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Prima di tutto un minuto di silenzio per tutte le vittime da Covid-19.

E’ cominciata così, ieri mattina, la riunione del Consiglio dell’Ordine degli architetti riunitosi da remoto grazie a una piattaforma concessa in uso dal Consiglio nazionale degli architetti, poi proseguito con diverse e interessanti novità.

“In considerazione della grave emergenza da Sars-CoV-2– racconta Alfonso Cimino, presidente dell’Ordine degli architetti di Agrigento – abbiamo deliberato l’acquisto di due pompe siringa utili all’infusione controllata dei farmaci che doneremo ai reparti di Anestesia e Rianimazione dei presidi ospedalieri San Giovanni di Dio ad Agrigento e Giovanni Paolo II a Sciacca”.

Il presidente Cimino ha anche messo a disposizione, per i servizi tecnici e di competenza, il proprio dipartimento di Protezione civile attraverso una nota inviata alla Prefettura e agli organi di Protezione civile regionali e provinciali.

“Sono lieto – conclude Alfonso Cimino – di rappresentare un Consiglio composto da quindici professionisti che nutrono una grande sensibilità per tutto ciò che accade fuori dalle porte del Consiglio – Il nostro pensiero è rivolto ai cittadini che, come noi, vivono questa fase di emergenza capace di mettere in crisi la nostra esistenza e il nostro territorio. Ciò nonostante, stiamo continuando ad affrontare i problemi che riguardano la nostra professione, il nostro futuro di architetti, delle nostre famiglie e della nostra provincia”.

Emergenza coronavirus e iniziative di solidarietà. Sul sito dell’Arcidiocesi di Agrigento, all’indirizzo www.diocesiag.it, è attivo il “contatore” delle donazioni con l’importo della Campagna raccolta fondi “Diamoci una mano”, promossa dalla Caritas dell’Arcidiocesi di Agrigento. Il “contatore” è aggiornato quotidianamente. Per le vostre donazioni consultate pertanto il sito.

Si è tenuta oggi la 1^ riunione dell unità di crisi covid-19 dell Asp di Agrigento: presenti il direttore sanitario dell asp , i capi dipartimento di chirurgia e di medicina ed urgenza, l ‘Ordine provinciale dei Medici ed Odontoiatri e i direttori delle unità operative di anestesia e rianimazione. Dopo  attenta e analitica disamina delle opportunità organizzative atte ad affrontare al meglio il diffondersi del contagio COVID-19 si è convenuto di condividere quanto proposto dai direttori delle unità di anestesia e rianimazione, peraltro già prospettato dalla direzione Asp, i quali ritengono che è necessario al fine di ottimizzare gli organici a disposizione di concentrare gli eventuali pz COVID DA TRATTARE presso gli ospedali di Agrigento e di Sciacca.

Nell ipotesi di ulteriore necessità di posti gli ospedali di Ribera, Canicatti e Licata potranno far fronte alle necessità mediche e chirurgiche dei distretti orientali e occidentali della provincia.

Non dimentichiamoci dei poveri, di chi, da anni, guadagna ciò che gli serve per mangiare, giorno dopo giorno, senza alcuna tutela, senza conto in banca.
Per loro occorre fare qualcosa, è necessario un aiuto immediato da parte innanzitutto delle istituzioni locali, basta con i comizi e le grida, di alcuni, tanto forti quanto inutili.
Al primo cittadino e a tutta la classe politica chiediamo: cosa sta facendo Agrigento per gli ultimi?
Non è un’accusa, né una polemica, ma semplicemente una domanda lecita e non invadente, ma una domanda che pretende una risposta, per rassicurare e far sentir parte di una comunità seria e premurosa, quei cittadini che oggi temono di morire di fame.
L’emergenza in corso è evidente, agli occhi di tutti, ma ai poveri di ieri, non ancora scomparsi e ai quali urge un aiuto concreto e immediato, si aggiungeranno presto i neo-poveri, piccoli imprenditori, artigiani, liberi professionisti, frutto di questa incresciosa crisi economica e sanitaria.
E per questo, ai rappresentanti nazionali, chiediamo di occuparsi, mentre affrontano l’attuale emergenza Covid, dell’emergenza di domani, più vicina e pericolosa di quanto si possa immaginare.
Dice bene Matteo Renzi: “Non Bisogna morire di Covid ma non dobbiamo nemmeno morire di fame”.
Lo dichiarano i giovani di Italia Viva Agrigento.

“È essenziale in questo momento trovarsi pronti a ricevere quei pazienti che dovessero avere necessità di ricovero. La Città di Agrigento vedrà allestito all’interno del nosocomio agrigentino uno spazio a ciò destinato, che tenga in considerazione le valutazioni di carattere tecnico, medico e certamente anche le connotazioni di tipo logistico.
Ciò che mi preme sottolineare è l’importanza che vi sia anche nella città Agrigento, un punto di ricezione e assistenza sanitaria per eventuali nostri concittadini che abbiano necessità di cure Ospedaliere e che di queste possano fare uso, come è nelle aspettative, nell’ospedale del capoluogo. Gia ieri abbiamo chiesto chiarimenti sullo screening imposto dal presidente della regione Siciliana con la sua ordinanza sui soggetti in completamento di quarantena e sul personale sanitario.
Sono stati attivati nuovi laboratori che renderanno più spedita la diagnosi e che ci dovranno permettere di dare attuazione alle verifiche periodiche sul personale sanitario.
Tutti i fronti vanno tenuti saldi.
I cittadini a casa a fare la loro parte tra mille difficoltà e fatiche. Gli enti a fare il loro dovere e all’altezza di questo difficile momento” .

La chiusura delle scuole e le lezioni a distanza. Tra i vari Istituti scolastici agrigentini impegnati nella didattica a distanza vi è l’Istituto Salvatore Quasimodo di Agrigento, diretto dalla dirigente scolastica, Nellina Librici, che afferma: “Viviamo un momento di incertezze e di paura ma la mia scuola e tutto il corpo docente si sono attivati attraverso piattaforme multimediali, audio-lezioni, classroom e quant’altro per non lasciare da soli gli alunni e le loro famiglie, nella speranza che tutto ritorni come prima”.

Si è conclusa la raccolta fondi ” DoniAmo Sicilia” , campagna di crowdfunding che ha consentito l’acquisto di due ventilatori polmonari per la cura dei pazienti affetti da covid19.

In una settimana è stata raccolta una somma superiore a 12000 euro, impegnata per l’acquisto dei due macchinari che, a seguito dell’ interlocuzione con l’Assessorato Regionale alla Sanità,  sono stati destinati  all’Ospedale Cervello di Palermo ed al Cannizzaro di Catania, due tra le strutture ospedaliere più coinvolte in questo periodo di forte espansione del virus.
Promotori dell’iniziativa i giovani del movimento siciliano di Forza Italia che, alla generosità ed alla condivisione dei molti sostenitori che hanno ben accolto la loro proposta, rispondono esprimendo la loro più sincera gratitudine.
La vice coordinatice regionale Lilly Di Nolfo e la responsabile del direttivo regionale e consigliere comunale Giorgia Iacolino  così commentano: ” E’ stato un segnale autentico di disponibilità di tanti giovani a sostegno della sanità siciliana nella realizzazione del piano Covid per pazienti critici. I due ventilatori acquistati, unitamente ai monitor ed alle altre attrezzature occorrenti,consentiranno di allestire altrettanti posti letto di terapia intensiva in ospedali della nostra Sicilia, così importanti per salvare vite umane. L’ iniziativa “DoniAmo”, coordinata dal nostro responsabile regionale Andrea Mineo che ne ha dato l’impulso, è stata anche adottata e riproposta nelle altre regioni italiane come best practice dai colleghi del movimento giovanile: questo è per noi motivo di orgoglio. Siamo una grande comunità. “

Trecentomila euro dai deputati del M5S all’Ars per la lotta contro il Coronavirus. Lo hanno deciso i  parlamentari 5 stelle di Palazzo dei Normanni, che metteranno in questi  giorni a disposizione della Protezione civile e delle 9 Asp siciliane questa somma, accantonata grazie alla canonica rinuncia da parte loro a una fetta del proprio stipendio mensile.
 Alla Protezione civile saranno destinati 100 mila euro, alle  Asp isolane le restanti 200 mila. Per queste ultime saranno acquistate e messe immediatamente a loro disposizione le attrezzature e i presidi sanitari che in questo momento mancano nelle rianimazioni e terapie intensive: ventilatori polmonari ed ecografi polmonari portatili, in primis.
“Abbiamo deciso – affermano  i deputati 5 stelle – di non dare materialmente le somme alle Asp, ma di comprare noi direttamente le attrezzature di cui hanno disperato bisogno, secondo le indicazioni dei medici in prima linea, e questo per evitare che le solite pastoie burocratiche possano rallentare i processi di acquisizione, che devono essere invece velocizzati al massimo. In questo momento anche poche ore possono fare la differenza e salvare una vita o no”.
“Negli ospedali –  proseguono i parlamentari  – manca tantissimo, ma le cose di cui c’è disperato bisogno nelle terapie intensive sono soprattutto i ventilatori polmonari e gli ecografi polmonari portatili che possono essere un validissimo ausilio nel caso in cui non sia possibile  usare le Tac, che nei giorni a venire rischiano di essere ingolfate dai prevedibili aumenti di contagi. La portabilità delle attrezzature, inoltre, consente di effettuare esami anche lontano dalle terapie intensive”.
“La politica – sottolineano i deputati –  in frangenti come questi deve andare anche oltre ai suoi ruoli istituzionali e, se può, dare segnali tangibili e concreti ai cittadini che stanno soffrendo terribilmente questa tremenda emergenza. Se anche una sola delle attrezzature che doneremo agli ospedali riuscirà a salvare una vita, saremo felicissimi”.
“L’emergenza Coronavirus – conclude il capogruppo Giorgio Pasqua, che fa parte della commissione Salute dell’Ars – sta mettendo a nudo tantissime delle carenze della sanità siciliana, cosa che abbiamo sempre denunciato, specie per le rianimazioni. Quando si è costretti a sottolineare il ‘ve l’avevamo detto’, è sempre molto brutto, perché significa che qualcosa è andato molto storto. Non è questo, comunque, il momento delle polemiche, siamo a fianco e a disposizione di chi in questo momento è al timone della nave in tempesta, ma è chiaro che a bocce ferme, quando sarà tornato finalmente il sereno,  tante cose andranno riviste e gran parte della sanità ripensata”.

Il deputato di Forza Italia all’Assemblea Regionale Siciliana, Mario Caputo ha presentato un ordine del giorno per chiedere al Governatore Siciliano, Nello Musimeci di intervenire presso il Governo Nazionale per la sospensione della decisione del Ministro degli Esteri di destinare 50 milioni di euro alla banca centrale tunisina. La somma servirà allo Stato tunisino per fare fronte all’impatto socioeconomico dell’emergenza Covid 19. L’iniziativa e è finalizzata a chiedere provvedimenti più congrui per gli italiani che sono già emotivamente ed economicamente colpiti da questa drammatica situazione. Il Parlamentare ha chiesto la rimodulazione delle iniziative del Governo Italiano verso politiche interne a tutela della popolazione e delle attività economiche italiane, senza comunque abbandonare le iniziative politiche di cooperazione con altri stati.

“E’ un momento difficile per gli italiani – dichiara Caputo  – che in questo momento hanno bisogno di rassicurazione e presenza concreta dello Stato. Chi ha subito la chiusura delle attività è in ginocchio e ha bisogno di liquidità. C’è bisogno dei dispositivi di protezione per chi è in prima linea a combattere la battaglia contro il Virus. Il Cura Italia è inadeguato e insufficiente per le esigenze della popolazione. Stanziare 50 milioni di euro in favore della Banca Centrale Tunisina, in questo momento, crea un sentimento di sfiducia per chi è duramente colpito. In epoca diversa sarebbe stato apprezzato come merita. E’ senza dubbio un’iniziativa lodevole e rientra nei rapporti di collaborazione e cooperazione, ma oggi abbiamo un’emergenza senza precedente che impone di rivedere ogni iniziativa”.