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Un neonato gettato nella spazzatura a Ragusa è stato trovato ieri sera in via Saragat da un passante. L’uomo ha udito un lamento provenire da un contenitore della spazzatura, ha aperto il mastello e ha scoperto il neonato, avvolto in una coperta e infilato dentro un sacchetto. Il bimbo è stato prelevato e trasportato nel reparto di neonatologia dell’ospedale Giovanni Paolo secondo di Ragusa. Le sue condizioni sono buone, ma, in via precauzionale, è stato posto in Terapia intensiva prenatale. Le indagini sono condotte dalla Polizia. Il piccolo sarà affidato al Tribunale dei Minori.

Sono 1.155 i nuovi casi di Coronavirus in Sicilia nelle ultime 24 ore.
I tamponi effettuati sono 9.376, contro gli 8.015 di ieri.
Questo si evince dal bollettino sull’emergenza Coronavirus del ministero della Salute e dell’Istituto Superiore della Sanità.

In Sicilia dall’inizio dell’epidemia sono 569.
Il totale degli attualmente positivi è di i 17.618, dei quali 16.365 sono in isolamento domiciliare. Sono 1.105 le persone ricoverate negli ospedali con sintomi, 33 in più di ieri, mentre le persone in terapia intensiva sono 148 (-2 rispetto a ieri).
I dimessi/guariti da inizio emergenza sono 7.893, dei quali 324 nelle ultime 24 ore.
I nuovi positivi sono così distribuiti per province:
Palermo 352,

Catania 324,

Messina 103,

Ragusa 98,

Trapani 54,

Siracusa 41,

Agrigento 134,

Caltanissetta 27,

Enna 22.

Ieri mattina i Carabinieri del Nucleo Investigativo Ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip nisseno, eseguita dai carabinieri del nucleo investigativo, nei confronti di un pregiudicato residente a Canicattì, Leonardo Capizzi, 43 anni per i reati di tentata rapina, furto in abitazione, porto e detenzione abusiva di arma.

Il provvedimento parte da una indagine coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Caltanissetta e condotta da personale del Nucleo Investigativo, che ha permesso di risalire all’autore di due furti in appartamento avvenuti a Serradifalco (Cl) e Delia (Cl) a ottobre di quest’anno, oltre ad una tentata rapina avvenuta il 03 ottobre in Contrada Gebbia di Serradifalco. In particolare in quell’occasione l’indagato tentava di rubare una Ford Kuga parcheggiata sulla pubblica via e, sorpreso dal proprietario del mezzo, per potersi mettere in fuga, esplodeva due colpi di pistola in direzione dell’autovettura e della vittima, attingendo il portabagagli.

All’arrestato vengono contestati anche due furti in abitazione, nel corso dei quali venivano rubate, tra le altre cose, delle carte prepagate, successivamente utilizzate per effettuare vari acquisti presso distributori di carburante ed esercizi commerciali.

Durante la fase della perquisizione veniva rinvenuta e posta sotto sequestro una pistola “replica”, modificata per esplodere munizionamento cal.7,65.

L’interrogatorio di garanzia è stato già fissato per venerdì prossimo. L’uomo è difeso dagli avvocati Calogero Meli e Angela Porcello del foro di Agrigento

Il ministero dell’Interno ha reso noto che è stato allontanato dal territorio nazionale un immigrato dalla Tunisia, rimpatriato con un volo charter diretto in Tunisia. Il provvedimento di respingimento, allorchè si tratta di un soggetto pericoloso segnalato dall’intelligence, è stato disposto dal questore di Palermo. E.M, sono le iniziali del nome, è stato controllato il 18 ottobre scorso dalla Digos della Questura di Agrigento in occasione dello sbarco avvenuto, insieme ad altri 16 connazionali, a Lampedusa.

Recuperato dalla Guardia Costiera, nelle acqua antistanti Lampedusa, il cadavere di un uomo in avanzato stato di decomposizione. Molto probabilmente, si tratta di un migrante che era a bordo di uno dei tanti barconi che negli ultimi giorni ha raggiunto la più grande delle Pelagie. La morte risalirebbe ad almeno quattro-cinque giorni addietro.
L’ultimo naufragio, ma ad oltre trenta miglia da Lampedusa, in acque internazionali, si verificò la fine dell’ottobre scorso, con un barchino, su cui a bordo si trovavano una ventina di persone, che si rovesciò. Quasi tutti vennero tratti in salvo, ma qualcuno, alla fine, risultò disperso.

Sono 92 i nuovi casi di Covid-19 certificati dall’Asp di Agrigento con il bollettino ufficiale che fa riferimento alla giornata di ieri (3 novembre). I dati sono in continuo aggiornamento e può capitareche un comune posssa annunciare nuovi casi (o guarigioni) che verranno poi conteggiati nel bollettino successivo.

La situazione con i dati ufficiali dell’Asp di Agrigento è questa: nella giornata del 3 novembre sono stati 92 i nuovi casi di coronavirus su 277 tamponi effettuati. Dall’inizio della pandemia i tamponi sono stati 28.627. Un soggetto è stato ricoverato, 91 i soggetti in quarantena e 18 i guariti. Il bollettino indica anche il decesso, avvenuto due giorni fa, di un 67enne di Sambuca morto nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale di Sciacca.

La mappa dei ricoveri è così suddivisa: 22 persone si trovano all’ospedale di Agrigento; 4 al Barone Lombardo di Canicattì; 1 al San Giacomo d’Altopasso di Licata; 6 all’ospedale di Ribera; 18 al San Giovanni Paolo II di Sciacca; 13 in una foresteria di Sciacca; 11 al Sant’Elia di Caltanissetta; 1 a Partinico; 3 all’ospedale Cervello di Palermo e 1 rispettivamente a Biancavilla, Borgetto e in una Rsa di Caltanissetta.

Gli attuali positivi comune per comune:

Agrigento: 51; Alessandria della Rocca 2; Aragona 9; Bivona 2; Burgio 0; Calamonaci 1; Caltabellotta 6; Camastra 10; Cammarata 5; Campobello di Licata 10; Canicattì 62; Casteltermini 3; Castrofilippo 9; Cattolica Eraclea 1; Cianciana 5; Comitini 3; Favara 42; Grotte 5; Joppolo 0; Licata 49; Lucca Sicula 1; Menfi 8; Montallegro 3; Naro 17; Palma di Montechiaro 15; Porto Empedocle 34; Racalmuto 5; Raffadali 15; Ravanusa 19; Realmonte 2; Ribera 26; Sambuca 94; San Biagio Platani 1; San Giovanni Gemini 6; Sant’Angelo Muxaro 5; Santa Elisabetta 2; Santa Margherita Belice 44; Sciacca 41; Siculiana 2.

L’associazione ambientalista MareAmico, coordinata da Claudio Lombardo, segnala che il torrente Modione di Selinunte è colorato di nero a causa della presenza degli scarichi fognari, derivanti dal mal funzionamento del depuratore e da alcuni oleifici, che gettano le loro acque di vegetazione direttamente nel torrente o versandole con le cisterne che circolano indisturbate durante la notte. Lombardo aggiunge: “Mareamico, grazie ad un accordo con la ditta TP1 di Brescia, che è titolare del brevetto di una spugna che riesce ad assorbire i materiali oleosi, ha effettuato una prova dimostrativa, con l’aiuto dei Ranger di Selinunte e la fattiva collaborazione da parte del Direttore del Parco archeologico. Mareamico chiede all’Amministrazione di Castelvetrano e alle Forze dell’Ordine locali di interrompere questo grave inquinamento del torrente Modione che provoca un disastro ambientale in pieno Parco Archeologico ed inquina il mare antistante

 

Cinque agrigentini sono risultati positivi al coronavirus e saranno costretti a trascorrere la malattia in casa. “Non si registra nessun nuovo ricovero in ospedale, mentre due ammalati sono fortunatamente guariti – ha spiegato il sindaco Franco Micciché – . Il totale di oggi è quindi di 49 persone colpite dal Covid-19, delle quali 46 restano nelle proprie case mentre tre sono ancora ricoverate. Una ad Agrigento, una a Caltanissetta e una a Canicattì. L’appello che faccio ogni giorno è quello di rispettare sempre le norme anti contagio per salvare noi e i nostri cari”. 53 positivi a Licata, 7 nuovi casi. “Il momento è delicato. A Licata i positivi, fino a questo momento, sono 50 con precisione. Tutti, tranne due, sono positivi che non sono a rischio. Qualcuno ha la febbre, qualcuno ha dei malesseri leggeri e sono stati ricoverati – sono 4 – in strutture dove c’è solo assistenza di medici, non di anestesisti – ha spiegato il sindaco Pino Galanti – . Fra gli infettati c’è anche un bambino di un anno. Vi scongiuro, limitate le vostre uscite, diminuite i contatti. No agli assembramenti, cosa che hanno fatto i più giovani”. In serata i numeri sono stati aggiornati. “L’Asp ha appena comunicato 7 nuovi casi di contagio. Sono in corso – spiega la polizia municipale – le notifiche dei provvedimenti di obbligo di permanenza domiciliare. Il numero complessivo è ora di 53 soggetti positivi. Nel frattempo la sindaco di Favaras Anna Alba smentisce le indiscrezioni secondo cui la stessa sia stata contagiata. “Ho ricevuto tanti messaggi, vi assicuro che non è vero”. Novità anche da Canicattì,con altri dieci casi.
“Oggi si registrano ulteriori dieci nuovi contagi al Covid19. Nessun decesso e nessuna guarigione”. Lo annuncia il sindaco di Canicattì, Ettore Di Ventura. “La maggior parte di questi nuovi casi – aggiunge – sono riconducibili all’indagine epidemiologica condotta in questi giorni. Riteniamo, purtroppo, che i numeri possano continuare ad aumentare. Proprio oggi pomeriggio ho disposto la chiusura della scuola dell’infanzia plesso “La Carrubba” nel quale è stato accertato la positività di una operatrice scolastica, non residente in città”. A Canicattì si è arrivati a quota 52 contagiati.

La pubblico ministero Alessandra Russo chiede il rinvio a giudizio dell’ex sindaco Pasquale Amato e di quattro dirigenti del Comune che, negli anni, si sono alternati. Si tratta di Maria Concetta Di Vincenzo, 60 anni; Felice Bonardi, 63 anni; Biagio Lo Presti, 63 anni e Francesco Lo Nobile, 69 anni. Oltre all’accusa di rifiuto di atti di ufficio, a partire dal 2010, si contesta il reato di “omesso collocamento o rimozione di segnali o ripari”.
Agli imputati – Amato, nella qualità di sindaco a partire dal 2013; Di Vincenzo e Lo Nobile responsabili dell’ufficio tecnico, Bonardi responsabile dell’ufficio manutenzione e Lo Presti responsabile dell’ufficio fognario del Comune di Palma – si contesta di avere omesso qualunque iniziativa per evitare che la via Germania sarebbe stata sommersa da fango e detriti. A sollevare la vicenda e presentare diversi esposti è stato un cittadino che, adesso, si costituirà parte civile con l’assistenza dell’avvocato Daniela Posante.

«Un incontro ufficiale con le autorità libiche per giungere all’auspicata positiva soluzione della vicenda». Lo ha chiesto il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, in una nota inviata al ministro degli Esteri Luigi Di Maio, in merito ai pescherecci di Mazara del Vallo – “Antartide” e “Medinea” – sequestrati il primo settembre a 35 miglia dalle coste di Bengasi. «Sono certo – ha scritto Musumeci – che anche lei condivida il mio stesso sentimento di profonda preoccupazione per la sorte dei diciotto membri dell’equipaggio fermati in Libia ormai da più di due mesi. La sollecitata attivazione di una delegazione, della quale ritengo di dovere fare parte sia come governatore della Regione di appartenenza dei pescatori, sia in qualità di presidente della Commissione intermediterranea d’Europa, potrà rappresentare un intervento concreto, per ribadire, con la massima fermezza, la volontà di ottenere l’immediato rilascio dei marittimi e dei pescherecci sequestrati». Già lo scorso 11 settembre, Musumeci si era rivolto al presidente del Consiglio Conte per un suo intervento, ricevendo assicurazioni in tal senso dal premier.