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“Detto, fatto.
Il lavoro di approfondimento svolto dalla IV Commissione Ambiente e Territorio sulle problematiche connesse all’erosione costiera nell’agrigentino e al rischio idrogeologico ha portato i suoi frutti.
Il #governoMusumeci ha, infatti, confermato la pubblicazione in Gazzetta del bando di gara da 2,7 milioni di euro con cui si porterà a termine l’intervento di protezione del versante di contrada Caos, tra Agrigento e Porto Empedocle, dove avevano preoccupato i crolli di porzione della falesia.
In parallelo Anas, per le parti di sua competenza, si occuperà della regimentazione delle acque a tutela della ss 640.
Un altro impegno mantenuto, a conferma della concretezza della nostra azione politica che va ben oltre le mere intenzioni”.

Lo dichiara l’on. Giusi Savarino di Diventerà Bellissima.

Nel carcere di Agrigento tre detenuti hanno sfondato una parete per entrare in una sezione che è rimasta “occupata” per alcune ore. Un gesto di forza che ha richiesto il ricorso a personale penitenziario che non era in servizio per ristabilire la normalità e trasferire i tre in altri penitenziari.

A riferirlo è il Sindacato polizia penitenziaria. Spiega il segretario generale Aldo Di Giacomo: “Ormai non c’è più nulla da stupirsi perche’ in carcere accade di tutto e di più con i detenuti che continuano a manifestare il proprio controllo e a muovere l’attacco allo Stato sino a sfondare mura o a evadere come è accaduto in altri istituti. Un episodio che rileva la situazione esplosiva determinata nei penitenziari italiani con un clima di tensione alle stelle che sarà sempre piu’ incontenibile senza provvedimenti e strumenti di assoluta urgenza”.

5.594 nuovi contagi a fronte di più di 32 mila tamponi processati in Sicilia. E’ quanto emerge dal bollettino nazionale che fa registrare nell’Isola anche 32 decessi che fanno salire i casi totali a 740.613 e le vittime a 9.217. Gli attuali positivi sono 250.096; i guariti 481.300. I ricoverati con sintomi sono 1.200, 97 in terapia intensiva. 35.259 i tamponi effettuati. Indice di positivita’ al 15,8%.

Questa la situazione nei Comuni capoluogo: Palermo:1292; Catania:1079;Messina: 861;Siracusa: 763;Ragusa:386;Trapani: 463;Agrigento:424;Caltanissetta:295; Enna: 135

Positivo al Covid, e in quarantena, è stato trovato in giro come se nulla fosse. I poliziotti del Commissariato di Licata hanno denunciato, in stato di libertà, alla Procura della Repubblica di Agrigento, un trentenne licatese, resosi responsabile del reato di inosservanza delle restrizioni Covid-19. La scoperta nel corso della attività di controllo del territorio, per la prevenzione e repressione dei reati. Gli agenti hanno fermato un’autovettura, condotta dal giovane, che s’è mostrato agitato e nervoso.

Dopo alcuni accertamenti è stato verificato che il trentenne, essendo affetto da positività Covid-19, era stato posto in quarantena dall’Autorità sanitaria, con l’obbligo di permanere nella sua abitazione, e il divieto di allontanamento.

Pertanto, atteso che il licatese non ha fornito motivazioni valide a giustificare la grave inosservanza delle restrizioni previste dalla normativa anti-contagio, e peraltro trovato a diversi chilometri dalla propria residenza, il personale della polizia di Stato lo ha denunciato, per la violazione del divieto assoluto di allontanarsi dalla propria abitazione, o dimora per le persone sottoposte alla misura della quarantena, poiché risultate positive al virus.

La Delegazione Co.N.Al.Pa. di Agrigento, presieduta dal Cav. Domenico Bruno, ha chiesto un incontro congiunto con il Direttore del Parco Archeologico della Valle dei Templi e con il  Sindaco del Comune di Agrigento.

L’incontro avrà  lo scopo di individuare una o più aree del parco Archeologico o del territorio agrigentino per dare piena applicazione alla normativa che obbliga i Comuni, con oltre i 15.000 abitanti, a mettere a dimora una piantina per ogni nuovo nato, possibilmente privilegiando piante tipiche della macchia mediterranea e del territorio.

Il Comune di Agrigento ha sempre sostenuto di avere difficoltà a trovare un terreno idoneo per la messa a dimora di circa 300 piante l’anno e per tale ragione la Delegazione  Co.N.Al.Pa. si è rivolta, nel giugno scorso, alla Direzione del Parco, per  dare l’opportunità al Comune di applicare una legge che vige sin dal 1993 (legge Rutelli e successive modifiche ed integrazioni).

La Delegazione Co.N.Al.Pa. di Agrigento ha, inoltre, chiesto un incontro Al Comandante Provinciale dei Carabinieri di Agrigento e al Comandante dei Carabinieri Forestali e Ambientali con lo scopo d’iniziare una fattiva collaborazione per la difesa del patrimonio arboreo, forestale e boschivo che, purtroppo, ogni anno va in fumo a causa dei numerosi incendi di origine dolosa e colposa.

I nostri boschi sono afflitti anche dai danni da pascolo abusivo e dalle discariche di rifiuti che infestano l’interno dei demani forestali della Provincia, gestiti dall’Ex Azienda FF.DD. della Regione Siciliana. Alcune discariche sono già state denunciate dal Co.N.Al.Pa.  all’Autorità Giudiziaria.

La Delegazione Co.N.Al.Pa. di Agrigento (Coordinamento Nazionale Alberi e Paesaggio onlus) fa parte anche del Coordinamento Regionale Salviamo i boschi di Sicilia che coinvolge numerose altre sigle ambientaliste.

La delegazione continua ad esprimere preoccupazione per lo stato del nostro patrimonio verde che ogni giorno viene trascurato o distrutto.

E’importante che tutte le forze in campo si coordino per la sua salvaguardia.

Non passa giorno senza che ci sia una vittima tra i nostri alberi, soggetti a capitozzature ingiustificate o all’abbattimento perché rappresentano un fastidio per le foglie che cadono, le radici che si infiltrano o per la vista che viene negata; tutto ciò si sarebbe potuto evitare con una programmazione sul territorio di potature effettuate nei tempi e con gli attrezzi opportuni negli anni ormai passati.

Dobbiamo fronteggiare questa atavica mancanza di sensibilità rispetto alle piante riconoscendone l’importanza per il territorio e combattere insieme il cinismo e la mancanza di civiltà come quella dimostrata da chi ha fatto sparire ben 120 piantine, appena messe a dimora dai volontari a Punta Bianca.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia-Palermo, Sez. II, Presidente M.C. Quiligotti, estensore il Consigliere A. Scianna, con sentenza n. 497/2022, pubblicata il 14/02/2022, ha annullato il provvedimento con il quale l’Ufficio Tecnico del Comune di S. Stefano di Quisquina ha revocato la concessione edilizia in sanatoria relativa ad un manufatto edilizio seminterrato destinato a magazzino deposito realizzato in difformità alla concessione edilizia e ubicato in contrada S. Elia di quel Comune.

La vicenda riguarda il ricorso proposto da G.C. – rappresentato e difeso dall’avvocato Gaetano Caponnetto –, diretto ad ottenere l’annullamento del provvedimento impugnato dopo che il Comune aveva emesso una ingiunzione di demolizione dell’opera e pertanto aveva revocato, in autotutela, la sanatoria precedentemente concessa.

Insorgeva il ricorrente, con il patrocinio dell’Avv. Gaetano Caponnetto, rilevando che per la presunta difformità lo stesso era stato sottoposto a giudizio presso il Tribunale di Sciacca e la pena era stata sospesa, a condizione della eliminazione della infrazione, ma essendo stata rilasciata la concessione edilizia in sanatoria, ed essendo, peraltro, intervenuto l’indulto, ogni provvedimento sanzionatorio era stato considerato decaduto.

Peraltro, il difensore contestava la violazione degli artt. 7 e 8 della legge n. 241/1990, in relazione agli artt. 8 e 9 della legge regionale n. 10/1991, il difetto di motivazione del provvedimento e la conseguente illegittimità di quest’ultimo.

In particolare il ricorrente ha evidenziato che l’atto impugnato riguarda la revoca di un provvedimento favorevole che comporta un pregiudizio evidente nella sfera giuridica del soggetto interessato e pertanto viene a configurarsi la mancata comparazione dell’interesse pubblico rispetto a quello del ragionevole affidamento del privato alla conservazione del bene.

Ed infatti, il Tribunale Amministrativo Regionale accogliendo il ricorso, ha annullato il provvedimento di revoca della concessione edilizia, statuendo che il Comune di S. Stefano Quisquina “non ha proceduto ad alcuna comparazione dell’interesse pubblico all’annullamento della ridetta sanatoria con il contrapposto interesse del privato al mantenimento del titolo e, tanto meno, ha dato conto delle ragioni della prevalenza del primo rispetto al secondo”.

Il Cartello Sociale della provincia di Agrigento, che più volte è intervenuto sullo stato di isolamento in cui versano diversi comuni del territorio anche per le conseguenze del maltempo, richiama l’attenzione sulle condizioni in cui versa la SP 32 che collega Cianciana e Ribera. In questo senso il Cartello Sociale sollecita i vertici di ANAS e il commissario del Libero Consorzio dei comuni agrigentini ad intervenire per ripristinare al più presto le condizioni per una normale e sicura mobilità. Inoltre il Cartello Sociale ritiene indispensabile che gli Enti competenti facciano una riflessione sulla fragilità delle infrastrutture viarie del territorio che si caratterizzano per la loro precarietà che spesso si traduce in pericolosità. Tutte le previsioni sull’evoluzione degli effetti climatici confermano infatti che episodi come quelli già registrati si manifesteranno sempre più spesso.
Per questo raccogliendo le sollecitazioni dei sindaci e dei parroci delle zone interessate, il Cartello aderisce alla manifestazione popolare del 26 febbraio per sollecitare le autorità competenti ad intervenire con tempestività per riportare alla normalità la SP 32.
Sottoscrivono i sindaci di:
Alessandria della Rocca
Cianciana
Menfi
Calamonaci
Ravanusa
Grotte
Aragona
Sciacca
S. Elisabetta
San Biagio
Agrigento
S. Margherita
Lucca Sicula
Montevago
Villafranca
Caltabellotta
Sambuca di Sicilia
Cattolica Eraclea
S. Giovanni Gemini
Bivona
Ioppolo Giancaxio
Cammarata
Siculiana
Burgio
S. Stefano Quisquina
Camastra
Montallegro
Campobello di Licata
Favara
Montallegro
Castrofilippo
Calamonaci
S. Biagio Platani
Naro
Realmonte
Sant’Angelo Muxaro

I Carabinieri di Sciacca hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa, su richiesta della Procura della Repubblica di Sciacca, dal G.I.P. del locale Tribunale, nei confronti di un 68enne residente in provincia di Trapani. L’accusa è grave: aver compiuto atti sessuali con la propria nipote di 6 anni e averle mostrato materiale pornografico.

La storia viene alla luce il 24 agosto dello scorso anno perché la piccola confida quel giorno ai genitori che erano andati a riprenderla dopo averla affidata al nonno, che quella stessa mattina lui le aveva fatto vedere dal suo telefonino foto di uomini e donne nudi che facevano l’amore e le aveva mostrato nel bagno di casa le proprie parti intime. La bambina racconta ai genitori anche altri particolari avvenuti l’anno prima, quando il nonno l’aveva molestata.

A quel punto, i genitori si rivolgono subito a una psicologa per farle valutare la storia e poi, credendo alla versione della piccola, nell’autunno del 2021 decidono di raccontare tutto ai magistrati della Procura della Repubblica di Sciacca. La bimba davanti agli psicologi nominati dall’Autorità Giudiziaria ricostruisce con lucidità i comportamenti del nonno, descrive fatti e particolari in maniera puntuale. Partono immediatamente le attività investigative e i risultati degli accertamenti consentono di appurare che nei due smartphone dell’uomo vengono trovati link che riconducono a siti pornografici e la cronologia delle ricerche via web di uno dei due apparati conferma la versione della piccola: il 24 agosto 2021 su quel telefono sono scorse le immagini di video pornografici il cui contenuto corrisponde al racconto della vittima.

All’esito delle indagini compiute dai Carabinieri, la Procura della Repubblica di Sciacca – come già detto – richiede al G.I.P. del Tribunale la misura cautelare in carcere per l’uomo.

Ad Agrigento, a sud est, a Punta Bianca, ignoti vandali o, più esattamente, ladri, hanno rubato centinaia di piante seminate lo scorso 28 gennaio dall’associazione ambientalista MareAmico, a cui le ha donate la Forestale per valorizzare di verde la zona. Il coordinatore di MareAmico, Claudio Lombardo, commenta: “Con tanto amore e fatica avevamo messo a dimora a Punta bianca un centinaio di piantine: tamerici, palme nane, carrubi e lentisco. Andati lì per portare loro un po’ d’acqua, abbiamo avuto la brutta sorpresa di constatare che erano state rubate. Presentata una denuncia ai Carabinieri”.

Il giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Agrigento, Micaela Raimondo, a conclusione del giudizio abbreviato ha inflitto 6 anni e 2 mesi di reclusione per la zia, e 6 anni per lo zio, entrambi di Naro, di un disabile di 33 anni, il quale sarebbe stato segregato in casa dagli zii, legato al letto con una catena alla caviglia e picchiato. Ai due, che sono stati i tutori del disabile, sono contestati i reati di maltrattamenti e sequestro di persona, e poi anche peculato perché si sarebbero appropriati di circa 65 mila euro del nipote.