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Ad Agrigento l’ex collegio dei Padri Filippini, in via Atenea, accoglierà il Museo della Città di Agrigento e ne racconterà la storia, dalla fondazione fino ai nostri giorni. Le opere sono finanziate con un milione di euro di fondi PO Fesr2014/2020. Punto di forza del progetto sarà l’innovazione tecnologica, attraverso l’utilizzo di strumentazione digitale immersiva e interattiva. L’iniziativa è frutto di una convenzione stipulata tra il Comune di Agrigento e l’Ufficio speciale progettazione della Presidenza della Regione Siciliana. L’assessore regionale ai Beni Culturali, Alberto Samonà, commenta: “Il progetto di valorizzazione museale dell’ex Collegio dei Padri Filippini si inserisce all’interno di uno scenario più ampio di valorizzazione e messa a rete del patrimonio regionale e sperimenta modalità di collaborazione attiva tra enti. La fase di progettazione esecutiva, di cui si è fatto carico l’Ufficio speciale di progettazione, esprime in maniera tangibile la volontà espressa dal Governo Musumeci di utilizzare tutte le risorse disponibili per promuovere il territorio”.

I poliziotti della Squadra Volanti di Agrigento, capitanati dal commissario capo Francesco Sammartino (nella foto), hanno arrestato in flagranza di reato Lamin Sarr, un giovane immigrato dal Gambia, per il reato di detenzione a fine di spaccio di sostanza stupefacente. I poliziotti hanno controllato un’abitazione in vicolo Quartararo, una zona sospetta perché ritenuta una piazza di spaccio. Ebbene, dentro casa del gambiano sono state rinvenute 7 stecche di hashish, per un peso complessivo di oltre 20 grammi, nascoste nell’elastico delle mutande. Sequestrati anche uno smartphone e una carta prepagata.
In proposito oggi al Videogiornale di Teleacras è in onda un’intervista allo stesso Sammartino.

Favara è colma di spazzatura in strada. I netturbini sono in sciopero perché rivendicano il pagamento di quattro mensilità di stipendio arretrate. Si dichiarano pronti a proseguire ad oltranza la protesta finchè non saranno percepite le somme spettanti. A nulla è servito l’incontro nei giorni scorsi al Comune di Favara tra i responsabili del raggruppamento di imprese che effettuano il servizio di nettezza urbana. Da una parte il Comune al momento è impossibilitato a versare le somme alle imprese. E dall’altra parte le imprese non sono più in grado di anticipare quanto dovuto ai lavoratori. Le parti invocano l’intervento della Prefettura di Agrigento per approntare una soluzione.

Dopo La “Zona Rossa” pasquale, la Sicilia è ritornata ad essere “Zona Arancione”, ma sull’Isola la curva dei contagi non tende ad arrestarsi, anzi, si registrano sempre più casi ed il nostro sistema Sanitario continua a soffrire nel riuscire a fronteggiare ricoveri e tracciamenti.

Nella provincia di Agrigento e all’interno del nostro Territorio Comunale, la situazione è indubbiamente seria e preoccupante: ad oggi, a Canicattì, rispetto al resto della Provincia, si registra il più alto numero di positivi ed il maggior numero di decessi; questo è quanto emerge dai dati che quotidianamente vengono resi noti dall’ASP.

Ma a preoccupare la Comunità tutta in questo particolare momento, oltre all’impennata dei casi, è una situazione poco rassicurante che riguarda il rallentamento nelle procedure di tracciamento dei contatti, nell’effettuazione dei tamponi e successivi esiti, nelle attività dell’ USCA e dell’ASP. Infatti, ciò che la nostra Comunità teme è il fatto che non si abbia effettiva contezza di quanti possano essere realmente ad oggi i contagiati a Canicattì, con particolare riferimento agli appartenenti a determinate categorie di lavoratori (della Pubblica Amministrazione, del Commercio e dei Servizi, del settore Agricolo, Credito e Conoscenza), per cui vi sono maggiori probabilità di diffusione del contagio ed alla popolazione scolastica.

Come la CGIL ha ribadito più volte, la salute di lavoratori, studenti e conseguentemente dell’intera società, è un diritto imprescindibile che va assolutamente e prioritariamente tutelato!

A livello locale, ad oggi registriamo molti contagi sui luoghi di lavoro ed all’interno di diverse categorie: non è assolutamente concepibile attendere il caso di contagio o l’emergere di focolai per poi applicare successivamente il protocollo previsto in materia di prevenzione da Covid-19!

La CGIL, pertanto, ritiene indispensabile l’attivazione immediata di uno screening di massa destinato all’intera popolazione con particolare riferimento a quelle categorie di lavoratori e parte della società maggiormente esposti, al fine di fare chiarezza sulla reale circolazione del virus. Si tratta di agire nell’immediato per il bene di tutti a tutela della salute Pubblica. Ed è per i motivi sopra descritti che la Camera del Lavoro “Antonio Saccaro” di Canicattì, facendosi portavoce della preoccupazione che sta dilagando all’interno della Comunità Canicattinese, all’ASP di attivare urgentemente uno screening di massa attraverso l’utilizzo di test antigenici rapidi, con la finalità di contenere l’epidemia in atto e di contribuire a garantire la prosecuzione delle diverse  attività lavorative in sicurezza, tutelando nel contempo la Comunità tutta!

                                                                                                                               

In conseguenza di un parto avrebbe riportato “menomazioni irreversibili allo stato psico-fisico” ed è tutt’ora è affetta da incontinenza.

Lo sostiene un’ex paziente dell’unità operativa di Ostetricia e Ginecologia del presidio ospedaliero di Sciacca, che ha citato in giudizio l’Asp di Agrigento per ottenere un risarcimento del danno “subito per errata condotta dei sanitari”.

Il danno, per il quale è stato richiesto il riconoscimento al tribunale di Sciacca, è stato quantificato in 158.339 euro”. La prima udienza è stata già fissata per prossimo 16 giugno.

Come si legge su AgrigentoNotizie, l’Asp di Agrigento, “nelle more dell’istruzione del sinistro, non essendo emersi elementi di responsabilità a carico dei sanitari – scrivono – non ha aderito al relativo procedimento di mediazione promosso”.

“Dall’esame della documentazione sanitaria e della relazione pervenuta dal responsabile dell’unità operativa di Ginecologia e Ostetricia del presidio di Sciacca – scrivono dall’Asp di Agrigento – e da Medicina e Chirurgia e da Accettazione/Urgenza dell’ospedale di Agrigento non sono emersi profili di responsabilità a carico dei sanitari che hanno prestato le relative cure alla signora”.

L’ Amministrazione comunale di Grotte, presieduta dal sindaco, Alfonso Provvidenza, ha stipulato un accordo con Sais trasporti. Per fronteggiare l’attuale particolare situazione causata dall’emergenza pandemica, che impone anche agli studenti pendolari di Grotte una frequenza scolastica in presenza intermittente, Sais Trasporti ha predisposto un carnet di biglietti nominativi, comprendente andata e ritorno, in sostituzione del tradizionale abbonamento mensile. Ogni studente titolare del carnet dovrà prenotare le corse di andata e ritorno di cui intende usufruire attraverso l’area del sito di Sais Trasporti dedicata ai “servizi online”. Il fine è organizzare al meglio il servizio di trasporto in ragione della riduzione attualmente in vigore del 50% dei posti disponibili a bordo degli autobus, per garantire il distanziamento interpersonale, e al contempo ottimizzare le spese di viaggio. Il carnet potrà essere ritirato dai genitori degli alunni pendolari recandosi in gruppi contingentati nella sala consiliare del Comune di Grotte domani martedì 13 aprile dalle ore 15 alle ore 17.

Tra i più anziani d’Italia c’è anche Nonna Concetta Vasquez. Ha compiuto 105 anni ed è stata festeggiata a Valdichiesa nella Casa di Riposo della Madonna del Terzito di Leni, nell’isola di Salina, con una torta. Presente anche la sorella che tra qualche settimana compirà 100 anni. Uno dei pochi casi in Italia di due centenarie parenti. Alla festa hanno anche partecipato il parroco Giuseppe Brancato che gestisce il centro che ospita una ventina di anziani e tutto il personale.

Iscritto nel registro degli indagati un pensionato 65enne di Canicattì, per ipotesi di minaccia aggravata, porto abusivo di armi, detenzione illegale di munizioni e lesioni personali.L’inchiesta è coordinata dal sostituto procuratore Gloria Andreoli.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’uomo avrebbe puntato la pistola alla testa della cognata, 50enne di Canicattì, durante una lite avvenuta nelle festività appena trascorse.

Durante la lite sarebbe anche partito un colpo di pistola, mentre la donna cercava di abbassare l’arma che il cognato le puntava addosso. Per fortuna nessuno è rimasto colpito con l’arma, anche se la vittima è stata soccorsa all’Ospedale di Canicattì per lesioni alla nuca dovuto al movimento repentino dell’arma da fuoco.

Sul posto sono intervenuti gli agenti del commissariato di Canicattì che hanno rinvenuto il bossolo ma non la pistola.

I Carabinieri della Tenenza di Favara, coordinati dal Comando Compagnia di Agrigento, hanno arrestato e trasferito nel carcere di Trapani Vincenzo Fallea, 43 anni, di Favara. L’uomo sconterà 6 anni e 2 mesi di reclusione, in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dalla Corte d’Appello di Palermo. Fallea è stato condannato per detenzione di sostanze stupefacenti a fine di spaccio.

A Favara il 10 febbraio del 2020 quattro presunti ladri, due di Favara e due di Grotte, tra cui due donne, hanno bussato alla porta di una donna a Favara. Le due donne l’hanno intrattenuta a conversare. Uno è rimasto fuori da vedetta. L’altro è entrato nella camera da letto ed ha rubato 20mila euro in contanti. Adesso la Procura di Agrigento, che si è avvalsa delle investigazioni dei Carabinieri della Tenenza di Favara, ha notificato ai quattro indagati l’avviso di conclusione delle indagini, per furto in concorso, firmato dalla sostituto procuratore Chiara Bisso.