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L’Olimpica Akragas, storicamente conosciuta come Akragas, ha nuovo proprietario. Si tratta dell’avvocato Giovanni Castronovo, che ha raggiunto un’apposita intesa con il presidente Salvatore Bottone. Già da presidente dell’Akragas, Giovanni Castronovo ha conquistato la promozione in serie D. Lo stesso Castronovo commenta: “E’ con grandissima emozione e soddisfazione che annuncio di essere il nuovo proprietario e presidente dell’Olimpica Akragas che presto cambierà denominazione e si chiamerà Asd Akragas 2018. È bellissimo tornare a casa, sono legatissimo a questi colori, a questa città. Sono già a lavoro per allestire una buona e solida società che sarà composta da persone che amano l’Akragas. Saremo dei professionisti nei dilettanti. Il mio primo obiettivo è quello di tornare a fare innamorare i tifosi dell’Akragas e di riportarli allo stadio a tifare per il Gigante. Voglio aprire un ciclo vincente e riportare l’Akragas nel calcio che conta”. La nuova proprietà sarà presentata nel corso di una conferenza stampa sabato prossimo 29 giugno, alle ore 11:30, nella sala stampa dello stadio Esseneto di Agrigento.

 

In territorio di Realmonte, tra Scala dei Turchi e Lido Rossello, in spiaggia, una coppia di coniugi è stata colta da malore, forse a causa della elevata temperatura. Trattandosi di una zona impervia, non accessibile alle ambulanza, sul posto sono intervenute le motovedette della Capitaneria di Porto Empedocle ed un elisoccorso del 118 con un medico a bordo. L’allarme è così rientrato.

 

A Licata i poliziotti del locale Commissariato hanno arrestato Giuseppe Zarbo, 48 anni, bracciante agricolo, sorpreso in possesso, in un suo terreno all’interno di un tunnel, di 11 piantine di marijuana del peso complessivo di circa 4 chili e 500 grammi. Nel corso della perquisizione, estesa alle masserizie, sono stati scoperti in un armadio altri 550 grammi di marijuana essiccata avvolti in una maglietta. Giuseppe Zarbo è ristretto ai domiciliari. All’Autorità giudiziaria risponderà di coltivazione e detenzione a fine di spaccio di sostanze stupefacenti.

Ad Agrigento sono state trascorse ore di festa nei pressi dello stadio Esseneto, nella parrocchia Don Guanella, dove nell’oratorio è stata inaugurata un’area giochi donata dal Lions Club Agrigento Host, per la gioia di tanti bambini, anche diversamente abili. A benedire il parco giochi è stato il parroco Don Manuel, che ha definito il gesto come “Guanelliano”, ringraziando il Lions Club Agrigento Host ed il presidente Sebastiano Milazzo per la preziosa iniziativa che, peraltro, distoglie i bambini dall’abuso dei social e dei dispositivi elettronici in genere, tra inclusione e aggregazione sociale.

Un immigrato dall’Africa sub – sahariana, di 30 anni, da alcuni anni domiciliato a Licata, è ricercato in tutto il territorio nazionale perché inseguito dalla contestazione di reato, formulata dalla sostituto procuratore di Agrigento, Gloria Andreoli, di violenza sessuale aggravata su minore. Una bambina di 9 anni, anche lei immigrata dall’Africa sub – sahariana e domiciliata a Licata, su iniziativa dei suoi genitori è stata affidata al trentenne per studiare, con lezioni private, l’arabo e il Corano. E invece, tra gennaio e febbraio scorsi, avrebbe subito ripetuti abusi sessuali, che lei, la piccola, ha poi confidato ad una coetanea. La coetanea ha raccontato il tutto ai propri genitori che si sono rivolti alla Procura di Agrigento, e così sono state intraprese le indagini.

 

Da circa dieci giorni quasi ogni giorno diversi incendi si sono sviluppati nei pressi del centro abitato di Naro.
Oggi l’ennesimo nel quartiere del baglio ha rischiato di creare danni ingenti.
Alle 14.30 il comune di Naro ha diramato un comunicato che informava la popolazione invitandola a chiudere le finestre, a non utilizzare i climatizzatori e a non uscire se non per motivi urgenti.
 
Dichiarazione del Sindaco: 
 
“Voci insistenti confermerebbero la presenza di un piromane che si diverte ad appiccare questi incendi.
Chiunque vedesse qualcosa è pregato di mettersi in contatto con i carabinieri o con la polizia locale.
Nell’incendio di oggi è stata trovata anche una bombola di gas che poteva provocare danni anche irreparabili.”

L’I.P.A.B. “Villa Betania”, costituita nel lontano 1924 con la denominazione di “Templum Charitatis”, è l’ente socio assistenziale più antico della provincia di Agrigento.
Nel 1984, con decreto del Presidente della Regione Sicilia, assume l’attuale denominazione di “Villa Betania”. L’ente ha sempre rappresentato per la popolazione di tutta la provincia di Agrigento una importante istituzione socio-assistenziale, punto di riferimento certo per quanti si trovano nella necessità di essere adeguatamente assistiti.
Con Decreto del 13 Giugno 2019 dell’assessorato regionale della famiglia, delle politiche sociali e del lavoro è stato ricostituito per la durata di un quinquennio il consiglio di amministrazione di Villa Betania, individuando quali componenti i sig.ri Vincenzo Di Lauro, Arturo Tortorici, Santino Cuffaro Farruggia e Nino De Miceli, i quali eserciteranno il prestigioso incarico a titolo gratuito.
Il nuovo consiglio di amministrazione si è ufficialmente insediato in data 21 Giugno, procedendo all’unanimità alla elezione del nuovo Presidente nella persona dell’Avv. Santino Cuffaro Farruggia.
Il consiglio di amministrazione ha subito dato mandato al neo presidente eletto di prendere contatti con l’amministrazione comunale di Agrigento al fine di rilanciare Villa Betania, restituendogli così la centralità e l’importanza, che merita, nel campo socio-assistenziale data la sua lunga storia.

E’ giunto nel porto di Licata il peschereccio intercettato dalla Guardia di Finanza al largo di Lampedusa che trasportava un gruppo di 81 migranti trasbordati su un barchino e poi sbarcati sull’isola delle Pelagie.

I 7 membri dell’equipaggio, sei di nazionalita’ egiziana ed un tunisino, sono stati fermati per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. La “nave madre” e’ stata scortata in porto dalle motovedette del Reparto operativo aeronavale delle Fiamme Gialle; ad attenderla a terra i militari del nucleo Pef di Agrigento e del Gico di Palermo.

L’indagine condotta dalla Procura di Agrigento, che ha portato al fermo di 9 persone accusate di traffico di uomini, nasce da una operazione del dispositivo interforze dell’Agenzia Europea Frontex, della Guardia di Finanza, delle Capitanerie di Porto e della missione EUNAVFORMED. 

Ci scrivono gli avvocati Teodoro Caldarone e Giovanni Hamel a proposito del sequestro del parcheggio di Bovo marina (Montallegro): “A seguito dell’iniziativa adottata dalla Procura della Repubblica di Agrigento, concernente il sequestro, disposto in via d’urgenza, del terreno sito in c/da Bovo Marina, nella titolarità dei fratelli Manzone, codesta Amministrazione ha assunto determinazioni accompagnate da plateali atteggiamenti trionfalistici, nell’erroneo quanto ingiustificato convincimento che il provvedimento cautelare disposto, non ancora convalidato dal Giudice per le indagini preliminari e comunque suscettibile di impugnazione nelle sedi competenti, abbia dato luogo ad una sorta di “esproprio” del bene finora detenuto sempre legittimamente dai fratelli Manzone, nostri assistiti.

Tenuto conto, pertanto, che la particolare situazione giuridica configuratasi, allo stato, non autorizza nè legittima scomposte manifestazioni non rispettose della doverosa prudenza legata allo sviluppo delle indagini, si diffida codesta Amministrazione dall’assumere tali iniziative.

Gli uomini del Commissariato di Polizia di Licata, nel corso di uno specifico e preordinato servizio di P.G., mirato alla prevenzione e contrasto dei reati in materia di stupefacenti, hanno arrestato in flagranza di reato per coltivazione di sostanza stupefacente del tipo marijuana 
Giuseppe Zarbo , 47 anni.

In particolare, nel corso di mirate perquisizioni volte al contrasto del fenomeno, gli investigatori si recavano presso il terreno di Giuseppe Zarbo il quale appreso il motivo del controllo provava un ultimo disperato tentativo di allontanarsi e disfarsi dalle piantine di marijuana ma veniva prontamente bloccato dagli operatori che, quindi rinvenivano all’interno di un tunnel n.11 piantine di marijuana del peso complessivo di circa 4,5 kg.

La perquisizione estesa alle masserizie, consentiva poi di rinvenire all’interno di un fabbricato nascosto in un armadio, altri 550 grammi di marijuana essiccata avvolta in una t-shirt.Zarbo G. veniva quindi posto in stato di arresto e dopo gli adempimenti di rito veniva collocato agli arresti domiciliari come disposto dall’A.G. procedente.