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L’Assemblea Regionale Siciliana ha approvato lo schema di un progetto di legge da proporre al Parlamento della Repubblica per l’abolizione del ‘numero chiuso’ per l’accesso ai corsi universitari in Sicilia. La legge-voto, approvata con 44 voti favorevoli e uno contrario, si rivolge in particolare ai corsi di laurea dell’area medico sanitaria, veterinaria e farmaceutica. L’assessore regionale alla Pubblica Istruzione, Roberto Lagalla, presente in Aula, ha commentato: “Ben venga se quest’Aula ha intenzione di fornire al Parlamento nazionale uno spunto che sappia essere provocatorio ma in qualche modo costruttivo, affinché possano essere studiati gli elementi opportuni per regolare un accesso più equo e responsabile ai corsi a numero chiuso e a programmazione nazionale”.

On.le Giambrone

Come mai dopo oltre 25 anni di militanza in Forza Italia ha deciso di lasciare il Partito?

Non nego che è stata una scelta sofferta; nel tempo mi sono sacrificato per Forza Italia, posponendo sempre ogni mio personale impegno in ruoli di Governo alle ragioni di squadra; ho fatto spazio a tanti per far crescere il Partito, eppure quando è stato necessario ho risposto presente per le candidature; in ultimo alla competizione Regionale e poi alle Politiche con la candidatura al Senato con il sistema maggioritario, in un momento in cui i sondaggi non erano dalla nostra parte; a seguito di questo mio impegno, senza alcuna mia richiesta, avevo avuto pubbliche e private rassicurazioni che sarei stato nominato Assessore Regionale in rappresentanza di Forza Italia della Provincia di Agrigento; tuttavia, nonostante questo impegno assunto liberamente dai vertici regionali del Partito, sostenuto anche dall’On.le Gallo, avrei continuato ad essere uomo di Partito qualora la scelta sul nome dell’Assessore fosse stata condivisa con la Direzione Provinciale e fosse ricaduta nella persona di qualsiasi altro uomo di Partito della Provincia, diverso dalla mia persona. Ed invece, è stata imposta una incomprensibile scelta di un uomo lontano dal Partito, che ha militato negli anni in diversi schieramenti anche di Centro Sinistra e che non rappresenta né può mai rappresentare l’elettorato di Forza Italia della Provincia di Agrigento, essendo lo stesso notoriamente vicino ad altro Partito di Governo. A queste condizioni non potevo proseguire ulteriormente il mio impegno in quanto avrei calpestato la mia dignità e la mia storia.

Perché ha scelto la Lega?

Ho deciso di aderire alla Lega perché ritengo che attualmente rappresenti la Forza Politica che, più di ogni altra, vuole rivolgere le attenzioni della sua azione verso il Sud e, in particolare, verso la Sicilia per rafforzare il valore dell’autonomia della Regione; in tal senso, il Patto Federale con gli Autonomisti Siciliani testimonia che l’attività della Lega nella nostra Regione si prefigge l’obiettivo di porre la Sicilia al centro delle iniziative politiche ed amministrative del Partito che seppur nasce come un Movimento Settentrionale, nel tempo, è riuscito a trasformare la sua azione, tanto da diventare un Partito con una sua connotazione Nazionale ed Europea. A questo si aggiunge, aspetto assai rilevante, che la gestione della Lega in Sicilia è affidata all’On.le Nino Minardo, uomo affidabile a cui mi legano rapporti personali di leale amicizia, che si distingue, senza tema di smentita, per grande equilibrio e per riconosciuta moderazione.

Quali sono le sue idee e le sue proposte da porre sul tavolo della Direzione Regionale?

Noi dobbiamo avere la forza di gridare insieme “Prima i Siciliani” ; in questo modo sento di rappresentare le istanze dei miei conterranei agrigentini che sono i primi a toccare per mano il problema dell’immigrazione clandestina, stante che, per posizione geografica, la nostra costa è il primo porto di approdo; non a caso ho sottolineato  “clandestina” perché desidero precisare che, a differenza di quello che tentano di rappresentare gli avversari politici, la battaglia della Lega non è contro l’umano e cristiano valore dell’accoglienza,  ma è finalizzata a regolamentare l’immigrazione e stimolare l’Europa ad intervenire con aiuti sostanziali per la soluzione di un problema che, attraversando il mediterraneo, sta colpendo principalmente la nostra Isola.

Quali prospettive a livello nazionale a fronte anche dell’attuale crisi di Governo?

Ritengo che la Lega sia attualmente il Partito più rappresentativo del Centro Destra, schieramento a cui sono legato per storia e valori, che si pone in perfetta antitesi ad un Governo di Sinistra che, come insegna la storia è l’ennesimo Governo di Sinistra litigioso e diviso su tutto, che sta seminando macerie in ogni settore produttivo della nostra Italia ed è incapace di gestire l’attuale emergenza sanitaria, di sostenere le attività produttive, di aiutare le famiglie in un momento di crisi senza precedenti; un Governo che è sostenuto  prevalentemente dal Movimento 5 Stelle che ha tradito la fiducia degli Italiani, realizzando nei fatti l’opposto di tutto quanto promesso.

 

 

 

Nicolò Amodeo Miliziano, deportato in un campo di prigionia in Germania dal 14 settembre del 1943 all’8 maggio del 1945, e Giuseppe Turco, deportato dal 10 settembre del 1943 al 5 settembre del 1946, sono gli insigniti agrigentini delle medaglie d’onore alla memoria, conferite dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il capo dello Stato, su proposta della presidenza del Consiglio dei ministri, concede questi riconoscimenti agli italiani deportati e internati nei lager nazisti e destinati al lavoro coatto per l’economia di guerra. A consegnare le medaglie è stato il prefetto di Agrigento Maria Rita Cocciufa. Per Nicolò Amodeo Miliziano ha ritirato la medaglia la figlia Mariantonia. Per Giuseppe Turco ha ritirato la figlia Calogera Eleonora.

Un uomo di origine orientale, alla guida di una grossa berlina tedesca, ha viaggiato almeno 10 chilometri in senso contrario lungo la Palermo – Mazara del Vallo. Fortunatamente i Carabinieri hanno intercettato l’automobile in controsenso nei pressi del bivio per Capaci. All’uomo è stata subito ritirata la patente di guida, ed inviata alla Prefettura per la successiva revoca. Lo straniero si è giustificato così: “Mi sono confuso, non mi sono accorto di stare marciando nel senso opposto”. L’automobile è stata sequestrata. Il conducente è risultato negativo ai test sul consumo di droga e alcol.

“Chi salva una vita salva il mondo intero”. Per mantenere vivo – sempre – il ricordo di uomini e donne coraggiosi come il favarese, Calogero Marrone, che si opposero alla persecuzione italiana dei cittadini ebrei, mettendo in gioco la loro vita, i loro affetti, il loro lavoro, per ridare a tutti noi la libertà, il deputato regionale agrigentino del Movimento Cinque Stelle, Giovanni Di Caro, ha depositato un disegno di legge per istituire una fondazione intitolata proprio all’eroe.
L’associazione Nazionale Partigiani d’Italia e l’Istituto studi e Ricerca Calogero Marrone di Favara anche quest’anno, malgrado le restrizioni, hanno deciso di non fermarsi e celebrare la Giornata della Memoria in diretta streaming.

I ristoratori sono stanchi, non sanno più come fare con gli “Stop and go”imposti dalla regione e dal governo, che li costringono a restare chiusi, perché con il solo asporto non si può continuare e i ristori non bastano.

“Chiediamo di poter riaprire in sicurezza, con i servizi al tavolo”.

A parlare è il presidente regionale della Fine Confcommercio Dario Pistorio, stamane a Catania alla testa di una manifestazione organizzata dai ristoratori e dagli operatori del settore in Sicilia per protestare contro la zona rossa e la chiusura di bar, ristoranti e attività di somministrazione in genere. Una cinquantina solamente, date le restrizioni anti Covid 19, le persone che vi hanno partecipato, tutte munite di mascherina e osservando il distanziamento. In Sicilia sono 15 mila gli esercizi pubblici associati alla Fipe Confcommercio, il 70 per cento dei quali ristoratori e bar.

Secondo i dati della Fine-Confcommercio il 90 per cento ha sofferto la crisi dovuta alla pandemia perché non ha potuto esercitare la propria attività. Nel 2020 i bar hanno avuto un calo del 60 per cento, i ristoratori dell’85 per cento. In totale nell’isola vi sono stati due milioni 730 mila euro di perdite nel comparto.

“Gli esercizi pubblici – ha sottolineato Pistorio – sono stati i più colpiti perché in zona arancione solo con l’asporto il 90 per cento dei ristoratori non ha aperto. Abbiamo preparato un decalogo, che abbiamo mandato sia al governo nazionale che regionale, che può dare un indirizzo per le aperture dei nostri esercizi in sicurezza, con restrizioni anche maggiori ed attendiamo una risposta”.

ha poi così concluso:  “Zona arancione ? Noi pubblici esercizi purtroppo saremmo nella stessa modalità di rosso. Non abbiamo concluso nulla. Vogliamo aprire”

Dall’indagine realizzata per conto del sindacato Cgil Sicilia dal Centro Studi Nazione Lavoro e Welfare, e presentata oggi circa l’andamento degli ammortizzatori sociali nell’anno 2020, ed il lavoro andato perduto e sull’impatto dei decreti ristoro, è venuto fuori che l’andamento economico in Sicilia ha subito un forte peggioramento, con un aumento del 1.306,87% delle ore di cassa integrazione autorizzate dall’Inps: da 9.979.450 (Cig più ore di Fis – fondi di solidarietà) del 2019, a 140.397.420 del 2020: 92.304.698 ore di Cig (ordinaria, straordinaria e in deroga) più 48.092.722 ore dell’assegno ordinario dei fondi di solidarietà. E’ quanto emerge dall’indagine presentata oggi dalla Cgil Sicilia sull’andamento degli ammortizzatori sociali in Sicilia nel 2020, sul lavoro andato perduto e sull’impatto dei decreti ristori, realizzato per conto del sindacato dal Centro studi nazionale Lavoro e Welfare, presieduto da Cesare Damiano.

Il segretario generale della Cgil Sicilia, Alfio Mannino: “Oltre l’8% dei lavoratori siciliani sono fuori dal ciclo produttivo – ha detto il  – un’assenza completa di attività produttiva per oltre 67mila lavoratori, di cui oltre 4.500 in Cigs, 19.200 in Cigd, 20.500 in Cigo e oltre 23.100 nei Fondi di Solidarietà (Fis)”

Così l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, riferendo all’Assemblea siciliana sulla situazione pandemica in Sicilia, attualmente in zona rossa: “Qualche ora ancora e scopriremo se l’indice Rt, come appare dalla riduzione dei contagi in Sicilia, ci permetterà di condividere col governo centrale il possibile declassamento del rischio della regione”

di Mario Gaziano.
Vanno così, su un prato immaginifico di note dolci e struggenti, sublimi e delicate, le immagini lontane, emozionanti e commoventi, mai dimenticate: immagini tristi ,sfocate, a colori o in bianco e nero.
Immagini di muti dolori, di sguardi smarriti, di corpi disfatti:
Auschiwitz, Buchenwald, Birkenau, Dakau, Mauthausen.
Memorie mantenute e sostenute da poeti, scrittori, saggisti.
Ma ancor più da una cinematografia cosciente e consapevole.
Proprio così. Immagini dolorose, sublimate da note di rara dolcezza e di coinvolgente emotività.
Così nel bellissimo “Il Pianista” di Roman Polaski, ricavato cinematograficamente dal romanzo autobiografico di Wladyslaw Szpilman. Pianista, concertista di fama mondiale.
La cui dolorosissima vicenda è raccontata anche attraverso le dolci musiche di Chopin, note che salvano il giovane artista per la sensibilità musicale di un umano capitano tedesco.
Note dolci, fluenti, spirito proprio del popolo polacco che subì sofferenze e distruzioni più di ogni altro. Le note dell’anima di Fryderyk Chopin.
Ma ancora più struggente la nenia triste e dolorosa (quasi una tragica e sofferta ninna nanna) di John Williams per il bellissimo film “Schindler list” di Spielberg, che racconta la strabiliante storia di un ingegnere tedesco – Oskar Schindler-che riesce a salvare centinaia e centinaia di ebrei da morte sicura: da crematoi, camere a gas e fucillazioni di massa in fosse comuni.
Dolori, commozioni , tragedie punteggiati dalle lacrimose note del violino protagonista.
Anche questo ricavato da un romanzo autobiografico, ”La lista di Schindler”, appunto.
Più fiabesche le note di Nicola Piovani per “La vita è bella”, sceneggiato dal romanziere Vincenzo Cerami, che Benigni tratta con il tocco della favola fantastica e inverosimile, seppure intrecciata ( quasi complementarmente) dalle violenze di una tirannia ingiusta e malvagia.
La tirannia nazista. La selvaggia brutalità dei nazisti e delle violentissime SS.
E’ la musica ,dunque, con le sue diverse anime, con le molteplici intenzioni narrative a raccontarci la “Storia”. A modo proprio.
A comunicarcela con penetrante, insinuante emotività.
Con la dolcezza delle differenti espressioni musicali, che provano a rendere meno amare e dure le parole e le immagini che non vorremo mai più vedere e sentire.

Vincenzo Giambrone aderisce alla Lega insieme a molti dirigenti di partito e ad oltre 40 tra consiglieri comunali e assessori del territorio di Agrigento!
Accolgo con soddisfazione ed entusiasmo l’adesione di Vincenzo Giambrone alla Lega. Da un punto di vista politico si aggrega a noi un uomo di grandi capacità ed esperienza amministrativa e parlamentare che, assieme al suo gruppo, consente alla Lega un radicamento ancora maggiore in provincia di Agrigento. Da un punto di vista personale rinnovo i sentimenti di amicizia e stima reciproca. Da oggi la Lega può lavorare con ancora maggiore forza in un’area della Sicilia particolarmente esposta al fenomeno dell’immigrazione incontrollata e in profonda crisi economica e sociale. Con l’onorevole Giambrone aderiscono al progetto della Lega circa 40 tra assessori e consiglieri comunali in carica nell’agrigentino e tantissimi ex amministratori e dirigenti di partito che si erano allontanati dalla politica attiva e che hanno ritrovato entusiasmo. Assieme a Vincenzo ci muoveremo a tutti i livelli politici e istituzionali con parecchi obiettivi e due parole d’ordine: lavoro per gli agrigentini e stop all’immigrazione!