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Il giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Agrigento, Stefano Zammuto, ha disposto il rinvio a giudizio di tre dei sei imputati dell’inchiesta “Stipendi spezzati” che ipotizzava un collaudato sistema di “pizzo” sulla busta paga dei dipendenti di una cooperativa di Licata che gestiva delle comunità per disabili psichici. I tre andrannoa processo con l’accusa di estorsione ai danni dei dipendenti:

Il pubblico ministero Gloria Andreoli, ben tre anni dopo l’avviso di conclusione delle indagini preliminari, ha chiesto il rinvio a giudizio per i sei indagati.

I dipendenti della coop Suami, secondo quanto ipotizza il pm, avrebbero accettato il sistema del “cavallo di ritorno” per evitare il licenziamento. Prima gli sarebbe stata imposta la decurtazione dei soldi in contanti, poi sarebbero stati obbligati ad aprire un conto corrente e consegnare carta bancomat e codice pin ai propri datori di lavoro. L’operazione “Stipendi spezzati” è stata eseguita nel 2017 dai carabinieri di Licata.

Sotto accusa erano finiti Salvatore Lupo, 45 anni, di Favara, amministratore unico della cooperativa Suami che gestisce una comunità per disabili psichici (finita peraltro al centro di un’altra inchiesta per maltrattamenti che, di recente, ha portato ai rinvii a giudizio) ucciso il giorno di Ferragosto in un bar di Favara, Maria Barba, detta Giusy, 39 anni, ex moglie di Lupo, ritenuta la responsabile di fatto delle due sedi operative della struttura; Rosa Sferrazza, 70 anni, di Favara, considerata la “prestanome” di Lupo dal febbraio del 2016; Caterina Federico, 38 anni, di Licata, presunta responsabile di fatto dal 2008 al 2016 di una delle sedi operative della cooperativa; Veronica Sutera Sardo, 34 anni, di Agrigento, assistente sociale delle cooperative e Linda Modica, 54 anni, di Licata, operatrice della struttura. Lupo, Barba, Federico, Sferrazza e Sutera Sardo sono accusati di associazione a delinquere.

Per la sola Modica il giudice ha disposto il non luogo a procedere per avvenuta prescrizione. Lupo, che sarebbe stato ucciso dall’ex suocero Giuseppe Barba, non sarà processato in quanto morto dopo la richiesta di rinvio a giudizio. Il giudice, nei suoi confronti e nei confronti di Sferrazza, ha emesso una sentenza di non luogo a procedere “per morte del reo”. Gli altri compariranno davanti ai giudici della prima sezione penale a partire dal 30 giugno.

 

“Il Comune di Licata provveda immediatamente a corrispondere quanto dovuto ai Vigili Urbani che da anni non percepiscono il salario accessorio e lo straordinario.”
E’ il commento dell’onorevole di “Prima l’Italia” on. Carmelo Pullara.
“I Vigili Urbani del Comando di Licata-scrive Pullara- hanno deciso di prolungare lo sciopero e si asterranno dal lavoro nei giorni del 2-3 e 5 maggio. Uno sciopero che si ripercuote negativamente sulla città che si prepara a festeggiare il Santo Patrono. Ben si comprende come l’assenza dei vigili rappresenterebbe un vero problema per l’organizzazione dei festeggiamenti in onore di Sant’Angelo. Ma chiaramente quella dei vigili urbani altro non è che un’azione forte di protesta contro il silenzio dell’amministrazione comunale verso una situazione che si protrae dal 2020. I Vigili infatti è da allora che non percepiscono il salario accessorio e straordinario. Da parte del Vice sindaco Montana vi era stata la promessa verbale di ottemperare quantomeno al pagamento delle spettanze arretrate del 2020 entro e non oltre il 10 aprile. Cosa che non è avvenuta.
Ma l’amministrazione comunale si rende conto delle conseguenze che può avere l’astensione dal lavoro dei vigili in un periodo di festa come quella patronale in città?
Avevamo negli otto mesi del progetto Regione in Comune con una giunta cosidetta “targata Pullara” una delle scelte operate era la eliminazione della dirigenza per favorire la contrattualizzazione a tempo pieno dei cosiddetti LSU stabilizzatati a partire da quelli in servizio, continuando poi con tutti gli altri, presso i punti ritenuti più urgenti, in particolare: Vigili Urbani, Ufficio Tecnico e Ufficio Assistenza. Decisione questa che, come le altre, sono state disattese senza alcuna motivazione o diversa decisione. Tutti i nodi vengono al pettine. Avevo, a gennaio, proposto di mandare a casa Galanti, oggi sindaco di Licata, con tutto il suo circo, per avere già a giugno un nuovo sindaco, ma ha prevalso l’interesse del singolo su quello della collettività. Oramai il danno è fatto.
Quanto meno Galanti e la sua giunta -conclude Pullara – provveda subito a corrispondere quanto dovuto ai Vigili urbani in modo da scongiurare lo sciopero, chiedo, inoltre, al consiglio comunale di pungolare e vigilare. “

Domenica 24 aprile, intorno alle ore 18, ad Agrigento, a Punta Bianca, tre amici si sono tuffati a mare per il primo bagno della stagione. E’ morto annegato Raimondo Di Malta, 25 anni, originario di Lampedusa e residente ad Agrigento, a Fontanelle. Il corpo senza vita è stato recuperato la notte tra domenica e lunedì da un gommone della Guardia di Finanza. E’ stato condotto sulla banchina di Porto Empedocle per il riconoscimento. E poi all’obitorio ad Agrigento. I tre si sono allontanati dalla riva nuotando per circa 200 metri fino allo scoglio cosiddetto “Pteddra”. Durante il rientro Raimondo Di Malta, forse a causa dell’acqua fredda, sarebbe stato colto da un malore, ha urlato annaspando, e poi è scomparso.

La Procura di Agrigento ha aperto un fascicolo di inchiesta per capire ciò che è avvenuto quel tardo pomeriggio di domenica scorsa.

La Giudice Graziella Luparello e suo padre Carmelo il 22 aprile hanno presentato il loro libro, ‘Caro tenente’, nella scuola Carducci di San Cataldo. La Luparello ha citato la sua definizione ‘mafia trasparente’, contenuta nella sentenza Montante, precisando: “spesso mi chiedono quali sono gli strumenti per combattere la mafia, piuttosto bisogna chiedersi quali sono gli strumenti per riconoscere la mafia”.

La nuova DC di Totò Cuffaro non ha partecipato a Palermo alla presentazione della candidatura a sindaco di Francesco Cascio, espresso da Forza Italia e Lega. Cuffaro afferma: “La DC, nel ribadire la stima e l’apprezzamento per l’onorevole Francesco Cascio, non ha partecipato alla presentazione della sua candidatura perché ritiene utile ed opportuno continuare a prodigarsi affinché si possa giungere ad una candidatura condivisa a sindaco di Palermo. Solo se si è uniti si potrà superare la Sinistra con un risultato che ci consenta di vincere al primo turno, senza andare al ballottaggio. Speriamo che dentro la coalizione ci si liberi da pregiudizi e rancori, e si facciano prevalere le ragioni dello stare insieme. In politica è già difficile avere sentimenti, figuriamoci risentimenti. C’è bisogno della condivisione di un buon programma per rilanciare Palermo, organizzare la speranza e ridare fiducia ai palermitani”.

Ad Agrigento nottetempo nella zona industriale, in contrada San Benedetto, i Carabinieri della Tenenza di Favara hanno inseguito un’automobile perché non ha ubbidito all’alt ad un posto di blocco dei militari. Durante l’inseguimento il conducente fuggitivo, a bordo insieme ad un passeggero, ha tentato di speronare l’automobile dei Carabinieri. Sono stati bloccati. Anche durante la procedura di identificazione i due hanno tentato di scappare strattonando i militari. Sono stati arrestati in flagranza di reato per resistenza a Pubblico ufficiale, e, su disposizione del sostituto procuratore di turno, sono stati ristretti ai domiciliari Si tratta di un bracciante agricolo di 19 anni e di un romeno di 18 anni, entrambi residenti a Mussomeli e con lievi precedenti di polizia.

Il Comune di Agrigento batte cassa per il pagamento del servizio della nettezza urbana. Sono pronti circa 30mila avvisi di pagamento della Tari, la tassa sui rifiuti, per il 2022. I cittadini che usufruiscono di tale servizio (infatti ce ne sono parecchi, come in vicolo Picone, che non usufruiscono né dello spazzamento né del taglio delle sterpaglie a bordo strada come secondo appalto) riceveranno cinque modelli F 24. Prima rata entro il 16/05/2022, seconda rata 16/07/2022, terza rata 16/09/2022, quarta rata 16/11/2022. Altrimenti una rata unica complessiva entro il 16 luglio. Al Comune di Agrigento mancano le attrezzature per stampare gli avvisi! Sì, è proprio così! E quindi i cittadini contribuenti di Agrigento pagano una società esterna che ha gli attrezzi per stampare e inviare. I cittadini di Agrigento hanno pagato 20.698 euro oltre Iva all’impresa Velocè Industry che ha sede a Villanova di Castenaso, Bologna.

Le condizioni meteo favorevoli incoraggiano le traversate in mare clandestine verso le coste siciliane. A Lampedusa nel corso degli ultimi due giorni sono approdate circa 170 persone. Prima i controlli sanitari, le procedure di identificazione, e poi il trasferimento nel centro d’accoglienza in contrada Imbriacola. Iniziati nel frattempo i trasferimenti a Porto Empedocle disposti dalla Prefettura. E un motopesca con circa 400 migranti a bordo, anche provenienti dalla Siria, è stato intercettato poco a largo di Pozzallo. E un altro gommone con 20 tunisini a bordo è approdato autonomamente a Pantelleria.

Bruttissima esperienza per un 60enne di Favara. Nel corso della giornata di ieri ha notato che il proprio dito era più gonfio del solito. Ed in quel dito aveva un anello che minuti dopo minuti stringeva sempre di più fino a quasi arrestare la circolazione del sangue.

L’uomo non si è perso d’animo ed è andato in ospedale, ad Agrigento. Lì, i medici, hanno avuto mille difficoltà per cercare di tirar fuori quell’anello e non hanno esitato un solo istante a chiamare i Vigili del Fuoco, come spesso o sempre accade in qeuste circostanze. I Vigili, armati di un flex adatto a tagliare piccoli oggetti, sono riusciti finalmente a liberare il dito da quell’anello che nel frattempo, la sua morsa, aveva fatto diventare nero.

L’uomo è ritornato a casa.

Finisce 0-1 allo stadio Bruccoleri. Vince l’Akragas il derby contro la Pro Favara e i biancazzurri consolidano  la seconda posizione in classifica. La rete arriva al 42esimo del primo tempo ad opera di Finessi. Akragas ben messa in campo e pericolosa dalle parti di Sendin con Pavisich e Prestia.

Gli akragantini fanno la partita e sfiorano più volte il vantaggio. Rete annullata all’Akragas per un fuorigioco dubbio: punizione cross di Prestia e colpo di testa del difensore favarese Fallea che trafigge il proprio portiere, ma il guardalinee alza la bandierina. Poi nel finale di primo tempo il gol di Finessi su cross di Baio.

Nella ripresa, la Pro Favara alza il baricentro, ma la difesa biancoazzurra non corre mai seri pericoli. Ci prova Bamba ma Harusha non si lascia sorprendere. Per l’Akragas occasioni per Prestia e Cipolla.