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Energia alle stelle: +78,66% in bolletta in provincia di Agrigento

Il rincaro delle bollette di energia elettrica e gas ha messo a dura prova la gestione dei nostri risparmi. Di fatto, dal 2020 ad oggi, il prezzo delle utenze della casa sono schizzati alle stelle ed è necessario trovare un modo per tagliare le spese e risparmiare. Ma come mai i prezzi di gas e luce sono aumentati così tanto? Quali sono i fattori che hanno inciso su questo incremento di spesa? E soprattutto, di quanto sono aumentate le bollette dal 2020 ad oggi?

Alcune ricerche condotte da prontobolletta.it, confermano che il prezzo delle utenze è aumentato negli ultimi due anni di almeno l’80% e che la spesa delle utenze varia da regione a regione. A determinare questo aumento, tre fattori in particolare:

  1. Un aumento della domanda del gas: il gas è una fonte energetica oggigiorno ancora necessaria. Seppur sia sempre un combustibile fossile, risulta essere più “sostenibile” rispetto ad altre fonti come petrolio e carbone. Una maggiore domanda di metano (in forma gassosa o liquida) determina un incremento dei prezzi dell’offerta.

  2. Il conflitto russo-ucraino ha determinato un’impennata rapida e ripida: la Russia è il principale fornitore di gas in Italia (importando circa il 40% del gas totale). I diversi tagli sulla fornitura hanno imposto al governo italiano di trovare nuovi fornitori. Solitamente, quando l’offerta del prodotto è scarsa ma la domanda è molto alta, il prezzo sale e di molto.

  3. La scarsa quantità di energie verdi, come quella eolica e fotovoltaica, non permettono di coprire la richiesta energetica. Poiché le infrastrutture e la produzione di energia sostenibile sono ancora insufficienti, sarà necessario accelerare il processo di transizione ecologica.

Come un effetto domino, il prezzo dell’elettricità è aumentato in modo proporzionale al gas. Appunto, il metano serve per la produzione di energia elettrica: tramite le centrali termoelettriche, l’energia del combustibile fossile viene trasformata in energia elettrica. Per questa ragione, anche il prezzo della bolletta della luce aumenta.

Ovviamente, il rincaro delle bollette grava tanto anche sulle imprese, in particolare sulle piccole e medie: dopo la pandemia, la produzione delle imprese italiane è tornata ad aumentare e l’incremento dei prezzi del gas e di elettricità rappresenta un grande ostacolo per la crescita.

A differenza di gas e luce, altre voci di spesa per la casa come internet sono rimaste invariate ne corso del tempo: secondo alcune analisi di internet-casa.com, il prezzo medio della bolletta telefonica è di 27€ al mese.

Qual è la situazione nella provincia?

Per essere più specifici, il costo medio della bolletta del gas in provincia di Agrigento è aumentato di circa il 6,07% dal 2020 al 2021 e del 78,66% dal 2021 al 2022. Questo aumento così vertiginoso ha di certo interessato tutte le regioni d’Italia. Per essere ancora più chiari, per quanto riguarda i comuni della provincia di Agrigento, il prezzo medio della bolletta del gas è passato da € 619,43 nel 2020 a € 657,29 nel 2021 a circa € 1.174,60 in questo anno.

E per quanto riguarda l’energia elettrica?

Anche l’energia elettrica, come detto prima, ha subito un incremento notevole dei prezzi. Sempre nella provincia di Agrigento il costo medio della bolletta della luce è aumentato del 33,77% dal 2021 al 2022 e del ben 84,88% dal 2021 al 2022. Per tale ragione, abbiamo assistito nei comuni della provincia di Agrigento ad un balzo di prezzo nella bolletta: da € 328,50 nel 2020 a € 439,41 nel 2021 a ben € 812,20 oggi.

fonte: https://internet-casa.com/news/aumento-bollette-energia/

“I disagi nelle forniture d’acqua che stanno interessando i comuni della fascia costiera dell’Agrigentino non dipendono da Siciliacque, ma con tutta probabilità da un deficit, rispetto agli anni scorsi, di risorse idriche in capo al gestore d’ambito”.
È quanto chiarisce Siciliacque, società che gestisce la rete idrica di grande adduzione sul territorio regionale, precisando che “i limiti nella portata dei nostri acquedotti non consentono, se non attraverso una rimodulazione della distribuzione da effettuare in sinergia con il gestore Aica, di incrementare l’erogazione idrica così come chiesto, ad esempio, dal sindaco di Siculiana”.
“Al momento – sottolinea Siciliacque – le quantità d’acqua complessivamente consegnate ai comuni serviti da Aica sono maggiori sia a quelle dello scorso anno, quando l’intera Isola era in crisi idrica, sia alle forniture del 2020. Pur comprendendo i disagi per le comunità e le attività commerciali, Siciliacque, tuttavia, può regolare l’erogazione dell’acqua con i tempi tecnici necessari e compatibilmente con le portate degli acquedotti gestiti. In un’ottica di collaborazione con Aica, Siciliacque metterà in campo come sempre ogni azione finalizzata alla risoluzione dei possibili disservizi”.

Che le Istituzioni non abbandonino le proprie coste è l’appello del SIB-Confcommercio Agrigento.

Nell’attesa della riforma del Demanio Marittimo, e nell’auspicio che la stagione balneare 2023 non dovrà essere l’ultima per i litorali agrigentini, l’Arch. Gero Niesi delegato provinciale del SIB, il Sindacato Italiano Balneari, aderente a Confcommercio Agrigento fa il punto della situazione, che vuole anche essere un appello, anche, alle istituzioni locali.

La stagione balneare è, ufficialmente, iniziata già da qualche settimana. Ma non servivano decreti e ordinanze per sancire l’assalto alle spiagge. Il caldo delle ultime settimane e l’afflusso registrato nei fine settimana, hanno lanciato tutta la costa Agrigentina in pieno clima estivo e con un discreto margine d’anticipo, che non ha di certo trovato impreparati gli imprenditori balneari, ma sembra aver sorpreso le amministrazioni comunali.

Una stagione estiva che entra quindi pienamente nel vivo, ma alquanto problematica, per un settore qual è quello degli stabilimenti balneari.

La sfida da vincere, come ogni anno, è portare le nostre coste al centro del panorama turistico. Ma quest’anno questa sfida è resa ancor più difficile per il sommarsi di vecchi e nuovi problemi che attanagliano il comparto: l’incertezza per il prossimo futuro delle concessioni demaniali, l’aumento dei costi dell’energia elettrica, delle materie prime e dei prodotti al consumo, la difficoltà nel trovare lavoratori stagionali e, come se non bastasse, la mancata programmazione della pulizia delle spiagge e delle zone adiacenti.

Il turismo balneare, insieme al vasto indotto, ogni estate è fonte di sostentamento per centinaia di famiglie, su tutto il litorale agrigentino, ma gli aumenti dei costi e le incertezze, minano la serenità di ogni singolo imprenditore.

Oggi, più che mai, serve che ognuno faccia la propria parte cercando di mitigare al massimo ogni tipo di disfunzione e garantire al meglio la fruizione di ogni servizio. In tal senso è necessaria una civile collaborazione fra tutti per favorire il rispetto delle regole e dei diritti.

Ai gestori dei lidi balneari si chiede di attenersi scrupolosamente ai dettami dell’ordinanza di sicurezza dei bagnanti, perché è assolutamente necessario garantire la sicurezza e la salvaguardia delle persone e deve essere fatto, sempre, nell’interesse della collettività. Bisogna credere nella sicurezza e nella prevenzione, oltre a dare a tutti le stesse possibilità di usufruire dei servizi in spiaggia. E se si vuole la vicinanza delle istituzioni, dobbiamo noi stessi essere i primi a collaborare attivamente.

Così come ai bagnati si chiede di andare al mare cercando di trovare sempre il giusto equilibrio fra rispetto delle regole e buon senso, affinché si possa favorire lo svolgimento sereno della stagione balneare.

Ai Comuni si chiede, ancora una volta, che predispongono e adottino il Piano di utilizzo delle aree demaniali marittime, ovvero quel documento di pianificazione comunale che regola le modalità di utilizzo della fascia costiera demaniale e del litorale marino, in conformità ai principi definiti dall’Unione Europea ed alla vigente legislazione statale e regionale di settore.

È un appello più che accorato, trattandosi di un argomento che per la sua delicatezza non può più essere rinviato, senza se e senza ma.

È inaccettabile, che ancora oggi, tantissimi comuni agrigentini continuino ad essere inadempienti relativamente ai piani spiaggia, senza i quali, fra qualche mese, si potrebbe configurare una situazione di totale stallo per un intero comparto, con tutto quello che ne può conseguire per le imprese del settore. Imprese che, ricordiamo, spesso sono a conduzione familiare, oltre ad essere l’unica fonte di sostentamento. 

In riferimento alla pulizia, ordinaria e straordinaria, dei litorali della provincia di Agrigento è doveroso richiamare l’attenzione di tutti coloro i quali ne hanno la responsabilità e al contempo di sollecitarne lo svolgimento. I concessionari già si occupano della pulizia della propria area e delle immediate adiacenze. Ciò non può esimere le amministrazioni comunali dall’eseguire gli interventi generali su tutte le spiagge. Solo così si può dare un senso di ordine e decoro che corrobora l’impegno profuso dai balneari e li stimola a fare sempre meglio, in un’ottica di proficua sinergia con l’amministrazione pubblica.

La cura della città con le manutenzioni ordinarie e straordinarie, con una meticolosa programmazione quotidiana della pulizia delle spiagge e delle zone limitrofe è un lavoro certamente graduale, che richiede tempo e dedizione, e non serve chiedere pazienza ai cittadini ma bisogna risolvere ogni singola criticità a tempo debito, ne vale della tenuta economica delle attività produttive, ne vale della fruizione delle spiagge e dei litorali da parte dei cittadini e dei turisti, si deve a tutta la collettività che si ha l’onore di rappresentare.

In riferimento ai dettami sul decreto che andrà a disciplinare le concessioni demaniali e che è passato in Senato il 30 maggio scorso, il SIB – Confcommercio di Agrigento si è già organizzato allo scopo di accompagnare i lidi balneari, nostri associati, in un percorso che li vedrà parte attiva e pronti ad affrontare e vincere le future evidenze pubbliche e riottenere la propria concessione, difendendola nel solco della normativa vigente e quindi, permanendo per merito acquisito. Siamo certi che gli imprenditori balneari più virtuosi e consapevoli si stiano già attrezzando all’approssimarsi di tale scadenza. Ma contestualmente, l’assurda ipotesi che migliaia di imprenditori possano rischiare non solo di perdere l’azienda su cui hanno investito finanze ed energie, ma addirittura di non vedersi riconoscere nemmeno un adeguato indennizzo, è un aspetto che merita le giuste attenzioni e puntare su un indennizzo qualitativo e quantitativo idoneo e reale. Ma nel frattempo bisogna andare avanti e non farsi trovare impreparati, su tutti i punti di vista.

A Menfi i Carabinieri hanno multato per 1.032 euro il responsabile di un’azienda catanese, un uomo di 39 anni di Menfi, che avrebbe attrezzato come lido balneare una porzione di spiaggia senza alcuna autorizzazione o licenza. E’ stato avviato l’iter per lo stop all’attività. L’intervento è stato eseguito dai Carabinieri del Nucleo tutela per la salute attualmente impegnato nell’operazione “Estate tranquilla”, ovvero controlli igienici e sanitari su attività di affittacamere, bar-ristoranti e noleggio di attrezzatura per la balneazione.

I poliziotti della Squadra Mobile di Agrigento hanno arrestato un operaio di 31 anni di Licata, R Z sono le iniziali del nome, sorpreso, nel corso di una perquisizione indotta da sospetti investigativi, in possesso di 9 chili e 600 grammi di marijuana e 1000 euro in contanti. E’ ristretto ai domiciliari in attesa della convalida dell’arresto. Risponde di detenzione di droga a fine di spaccio. Lo stupefacente sarà sottoposto alle analisi di routine per quantificare il principio attivo.

Il Partito Democratico siciliano designa Caterina Chinnici candidata alle Primarie della coalizione di centrosinistra. Gli interventi di Barbagallo e Fava.

Caterina Chinnici, 68 anni, figlia del giudice Rocco vittima della mafia, sposata, due figli, magistrato ed europarlamentare del Partito Democratico, è stata indicata dalla direzione regionale del partito come candidata PD alle primarie di coalizione del centrosinistra al voto il prossimo 23 luglio. Il segretario regionale, Anthony Barbagallo, così ha annunciato la scelta: “Dopo lunga e ampia condivisione – e un confronto vero con la base, i simpatizzanti e i segretari dei circoli – il nome che propongo è quello di Caterina Chinnici, perchè risponde ad alcune direttrici per noi fondamentali, in primis quella della valorizzazione delle donne. Più volte abbiamo posto il tema della doppia preferenza di genere in Sicilia, per ottenere un assessore donna in giunta, e poi ci siamo rivolti al Tar per chiedere che un terzo della giunta regionale sia composto da donne. Abbiamo scelto una donna che ha spessore e conoscenza approfondita della macchina regionale, avendo ricoperto il ruolo di assessore, e una cultura giuridica che non è in discussione, essendo anche una magistrata. Ed è peraltro l’unica parlamentare siciliana da Bruxelles in giù in quota Partito Democratico, essendo parlamentare europea. Le primarie sono utili se non sono soltanto una prova muscolare ma soprattutto se diventano le primarie delle idee, della partecipazione, e una festa per includere il più possibile. Caterina Chinnici è per questo una candidatura forte e autorevole la cui riconoscibilità è un elemento che mi ha convinto. La riconducibilità di Caterina Chinnici al PD va rafforzata e condivisa”. E la stessa Caterina Chinnici così è intervenuta a seguito della designazione: “Ringrazio il segretario nazionale Enrico Letta, il segretario regionale Anthony Barbagallo, la direzione, i circoli, i militanti e tutta la comunità del PD per la fiducia riposta in me nell’affidarmi una così grande responsabilità, che è innanzitutto quella di progettare attraverso l’ascolto, di mettere al centro le persone per costruire con loro una proposta di governo ampia e coinvolgente. Lo farò con tutte le mie energie, con lo stesso spirito di servizio alla collettività che ha sempre caratterizzato il mio impegno civico e con la voglia di lavorare per la terra che amo, la Sicilia”. E Claudio Fava, candidato anche lui come espressione del movimento “Cento Passi”, così ha commentato la scelta di Chinnici: “Sono contento che anche il PD abbia indicato il proprio candidato. Con Caterina Chinnici, a cui do il mio affettuoso benvenuto in queste primarie, avremo l’occasione per confronti concreti e intensi. Sarà un primo passo verso la campagna per le Regionali d’autunno che promette un cambio definitivo di marcia per la Regione e per i siciliani”. Fino al 30 giugno è possibile presentare le candidature da parte della coalizione progressista. Per votare on line o ai gazebo il 23 luglio è obbligatorio registrarsi, fino al 21 luglio, attraverso il sito www.presidenziali22.it .

A Naro, in contrada Gibbesi, un incendio è divampato e ha bruciato 10 ettari di terreno coltivato a grano, su un fondo agricolo confiscato alla mafia e affidato alla cooperativa “Le terre di Rosario Livatino – Libera terra”. Il danno ammonta a circa 10mila euro, coperto da assicurazione. Si ritiene che il fuoco, insorto al mattino, sia di origine dolosa. Indagano i Carabinieri della locale stazione, a cui è stata sporta denuncia dalla cooperativa che già nel giugno 2020 subì un altro incendio con danni per 15mila euro.

La misura di “Resto al Sud” inverte la tendenza della “fuga di cervelli” dalla Sicilia. Il report di InvItalia: 1799 progetti finanziati per oltre 126 milioni di euro.

“Resto al Sud” è davvero “Resto al Sud”, anzi: “Resto in Sicilia”. La tanto vituperata quanto atavica, e così definita “fuga di cervelli”, ovvero l’emigrazione costante oltre lo Stretto di Messina di risorse umane qualificate e di talento, soprattutto giovanili, tende a placarsi, adesso, nel post emergenza pandemica. E ciò grazie all’iniziativa intitolata, non a caso, “Resto al Sud”, ossia l’imprenditorialità e l’intraprendenza incoraggiate e foraggiate con occasioni e fondi. Secondo l’ultimo report di InvItalia sono 1.799 i progetti finanziati in Sicilia per oltre 126 milioni di euro. E che prospettano un’occupazione per 6.683 under 40. La tendenza, la direzione delle proposte, è netta: il 50 per cento delle 5.200 istanze presentate per ottenere le agevolazioni di “Resto al Sud” riguardano il settore turistico-culturale. E’ in particolare in tale settore, sfruttando ovviamente la vocazione naturale della Sicilia, che si intende avviare un’attività di impresa con finanziamenti a fondo perduto e prestiti a tasso zero. E a tal proposito il responsabile di “Resto al Sud” per InvItalia, Giuseppe Glorioso, spiega: “Le agevolazioni offerte consentono di coprire interamente le spese per avviare l’attività di impresa. Vogliamo che chi ha una buona idea di business la trasformi in una attività imprenditoriale e che sia da volano per i giovani. L’incentivo è destinato a chi ha un’età compresa tra i 18 e i 55 anni. Non ci sono bandi, scadenze o graduatorie: le domande sono valutate in base all’ordine cronologico di arrivo. Sono finanziabili attività produttive nei settori industria, artigianato, trasformazione dei prodotti agricoli, pesca e acquicoltura, fornitura di servizi alle imprese e alle persone, turismo, commercio, e attività libero professionali. Sono escluse le attività agricole. ‘Resto al Sud’ copre fino al 100% delle spese, tra il 50% di contributo a fondo perduto, e il 50% di finanziamento bancario garantito dal Fondo di garanzia per le Piccole e medie imprese, con interessi interamente a carico di InvItalia. Il finanziamento massimo è di 50.000 euro per ogni richiedente, ma può arrivare fino a 200.000 euro nel caso di società composte da quattro soci. Per le sole imprese esercitate in forma individuale, con un solo soggetto proponente, il finanziamento massimo è pari a 60.000 euro. Il contributo è erogato al completamento del programma di spesa, contestualmente al saldo dei contributi concessi. ‘Resto al Sud’ finanzia anche la ristrutturazione o la manutenzione straordinaria di beni immobili, pagando un massimo del 30% rispetto al programma di spesa. E poi il 20% massimo della spesa per nuovi macchinari, impianti e attrezzature, poi programmi informatici e servizi per le tecnologie, poi per l’informazione e la telecomunicazione, e poi spese di gestione tra utenze, canoni di locazione, canoni di leasing, e garanzie assicurative”.

fonte: ilterziario.info

 

I Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro hanno denunciato a piede libero alla Procura di Agrigento, per falso ideologico, un medico del Lavoro e l’amministratore unico di un’impresa edile di Licata. I due avrebbero attestato falsamente, nella comunicazione del giudizio di idoneità alla mansione, di avere effettuato le visite mediche a due lavoratori. E avrebbero inoltre attestato che le visite mediche risalgono a data antecedente rispetto all’accesso ispettivo dei Carabinieri.

Agrigento sarà la “Capitale Panathlon International” nel 2024. Nel corso dell’assemblea straordinaria tenutasi a Losanna è stata approvata all’unanimità la proposta avanzata dal presidente del club Panathlon di Agrigento, Gerlando Amato, e sostenuta dal past governatore della Sicilia Eugenio Guglielmino, oggi consigliere internazionale. I Soci del club di Agrigento sono già mobilitati per questo straordinario appuntamento.  Con i suoi 300 Club e 9000 soci il Panathlon International è presente in 27 Nazioni.

“Siamo orgogliosi di questa grande opportunità per Agrigento e della partnership con il Panathlon International, in particolare con il presidente del club di Agrigento, Gerlando Amato, con cui abbiamo condiviso da subito finalità e obiettivi per la formazione e per lo sviluppo del nostro territorio” ha dichiarato l’amministratore del Distretto Turistico Valle dei Templi, Fabrizio La Gaipa.

Il Panathlon è un club service in ambito sportivo, fondato a Venezia il 12 giugno 1951. Lo scopo del Panathlon è l’affermazione dell’ideale sportivo e dei suoi valori morali e culturali quale strumento di formazione ed elevazione della persona e di solidarietà tra gli uomini e i popoli.

“Siamo pronti a collaborare per la migliore riuscita e per accogliere quanti arriveranno ad Agrigento per conoscere il nostro patrimonio e per vivere alcune delle più significative ed emozionanti esperienze della Costa del Mito” ha concluso La Gaipa.