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L’agrigentino mons. Salvatore Muratore non è più il vescovo di Nicosia per raggiunti limiti di età.

Come pastore della chiesa di Nicosia, mons. Muratore originario di Campobello di Licata, è stato il XIV vescovo emerito e amministratore apostolico e ha mantenuto la carica per 13 anni. La sua attività pastorale iniziò nel gennaio del 2009.

A prendere il suo posto è mons. Giuseppe Schillaci. A comunicarlo è stato lo stesso mons. Muratore nel corso di un incontro avvenuto nei giorni scorsi alla presenza del primio cittadino di Nicosia.

“Ci sono numerosi procedimenti penale a suo carico, e sottoposta ad inchieste per pedopornografia, siti pornografici”. Questo, grosso modo, il contenuto di diverse mail che sono arrivate ad una pensionata settantenne di Agrigento. Mail inviate da un indirizzo di posta elettronica – naturalmente fasullo – del Ministero dell’Interno. Comunicazioni – chiaramente inverosimili – con le quali veniva però richiesto alla destinataria una serie di informazioni personali e dati anagrafici. Fra le righe della pseudo lettera formale anche la ventilata ipotesi in caso di mancata risposta nel giro di 72 ore di “essere elencata come molestatrice sessuale”. E’ il quarto caso simile nel giro di poche settimane.

L’agrigentina – che si è vista recapitare queste mail – non è però caduta nel “phishing”, ossia nel tipo di truffa fatta su internet con la quale ignoti malintenzionati cercano di ingannare le vittime convincendole a fornire informazioni personali, dati finanziari o codici di accesso di strumenti finanziari, fingendosi ente (nei casi della donna) è stato addirittura tirato in mezzo il Ministero dell’Interno) affidabile. Ha presentato denuncia alla polizia di Sato. Gli agenti hanno già trasmesso ai colleghi della Postale la nuova denuncia.

Per consentire alla cittadinanza di donare con generosità il proprio sangue l’A.D.A.S., effettuerà due raccolte mobili, domenica 24 aprile a Palma di Montechiaro in piazza Bonfiglio, e a Raffadali presso la sede dell’associazione ADR sita in via fiume. Tutte le raccolte saranno operative dalle ore 8.00 alle 12.00 A tutti i donatori saranno inviate a cura della stessa associazione le analisi di laboratorio effettuate in occasione della donazione.

Il Cartello Sociale, ovvero l’Ufficio di pastorale sociale della Diocesi di Agrigento, Cgil, Cisl, e Uil, svela a quanto ammontano le bollette non pagate da alcuni Comuni agrigentini per servizi idrici già ricevuti nelle proprie strutture, tra Municipi, scuole e altro. Si tratta complessivamente di 800mila euro di cui è creditrice l’Aica, l’Azienda idrica dei Comuni agrigentini. E dunque il Cartello Sociale ha scritto una lettera all’Aica per conoscere quali iniziative di riscossione intenda avviare. E commenta: “Perché un cittadino, magari disoccupato, che non paga l’acqua, è subito diffidato e si procede alla riscossione coatta? E invece ai Comuni si consente di non pagare? Tra gli altri, il Comune di Raffadali ha un debito per bollette non pagate per circa 75mila euro, il Comune di Licata circa 120mila euro, il Comune di Palma di Montechiaro 140mila euro”. E nel frattempo, il Cartello Sociale annuncia che la prossima settimana manifesterà innanzi ai Comuni che non hanno ancora deliberato la condivisione del prestito della Regione, versando la relativa somma all’Aica.

La leader nazionale di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, rilancia il sostegno alla ricandidatura di Nello Musumeci alla presidenza della Regione, e afferma: “A me Nello Musumeci pare un ottimo presidente di Regione, è un governatore uscente, quelli uscenti che hanno ben lavorato generalmente sono ricandidati, non capisco perché questo sia l’unico caso per cui ciò non accade”. E poi, in riferimento al caos candidati a sindaco a Palermo, Giorgia Meloni ha affermato: “La linea di confine è naturale, nel senso che a un certo punto c’è una scadenza e bisogna prendere decisioni. Chiaramente cerchiamo di fare il primo possibile, ormai siamo abbastanza vicini alla scadenza elettorale e tutti devono fare campagna elettorale e sapere a quali condizioni. Ora stiamo dilatando i tempi per fare qualche sforzo in più, ma non è che alla fine possiamo non prendere le decisioni. Le prenderemo in tempo utile, e se poi non ci sarà corrispondenza nei nostri intendimenti faremo le nostre scelte”

Due operai, uno dei quali forestale, di Menfi di 56 e 41 anni, sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Sciacca per ricettazione. Lo hanno fatto i carabinieri della Stazione di Menfi, e i loro colleghi della Compagnia di Sciacca, a parziale conclusione delle indagini sui numerosi furti compiuti ai danni del complesso alberghiero in liquidazione “Menfi hotel resort” di contrada “Bertolino di mare”, chiuso da mesi.

Nel corso delle perquisizioni domiciliari nelle residenze dei due operai è stato trovato vario mobilio trafugato dalla struttura ricettiva: armadi, comodini, letti, sedie, tavoli ecc. La refurtiva che è stata recuperata è del valore complessivo di circa 5 mila euro. Refurtiva che è stata subito posta sotto sequestro, in attesa di essere riconsegnata al proprietario. Le indagini non sono ancora concluse.

Conclusa la prima fase della procedura di costruzione dei termo-valorizzatori in Sicilia. Scelti due progetti. L’intervento di Musumeci. La reazione di Legambiente.

Si è conclusa ufficialmente la gara di adesione all’avviso pubblico lanciata dal governo regionale per la costruzione di due termovalorizzatori, uno nella Sicilia occidentale e un altro nell’orientale. Tra i sette progetti presentati ne sono stati scelti due. Il primo progetta l’installazione di un termo-valorizzatore a Gela: costerà 647 milioni di euro. Il secondo è un impianto a Pantano D’Arci, un quartiere di Catania, del valore di 400 milioni di euro circa. Ciascuno dei due impianti sarà capace di smaltire fra le 300 mila e le 450 mila tonnellate di rifiuti indifferenziati, dunque il secco residuo non differenziabile. Pertanto, non sarà costruito un impianto a Palermo, come ipotizzato un anno addietro quando è stato pubblicato il bando. E il presidente della Regione, Nello Musumeci, commenta: “Siamo convinti sia questa la soluzione, assieme all’aumento della raccolta differenziata. Tutto quello che rimane indifferenziato va nel termo-utilizzatore, che produce peraltro energia, e così ci liberiamo della schiavitù delle discariche”. Adesso inizia la seconda fase della procedura di gara, ovvero un secondo bando tramite cui la Regione raccoglierà la disponibilità ad eseguire i due progetti al prezzo più basso. La priorità sarà assegnata alle due imprese che hanno presentato gli stessi due progetti. Dal momento dell’aggiudicazione scatterà il termine di tre anni entro cui concludere l’opera. Reagisce Legambiente. Il presidente regionale, Gianfranco Zanna, tuona: “La scelta di Musumeci di volere gli inceneritori è scellerata e insostenibile, per l’ambiente e per le tasche dei siciliani. Faremo di tutto per fermarli”.

Venerdì 29 aprile alle ore 17:00, all’Hotel Federico II Central Palace, via Principe di Granatelli, 60 – Palermo, verrà presentato il libro di Federico Sinopoli STORIA MASSONICA DELLA P2 – novità editoriale pubblicata da Edizioni Tipheret nella collana Geburah.
Una storia della P2 come non l’avete mai sentita raccontare. Non più l’inchiesta giornalistica, le pastrocchie del potere politico italiano oppure una storia giudiziaria, bensì uno sguardo dall’interno, come gli aderenti al Grande Oriente d’Italia hanno vissuto la predominanza gelliana e l’indifferenza della classe dirigente massonica. Una visione del tutto nuova, in grado di aprire nuove prospettive e far guardare in una luce diversa l’intera vicenda.
Dopo il benvenuto di Antonio Recca, Presidente del Collegio Circoscrizionale dei Maestri Venerabili della Sicilia e la breve presentazione del volume del libraio Nicola Macaione, dialogheranno sull’argomento trattato nel libro:
l’autore Federico Sinopoli e il giornalista e scrittore Beniamino Biondi.
Concluderà l’incontro Giuseppe Trumbatore, Gran Tesoriere del Grande Oriente d’Italia.

Sei mesi di reclusione e 200 euro di multa: il giudice monocratico del tribunale di Agrigento, Wilma Angela Mazzara, ha condannato il noto pittore agrigentino Gerlando Poni, 67 anni, a tutti noto come Rino, per l’accusa di furto aggravato.

L’artista, chiamato in città “maestro Pony”, noto non solo per le sue tele eccentriche vendute per strada e alle fiere da decenni ma anche per le sue performance nel campo musicale, nel 2017 rivelò di vivere in condizioni di indigenza e di non riuscire a pagare acqua e luce tanto che fu avviata una raccolta di fondi per aiutarlo mediante l’acquisto di quadri.

Due anni prima, tuttavia, il 7 settembre del 2015, la polizia municipale insieme ai tecnici di Girgenti Acque aveva eseguito un controllo nella sua abitazione accertando che aveva sottratto acqua da una condotta pertinente alle rete idrica.

Nei confronti di Poni, che ha nominato come difensori gli avvocati Daniele Re e Agnesa Neculai, il giudice ha concesso le attenuanti generiche.

Lutto nell’imprenditoria ad Agrigento. E’ morto prematuramente, vittima di un male contro cui ha lottato da tempo, Salvatore Pagano, 58 anni, storico imprenditore, proprietario del ristorante “Albatros”, a San Leone, al Viale delle Dune. Si è spento circondato dall’affetto dei suoi cari e amici più stretti. Lo si ricorda per l’intraprendenza, la dedizione al lavoro, con sacrificio, per il senso di responsabilità e le capacità umane. I funerali di Salvatore Pagano saranno celebrati domani, sabato 23 aprile, ad Agrigento, nella chiesa Don Guanella nei pressi dello stadio Esseneto, alle ore 15. Alla famiglia vivissime condoglianze dagli editori, dal Direttore Lelio Castaldo e dallo staff di sicilia24h.it.