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Salvatore Di Gangi, il capomafia di Sciacca di 79 anni trovato morto in una galleria della stazione Principe a Genova sabato scorso 27 novembre, non è stato ucciso. E’ quanto emerge dall’autopsia eseguita su incarico della Procura di Genova. E’ ancora da accertare se il decesso sia stato causato da un malore o dall’impatto con un treno. Di Gangi è stato scarcerato venerdì 26 novembre dal carcere di Asti per “gravi deficit cognitivi incompatibili con il regime carcerario”. La Procura intende valutare se ricorra il reato di abbandono di persona incapace. E poi se i familiari siano stati avvisati della scarcerazione. E poi se il capotreno che lo ha invitato a scendere dal treno perché senza green pass, abbia capito di trovarsi davanti a un uomo non in grado di gestirsi da solo. I familiari di Di Gangi hanno nominato un perito di parte che ha assistito all’autopsia.

Dopo l’ok dell’Aifa è pronto il piano vaccinazioni per la fascia di età 5-11 anni. La struttura commissariale ha programmato la distribuzione a dicembre di 1,5 milioni di dosi pediatriche di vaccino.

Si tratta di una prima tranche di sieri che sarà poi integrata a gennaio e saranno rese disponibili a partire dal 15 dicembre, in modo che tutte le strutture vaccinali delle Regioni e Province autonome, saranno in grado di procedere alla vaccinazione dei bambini a partire dal giorno successivo, il 16 dicembre.

Finanza per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. L’attività era iniziata la sera del 23 novembre, quando una vedetta della Guardia di Finanza in servizio a Pantelleria veniva dirottata su un target sospetto avvistato dalla rete radar costiera, monitorata dalla Sala
Operativa del Reparto Operativo Aeronavale di Palermo.

L’intervento tempestivo dell’unità navale consentiva di localizzare ed intercettare un gommone guidato da un soggetto tunisino che si stava allontanando dall’isola a luci spente, in direzione della Tunisia; a bordo venivano rinvenute numerose taniche di benzina, generi alimentari, bottiglie di acqua vuote, giubbotti di salvataggio ed indumenti vari, segni evidenti che il natante era stato utilizzato per il trasporto di altre persone.
Condivisa immediatamente l’informazione con la Tenenza della Guardia di Finanza di Pantelleria, veniva inviata una pattuglia per una ricognizione costiera della zona antistante l’intercetto in mare; qualche ora dopo, nei pressi della località di Martingana, i finanzieri rintracciavano 15 soggetti di nazionalità tunisina, evidentemente appena sbarcati sull’isola.
I successivi accertamenti di Polizia Giudiziaria, coordinati dalla Procura della Repubblica di Marsala, hanno permesso di acquisire e documentare gravi indizi di colpevolezza a carico dello scafista tunisino che è stato pertanto sottoposto a fermo di indiziato di delitto e trasportato a bordo di un elicottero delle Fiamme Gialle al carcere di Termini Imerese.

Marco Vullo, Assessore ai servizi sociali del Comune di Agrigento, comunica che è pubblicato sul sito istituzionale, www.comune.agrigento.it , l’Avviso pubblico per l’erogazione di contributi sotto forma di voucher per i disabili minori gravi per portare a compimento progetti individuali: assistenziali, sociali e riabilitativi.

Questo Avviso, continua l’Assessore attraverso il distretto socio-sanitario, potrà offrire dei servizi  socio-assistenziali e socio-sanitari per i minori gravi che daranno sollievo alle famiglie e hanno lo scopo di migliorare lo standard di vita con dei progetti individuali per i soggetti presi in carico.

Questi interventi finanziari guardano al disabile minore nella globalità e prevedono quattro ambiti di intervento:

sanitario;

integrazione scolastica;

integrazione socio-economica e lavorativa;

inserimento ed integrazione sociale.

Per fare un esempio pregnante nel piano personalizzato è previsto il trasporto per la frequenza scolastica o ai centri di riabilitazione, questi piani hanno lo scopo di indirizzare le azioni di sostegno ai veri bisogni del disabile.

Dopo la presentazione della domanda si passerà alla redazione di un patto di servizio e contestuale comunicazione e invio all’Unità Multidimensionale di Valutazione per erogare il piano personalizzato con forme di assistenza diretta e indiretta per il disabile minore grave.

Nella valutazione del progetto personalizzato del disabile minore grave avranno un ruolo fondamentale gli uffici dei servizi sociali del Comune.

Le domande che scadono giorno 9 dicembre devono essere corredate dalla fotocopia del documento di riconoscimento del beneficiario, dalla copia dell’attestazione della 104/92 art.3 comma 3 e la presentazione dell’Isee 2021 con i redditi riferiti al 2020.

Questo Avviso, conclude l’Assessore Vullo, è uno strumento importantissimo per garantire servizi socio-assistenziali, sanitari e sociali concreti ai tanti disabili minori gravi che necessitano una cura ,una assistenza e dei progetti globali per poter recuperare quanto meno i bisogni primari.

Un percorso deve essere sostenuto con forza dalle istituzioni locali per i disabili e le loro famiglie e in questo percorso l’Assessorato ai servizi sociali si batterà con tutte le forze per non deludere una platea che merita attenzioni tutto l’anno.

E così arriva la sospensione per il sindaco di Salvo Pogliese. La legge Severino resta valida e con essa la sospensione per 18 mesi del sindaco di Catania, Salvo Pogliese, condannato in primo grado dal Tribunale di Palermo.

Adesso, la Prefettura, ricevuta la notifica dalla Corte costituzionale, trasmetterà gli atti al Tribunale che dovrà rendere esecutivo il pronunciamento, secondo una procedura che non ha precedenti in Italia.

«Anche stavolta per la sua concreta applicazione mi rimetto rispettosamente al giudizio della magistratura ordinaria, visto che fu proprio il Tribunale etneo, esattamente un anno addietro, a reintegrarmi nelle mie funzioni dopo la temporanea sospensione. Continuerò nel frattempo a lavorare svolgendo il ruolo di sindaco per Catania e nell’interesse dei suoi cittadini, incarico che con largo consenso sono stato chiamato a ricoprire», ha dichiarato Pogliese, che tende a puntualizzare il giudizio politico negativo e condiviso sulla contestata legge.

Pogliese è stato condannato in primo grado a 4 anni e 3 mesi di reclusione per peculato continuato, le così dette «spese pazze all’Ars», quando era capogruppo del Popolo delle libertà. Il sindaco, che cederà la guida dell’amministrazione al suo vice, come avvenuto in precedenza, dovrebbe scontare, quindi, circa altri 14 mesi di sospensione, che scadrebbero poco prima del completamento della consiliatura a maggio-giugno del 2023.

I temporali che si sono abbattuti nella parte occidentale della provincia di Agrigento hanno provocato l’esondazione del fiume Platani, a danno del comprensorio agricolo di Ribera comprendente circa 150 aziende. Si sono allagati almeno 300 ettari di terreni, e cancellate alcune strade di accesso ai poderi. Non è la prima volta che accade a Ribera, e il sindaco Matteo Ruvolo denuncia: “Da anni viene chiesta alla Regione la pulizia dell’alveo del fiume Platani, liberandolo da tronchi, pietre e fango, ma purtroppo questi interventi non vengono mai fatti, e le conseguenze sono quelle immaginabili”. E gli imprenditori della zona aggiungono: “Non ce la facciamo più. Ogni anno la condizione del letto del Platani è segnalata alla Regione ma senza alcun riscontro. Sono almeno 300 gli ettari di terreno interessati. Tanti anni di lavoro vengono vanificati in modo inaccettabile”.

Lungo l’autostrada Messina – Palermo, nei pressi dello svincolo per Santo Stefano di Camastra, una donna di Mistretta, dove il reparto ospedadiero di ostetricia è stato soppresso, ha partorito in automobile in una piazzola di sosta, aiutata dal marito e da alcuni operai dell’Anas. E il bimbo è morto, prima che poi, con un’ambulanza del 118, giungessero all’ospedale “Romeo” di Patti, che dista 80 chilometri da Mistretta. E’ stata una disperata corsa contro il tempo. La ragazza, al settimo mese di gravidanza, è stata costretta a partorire tra dolori devastanti e doglie insopportabili. La Procura di Patti ha avviato un’inchiesta. Sarà effettuata l’autopsia sul neonato.

Un tunisino di 25 anni è stato arrestato a Venezia perché appartenente ad una cellula dell’Isis, ed è sbarcato a Lampedusa lo scorso 16 settembre. Le manette sono scattate a seguito di un’operazione della Digos di Venezia e di Gorizia. Lui è stato inseguito da un mandato di cattura internazionale emesso, al fine dell’estradizione, dal Tribunale di Tunisi per “partecipazione ad associazione terroristica e atti di terrorismo”. Adesso, dopo la convalida dell’arresto da parte della Procura Generale presso la Corte di Appello di Trieste, l’immigrato tunisino sarà estradato in Tunisia. Il terrorista dell’Isis è arrivato in Italia con una delle imbarcazioni che pressoché quotidianamente approdano sulle coste siciliane. Il 25enne ha raggiunto Venezia dopo essere sbarcato a Lampedusa presentandosi con un nome falso. E sarebbe stato diretto nel nord Europa.

L’ambulanza che arriva senza il medico a bordo, dopo mezz’ora dalla chiamata e il tempo perso nel chiudere lo sportello rotto. Infine il decesso del paziente. La procura della Repubblica di Agrigento, dopo la denuncia del figlio del quarantottenne morto improvvisamente in seguito a un malore, ha aperto un’inchiesta, per il momento a carico di ignoti, ipotizzando il reato di omicidio colposo. Nelle scorse ore e’ stato conferito l’incarico ed eseguita l’autopsia per fare luce sulle cause della morte dell’uomo che era stato assunto da Amazon in Lombardia. Il pubblico ministero Cecilia Baravelli ha affidato l’incarico al medico legale Sergio Cinque e al medico del lavoro Giuseppe Abbita. I familiari del quarantottenne, assistiti in qualita’ di “parti offese” dagli avvocati Daniela Posante e Antonella Arcieri, hanno nominato come consulente di parte il medico legale Alberto Alongi.

Il quarantottenne, nelle scorse settimane, aveva accusato i sintomi di una gastroenterite in provincia di Bergamo dove si trovava per lavoro, essendo stato assunto alle dipendenze del colosso americano. Dopo essere stato dimesso dall’ospedale lombardo era rientrato ad Agrigento. Venerdi’ pomeriggio il nuovo malore con sintomi di spossatezza e febbre alta. La febbre cala con la tachipirina ma l’indomani il quadro clinico si aggrava, pur non avendo febbre. Da li’ la decisione di chiamare il 118 per il trasporto in ospedale.

Il mezzo di soccorso, secondo quanto denunciato dal figlio, sarebbe arrivato senza il medico a bordo dopo una trentina di minuti ma, soprattutto, avrebbe tardato diversi minuti prima di ripartire perche’ lo sportello era rotto e non si riusciva a chiudere. Per consentire la chiusura il fratello del quarantottenne, nel frattempo arrivato in soccorso, avrebbe usato un filo. Infine il trasporto in ospedale dove l’uomo arriva morto. Il pm chiede di accertare la condotta dei medici dell’ospedale lombardo e l’eventuale nesso fra le modalita’ e i tempi di intervento e il decesso dell’uomo.

(AGI)

662 i nuovi casi di Covid19 registrati in Sicilia a fronte di 32.711 tamponi processati. Il tasso di positività scende oggi al 2% (ieri era 2,6%). L’isola è, anche oggi, al settimo posto per contagi fra le regioni italiane. Gli attuali positivi sono 12.560, i guariti sono 748 mentre le vittime sono 4 e portano il totale dei decessi a 7.218. Sul fronte ospedaliero restano 351 i ricoverati, esattamente come ieri; in terapia intensiva sono 44.

QAuesta la situazione nei Comuni capoluogo: Palermo con 81 casi, Catania 186, Messina 105, Siracusa 74, Ragusa 18, Trapani 85, Caltanissetta 47, Agrigento 65Enna, 14.