Home / Articoli pubblicati daRedazione Ag (Pagina 211)

Come si ricorderà, il TAR Sicilia Palermo ha rigettato il ricorso elettorale proposto dal  dott. Spata (candidato per la Lega all’ultima consultazione per l’elezione del sindaco di Gela) e volto alla correzione del risultato elettorale e la conseguente ripetizione del turno di ballottaggio tra il candidato Melfa e lo stesso Spata o, in subordine, la proclamazione di quest’ultimo alla carica di Sindaco.

Il TAR Sicilia Palermo, invero, condividendo le tesi del Sindaco Greco e di altri consiglieri Comunali – tutti difesi dagli avv.ti Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia – ha ritenuto legittima l’ammissione delle liste collegate al Sindaco Greco.

Avverso la suddetta sentenza, il candidato Spata- difeso dagli avv.ti Andrea Scuderi e Rosario Calanni Fraccono – ha proposto appello, ribadendo che ben quattro liste collegate al Sindaco Greco avrebbero dovuto essere escluse giacchè, al momento della raccolta delle firme a loro sostegno, i sottoscrittori non avrebbero avuto consapevolezza dei nominativi dei candidati cui stavano dando il proprio appoggio, recando i moduli di raccolta delle firme solo il simbolo di lista e non essendo previamente congiunti con la pagina contenente i nominativi dei candidati.

Innanzi al CGA, si sono costituti il sindaco Lucio Greco e numerosi consiglieri comunali risultati eletti, tutti con il patrocinio degli avv.ti Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia, chiedendo che il ricorso in appello venisse dichiarato inammissbile – non contendo specifiche censure avverso la sentenza del TAR- o, comunque rigettato perché infondato.

Gli avvocati Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia hanno, inoltre, proposto appello incidentale,  censurando la sentenza di primo grado e sostenendo che il TAR Palermo non avrebbe dovuto limitarsi a dichiarare infondato il ricorso ma avrebbe dovuto, altresì, dichiararlo irricevibile perchè tardivo nonché inammissibile sotto vari profili.

Il CGA ha fissato l’udienza di trattazione dei due appelli per il 18.06.20 e in quella sede verrà definita  la vicenda relativa all’elezione del Sindaco di Gela.

Si è sentita male, durante la notte nella propria abitazione, ed ha avuto il tempo di avvisare una suora che la accudiva. Poi, la morte, improvvisa.

La donna era assistita da una suora ed è deceduta probabilmente a causa di un infarto. Inutili i soccorsi degli operatori sanitari del 118, dei Carabinieri della locale Tenenza, del 118 e dei Vigili del Fuoco.

La morte sarebbe avvenuta per cause naturali quindi non è stato attivato il protocollo previsto per il Covid19.

 

 

 

di Giuseppe Moscato

Il presidente Carmelo Calì, con gli avvocati Alfredo Galasso e Licia D’Amico, co-fondatori dell’associazione intesta a Marianna Manduca, giovane donna siciliana che il 3 ottobre 2007 a Palagonia venne assassinata dall’ex marito, hanno rappresentato tramite la sindaca di Favara Anna Alba la vicinanza e il cordoglio alla famiglia Quaranta ed a tutta la comunità favarese, e tramite l’avvocato Giuseppe Barba legale della famiglia Quaranta, la costituzione di parte civile dell’Associazione.

“Abbiamo atteso qualche giorno prima di farvi giungere il nostro profondo dolore per l’assassinio di vostra figlia Lorena – scrive il Presidente di Insieme a Marianna – Associazione per la prevenzione ed il contrasto della violenza sulle donne e sui minori Onlus – Al vostro dolore si aggiunge, autentico, quello della nostra Associazione, che per esperienza diretta conosce il dramma del lutto e della perdita. Invio a nome di tutta l’Associazione un segno forte di partecipazione e di solidarietà: siamo con voi in un impegno che porterà a verità e giustizia per Lorena e per tutti noi”.

La vostra intenzione di costituirvi parte civile insieme a noi per Lorena e per tutte le donne che Lorena e Marianna rappresentano, non può che giungerci nel migliore dei modi”. A rispondere all’azione dell’Associazione “Insiema a Marianna” è Giuseppe Quaranta, fratello di Enzo il papà di Lorena. “Le vostre parole e la vostra partecipazione sincera al dolore sono per noi e soprattutto per i genitori di Lorena una vera carezza al cuore”.

Giuseppe Moscato

L’imprenditore agrigentino Giovanni Parisi lancia una proposta che potrebbe rivelarsi una sorta di ancora di salvezza per gli albergatori e i proprietari di B&B agrigentini massacrati dal danno economico causato dall’emergenza coronavirus.

Di fatto Parisi sostiene che sarebbe opportuno dividere l’incasso acquisito con la tassa di soggiorno comunale a tutti i proprietari degli hotel e dei B&B, che corrisponde a circa un milione di euro.

“Il Comune dovrebbe farsi carico di questa iniziativa – dichiara Parisi – distribuendo agli albergatori la somma incassata e non spesa in proporzione alle presenze registrate nel 2019”.

 

I Soci della Sezione UNUCI di Agrigento hanno accolto con spiccato senso altruistico la proposta del Presidente e del Consiglio di Sezione ad effettuare una raccolta fondi per l’emergenza coronavirus.

In pochi giorni, tramite bonifici bancari,  è stata raccolta la somma di € 1000,00 che è stata donata al Reparto di Cardiologia ed Emodinamica dell’Ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento per l’acquisto di presidi medici atti a fronteggiare la pandemia Covid19.

Questi i casi di coronavirus riscontrati nelle varie province dell’Isola, aggiornati ad oggi, così come segnalati dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.

Questa la divisione degli attuali positivi nelle varie province:

Agrigento, 128  + 1 rispetto a ieri  (0 ricoverati, 2 guariti e 1 deceduto);

Caltanissetta,  116 (17, 11, 10);

Catania, 595 (124, 65, 65);

Enna, 294 (176, 24, 22);

Messina, 366 (132, 46, 37);

Palermo, 325 (71, 44, 24);

Ragusa, 59 (6, 4, 5);

Siracusa, 86 (56, 60, 12);

Trapani, 112 (8, 17, 5).

Questo il quadro riepilogativo della situazione nell’Isola, aggiornato ad oggi, in merito all’emergenza Coronavirus, così come comunicato dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.

Dall’inizio dei controlli, i tamponi effettuati sono stati 39.867 (+1.990 rispetto a ieri). Di questi sono risultati positivi 2.535 (+34), mentre,attualmente, sono ancora contagiate 2.081 persone (+10), 273 sono guarite (+18) e 181 decedute (+6).

Degli attuali 2.081 positivi, 590 pazienti (-15) sono ricoverati – di cui 49 in terapia intensiva (-4) – mentre 1.491 (+25) sono in isolamento domiciliare.

“Mentre stanno già arrivando sui conti correnti degli italiani i bonus per i liberi professionisti titolari di partita iva, diverse regioni d’Italia hanno istituito un ulteriore bonus che va a sommarsi a quello del governo per sostenere i liberi professionisti duramente colpiti dalla crisi causata dalla pandemia covid-19. Lo faccia anche il governo siciliano”. A dichiararlo è il deputato regionale del Movimento 5 Stelle Giovanni Di Caro che, con una interrogazione, incalza il governo regionale a voler sostenere i liberi professionisti titolari di partita iva. “In un momento così difficile – spiega Di Caro – è necessario che le istituzioni diano risposte straordinarie. Mentre il presidente della Regione Musumeci non perde tempo ad accusare il governo nazionale, altre Regioni hanno già previsto stanziamenti per i professionisti. La regione Campania ad esempio ha varato un piano complessivo di 604 milioni di euro per l’emergenza ‘socio-economica’ conseguente al diffondersi del Coronavirus. 80 di questi milioni sono riservati ad un bonus di mille euro per le partite iva, con una platea di beneficiari stimata in 80 mila persone. In Sicilia vi sarebbero attive 15 partite iva ogni mille abitanti, ovviamente non tutte possono essere beneficiarie di tali bonus una tantum che sono rivolti, ricordiamolo, ai liberi professionisti. Altre Regioni stanno aumentando il fondo di garanzia per supportare le imprese. Sarebbe utile quindi sapere se Musumeci intenda seguire l’esempio di altre Regioni italiane che stanno prontamente correndo in soccorso dei liberi professionisti titolari di partita iva. E se non ritenga utile istituire un fondo ad hoc per garantire ai liberi professionisti siciliani parità di condizioni nei confronti dei loro colleghi residenti in altre regioni” – conclude Di Caro.

Il Comune di Agrigento, continua reiterando un abuso, a convocare persone in Piazza Pirandello, negli istanti in cui scriviamo, si sta creando un altro capannello di persone che attendono di ritirare il “Bonus spesa” concesso dal governo nazionale, per il quale abbiamo già presentato esposto denuncia.

ABBIAMO GIÀ CHIAMATO E SEGNALATO LA QUESTIONE ODIERNA AI CARABINIERI DI AGRIGENTO

 

“Nelle prime settimane di quarantena, i donatori sono venuti numerosi e ciò ha permesso di aiutare chi ne aveva bisogno e di ricostituire le scorte. Ma il sangue donato può essere conservato per un periodo di tempo limitato: ecco perché servono sempre nuove donazioni”. E’ quanto afferma Filippo Buscemi, direttore dell’unità operativa di Medicina Trasfusionale del presidio ospedaliero “San Giovanni di Dio” di Agrigento, invitando tutti i donatori e quanti sentono il desiderio di dare il proprio contributo a compiere un gesto di altruismo per fronteggiare il continuo fabbisogno di sangue. “Nell’ospedale di Agrigento – continua il dottor Buscemi – i pazienti affetti da COVID-19 non sono frequenti e, quando sono diagnosticati, sono indirizzati ai presidi ospedalieri dotati di reparti di Malattie Infettive individuati dall’Assessorato Regionale della Salute. Invece continuano ad essere assistiti i pazienti che hanno bisogno di interventi chirurgici d’urgenza, ad esempio per fratture di femore o interventi all’addome, e i pazienti oncologici e talassemici. Per queste persone la trasfusione di sangue è il principale ‘salva vita’. Quindi, in ospedale il sangue continua ad essere necessario ogni giorno, per molti pazienti. I donatori in buona salute possono prenotare la donazione presso il centro trasfusionale di Agrigento ai seguenti numeri: 0922.442285 – 0922.442286 (dalle ore 8 alle 12) o 0922.442268 (dalle ore 12 alle 20). La donazione avviene nel pieno rispetto dei requisiti di sicurezza. I donatori, infatti,dopo essere stati contattati telefonicamente per accertare il buono stato di salute, sono invitati a prenotare la donazione ad un orario preciso in modo da garantire il distanziamento. In altri termini si dona uno per volta ad un intervallo di almeno venti minuti accedendo al centro trasfusionale direttamente dall’entrata del CUP/Poliambulatori, nel retro dell’ospedale, entrata dedicata quasi esclusivamente ai donatori. Per recarsi in ospedale, attenendosi alle disposizioni ministeriali, bisogna portare con sé l’autocertificazione specificando la motivazione ‘donazione di sangue’. La donazione è infatti autorizzata e viene successivamente certificata”.