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Le temperature previste ancora in salita fino alla prossima settimana con punte di caldo che potranno toccare anche i 45 gradi.

Il caldo alimenta purtroppo gli incendi. La notte scorsa è stato necessario evacuare alcune abitazioni a Piana degli Albanesi dove le fiamme divampate hanno tenuto impegnate le squadre dei vigili del fuoco che stanno continuando ad operare anche stamane con l’ausilio dei canadair. Almeno una decina i fronti su cui sono impegnati uomini e mezzi. Canadair sono in azione anche a San Giuseppe Jato dove ieri il fuoco sarebbe partito da cinque punti diversi. Fiamme anche in Contrada Casalotto a Piana, in Contrada Ferragamo a Petralia, a San Giuseppe Jato e fra Villabate e Palermo.

Nella tarda serata di ieri, il sindaco di Piana degli Albanesi Rosario Petta ha diramato un ordine di evacuazione per tutte le abitazioni che si trovano in prossimità di Monte Pizzuta. Particolare poi anomalo per Palermo su cui è piovuta cenere: da due giorni infatti la città è alle prese con la fuliggine che riempie i balconi di edifici e condomini. Questa volta la responsabilità non è dell’Etna ma dei numerosi incendi divampati appunto nella sua provincia.

«Con l’avvio dei lavori di ristrutturazione della Stazione marittima di Lampedusa, manteniamo un altro degli impegni assunti dal mio Governo nei confronti delle Isole minori, finalmente al centro degli investimenti della Regione. Daremo nuova funzionalità e nuovo decoro a una struttura fondamentale per l’accoglienza e i servizi da offrire a chi raggiunge l’isola, ma anche come punto di riferimento per la comunità locale».  Lo afferma il presidente della Regione Nello Musumeci, commentando l’avvio dei lavori di ristrutturazione da un milione 350 mila euro della Stazione marittima dell’isola di Lampedusa, a cura del dipartimento Infrastrutture.

«Da lunedì uomini e mezzi sono entrati in azione – aggiunge l’assessore alle Infrastrutture Marco Falcone – per dare attuazione al progetto che prevede il rifacimento esterno della Stazione marittima di Lampedusa e la rimodulazione degli interni, così da rendere l’edificio uno spazio polifunzionale, aperto anche a nuovi utilizzi. Il governo Musumeci lavora per garantire alle Pelagie e a tutte le altre isole minori di Sicilia – conclude l’assessore – pari dignità e opere che sostengano l’economia, i commerci, il turismo, la qualità della vita».

di Filippo Cardinale

I numeri sono lo specchio reale di come il sottovalutare una situazione di emergenza sanitaria – che continua a pieno ritmo col il virus che circola nella versione più contagiosa, quella Delta che trova fertile ospitalità nel mondo dei giovani- porta a incrementare la curva dei contagi grazie all’allentamento della guardia con comportamenti da “liberi tutti” e al ritardo con cui tante persone ancora non si sottopongono alla somministrazione del vaccino.

I numeri sono impietosi e a dimostralo è a supporto il grafico: il 21 luglio i contagiati erano in provincia 625, il 28 (cioè dopo una settimana) sono sbalzati a 1.056; i ricoveri erano 18 al 21 luglio e sono saliti a 30 dopo una settimana. Se consideriamo il mese di luglio, il primo del mese i contagiati erano 246, al 28 luglio sono 1.056, cioè quasi quintuplicati.

“La settimana scorsa dicevo che eravamo nella quarta ondata di non vaccinati. Ciò che ho detto sette giorni fa viene confermato dai numeri della settimana in corso”, dice Mario Zappia, commissario straordinario dell’Asp di Agrigento. Zappia è preoccupato e i dati sostengono la sua apprensione. “I dati della nostra provincia hanno rilievo regionale”.

Dal 21 al 28 luglio, il numero dei nuovi casi vede la nostra provincia al quarto posto con 634 nuovi casi, dopo Caltanissetta 799, Ragusa 676, Palermo 657. Bisogna considerare che le province di Palermo (657) e Catania (607) hanno una popolazione di gran lunga superiore a quella agrigentina.

All’aumento dei contagi risponde anche un aumento di soggetti che sono stati ricoverati. Il 21 luglio erano ricoverate 18 persone, al 28 luglio 30. “Dobbiamo ringraziare lo sforzo del personale dell’ospedale Fratelli Parlapiano di Ribera, ospedale Covid, per lo sforzo che stanno profondendo. La struttura sanitaria Covid di Ribera sta consentendo agli altri ospedali della provincia, in modo particolare il Giovanni Paolo II di Sciacca e San Giovanni di Dio di Agrigento di poter svolgere normalmente l’attività sanitaria non Covid”, sottolinea Zappia.

E al Fratelli Parlapiano la situazione è critica. In rianimazione sono ricoverati 5 soggetti su 10 posti letto (50% occupazione), in Medicina covid 16 soggetti ricoverati su 20 posti letto (80% occupazione), astanteria Pronto Soccorso 7 ricoverati su 10 posti letto (occupazione 70%).

“Stiamo lavorando anche per attivare l’altra ala di medicina Covid con altri 20 posti letto”, annuncia Zappia. E’ ovvio che se il trend di ricoveri dovesse aumentare ancora, qualche altra alternativa bisogna attuarla per vedere come aumentare i posti letto. Zappia spiega che al Fratelli Parlapiano su 40 ricoveri 37 non sono vaccinati. Su 3 vaccinati, 2 sono con una dose. “Questo dimostra quanto sia importante vaccinarsi per evitare complicazioni causate dal virus con ricoveri e decessi”.

A proposito di vaccinazioni, Zappia spiega che sono disponibili vaccini Pfizer e Moderna con caratteristiche uguali. “Se non raggiungiamo l’immunità di gregge corriamo il rischio di creare ulteriori varianti. Ciò renderebbe il quadro epidemiologico ancora più complicato. Rallentando le vaccinazioni, il rischio di nuove varianti è più concreto”.

La raccomandazione di Zappia è quella di fare mola attenzione nei luoghi chiusi e di non allentare la guardia e di essere prudenti.

 

Il Consiglio comunale di Agrigento, a seguito di quanto proposto dal Comitato promotore dell’Aeroporto Centro Meridionale della Sicilia e dal Cartello Sociale di don Mario Sorce, Cgil, Cisl e Uil, e come concordato in conferenza dei capigruppo, si è espresso a favore di un atto di indirizzo “che – si legge – invita il Sindaco e la sua Giunta a farsi promotori di una forte e determinata azione mirata a mettere al centro della propria azione politica la soluzione dei problemi infrastrutturali della provincia agrigentina, sostenendo, con forza, la procedura di finanziamento e realizzazione dell’aeroporto della provincia di Agrigento quale volano e perno di un sistema economico interconnesso con la Nazione e l’Europa”.

Sono 724 i nuovi casi di Covid19 registrati nelle ultime 24 ore in Sicilia a fronte di 13.233 tamponi processati nell’Isola. L’incidenza sale ancora fino quasi al 5,5%. La Sicilia continua a rimanere al terzo posto in Italia per numero di contagi, dopo Veneto e Lazio.  I guariti sono 200 mentre nelle ultime 24 ore si registrano 4 nuove vittime esattamente come ieri che portano il totale dei decessi sale a 6.043. Sul fronte ospedaliero sono adesso 298 i ricoverati.

Questa la situazione nei Comuni capoluogo: Palermo 177, Messina 141, Catania 112, Agrigento 94, Caltanissetta 88, Trapani 73, Siracusa 29, Enna 10, Ragusa 0.

Presentato ad Agrigento al Festival del Giallo il romanzo “I Giusti e i Peccatori” del giornalista Luigi Galluzzo. Nella splendida cornice di Maddalusa Lounge Beach, Galluzzo, giornalista e conduttore Mediaset, ha risposto alle domande dello scrittore Salvo Di Caro. Brani del libro sono stati letti da Ignazio Marchese. La serata è stata introdotta dal curatore del festival Alessandro Accursio Tagano della libreria Il Mercante dei libri di via Atenea.
I Giusti e i Peccatori è ambientato nella cittadina immaginaria di Sicari dove una serie di delitti e parallelamente il ritrovamento di pacchi sospetti dentro alcune scuole innescano le indagini della Commissaria Elena Martire.

Come è noto, il Consiglio di Stato, con sentenze dello scorso maggio, ha rigettato gli appelli proposti dal CSM e dal dott. Prestipino Giarritta e confermato la sentenza del TAR Lazio che aveva annullata la nomina di quest’ultimo quale Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Roma

Pertanto, il dott. Viola, originario di Cammarata (AG) – difeso dagli avv.ti Girolmo Rubino e Giuseppe Impiduglia, ha invitato il CSM a riattivare – in esecuzione delle suddette pronunce del Giudice Amminsitrativo – il procedimento volta alla nomina del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Roma procedendo, previo il necessario concerto ministeriale, a sottoporre al Plenum le proposte originariamente formulate dalla V Commissione in data 23.05.2019.

Infatti, per effetto delle pronunce del Giudice Amministrativo, è stato annullato il “Provvedimento con il quale – nella seduta del 19.09.19 – la Quinta Commissione del Consiglio Superiore della Magistratura – ha disposto la revoca della proposta originariamente formulata” a favore del dott. Viola.

Frattanto, il dott. Prestpipino Giarritta – difeso dal Prof. Massimo Luciani e dagli avv.ti Chirulli e D’Andrea – ha proposto avverso le suddette sentenze un ricorso per Cassazione e un ricorso per revocazione innanzi al Consiglio di Stato.

Inoltre, con apposite istanze cautelari, il dott. Prestipino Giarritta ha chiesto al Consiglio di Stato di sospendere le suddette sentenze nelle more della definizione – rispettivamente – del ricorso in Cassazione e del ricorso per revocazione.

Il dott. Viola si è costituito in giudizio con il patrocinio degli avv.ti Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia, chiedendo il rigetto della domande proposte dal dott. Prestipino Giarritta e rilevando, tra l’altro, l’assenza di qualsivoglia elemento di urgenza tale da giustificare la sospensione delle sentenza.

Il Consiglio di Stato – accogliendo le tesi degli avv.ti Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia – ha rigettato le domande cautelari proposte dal dott. Prestipino Giarritta.

Per effetto della suddetta pronuncia del Consiglio di Stato, il CSM dovrà provvedere a una rapida riattivazione del procedimento volta alla nomina del Procuratore della Repubblica di Roma.

In mancanza di spontanea esecuzione da parte del CSM, il dott. Viola potrebbe proporre ricorso per ottemperanza.

A Favara, domenica prossima 1 agosto, dalle ore 18:30 in poi, nella villetta “Giovanni Paolo secondo” in via Aldo Moro, si svolgerà la prima assemblea pubblica di “Scegli Progetto Comune”. Sarà presentato il progetto politico e amministrativo, e sarà ufficializzata la candidatura a sindaco. L’evento, rivolto a tutti i cittadini, si svolgerà nel rispetto delle normative anti-covid. I promotori dell’iniziativa spiegano che è stata scelta come location la villetta “Giovanni Paolo secondo” perché simbolo del degrado urbano e dell’abbandono.

I carabinieri della Compagnia di Licata hanno arrestato il consigliere comunale Gaetano Aronica, 48 anni, eletto nel 2018 con la lista “Noi con Salvini”. Il politico è accusato di tentato omicidio, porto abusivo di arma da fuoco e ricettazione. Il provvedimento è stato firmato dal gip del Tribunale di Agrigento, Stefano Zammuto, che ha accolto la richiesta della Procura guidata da Luigi Patronaggio. Aronica si trova agli arresti domiciliari con obbligo di braccialetto elettronico. Aronica ha sparato due giorni fa, in via Grangela, all’ex socio in affari – anche lui ex consigliere comunale – Giuseppe “Pino” Caico. Dei quattro colpi esplosi con una pistola calibro 22, detenuta illegalmente, soltanto uno è andato a segno colpendo ad un braccio la vittima. Alla base dell’agguato ci sarebbero motivi economici e in particolare la suddivisione delle quote societarie dell’agenzia funebre che fino a poco tempo fa gestivano insieme.

“Si ravvisa il concreto a attuale pericolo che Gaetano Aronica, ove non adeguatamente contenuto commetta altri reati della stesse specie per cui si procede”. Lo scrive il Gip di Agrigento, Stefano Zammuto, nelle 11 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare con cui dispone gli arresti domiciliari del consigliere comunale ‘civico’ di Licata eletto nella lista della Lega per il tentato omicidio di un socio in affari di 71 anni. Secondo il giudice il “pericolo e’ desumibile dalle circostanze e dalle modalita’ dei fatti addebitatigli, oltre che dall’urgenza e della cogenza psicologica che lo agita, essendo in preda a un’autentica ossessione verso i contraddittori, i suoi soci, fratello compreso”.

Quest’ultimo passaggio e’ riferito alla “elevata conflittualita’” che ha preceduto la sparatoria tra Aronica, da una parte, la vittima e un fratello del consigliere comunale, dall’altra, per “dissidi legati a questioni societarie afferenti l’agenzia di onoranze funebri di comune appartenenza”. “Nell’opinione di Aronica – osserva il Gip – infatti vi sarebbe un disegno, ordito dai suoi soci, per estrometterlo dalla compagine sociale”.  Era stato “poco prima provocato” dal suo socio 71enne che si “era vantato con lui di essere riuscito a sottrargli pure un magazzino”, ma “non era sua intenzione ucciderlo”, quanto, “piuttosto, quella di spaventarlo”. E’ la linea di difesa di Gaetano Aronica riportata dal Gip di Agrigento, Stefano Zammuto, nell’ordinanza di custodia cautelare con cui dispone gli arresti domiciliari del consigliere comunale ‘civico’ di Licata eletto nella lista della Lega per il tentato omicidio. Una ricostruzione che non ha convinto il Giudice delle indagini preliminari ritenendo, invece, che l’indagato abbia “posto in essere atti idonei e univocamente diretti a cagionare la morte” del suo socio.

“La sistematica bruciatura di materiali plastici e spazzatura in diverse zone di Canicattì, soprattutto nelle ore notturne, sta comportando un notevole e pericolosissimo accumulo di inquinanti ambientali, tra i quali le diossine e altre sostanze tossiche e cancerogene che rischiano di compromettere non solo la salute di cittadini ma anche di animali e dell’intera catena alimentare”.
Lo affermano i coordinatori provinciali del Movimento politico “Servire Agrigento”, Raoul Passarello e Giuseppe Sortino.
“I livelli di diossina rilasciati nell’aria dai roghi tossici hanno assunto carattere di urgenza e forte preoccupazione nella popolazione locale in considerazione del fatto che da qualche giorno l’aria è irrespirabile. Colonne di fumo nere e dense che quotidianamente all’imbrunire dipingono il cielo di Canicattì finendo inesorabilmente per contaminare acque, terreni e coltivazioni.
Le gravi conseguenze che tale emergenza ambientale e sanitaria sta provocando impongono soluzioni immediate a cominciare dall’istituzione di un tavolo di lavoro, presieduto dal Prefetto di Agrigento, per affiancare e coordinare le attività di controllo degli enti preposti e assicurare una costante vigilanza dei siti ritenuti sensibili al fine di contrastare efficacemente la filiera criminale dello smaltimento illegale e irregolare e scongiurare ulteriori rischi per la salute pubblica”.