Home / Articoli pubblicati daRedazione Ag (Pagina 231)

L’autonomista Pullara interviene sulle trivellazioni rilasciando alla stampa la seguente dichiarazione:

“Il caso trivellazioni fa ancora discutere, solo alcuni. I militanti pentastellati e leghisti locali o tacciono su questa vergogna, o parlano a vanvera, trattando l’argomento con una superficialità disarmante.

Dopo le vicende dello Ionio, i dubbi sull’etica del Governo Lega/Pentastellati crescono. Ricordando i fatti, nei primi giorni di gennaio il Mise rilascia alcuni permessi per l’esplorazione nello Ionio. Il M5s, dopo aver dato la colpa al vecchio Governo, annuncia un emendamento per bloccare l’entrata dei colossi petroliferi nello Ionio, tutti i mass media ne parlano ed inizia la bufera. La Lega si oppone al blocco delle trivellazioni e lo dichiara apertamente. Gli autoctoni tentano di farfugliare qualche giustificazione alla presa di posizione incoerente col passato e ingiustificata e miseramente non vi riescono.

Oggi, di fatto, sono scaduti i termini per la presentazione degli emendamenti e quello blocca trivella annunciato da Di Maio e dal suo movimento non c’è!!

Mentre dunque i pentastellati recitano la parte dei difensori del mare e si lanciano in roboanti dichiarazioni quali difensori del territorio, la sponda padana risponde che di non potere bloccare investimenti già avviati se non si vuole far scappare gli investitori.  Il M5s con atto di riverenza al potere più forte, risponde “Obbedisco” alla Lega, piegando la natura ad una industrializzazione che porterà solo danni.

Sembra ancora ieri quando Salvini girava con le magliette NO TRIV.

Dico all’uno ed all’altro che per oltre sessant’anni la Sicilia ha avuto la responsabilità di estrarre e soprattutto raffinare il 40 % del petrolio che serviva al paese per sostenere la propria economia ereditando malattie, deformazioni neonatali e morte. Oggi ci sentiamo dire, mettendo ancora in campo il ricatto occupazionale, che si perdono posti di lavoro se si ritirano le autorizzazioni date. Cari governanti,  vi chiedo di investire nelle infrastrutture e nel turismo perché, ad oggi, solo per fare un esempio, Licata ha offerto 17.000 cittadini alla voce Emigranti. Crediamo nella crescita occupazionale che ci porterà il turismo, non vogliamo pagare con la salute un posto di lavoro e non accettiamo su un argomento così delicato, dichiarazioni superficiali e prive di contenuto, anche a livello locale. Vogliamo risposte, non proclami e prese in giro.

Sono curioso di leggere cosa il Ministro Costa avrà da dire e proporre ai vari Comitati No Triv che ha già annunciato di voler incontrare. Il nostro territorio non vuole più essere sfruttato e non intende pagare un conto salatissimo per il benessere del paese e delle multinazionali che estraggono raffinano e portano via , anche i sogni e le speranze di un riscatto che è ormai tempo che arrivi, per la Sicilia e per tutto il SUD”.

A Palermo, al palazzo di giustizia, la sostituto procuratore generale Rita Fulantelli ha chiesto la conferma delle sei condanne inflitte in primo grado dal Tribunale di Sciacca nell’ambito dell’inchiesta antidroga cosiddetta “Big family”, che il 30 luglio 2012 ha provocato un blitz della Polizia contro un gruppo che sarebbe stato impegnato nel trasporto e nella vendita di cocaina, eroina, hashish e marijuana da Napoli a Ribera.
Carlo Giardiello, 31 anni, a 13 anni e 2 mesi.
Ciretta Veible, 56 anni, madre di Giardiello, a 7 anni e 6 mesi.
Maria Sedita, 42 anni, a 7 anni.
Giuseppe Failla, 54 anni, a 6 anni e 4 mesi,
E poi 6 anni di reclusione ciascuno per Giuseppe Triassi, di 30 anni, e Debora Arcadipane, di 28 anni.
Le arringhe difensive, e probabilmente anche la sentenza, all’udienza del 21 marzo prossimo.

Oggi è stato il giorno di una vasta operazione antimafia in Italia e in Germania, condotta dalla Polizia di Stato di Caltanissetta e dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma, coordinata dalle Direzioni Distrettuali Antimafia di Caltanissetta e di Roma, a carico di 11 presunti appartenenti al clan Rinzivillo di Gela, indagati di associazione per delinquere finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti. L’operazione è l’epilogo di una indagine, che, alla fine del 2017, ha già provocato l’arresto di 37 persone e il sequestro preventivo di beni per oltre 18 milioni di euro.

Si intensifica l’attività di controllo da parte della Polizia Provinciale di Agrigento finalizzata all’accertamento e alla repressione degli illeciti in materia ambientale.

E’ stata, infatti,  eseguita dagli agenti del Corpo di polizia del Libero Consorzio di Agrigento, coordinati dal Tenente Colonnello Vincenzo Giglio,  la sentenza irrevocabile di condanna, emessa dal Tribunale di Agrigento, nei confronti del  titolare di un frantoio oleario di Favara. Un traguardo per il Corpo di polizia dell’ex Provincia: “Si tratta – sottolinea Giglio – del primo caso in provincia di Agrigento di confisca di un’area a servizio di un frantoio oleario”.

I fatti contestati risalgono al novembre del 2015, allorquando una segnalazione dalla società gestore del depuratore comunale, che denunciava continui ingressi anomali di acque di vegetazione presso l’impianto di depurazione sito in Contrada Burgilamone nel Comune di Favara, fece scattare l’ispezione del gruppo interforze di Polizia Provinciale ed Arpa al fine di accertare eventuali scarichi non autorizzati in pubblica fognatura.

In tale contesto, l’Arpa procedeva ad effettuare il prelievo di campioni d’acqua dal pozzetto di ispezione adiacente il frantoio e nello stesso veniva immesso in seguito la fluoresceina sodica (tracciante) per individuare il percorso e verificare se il pozzetto fosse collegato o meno alla pubblica fognatura.

L’ accertamento aveva prodotto esito positivo poiché il tracciante giungeva a valle in un canalone scatolare in cemento (distante circa 400 metri dal frantoio), a cielo aperto, miscelandosi con le acque della pubblica fognatura, così come verificato dal personale dell’Arpa.

Il Tribunale di Agrigento, accertati i fatti, ha dichiarato colpevole l’imputato del reato ascrittogli e lo ha condannato a sei mesi di arresto, a € 3.000,00 di ammenda oltre al pagamento delle spese processuali ed ha ordinato la confisca di un’area di circa 150 metri quadri ed alcune cisterne e la sospensione della pena.

Il personale di Polizia giudiziaria della Polizia Provinciale, dopo aver proceduto alla notifica della sentenza all’imputato, ha proceduto alla confisca dell’area di che trattasi, di tre cisterne ed  ha affidato i beni sottoposti a confisca al Comune di Favara, nominando , altresì,  un nuovo Custode Giudiziario nella persona del Dirigente dell’Ufficio Tecnico Comunale per la custodia di quanto confiscato.

Il danno prodotto da tale illecita pratica di sversamento di acque di vegetazione dei frantoi nelle condotte cittadine dei reflui fognari, ha arrecato un notevole danno al depuratore a ciclo biologico come quello di Favara che depura l’acqua attraverso batteri e microrganismi demolitori che degradano le sostanze di rifiuto trasformandole in composti minerali.

L’acqua di vegetazione presente nelle vasche di aerazione invece crea una patina oleosa che non fa passare l’ossigeno per cui i batteri muoiono e non depurano più.

Per il ripristino del ciclo di vita dei batteri necessitano da 4 a 6 mesi durante il quale il depuratore non svolge la sua funzione primaria di depurazione e quindi si ha un inquinamento dell’ambiente circostante.

L’Amministrazione comunale guidata dal Sindaco Giuseppe Galanti, tramite l’assess. Alla protezione civile, Giuseppe Ripellino, comunica che il Dipartimento Regionale di Protezione Civile, con direttiva pubblicata, il 9 gennaio scorso,  sul portale istituzionale del suddetto Dipartimento della Presidenza della Regione Siciliana, ha  emanato le direttive per la concessione del contributo per l’autonoma sistemazione (CAS) per “primi interventi urgenti di protezione civile in conseguenza degli eccezionali eventi meteorologici che hanno interessato il territorio”, a favore dei nuclei familiari la cui abitazione principale, abituale e continuativa, sia stata distrutta, in tutto o in parte, o sgomberata in esecuzione di provvedimenti delle competenti autorità,  a causa dei nubifragi registrati nei mesi di ottobre – novembre 2018.

La direttiva disciplina i criteri, le modalità e i termini per la presentazione delle istanze e l’erogazione dei contributi.

Gli interessati devono compilare l’apposito modulo di richiesta, e presentarla al Comune, entro trenta giorni a decorrere dal 9 gennaio scorso, data di avvenuta pubblicazione della direttiva.

Per ulteriori chiarimenti, gli interessati potranno rivolgersi all’Ufficio comunale di Protezione civile, sito in via Giarretta.

 

Il passo ufficiale è avvenuto durante il consiglio comunale di ieri. Oggi al gruppo della Lega al Comune di Agrigento, affianco al Capogruppo Nuccia Palermo, vi è Rita Monella. 

La stessa Monella, durante l’intervento in aula, ha sottolineato la stima e la condivisione dell’operato “combattivo”, a detta della nuova entrata, del suo ormai Capogruppo Palermo. 

“Dò il mio benvenuto al consigliere Monella- scrive in merito Nuccia Palermo – e non posso che essere orgogliosa e ricambiare la stima della collega. Adesso siamo già pronte a rimboccarci le maniche.”

“A Roma, al Ministero dello Sviluppo economico, la Cmc prende tempo sui cantieri in Sicilia, e intanto la strage continua. Un uomo ha perso la vita sulla Agrigento – Palermo.  Si allunga la scia di sangue su una strada che, come la Agrigento – Caltanissetta, attende da tempi biblici il suo ammodernamento e il suo completamento. Noi sindaci ribadiamo la nostra preoccupazione per il rimpallo di responsabilità e un ulteriore rinvio in attesa di soluzioni, emerso dall’incontro di ieri. Non si può più avere pazienza.  Non si può più aspettare. Vogliamo conoscere rapidamente dal Mise, dal Ministero delle infrastrutture e da Anas quali sono le soluzioni per far uscire il nostro territorio da una condizione di incomprensibile e sostanziale isolamento rispetto alle grandi direttrici del traffico regionale. I sindaci tutti insieme ci incontreremo sabato mattina ad Agrigento, a Palazzo di Città, così da avviare un fronte comune per la ripresa dei cantieri della Agrigento – Palermo e della Agrigento – Caltanissetta. Mentre su altri tavoli si discute dell’opportunità dell’alta velocità, qui in Sicilia siamo ancora alla preistoria di normalissime infrastrutture e le attendiamo da decenni, tra sospensioni, polvere, semafori, deviazioni infinite che sfidano la pazienza di chiunque. Siamo pronti ad andare tutti a Roma, se necessario: ogni pazienza ha un limite e questa volta il limite è stato ampiamente superato”. 

 “La presenza di cani randagi in giro per la città-ed in luoghi aperti al pubblico-è un fenomeno presente da tempo sul quale gli interventi comunali tardano ad arrivare. Pur trattandosi di animali generalmente docili in cerca di cibo e protezione, succede talvolta che la loro presenza in  branchi può suscitare -come è accaduto-smarrimento e preoccupazione specialmente in bambini ed anziani. Malgrado la legge imponga ai comuni tutela ed assistenza nei confronti dei cani randagi,sono carenti i rifugi adeguati e pertanto difficilmente praticabili le sterilizzazioni. Serve allora un piano straordinario di interventi che garantisca sicurezza ed incolumità ai cittadini e la dovuta assistenza nei confronti della popolazione canina randagia. Il sindaco di Agrigento-conclude Giorgia Iacolino, Presidente della commissione consiliare alla Salute-predisponga senza ulteriore indugio il piano straordinario di intervento, prevedendo adeguate risorse economiche ed in stretto raccordo con i Servizi Veterinari dell’Azienda sanitaria di Agrigento,pienamente disponibile a supportare l’azione comunale lungamente attesa”

Ancora, l’ennesima, notte di fuoco a Favara. In via Ugo La Malfa, poco dopo la mezzanotte della scorsa notte, i Vigili del Fuoco sono dovuti intervenire nel tentativo di spegnere un incendio divampato da una Passat di proprietà di un operaio di 64 anni. Quando la squadra di pompieri è arrivata sul posto non c’è stato granché da fare viste le ormai condizioni del mezzo, completamente distrutto. 

Neanche il tempo di mettere in sicurezza la zona che, pochi minuti dopo, un’altra chiamata arriva al centralino dei Vigili del Fuoco: “Presto, c’è un incendio in via Aosta”. Ed è proprio a distanza di pochi metri che i pompieri si sono trovati davanti un’altra auto in fiamme, una Fiat Panda di proprietà di un disoccupato di 35 anni. 

Proprio qualche giorno addietro – sempre in via Aosta- si era verificato un incendio pare di natura dolosa. Cosa sta succedendo, con tutte queste auto bruciate, ancora è presto per capirlo: ritorsioni? Vendette? Avvertimenti?

Saranno le forze dell’ordine, con il coordinamento della Procura di Agrigento, a fare luce sulla vicenda.

 

E’ ancora ricoverata sotto osservazione dei medici all’ospedale “San Giovanni di Dio” ad Agrigento la donna moglie di Vito Mangiapane, 63 anni, di Cammarata, morto ieri lungo la strada statale 189 Agrigento – Palermo, vittima di uno scontro frontale tra la sua automobile, una Peugeot 206, ed una Mercedes. Non si esclude che la ferita sia trasferita in altra struttura sanitaria, ma non è in pericolo di vita. Sono invece feriti lievemente il conducente della Mercedes, ed anche il conducente di un’altra Mercedes che, per evitare l’impatto con le altre due automobili, si è catapultato a margine della carreggiata, nei pressi del bivio per Comitini. La coppia in viaggio da Cammarata è stata diretta ad Agrigento in visita ad alcuni parenti.

Sulle cause che hanno provocato il sinistro indagano i poliziotti della Stradale di Lercara Friddi intervenuti sul posto. Il sindaco di Cammarata, Vincenzo Giambrone, commenta: “In quello stesso punto, lungo la statale Agrigento-Palermo, si sono già verificati tanti altri incidenti mortali. E’ l’intera statale 189 ad essere pericolosissima e non a caso è stato denominata la ‘strada della morte’. Noi non possiamo fare altro che assistere inermi a queste tragedie, con la speranza che l’Anas possa decidere a rivedere e rendere sicuro questo tracciato. Sono profondamente addolorato per quanto accaduto. Non posso far altro che esprimere il sentimento di profondo cordoglio. Rivolgo un saluto affettuoso a tutta la famiglia della vittima, queste sono cose che non devono accadere”.