, l’ordinanza ha disposto “che siano sottoposti a tampone rinofaringeo a ridosso della conclusione del termine di quarantena.” A ridosso della prima data di conclusione del termine di quarantena (28 marzo 2020) non risulta che alcuno di tali soggetti sia stato sottoposto al tampone. Da parte di detti soggetti pervengono richieste di chiarimento, in merito alla loro posizione e al comportamento da assumere alla scadenza della quarantena, in assenza della sottoposizione al tampone. Nel condividere ed osservare le disposizioni dell’ordinanza, (anzi a nostro avviso devono essere sottoposti a tampone anche coloro che sono entrati in Sicilia antecedentemente al 14 marzo) i sottoscritti Sindaci ritengono necessario che il previsto tampone venga effettuato, per l’obbiettivo primario di preservare la popolazione da eventuale contagio, ma ad oggi non si hanno notizie in merito. Anzi non risulta che le Asp siano provviste di detti tamponi, e che non è stato disposto ad oggi il coinvolgimento di laboratori accreditati che dispongano di attrezzature adeguate, alta professionalità e che garantiscano la conformità ai protocolli dei laboratori pubblici regionali di riferimento. Nella sola provincia di AGRIGENTO, dai dati in nostro possesso, risulterebbe necessaria la disponibilità di circa 300 tamponi al giorno e in assenza di notizie ed assicurazioni, esprimiamo la nostra più viva preoccupazione e l’assenza di ogni necessaria informazione per fornire agli interessati, che a noi si rivolgono, risposte sui comportamenti che gli stessi dovranno assumere alla scadenza del periodo di quarantena. Si chiede pertanto alle Autorità in indirizzo di voler fornire ogni necessaria urgente informazione in merito. FIRMATO I SINDACI DEI COMUNI DI: Alessandria della Rocca, Bivona, Burgio, Campobello di Licata, Canicattì, Cianciana, Favara, Grotte, Ioppolo Giancaxio, Licata, Lucca Sicula, Menfi, Montallegro, Montevago, Naro, Palma di Montechiaro, Porto Empedocle, Ravanusa, Realmonte, Ribera, Sambuca di Sicilia, San Giovanni Gemini, Sant’Angelo Muxaro, Santa Elisabetta, Santa Margherita di Belice, Santo Stefano di Quisquina, Sciacca, Villafranca Sicula. “Abbiamo necessità di avere risposte certe e dirette – dichiara il Sindaco Ettore Di Ventura – e soprattutto che vengano applicate tutte le misure necessarie a garantire la salute delle nostre Comunità, e di rassicurare le tantissime persone che vivono ogni giorno in stato d’ansia. Sono priorità indifferibili. Attendiamo riscontri immediati ai nostri appelli.”