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Tragedia di Ravanusa, oggi lutto cittadino in memoria delle vittime. La città di Agrigento si stringe alla comunità locale in questo momento di grande dolore. Proclamato per domani  il lutto cittadino per esprimere cordoglio e partecipazione al sindaco e all’Amministrazione Comunale.
Domani saranno spente tutte le luminarie.
Le bandiere degli edifici pubblici comunali verranno esposte a mezz’asta;
Le luminarie e gli alberi di Natale nel Centro Città, nei quartieri e nelle frazioni del territorio comunale, non verranno accesi, in segno di lutto. Si invitano le attività produttive cittadine a non accendere gli addobbi natalizi delle loro attività in segno di vicinanza e solidarietà alla comunità di Ravanusa. Sarà osservato, in tutti i luoghi pubblici, alle ore 12.00 un minuto di silenzio in memoria delle vittime della tragedia.

“La notizia del ritrovamento dei corpi di Calogero Carmina e del figlio Giuseppe spengono le nostre speranze di poterli ritrovare in vita. Profondo il mio cordoglio verso le famiglie dei miei concittadini che hanno perso la vita a causa della tragica esplosione di sabato scorso. Un grazie di cuore ai vigili del fuoco, instancabili, ai carabinieri, i primi sul luogo, alla protezione civile, agli operatori sanitari e a tutti i volontari. Grazie!”
Queste le parole dell’on. Savarino che prosegue: “abbiamo adesso il dovere di pensare subito alla ricostruzione, per tentare di rimarginare la ferita che ha sconvolto la nostra comunità. Non dobbiamo spegnere l’attenzione, la solidarietà di tutte le istituzioni deve diventare aiuto concreto al nostro paese.
Poiché la sciagura che si è abbattuta sulla città non è una calamità naturale, serve una legge speciale per Ravanusa. La Regione farà la sua parte, ho già presentato un ddl specifico per aiutare una comunità travolta dal dolore a risollevarsi.
Ci adopereremo perché anche lo Stato centrale faccia la sua parte.
In considerazione del fatto che tantissime persone, in questi giorni difficili, hanno mostrato solidarietà e generosità ed espresso la volontà di aiutare economicamente le famiglie di Ravanusa che hanno perso tutto, vorrei segnalare che è stata avviata una raccolta fondi per la ricostruzione degli alloggi distrutti dall’esplosione. Allo scopo la Protezione Civile della Regione Siciliana ha attivato un conto corrente bancario dedicato, in modo da canalizzare questi aiuti. Il codice Iban su cui effettuare le donazioni è: IT18B0200804625000105458608.”

1.037 i nuovi casi di Covid registrati in Sicilia nelle ultime 24 a fronte di 35.240 tamponi processati nell’Isola.  Il tasso di positivita’ riscende al 3% (ieri era del 5,14%).  I guariti sono 627, le vittime sono 8 che portano il totale dei decessi a 7.295.

Sul fronte ospedaliero in regime ordinario sono 474,  in terapia intensiva sono 48.

Questa la situazione nei Comuni capoluogo: Palermo conta 222 casi, Catania 252, Messina 117, Siracusa 103, Ragusa 14, Trapani 111, Caltanissetta 49, Agrigento 136, Enna, 33.

Con il ritrovamento del corpo di Giuseppe Carmina, giovanissimo pittore di 33 anni e figlio di Calogero, ritrovato poco fa, la mattanza della strage ravanusana dovrebbe aver messo la parola fine.

Con Giuseppe, si chiude a 9 il numero definitivo dei morti. Più di cento gli sfollati, molti sono in albergo, altri sono a casa di amici e parenti.

E’ questo il bollettino finale ufficiale dello scoppio di Ravanusa.

Poco fa è stato ritrovato in un garage il corpo di Calogero Carmina, 59 anni, vittima anche esso del disastro che ha colpito alcune vie della città di Ravanusa.

All’appello, secondo l’elenco dei dispersi, manca soltanto Giuseppe Carmina, 33 anni, figlio di Calogero ritrovato, come detto, poco fa.

La mattanza, dopo il ritrovamento dell’ultimo cadavere, dovrebbe terminare. E’ questo il bollettino definitivo della strage di Ravanusa.

Di Danila Bonsangue.

Un cittadino di San Cataldo segnala l’ennesimo disservizio al Pronto Soccorso dell’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta. Riportiamo quanto ci racconta: “ A novembre mia nonna è caduta accidentalmente in balcone, battendo la testa sul passamano. Avendo 101 anni abbiamo chiamato l’ambulanza, per precauzione, non sapendo se avesse tutte le ossa integre. È stata quindi trasportata al Pronto Soccorso del Sant’Elia dove le hanno preso i parametri vitali e poi l’hanno tenuta in attesa 12 ore, seduta su una sedia rigida, in ferro, a 101 anni! Senza darle cibo, acqua e soprattutto senza assistenza medica e familiare! Nessuno le ha chiesto ad esempio se doveva andare in bagno, si è invece prodigata per lei un’altra signora in attesa al Pronto Soccorso per malesseri vari. La signora ha accompagnato in bagno mia nonna. Tenere un’anziana di 101 anni molto fragile, in mezzo a tante persone con diverse patologie, è stato anche imprudente. È stata effettuata inoltre una Tac in ben 12 ore di attesa e tutto senza assistenza! “

Focolai Covid nei reparti di Medicina Interna e Ortopedia dell’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta ma i ricoveri, stando a quanto affermato dal direttore sanitario del presidio ospedaliero Benedetto Trobia non saranno sospesi. «La situazione è sotto controllo – afferma Trobia – e chiaramente, continuiamo a prenderci cura dei pazienti che arrivano. Alcuni malati che dovevano essere ricoverati in Medicina sono stati sistemati in appoggio in altri reparti del Sant’Elia mentre per i pazienti che necessitavano di ricovero in Ortopedia abbiamo trovato i posti letto a Mussomeli».

Al momento i positivi sarebbero 4 al reparto di Medicina Interna e 2 al reparto di Ortopedia. «Questo può succedere – precisa Trobia – perché fino al quarto o quinto giorno in cui ci si è infettati i pazienti possono risultare negativi, per un problema di carica virale troppo bassa, per poi risultare positivi i giorni dopo. Per cui al momento del ricovero qualche paziente è sicuramente risultato negativo per poi positivizzarsi successivamente». Ieri si è registrato un maxi-afflusso al pronto soccorso dell’ospedale Sant’Elia dove i medici continuano a lavorare incessantemente.

“A seguito del drammatico crollo di alcuni edifici nella citta’ di Ravanusa, causato da una devastante esplosione”, il Papa, con un telegramma a firma del card. Pietro Parolin, segretario, invia “ai congiunti dei defunti l’espressione del suo cordoglio e sentimenti di intensa partecipazione al dolore dell’intera popolazione”. Francesco, “che porta nel cuore la sofferenza di tante persone, causata anche dagli ingenti danni che gravano su molti”, manifesta “la sua accorata vicinanza, assicurando in particolare la sua preghiera di suffragio per le vittime”, e “apprezzamento per quanti si sono prodigati nelle operazioni di soccorso”.

Nel messaggio, trasmesso all’arcivescovo di Agrigento monsignor Alessandro Damiano, il Pontefice esprime apprezzamento anche “per la colletta straordinaria promossa da codesta Arcidiocesi in favore della comunita’ ravanusana”. “Sua Santita’ – conclude il telegramma – invoca da Dio, per intercessione della Vergine Maria, consolatrice degli afflitti, il conforto per quanti soffrono le conseguenze del grave disastro e invia la benedizione apostolica”.

In primo luogo i Vigili del Fuoco e la Protezione Civile; appena dietro un gruppo di sfollati che ha avuto la casa non distrutta ma danneggiata  a seguito dell’esplosione di sabato sera, per entrare dentro e prendere gli effetti personali e quanto più possibile poter reperire. Gli specialisti hanno individuato percorsi che potevano essere calpestati e tutto è andato bene.

Hanno rabberciato ciò che potevano. Successivamente sono usciti e la strada è stata di nuovo transennata.

 

 

“La vicenda del credito vantato dalle imprese durante la gestione commissariale approda in Parlamento”. La CNA Provinciale di Agrigento esprime apprezzamento per l’impegno dell’ On. Filippo Perconti, il quale, facendosi interprete delle legittime ragioni da parte delle aziende che hanno fornito le proprie prestazioni a beneficio del servizio idrico integrato, ha presentato una interrogazione a risposta scritta alla Camera dei deputati. I destinatari sono il Ministero dell’Interno, il Ministero della Salute e il Ministro dello Sviluppo Economico. “La questione riguarda – affermano i vertici provinciali della Confederazione – il periodo che va dal 16 marzo 2021, giorno della dichiarazione di insolvenza di Girgenti Acque e Hydortecne, fino al 2 agosto, data in cui si è insediata l’Aica. Parliamo di quasi 5 mesi di attività essenziale, di opere necessarie per le riparazioni delle condotte idriche e fognarie e degli impianti di depurazione in tutto il territorio agrigentino, messe in campo in esecuzione di formale affidamento da parte della gestione commissariale prefettizia. Le 20 imprese, che noi rappresentiamo in questa vertenza con l’assistenza legale dell’avvocato Stefano Catuara – aggiungono il presidente Francesco Di Natale e il segretario Claudio Spoto – sono creditrici di un ammontare complessivo di circa 1 milione di euro, di cui qualcuno, crediamo, debba farsi necessariamente carico. E se questo qualcuno si chiama Stato, allora è opportuno, corretto e legittimo che le Istituzioni ne prendano atto e consapevolezza e si muovano di conseguenza. Ci auguriamo che quanti hanno responsabilità di governo, a vario livello, si adoperino tempestivamente per dare risposte concrete e positive a questi imprenditori che rischiano di finire seriamente nel baratro. E non possiamo permettere che il fallimento di Girgenti Acque e di Hydortecne porti anche al fallimento delle imprese che, fidandosi dello Stato, hanno continuato ad erogare regolarmente i servizi di interesse pubblico. Confidiamo in un esito positivo della delicata questione che adesso sarà analizzata e approfondita, ciascuno per le proprie competenze, dai ministri Giorgetti, Lamorgese e Speranza, ai quali, nella interrogazione dell’Onorevole Perconti, viene chiesto – sottolineano Di Natale e Spoto – se il Governo sia a conoscenza dei fatti e se intenda assumere iniziative atte a garantire la reale trasparenza della gestione commissariale e se intenda adottare provvedimenti che prevedano interventi economici straordinari a favore delle suddette imprese creditrici di beni e servizi. E per quanto ci riguarda ci stiamo muovendo anche in ambito siciliano – concludono Spoto e Di Natale – per chiedere un incontro urgente alle Istituzioni regionali affinché si individuino adeguate ed efficaci soluzioni per salvaguardare la tenuta del tessuto produttivo e i livelli occupazionali ma anche per garantire un servizio fondamentale come quello dell’erogazione idrica nei Comuni dell’agrigentino”.