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Proseguono senza sosta le attività ispettive dei Carabinieri in tutta la provincia agrigentina, finalizzate a scovare i furbetti dei contatori dell’acqua e dell’energia elettrica. Nel corso delle ultime ore, sono stati effettuati una ventina di accessi ispettivi in varie abitazioni, per accertare eventuali irregolarità, con il proficuo contributo dei tecnici competenti. Ad Agrigento, a Villaseta, sono stati arrestati marito e moglie, entrambi di 40 anni, perché hanno allacciato abusivamente la loro abitazione, al Viale Kennedy, alla rete idrica pubblica. Risponderanno di furto aggravato e sono ristretti ai domiciliari.

Si organizza su tutto il territorio nazionale il comparto scuola della Conf.A.S.I. Il segretario Antonio Labate annuncia: “In occasione del nuovo sciopero degli operatori della scuola (tra docenti e personale Ata) previsto per il 26 gennaio prossimo, il sindacato sarà presente per rilanciare ancora una volta alcune questioni importanti quali la tutela dei docenti di sostegno, la riapertura dei corsi abilitanti per gli stessi docenti, maggiori emolumenti per i docenti europei, i buoni pasto e il riconoscimento del lavoro usurante già operativo per gli insegnanti di scuola materna. Il comparto scuola della Confasi è già attrezzato in termini di servizi per gli iscritti, e per quanto concerne il bando di Direttore dei Servizi Amministrativi, che scadrà il 28 gennaio, il sindacato è pronto a fornire assistenza per la presentazione delle relative domande, ad organizzare i corsi di preparazione e ad assistere per eventuali contenziosi che dovessero sorgere. Nelle prossime settimane la segreteria nazionale scuola nominerà i segretari regionali del settore”.

A Canicattì sabato prossimo 12 gennaio, nella chiesa di San Diego, alle ore 10:30, sarà celebrata la ricorrenza del 74° anniversario dell’uccisione del Tenente dei Carabinieri Antonino Di Dino, Medaglia di Bronzo al Valor Militare “alla memoria”, deceduto nell’adempimento del dovere a Naro, in occasione di una ribellione armata. Il Cappellano Militare dell’Arma dei Carabinieri, Don Salvatore Falzone, insieme al parroco di San Diego, Don Salvatore Casà, officerà una messa a cui parteciperanno i vertici delle Forze dell’Ordine provinciali, il Sindaco di Canicattì, altre Autorità locali, civili e militari, nonché rappresentanze dell’Associazione Nazionale Carabinieri in congedo e di studenti del locale Istituto Tecnico Commerciale “Galilei”. L’11 gennaio 1945 i rivoltosi assaltarono la Stazione dei Carabinieri Reali a Naro, sequestrando i 9 militari presenti, occupando anche il Municipio dopo aver incendiato la locale Pretura e l’Ufficio delle Imposte. Per l’intera notte, tra l’11 e il 12 gennaio, vi furono vani tentativi, da parte dei Carabinieri, di forzare l’assedio della cittadina di Naro, a fronte di una forte opposizione armata e senza riuscire a superare l’organizzata resistenza dei rivoltosi. Il Sottotenente Antonino Di Dino tentò in tutti i modi di condurre alla ragione i rivoltosi, ma – quasi riuscito nell’intento – all’improvviso e vigliaccamente, uno di loro, armato di fucile, esplose un colpo che investì al volto l’Ufficiale, uccidendolo”.

L’assessore comunale all’Ecologia di Agrigento, Nello Hamel, informa che il mancato ritiro ieri dell’umido in alcune zone della città è stato causato dall’improvvisa chiusura della piattaforma di conferimento che impedisce lo scarico dell’umido e la possibiltà di continuare la raccolta. Il Comune – aggiunge Hamel – ha in corso una verifica per l’adozione dei provvedimenti e l’accertamento delle responsabilità.

Non si arresta la furia omicida o la semplice noia di qualcuno che sevizia ed uccide animali randagi nel Siracusano.  Follia pura dell’essere umano libero di torturare, a proprio piacimento e con la consapevolezza di rimanere impunito, animali indifesi e spesso bisognosi.

Circa un’ora fa, la macabra scoperta, da parte di alcune volontarie, Cettina Di Guardo e Francesca Grasso, dell’ennesimo massacro ai danni di un povero cane randagio trovato con la testa decapitata e le zampe tagliate in zona Spinagallo a  Siracusa.  Le stesse, immediatamente hanno richiesto l’immediato intervento della Signora Ilaria Fagotto, Presidente dell’Associazione Attivisti nel cuore Italia, che subito si è attivata nell’avviare l’iter da seguire per far aprire le indagini. Sul posto è stato chiesto l’intervento dei Carabinieri e dell’Asl di Siracusa.

La Signora Fagotto, in questa situazione, ci ha reso la sua dichiarazione: “ questa Regione ha un disagio culturale e sociale, perché la quantità di scene orribili che stiamo vedendo sul tutto il territorio della Sicilia esprime solo questo. Non serve intervenire per fare opera di repressione ma bisogna ritrovare quei valori culturali e sociali che evidentemente si sono persi.”

Anche ieri, a Pachino, in provincia di Siracusa è stato rinvenuto il corpo di un cucciolo di cane impiccato sul quale sta indagando la Polizia e sul cui episodio è intervenuto lo stesso Sindaco: “Presto, ha detto il Sindaco, avremo riscontri e appureremo se si tratta di un macabro gesto di bullismo da condannare. Chi uccide un animale, al pari di chi uccide un essere umano, è un criminale e un assassino”.

Ricordiamo anche il povero gatto lanciato dal quinto piano da un uomo, in presenza dei Poliziotti, per rabbia perché si opponeva al divorzio. Ed anche il piccolo ed indifeso gatto Arturo, seviziato per ore da un clochard ben noto alle forze dell’Ordine.

Questi sono solo alcuni dei macabri episodi di sevizie e torture ai danni di animali indifesi la cui unica colpa è quella di vivere una vita da randagio per ignoranza ed indifferenza dell’uomo. Chissà quanti altri animali hanno avuto la stessa sorte ma non rinvenuti.

L’uccisione di cani e gatti nel Siracusano sta diventando un rituale troppo spesso ripetuto che dovrebbe iniziare a far preoccupare le autorità poiché, queste persone disturbate mentalmente, sono capaci di tutto.

Gesti vili ed orribili che restano impuniti perché in questa Regione, la Sicilia culla della cultura, ma insensibile al problema randagismo, ogni persona disturbata psicologicamente è libera di torturare ed uccidere animali indifesi.

Macabro ritrovamento di un cane senza zampe e senza testa nel Siracusano….ho raggiunto il posto e sto chiedendo l' intervento dei carabinieri…siamo sconcertate , ogni giorno e' una vergogna infinita

Pubblicato da Ilaria Fagotto su Giovedì 10 gennaio 2019

 

Nasce circolo territoriale della Lega Salvini Premier a Realmonte, il ruolo del presidente sarà ricoperto dall’avvocato Rosario Borsellino, geom.Felice Vaccaro già Presidente del consiglio comunale di Realmonte da pochissimo passato alla lega, sarà vicepresidente, l’avv. Domenico Iacono segretario, Tonino Cirasolo il tesoriere, Roberta Bellomo consigliere.

Il coordinatore provinciale della Lega Salvini Premier di Agrigento Massimiliano Rosselli:

l’entusiasmo che circonda i nuovi circoli deve tradursi in partecipazione reale. Da qui a maggio, quando si terranno le elezioni europee, vogliamo rendere operativo e incontrabile da chiunque voglia conoscerci il nuovo movimento politico della lega nella Provincia.

Con  ordinanza n. 4 di oggi, il Sindaco Giuseppe Galanti ha disposto il divieto di vendita e di somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche, nonché la vendita per asporto di bevande contenute in bottiglie e bicchieri di vetro e lattine, alle attività di commercio artigianali e di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande, dalle ore 7 del giorno 12 gennaio 2019 a fine manifestazione in occasione del corteo indetto “contro le trivellazioni in mare”, nelle aree pubbliche interessate dallo svolgimento di tale evento e nelle immediate vicinanze delle stesse.

 Il provvedimento rientra nella più ampia attività di rafforzamento  delle misure di prevenzione  per il mantenimento dei livelli di sicurezza, già disposte dalle competenti autorità sia a livello nazionale che internazionale, nonché per la tutela dell’incolumità dell’ordine e della sicurezza pubblica e della vivibilità urbana.

 Resta fermo il divieto assoluto di somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche ai minori di 18 anni o a persona che appaia in condizioni di manifesta alterazione.

Si sottolinea che il divieto di cui sopra è rivolto a quanti esercitano attività di somministrazione di alimenti e bevande, autorizzate anche in forma temporanea; sulle proprie pertinenze esterne private; sulle pertinenze esterne sul suolo pubblico, anche se debitamente autorizzate e attrezzate con pedane, gazebo e simili; Alle attività artigianali autorizzate alla vendita di bevande; Alle attività di commercio di prodotti alimentari nelle serate di apertura straordinaria; Agli operatori del commercio su aria pubblica; ed in genere a tutte le forme speciali di commercio che consentono la vendita di bevande alcoliche e superalcoliche.

Il divieto opera anche nel caso in cui la somministrazione e la conseguente consumazione avvengano all’interno dei locali.

In prima linea contro tutte le forme di tossicodipendenza. Giovanni Amoroso 28 enne ci sta mettendo oltre alla faccia, anche un impegno costante per contrastare il preoccupante fenomeno delle dipendenza da droghe, possa provocare danni fisici e mentali. «Ho potuto constatare in prima persona si fa abbastanza uso di droghe. Molte volte i giovani, soprattutto adolescenti, la provano solo per curiosità o per inserirsi nei gruppi, per superare dei disagi, per superare la noia e la monotonia, senza conoscere i danni che queste sostanze provocano al sistema nervoso e immunitario». Un consiglio che vi do da padre “ evitate di drogarvi non serve a niente, non ottenete niente dalla vostra vita ,così la vostra vita si rovina ’. Bisogna affrontare il problema nella sua complessita’ ragionando su tutte le forme di dipendenza, droghe, ma anche alcool e psicofarmaci.

 

Bisogna parlarne a scuola nelle piazze …. Nn bisogna essere omertosi …..

Egregio Dott. Santonocito,

con il via libera alle nomine da parte della Affari istituzionali dell’Ars, Ella potrà insediarsi quale Direttore generale, alla guida dell’ASP di Agrigento.

Le giungano, pertanto, insieme ai nostri migliori auguri di buon lavoro anche l’auspicio che si possano  costruire rapporti positivi per affrontare in uno spirito di condivisione i problemi immensi di un’Azienda che conta 5 ospedali, un vasto territorio vastissimo e 7 distretti sanitari di base.

L’obiettivo condiviso deve essere costruire una sanità che sia sempre più vicina ai territori ed al  bisogno di salute dei cittadini che ad essa di rivolgono, in cui si risolvono, finalmente, problemi atavici che ci trasciniamo irrisolti da anni.

L’approvazione della rete ospedaliera e i successivi atti (nuovo atto aziedale e piante organica), devono consentirci di affrontare, in termini organici e strutturali, i problemi della sanità agrigentina in cui si registrano  tante luci e potenzialità, insieme a criticità e ombre.

Non Le sfuggirà che abbiamo bisogno di costruire un doppio livello di rapporti sindacali: quello con le strutture interne all’Asp e quello con le Organizzazioni Confederali per affontare i temi della salute in provincia.

Ci dispiace dover evidenziare sin da subito una criticità: abbiamo saputo, in queste ore, da parte di alcuni Utenti che è stato chiuso l’ambulatorio di reumatologia dell’Ospedale di Agrigento.

Vorremmo capire come questo sia avvenuto e si è tenuto conto delle conseguenze che questo ha sull’utenza.

Siamo sicuri ch’Ella vorrà e saprà avviare un “nuovo inizio” nel quale la qualità dell’assistenza sanitaria rappresenti la stella polare cui uniformare atti e comportamenti.

Non vediamo l’ora di avere uno scambio di vedute e di avviare questo confronto e questo rapporto.

Ancora Auguri!

Colpo di scena nell’ambito della morte di Giuseppe Siracusa, operaio di 58 anni trovato morto all’interno della propria automobile sul lungomare Falcone-Borsellino di San Leone lo scorso marzo.

A distanza di 9 mesi dall’accaduto la Procura di Agrigento ha iscritto nel registro degli indagati – per l’ipotesi di reato di omicidio colposo – due persone. Massimo riserbo sui nomi.

La morte di Siracusa sembrò fin da subito riconducibile a cause naturale e, in particolare modo, ad un infarto che gli avrebbe stroncato la vita. Ma l’esame delle numerose telecamere presenti nel quartiere di San Leone ha permesso agli inquirenti di notare come il 58enne sia stato si colpito da infarto, e dunque morto per cause naturali, ma non all’interno della sua macchina e chissà in quale contesto.

Proprio su questo si stanno concentrando gli sforzi degli inquirenti che, nei mesi scorsi, avevano fatto riesumare la salma dell’operaio.