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Le proteste, gli allarmi, le reazioni suscitati dal trasferimento di un consistente gruppo di migranti nell’ex hotel Villa Sikania di Siculiana richiamano l’attenzione su vicende che, soprattutto in piena emergenza sanitaria Covid-19 impongono misure adeguate a tutela della salute pubblica senza far venir meno il dovere dell’accoglienza e della solidarietà.

È doveroso che le amministrazioni comunali, continuino a fare tutto ciò che è necessario per garantire l’incolumità di tutti i cittadini; è altresì doveroso che le forze dell’ordine, continuino a vigilare perché nessuno, anche chi viene da lontano e non si sa se abbia potuto contrarre il virus, possa violare le disposizioni, i decreti governativi o le varie ordinanze; è inoltre dovere imprescindibile del Governo fare di tutto per assicurare misure idonee alla gestione delle emergenze.

In merito agli episodi di protesta che si sono verificati a Siculiana contro la presenza degli immigrati, pur comprendendo le paure legate al momento che tutti stiamo attraversando, non possiamo da cristiani accettare tali comportamenti. Questi gesti si sono rivolti contro nostri fratelli immigrati che hanno l’unica colpa di essersi messi in salvo venendo da altri paesi la cui situazione sociale è invivibile e per questo si trovano in condizioni disperate. Se esiste una ragionevole preoccupazione per la salute pubblica, essa va fatta presente nelle opportune sedi e non imputate a persone che nulla possono se non sentirsi ferite nella loro dignità, che è uguale alla nostra.

Gli atti di rifiuto che si sono verificati non hanno nulla di cristiano, anzi contraddicono la stessa fede. Auspicando che chi ne ha il dovere garantisca che la struttura sia adeguata e che tutte le misure idonee siano rispettate, siamo altrettanto certi che il popolo di Siculiana, che si è sempre distinto per una fede che si concretizza nelle opere soprattutto di generosità e di accoglienza, darà prova di vera fede cristiana e di civiltà, soprattutto di generosità e accoglienza darà prova di vera fede cristiana e di civiltà.

(ANSA) – ROMA, 21 APR – Escono dal carcere per motivi di salute, in considerazione anche dell’emergenza Coronavirus, e ottengono i domiciliari due boss di mafia e ‘ndrangheta. Secondo quanto riporta in esclusiva L’Espresso Francesco Bonura, 78 anni, considerato uno dei boss più influenti, e Vincenzino Iannazzo, 65 anni, ritenuto esponente della ‘ndrangheta, sono usciti dal carcere in considerazione del loro stato di salute.
Bonura, condannato definitivamente per associazione mafiosa a 23 anni, si trovava al 41bis. Il giudice di sorveglianza del Tribunale di Milano, secondo quanto riporta L’Espresso, ha concesso gli arresti in casa sostenendo i motivi di salute sottolineando “siffatta situazione facoltizza” il magistrato “a provvedere con urgenza al differimento dell’esecuzione pena”. Il giudice ha escluso il pericolo di fuga e, concedendo i domiciliari, ha disposto che “non potrà incontrare, senza alcuna ragione, pregiudicati” e inoltre, “lo autorizza” ad uscire da casa, ogni volta che occorrerà “per motivi di salute” anche dei familiari.
Il collaboratore di giustizia Tommaso Buscetta, ricorda L’Espresso, definiva Bonura “un mafioso “valoroso”” sottolineando che il boss “è stato uno degli imputati del primo maxi processo a Cosa nostra dove è stato condannato e che successivamente si è avvicinato a Bernardo Provenzano”.
Nelle scorse settimane, ricorda sempre L’Espresso, è stato posto agli arresti domiciliari dai giudici della corte d’assise di Catanzaro, Vincenzino Iannazzo, 65 anni, ritenuto un boss della ‘ndrangheta. Il suo stato di salute è stato giudicato incompatibile col carcere in considerazione dell’attuale emergenza epidemiologica. Iannazzo, detto “il moretto”, è indicato come il capo del clan di Lamezia Terme (a luglio 2018 condannato anche in appello a 14 anni 6 mesi) e adesso torna a casa proprio nel cuore di Lamezia.
(ANSA).

La situazione in cui si ritrova la provincia di Agrigento per le conseguenze del lockdow, imposto a seguito delle misure di contenimento del Covid-19, risulta estremamente grave, in quanto si è in presenza di un tessuto socio-economico di per sé molto fragile, con un alto tasso di disoccupazione e con una vistosa marginalità infrastrutturale, che ha già iniziato a far venire fuori le situazioni di grave emergenza.

A nostro modesto parere, le prime misure adottate dal Governo centrale, con il decreto Cura Italia e quello Liquidità, vanno integrate da ulteriori interventi che, in via complementare con le misure del governo regionale, possano sostenere le nostre famiglie investendo nel valore sociale che queste continuano a mettere in campo anche in questo difficile frangente. Tuttavia, la particolare contingenza impone che il Governo intervenga in maniera più sostanziosa nel dare un aiuto ai Comuni perché questi possano intervenire a sostegno delle imprese e delle famiglie della provincia per arginare un ulteriore impoverimento delle stesse. Solo così, come invocato da tutte le organizzazioni di categoria, si potrà chiedere ai Comuni che si possa procedere ad una sospensione del pagamento dei tributi locali e delle principali utenze, le cui scadenze creano non poca tensione in una popolazione fortemente provata da un’ emergenza sanitaria che per fortuna non si è presentata con caratteristiche drammatiche nel nostro territorio.

Ribadiamo però la necessità che i Comuni abbiano altre risorse per poter sospendere le tasse locali, altrimenti a breve assisteremo a una generale situazione di default di tutti i comuni dell’agrigentino.

Tuttavia ci troviamo in presenza di un’emergenza economica che invece delinea un quadro decisamente preoccupante anche per la tenuta degli equilibri sociali e per i rischi concreti che la mafia possa organizzarsi per trarre profitti da tale situazione.

Le diverse dinamiche che si incrociano in un tale scenario necessitano di un’autorevole regia e di un punto di riferimento credibile come quello che sempre è stato assicurato dalla prefettura di Agrigento.

Pertanto chiediamo di potere prendere parte ad un incontro in videoconferenza per fare il punto della situazione e per stimolare gli Enti Locali a fare la loro parte affinché si possa superare senza traumi l’attuale momento e capire come ci si possa avviare verso la fase della ripartenza.

La Prefettura di Agrigento ha pubblicato un avviso esplorativo urgente per l’individuazione di:
A) idonee strutture ricettive al fine di affidare il servizio  di accoglienza dei migranti interessati dall’applicazione di misure di isolamento sanitario o di quarantena di sorveglianza attiva. Il testo dell’avviso, con tutta la documentazione allegata, è disponibile sul sito istituzionale della Prefettura. Gli operatori economici interessati possono trasmette la propria manifestazione di interesse entro il termine delle ore 9:00 del giorno 24 aprile 2020.
B) di un vettore marittimo deputato al trasferimento dei migranti che giungono sull’isola di Lampedusa e che devono essere trasferiti in Sicilia, nell’ambito dell’emergenza sanitaria determinata dal Covid-19. Il testo dell’avviso, unitamente a tutta la documentazione allegata, è pubblicato sul sito istituzionale della Prefettura. Gli operatori economici interessati potranno presentare la propria manifestazione di interesse e la propria offerta economica entro il termine delle ore 9:00 del giorno 24 aprile 2020.

“Una serie di emendamenti per aumentare la dotazione finanziaria e  rendere immediati e reali gli interventi di ristoro a favore delle piccole  e medie imprese del nostro territorio”. CNA Sicilia indica all’Ars il percorso legislativo per riaccendere i motori dell’economia, che hanno smesso di girare a causa della diffusione del Covid19.  “In vista del voto d’Aula – affermano i vertici regionali della Confederazione – abbiamo proposto dei correttivi per migliorare e qualificare la bozza della Legge di Stabilità, già approvata dalla giunta di Governo. Riteniamo che sia doveroso dare maggiore spinta e sostanza – sottolineano il presidente Nello Battiato e il segretario Piero Giglione – all’immissione di liquidità nel circuito produttivo siciliano, indispensabile per farlo ripartire e rimetterlo in piedi dopo l’arrivo della pandemia che, come una sorta di tsunami, ha pesantemente colpito e dilaniato le attività imprenditoriali. Fondo perduto, accesso al credito agevolato, rafforzamento del ruolo dei Confidi e riattivazione della Crias: queste  nostre richieste, largamente condivise attraverso una petizione che abbiamo lanciato sui social, hanno trovato riscontro nella Finanziaria, ma rileviamo assolutamente deficitaria la capienza prevista rispetto alle esigenze e alle necessità provenienti dai vari segmenti e settori economici. Dunque la parola d’ordine è irrobustire quei capitoli di spesa, i cui interventi sono destinati, attraverso fondo perduto secco e prestiti a tasso quasi vicino allo zero, a rianimare le anemiche casse delle attività artigianali e delle Pmi. Complessivamente occorre ridisegnare la manovra che contempli, secondo la nostra valutazione,  interventi mirati per circa un miliardo di euro, utili per potere dare risposte serie, concrete e urgenti al mondo produttivo siciliano. E tra gli emendamenti presentati – concludono Battiato e Giglione – ne figura uno che riguarda l’istituzione di capitoli di spesa, nei quali far confluire le economie legate ai ribassi  d’asta dei lavori, da indirizzare sia per il rimborso dei maggiori  costi sostenuti  dalle imprese edili per l’attuazione  dei protocolli  di sicurezza generati dal contagio del coronavirus, sia per la progettazione e realizzazione di piccole opere infrastrutturali ricadenti nel territorio di riferimento, da effettuarsi con procedure pubbliche aperte”.

Tre respiratori polmonari, con relativi carrelli e innesti per gas medicali da impiegare nei reparti di terapia intensiva, e 1.800 mascherine per l’immediata salvaguardia del personale sanitario della provincia di Agrigento. È quanto acquistato dall’unione delle raccolte fondi lanciate su GoFundMe a sostegno degli ospedali della provincia di Agrigento.

Una è stata promossa da Piero Barone de Il Volo, da Lello Analfino dei Tinturia, da Silvio Schembri de Le Iene, dall’attore e conduttore Sergio Friscia, dallo chef Pino Cuttaia, dal cantautore Daniele Magro e dall’attore Gianfranco Jannuzzo. Le altre due, invece, erano state ideate e promosse da due giovani studenti agrigentini, Salvatore Moribondo e Francesco Rao.

Unendo le forze e le risorse raccolte, grazie al supporto della Fondazione “AGire insieme” dell’imprenditore Salvatore Moncada che ha gestito tutti gli aspetti burocratici per gli ordini delle attrezzature, il denaro raccolto su GoFundMe aiuterà i medici, gli infermieri, i tecnici, gli ausiliari e tutti gli operatori sanitari degli ospedali di Sciacca, Ribera, Agrigento, Canicattì e Licata.

Le attrezzature acquistate sono state scelte sulla base delle esigenze che l’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento ha fatto sapere agli organizzatori delle raccolte fondi.

Nonostante la situazione epidemiologica nell’Agrigentino, appare – infatti – ancora necessario il rafforzamento dei reparti di terapia intensiva della provincia. La raccolta fondi “Sostegno ospedali della provincia di Agrigento” rimarrà attiva sul portale GoFundMe fino al 30 aprile: i restanti fondi raccolti verranno impegnati sempre secondo le esigenze dell’Asp provinciale.

E’ un nordafricano molto noto in città per essere alquanto (eufemismo) estroverso.

Ieri, in via Atenea, ha avuto la sfortuna di incontrarlo il sindaco Lillo Firetto. Il primo cittadino, giustamente, ha chiesto al nordafricano cosa facesse fuori in pieno stato di emergenza.

L’uomo, come se cercasse una scusa per aggredire verbalmente il sindaco, ha cominciato a protestare vivacemente, molto vivacemente. Prima si è lamentato sugli orari dell’autobus, poi ha avuto da ridire anche sui buoni spesa per le famiglie in difficoltà. E poi ancora ha iniziato ad apostrofare in malo modo il primo cittadino.

C’è voluto l’intervento della Polizia Locale per calmare il nordafricano per, prima calmare e poi identificare la sua persona che adesso si trova indagata.

La realizzazione a Sciacca di un’area Covid 19 non viene condivisa dal segretario cittadino della Cisl, Raimondo Brucculeri, il quale ricorda come il Ministero della Salute, con circolare n. 7865 del 25 marzo 2020, dispone, anche per le Regioni a Statuto speciale, che è necessario identificare prioritariamente strutture/stabilimenti dedicati alla gestione esclusiva del paziente affetto da COVID-19, tenuto conto che le attività precipue sono legate alle malattie infettive, assistenza respiratoria e terapia intensiva.

“L’indicazione di principio è che i pazienti COVID-19 debbano essere ricoverati in strutture sanitarie dedicate esclusivamente alla gestione dell’epidemia – dice Brucculeri – mentre invece per la provincia di Ag il piano prevede n .75 posti di degenza ordinaria di pazienti COVID-19 nel Presidio Ospedaliero di Sciacca trasformandolo di fatto in un COVID Hospital”.

Brucculeri evidenzia che il Centro Covid mette in pericolo di contagio altri importanti reparti come l’emodinamica, l’ortopedia, la chirurgia, la pediatria, la nefrologia con l’emodialisi, la rianimazione, la psichiatria, la stessa Maugeri, etc., trovandosi nella stessa struttura. “Si viene a ripetere, in sostanza – aggiunge – quello che è accaduto negli ospedali di Bergamo e provincia dove l’ospedale è stato il centro di diffusione del contagio da coronavirus. Tutto questo costringerà i cittadini ad evitare di utilizzare, quanto è possibile, i servizi dell’ospedale di Sciacca preferendo altre strutture”.

Secondo la Cisl, la Regione avrebbe dovuto disporre come Centro Covid l’ospedale di Ribera dove è presente la TAC ed il laboratorio di analisi trasferendo il resto dei reparti a Sciacca. In questo caso la struttura sarebbe stata interamente dedicata ai pazienti COVID-19 senza rischio di contagio e senza creare disagi alla popolazione per tutte le altre attività mediche.
La Cisl di Sciacca si augura per le motivazioni esposte, che vengano riviste le scelte fin qui operate.

Nel corso di uno dei numerosi servizi svolti per contrastare la diffusione del coronavirus, per le strade dei paesi dell’agrigentino, i Carabinieri della Stazione di Ravanusa hanno notato un certo via vai da un appartamento del paese. Si sono insospettiti e hanno fatto irruzione nell’abitazione di un 62enne di Ravanusa, per effettuare un’approfondita perquisizione. Dopo aver rovistato ogni stanza, i militari notavano il pavimento molto pulito e la scopa,invece, stipata vicino al frigorifero della cucina,  troppo poco usata.

Prendendo la scopa hanno notato che pesava un po’ più del solito, e tolto il tappo all’estremità superiore del manico hanno scosso l’impugnatura, sentendo che, da dentro, qualcosa scivolava via. Hanno così visto uscire fuori un salsicciotto di carta stagnola dentro il quale erano ben nascoste ben 29 dosi di cocaina. Non basta, proseguendo la perquisizione, tra le conserve in cucina, sono saltati fuori anche due flaconi di metadone.

Hanno arrestato l’uomo con l’accusa di detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio. L’uomo, dopo le operazioni di rito, è stato accompagnato presso la sua abitazione agli arresti domiciliari.

I Consiglieri Comunali Di Emanuele, Scimè e Todaro intervengono nel merito della distribuzione dei buoni spesa ed esprimono il loro disappunto nei confronti dell’atteggiamento e nei modi con cui viene condotta la distribuzione dei buoni pasti. La Giunta Comunale non può essere impegnata nella consegna personale dei buoni pasti, al contrario dovrebbe dare delega e direttive ai propri impiegati comunali o ai volontari presenti nel COC.

La Giunta, in un momento così difficile e drammatico, dovrebbe essere più concentrata nell’azione di Governo e amministrazione. Pertanto la invitiamo a rinunciare ad assumere atteggiamenti disdicevoli e di pessimo gusto quali selfie e varie trovate propagandistiche.

La sofferenza delle famiglie bisognose che stanno attraversando un periodo di crisi probabilmente mai visto prima, va rispettato ed è inaccettabile farsi immortalare ostentando il segno della vittoria. L’emergenza è ancora viva e stiamo ancora combattendo un nemico invisibile che non è stato sconfitto e che lascerà strascichi economici drammatici. E’ il momento dei fatti e dei silenzi non certo quello delle chiacchiere e delle foto.

Lo dichiarano i Consiglieri Comunali Di Emanuele, Scimè e Todaro