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Un uomo di Palma di Montechairo, di 31 anni, è stato arretato dagli agenti del locale Commissariato per aver provocato l’ustione di due persone a seguito di una lite. Il 31enne, venerdì scorso, dopo una discussione con un venditore ambulante al mercatino settimanale, presso il quale si era recato per acquistare un pollo, si sarebbe allontanato dal furgone adibito a rivendita di polli allo spiedo, si sarebbe fornito di una bottiglia di benzina e, una volta ritornato, l’avrebbe gettata contro il girarrosto acceso. L’azione ha provocato una fiammata che ha colpito due persone rimaste ustionate che hanno avuto bisogno dell’intervento del pronto soccorso. Il palmese è poi fuggito ma i poliziotti lo hanno subito identificato, e bloccato, facendo scattare le manette. Ora C.S, queste le iniziali del nome, dovrà rispondere dell’ipotesi di reato di strage. L’arrestato è stato portato al carcere di Contrada Petrusa a disposizione dell’autorità giudiziaria. Un fascicolo d’inchiesta è stato aperto dalla Procura della Repubblica di Agrigento

Sarebbe stato aperto un fascicolo di inchiesta dalla Procura di Agrigento circa l’episodio accaduto a Licata nelle ore scorse dove un autoarticolato, carico di pacchi in partenza per la Germania, è andato letteralmente carbonizzato a seguito di un incendio. Gli accertamenti, in fase di esecuzione, serviranno a capire la natura del rogo che ha bruciato il mezzo pesante e causato danni per circa 100 mila euro. Il mezzo è di proprietà di un autotrasportatore di Licata che effettua viaggi per l’estero. Il mezzo si trovava parcheggiato in via Luigi D’Arezza e sarebbe dovuto partire per la Germania proprio ieri mattina. I vigili del fuoco hanno dovuto lavorare circa 6 ore per poter domare le fiamme.


Incidente stradale, ieri mattina, nella Valle dei Templi. A scontrarsi, nei pressi della rotonda Giunone, due vetture che viaggiavano lungo la statale 640, uno Ford Fiesta e una Fiat Punto. Il bilancio è di un uomo, di 72 anni, rimasto ferito. Sul posto è giunta un’ambulanza che ha trasportato il malcapitato all’ospedale San Giovanni di Dio. La Polizia stradale si è occupata dei rilievi di rito e di smaltire il traffico che ha subito un forte rallentamento in zona.

A Castrofilippo, in provincia di Agrigento, al Centro commerciale Le Vigne, oggi, 23 luglio, alle ore 18, si svolgerà la quarta edizione di “Donna con Te”, lo spettacolo in passerella sul tema della violenza sulle donne. Giovani donne e uomini che hanno sposato tale causa offriranno i loro talenti uniti a importanti testimonianze per creare un’unica coreografica manifestazione. A curarne la direzione artistica, anche quest’anno, è Angelo Palermo, presentatore insieme alla madrina dell’evento Chiara Vinci, finalista di Miss Italia, modella, attrice e ormai volto noto sul palco di Donna con te. Sarà presente sul palco anche Sebastian, ballerino finalista della scuola televisiva “Amici”, che si esibirà durante la manifestazione. L’evento è patrocinato dal centro antiviolenza e antistalking Telefono aiuto.


La difesa di Salvatore Di Gangi, 75 anni, di Polizzi Generosa, arrestato nei giorni scorsi in esecuzione di un’ordinanza di carcerazione per una condanna a 4 anni, diventata definitiva, chiedono la sospensione della pena per motivi di salute. La condanna per Di Gangi è relativa ad un fatto avvenuto negli anni novanta e segnatamente per un’episodio di estorsione ai danni della Fauci Laterizi di Sciacca. I difensori di Di Gangi chiedono, virtù delle sue condizioni di salute la sospensione della pena, per le cure mediche di cui avrebbe bisogno l’anziano o, in subordine, gli arresti domiciliari. Sarà il Tribunale di Sorveglianza, nei prossimi giorni, a decidere sull’istanza. Di Gangi era ritenuto dagli investigatori, al momento della presunta estorsione, il capo della famiglia mafiosa di Sciacca e non poteva, dunque, non sapere.


Il Tribunale del Riesame di Palermo, accogliendo la tesi difensiva degli avv. Calogero Meli e MariaTeresa Meli ha annullato l’ordinanza emessa dal Tribunale di Agrigento in data 8/7/17, con la quale il GIP dott. Provenzano aveva applicato nei confronti di Pullara Carmelo  la misura cautelare degli arresti domiciliari.
Questi i fatti: Il Pullara Carmelo, rimasto coinvolto in un sinistro stradale verificatosi in Favara la notte tra il 2 ed il 3 luglio, era stato arrestato dai Carabinieri di Favara  il giorno 4/7/17 i quali gli contestavano i reati tentato omicidio stradale e fuga del conducente.
All’udienza di convalida, il Pullara contestava le accuse mosse a suo carico spiegando al GIP che nulla potette fare per evitare l’impatto con lo scooter condotto dal minore D.G. queste le sue iniziali, il quale, nel tentativo di immettersi in una traversa secondaria di Via Pietro Nenni in Favara,  non rispettando le disposizioni del codice della strada, tagliava la strada al ciclomotore  condotto da Pullara Carmelo, che inevitabilmente entrava in collisione.
Rappresentò inoltre che  non si diede alla fuga, ma che unitamente ai familiari del ragazzo si portò con questi in ospedale.
Puntualizzava ancora che il minore  a bordo dello scooter era senza casco e senza  copertura assicurativa e che non versava in stato di coma farmacologico.
Il GIP di Agrigento, non convalidava l’arresto ma, con ordinanza resa in data 8/7/17 applicava la misura cautelare degli arresti domiciliari.
Il Tribunale  del Riesame di Palermo ha annullato interamente l’ordinanza del GIP di Agrigento

L’imprenditore agrigentino, originario di Aragona, Carmelo Salamone, è stato riconfermato all’unanimità Presidente dell’Ance, l’Associazione nazionale costruttori edili, di Agrigento, nel corso dell’Assemblea annuale dei Soci. Salamone sarà affiancato dai Vice Presidenti Fabio Iacopelli (tesoriere) e Vincenzo Di Maria. Del nuovo Comitato sono parte: Vincenzo Siracusa, Tommaso Sciara, Luigi Costanza, Riccardo Messina, Angelo Sciumè, Salvatore Zammuto e Francesco Iacolino. Il collegio sindacale è composto dagli avvocati Mula, Caramazza e Amoroso. Il presidente Carmelo Salamone, all’atto dell’insediamento, tra l’altro ha affermato: “Bisogna riportare l’edilizia ad essere il motore trainante della nostra economia territoriale. E’ una delle priorità che bisogna perseguire con il massimo impegno. Certo, non è semplice, vista la crisi che ci portiamo dietro, ma dobbiamo fare sì che l’impresa edile trovi la giusta collocazione riportando il settore a recuperare mercato e capacità di competere”


L’associazione ambientalista MareAmico di Agrigento, coordinata da Claudio Lombardo, segnala che mercoledì scorso, a San Leone, da un pozzetto di acque bianche, quindi di competenza del Comune, è iniziata a fuoriuscire dell’acqua maleodorante. Le analisi compiute dall’Arpa hanno accertato che si tratta di acqua contaminata dalle fogne, e che è giunta al pozzetto da qualche scarico abusivo. Infatti, è presente azoto ammoniacale, tensioattivi ed elevati indici di inquinamento microbiologico. Il Comune ha transennato l’area.
Ma la gente fa il bagno…20135704_320719271687049_8925032484509319168_n

Quattro medici dell’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta sono stati rinviati a giudizio dal gup Antonella Leone. I quattro erano stati coinvolti nell’inchiesta sulla morte di una ragazza di Palma di Montechiaro, Viviana Meli, deceduta, a 29 anni, dopo il ricovero nella struttura ospedaliera nissena a seguito di un incidente stradale avvenuto nel settembre del 2012 nei pressi del bivio per Naro. Il processo vedrà alla sbarra, per omicidio colposo, Carla Cammarata, 60 anni, urologa, Michele Palumbo, 37 anni, medico ortopedico, Angelo Santamaria, 59 anni, anche lui medico ortopedico, e Salvatore L. Asaro, 56 anni, anestesista.


Nella tarda mattinata di ieri 20 luglio, giungeva segnalazione alla sala operativa della Polizia di Stato della presenza, nel piazzale di ingresso antistante il Tempio di Giunone, di una persona fortemente ustionata che chiedeva aiuto.
Sul posto, oltre al personale del 118, venivano inviate pattuglie della Polizia Stradale e dell’Ufficio Volanti.
Gli operatori rintracciavano la persona ustionata, identificata per P. J. di anni 26, il quale  presentava vistose ustioni in tutte le parti del corpo, specie negli arti superiori ed inferiori: pertanto veniva immediatamente trasportato d’urgenza presso l’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento.
Contestualmente una pattuglia della polizia stradale, in transito per la Rotatoria Giunone, comunicava via radio al 113 la presenza di un pericoloso incendio all’interno dell’area boschiva vicino al Museo vivente del Mandorlo a poca distanza dal tempio di Giunone.
Immediatamente, personale della  Volante “Esseneto” giungeva sul posto ed, atteso che le fiamme si sarebbero potute propagare per tutta l’area boschiva nonché interessare parte del parco archeologico, non esitava ad attivarsi, anche con lo stesso estintore in dotazione, alle primissime operazioni di spegnimento.
La stessa volante, una volta spente le fiamme,  accertava la presenza di un ammasso di fili di rame ancora incandescenti da cui era divampato l’incendio.
Ancora una volta il perfetto coordinamento tra tutto il personale della Polizia di Stato ha dato i suoi frutti.
Infatti, la successiva attività investigativa, compiuta in piena sinergia dai poliziotti della squadra volante e della stradale permetteva, nel giro di poche ore, di far luce sulla reale dinamica degli eventi.
Nel dettaglio, P. J. e C. S. si erano dati appuntamento nel boschetto per bruciare una matassa di cavi elettrici da cui ricavare rame.
Infatti, P. J e C. S in concorso, per separare il predetto rame dalle parti in plastica ed accelerare il processo combustivo avevano prelevato della benzina dalla moto ape in uso ad uno dei due e, dopo aver cosparso la massa da incendiare, la fiamma divampava  sfuggendo così al loro controllo e ustionando. in tutte le parti del corpo P.J.
Quest’ultimo, preso dal panico fuggiva con la propria autovettura ma, colto da malore e non riuscendo più a guidare per i forti dolori, si fermava subito dopo l’area di sosta del tempio di Giunone per chiedere  soccorso ai commercianti ivi presenti.

  1. J. nel primo pomeriggio di ieri è stato trasportato presso il centro ustionati dell’ospedale Cannizzaro di Catania.

I due sono stati deferiti , in stato di libertà, all’autorità giudiziaria competente per il reato di incendio boschivo in concorso.