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Ad Agrigento, l’associazione AEL, che aggrega parecchi ferrovieri in servizio e in pensione, in occasione del quinto anniversario della morte del collega e amico Calogero Messina, ha deposto una corona di fiori sulla lapide posta sul marciapiede del quinto binario della stazione Agrigento Centrale. Il Presidente dell’Associazione, Stefano Mangione, ha affermato: “Quest’anno il nuovo direttivo dell’associazione AEL ha voluto organizzare tale iniziativa per evidenziare ancora una volta la figura importante del nostro collega Lillo. Durante la sua vita lavorativa, Lillo Messina ha impersonato perfettamente il ferroviere doc, attaccato al proprio lavoro e rispettoso dei colleghi di tutte le qualifiche e società, professionalmente preparato e di alta moralità”.

Confasi Scuola ha scritto al Ministro dell’Istruzione per chiedere la modifica dell’ordinanza sulla mobilità del personale docente, educativo ed Ata in quanto penalizzerebbe gli studenti con disabilità.  In particolare Confasi la parte finale dell’ordinanza per l’anno 2021- 2022,  particolarmente lesiva dei diritti di tutti quei disabili che hanno ottenuto il riconoscimento della titolarità della legge 104 in periodi antecedenti la data di iscrizione ai rispettivi bandi concorsuali ovvero all’inserimento periodico nelle graduatorie di cui all’art. 401 del Testo Unico. Per il coordinatore del comparto scuola del sindacato della provincia di Agrigento, Salvatore Liotta e per il vice coordinatore nazionale Davide Lercara, ” l’ultima parte dell’art. 1 comma 6 andrebbe del tutto cancellata per evitare tale anomalia“.

 

Il giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Agrigento, Francesco Provenzano, accogliendo quanto chiesto dalla pubblico ministero, Chiara Bisso, ha disposto il giudizio immediato, quindi il processo scavalcando il filtro dell’udienza preliminare allorchè ricorre l’evidenza della prova, a carico di Dana Mihaela Nicoleta Chita, 26 anni, originaria della Romania, badante, arrestata lo scorso 20 novembre perché la notte tra l’11 e il 12 luglio scorsi, a Palma di Montechiaro, avrebbe rapinato e ucciso Michelangelo Marchese, 89 anni. La romena avrebbe agito con altri complici al momento non identificati. La prima udienza innanzi alla Corte d’Assise di Agrigento è in calendario il prossimo 8 luglio. Lei risponderà di omicidio aggravato e rapina.

Riecco ad Agrigento il premio “Karkinos”, il riconoscimento che premia le eccellenze agrigentine. Si è appena insediata la “Giuria di Qualità” che sceglierà le personalità della provincia agrigentina che si sono distinte ed affermate nei diversi ambiti di azione e sono candidate per aggiudicarsi la quinta edizione del premio organizzato dall’Associazione Culturale “Antiche Tradizioni Popolari”, diretta da Carmelo Cantone e da Francesco Novara. La premiazione si svolgerà il prossimo 11 luglio nella Valle dei Templi.
La Giuria di Qualità del “Premio Karkinos 2021” è composta da: Dott.ssa Carmelina Guarneri, vice Prefetto (a riposo) di Agrigento; Dott. Francesco Sammartino, Commissario Capo Dirigente Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico Questura di Agrigento; Dott.ssa Gesuela Pullara, Commissario Coordinatore/Dirigente Polizia Penitenziaria di Agrigento; Ispet. (a riposo) Maria Volpe, Questura Agrigento Premio speciale Karkinos 2016; Roberta Lala, Assessore alle Pari Opportunità – Comune di Agrigento; dotto. Achille Conitno, dirigente Turismo ex Provincia Regionale di Agrigento; Avv. Antonio Insalaco, Dirigente Comune di Agrigento; Dott. Giovanni Di Maida, Vice Presidente “Empedocle Consorzio Universitario”; Dott. Attilio Sciara, Dirigente Protezione Civile Comune di Agrigento; Prof. Francesco Pira, Sociologo; Dott. Vittorio Messina, Presidente Naz. Assoturismo; Fabrizio La Gaipa, Amministratore Distretto Turistico Valle dei Templi; Pierfilippo Spoto, Operatore Turistico; Emanuele Farruggia, Presidente Consorzio Turistico Valle dei Templi; Cav. Arturo Tortorici, Presidente Prov.le Unione Naz Mutilati per servizio; Dott.ssa Giovanna Salerno, Dirigente (a riposo) Ufficio Farmaceutico ASP Agrigento; Dott.ssa Antonella Gallo Carrabba, Responsabile Centro Antiviolenza; Comm. Gaetano Marongiu, Delegato Prov.le Associaz. Naz. Insigniti Onorificenze Cavalleresche, Arch. Danilo Verruso, Presidente Ass. Culturale Oltre Vigata; Dott. Giuseppe Milano, Direttore Banca; Dott.ssa Carola De Paoli, Presidente ANDE; Pippo Adamo, Presidente Circolo Culturale Empedocleo; Osvaldo Lo Iacono, Musicista, Già Premio Karkinos 2016; Enza Pecorelli, Giornalista – Editrice Teleacras; Dott.ssa Margherita Trupiano – Giornalista editrice TVA; Dott. Mauro Indelicato – Giornalista; Dott.ssa Chiara Mangione, Giornalista. I membri della Giuria si riuniranno tra una decina di giorni, insieme al patron Carmelo Cantone ed al Presidente Francesco Novara, per esaminare le candidature e determinare i nomi di chi si aggiudicherà il prestigioso “Premio Karkinos edizione 2021.

Due uomini di Canicattì, di 22 e 47 anni, sono stati arrestati dai Carabinieri della stazione di Naro perché sorpresi, in flagranza di reato, in contrada Rocca di Mendola, intenti a caricare su un camion, dopo averli tagliati, alcuni tubi di irrigazione della condotta idrica Naro-Campobello di Licata, per circa 70 metri complessivi. Il Tribunale di Agrigento ha convalidato l’arresto, e ha disposto, per entrambi gli indagati, l’obbligo di firma a Canicattì.

Con sentenza del 2017 il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Sciacca condannava alla pena di anni uno e mesi due di reclusione il dr. G.F., noto odontoiatra di Burgio, per omicidio stradale e lesioni personali gravi e disponeva altresì ai sensi dell’art.222 comma 2° del Codice della Strada la revoca della patente di guida.

Successivamente, la Corte Costituzionale con sentenza 17/04/2019, n.88 ha dichiarato costituzionalmente illegittimo, per contrasto coi principi di uguaglianza e proporzionalità, l’articolo 222, comma 2, del Codice della Strada nella parte in cui non prevede che, in caso di condanna per i reati di omicidio stradale o di lesioni personali stradali, il giudice possa disporre, in alternativa alla revoca della patente di guida, la sospensione della stessa, allorché non ricorra alcuna delle circostanze aggravanti previste dai rispettivi commi 2 e 3 degli articoli 589-bis e 590-bis del codice penale.

Secondo la citata sentenza della Corte Costituzionale quindi la revoca della patente di guida non è una sanzione accessoria automatica alla condanna, potendo il Giudice disporre, in alternativa alla revoca della patente di guida, la sospensione della stessa ed in tal caso deve operare una completa valutazione in ordine ai fatti ed alla condotta dell’imputato.

In ragione della citata pronuncia della Corte Costituzionale, il dr. G.F. presentava, con il patrocinio degli avv.ti Girolamo Rubino e Daniele Piazza, innanzi al Giudice per le Indagini Preliminari in funzione di Giudice dell’Esecuzione del Tribunale di Sciacca un incidente di esecuzione, chiedendo la rideterminazione della pena accessoria.

A sostegno della detta istanza gli avv.ti Rubino e Piazza evidenziavano che le vittime, che stazionavano lungo la S.S. 115 in ragione di un precedente incidente stradale, al momento del sinistro erano privi dei prescritti giubbotti retroriflettenti ed avevano posizionato il triangolo di emergenza in maniera non regolare.

Ed ancora, gli avv.ti Rubino e Piazza evidenziavano che l’assunto riportato nella sentenza di condanna secondo cui il dr. G.F. “circolava alla velocità di circa 75 km/h in un tratto stradale nel quale vigeva il limite di velocità di 50 Km/h …”, meritava di essere rivalutato alla luce degli stessi atti depositati dalla Procura.

In particolare, veniva rappresentato che dall’esame della “scatola nera” installata sull’autovettura del dr. G.F. era stata accertata una velocità di 54 km/h e, dunque, appena 4 km/h in più rispetto al limite di velocità e ben 21 km/h in meno rispetto a quanto riportato nella sentenza di condanna.

Gli avv.ti Rubino e Piazza ritenevano dunque che i suddetti elementi avrebbero potuto indurre il Giudice ad una differente valutazione della condotta di guida del proprio assistito e, comunque, della pericolosità della stessa, in relazione alla quale apprezzare – a tenore del dictum della richiamata sentenza della Corte Costituzionale -, la corretta sanzione accessoria da applicare.

Con ordinanza del 17 maggio 2021 il Giudice dell’Esecuzione del Tribunale di Sciacca, condividendo le tesi difensive degli avv.ti Rubino e Piazza, ha accolto l’incidente di esecuzione proposto e, per l’effetto, ha rideterminato la pena accessoria, applicando in luogo della revoca della patente la sospensione della stessa per anni due.

Poiché il periodo di sospensione è stato già scontato dal dr. G.F., lo stesso potrà immediatamente ottenere dalla competente Prefettura il titolo di guida, mentre gli avv.ti Rubino e Piazza valuteranno, alla luce dei fatti accertati, di richiedere la revisione del processo e, conseguentemente, l’assoluzione del proprio assistito.

L’assessore regionale a Territorio e Ambiente, Toto Cordaro, ha compiuto un sopralluogo a Realmonte, a Scala dei Turchi, insieme al direttore della Struttura commissariale contro il dissesto idrogeologico, Maurizio Croce, il dirigente della Protezione Civile di Agrigento, Maurizio Costa, la presidente della Commissione Ambiente dell’Assemblea regionale, Giusi Savarino, il sindaco di Realmonte, Sabrina Lattuca, ed il consulente della Procura di Agrigento, Gabriele Freni. Cordaro e Savarino hanno ribadito che il governo Musumeci ha in cantiere diversi interventi per assicurare la tutela della Scala dei Turchi ed ottenerne il dissequestro da parte della Procura di Agrigento, rendendo così il sito del tutto fruibile. I lavori saranno sostenuti dalla Struttura contro il dissesto idrogeologico, presieduta dal commissario Nello Musumeci.

A Canicattì adesivi con la scritta “Liberiamo Canicattì – No usura – No racket” sono stati affissi sui negozi della città dall’associazione “SOS Impresa – Rete per la Legalità” , che oggi, sabato 29 maggio, inaugura un “Punto della legalità”, con il supporto dei Carabinieri della Compagnia di Canicattì e del Comando provinciale di Agrigento. E il colonnello Vittorio Stingo, comandante provinciale, commenta: “C’è una forte partecipazione dell’Arma che, in collaborazione con l’associazione, ha riportato alla luce un rinnovato fenomeno in epoca post-covid. Tutte le attività che hanno riaperto i battenti hanno avuto bisogno di soldi, ed ecco che c’è stata la rinascita dell’usura. ‘Sos impresa – Rete per la legalità’ testimonia coraggio e il comandante della Compagnia di Canicattì li ha guidati sul territorio”.

Ad Agrigento, a Cannatello, sabato scorso, in occasione di una meritoria opera di volontariato di pulizia della zona e di rimozione delle sterpaglie, i volontari del gruppo “I ragazzi della Trinacria” hanno tinteggiato di azzurro un bunker sul posto, risalente alla seconda guerra mondiale, ritenuto un bene monumentale e pertanto tutelato dalla Soprintendenza ai Beni culturali. I volontari si sono scusati su facebook di quanto accaduto. Il sindaco Franco Miccichè si è premurato a precisare che nessuna autorizzazione nel merito è stata concessa. Ebbene, adesso, il Comune, con tanto di pubblicazione all’albo pretorio, ha avviato il procedimento per la revoca del protocollo d’intesa firmato tra il Comune e l’associazione nel marzo scorso, tramite cui i “Ragazzi della Trinacria” avrebbero potuto svolgere delle attività in accordo con il Comune. E la tinteggiatura del bunker non è stata concordata con il Comune, contravvenendo all’articolo 3 del protocollo.