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di Lilia Alba

Si è tenuto stamattina,  per la prima volta a Favara, il flash mob “Uomini in scarpe rosse”, voluto dall’Amministrazione comunale.

L’iniziativa, volta a sensibilizzare la collettività sul tema del contrasto alla violenza sulle donne e voluta fortemente dall’assessore alle Pari Opportunità, Antonella Morreale, dall’assessore alla cultura, Antonio Liotta, dal sindaco, Antonio Palumbo e sposata con trasporto da tutta l’amministrazione, ha preso spunto da quella svoltasi per la prima volta a Biella.

Uomini in scarpe rosse e mascherina dello stesso colore sulla bocca che anziché tapparla ha veicolato il muto grido: STOP ALLA VIOLENZA sulle donne e non solo. Un serpente che, nelle sue spire, ha voluto simbolicamente soffocare ogni forma di violenza, condizione indispensabile per edificare una società che possa definirsi civile.

La marcia silenziosa, avente capofila il sindaco, Antonio Palumbo, presenti anche diverse donne, si è snodata  in fila indiana con partenza alle 11:30 da piazza Kennedy  per terminare in piazza Cavour, davanti alla panchina rossa dedicata alla memoria di Lorena Quaranta.

Il coordinatore regionale di Italia Viva, e capogruppo al Senato, Davide Faraone, ha riorganizzato il partito nel territorio siciliano. Tra l’altro, ad Agrigento Cristina Scaccia e Michele Termini, attuali coordinatori provinciali, sono stati indicati anche coordinatori per la città di Agrigento. Italia Viva sottolinea dunque che qualsiasi soggetto, che non sia Scaccia o Termini, invii comunicati presentandosi come coordinatore cittadino di Agrigento di Italia Viva è da ritenersi un comunicato inviato a titolo personale disconosciuto e non condiviso da Italia Viva.

Sono 41 i nuovi casi di coronavirus registrati in provincia di Agrigento nella giornata del 26 novembre a fronte di 496 tamponi processati. Il dato emerge dal bollettino diffuso dall’Asp. Si registra una nuova vittima ad Aragona, la sesta da inizio pandemia. Sale a 362 il numero degli agrigentini deceduti a causa del covid. I guariti sono 32.

Quattordici le persone ricoverate: 10 all’ospedale di Ribera e quattro fuori provincia. Cinque, invece, si trovano in terapia intensiva a Ribera

Agrigento 32; Alessandria della Rocca 0; Aragona 2; Bivona 0; Burgio 3; Calamonaci 0; Caltabellotta 0; Camastra 8; Cammarata 8; Campobello di Licata 2; Canicattì 73; Casteltermini 16; Castrofilippo 0; Cattolica Eraclea 1; Cianciana 0; Comitini 4; Favara 16; Grotte 16; Joppolo Giancaxio 1; Licata 68; Lucca Sicula 0; Menfi 5; Montallegro 0; Montevago 0; Naro 69; Palma di Montechiaro 2; Porto Empedocle 10; Racalmuto 3; Raffadali 57; Ravanusa 5; Realmonte 9; Ribera 22; Sambuca di Sicilia 0; San Biagio Platani 0; San Giovanni Gemini 12; Sant’Angelo Muxaro 0; Santa Elisabetta 1; Santa Margherita di Belìce 1; Santo Stefano Quisquina 0; Sciacca 23; Siculiana 1; Villafranca Sicula 0; Navi accoglienza 8.

Ieri i Carabinieri della Stazione di San Biagio Platani (AG) hanno arrestato un soggetto del posto di 46 anni, disoccupato, celibe, in esecuzione dell’Ordinanza di detenzione domiciliare emessa dal Tribunale di Sorveglianza di Agrigento. L’uomo, riconosciuto colpevole del reato di danneggiamento a seguito di incendio, per fatti verificatisi nel 2019, è stato sottoposto alla detenzione domiciliare presso la propria abitazione, ove dovrà scontare un anno di reclusione.

Come pubblicato alcuni giorni addietro, il vice presidente provinciale del Codacons di Agrigento, Giuseppe Di Rosa, e il coordinatore del movimento “Agrigento punto e a capo”, Mario Aversa, hanno riparato una buca profonda, e a rischio morte per i conducenti dei mezzi a due ruote, in via 25 aprile. Ebbene, adesso lo stesso Di Rosa ha lanciato l’iniziativa “Segnala la tua buca”. Tutti i cittadini delle provincia di Agrigento sono invitati a segnalare con foto le buche pericolose lungo le strade comunali, provinciali o gestite dall’Anas. E ciò al fine di monitorare il tutto e sollecitare degli interventi a rimedio agli organi competenti, o anche i risarcimenti dei danni provocati ai mezzi in transito. Le segnalazioni sono attese alla sede del Codacons, in via Imera 50 ad Agrigento, oppure all’indirizzo e-mail gdirosa.codaconsag@gmail.com

Cogliamo l’occasione per segnalare la presenza di una buca stradale mortale ad Agrigento, in via Unità d’Italia, nei pressi della tipografia Sarcuto.

Su 635.600 alunni della scuola dall’infanzia a quella di secondo grado, 1.112 sono risultati positivi con 358 classi in quarantena su 33.853 in totale. Su 69.752 docenti, 216 sono positivi e su 18.364 impiegati Ata sono risultati positivi in 36. Sia per il personale docente sia per il personale Ata, si riscontra – dice l’ufficio scolastico – una variazione dell’incidenza dei positivi rispetto alla settimana precedente, passata rispettivamente dallo 0,23% allo 0,31% per i docenti e dallo 0,11% allo 0,20% per il personale Ata.

Diverse azioni messe in campo dall’Azienda Sanitaria Provinciale di Agrigento in occasione della celebrazione della giornata mondiale contro l’AIDS che ricorrerà mercoledì prossimo, 1 dicembre. Si tratta di una gamma di iniziative che, in linea con quanto previsto dal piano nazionale di prevenzione e dalle indicazioni dell’Assessorato regionale alla Salute, mira a promuovere i corretti stili di vita e a prevenire le malattie sessualmente trasmissibili. Si comincerà lunedì 29 novembre, alle dieci, con un evento webinar di sensibilizzazione ed informazione cui parteciperanno gli studenti di numerosi istituti scolastici della provincia.

Grazie alla partecipazione di esperti aziendali saranno trattati temi di centrale importanza sotto il profilo sanitario, sociale ed informativo utili a non abbassare la guardia nella sfida contro l’AIDS e si aprirà un dibattito stimolato anche dalla visione del film “positive girl”, consigliato ai ragazzi nei giorni scorsi. Nonostante i progressi ottenuti nel tempo contro la diffusione del virus dalla ricerca medico-scientifica, l’AIDS non è estinto e continua a rappresentare una grave minaccia per la salute. Per questo motivo l’ASP di Agrigento ha anche previsto una giornata interamente dedicata allo screening ematico gratuito attivando una serie di punti di prelievo negli ospedali della provincia e l’uso dell’ambulatorio mobile.

Lunedì 1 dicembre, dalle otto alle sedici, i sanitari ASP effettueranno gratuitamente i prelievi del sangue per la rilevazione dell’HIV, della sifilide e della HCV presso l’aula conferenze del “San Giovanni di Dio” di Agrigento, la sala “Piraino” del “Giovanni Paolo II” di Sciacca, il centro trasfusionale del “Barone Lombardo di Canicattì”, l’aula conferenze del “Fratelli Parlapiano” di Ribera e l’aula magna della direzione sanitaria del “San Giacomo d’Altopasso” di Licata. L’ambulatorio mobile, negli stessi orari, stazionerà invece ad Agrigento presso la centrale piazza Cavour.

E’ arrivata intorno alle 18,00 ad Agrigento la salma dell’assistente capo coordinatore della Polizia Sergio Di Loreto, morto martedi scorso dopo un infausto incidente scaturito dal colpo di pistola partito accidentalmente da un collega mentre si trovavano al Caip di Abbasanta per un corso di aggiornamento scorte.

La salma è potuta arrivare nella Città dei Templi dopo che sul corpo di Di Loreto è stata effettuata l’autopsia, durata diverse ore, e dalla quale è emerso che il giovane poliziotto in servizio ad Agrigento è stato fulminato da una emorragia causata dal colpo di un’arma da fuoco il cui proiettile ha raggiunto il fianco. Il medico legale Roberto Demontis ha effettuato l’esame autoptico su richiesta del Pubblico Ministero di Oristano Silvia Mascia che ha in mano il fascicolo. Questo almeno da un primo esame, mentre sono in corso gli accertamenti da parte della squadra Mobile di Oristano e sui quali non si sa nulla.

La salma di Di Loreto si trova adesso in una sala della caserma della Polizia di via Francesco Crispi dove è stata allestita la camera ardente.

I funerali si svolgeranno domani mattina nella chiesa di Santa Croce a Villaseta alle ore 11,00.

La curva dei contagi in provincia di Agrigento, rispecchiando i dati regionali e nazionali, torna a salire. Un aumento non esponenziale ma lineare, così come ha affermato il commissario straordinario dell’Asp Mario Zappia nel consueto punto settimanale sull’andamento epidemiologico sul territorio. Nel giro di un paio di settimane si è passati da 250 attuali positivi a 450. Inevitabile la ripercussione anche sul fronte ricoveri. Attualmente ci sono 18 pazienti ricoverati all’ospedale di Ribera: 13 di questi si trovano nel reparto di medicina generale mentre 5 in terapia intensiva.

“A tal proposito – sottolinea il manager dell’Asp Zappia – è importate fare un raffronto con la situazione dello scorso anno per capire anche l’importanza dei vaccini”. Il 25 novembre 2020 in provincia di Agrigento c’erano oltre 80 persone ricoverate rispetto alle quasi venti di quest’anno. Una buona notizia arriva dalla campagna vaccinale con un’impennata nella somministrazione delle dosi che si attesta sulle 2 mila al giorno, soglia al di sotto della quale non bisognerà scendere. Buona la percentuale dei vaccinati in provincia di Agrigento (83%) con picchi che superano anche il90% in alcuni singoli comuni come Sciacca e Comitini. I comuni con la percentuale più bassa di tutto il territorio sono, invece, Ravanusa (70,32%) e Palma di Montechiaro (72,46%).

Due le importanti novità dell’Asp di Agrigento da segnalare: la firma di un protocollo d’intesa con l’Ismett di Palermo con cui i due Enti si impegnano per la durata di tre anni ad attuare una sinergia operativa il cui fulcro si impernia attorno alle prestazioni specialistiche erogate dall’”Unità operativa complessa di medicina generale ad alta intensità di cura” del presidio ospedaliero “Barone Lombardo di Canicattì; altra importante novità è l’apertura di un ambulatorio di cure palliative all’ospedale Giovanni Paolo II di Sciacca garantirà un miglioramento dei servizi nel Distretto sanitario di Sciacca e contribuirà a ridurre gli accessi al Pronto soccorso.

“Mio padre, Rocco Chinnici, ha saputo coniugare profonda umanità e rigore nell’applicazione della legge, portando avanti, da uomo delle istituzioni, un impegno straordinario nelle aule giudiziarie, ma anche al di fuori, in nome della cultura della legalità, un impegno per la collettività intera ma dedicato in particolare alla Sicilia e ai giovani. Era certamente un giusto, e mi dà grandissima emozione sapere che da oggi una stele e un albero sono a lui intitolati nel Giardino dei Giusti dell’Umanità lungo la Via Sacra della Valle dei Templi di Agrigento. Una testimonianza di memoria, ma al tempo stesso un seme che rinnova quell’impegno attraverso chi ne raccoglie l’eredità morale per mantenerne vivi i valori”.

Così Caterina Chinnici ha commentato l’inserimento del padre Rocco, ideatore del pool antimafia ucciso da “cosa nostra” il 29 luglio del 1983, nel giardino dedicato ai giusti all’interno della Valle dei Templi, ad Agrigento. Oggi la scopertura della stele, con una cerimonia inserita in un evento promosso dall’Accademia di Studi Mediterranei in collaborazione con Regione, Comune, Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi ed Empedocle Consorzio Universitario.

La cerimonia è stata preceduta da una tavola rotonda nella quale sono state illustrate le nuove intitolazioni decise dall’Accademia: il riconoscimento, oltre che a Rocco Chinnici, è stato tributato a Dante Alighieri, nella ricorrenza dei 700 anni dalla morte, e ancora a Luca Attanasio, Torquato Petracchi, Antonio Farinatti e a Jakob ed Elisabeth Kunzler.

Nell’attentato di 38 anni fa a Palermo, in via Pipitone Federico, con Rocco Chinnici persero la vita anche Mario Trapassi e Salvatore Bartolotta, Carabinieri addetti alla tutela, e il signor Stefano Li Sacchi, portiere dello stabile in cui il magistrato abitava con la famiglia. A loro Caterina Chinnici ha dedicato un momento di ricordo durante la cerimonia.