Home / Articoli pubblicati daRedazione Ag (Pagina 241)

Agrigento, domani mattina, domenica 19 gennaio, al Viale della Vittoria, nei pressi di piazza Cavour, Fratelli d’Italia allestirà un gazebo, dalle ore 10 alle 13, in occasione della campagna di raccolta firme a sostegno di quattro proposte di legge di iniziativa popolare, ovvero l’elezione diretta del Presidente della Repubblica, l’abolizione dei Senatori a vita, l’inserimento di un tetto massimo alla pressione fiscale nella Costituzione, e la supremazia dell’Ordinamento italiano su quello europeo, tutte riforme richieste da tempo dagli italiani e sostenute da Giorgia Meloni. Al gazebo saranno presenti i dirigenti e diversi militanti del partito, e sarà occasione anche per dibattere di iniziative e istanze in prossimità delle elezioni Amministrative in città. Per potere firmare è necessario esibire un documento d’identità valido.

La consigliere comunale del Movimento 5 Stelle di Agrigento, Marcella Carlisi, sollecita una perizia per certificare i conti del Comune di Agrigento, e spiega: “Bisogna chiarire l’effettiva situazione dei conti del Comune, alla luce di tutte le indicazioni dei revisori dei conti e delle modifiche ai documenti contabili, realizzate anche all’ultimo momento, e dei debiti fuori bilancio, anche di considerevole importo, di cui sono stati richiesti ulteriori approfondimenti. I libri contabili del Comune e delle aziende partecipate dovrebbero essere analizzati da un consulente esterno scelto attraverso un bando pubblico per l’affidamento della consulenza. E ciò per procedere, intanto, ad una campagna elettorale con dati certi, e che porti la nuova giunta nelle condizioni di conoscere immediatamente la situazione economica che si troverà davanti. In questi giorni, normali cittadini sono stati investiti da un ‘leggetevi le carte’ corale da parte della giunta comunale. I documenti pubblicati, indicati o meno, non rispondono alle precise richieste di chiarezza che un cittadino pretende legittimamente. Non si può pensare che i cittadini vadano a spulciare documenti a cui ha difficile accesso anche un consigliere comunale. La civiltà passa anche dalla condivisione delle informazioni. No ad una trasparenza che attualmente è solo un sinonimo per indicare l’invisibilità di certi servizi”.

Secondo i sindacati di categoria di Cgil, Cisl, Uil, Unsa, Flp ed Rsu, gli impiegati pubblici dell’Agenzia delle Entrate hanno carichi di lavoro eccessivi, e soffrono per la disorganizzazione che impedisce gli avanzamenti di carriera, per la carenza di personale e per la mancanza di ulteriori fondi per svolgere le proprie attività di servizi ai cittadini e di repressione dell’evasione fiscale. Ecco perché i sindacati hanno organizzato un sit – in di protesta, in contemporanea in tutta Italia, giovedì prossimo 23 gennaio dinnanzi ogni sede delle Agenzie fiscali.

A Canicattì si è svolta un’affollata assemblea dei lavoratori dei supermercati Fortè a seguito dell’incontro precedente a Belpasso, nella sede della società Meridi (che gestisce i supermercati in Sicilia) con i commissari nominati dal Tribunale di Catania, Elio Blasio, Simone Manfredi, e Luciano Fausti, che, entro 30 giorni dalla nomina del 7 gennaio scorso, si pronunceranno sul se sarà possibile recuperare l’equilibrio economico e finanziario dell’azienda. “L’obiettivo prefissato – afferma il segretario provinciale di Agrigento del sindacato Fast Confsal, Manlio Cardella – è riavviare l’attività in tutti i 71 punti vendita, chiedendo la disponibilità ai fornitori di rifornire di merce i magazzini con l’impegno di essere pagati in pre-deduzione e, con la conseguente ripresa economica, salvare così i 473 posti di lavoro. Riprendere vigore nelle vendite – aggiunge Cardella – potrà aumentare le condizioni di Fortè sul tema della successiva cessione del ramo d’azienda, in riferimento ad esempio alla trattativa con la società Apulia srl. I dipendenti di Fortè erano 600 – puntualizza Cardella – e adesso sono 473 a seguito delle forzate dimissioni per giusta causa a cui sono stati costretti 60 lavoratori al fine di presentare la domanda NASPI per l’indennità di disoccupazione e sopravvivere ai mancati pagamenti degli stipendi. Inoltre un’attenzione particolare sarà riservata ai lavoratori triennali che a breve avranno i loro contratti in scadenza, affinchè nessuno sia lasciato fuori dalle future trattative. Confsal, Sinalp e Usi restano in attesa della convocazione da parte della Quinta Commissione Ars affinchè si discuta della crisi della grande distribuzione e, nel caso specifico Fortè, si possa attuare lo stato di crisi aziendale ed attivare la CIG straordinaria a norma della legge 236/93” – conclude Manlio Cardella.

Ad Agrigento al palazzo di giustizia, a conclusione del giudizio abbreviato, il giudice per le udienze preliminari ha assolto, “per non aver commesso il fatto”, un tecnico agrigentino imputato di esercizio abusivo della professione allorchè si sarebbe occupato di una pratica pur essendo stato sospeso dal proprio ordine professionale. Il difensore, l’avvocato Giuseppina Ganci, ha invece dimostrato che il professionista non era mai venuto a conoscenza della sospensione irrogata dall’ordine di appartenenza e pertanto era perfettamente legittimato a presentare ogni genere di pratica attinente alla professione e al ruolo ricoperto non risultando allo stato alcuna comunicazione di sospensione.

Ad Agrigento al palazzo di giustizia la giudice monocratico del Tribunale, Katia La Barbera, accogliendo le istanze del difensore, l’avvocato Giuseppina Ganci, ha assolto, con la formula del non doversi procedere, F E (sono le iniziali del nome) 49 anni, di Canicattì, imputato di avere occupato abusivamente un alloggio di proprietà dello IACP di Agrigento in uso ad un canicattinese. Il difensore ha dimostrato lo stato di necessità dell’imputato e la circostanza che il reale assegnatario aveva abbandonato L’immobile andando a vivere altrove. In ogni caso il Tribunale ha poi rilevato che il reato è prescritto perché commesso nel 2009.

Rilevante il principio di diritto reso dal Giudice del Lavoro, che ha dichiarato il diritto di una docente – che aveva prestato servizio in Accademie di Belle Arti legalmente riconosciute – ad essere inserita nelle graduatorie nazionali utili ai fini del conferimento di incarichi a tempo determinato nelle Accademie di Belle Arti.
La vicenda trae origine dall’adozione del Bando di cui al D.M. 526 del 30.06.2014 con cui il Ministero della Pubblica Istruzione aveva indetto una procedura finalizzata alla costituzione delle graduatorie nazionali utili per l’attribuzione di incarichi a tempo determinato nelle Accademie di belle Arti di tutta Italia.
A tale selezione prendeva parte anche la Professoressa I.P. che, però, veniva esclusa sull’assunto che il suo sevizio, maturato presso le Accademie Legalmente riconosciute e non presso quelle Statali, non fosse da ritenersi valevole ai fini della partecipazione alla procedura selettiva e ciò sulla base di un’interpretazione fornita dal MIUR dopo la pubblicazione del Bando medesimo.
Avverso la superiore esclusione, la Professoressa I.P., con il patrocinio degli Avvocati Girolamo Rubino, Simona Manca ed Emanuele Carta, proponeva ricorso innanzi al Giudice del Lavoro, deducendo che l’interpretazione proposta dal Ministero fosse contraria, non solo a quanto stabilito nel Bando, ma anche alle previsioni degli articoli 1 e 2 della Legge n. 508/1999.
Gli Avvocati Rubino, Manca e Carta, deducevano, infatti, che a mente del D.P.R. n. 212/2005, le Accademie legalmente riconosciute debbono essere conformi a quelle Statali per ciò che riguarda l’ordinamento didattico, l’adeguatezza delle strutture e del personale, la tipologia dei corsi di studio e le altre attività formative e che, secondo un costante indirizzo interpretativo, ai fini della predetta procedura selettiva era innegabile il diritto di far valere gli anni di insegnamento presso le Accademie legalmente riconosciute, facenti anch’esse parte delle istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica.
Si costituiva in giudizio il MIUR contestando la fondatezza del ricorso e chiedendone il rigetto.
Il Giudice del Lavoro, condividendo le argomentazioni degli Avvocati Rubino, Manca e Carta, ha affermato il principio che le Accademie dei Belle Arti Legalmente riconosciute non possono che rientrare tra le “Istituzioni dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica” con la conseguenza che, in difetto di specifiche cause di esclusione previste nel bando, gli anni di servizio in esse svolti devono intendersi utili e validi ai fini della maturazione del requisito per partecipare alla procedura selettiva indetta dal MIUR. Pertanto il Tribunale adito, in accoglimento del ricorso proposto dalla prof.ssa I.P., ha dichiarato il suo diritto ad essere inserita nelle graduatorie nazionali utili per l’attribuzione di incarichi a tempo determinato nelle Accademie di tutta Italia.