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L’arte del saper fare: è la carta di identità degli artigiani che lavorano con la testa, il cuore e le mani. La CNA, impegnata a rappresentare e a promuovere il valore delle botteghe e dei mestieri, organizza una interessante esposizione, visitabile fino al prossimo 15 giugno, denominata I Semi di Efesto”, ospitata nella Scala Reale del Libero Consorzio Comunale di Agrigento. E’ la seconda tappa siciliana di un itinerario partito da Enna. Una ventina gli artigiani, provenienti da tutta l’Isola, che hanno aderito al progetto, il cui obiettivo è quello di valorizzare le performance di chi quotidianamente, nell’era digitale e del mercato globale,  produce ancora, con competenza e passione, oggetti e manufatti unici e irripetibili.  Nella galleria espositiva potranno essere ammirate ed apprezzare opere di vario genere: tutte di grande rilevanza che celebrano l’alta qualità della  tradizione artigianale agrigentina e siciliana. L’iniziativa, che  gode del patrocinio dell’ex Provincia regionale c di Palazzo dei Giganti, rappresenta una prestigiosa “vetrina” delle eccellenze che danno valore anche al territorio a cui i prodotti sono molto spetto legati. “Il nostro ringraziamento va al commissario straordinario, Girolamo Alberto Di Pisa, e al sindaco Lillo Firetto, per la disponibilità e la sensibilità che hanno mostrato – affermano il vertici provinciali della CNA di Agrigento –  si tratta di segnali di apertura e di vicinanza che registriamo positivamente rispetto ad un percorso di positiva collaborazione fra le Istituzioni e le Organizzazioni, come la nostra,  la cui attività è al servizio delle imprese artigiane e degli operatori economici. E dunque di chi alimenta sviluppo e occupazione. Assieme alla governace regionale della Confederazione e a Cna Artistico e Tradizionale – sottolineano il presidente Francesco Di Natale e il segretario Claudio Spoto – stiamo lavorando, avendo già ottenuto una condivisione di massima dell’Assessore alle Attività Produttive, Mimmo Turano, per arrivare ad una legge quadro a livello regionale, ma anche per intraprendere  un’azione legislativa più complessiva in ambito europeo”. Nella giornata conclusiva della mostra, è prevista, in mattinata, una cerimonia all’interno dell’aula Giglia del Libero Consorzio comunale di Agrigento.         

Una storia di degrado e in cui emerge la giovinezza violata di una bambina e una corte di aguzzini che si approfittavano di lei. A partire dalla madre.

Arrestata la donna, una rumena, il cosiddetto fidanzato della bambina (un marocchino di 30 anni), un amico di quest’ultimo, stessa nazionalità e due italiani, 61 e 89 anni (quest’ultimo ai domiciliari). L’operazione “Greenhouse” coordinata dalla Procura di Catania è partita dalle indagini della Squadra mobile che nel corso di controlli finalizzati al contrasto del caporalato, aveva notato che quella bambina aveva degli atteggiamenti che non erano adeguati alla sua età. E approfondendo la storia familiare della ragazzina, il quadro che si è presentato agli inquirenti è apparso agghiacciante: la bambina era solita avere rapporti sessuali con uomini molto più grandi di lei, anche novantenni. Il tutto accadeva nelle campagne di Acate.

La ragazzina consumava rapporti sessuali con braccianti agricoli nord africani, rumeni e italiani. Qualche volta conosceva quegli uomini nelle serre dove nonostante l’età, lavorava o in qualche locale. Poi le intercettazioni, tra la bambina e la mamma, e la scoperta: la piccola aveva rapporti sessuali con uomini di ogni età. Era spesso la mamma ad accompagnarla in casa di un anziano (89 anni che è ai domiciliari) per il quale faceva la domestica: per avere generi di prima necessità, un letto in cui dormire o la possibilità di lavarsi, l’anziano si appartava con la bambina alla quale chiedeva prestazioni sessuali. Una bambina che veniva concessa anche ad altri uomini. Uno di questi, un sessantunenne italiano, pretendeva di avere ‘l’esclusiva’ della bambina perchè aveva concesso a madre e figlia la sua casa al mare. Nelle ultime settimane aveva intessuto una relazione sentimentale con un marocchino di 30 anni.

Dalle intercettazioni emergeva che tutti gli indagati avessero avuto notizia che la ragazzina era stata portata via dalla Polizia e c’era il rischio che pianificassero la fuga. La Procura della Repubblica di Ragusa, ha poi richiesto la convalida del fermo che il Giudice per le indagini preliminari, Claudio Maggioni ha accolto, applicando la misura cautelare in carcere per tutti gli indagati tranne che per il novantenne al quale è stata applicata la misura dell’obbligo di dimora nel comune di Vittoria. I quattro uomini arrestati e che hanno consumato rapporti sessuali con la minore risponderanno del reato di violenza sessuale anche se non hanno costretto fisicamente la piccola; il legislatore ha voluto proteggere i minori di 14 anni perchè non in grado di autodeterminarsi. Particolarmente complessa la cattura degli indagati. Sono stati venticinque i poliziotti della Squadra mobile impiegati, 10 le auto della Polizia di Stato sul territorio, 4 operatori della Polizia scientifica, 2 operatori dell’Ufficio immigrazione.

I quattro indagati sono stati condotti in carcere a Ragusa, nella sezione “sex offenders”, mentre l’89enne è stato ristretto ai domiciliari. Pur conoscendo le abitudini degli uomini coinvolti, non era facile individuarne la residenza e per questa ragione, la cattura è stata complessa perchè si è estesa nelle campagne tra Acate e Vittoria. La madre della bambina sfruttata e i due marocchini vivevano in ruderi all’interno di aziende agricole tra una serra e l’altra, luogo dove un poliziotto sarebbe stato riconosciuto immediatamente in quanto estraneo all’ambiente. Due poliziotti hanno finto di cercare lavoro nelle serre dove i due marocchini poi arrestati, lavoravano. L’italiano di 61 anni è stato raggiunto sotto casa da un altro team dedicato alle catture ed infine la madre della vittima, indagata per sfruttamento della prostituzione minorile, è stata catturata nei pressi dell’abitazione di un connazionale dove spesso andava a chiedere ospitalità quando non trovava un posto dove dormire.

L’operazione è scattata quando la Mobile ha compreso che la ragazzina aveva intenzione di denunciare uno degli uomini e su disposizione della Procura della Repubblica è stato eseguito un intervento d’urgenza. La bambina è stata affidata ad un centro specializzato e una donna della Polizia di Stato insieme ad una psicologa, hanno ascoltato il durissimo racconto della piccola. Una bambina ignara della vita normale di una ragazzina della sua età, senza alcun risentimento nei confronti della madre.

Casteltermini: ecco il programma ufficiale della Sagra del Tataratà 2019 di oggi sabato 8 e domani domenica 9 giugno.

Il Sabato è giorno di Festa con in risalto il Ceto della Maestranza, unico ceto a cavallo. Gli altri Ceti partecipano a piedi. Il gruppo del Tataratà, in due distinti momenti, sfila per Corso Umberto e presenta in Piazza Duomo la propria esibizione. Particolare per tradizione è la distribuzione di uova sode, carciofi e vino offerti dal ceto della Maestranza presso l’Eremo di Santa Croce che dista circa 3km da Piazza Duomo.
ore 17.30
Inizio del Primo Giro: I componenti della Real Maestranza con il Corteo Storico “Principi Termini e Ferreri” sfileranno per prelevare il Sergente l’Alfiere e il Capitano.
ore 18.00
In piazza Duomo esibizione del Gruppo del Tataratà;
ore 19.00
Inizio del Secondo Giro: In piazza del Carmelo si compone la cavalcata del ceto della Real Maestranza che, dopo la benedizione con il il Capitano, il Sergente e l’Alfiere, inizieranno la processione per le via del paese fino a P.zza Mazzini;
ore 22.00
In piazza Duomo esibizione del Gruppo del Tataratà;
ore 23.00
Il Ceto della Real Maestranza, si reca presso l’Eremo di Santa Croce offrendo la tradizionale distribuzione di uova sode, carciofi e vino;
ore 24.00
Inizio del Terzo Giro: Il Ceto della Real Maestranza si incontra, in località “Valiciu”, con gli altri Ceti da dove, in processione, muoveranno per iniziare l’ultimo giro che si concluderà attraversando il centro storico, Corso Umberto, Piazza Duomo e via Roma.

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La Domenica è la giornata conclusiva. E’ l’unico giorno che vede momenti salienti anche nella mattina. Dalle 10.30 fino alle 14.00 circa, tutto viene concentrato in Piazza Duomo. La breve processione della Reliquia; la Santa Messa; la Benedizione dei Palii e dello Stendardo; la Real Maestranza che deposita le insegne al Comune; Sergente, Alfiere e Capitano nel loro momento di massima esposizione dal balcone del Municipio e, a chiusura della mattina, la più impegnativa esibizione del gruppo del Tataratà, unica sotto il sole delle ore 13.00. Il pomeriggio festivo inizia alle ore 17.00. La Festa è organizzata in 3 differenti giri e, a differenza del Sabato, tutti i Ceti sono a cavallo ad esclusione della Maestranza. Il numero dei cavalli è stimato in circa 400 unità. La sfilata di ogni ceto vedrà in particolar modo protagonisti, chi nelle Aste del venerdì, si è aggiudicato i posti più ambiti, gli ultimi. Partecipano in questa ultima giornata di festa, i Burdunara: Muli e cavalieri vivacemente addobbati che portano grande allegria con vivaci corse. Da non perdere il raduno in Zona Convento, parte più alta del centro storico a circa 600metri da Piazza Duomo, verranno offerti atutti i presenti, panini, uova sode, carciofi, birra e gassose. Il raduno a seguito della Terza ed ultima esibizione giornaliera del Tataratà. La Festa si conclude in Piazza Duomo con la solenne Benedizione.
ore 10.30
Processione della Reliquia, dalla Chiesa della Passione alla Chiesa Madre, con al seguito il Corteo Storico “Principi Termini e Ferreri”;
ore 11.00
Santa Messa e benedizione dei Palii e dello Stendardo, nella Chiesa Madre;
ore 12.30
Ogni Ceto accompagnerà il proprio “Palio” presso l’abitazione del “Paliante”, mentre la Real Maestranza depositerà le insegne al Comune;
ore 13.00
In piazza Duomo esibizione del Gruppo del Tataratà;
ore 17.00
Inizio del Primo Giro: Raduno dei Ceti Celibi, Pecorai e Borgesi in piazza Nino Bixio; alla processione si uniscono anche i “Burdunara”;
ore 18.00
La triade della Real Maestra preleva dal Palazzo Comunale le proprie insegne;
ore 18.30
In piazza Duomo esibizione del Gruppo del Tataratà;
ore 19.00
Inizio Secondo Giro: I Ceti a cavallo e i “Burdunara”, dopo un primo raduno in Piazza N. Bixio, con alla testa i rispettivi Palii e Stendardi, sfileranno in solenne Processione, passando da Piazza San Giuseppe. A seguire, la Real Maestranza che sfilando a piedi accompagnerà la monumentale Croce paleocristiana, situata in un carro trainato da buoi.
ore 22.30
In piazza Duomo esibizione del Gruppo del Tataratà;
ore 23.00
Raduno Zona Convento per la tradizionale distribuzione di uova sode, carciofi, panini, vino, birra e gassose.
ore 24.00
Inizio Terzo Giro: I Ceti muoveranno dal “Valiciu” per iniziare il terzo giro con destinazione Piazza Duomo; la Real Maestranza sfilerà a piedi, tutti gli altri ceti sfileranno a cavallo, la processione si concluderà davanti la Chiesa Madre con la solenne benedizione.

La professoressa Z E, sono le iniziali del nome, di 33 anni, residente a Raffadali, aveva partecipato alla prova pre-selettiva relativa al concorso per il reclutamento del personale docente nelle scuole dell’Infanzia, primarie, secondarie di primo e di secondo grado. Tuttavia non veniva ammessa a sostenere le prove scritte per il mancato superamento della soglia dei 35/50. Pertanto proponeva un ricorso giurisdizionale davanti al Tar Lazio volto all’annullamento, previa sospensione, del provvedimento di esclusione dall’elenco degli ammessi alle prove scritte. Con ordinanza collegiale il Tar del Lazio ammetteva con riserva la ricorrente a sostenere la prova scritta del concorso. Una volta concluse tutte le prove del concorso la ricorrente veniva collocata con riserva all’interno delle graduatoria definitiva di merito. Pertanto la ricorrente proponeva un ricorso per motivi aggiunti deducendo l’illegittimità della clausola “con riserva”, posto che la riproposizione della stessa clausola rendeva non utile il posizionamento in graduatoria della ricorrente ai fini dell’assunzione a tempo indeterminato. Il Tar adito, in accoglimento del ricorso e dei successivi motivi aggiunti, annullava i provvedimenti impugnati, ordinando lo scioglimento della riserva con la quale la ricorrente era stata inserita in graduatoria. Tuttavia la Pubblica Amministrazione non provvedeva ad adottare gli ulteriori atti necessari all’assunzione a tempo indeterminato della ricorrente che, pertanto, con il patrocinio degli Avvocati Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia, agiva per l’integrale esecuzione del giudicato nascente dalla precedente sentenza nonchè per il risarcimento del danno subito per effetto della mancata tempestiva assunzione a tempo indeterminato. Il Consiglio di Stato, Sezione Sesta, accoglieva la domanda risarcitoria avanzata dai difensori, ritenendo la sussistenza di un danno ingiusto derivante dalla tardiva assunzione, ordinando all’Amministrazione di procedere alla ricostruzione della carriera della ricorrente, nonchè alla reintegrazione ai fini previdenziali, condannando l’Amministrazione anche al pagamento delle spese giudiziali. Ma l’Amministrazione non provvedeva a dare integrale esecuzione al giudicato. Dunque la docente raffadalese proponeva un ricorso per ottemperanza di giudicato, sempre con il patrocinio degli Avvocati Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia, per l’esecuzione del giudicato, chiedendo la nomina di un commissario ad acta per l’ipotesi di ulteriore inadempienza. Il Consiglio di Stato, Sezione Sesta, da ultimo ha accolto anche il ricorso per ottemperanza patrocinato dagli avvocati Rubino e Impiduglia, ordinando al Ministero dell’Istruzione di dare esecuzione al giudicato e nominando per l’ipotesi di ulteriore inadempienza il Dirigente preposto al Dipartimento per la gestione delle risorse umane e finanziarie del Ministero alla Pubblica Istruzione, condannando nuovamente il Ministero al pagamento delle spese giudiziali. Pertanto, per effetto della sentenza rese dal Giudice Amministrativo, la docente raffadalese otterrà il risarcimento del danno derivante dalla mancata tempestiva assunzione a tempo indeterminato, mentre il Ministero pagherà le spese giudiziali.

Si è svolto nei locali dell’istituto comprensivo “Roncalli” di Grotte, un incontro formativo, di Eco Scuola, la campagna di promozione ed educazione ambientale organizzata dall’Iseda e rivolta agli studenti delle classi medie per affrontare le tematiche legate al servizio di raccolta differenziata.
Gli studenti della scuola secondaria del “Roncalli” di Grotte hanno infatti preso parte all’incontro pensato dall’Iseda per promuovere comportamenti virtuosi e sostenibili sia da parte dei più giovani, sia da parte delle famiglie. Gli studenti sono stati coinvolti in una lezione ambientale sulla spiegazione dell’interno ciclo della carta, della plastica, del vetro, del metallo, dell’organico e del secco residuo indifferenziato. All’incontro, hanno preso parte anche l’assessore all’Ambiente Enzo Agnello e il vice preside dell’istituto Roncalli Antonio Di Stefano
“L’attività di gestione dei rifiuti – spiegano gli organizzatori dell’iniziativa – necessita di intraprendere azioni educative per promuovere comportamenti virtuosi e sostenibili sia da parte dei più giovani che da parte delle famiglie verso cui i giovani veicolano i messaggi acquisiti. Agli alunni vengono di volta in volta spiegati il valore e le potenzialità di un gesto semplice come la raccolta differenziata, che fine fanno i rifiuti che separiamo dagli altri e quali sono i passaggi che portano uno scarto a rigenerarsi e diventare qualcosa di completamente riutilizzabile”.
La campagna Eco Scuola, riprenderà a settembre con l’inizio del prossimo anno scolastico mentre altre iniziative di sensibilizzazione sui temi ambientali e sulla raccolta differenziata saranno organizzati nelle prossime settimane 

L’associazione ambientalista MareAmico, coordinata da Claudio Lombardo, segnala che al mattino di oggi, a circa un miglio a largo di San Leone, un diportista ha notato in mare diversi fusti pieni d’olio. Ne ha recuperato uno e lo trasportato a terra, al porticciolo turistico. Mareamico ha avvisato la Capitaneria di Porto Empedocle, che è a lavoro in mare con una motovedetta, alla ricerca degli altri fusti. MareAmico sottolinea: “Si spera che con i numeri identificativi si possa risalire al cialtrone responsabile di questo atto gravissimo per il mare e pericoloso per la navigazione”

L’Opi, l’Ordine per le professioni infermieristiche di Agrigento, tramite il presidente provinciale, Salvatore Occhipinti, si è rivolto al direttore dell’Azienda sanitaria provinciale, Giorgio Santonocito, e ha segnalato, invocando rimedio, la carenza di personale infermieristico e di supporto durante il periodo estivo. Occhipinti spiega: “Ad oggi le criticità dovute alla carenza di tale personale, con la mancata sostituzione dei pensionamenti, dei decessi e delle lunghe assenze per malattia, sono addirittura peggiorate. Inoltre, la carenza di personale infermieristico e di supporto sarà ancora di più accentuata con le dovute ferie estive che il personale tutto usufruirà con turnazioni programmate dal 15 giugno al 15 settembre 2019. La graduatoria per le mobilità ancora non è stata pubblicata e sicuramente, tra convocazioni e concessioni di nulla osta da parte delle Aziende Ospedaliere, difficilmente avremo unità infermieristiche pronte a rafforzare gli organici ormai ridotti ai minimi termini. Sarà difficile, in questa grave situazione, garantire la sicurezza delle cure agli utenti. Chiediamo di conoscere quali provvedimenti si intendano adottare a rimedio, e rimaniamo disponibili ad un confronto”.

Sono stati rimossi questa mattina dagli operatori ecologici di Iseda e Sea, i quintali di rifiuti non differenziati che vengono continuamente abbandonati all’interno dell’area dell’ex ospedale di via Giovanni XXIII ad Agrigento dove si trovano diversi uffici pubblici.

Solo ieri mattina, nel corso di un sopralluogo congiunto tra imprese e Vigili Urbani del Comune capoluogo, è stato riscontrato e messo a verbale che nei cassonetti di colore blu e nell’area ad essi antistante, erano stati lasciati, per l’ennesima volta rifiuti di ogni genere. Tra questi, sono stati trovati documenti, raccomandate, plastica, sfalci di potatuta, rifiuti organici e ogni genere di spazzatura senza averla neanche minimamente differenziata.

“E’ una situazione inqualificabile alla quale va posto rimedio – spiega l’amministratore delegato dell’Iseda Giancarlo Alongi – che insieme alla Sea abbiamo tante volte attenzionati agli organi competenti senza riuscire a risolvere il problema. A questo si aggiunge che su alcuni organi di stampa, proprio ieri sono pubblicate le segnalazioni di anonimi cittadini che accusano le imprese di non tenere pulita l’area. A me fa piacere che l’utente abbia segnalato il problema ma vorrei far notare come i rifiuti siano stati abbandonati in grandi sacchi di plastica non utilizzando i cassonetti per la differenziata che sono allocati proprio nell’area apposita. Noi ribadiamo, senza tema di essere smentiti, che la pulizia dell’area in questione viene fatta e raccogliamo i rifiuti che indiscriminatamente vengono lasciati da persone che ovviamente lavorano all’interno degli uffici dell’ex ospedale e questo è accertato dai sopralluoghi fatti con gli organi competenti. Noi chiediamo a questi cittadini che fanno le segnalazioni se veramente è pensabile che la colpa di questo degrado sia delle imprese o di chi tutto questo lo provoca. Noi crediamo che bisognerebbe andare all’origine del disservizio e cioè individuare chi abbandona indiscriminatamente ogni genere di rifiuto all’interno dell’area dell’ex ospedale. La città pulita dipende da noi”.

Sulla stessa lunghezza d’onda, l’amministratore unico di Sea Gianni Mirabile. 

“Questa mattina, come ci era stato anticipato ieri al termine del sopralluogo, abbiamo avuto il via libera del Comune – spiega Mirabile – per procedere alla nuova, ennesima bonifica dell’area sperando che si vada avanti con controlli mirati e sanzioni per chi continua ad utilizzare un’area comune per fare come gli pare in barba ai regolamenti e alle norme del vivere civile”.