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Continua lo stato di agitazione del personale del Libero Consorzio Comunale di Agrigento, ex Provincia.
Questa mattina i dipendenti, insieme ai sindacati di appartenenza Cgil e Uil Funzione pubblica, si sono riuniti nell’aula Giglia per discutere della rimodulazione delle mansioni. All’ex Provincia, lavorano 468 dipendenti a tempo indeterminato e 134 a tempo determinato, e il commissario dell’Ente, Giuseppe Marino, ha disposto la copertura dei posti vuoti di cantoniere attingendo dai precari impiegati in funzioni amministrative all’interno degli uffici. Ecco allora che molti dei lavorati non ci stanno, rivendicano il fatto che le donne, al momento impiegate negli uffici, non possano ricoprire il lavoro di cantoniere. E i sindacati Cgil e Uil meditano il ricorso al Tar.
All’assemblea non era presente la Cisl Agrigento, che invece ha già presentato ricorso al Tar e ha già avuto un incontro con il Commissario Marino. Ascoltiamo Floriana Introito, segretario generale della Funzione pubblica.
Inoltre, la rimodulazione del personale ha riguardato anche il personale della Polizia provinciale che è stato aumentato attingendo dagli uffici di relazioni con il pubblico, e dei settori Sport, Spettacolo, Cultura, Affari Generali e Turismo. Di conseguenza, sono stati accorpati gli uffici di relazioni con il pubblico di Cammarata e Bivona, ed è stato ridotto del 60%il personale degli stessi uffici di Sciacca, Canicattì e Licata. Ascoltiamo il sindaco di Cianciana, Santo Alfano, portavoce dei lavoratori e dei Sindaci della Provincia di Agrigento.
Fonte Teleacras


La Procura di Agrigento ha fatto ricorso chiedendo l’arresto di Mario Incorvaia, 20 anni, di Licata, che sarebbe stato intercettato, mentre dialogava al telefono, e che avrebbe detto di essere in possesso di una mitraglietta. Il gip del Tribunale di Agrigento non aveva accolto la richiesta di arresto del licatese, da qui il ricorso in appello della Procura a cui si oppone l’avvocato Santo Lucia, difensore del ventenne.
La Polizia di Stato, nell’ambito di una vasta operazione anticrimine arrestò lo scorso anno i fratelli Angelo e Mario Incorvaia, rispettivamente di 23 e 20anni, pescatori del luogo, in quanto ritenuti responsabili del reato di detenzione illegale di arma comune da sparo e vario munizionamento, e del reato di ricettazione.
I due fratelli per questo finirono sotto processo, poi uno di loro, Angelo, si addossò tutte le responsablità scagionando il fratello.
Questi i fatti per cui i due fratelli finirono in manette: intorno alle ore 12w.30 del 2 aprile del 2016, personale del locale commissariato di P.S. e della Squadra Mobile effettuava perquisizioni presso alcuni locali nella disponibilità dei fratelli Incorvaia, in seguito alle quali veniva rinvenuto il seguente materiale: una pistola calibro, 7.65 con matricola abrasa, un proiettile Nato, un cafricatore bifilare con inserite n. 9 cartucce calibro 7.65, due caricatori calibro 9 monofilari privi di munizionamento, 14 cartucce calibro 12 a pallini, 308 cartucce calibro 9, nonchè un fucile calibro 12 con matricola abrasa. Gli immediati accertamenti effettuati sulla matricola dell’arma lunga rinvenuta, perfettamente funzionante consentivano di appurare che la stessa risultava provento di furto denunciato nel 2005 a Caltabellotta.
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Una ragazza di 20 anni, è rimasta ferita ad una gamba, suturata con 6 punti dai medici del pronto soccorso di Agrigento,  mentre era a bordo di uno scooter, da una bottiglia lanciata dal finestrino di un’auto in corsa. Il fatto è fatto è accaduto a San Leone, in viale dei Giardini, sabato scorso. L’automobilista si è dileguato dopo quanto successo ed è ricercato dalle forze dell’ordine che hanno immediatamente avviato le indagini dopo la denuncia. E’ evidente che tutto sommato la vicenda poteva avere esiti drammatici se la bottiglia avesse colpito la ragazza in altre parti del corpo. Un atto scellerato che avrebbe potuto anche avere conseguenze drammatiche.

Il cosiddetto “contatore del silenzio”, sulla home page del sito dell’Arcidiocesi di Agrigento, segna 6 anni, 4 mesi e 21 giorni, dalla chiusura della Cattedrale di Agrigento al pubblico, dal 25 febbraio del 2011, quando s’accerto che la navata nord aveva troppe crepe ed era a rischio crollo. In tutti questi anni tante sono state le promesse, i tavoli tecnici e i ‘patti’ per salvare il colle e con esso la cattedrale, ma di fatti concreti se ne sono ben visti pochi.
Dopo varie sollecitazioni, prima al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, poi al presidente della Regione Siciliana, Rosario Crocetta, arrivano buone notizie che lasciano sperare che qualcosa stia iniziando a muoversi. Infatti, il direttore dell’Ufficio per i beni culturali dell’arcidiocesi di Agrigento, Don Giuseppe Pontillo, ha reso noto che sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana del 14 luglio è stato pubblicato l’estratto dell’avviso pubblico di indizione gara con procedura ristretta relativo all’appalto dei lavori per le “Opere di manutenzione straordinaria della Cattedrale di Agrigento, consolidamento e miglioramento statico”.
Il progetto – tiene a precisare don Giuseppe Pontillo – è stato commissionato dall’Arcidiocesi di Agrigento ed finanziato al 50% dalla stessa e dai fondi dell’8 per mille. La restante percentuale è stata finanziata dalla partecipazione al Bando 793 del 2015 dell’Assessorato Regionale Infrastrutture. L’auspicio è che adesso – conclude don Pontillo – il Governo Regionale liberi le risorse necessarie che consentano alla Protezione la Regione di indire il concorso internazionale di idee per il necessario progetto di consolidamento del costone su cui è edificata la Cattedrale”.
E anche il Sindaco, Calogero Firetto, nell’ultimo incontro avvenuto in Prefettura, sollecita gli organi preposti ad accelerare la farraginosa procedura.
Fonte Teleacras. Guarda il VIDEO

Spinetti- Presidente Nazionale Guide Aigae: “Far nascere un Parco Nazionale alle porte di Roma. La Riserva Naturale dei Monti Navegna e Cervia potrebbe essere Parco Nazionale con l’inglobamento di altri territori. Avremmo un polo turistico ed imprenditoriale d’eccellenza ad un’ora da Roma, in grado di agganciare il flusso turistico. Altrimenti vedo poche alternative allo spopolamento e al pendolarismo verso Roma. Il rischio è reale”.
Puntare al turismo di qualità con la creazione di un grande Parco Nazionale. Questa è l’unica prospettiva per il territorio dei Laghi del Turano e del Salto, insieme ai monti del Reatino e del Cicolano”. La proposta è stata lanciata oggi da Stefano Spinetti, Presidente Nazionale delle Guide Ambientali Escursionistiche AIGAE, intervenuto alla giornata conclusiva della grande kermesse organizzata dalla Riserva Naturale Monti Navegna e Cervia, in collaborazione con la Fondazione Di Vittorio ed il patrocinio della CGIL Roma e Lazio e svoltasi con conferenze itineranti in vari borghi e luoghi quali Marcetelli, Rocca Sinibalda, Paganico Sabino e Collalto Sabino. Anche la zona di Marcetelli è stata interessata da un vasto incendio per il quale si è reso necessario l’intervento delle squadre antincendio della Riserva e dei Vigili del Fuoco. Sviluppo, paesaggi culturali e capitale umano sono stati i tre temi trattati nella tre giorni itinerante conclusasi oggi. Durante queste giornate tutti i cittadini hanno potuto partecipare a ben 5 conferenze ma anche alle visite a bellissimi borghi, castelli, musei, escursioni o addirittura ad attività sportive per tutte le età.
Un Parco Nazionale alle porte di Roma sarebbe di grande richiamo – ha proseguito Spinetti – un’area di grandi eccellenze ad un’ora dalla Capitale, che potrebbe facilmente intercettare e attirare i flussi turistici di Roma. In questi luoghi del Turano, del Salto, grazie all’esistenza della Riserva Naturale, già molto è stato fatto e molto ancora si sta facendo. Ora c’è bisogno di una “promozione” a Parco Nazionale, con il relativo inglobamento di altri territori  per poter ambire a diventare un polo turistico e imprenditoriale come il vicino Parco Nazionale Abruzzo, Lazio e Molise. Ma è anche necessario un cambio di mentalità, per capire che vivere in un’area protetta non è solo vincoli e divieti, ma anche grande opportunità di sviluppo. Altrimenti , vedo poche alternative allo spopolamento  e al pendolarismo verso Roma. L’obiettivo della tre giorni era quello di  valorizzare lo stretto rapporto esistente tra paesaggi, produzione tradizionale, identità culturale del territorio e del capitale umano. Solo attraverso una programmazione integrata e condivisa è possibile puntare alla sostenibilità della gestione del patrimonio culturale. Paesaggi culturali e capitale umano possono infatti costituire un volano per la crescita economica e sociale del territorio in un progetto che unisce innovazione e conservazione”.  

“Noi siamo con i sindaci messinesi che protestano contro l’incapacità e l’arroganza del governo di fronte all’invasione di clandestini. Tutta la Lega-Noi con Salvini, rappresentata da Angelo Attaguile che questa mattina ha portato personalmente il proprio sostegno ai primi cittadini del posto riuniti in assemblea. Vorremmo sapere, invece, da che parte stanno il presidente nazionale Anci Antonio Decaro e il responsabile regionale Leoluca Orlando. Complici anche loro di questa invasione, stanno prendendo in giro gli stessi sindaci che dovrebbero salvaguardare. Premesso che il piano accoglienza del governo andrebbe stracciato e tutti i sindaci dovrebbero rivoltarsi, è evidente che il tetto di 2,5 migranti per ogni mille abitanti non viene mai rispettato. Senza dimenticare l’umiliazione e i soprusi che i primi cittadini sono costretti a subire ormai quotidianamente. A Decaro e a Orlando non resterebbe dunque che rassegnare le dimissioni. Al sindaco di Castell’Umberto Vincenzo Lionetto il nostro sostegno e la nostra solidarietà”. Così il deputato Alessandro Pagano della Lega-Noi con Salvini.

Il Comitato Politico Regionale del Partito della Rifondazione Comunista, riunitosi a Enna il 16/7/2017, ha approvato un documento politico che rilanciando l’appello  per una lista unitaria alle elezioni regionali del 2017 segna il cammino  che il partito intende percorrere da qui a Novembre per ovviare alla mancanza di un’opposizione di sinistra nel parlamento siciliano.
Il cammino che si intende percorrere deve portare alla realizzazione di una lista di sinistra e civica, alternativa al Pd e al centrosinistra, di segno antiliberista, avendo l’obiettivo di mettere fine ai disastri provocati dalla mitizzazione del mercato e delle magnifiche virtù del privato; paradigma che ha permesso la depredazione dell’isola e l’impoverimento dei Siciliani.
Respingendo la proposta a proposta di una lista dei territori lanciata da Orlando che, peraltro collocandosi nello spazio del centrosinistra, non risponde alle caratteristiche programmatiche per costruire un’ alleanza; si guarda positivamente invece al documento approvato dall’assemblea di Sinistra Comune i cui contenuti politici vanno nella stessa direzione dell’appello sottoscritto dal partito.
Un ulteriore sforzo unitario di confronto sarà prodotto, soprattutto verso Sinistra italiana, in un percorso  che assuma, nei due parlamenti e nella sua costituzione, nell’opposizione al governo Gentiloni e al governo Crocetta e l’impegno formale di tale collocazione di campo anche per il dopo 5 Novembre.
Uno dei prossimi appuntamenti di questo cammino – utile anche a designare la candidatura a presidente della regione – sarà l’assemblea regionale del 29 Luglio a Palermo.
In calce il documento approvato:
Una lista alternativa e di sinistra per l’eguaglianza e la democrazia
Nella battaglia referendaria in difesa della Costituzione, prima e dopo il 4 dicembre 2016, nella vittoria di popolo contro le oligarchie e i potentati, si è materializzata una rete di relazioni e di percorsi politici e sociali in grado di bloccare l’offensiva autoritaria del governo Renzi. Sono venuti meno gli equilibri che si erano consolidati in una trama di potere complessa, forti del sostegno di Confindustria e del capitale finanziario: l’alleanza larga che va dal Pd  al centrosinistra,  dai centristi  al nuovo centrodestra di Alfano, è andata in crisi, anche se continua a produrre i suoi effetti nefasti.
In Sicilia si vanno consumando, nell’assenza di una opposizione vera  credibile ed efficace, gli ultimi mesi del governo della rivoluzione crocettiana, dopo quelli di Cuffaro e di Raffaele Lombardo, accomunati, mafiosi e antimafiosi, dal ruolo  devastante che vi hanno avuto i vertici di Sicindustria,  i loro affari e gli interessi della borghesia mafiosa, fino al commissariamento imposto dal Pd nazionale, e dalle forze del capitalismo tecnocratico, con la nomina di Baccei.
La mancanza di un’opposizione di sinistra nel parlamento siciliano, anche per colpa di una legge antidemocratica che con lo sbarramento del 5% non garantisce rappresentanza alle forze minori e ai soggetti sociali esclusi, ha portato al discredito delle nostre istituzioni, alla perdita dell’autonomia, alla drastica riduzione  dei trasferimenti statali, alla colpevole rinuncia alle entrate previste  dallo Statuto, alla marginalizzazione degli enti locali locali, con i comuni ridotti a strumenti di esazione delle tasse e a gestori delle misure di austerità. Il prezzo è stato fatto pagare ai poveri, alle classi lavoratrici, alle nuove generazioni, al mondo delle donne ricacciate tra le mura domestiche, ai disabili privati dei più elementari servizi di assistenza.
La Sicilia del ventunesimo secolo è impoverita, rapinata della sua natura e delle sue risorse, depredata anche delle sue intelligenze giovanili, costretta a subire dalle politiche liberiste processi  di deindustrializzazione e di ricostituzione di veri e propri latifondi che si espandono grazie al ritorno non adeguatamente contrastato del lavoro servile e schiavistico, che si accaparrano la totalità dei contributi economici, che delocalizzano grande parte della produzione agricola nei paesi dell’altra sponda del Mediterraneo, per poi trasformarla e commercializzarla in un processo speculativo che sta cancellando il mondo contadino.
Questa nostra Sicilia militarizzata, trivellata e cementificata, per rompere con il passato delle mafie e delle clientele, di un modello economico  diseguale, ha bisogno di una riconversione ecologica dell’economia: ciò significa l’assunzione di scelte nette a favore della pubblicizzazione dei beni comuni, dell’acqua come dei rifiuti, della sanità come dei beni culturali, della scuola come dei trasporti, di una formazione professionale qualificata, non assistita e sottratta ai meccanismi clientelari, della ricerca,  del riassetto idrogeologico del territorio, della difesa e valorizzazione del patrimonio edilizio  e di un intervento non risibile per affrontare la questione abitativa nelle realtà metropolitane, della forestazione, della sicurezza antisismica, della prevenzione contro siccità  e incendi. In poche parole di un intervento pubblico dello Stato e della Regione nell’economia. Così da mettere fine ai disastri provocati dalla mitizzazione del mercato e delle magnifiche virtù del privato.
La condizione di isolamento, marginalità e  abbandono, voluta dal mondo della mafia, della speculazione finanziaria e imposta dalle politiche di austerità della Unione europea, ha acuito la separatezza tra  società e istituzioni : l’astensionismo, e la propensione a seguire il richiamo  del populismo e del qualunquismo da parte dell’elettorato, chiedono alle sinistre sociali e politiche, all’area dell’associazionismo progressista risposte chiare e nette, comportamenti coerenti. La proposta di una lista dei territori lanciata da Orlando, peraltro collocata nello spazio del centrosinistra, non corrisponde affatto a queste caratteristiche. Il modello Palermo non è proponibile a livello regionale.
Nei mesi passati, dai comitati per la democrazia costituzionale alle mobilitazioni contro la militarizzazione dell’isola, dalle lotte dei territori contro trivellazioni e discariche, dal mondo dell’associazionismo e del pacifismo, come è dato vedere dai cortei contro il Muos e il G7 di Taormina, dallo sciopero sociale dell’8 Marzo, come dalle esperienze di antimafia sociale delle periferie urbane, dalle esperienza di accoglienza e solidarietà ai migranti,  dalle realtà della Rete delle Città in comune, fino al Brancaccio con l’appello lanciato da Montanari e Falcone, si è manifestata una volontà di resistenza e di rottura con il passato delle sconfitte e delle politiche liberiste, e per un presente del coraggio e della speranza per ricostruire la sinistra del lavoro, dell’uguaglianza e della democrazia.
Con l’appello di Enna, motivato da principi inclusivi, firmato da centinaia di attivisti sociali e di militanti politici, dell’intellettualità democratica, si è già coagulato un largo fronte di adesioni e disponibilità per una lista della sinistra antiliberista e di alternativa al Pd alle elezioni regionali siciliane del 5 Novembre 2017. Si sono costituiti comitati territoriali, si è affermato un processo partecipativo con gruppi di lavoro per la formazione del programma, si è affermata una pratica politica che, muovendo dal basso, prevede l’applicazione del principio democratico “una testa un voto”, la formazione delle liste con Assemblee provinciali, la scelta del candidato alla carica di Governatore in una Assemblea regionale degli aderenti al percorso, piuttosto che sulla base di patti e/o imposizioni calate dall’alto. Il Prc siciliano vi ha partecipato, dando un significativo contributo, peraltro da più parti riconosciuto. Vogliamo rilanciare i contenuti dell’appello per allargarli e precisarli, vogliamo che quel che è stato prodotto sia messo a disposizione del confronto unitario in uno spazio condiviso, con tutte le esperienze orientate nella stessa direzione, con tutte le realtà politiche e sociali che aspirano al riscatto delle classi lavoratrici e alla ricostruzione della sinistra in Italia.
In questo quadro riteniamo importante che i contenuti politici e programmatici dell’appello vadano nella stessa direzione di quelli presenti in una nota della Assemblea di Sinistra Comune di Palermo, che ha ottenuto un importante successo elettorale e messo in campo una significativa pratica partecipativa. Contenuti che sono stati sottoscritti da altre esperienze di sinistra e civiche di diverse parti dell’isola.  Accogliamo positivamente la disponibilità si sinistra in comune a partecipare al percorso di costruzione della lista unitaria di sinistra alternativa al Pd.Un ulteriore sforzo unitario di confronto sarà prodotto, soprattutto verso Sinistra italiana e MDP, in un percorso che deve portare alla realizzazione di una lista di sinistra e civica, alternativa al Pd e al centrosinistra, di segno antiliberista, e che assuma, nei due parlamenti e nella sua costituzione, nell’opposizione al governo Gentiloni e al governo Crocetta, l’impegno formale di tale collocazione di campo anche per il dopo 5 Novembre. A partire da questa precisa e inequivocabile collocazione di campo, non esiste margine alcuno di interlocuzione con l’iniziativa messa in campo da Leoluca Orlando.  La segreteria regionale si è battuta con convinzione da molti mesi per questo obiettivo, in piena convergenza con i deliberati congressuali, con lo spirito del Brancaccio e nella condivisione dei contenuti della relazione di Tomaso Montanari e della conclusione di Anna Falcone. Questo lavoro deve essere sostenuto e valorizzato da tutto il gruppo dirigente del Prc siciliano, per rafforzarlo. Questo lavoro, nell’impellenza degli obblighi anche e non solo temporali imposti dalla legge, avrà una prima verifica con l’appuntamento di fine mese con l’Assemblea promossa dai comitati che si sono costituiti in Sicilia, dopo l’adesione all’appello. Da tale confronto può essere valorizzato e rafforzato l’obiettivo per cui ci siamo battuti da mesi, e cioè la costruzione deal basso e partecipata della lista di sinistra e civica alternativa al Pd.
Vogliamo una sinistra che assieme a quelle della Francia, della Grecia, della Spagna, della Germania, nel conflitto sociale e nella battaglia istituzionale e costituzionale, concorra per liberarci dal cappio del monetarismo, della Europa della speculazione finanziaria, della guerra ai migranti, delle oligarchie.


Due medici in servizio all’ospedale di Messina sono stati condannati ad un anno di reclusione per  omicidio colposo.
Prosciolto invece,  per non aver commesso il fatto,  il cardiologo Domenico Cento per lo stesso reato.
I sanitari erano accusati della morte di Salvatore Corso Mazzù, 48 anni, di Milazzo operato il 9 giugno del 2011 di emorroidi.
L’uomo ricoverato alla clinica messinese Carmona, è stato stroncato da un infarto dopo l’intervento.
I giudici hanno scagionato il cardiologo, perchè era intervenuto quando non c’era più niente da fare e hanno stabilito che a causare la morte erano state le conseguenze dell’intervento chirurgico di emorroidi.

Girgenti Acque S.p.A., comunica che in questo momento la Provincia di Agrigento è interessata da rilevanti guasti agli acquedotti principali, che comportano una significativa riduzione della fornitura idrica ai serbatoi comunali.
La Società è impegnata costantemente per eliminare gli inconvenienti, riducendo al minimo i disagi agli utenti, che sono quindi invitati ad un uso parsimonioso della risorsa idrica.
Si comunicano qui di seguito i due casi che interessano alcuni Comuni serviti dalla Società:
Guasto alla Diga Castello
In seguito al guasto occorso in data 13.7.17 all’impianto di sollevamento della Diga Castello, ad oggi il prelevamento dalla diga è stato soltanto parzialmente ripristinato con una portata idrica al di sotto del 50% di quella ordinaria. Pertanto, i Comuni di San Biagio Platani, Santa Elisabetta, Raffadali, Giardina Gallotti e Montaperto (Fraz. di Agrigento), Aragona, Favara, Porto Empedocle, Comitini, Naro, Costrofilippo, Canicattì, Grotte, Racalmuto, Campobello di Licata e Ravanusa continuano ad essere interessati da limitazioni e slittamenti delle turnazioni idriche previste.
Fermo tecnico dell’Acquedotto ‘Fanaco’ (gestito da Siciliacque S.p.A.).
Siciliacque S.p.A. ha comunicato per Domani Martedì 18.7.17, e dopodomani Mercoledì 19.7.17 l’interruzione della fornitura idrica proveniente dall’Acquedotto Fanaco a causa di lavori di manutenzione improcrastinabili. L’interruzione del Fanaco comporterà la riduzione della gran parte dell’acqua fornita alla Girgenti Acque.  Per tali ragioni i Comuni di Agrigento, Cattolica Eraclea, Licata, Montallegro e Ribera, subiranno delle riduzioni delle portate idriche, con consequenziali limitazioni e slittamenti delle turnazioni idriche previste.
Girgenti Acque S.p.A. ha richiesto alla società di sovrambito Siciliacque l’erogazione della massima portata possibile.
Girgenti Acque, sfruttando il sistema di interconnessione degli acquedotti, farà in modo di garantire un’equa distribuzione idrica tra i Comuni interessati.
In considerazione della situazione di generale limitazione della risorsa idrica, che coinvolge quasi tutto il territorio della Provincia di Agrigento, Girgenti Acque fa appello al senso di responsabilità di tutti gli utenti chiedendo di ridurre i consumi e di evitare ogni inutile spreco della risorsa idrica.