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Il passo ufficiale è avvenuto durante il consiglio comunale di ieri. Oggi al gruppo della Lega al Comune di Agrigento, affianco al Capogruppo Nuccia Palermo, vi è Rita Monella. 

La stessa Monella, durante l’intervento in aula, ha sottolineato la stima e la condivisione dell’operato “combattivo”, a detta della nuova entrata, del suo ormai Capogruppo Palermo. 

“Dò il mio benvenuto al consigliere Monella- scrive in merito Nuccia Palermo – e non posso che essere orgogliosa e ricambiare la stima della collega. Adesso siamo già pronte a rimboccarci le maniche.”

“A Roma, al Ministero dello Sviluppo economico, la Cmc prende tempo sui cantieri in Sicilia, e intanto la strage continua. Un uomo ha perso la vita sulla Agrigento – Palermo.  Si allunga la scia di sangue su una strada che, come la Agrigento – Caltanissetta, attende da tempi biblici il suo ammodernamento e il suo completamento. Noi sindaci ribadiamo la nostra preoccupazione per il rimpallo di responsabilità e un ulteriore rinvio in attesa di soluzioni, emerso dall’incontro di ieri. Non si può più avere pazienza.  Non si può più aspettare. Vogliamo conoscere rapidamente dal Mise, dal Ministero delle infrastrutture e da Anas quali sono le soluzioni per far uscire il nostro territorio da una condizione di incomprensibile e sostanziale isolamento rispetto alle grandi direttrici del traffico regionale. I sindaci tutti insieme ci incontreremo sabato mattina ad Agrigento, a Palazzo di Città, così da avviare un fronte comune per la ripresa dei cantieri della Agrigento – Palermo e della Agrigento – Caltanissetta. Mentre su altri tavoli si discute dell’opportunità dell’alta velocità, qui in Sicilia siamo ancora alla preistoria di normalissime infrastrutture e le attendiamo da decenni, tra sospensioni, polvere, semafori, deviazioni infinite che sfidano la pazienza di chiunque. Siamo pronti ad andare tutti a Roma, se necessario: ogni pazienza ha un limite e questa volta il limite è stato ampiamente superato”. 

 “La presenza di cani randagi in giro per la città-ed in luoghi aperti al pubblico-è un fenomeno presente da tempo sul quale gli interventi comunali tardano ad arrivare. Pur trattandosi di animali generalmente docili in cerca di cibo e protezione, succede talvolta che la loro presenza in  branchi può suscitare -come è accaduto-smarrimento e preoccupazione specialmente in bambini ed anziani. Malgrado la legge imponga ai comuni tutela ed assistenza nei confronti dei cani randagi,sono carenti i rifugi adeguati e pertanto difficilmente praticabili le sterilizzazioni. Serve allora un piano straordinario di interventi che garantisca sicurezza ed incolumità ai cittadini e la dovuta assistenza nei confronti della popolazione canina randagia. Il sindaco di Agrigento-conclude Giorgia Iacolino, Presidente della commissione consiliare alla Salute-predisponga senza ulteriore indugio il piano straordinario di intervento, prevedendo adeguate risorse economiche ed in stretto raccordo con i Servizi Veterinari dell’Azienda sanitaria di Agrigento,pienamente disponibile a supportare l’azione comunale lungamente attesa”

Ancora, l’ennesima, notte di fuoco a Favara. In via Ugo La Malfa, poco dopo la mezzanotte della scorsa notte, i Vigili del Fuoco sono dovuti intervenire nel tentativo di spegnere un incendio divampato da una Passat di proprietà di un operaio di 64 anni. Quando la squadra di pompieri è arrivata sul posto non c’è stato granché da fare viste le ormai condizioni del mezzo, completamente distrutto. 

Neanche il tempo di mettere in sicurezza la zona che, pochi minuti dopo, un’altra chiamata arriva al centralino dei Vigili del Fuoco: “Presto, c’è un incendio in via Aosta”. Ed è proprio a distanza di pochi metri che i pompieri si sono trovati davanti un’altra auto in fiamme, una Fiat Panda di proprietà di un disoccupato di 35 anni. 

Proprio qualche giorno addietro – sempre in via Aosta- si era verificato un incendio pare di natura dolosa. Cosa sta succedendo, con tutte queste auto bruciate, ancora è presto per capirlo: ritorsioni? Vendette? Avvertimenti?

Saranno le forze dell’ordine, con il coordinamento della Procura di Agrigento, a fare luce sulla vicenda.

 

E’ ancora ricoverata sotto osservazione dei medici all’ospedale “San Giovanni di Dio” ad Agrigento la donna moglie di Vito Mangiapane, 63 anni, di Cammarata, morto ieri lungo la strada statale 189 Agrigento – Palermo, vittima di uno scontro frontale tra la sua automobile, una Peugeot 206, ed una Mercedes. Non si esclude che la ferita sia trasferita in altra struttura sanitaria, ma non è in pericolo di vita. Sono invece feriti lievemente il conducente della Mercedes, ed anche il conducente di un’altra Mercedes che, per evitare l’impatto con le altre due automobili, si è catapultato a margine della carreggiata, nei pressi del bivio per Comitini. La coppia in viaggio da Cammarata è stata diretta ad Agrigento in visita ad alcuni parenti.

Sulle cause che hanno provocato il sinistro indagano i poliziotti della Stradale di Lercara Friddi intervenuti sul posto. Il sindaco di Cammarata, Vincenzo Giambrone, commenta: “In quello stesso punto, lungo la statale Agrigento-Palermo, si sono già verificati tanti altri incidenti mortali. E’ l’intera statale 189 ad essere pericolosissima e non a caso è stato denominata la ‘strada della morte’. Noi non possiamo fare altro che assistere inermi a queste tragedie, con la speranza che l’Anas possa decidere a rivedere e rendere sicuro questo tracciato. Sono profondamente addolorato per quanto accaduto. Non posso far altro che esprimere il sentimento di profondo cordoglio. Rivolgo un saluto affettuoso a tutta la famiglia della vittima, queste sono cose che non devono accadere”.

I residenti delle contrade Gibisa, Ciavolotta e dintorni, senza porta e porta e con un furgone unico come deposito dei rifiuti solo dalle 10 alle 11:30. Rabbia e avvilimento.

Ad Agrigento i residenti delle contrade Gibisa, Ciavolotta e dintorni sono disperati perché privi del servizio, da loro pagato, di raccolta differenziata. Si tratta di una zona tecnicamente ‘a case sparse’, e quindi, secondo disposizione dell’amministrazione comunale, la raccolta non è effettuata porta a porta perché troppo dispendiosa. Si è rimediato predisponendo un luogo unico di raccolta, in piazzale “Miniera Ciavolotta”, che, nel corso del tempo, essendo distante dalle abitazioni ed in una zona esposta ad altre strade di transito, si è trasformato in una discarica di rifiuti indifferenziati a disposizione di tutti. Nel settembre scorso, dunque, il Comune ha rimosso i sei cassonetti da piazzale “Miniera Ciavolotta” e ha offerto ai residenti un furgoncino per la raccolta in sosta accanto alla casa Anas, al chilometro 194, dalle ore 10 alle 11:30. I residenti hanno più volte rilevato che si tratta di un orario di conferimento impossibile per tanti che, per potere sopravvivere, al mattino si recano a lavorare. Ed è stato chiesto il cambio d’orario, alla sera. Il Comune non ha prestato ascolto, anzi, i residenti sono stati multati perché alla sera hanno appoggiato il sacchetto dei rifiuti sul posto dove poi l’indomani mattina dalle ore 10 alle 11:30 si posteggia il furgoncino.

Le interviste ai residenti

Un 70enne di Agrigento con la passione per il ciclismo è rimasto ferito – fortunatamente in maniera non grave – in seguito ad un incidente avuto durante una delle consuete uscite in bici.

Il ciclista amatoriale, mentre percorreva la strada provinciale 1 (Fondacazzo) in direzione del Viadotto Morandi, ha preso una buca presente sul manto stradale cadendo rovinosamente sul selciato. Al momento della caduta diverse automobili che si trovavano alle spalle del ciclista hanno rischiato di colpirlo seriamente.

Fortunatamente così non è andata ma, anzi, sono stati diversi automobilisti a prestare per primi  soccorso al 70enne che se l’è cavata soltanto con qualche ferita.

Sul posto anche una pattuglia di Vigili Urbani.

 

Il giudice monocratico del Tribunale di Agrigento Ornella Zelia Maimone ha assolto Francesco “Paolo” Cioffi, 42 anni, e la moglie Silvana Campisi, 44 anni, accusati del reato di false informazioni sulle proprie generalità.

La vicenda risale al novembre 2012 quando i carabinieri – durante un posto di blocco – fermarono a Villaseta Cioffi – che era senza patente – a bordo di un’auto senza assicurazione.

Cioffi dichiarò che alla guida del mezzo ci fosse la moglie ma i carabinieri denunciarono entrambi. Ieri è arrivata l’assoluzione da parte del giudice perché “il fatto non è previsto dalla legge come reato”.

Il 42enne in passato è stato coinvolto – ma assolto da ogni accusa – nell’operazione Nuova Cupola. Successivamente Cioffi si è distinto per il lavoro sulle spiagge come bagnino passando agli onori delle cronache anche per aver salvato un’intera famiglia in difficoltà.

Cioffi e la moglie sono difesi dall’avvocato Daniela Posante.

 

Anche per la Confasi, la Confederazione Autonoma Sindacati Italiana, l’anno appena inziato è denso di sfide, di appuntamenti complessi e per queste ragioni si sta attrezzando sul territorio. Nata nel 2008, la Confasi è una organizzazione sindacale indipendente ed apartitica che rappresenta tutti i lavoratori del settore privato e pubblico, nonché tutti i cittadini occupati e inoccupati. E’ presente con proprie strutture in quasi tutte le città italiane. “Tra gli obiettivi che ci siamo posti- dichiara il Presidente Nazionale Francesco La Ghezza- vi è quello della realizzazione di Enti e Federazioni di categoria per la creazione di servizi e la difesa dei diritti dei cittadini dal quale dipenderà anche una efficace tutela delle nuove generazioni di lavoratori e lavoratrici che hanno come obiettivo un lavoro senza precarietà”. “Oggi – prosegue La Ghezza- è stato creato un Centro di Assistenza Fiscale (Caf) per tutte le problematiche fiscali che i cittadini sono soggetti ad assolvere; è stata realizzata inoltre “Orizzonti Futuri” un’Onlus ( www.orizzontifuturi.it ) con l’intento di venire incontro alle famiglie più deboli della nostra società. Attraverso le donazioni dei cittadini è stato realizzato il progetto “Adotta una scuola”. Sono stati donati successivamente diversi defibrillatori con i fondi raccolti ad alcune scuole “. ” Di recente- prosegue- sono state create diverse federazione e comparti per il settore privato e pubblico”. Sono stati realizzati diversi accordi e adesioni e la sottoscrizione di CCNL. Quest’anno incrementeremo la sottoscrizione di nuovi Contratti collettivi con la istituzione di Enti Bilaterali, in considerazione della notevole crescita e delle numerose richieste che provengono dai lavoratori dei vari comparti”. “Attualmente- conclude Francesco La Ghezza- operiamo con un accordo l’attività di Patronato ma il nostro obbiettivo finale è la realizzazione di un proprio Ente o Istituto di Patronato”. Alla Confasi hanno aderito a livello nazionale, nella forma federativa, l’Asal, l’Assoaico, l’Asspenit, la Falpis, la Federfauna, la Filda funzione pubblica, la Fuldapi, il Sagi, la Sil Puglia, la Snalec e la 3Generazioni.

Sulla possibile soluzione normativa che consentirebbe la riscossione in bolletta della Tari, in discussione in queste ore in Commissione al Senato, interviene il sindaco di Agrigento, Calogero Firetto: “Poter riscuotere la Tari attraverso la bolletta dell’energia elettrica significa consentire non soltanto l’emersione ma anche l’immediata contribuzione da parte degli attuali evasori. Contribuire tutti per far pagare meno chi paga con regolarità. La riduzione della tariffa andrebbe a beneficio di tutti e si aggiungerebbe all’ulteriore garanzia di poter conseguire in modo eccellente l’obiettivo della raccolta differenziata; i conti dei Comuni siciliani potrebbero immediatamente averne giovamento per superare, come si spera, le attuali condizioni di sofferenza e quel che pare una condanna senza appello all’emergenza”.