Home / Articoli pubblicati daRedazione Ag (Pagina 240)

Qualcuno ha gettato del liquido corrosivo sull’autovettura, una Volkswagen Tiguan, che era posteggiata in via Papa Luciani, ad Agrigento. La sostanza ha devastato, e in più punti, la carrozzeria della vettura di proprietà di un disoccupato, trentaduenne, di Agrigento.

Non si tratta di un raid vandalico qualunque. Sembra non esserci alcun dubbio su quello che ha tutte le caratteristiche del danneggiamento mirato. Lo stesso proprietario della vettura ha formalizzato la denuncia a carico di ignoti. Gli agenti della sezione Volanti hanno acquisito il racconto del giovane, e hanno avviato le indagini.

Come primo passaggio dell’attività investigativa avrebbero verificato se, in zona o nelle immediate vicinanze, vi fossero o meno presenti degli impianti di videosorveglianza. Telecamere i cui filmati potrebbero subito portare all’identificazione dell’autore del danneggiamento.

Un trentaduenne aiuto cuoco, un cinquantatreenne pescatore, e un altro trentaduenne disoccupato, tutti residenti a Lampedusa, sono stati denunciati, in stato di libertà, alla Procura della Repubblica di Agrigento, dai carabinieri della Stazione isolana, e devono rispondere per l’ipotesi di reato di rissa; l’aiuto cuoco deve rispondere anche di estorsione consumata in danno del pescatore.

Nei giorni scorsi, nella centrale via Roma, è scoppiata una rissa, per motivi riconducibili ad una presunta estorsione, che ha coinvolto tre persone; i protagonisti, a parte qualche lieve escoriazione, non hanno riportato gravi ferite.

I nuovi positivi sono 1.727 su 15.168 i tamponi processati, il tasso di positività si attesta all’11,3%. E’ quanto emerge dall’ultimo bollettino diramato dal ministero della Salute. Il tasso di positività nelle ultime 24 ore quindi passa dall’11,2% % all’11,3%. Nove invece i morti comunicati oggi: 5 si riferiscono a ieri, uno al 26 maggio, uno al 25 e uno al 23. Il totale delle vittime sale a 10.924. I guariti sono 2.500, per cui gli attuali positivi diventano 73.569.

Sul fronte ospedaliero i ricoverati nei reparti ordinari sono  521. Calano i posti letto occupati in terapia intensiva sono 19 con un solo nuovo ingresso. Sono 73.029 i pazienti in isolamento domiciliare.

Questi i dati nei Comuni capoluogo: Palermo 471 casi, 554 a Catania 554, Messina 251, Siracusa 215, Agrigento 155, Trapani 167, Ragusa 136, Caltanissetta 116, Enna 34.

 

Nel mese di Aprile, “muto io muto tu”, l’assessore Razza mette a bando posti per RSA, prevedendo per la presentazione dell’istanza soli 30 giorni seppur necessario, per la partecipazione, una copiosa ed articolata documentazione e criteri stringenti.

E’ il commento dell’onorevole di “Prima l’Italia” Presidente della Commissione speciale di verifica e monitoraggio delle leggi e Vice Presidente della Commissione sanità Carmelo Pullara.

Mentre da un lato – spiega Pullara -l’Assistenza Domiciliare Integrata che dovrebbe, come previsto a livello nazionale, passare da un sistema di gare ad un sistema di accreditamento rimane, dopo quasi un anno, ancora al palo avvantaggiando così sempre le poche ditte presenti sul territorio a danno del principio di libera scelta del paziente. Dall’altro assistiamo, in una sanità ospedaliera e territoriale, allo sfacelo, nonchè in piena definizione delle attività del Pnrr sulla sanità, con la creazione degli ospedali di comunità, case di comunità e centrali operative territoriali, ad una accelerazione per mettere a bando posti di RSA.

Ho chiesto apposita audizione urgente in Commissione sanità per capire se sono stati rispettati i criteri di trasparenza, imparzialità e ragionevolezza. Ma mi permetto di aggiungere anche una valutazione, che fine ha fatto l’impegno del Governatore Musumeci sulla riforma delle Ipab, enti che potrebbero tranquillamente  essere utilizzati anche come RSA?

La risposta – conclude Pullara – me la do da solo, la stessa delle tante promesse di Musumeci infrantesi sulla diversa valutazione dovuta a chissà cosa, che magari come sempre capiremo più avanti.

Un disabile agrigentino, richiedeva, tramite il proprio amministratore di sostegno, di essere ricoverato presso un’apposita comunità alloggio, con retta a carico del Comune di Agrigento.
Il Centro di Salute Mentale di Agrigento, tenuto conto della grave patologia da cui il disabile è affetto e dei relativi problemi assistenziali, esprimeva il parere favorevole all’inserimento del medesimo all’interno di una comunità alloggio.
Anche il servizio sociale di Agrigento assentiva alla richiesta del disabile, rilasciando un ulteriore parere positivo al ricovero presso una comunità alloggio del territorio agrigentino. Con la medesima nota veniva peraltro chiarito che, nel caso in oggetto, l’inserimento del disabile in una comunità alloggio appariva necessaria “al fine di garantire per lui un ambiente favorevole che risponde ai sui bisogni primari e attraverso cui promuovere lo sviluppo psico-sociale”.
Alla luce dei superiori pareri, tramite Determinazione, veniva autorizzato il ricovero del disabile presso la cooperativa sociale “Humanitas et Salus”. Tuttavia, il Responsabile dei Servizi Finanziari del Comune di Agrigento, che doveva apporre sulla succitata Determinazione il necessario visto di regolarità contabile, con una nota, esprimeva un parere non favorevole, sostenendo che il comune non avesse la disponibilità finanziaria per l’impegno di spesa derivante dal ricovero del disabile.
A questo punto, vedendosi denegato il diritto all’assistenza sanitaria, il disabile, con il patrocinio degli Avvocati Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia, impugnava innanzi al T.A.R. di Palermo, la nota con la quale, il Responsabile dei Servizi Finanziari del Comune di Agrigento, aveva espresso il parere non favorevole di regolarità contabile. In particolare, gli Avvocati Rubino e Impiduglia, sostenevano in giudizio che l’inserimento dei disabili psichici presso le Comunità alloggio, si colloca all’interno dei c.d. Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), e pertanto, le ragioni di natura economico finanziaria, per quanto rilevanti nel nostro ordinamento, non potrebbero in alcun modo giustificare una così grave lesione del diritto alla salute.

Dunque, secondo quanto sostenuto dai succitati legali, il Comune di Agrigento non poteva rigettare la Determinazione che disponeva il ricovero del disabile, soltanto sulla scorta di motivi prettamente economici, dal momento che, sebbene i diritti sociali a prestazione siano finanziariamente condizionati, tale condizionamento non può incidere sul nucleo indefettibile del diritto alla salute fino a renderlo puramente nominale. Aderendo alle tesi sostenute dagli Avvocati Rubino ed Impiduglia, il T.A.R. di Palermo, ha accolto il ricorso di cui trattasi, ritenendo che “quando l’ente locale, accerta la sussistenza di esigenze terapeutiche indifferibili […] che rendono necessaria l’ammissione al servizio residenziale, non può opporre difficolta finanziarie alla richiesta d’inserimento”, e conseguentemente, per l’effetto dell’accoglimento, ha annullato il parere non favorevole emesso dal Responsabile dei Servizi Finanziari del Comune di Agrigento, condannando, peraltro, il medesimo Comune al pagamento in favore del ricorrente delle spese di lite, liquidate in 2.000 Euro, oltre accessori.

Tragedia questa mattina a Pietraperzia, in provincia di Enna, dove è morto il medico del pronto soccorso del Sant’Elia di Caltanissetta, Sebastiano Nocilla. Il professionista di Pietraperzia, ma residente a Caltanissetta, sarebbe morto ustionato nella sua campagna di contrada Menta. Il corpo è stato trovato intorno alle 11.45 nel suo podere. Quando gli operatori del 118 sono arrivati in ambulanza il corpo era semi-carbonizzato. Sembrerebbe che il medico stesse bruciando delle sterpaglie per ripulire il terreno. Poi la tragedia sulla quale sono in corso degli accertamenti da parte dei carabinieri. Probabilmente ha perso i sensi respirando del monossido di carbonio oppure ha avuto un malore che non gli ha lasciato scampo.
(Ansa)

Sono diversi gli avvisi di garanzia emessi dalla Procura di Palermo e notificati, non solo a indagati agrigentini, dai Carabinieri della Compagnia di Partinico che martedì scorso hanno acquisito documenti e supporti informatici al Municipio di Agrigento, nell’ufficio del dirigente del Distretto socio – sanitario D1, di cui Agrigento è capofila. Trapela, senza conferme ufficiali, che l’ipotesi di reato per la quale si procede è corruzione, e che l’inchiesta è stata avviata a seguito della denuncia di un’impresa che si ritiene danneggiata nell’ambito dell’espletamento di una gara d’appalto.

Nel frattempo, come già pubblicato, il sindaco Franco Miccichè ha ruotato gli incarichi dirigenziali. Antonio Insalaco, Affari generali e Affari legali e ad interim Servizi alla persona. Gaetano Di Giovanni, Patrimonio e Tributi. Giovanni Mantione, Servizi finanziari e ad interim Polizia locale. Gaetano Greco, Territorio e Sanità. Alberto Avenia, Lavori pubblici.

Proseguono le indagini conoscitive nella voragine, che interessa entrambe le carreggiate della strada, venutasi a creare in Viale Sicilia a Fontanelle, interdetta al traffico veicolare da alcuni giorni.

Gli scavi conoscitivi effettuati fino ad oggi hanno permesso di accertare che nel tratto interessato dallo “scavernamento” del manto stradale vi è la presenza di una serie di connessioni di tubazioni per le acque bianche e fognarie.

«Dall’apertura del manto stradale è possibile percepire anche lo scorrere di acqua. Adesso occorrerà accertare la natura di questo liquido. Abbiamo già predisposto con Aica – spiega l’assessore ai lavori pubblici Gerlando Principato – di intervenire per riattivare le connessioni accertando la provenienza di queste acque, adesso occorrerà comprendere la derivazione della perdita e procedere con la sua riparazione».

A Realmonte i Carabinieri hanno denunciato alla Procura di Agrigento, a piede libero, un uomo di 46 anni e una sua conoscente, una casalinga di 42 anni, per le ipotesi di reato di maltrattamenti e lesioni personali. I due avrebbe più volte picchiato a schiaffi e pugni, e insultata e offesa, la moglie di lui, una casalinga di 49 anni, costretta spesso a ricorrere al pronto soccorso dell’ospedale di Agrigento. Lei, esasperata, li ha denunciati ai Carabinieri. E’ stato subito attivato l’iter del cosiddetto “codice rosso” a tutela della donna.