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Il presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Gianfranco Miccichè, coordinatore di Forza Italia in Sicilia, da sempre ostico verso l’alleanza con la Lega di Salvini, intende formare un nuovo partito per il Sud e afferma: “Lancio un partito per il Sud. La posizione che ha assunto Berlusconi nei confronti di Salvini è legittima, ma non è consona al mio passato e alle mie idee. La mia è una riflessione notturna , ma ragionata, visto che non dormo più quando penso alla nostra alleanza con Salvini e al rischio che saremmo rigettati dall’Europa. Noi del Sud non possiamo stare con un partito anti europeista. Se Salvini vuole stare con noi, voti in Europa per la commissione di Ursula Von Der Leyen visto che Forza Italia immagino si schiererà a favore. Oggi Berlusconi è euro-parlamentare, la sua credibilità internazionale è da sempre la sua forza, mi chiedo con quale faccia andrebbe a Bruxelles essendo alleato con un partito anti europeista. Sono pronto a rilanciare un nuovo Grande Sud che faccia gli interessi dei meridionali. Tutto mi sarei aspettato da Berlusconi ma non questo. Voglio sperare che abbia una strategia dietro questa mossa. E’ malsana questa idea di costruire questa fantomatica ‘Casa degli italiani’. Con chi la andiamo a fare? Con un partito che dice di essere sovranista e poi rema contro l’Italia? La Lega parla di sovranismo e di italianità e poi chiede l’autonomia di tre Regioni del Nord. Non ha credibilità, fa solo propaganda. Berlusconi è autonomo ma di sicuro chi gli è più vicino è il gruppo di Forza Italia che vuole stare con Salvini. Un abbraccio mortale”.

Dopo la sentenza in primo grado inflitta dal Tribunale di Agrigento che condannava a 17 anni e 6 mesi a Rosario Meli, considerato il capo della famiglia mafiosa di Camastra la figlia Rita scrive, sul social network Facebook, una lettera aperta ai giornalisti dove la donna si contrappone alla decisione presa dai giudici di primo grado.

Il testo integrale della lettera:

Mi chiamo Rita MELI e stando alla sentenza dei Giudici di primo grado del processo “Vultur”, sarei figlia e sorella di uomini di mafia. Definizione inaccettabile.
In un’intervista, nel corso del processo ho dichiarato “parleranno gli atti…”, fiduciosa nella giustizia e nell’incisività della prove della difesa, ed invece… la verità è rimasta soffocata dalle menzogne di un piano diabolico progettato a regola d’arte dai signori DE MARCO Vincenzo e FORTI Bruno al preciso fine di conquistare il monopolio delle onoranze funebri a Camastra.
Sono un insegnante e non è stato semplice per me rapportarsi con la complessità del processo penale, un sistema fatto di pesi e contrattesi, dichiarazioni testimoniali ed esigenze di riscontri, intercettazioni ed utilizzabilità, ecc. e nonostante il tempo trascorso a stretto contatto con avvocati ed aule di giustizia mi guarderei bene dall’esprimere valutazioni prettamente giuridiche sul processo. Una regola, però, è comprensibile a tutti, e vale su ogni altra: L’ACCUSA DEVE ESSERE PROVATA, se le prove mancano, sono insufficienti o contraddittorie, l’imputato MERITA L’ASSOLUZIONE.
Questo principio alimenta il mio desiderio di giustizia e mi spinge a continuare a lottare per l’affermazione della verità! Scrivo questa lettera proprio allo scopo di far conoscere fatti ed atti processuali che, se tenuti nella giusta considerazione, ben avrebbero potuto mettere in discussione l’intero impianto accusatorio. Se è vero come è vero, infatti, che il convincimento dei giudici sulla colpevolezza degli imputati si è imperniato sulle dichiarazioni dei signori DE MARCO Vincenzo, FORTI Bruno e CASUCCIO Irene, proprio della loro contraddittorietà e della loro infondatezza devo e voglio parlare.
È importante ricordare che il processo “Vultur” nasceva a seguito delle indagini per un duplice omicidio avvenuto nel gennaio del 2012: dalle ricerche emergevano, SECONDO gli INQUIRENTI, intensi legami tra signori DE MARCO Vincenzo e FORTI Bruno ed alcuni esponenti di spicco della consorteria mafiosa di cui le vittime facevano parte.
Proprio in quel frangente però, quando i sospetti della Procura si dirigevano verso i signori DE MARCO Vincenzo e FORTI Bruno, avveniva la metamorfosi: da indagati perché potenzialmente coinvolti nel duplice omicidio, si trasformavano in perfette vittime di mafia. Chiamati a riferire sui fatti, approfittavano dell’attenzione degli inquirenti per dirottare i sospetti verso Meli, consapevoli che il pregiudizio sul nome della mia famiglia sarebbe stato il loro migliore alleato ed avrebbe reso le loro accuse apparentemente credibili.
Una serie di intercettazioni ambientali e telefoniche testimoniavano in maniera inconfutabile l’esistenza di questa macchinazione.
Il 18 maggio 2012 sia DE MARCO che FORTI venivano chiamati dagli inquirenti a riferire sui fatti (di omicidio), e già nelle conversazioni di quella giornata si riscontrava da parte di
entrambi gli interlocutori una notevole preoccupazione, tanto che decidevano di incontrarsi per stabilire cosa dire e cosa omettere agli agenti.
FORTI riferendosi all’amico DE MARCO: “ … e che minchia vogliono, porca puttana!!!”(…)
FORTI: (…) gli devo dire che si è presentato lui, ogni tanto veniva…al inc… gli prestavo inc… euro, gli ho prestato! E me li ha ritornati poi gli ho prestato 300 euro e non me li ha più ritornati(…)
DE MARCO: (scuote il capo in senso di consenso) (…) Enzo stiamo attenti, vedi che inc… sotto scopa inc… dobbiamo andare a finire tutti dentro???”
Ed ancora:
DE MARCO: basta eh!! lui non ci dici! … non si può stop anche perché se si libera lui allo stesso tempo … in questo caso si libera anche lui, giusto o no?
FORTI: “sì, si lo capisce che lo stiamo aiutando, vero?”

“Cominciamo col fare il necessario, poi ciò che è possibile e all’improvviso ci sorprenderemo a fare l’impossibile” (San Francesco d’Assisi)

Da giorni oramai abbiamo segnalato e denunciato ciò che accade presso il Parco Comunale dell’Addolorata(icori) alle autorità preposte, ma ad Agrigento sembra essere passata l’idea che ci sia qualcuno che gode di UNA IMMUNITA’ diversa da quella di cui godono tutti i cittadini in uno stato di democrazia, abbiamo dichiarato che “ci fidiamo delle istituzioni specie di quelle Giudiziarie”, abbiamo e stiamo aspettando pazientemente, ma da martedì P.V. effettuerò in prima persona, l’occupazione del Parco con relativo sciopero della fame, se nessuno avrà ancora proceduto come si dovrebbe procedere in una “normalissima discarica abusiva dove sono stati conferiti RIFIUTI SPECIALI(le palme colpite da punteruolo rosso sono considerati tali) e rifiuti di ogni genere” e ciò è davanti gli occhi di tutti(i nostri video li hanno visti anche in America) l’Amministrazione ha Trasformato in una DISCARICA A CIELO APERTO, un parco pubblico, non si può fare finta di nulla, cosa diciamo ai cittadini che rispettano da sempre le Leggi?….

In qualunque comune d’Italia solo per questo scempio si sarebbero chieste le dimissioni di Sindaco Giunta e Consiglieri comunali di maggioranza, ad Agrigento il sindaco dichiara che “lui dissente da ciò che hanno disposto i dirigenti”(immaginate un Manager di Enel che in una riunione degli azionisti dichiara che “le azioni enel sono precipitate per colpa degli operai………..”

Siamo stati pazientemente in attesa di risvolti giudiziari che dovevano arrivare dopo la nostra denuncia, cosa accadrà non ci è ancora dato sapere, ma siamo certi che qualcuno non stà facendo quanto loro demandato dalle vigenti Leggi in materia di Tutela Ambientale, non può e non deve passare un messaggio distorto di incolumità verso qualcuno che ha di fatto perpetrato più reati, grazie ai nostri video sotto gli occhi di tutti.

Meritiamo e pretendiamo con forza, UNA AGRIGENTO NORMALE!

La scoperta del mondo è il compito evolutivo centrale della prima infanzia e l’esplorazione di tutto ciò che si può raggiungere con il movimento diventa una esigenza fondamentale del bambino.

Sin dalla nascita è tramite la bocca che soddisfiamo il bisogno fisiologico primario di nutrimento, che viviamo la prima esperienza relazione ed emotiva con l’allattamento, che acquisiamo competenze cognitive volte alla conoscenza delle cose.

La bocca diventa uno degli strumenti di ricerca più importanti del bambino, ma è mediante il cavo orale che il piccolo scopritore può ingurgitare un giocattolo, un alimento o un oggetto della vita quotidiana che può provocare l’ostruzione delle vie respiratorie con conseguenze gravi o irreversibili.

È ormai noto che la corretta applicazione di semplici manovre di disostruzione pediatriche consente di salvare la vita di un lattante o di un bambino e risulta, pertanto, di fondamentale importanza che la loro conoscenza venga diffusa a tutti coloro che a vario titolo si rapportano con il mondo dell’infanzia.

Consapevoli della frequenza con cui l’ostruzione delle vie aeree può avvenire, specialmente in età pediatrica, e certi dell’efficacia delle manovre salvavita, “Ohana. Giardino dell’infanzia” con la collaborazione di Marilù Caci ha voluto presentare ai genitori, nonni e babysitter dei frequentanti il nido un importante momento di educazione sanitaria.

Grazie alla Croce Rossa Italiana, nella persona di Simona Fiorino e dell’assistente Sibilla Alú, sabato 26 ottobre ha avuto luogo il primo incontro di formazione presso la sede di Viale dei Giardini, al quale hanno partecipato con interesse le figure di riferimento dei bambini.

La Direttrice di Ohana, Eleonora Clio Di Girgenti era orgogliosa di ospitare l’istruttrice CRI Simona Fiorino che da anni, con passione e competenza, si impegna alla diffusione della conoscenza delle Manovre Salvavita Pediatriche.

Il Dipartimento Regionale della Prorezione Civile ha emanato un nuovo bollettimo metei per il rischio meteo-idrogeologico e idraulico “giallo” per la provincia di Agrigento. Il dipartimento  fa  sapere che si prevede il persistere delle precipitazioni, a prevalente carattere di rovescio o temporale. Sui settori centro-orientale della Sicilia. La fenomeni già potrà localmente assumere anche carattere di persistenza. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, frequente attività elettrica, forti raffiche di vento. Localmente le cumulare di precipitazioni potranno risultare abbondanti.

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Ad Agrigento tre immigrati dalla Tunisia, tutti minorenni di 15 anni, armati di coltello, hanno aggredito tre ragazzini minorenni di Agrigento al Viale della Vittoria, sorpresi a passeggiare nei pressi della Villa Bonfiglio. I tre tunisini, tra spintoni e minacce, hanno rapinato i tre dei telefoni cellulari e dei soldi in tasca. Le grida hanno indotto alcuni passanti a telefonare al 112. I Carabinieri sono subito intervenuti, hanno raccolto la descrizione dei tre malviventi, e li hanno rintracciati all’interno di una comunità di accoglienza per minori, dove sono ospitati. Ai tre è stato sequestrato il coltello a serramanico utilizzato per minacciare. Soldi e telefoni cellulari sono stati restituiti ai tre malcapitati. I tunisini sono stati denunciati a piede libero alla Procura per i minorenni di Palermo.

Come pubblicato giovedì scorso 24 ottobre, tramite una intervista al Videogiornale di Teleacras, l’assessore comunale alle Politiche sociali di Agrigento, Gerlando Riolo, tra l’altro ha affermato che in quasi 5 anni di legislatura sono stati movimentati e distribuiti circa 2 milioni di euro a favore di famiglie e persone con difficoltà economiche, non sotto forma di contributi diretti ma attraverso bonus spesa, bonus idrici, bonus energia, contributi per ragazze madri e poi con turni di servizio civico e cantieri di servizi.

L’intervista