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Come già pubblicato, l’architetto Bernardo Agrò, già a lavoro all’Unità operativa per i Beni storico-artistici della Soprintendenza di Agrigento, nominato dal presidente della Regione, Nello Musumeci, alla direzione del Parco di Selinunte, è stato designato anche quale presidente del Consiglio di amministrazione del Parco della Valle dei Templi. All’interno del Cda, secondo Statuto, siedono il sindaco di Agrigento, il soprintendente ai Beni culturali, e poi alcuni componenti nominati dalla Regione. E si tratta dell’avvocato di Porto Empedocle, Luigi Troja, come “esperto in economia dei beni culturali”, poi l’ingegner Heinz-Jurgen Beste come “esperto nel settore della tutela, della salvaguardia, valorizzazione, divulgazione, studio e ricerca relative alla Valle dei Templi”, e poi tre componenti nominati dalle associazioni, Fabio Amato (Gruppo archeologi d’Italia), Salvo Barrano (Associazione nazionale archeologi) e Vincenzo Piazzese (Archeoclub d’Italia).

Il Comune di Agrigento siede dunque nel Consiglio di amministrazione del Parco della Valle dei Templi. 

Come già pubblicato, a Bovo Marina, frazione balneare di Montallegro, in provincia di Agrigento, Carabinieri, Polizia Municipale, Guardia Costiera e Forestale, in riferimento all’ipotesi di reato di invasione e occupazione di terreno pubblico contestata dalla Procura di Agrigento tramite la sostituto Gloria Andreoli, hanno sottoposto a sequestro preventivo un’area di 5.300 metri quadrati adibita a parcheggio. Sono state denunciate 4 persone di Montallegro. Con illegittimi frazionamenti e intestazioni catastali, gli indagati avrebbero acquisito illegittimamente per usucapione dei terreni del Demanio marittimo adibendoli a parcheggio balneare a pagamento.

In proposito oggi in Procura ad Agrigento si è svolta una conferenza: le interviste 

Si è letto con interesse l’intervento reso a mezzo stampa dell’amministratore di SEA Gianni Mirabile, in cui si stigmatizza il comportamento becero ed incivile di alcuni residenti nella nostra città che si ostinano a gettare rifiuti in strada, determinando la creazione di vere e proprie discariche a cielo aperto che, come la presidenza del Consiglio Comunale ha già segnalato da tempo ed in tutte le sedi, anche extra-comunali, costituiscono un pericolo grave ed attuale per la salute pubblica.
Ci si associa senz’altro all’appello rivolto ai residenti che non rispettano le regole del vivere civile, così come si condivide la necessità di una attività repressiva dura ed implacabile.
Non si può permettere che le vie, i cortili, le zone verdi, le contrade di campagna in cui viviamo con le nostre famiglie, dove giocano i nostri figli, che la Città intera sia ostaggio di balordi senza scrupoli.
Tutto questo è vero e giusto.
Cosi come, in nome del vero e del giusto, occorre evidenziare come il servizio di raccolta in alcune zone del nostro comune e delle contrade cittadine debba essere migliorato.
Si prenda ad esempio il caso di contrada Rinazzi, i cui residenti hanno contestato e reso manifesta, con una petizione accompagnata da centinaia di firme, la circostanza che il servizio di raccolta non viene fornito con costanza ed efficienza.
Non può sottacersi, a titolo esemplificativo, che ad oggi, dopo diversi mesi dall’avvio del servizio, mancano le isole ecologiche informatizzate che il delegato di Sea-Iseda-Ecoin, interpellato sull’argomento nel mese di marzo durante il consiglio comunale straordinario, affermava essere già state ordinate al fornitore e che sarebbero state presto consegnate alle ditte: così come non risultano essere stati collocati i cassonetti per la raccolta differenziata nelle aree periferiche ed extraurbane; per non parlare, infine, della situazione in cui versa il Foro Boario che risulta essere da tempo in condizioni a dir poco intollerabili, destando il disgusto e l’indignazione dei cittadini che vi si recano, determinando un danno incalcolabile per l’immagine della Città e costituendo un grave pericolo per i lavoratori che vi operano.
Come giustamente affermato dal Dott. Gianni Mirabile siamo tutti chiamati a collaborare in questa che può ben definirsi una grande battaglia di civiltà, in cui la persuasione culturale e la repressione dei comportamenti incivili deve camminare insieme all’efficienza dei servizi, in nome dell’ambiente e dei nostri figli.

Ad Agrigento oggi, giovedì 13 giugno, nei locali della Biblioteca comunale “La Rocca”, su iniziativa dell’assessorato comunale alla Solidarietà sociale, dalle ore 16:30 in poi si svolge il convegno “Garante per l’infanzia e tutori volontari. Insieme per i diritti dei minori”. Dopo l’intervento del sindaco di Agrigento, Lillo Firetto, interverranno Gerlando Riolo, assessore comunale alla Solidarietà Sociale, Luigi Bordonaro, Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza, Rosa De Luca, e Claudia Sinaguglia, referente accoglienza Sprar Acuarinto. Al termine seguirà il dibattito.

 

A San Giovanni Gemini, questa sera, giovedì 13 giugno, in occasione dei festeggiamenti in onore di Gesù Nazareno, nel salone della Chiesa Madre, alle ore 20:30, sarà presentato il libro “Quasi Papa” di Andrea Cirino. Interverranno, insieme all’autore, il sindaco Carmelo Panepinto, don Baldo Reina, rettore del Seminario Vescovile di Agrigento, e l’assessore comunale avvocato Antonio Pellitteri.

Nottetempo lungo la strada provinciale 10 tra Niscemi e Gela, in provincia di Caltanissetta, un incidente stradale ha provocato la morte di un ragazzo di 22 anni, Cristian Cannia, a bordo di una Mini Cooper insieme con altri quattro amici. Al conducente dell’automobile è sfuggito il controllo del mezzo in un tratto rettilineo della provinciale. L’auto è caduta in una scarpata e Cristian Cannia è stato sbalzato fuori dalla vettura. E’ morto poco dopo essere giunto all’ospedale di Gela. Nel frattempo, all’ospedale di Gela è stato arrestato il conducente della Mini Cooper, S I, sono le iniziali del nome, 22 anni. E’ indagato di omicidio stradale. Il giovane è risultato positivo agli esami tossicologici, così come gli altri feriti.
 

Impegni letterari in Sicilia per lo scrittore agrigentino e giornalista editorialista del “Corriere della Sera” e del “Messaggero”, Matteo Collura. Mercoledì prossimo, 19 giugno, su invito del comandante della Legione Carabinieri “Sicilia”, il generale Giovanni Cataldo, Matteo Collura interverrà a Palermo, nella chiesa “San Giacomo dei Militari”, alle ore 18, sul tema “Trent’anni senza Sciascia – Quando il capitano Bellodi scese da cavallo”. La conferenza di Collura sarà preceduta dalla proiezione, in esclusiva, di un filmato, realizzato da Diego Romeo, in cui Anna Maria Sciascia, figlia dello scrittore, discute con Matteo Collura in casa del padre, a Palermo.
Ancora mercoledì 19 giugno a Palermo, in serata, Matteo Collura presenterà alle ore 20:15 la nuova edizione del suo celebre libro “Il maestro di Regalpetra – Vita di Leonardo Sciascia”, a Villa Niscemi, in piazza Niscemi. Introdurranno il sindaco Leoluca Orlando e il generale Claudio Minghetti. Converserà con l’autore Mariella Spagnolo.

Ad Agrigento, domani sera, venerdì 14 giugno, su iniziativa del gruppo Agrigento 2030, si svolgerà la manifestazione “IlluminiAmo Agrigento”. Si tratta di una passeggiata nel centro storico, come nelle precedenti edizioni del venerdì, caratterizzata non solo dalla conoscenza e valorizzazione dei beni monumentali lungo il percorso, ma anche dalla necessità di illuminarli per rendere tale patrimonio più bello, attraente e sicuro. Il raduno è domani sera alle ore 21 in piazza Sinatra, sotto il Municipio.

Nell’ambito dell’inchiesta sul depistaggio delle indagini a seguito della strage di Via D’Amelio, la Procura della Repubblica di Messina, diretta da Maurizio De Lucia, ha iscritto nel registro degli indagati due magistrati del pool che indagò sull’attentato. Si tratta di Carmelo Petralia e Annamaria Palma, a carico dei quali si ipotizza il reato di calunnia aggravato dall’avere favorito Cosa nostra in concorso con i tre poliziotti del gruppo La Barbera attualmente sotto processo a Caltanissetta. Annamaria Palma oggi è avvocato generale a Palermo, e Carmelo Petralia è procuratore aggiunto a Catania. I magistrati e i poliziotti avrebbero imbeccato tre falsi pentiti costruiti a tavolino, tra cui Vincenzo Scarantino, suggerendo loro di accusare falsamente dell’attentato alcune persone estranee a quanto accaduto. Ai magistrati si contesta, oltre all’aggravante di avere favorito Cosa nostra, anche l’aggravante derivante dalla circostanza che alla calunnia è seguita una condanna a una pena maggiore ai 20 anni di carcere.