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Venerdì 11 maggio 2012 il la Responsabile del Coordinamento Donne Prov.le della Cisl di Agrigento Lilly Mazza, in collaborazione con  la Questura e con l’ I T C Leonardo Sciascia, organizza una Tavola Rotonda dal titolo: “Stalking: conoscerlo e difendersi”. L’incontro rappresenta la conclusione di un percorso formativo con gli studenti  dell’Istituto, che parteciperanno attivamente ai lavori della Tavola Rotonda, illustrando alcuni degli elaborati finali e dei prodotti multimediali realizzati. All’evento che avrà luogo ad Agrigento, alle ore 10.30 presso l’Auditorium dell’Istituto Tecnico Commerciale Leonardo Sciascia, parteciperanno il Questore Giuseppe Bisogno, il Dirigente Patrizia Marino e la docente referente dell’ITC Giuseppina Parisi, , S. Montalbano Vice Reggente Cisl Ag, M.Pia Vita Consigliera di Parità, G. Dalli Cardillo Presidente Comitato Imprenditoria Femminile CCIAA, F. Celona Primo Dirigente Polizia di Stato, F. Modica Amore Responsabile Sindacato Polizia SIULP, A. Maragliano  Psicologa e gli Avvocati Alba Raguccia ed E. Cacciatore. I Lavori saranno coordinati dal giornalista Salvatore Pezzino. L’argomento dello stalking, fenomeno in crescente e preoccupante aumento, verrà trattato dalle varie figure professionali presenti dal punto di vista sociale, psicologico e giuridico.

Incidente mortale nel tardo pomeriggio di oggi ad Agrigento. Il sinistro si è verificato tra Agrigento e Favara, lungo la statale 640, in contrada “Mosella”,  tra il bivio per Favara e via Nuova Favara. Per cause in corso di accertamento si sono scontrate una Seat Cordoba di colore grigio e una moto Piaggio sui cui viaggiavano due ragazzi. Non ce l’ ha fatta il conducente dell’ auto Salvatore Montana Lampo, 81 anni.   Mentre i due ragazzi, di cui uno versa in gravi condizioni, hanno riportato diverse ferite. Lo scooter si e’ incendiato a seguito del violento impatto. Indagini sono in corso.
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Giovedì 10 maggio, ad Agrigento, la Cgil ha organizzato un sit – in davanti all’ Ufficio del Lavoro, alle ore 10, per sbloccare gli ammortizzatori in deroga. La Regione, infatti – denuncia il Sindacato – ha disposto l’improvvisa sospensione delle attivita’ propedeutiche alle concessione degli ammortizzatori sociali in deroga, che sono l’unica forma di sostegno al reddito capace di garantire un minimo di sopravvivenza ai lavoratori ed alle loro famiglie.

In occasione del XIX anniversario della storica visita di Giovanni Paolo II alla Chiesa agrigentina, l’8 e il 9 maggio del 1993, l’Arcidiocesi di Agrigento ripropone, presso gli “Spazi espositivi della Chiesa del Purgatorio” (via Atenea) la mostra fotografica “Saluto te Agrigento. La Città accoglie Giovanni Paolo II” scatti di Angelo Pitrone a cura di Carmelo Petrone. La mostra, che sarà inaugurata mercoledì 9 maggio alle ore 18.00, ripercorre la preparazione, la trepidazione, l’ansia e l’attesa del popolo agrigentino a quell’incontro che avrebbe ed ha segnato la città di Agrigento in modo indelebile, soprattutto per l’anatema contro la mafia pronunciato dal Papa al termine della celebrazione eucaristica a Piano San Gregorio nel cuore della Valle dei Templi. E proprio in ricordo di quell’evento, al termine dell’inaugurazione della mostra, a cura della parrocchia san Gregorio e del Lions club di Agrigento, alle ore 19.00

8 maggio 1982 – 8 maggio 2012: trent’anni… Tanti ne sono passati dalla strage di Porto Empedocle che vide cadere vittime della barbarie mafiosa tre innocenti lavoratori che, in quel giorno, erano sul loro posto di lavoro presso un impianto di confezionamento di calcestruzzi della cittadina marinara. Giuseppe Lala (55anni) e Domenico Vecchio (26 anni) di Porto Empedocle, Antonio Valenti (38 anni) di Favara i nomi delle vittime che, solo nel 1989, ovvero dopo ben 17 anni, lo Stato ne ha riconosciuto lo status di Vittime innocenti della mafia.
Tutto accadde per questioni di concorrenza fra i gestori dell’impianto di calcestruzzi empedoclino e quelli di altro analoga azienda di Ribera che, per avere un competitor in meno decisero per la materiale soppressione dei titolari. Fu così che il mandante Pietro Marotta, esponente della cosca di Ribera, gestore di uno stabilimento per la frantumazione di inerti, imparentato con il boss Carmelo Colletti, si rivolse ad un gruppo di fuoco del clan Lauria di Raffadali che organizzò l’agguato che vide cadere, erroneamente, tre onesti lavoratori.
Trent’anni sono tanti (per collocare nel tempo l’episodio basta ricordare che nello stesso giorno morì, a soli 32 anni, Gilles Villeneuve durante le qualifiche per il Gran Premio del Belgio del 1982, appunto, e che la nazionale italiana di calcio doveva ancora vincere il titolo mondiale a Madrid ) ma per le famiglie delle vittime il dolore è ancora vivo, immutato, cristallizzato, indelebile. Spiace rilevare che non essendo, le tre Vittime, annoverabili fra quelli di serie “A”, o forse perché uccisi in abiti da semplici operai e non indossando toghe o livree, nessuna manifestazione pubblica sia stata organizzata in loro memoria. Lo Stato si è assopito oppure ha memoria corta. I politici locali sono distratti dalla concomitante tornata elettorale e non hanno avuto tempo e modo di dedicare una giornata per ricordare i loro cittadini. Ma nei cuori dei congiunti assurge, forte, il ricordo dei loro cari caduti per mano mafiosa, ricordo che tramandano ai posteri, ai nipotini che crescono, a quei nipotini che non hanno potuto conoscere nonni e zii uccisi in un tiepido sabato pomeriggio di un lontano mese di maggio. Nemmeno Domenico Vecchio junior poté conoscere suo papà poiché, a maggio del 1982, era ancora nel grembo materno da cui uscì a luglio, appena due mesi dopo. E preparando questo articolo è emerso che quasi due anni fa è mancata, a soli 46 anni, Rossana, figlia di Giuseppe Lala, devastata da una malattia che i medici non escludono potersi ricondurre al terribile trauma subito, adolescente, per la tragica uccisione dell’adorato papà.