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L’assessore Armao interviene nel merito dell’insularità della Sicilia e dei costi che ne derivano, e afferma: “La condizione di insularità impone oggi l’adozione di scelte politiche di contrasto a cui il governo Musumeci di certo non si sottrae. Basti solo pensare che la creazione di un sistema di collegamento stabile dello Stretto di Messina, che riducendo la distanza geografica tra la Sicilia ed il Continente potrebbe contenere significativamente i costi dell’insularità, sarebbe interamente ripagata in meno di due anni dal semplice risparmio sui costi e tempi dei collegamenti di terra. A distanza di 75 anni dal riconoscimento dell’Autonomia della Sicilia, non si è purtroppo ancora colmato nel nostro Paese il divario economico, sociale e territoriale, che è un divario prettamente infrastrutturale, acuito dal crollo degli investimenti statali nel Mezzogiorno negli ultimi 30 anni, che determina il protrarsi di un’insostenibile tassa occulta a carico dei siciliani, che frena lo sviluppo economico e causa notevoli ritardi e lentezza negli spostamenti da e verso le regioni continentali”.

A Lampedusa i poliziotti della Squadra Mobile di Agrigento hanno arrestato tre extracomunitari perché hanno violato il decreto di espulsione, con divieto di reingresso nel territorio italiano e nell’area Schengen. Gli arrestati, come disposto dal Magistrato di turno, in attesa del giudizio direttissimo sono stati sottoposti agli arresti domiciliari nel centro d’accoglienza di Lampedusa.

Come nel resto d’Italia, anche ad Agrigento, su iniziativa del Circolo Rabat di Legambiente, e degli operatori delle riserve naturali “Macalube di Aragona” e “Grotta di Sant’Angelo Muxaro”, si è svolta la manifestazione “Spiagge e fondali puliti edizione 2021”. E’ stata ripulita la spiaggia di Maddalusa, soprattutto dai numerosi rifiuti in plastica. Il presidente del Circolo Rabat, Daniele Gucciardo, commenta: “E’ desolante dover ripetere sempre le stesse cose a commento della conduzione di queste iniziative che di fatto evidenziano un malcostume ancora troppo diffuso, nonostante sia risaputo che dall’abbandono indiscriminato dei rifiuti derivano danni per l’ambiente che inevitabilmente si ripercuotono sulla salute umana”.

Questa è via Giovanni Falcone in contrada Scavuzzo, in territorio di Realmonte. Un’offesa per la memoria del giudice ucciso dalla mafia. Infatti, la zona è totalmente abbandonata, piena di buche perché l’acqua non fuoriesce e quindi finisce con lo scavare nel sottosuolo.  Nelle giornate di pioggia la situazione è anche più allarmante tant’è che diversi residenti hanno anche subito dei danni alle propria autovetture. Tutto ciò nel silenzio più assoluto del comune e di Girgenti acque.

Gli abitanti non sanno più a quale santo rivolgersi e, per concludere, la scorsa notte, nella zona è stato anche appiccato un incendio che è divampato anche per le erbacce che non sono state ancora eliminate.

Il sig. S.G.F. di anni 23 di Alessandria della Rocca, figlio di noto rianimatore in servizio presso l’Ospedale di Sciacca, con il patrocinio degli avv.ti Girolamo Rubino e Daniele Piazza, proponeva un ricorso giurisdizionale innanzi al T.A.R. Lazio contro il Ministero della Difesa ed il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri avverso il provvedimento del 8 novembre 2019 con cui il giovane siciliano era stato escluso dal concorso per l’arruolamento nell’Arma dei Carabinieri, in ragione di una presunta diagnosi di “ginocchio valgo bilaterale”.

In ragione delle certificazioni sanitarie prodotte dall’avv. Rubino ed attestati la sussistenza in capo al proprio assistito dei requisiti per l’arruolamento nell’Arma dei Carabinieri, il T.A.R. del Lazio disponeva una verificazione, in contraddittorio tra le parti, incaricando di ciò la Commissione Sanitaria d’Appello dell’Aeronautica Militare.

La Commissione sanitaria incaricata, esaminata la documentazione prodotta dagli avv.ti Rubino e Piazza e dopo avere nuovamente sottoposto ad una accurata consulenza specialistica radiologica il giovane aspirante carabiniere, rilevava l’erroneità dell’accertamento reso dal Centro di reclutamento dell’Arma dei Carabinieri.

In particolare la detta Commissione appurava l’assenza di anomalie esimenti a carico dell’articolazione esaminata e, conseguentemente, l’insussistenza dei presupposti su cui era stato formulato il giudizio di non idoneità all’arruolamento e, quindi, giudicava il profilo sanitario del giovane compatibile con il prosieguo dell’iter concorsuale.

Veniva dunque accertata la fondatezza delle censure mosse dagli avv.ti Rubino e Piazza in ordine al possesso dei requisiti di idoneità previsti per l’arruolamento nell’Arma in capo all’aspirante Carabiniere e l’erroneità del giudizio formulato dal Centro Nazionale di Selezione e Reclutamento dell’Arma dei Carabinieri.

Conseguentemente, il T.A.R. del Lazio, con sentenza del 1 febbraio 2021, ritenendo fondate le censure evidenziate dagli avv.ti Rubino e Piazza afferenti il travisamento dei fatti e il difetto di istruttoria ed in linea con l’orientamento giurisprudenziale secondo cui “le valutazioni effettuate in sede di accertamento dei requisiti psico-fisici – seppure costituiscano tipica manifestazione di discrezionalità tecnica amministrativa – non sfuggono al sindacato giurisdizionale, laddove siano in esse ravvisabili ipotesi di eccesso di potere per travisamento dei fatti ed illogicità”, accoglieva il ricorso proposto annullando sia il giudizio di inidoneità che la graduatoria di merito del concorso e condannando altresì l’Arma al pagamento delle spese giudiziali e di verificazione.

Tuttavia, l’Arma dei Carabinieri non dava tempestivamente esecuzione alla sentenza resa dal T.A.R. del Lazio, conseguentemente, il giovane siciliano, sempre con il patrocinio degli avv.ti Rubino e Piazza, proponeva un nuovo ricorso volto all’esecuzione della detta sentenza.

Nelle more del giudizio l’Arma provvedeva finalmente a convocare l’aspirante carabiniere per il completamente dell’iter concorsuale al termine del quale il giovane è stato dichiarato idoneo e, conseguentemente, sarà arruolato.

L’assessore regionale all’Agricoltura Toni Scilla è risultato positivo al Covid. La notizia è stata diffusa nelle chat interne di Forza Italia siciliana dallo stesso Scilla.

Proprio in questi giorni Scilla ha partecipato alla riunione di giunta, precisamente venerdì. Adesso per il governo regionale si profila la quarantena. Sabato avrebbe accusato dei lievi sintomi influenzali, da qui il tampone che avrebbe dato esito positivo.

In questi giorni l’assessore Scilla per la sua attività amministrativa e politica si è recato diverse volte in assessorato. Anche tra i dipendenti la notizia è circolata creando apprensione. Sarebbe positiva anche una sua collaboratrice.

Dalle ore 1o di questa mattina anche i quarantenni (i nati tra il 1972 e il 1981) potranno prenotarsi per ricevere la vaccinazione anticovid. Saranno sempre più i cittadini siciliani ad essere immunizzati contro il covid19.  Per il momento restano fuori solo i soggetti di età compresa tra i 19 e i 39 anni. Le procedure di prenotazione solo quelle già note:

Si può adoperare la consueta piattaforma nazionale gestita da poste italiane

prenotazioni.vaccinicovid.gov.it

o attraverso il portale regionale

www.siciliacoronavirus.it

Oltre alla modalità online, è possibile prenotare anche attraverso il call center dedicato – telefonando al numero verde 800.00.99.66 attivo da lunedì al venerdì dalle ore 9 alle 18 (esclusi sabato e festivi) – attraverso i 687 sportelli Postamat e tramite il canale costituito dai portalettere di Poste Italiane che possono inserire in agenda gli appuntamenti richiesti dai cittadini appartenenti alla categoria interessata.

Tutte le prenotazioni, a partire da oggi, dalle ore 10 in poi

 

Zio e nipote si contendono un’eredità, discutono e poi finisce a bastonate. E’ avvenuto in una abitazione a San Leone, tra un settantenne e suo nipote di 4o anni.

Prima hanno discusso, poi è finita in rissa. Una scazzottata, poi il settantenne avrebbe impugnato un basatone. A sedare la lite gli agenti della sezione volanti della Questura di Agrigento, chiamati da alcuni vicini

 

 

La Sicilia torna gialla dopo due mesi di chiusura, e da oggi via libera alla riapertura di bar e ristoranti all’aperto sia a pranzo che a cena, oltre alla possibilità di riappropriarsi di spazi culturali e di luoghi di intrattenimento.

Nessun obbligo più di autocertificazioni ma serve ricordare che questo non significa “liberi tutti” e che l’obiettivo della regione Sicilia guidata da Musumeci è quello di mantenere a lungo il risultato raggiunto e questo sarà possibile solo continuando a rispettare le norme di prevenzione dal covid.

Da oggi ci si potrà dunque spostare liberamente tra comuni oltre alla possibilità di spostarsi tra regioni. Ma resta il coprifuoco dalle 22 alle 5, in attesa che dalla cabina di regia decidano se spostare quell’orario alle 23 o fino a mezzanotte.

In zona gialla si possono anche raggiungere le seconde case, mentre ci si attrezza per la stagione balneare, e gli stabilimenti sono al lavoro per disporre il distanziamento necessario anche sulle spiagge.

Per tutte le altre attività commerciali resta solo l’obbligo di  esporre un cartello che indichi il numero massimo di persone che possono essere contemporaneamente presenti all’interno dei locali.

Riapertura prevista anche per cinema, teatri, musei, aree archeologiche che da oggi riaprono i battenti, sempre nel consueto rispetto della distanza di sicurezza. Si dovrà però prenotare e la capienza di cinema e teatri sarà sempre al 50%

All’aperto il limite massimo è di 1000 persone e 500 negli spazi chiusi con l’obbligo della mascherina.

Per quanto riguarda le attività sportive, all’aperto è consentito lo svolgimento di qualsiasi sport anche di squadra e di contatto. Anche i circoli sportivi possono essere aperti, ma con attività al momento solo all’aperto.

Le palestre invece sarà possibile rifrequentarle dal 1 giugno