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Come pubblicato ieri, ad Agrigento, a San Leone, lungo viale Viareggio, una donna di 34 anni alla guida di un’automobile Lancia Y, procedendo a zig e zag, ha investito due automobili parcheggiate e poi, invadendo la corsia opposta, un’altra automobile. Lei, ferita, è stata trasportata in ospedale. Adesso dalle analisi è emerso che ha guidato in stato di ebbrezza, con 2,50 grammi di alcol per litro di sangue, ovvero cinque volte oltre il limite consentito. E’ stata denunciata alla Procura. Le è stata ritirata la patente.

Francesco Pantaleo, 27 anni, di Marsala, in provincia di Trapani, studente universitario a Pisa, del quale non vi è stata più traccia da alcuni giorni, è stato rinvenuto cadavere carbonizzato nelle campagne di San Giuliano Terme, a pochi chilometri da casa. E’ stato identificato tramite l’esame di alcuni campioni di Dna concessi dai genitori agli inquirenti. Nella sua abitazione sono stati trovati in ordine tutti i suoi effetti personali. E’ ancora prematuro stabilire se si tratti di suicidio o di omicidio. Si attende l’esito dell’autopsia.

Si è tenuta, oggi 30 luglio alle ore 10,30, presso la suggestiva sala dei convegni del Collegio dei Filippini di Agrigento la conferenza stampa di presentazione del Comitato Promotore per il “MONUMENTO IN ONORE DELLE VITTIME DA INFORTUNI SUL LAVORO”.

Si tratta di un’importante iniziativa promossa dall’ Anmil, dal Comune di Agrigento, dalla RFI, dal Rotary Club di Agrigento, dall’Inail, dalla Camera di Commercio di Agrigento, dall’Accademia delle Belle Arti di Agrigento “Michelangelo” e dalla Confesercenti Sicilia. Tutti gli intervenuti hanno manifestato la necessità di accendere i riflettori sul dramma delle “morti bianche” attraverso la realizzazione di un “Monumento in onore delle vittime da infortuni sul lavoro” da installare nella Piazza Marconi antistante alla Stazione Centrale di Agrigento per commemorare i caduti sul lavoro ma anche per diffondere nella società civile la cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro.

 “Gli abusi avvenuti a Caltanissetta su anziani e disabili – che condanniamo fermamente e dai quali prendiamo le distanze in maniera assoluta – mettono in evidenza la necessità di rendere obbligatoria la videosorveglianza nelle strutture socio sanitarie”, così Francesco Ruggeri, presidente della sezione Strutture Socio Sanitarie, Francesco Ruggeri.

Il presidente Ruggeri ricorda anche che “ripetutamente la sezione Strutture Socio Sanitarie di Sicindustria ha sollecitato un intervento normativo per introdurre l’obbligo delle telecamere, indicate come prerequisito indispensabile al rilascio delle autorizzazioni per avviare un’attività”. Nell’esprimere il proprio plauso agli inquirenti e alle forze dell’ordine, Ruggeri conclude con un appello al governo Draghi: “Occorre al più presto una norma che obblighi l’installazione di sistemi di video sorveglianza negli spazi comuni a tutela dei soggetti fragili. È una battaglia etica”.

Le temperature previste ancora in salita fino alla prossima settimana con punte di caldo che potranno toccare anche i 45 gradi.

Il caldo alimenta purtroppo gli incendi. La notte scorsa è stato necessario evacuare alcune abitazioni a Piana degli Albanesi dove le fiamme divampate hanno tenuto impegnate le squadre dei vigili del fuoco che stanno continuando ad operare anche stamane con l’ausilio dei canadair. Almeno una decina i fronti su cui sono impegnati uomini e mezzi. Canadair sono in azione anche a San Giuseppe Jato dove ieri il fuoco sarebbe partito da cinque punti diversi. Fiamme anche in Contrada Casalotto a Piana, in Contrada Ferragamo a Petralia, a San Giuseppe Jato e fra Villabate e Palermo.

Nella tarda serata di ieri, il sindaco di Piana degli Albanesi Rosario Petta ha diramato un ordine di evacuazione per tutte le abitazioni che si trovano in prossimità di Monte Pizzuta. Particolare poi anomalo per Palermo su cui è piovuta cenere: da due giorni infatti la città è alle prese con la fuliggine che riempie i balconi di edifici e condomini. Questa volta la responsabilità non è dell’Etna ma dei numerosi incendi divampati appunto nella sua provincia.

«Con l’avvio dei lavori di ristrutturazione della Stazione marittima di Lampedusa, manteniamo un altro degli impegni assunti dal mio Governo nei confronti delle Isole minori, finalmente al centro degli investimenti della Regione. Daremo nuova funzionalità e nuovo decoro a una struttura fondamentale per l’accoglienza e i servizi da offrire a chi raggiunge l’isola, ma anche come punto di riferimento per la comunità locale».  Lo afferma il presidente della Regione Nello Musumeci, commentando l’avvio dei lavori di ristrutturazione da un milione 350 mila euro della Stazione marittima dell’isola di Lampedusa, a cura del dipartimento Infrastrutture.

«Da lunedì uomini e mezzi sono entrati in azione – aggiunge l’assessore alle Infrastrutture Marco Falcone – per dare attuazione al progetto che prevede il rifacimento esterno della Stazione marittima di Lampedusa e la rimodulazione degli interni, così da rendere l’edificio uno spazio polifunzionale, aperto anche a nuovi utilizzi. Il governo Musumeci lavora per garantire alle Pelagie e a tutte le altre isole minori di Sicilia – conclude l’assessore – pari dignità e opere che sostengano l’economia, i commerci, il turismo, la qualità della vita».

di Filippo Cardinale

I numeri sono lo specchio reale di come il sottovalutare una situazione di emergenza sanitaria – che continua a pieno ritmo col il virus che circola nella versione più contagiosa, quella Delta che trova fertile ospitalità nel mondo dei giovani- porta a incrementare la curva dei contagi grazie all’allentamento della guardia con comportamenti da “liberi tutti” e al ritardo con cui tante persone ancora non si sottopongono alla somministrazione del vaccino.

I numeri sono impietosi e a dimostralo è a supporto il grafico: il 21 luglio i contagiati erano in provincia 625, il 28 (cioè dopo una settimana) sono sbalzati a 1.056; i ricoveri erano 18 al 21 luglio e sono saliti a 30 dopo una settimana. Se consideriamo il mese di luglio, il primo del mese i contagiati erano 246, al 28 luglio sono 1.056, cioè quasi quintuplicati.

“La settimana scorsa dicevo che eravamo nella quarta ondata di non vaccinati. Ciò che ho detto sette giorni fa viene confermato dai numeri della settimana in corso”, dice Mario Zappia, commissario straordinario dell’Asp di Agrigento. Zappia è preoccupato e i dati sostengono la sua apprensione. “I dati della nostra provincia hanno rilievo regionale”.

Dal 21 al 28 luglio, il numero dei nuovi casi vede la nostra provincia al quarto posto con 634 nuovi casi, dopo Caltanissetta 799, Ragusa 676, Palermo 657. Bisogna considerare che le province di Palermo (657) e Catania (607) hanno una popolazione di gran lunga superiore a quella agrigentina.

All’aumento dei contagi risponde anche un aumento di soggetti che sono stati ricoverati. Il 21 luglio erano ricoverate 18 persone, al 28 luglio 30. “Dobbiamo ringraziare lo sforzo del personale dell’ospedale Fratelli Parlapiano di Ribera, ospedale Covid, per lo sforzo che stanno profondendo. La struttura sanitaria Covid di Ribera sta consentendo agli altri ospedali della provincia, in modo particolare il Giovanni Paolo II di Sciacca e San Giovanni di Dio di Agrigento di poter svolgere normalmente l’attività sanitaria non Covid”, sottolinea Zappia.

E al Fratelli Parlapiano la situazione è critica. In rianimazione sono ricoverati 5 soggetti su 10 posti letto (50% occupazione), in Medicina covid 16 soggetti ricoverati su 20 posti letto (80% occupazione), astanteria Pronto Soccorso 7 ricoverati su 10 posti letto (occupazione 70%).

“Stiamo lavorando anche per attivare l’altra ala di medicina Covid con altri 20 posti letto”, annuncia Zappia. E’ ovvio che se il trend di ricoveri dovesse aumentare ancora, qualche altra alternativa bisogna attuarla per vedere come aumentare i posti letto. Zappia spiega che al Fratelli Parlapiano su 40 ricoveri 37 non sono vaccinati. Su 3 vaccinati, 2 sono con una dose. “Questo dimostra quanto sia importante vaccinarsi per evitare complicazioni causate dal virus con ricoveri e decessi”.

A proposito di vaccinazioni, Zappia spiega che sono disponibili vaccini Pfizer e Moderna con caratteristiche uguali. “Se non raggiungiamo l’immunità di gregge corriamo il rischio di creare ulteriori varianti. Ciò renderebbe il quadro epidemiologico ancora più complicato. Rallentando le vaccinazioni, il rischio di nuove varianti è più concreto”.

La raccomandazione di Zappia è quella di fare mola attenzione nei luoghi chiusi e di non allentare la guardia e di essere prudenti.

 

Il Consiglio comunale di Agrigento, a seguito di quanto proposto dal Comitato promotore dell’Aeroporto Centro Meridionale della Sicilia e dal Cartello Sociale di don Mario Sorce, Cgil, Cisl e Uil, e come concordato in conferenza dei capigruppo, si è espresso a favore di un atto di indirizzo “che – si legge – invita il Sindaco e la sua Giunta a farsi promotori di una forte e determinata azione mirata a mettere al centro della propria azione politica la soluzione dei problemi infrastrutturali della provincia agrigentina, sostenendo, con forza, la procedura di finanziamento e realizzazione dell’aeroporto della provincia di Agrigento quale volano e perno di un sistema economico interconnesso con la Nazione e l’Europa”.

Sono 724 i nuovi casi di Covid19 registrati nelle ultime 24 ore in Sicilia a fronte di 13.233 tamponi processati nell’Isola. L’incidenza sale ancora fino quasi al 5,5%. La Sicilia continua a rimanere al terzo posto in Italia per numero di contagi, dopo Veneto e Lazio.  I guariti sono 200 mentre nelle ultime 24 ore si registrano 4 nuove vittime esattamente come ieri che portano il totale dei decessi sale a 6.043. Sul fronte ospedaliero sono adesso 298 i ricoverati.

Questa la situazione nei Comuni capoluogo: Palermo 177, Messina 141, Catania 112, Agrigento 94, Caltanissetta 88, Trapani 73, Siracusa 29, Enna 10, Ragusa 0.

Presentato ad Agrigento al Festival del Giallo il romanzo “I Giusti e i Peccatori” del giornalista Luigi Galluzzo. Nella splendida cornice di Maddalusa Lounge Beach, Galluzzo, giornalista e conduttore Mediaset, ha risposto alle domande dello scrittore Salvo Di Caro. Brani del libro sono stati letti da Ignazio Marchese. La serata è stata introdotta dal curatore del festival Alessandro Accursio Tagano della libreria Il Mercante dei libri di via Atenea.
I Giusti e i Peccatori è ambientato nella cittadina immaginaria di Sicari dove una serie di delitti e parallelamente il ritrovamento di pacchi sospetti dentro alcune scuole innescano le indagini della Commissaria Elena Martire.