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C’è stato uno “sbarco fantasma” di migranti stanotte sul litorale di Seccagrande. Carabinieri e militari della Guardia costiera sono intervenuti rinvenendo un natante nei pressi della riva che, evidentemente, era riuscito a sfuggire ai controlli dei radar. A quanto risulta gli occupanti della barca erano già riusciti a sbarcare sulla terraferma. I controlli hanno permesso di individuarne solo un paio. Le ricerche di altre persone sono tuttora in corso.

Ad Agrigento, il Comitato cittadino delle vie Vincenzo Gaglio, Graceffo e San Leonardo, nella zona dello stadio Esseneto, lamenta il grave stato di abbandono e incuria in cui versa la zona, e sollecita il Comune a predisporre subito degli interventi a rimedio. Il Comitato spiega: “La spazzatura lungo la strada e le erbacce non sono mai raccolte o decespugliate, provocando una grave carenza igienica e sanitaria. Ci chiedono di fare la differenziata per aiutare l’ambiente e poi ci ritroviamo, pur pagando lauti tributi al Comune, a vivere in un indecoroso ambiente dove, insieme a rifiuti ed erbacce, proliferano blatte e ratti anche di grosse dimensioni. Inoltre tra il civico 7 e il 9 della via Vincenzo Gaglio, una vistosa e profonda buca nel marciapiede sembra essere ignorata da chi ha il dovere di impedire il pericolo di insidie stradali. E anziché essere riparata è stata rattoppata con una cassetta di plastica utilizzata per la vendita di frutta, neanche fossimo nelle favelas brasiliane. Facciamo appello all’amministrazione comunale, al sindaco da noi ben voluto e che alle ultime elezioni per la fiducia da noi riposta ha riscosso un buon piazzamento nelle nostre circoscrizioni elettorali. Lo preghiamo affinché si attivi per restituire la dignità che merita un quartiere di concittadini che pagano le tasse e che hanno riposto nella sua figura una grande speranza di vero cambiamento – concludono i residenti delle vie Gaglio, Graceffo e San Leonardo”.

I Carabinieri della Compagnia di Agrigento hanno denunciato a piede libero alla Procura 10 immigrati ospiti di una comunità d’accoglienza a Raffadali, per l’ipotesi di reato di rissa. Si tratta di giovani provenienti dalla Tunisia, Marocco e Bangladesh, tra i 18 e i 20 anni. L’azzuffata, che sarebbe stata scatenata da futili motivi, risale al pomeriggio di domenica scorsa. Uno dei rissanti è stato trasportato in ambulanza all’ospedale “San Giovanni di Dio” ad Agrigento.

“Questa assenza arbitraria è iniziata oggi perché ormai siamo completamente alla esasperazione. Adesso basta, siamo stanchi; questa storia dura da mesi ed è arrivato il momento di dire basta. Noi non faremo un passo indietro. Le ditte e il Comune la devono smettere. Siamo stanchi!!!”

Canicattì, 9 agosto 2021. Con queste dichiarazioni di un operatore ecologico del gruppo Rti che ha l’appalto per la raccolta dei rifiuti a Canicattì, cerca di mettere la parola fine ad una situazione che prestissimo diventerà incandescente, come attualmente è a Favara e come possibilmente sarà in altri Comuni serviti dal gruppo Rti.

L’ombelico del mondo, come è noto, sono gli stipendi, sacrosanti. A Canicattì gli operatori ecologici non vogliono assistere al balletto accaduto a Favara nei mesi scorsi quando Comune e Rti- Iseda capofila, si sono passati la palla per, alla fine, concludere poco o nulla.

I Comuni cambiano, ma le ditte interessate sono sempre le stesse: il raggruppamento di imprese, l’Rti, si ritrova ancora una volta al centro delle attenzioni per il mancato pagamento degli stipendi ai lavoratori. Un motivo ci dovrà pur esserci!

Inutile sottolineare ed assistere al solito balletto di competenze: tu non mi paghi e io non ti pago, questo lo sappiamo già. Ma sta di fatto che ancora una volta gli operatori ecologici della Rti – capofila Sea – sono in serie difficoltà, indipendentemente dal fatto che operino a Favara o a Canicattì; anzi, c’è il rischio che le astensioni arbitrarie degli operatori ecologici possano avvenire anche in altri Comuni.

E allora, diciamolo chiaramente: qualcosa non va, non funziona, non regge in piedi. A Canicattì la situazione è pesantissima. Di fatto la Rti – capofila Sea – ha subito penalità nel corso di questi anni per un totale complessivo di oltre 1 milione e 200 mila euro. Il tutto perché ovviamente i lavori effettuati hanno mostrato carenze in lungo ed in largo.

Un milione e 200 mila euro di multe, operate da parte del Comune alla Rti non sono poche cose. Evidentemente il raggruppamento di imprese non è nelle condizioni di svolgere il servizio di raccolta per come dovrebbe.

Il Comune, dunque, trattiene i soldi delle penalità. Le ditte dicono: “Tu non mi dai i soldi e io non pago gli stipendi”. Se tutto ciò, gentili lettori, vi sembra corretto. Ed ecco, quindi, l’attacco degli operatori che come unica arma hanno l’assenza arbitraria che crea non pochi problemi alla collettività canicattinese.

Si spera che nella città dell’uva non si superi il limite per come è stato a Favara.  Problemi di ogni genere, soprattutto per la salute pubblica, non giovano a nessuno, anche se, a dire il vero, la pervicacia della Rti e la conseguente assenza arbitraria degli operatori di Favara è stata consentita grazie anche ad un “morbido” interessamento da parte degli organi preposti che avrebbero dovuto prendere con più forte considerazione la situazione venutasi a creare. L’articolo 191 imposto dalla allora sindaca Anna Alba e il grido d’allarme lanciato dall’Asp di Agrigento hanno appena solleticato Rti ed operatori ecologici.

Così non va. Lo ribadiamo ancora una volta: se le ditte non sono capaci di affrontare il servizio a loro affidato dietro milioni e milioni di euro, devono mettersi da parte.

Non è possibile che ogni volta a pagare debba essere la comunità.

Un’altra giovane vittima del covid in provincia. È deceduta nelle scorse ore all’ospedale di Ribera dove era ricoverata da alcuni giorni, una donna di 40 anni di Agrigento.

Anche lei, al pari dell’uomo di 50 anni di Sant’Anna di Caltabellotta, non era vaccinata. Si tratta di una delle vittime più giovani in provincia, la 271esima dall’inizio della pandemia.  La città dei Templi sale a 20 decessi per covid dallo scorso anno.

Salvato in extremis un uomo di 40 anni di Agrigento punto da una vespa mentre si trovava nella spiaggia delle Pergole di Realmonte.

L’uomo, punto dall’insetto ad un’ascella, ha subito manifestato i classici segni dello shock anafilattico con gravi difficoltà respiratorie. Subito i bagnini, che hanno contattato il 118, sono intervenuti portando il quarantenne in un luogo riparato in attesa dei soccorsi. La centrale del 118 di Caltanissetta ha inviato l’elisoccorso che è riuscito ad atterrare grazie alla bravura dei piloti e all’aiuto dei bagnanti. Il vento infatti ha creato qualche problema ma i piloti hanno potuto contare sui bagnini e i bagnanti che hanno lasciato libero uno spiazzo disegnando un grande cerchio.

Il medico rianimatore, una volta a terra, ha somministrato una fiala di adrenalina al quarantenne che si è ripreso poco dopo. Il paziente poi è stato trasferito, sempre in elisoccorso, al pronto soccorso dell’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta dove proseguirà la terapia.

E’ finalmente ufficiale: la Seap Dalli Cardillo Aragona parteciperà al prossimo campionato di serie A2 di volley. La bellissima notizia è arrivata pochi minuti fa proprio dalla FIPAV che ha comunicato alla Società agrigentina l’ammissione al prossimo ambitissimo torneo nazionale.
E’ un ritorno in serie A2 dopo alcuni anni di assenza quello della Seap Dalli Cardillo del presidente Nino Di Giacomo che, in silenzio e senza clamori, ha lavorato insieme al suo staff affinchè questo sogno si realizzasse, affrontando con grandi motivazioni tutti gli ostacoli che si sono presentati strada facendo, dimostrando che anche Aragona può affrontare tranquillamente un torneo di livello nazionale. E’ stata una lunga estate passata a preparare ricorsi per dimostrare ai dirigenti nazionali della Lega Volley e della Fipav che Aragona ha tutte le carte in regola.
Il presidente Nino Di Giacomo è già al lavoro per preparare al meglio il prossimo prestigioso campionato ed in proposito ha dichiarato: “è stato il giusto premio per tutti i sacrifici che abbiamo affrontato in questi anni. Un grazie doveroso devo rivolgerlo ai nostri sponsor che ci sono stati sempre vicini anche nei momenti più difficili, mi riferisco soprattutto all’era “Covid” e non solo: ci hanno sostenuto sempre! Un plauso grandissimo va ai nostri encomiabili tifosi che ci hanno seguito, anche se virtualmente, grazie alle nostre dirette degli incontri che abbiamo disputato fino a poche settimane fa. Siamo già al lavoro per provare ad allestire un roster competitivo e credo proprio che, rimanendo uniti, insieme ai tifosi e agli sponsor, quest’anno ci divertiremo ancora di più per portare in alto i colori di Aragona e dell’intera provincia di Agrigento”.

Si sa poco o nulla. L’unica certezza è che questa mattina, poco dopo mezzogiorno, sono stati sparati alcuni colpi di pistola contro l’abitazione di un commerciante di Licata. Il fatto è avvenuto in via Palma.

Nessun ferito. Ovviamente esistono tutti i presupposti che possa trattarsi di un atto intimidatorio. E su questa eventualità stanno indagando i carabinieri della compagna di Licata.

 

Sono 923 i nuovi casi di Covid19 registrati nelle ultime 24 ore in Sicilia a fronte di 17356 tamponi processati nell’isola. L’incidenza scende al 5,3% ieri era al 9%. L’isola resta al primo posto per nuovo contagio giornaliero. I guariti sono 59 mentre nelle ultime 24 ore si registrano altre 2 vittime. Sul fronte ospedaliero sono adesso 494 i ricoverati mentre in terapia intensiva adesso sono 52 i ricoverati.

Questa la situazione nei Comuni capoluogo: Palermo 208, Catania 190, Agrigento 5, Caltanissetta 106, Trapani 22, Ragusa 112, Siracusa 56, Enna 38, Messina 186.

Ha completato due mandati pieni e consecutivi. Emanuele Farruggia, nel rispetto dello Statuto, lascia l’incarico. Il nuovo presidente della sede cittadina della CNA è Roberta Tuttolomondo,  già presidente provinciale, componente dell’Ufficio di Presidenza e dirigente di primo piano della Confederazione. Il passaggio formale nel corso della seduta elettiva che si è tenuta presso la sede di via Piersanti Mattarella. Farruggia ha ripercorso, in breve, i suoi 8 anni di presidenza, “definendo l’esperienza positiva e costruttiva all’interno della struttura, alla quale – ha assicurato –  continuerò la mi attività al servizio del territorio e del tessuto produttivo”.  Il suo impegno, specie nel settore del turismo, è stato ampiamente e pubblicamente riconosciuto dal gruppo dirigente. I vertici provinciali hanno avuto, nei confronti Di Emanuele Farruggia, parole di grande apprezzamento per il proficuo contributo offerto al sistema CNA. Il presidente Francesco Di Natale e il segretario Claudio Spoto hanno poi augurato buon lavoro, ringraziandola per avere accettato l’incarico, a Roberta Tuttolomondo, titolare di un affermato e moderno centro benessere al Villaggio Mosè, ma anche una donna fortemente impegnata nel sociale. La neo presidente, nel suo intervento, ha chiesto il coinvolgimento e la partecipazione di tutti quanti, a vario livello, hanno accettato di assumere ruoli di responsabilità nell’organigramma: “facciamo squadra per vivere in modo attivo e propositivo questa importante esperienza di associazionismo, nell’interesse delle imprese – ha sottolineato – che si affidano a noi, sia in termini di erogazione servizi che di rappresentanza politico-sindacale”.

Diverse le new entry che hanno deciso di sposare il progetto CNA: Lillo Iacono, Lillo Abbate, Lisa Lombardo, Rosetta Palillo, Giacomo Arrigo, Giuseppe Alfieri, Corrado Di Salvo, Luca La Rocca, Edy Prestes, Carmelina Paino e Dario Spataro. Tanti volti nuovi che si intrecciano con il gruppo di artigiani e imprenditori “veterani”, da anni impegnati dentro la Confederazione, come Fabrizio Campagna, Gianluigi Mirabelli, Rosanna Puzzo, Christian Vassallo e Tony Lo Pilato. Il nuovo corso sarà ufficialmente sancito il 3 settembre quando, nella città dei templi, sarà celebrata l’assemblea quadriennale per il rinnovo degli organismi provinciali.