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Da oggi chi ha bisogno di ottenere un dispositivo di firma digitale può ottenere il dispositivo restando a casa e in pochi minuti, semplicemente collegandosi attraverso un personal computer, tablet o smartphone al portale attivato da Infocamere, società di informatica delle camere di commercio.

Il riconoscimento avviene attraverso una webcam e richiede il possesso della tessera sanitaria e di un documento di identità valido (carta di identità, passaporto, patente). Il pagamento del servizio viene effettuato con carta di credito. Il tutto, dalla sede dell’impresa, dello studio professionale oppure direttamente da casa. Il dispositivo sarà spedito direttamente all’indirizzo richiesto entro sette giorni lavorativi. Il nuovo servizio è disponibile 24 ore su 24, tutti i giorni della settimana.

“Questo nuovo servizio – sottolinea il segretario generale della Camera di commercio di Agrigento Gianfranco Latino – si affianca alla modalità tradizionale di rilascio della firma digitale, tramite accesso fisico agli sportelli camerali. E’ un modo per andare incontro alle esigenze dell’utenza considerato che l’emergenza Covid 19 ci ha ulteriormente convinti dell’esigenza di sviluppare l’offerta di servizi a distanza evitando alle persone di doversi recare presso gli sportelli e così evitare sprechi di tempo”.

Le informazioni relative al servizio sono disponibili nel sito camerale www.ag.camcom.it

Aldo Mucci  del direttivo nazionale SGB Scuola, incontrerà, in modalità remoto, i Dirigenti del MIUR. Oggetto dell’incontro, sarà il nuovo bando, inserito nel pacchetto di emendamenti alla Legge di Bilancio 2022, che si svolgerà su base provinciale. Il bando è rivolto ai lavoratori ex lsu ata che non hanno potuto partecipare  al precedente bando, in quanto non era stato indetto il concorso per la loro provincia. Si tratta di un provvedimento che dovrà essere emanato di concerto con i Ministri del Lavoro e delle Politiche Sociali, per la Pubblica Amministrazione e dell’Economia e delle Finanze. Con questo bando, finisce “l’era” delle Cooperative. Ci auguriamo che termini anche l’esternalizzazione dei servizi nelle pubbliche amministrazioni – ribadisce Aldo Mucci – Esternalizzazione che consente alle Cooperative & C. di “arricchirsi” con denaro pubblico ( vedi appalti scuole belle) a scapito dei lavoratori, i quali sono stati da sempre sottopagati e sfruttati.  Per anni ci hanno raccontato che affidare ai privati i servizi pubblici razionalizzava spesa ed efficienza, in realtà si è abbassata la qualità e precarizzato il lavoro. In Sicilia è sempre più alto il numero di servizi “pubblici” gestiti da privati ed erogati da lavoratori ingaggiati con condizioni e salari ai limiti dello sfruttamento. E’ giunto il momento di dire basta. All’incontro,chiederemo di  accelerare la pubblicazione del Testo definitivo del Decreto.

7.049 i nuovi casi di Covid19 registrati a fronte di 39.611 tamponi processati in Sicilia; ieri erano 2.357. Il tasso di positività sale al 17,8% ieri era al 13,6%. L’isola sale al primo posto per contagi in Italia fra le regioni italiane. Gli attuali positivi sono 226.472 con un incremento di 3.136 casi. I guariti sono 4.489 mentre le vittime sono 35 portano il totale dei decessi a 9.655. Sul fronte ospedaliero sono 959 ricoverati, in terapia intensiva sono 63.

Questa la situazione nei Comuni capoluogo: Palermo con 1710 casi, Catania 1075, Messina 1047, Siracusa 718, Trapani 814, Ragusa 643, Caltanissetta 399, Agrigento 1078, Enna 176.

Nuove frontiere di cura automatizzate e personalizzate presso l’unità operativa complessa di oncologia del presidio ospedaliero “San Giovanni di Dio” di Agrigento. Al fine aumentare la sicurezza, ridurre gli errori terapeutici, migliorare la qualità delle cure prestate e semplificare i flussi di lavoro viene adottato in reparto, per la prima volta in Italia, il software ICU Medical MedNet. Si tratta di un sistema che collega le pompe volumetriche infusionali “intelligenti” con l’applicativo di gestione della cartella clinica presente in reparto ed è capace di interfacciarsi con la camera bianca/UFA della farmacia ospedaliera ove avviene la manipolazione dei famaci antiblastici. Il software è dotato inoltre di una libreria farmaci completa con impostazioni predefinite che aiutano a garantire la sicurezza della somministrazione dei farmaci antitumorali. Grazie a questo sistema la procedura di somministrazione risulta semplice, veloce e sicura. Il paziente, all’ingresso in reparto, riceve un braccialetto con codice a barre identificativo. Fatto accomodare sulla poltrona, l’infermiere addetto alla somministrazione, con l’utilizzo di un palmare e con quattro semplici passaggi avvia la terapia in sicurezza, scansionando prima il braccialetto del paziente, poi il proprio badge e i bar code della sacca contenente il farmaco da infondere e della pompa utilizzata per l’infusione. Questi semplici step consentono di avviare l’infusione della “giusta terapia al giusto paziente” e con “giusti dosaggi e giusti tempi di infusione”. Tutto il processo viene tracciato e, durante la somministrazione, è possibile un controllo costante di tutte le terapie in corso attraverso un monitor pc posizionato nella stanza infermieri. Anche i medici dalla propria stanza, con il proprio pc, possono verificare l’andamento e la durata delle terapie in corso. MedNet è inoltre dotato di alti standard di sicurezza in materia di cyber security per prevenire qualsiasi attacco esterno e consente di creare report precisi e dettagliati così da avere documentazione a supporto già pronta per verifiche dei tempi di somministrazione e dosaggi corretti dei farmaci somministrati. Il sistema sarà inaugurato in reparto venerdì prossimo, 11 marzo, alle 13.30 con una dimostrazione pratica sul funzionamento delle pompe infusionali collegate a questo applicativo.

“L’innovazione in sanità – afferma il commissario ASP, Mario Zappia – diviene autenticamente progresso quando si orienta, come in questo caso, ad incrementare l’efficienza e la sicurezza delle cure”. Gli fa eco direttore dell’UOC di oncologia e coordinatore della Breast Unit del “San Giovanni di Dio” di Agrigento, Antonino Savarino: “siamo orgogliosi di aver implementato in reparto questa tecnologia a supporto di medici, infermieri e pazienti. L’oncologia di Agrigento negli anni è molto cresciuta ed oggi, anche grazie anche all’arrivo della Breast Unit,  è all’avanguardia e rappresenta un  importante punto di riferimento regionale per la diagnosi e cura delle patologie oncologiche”.

“Ci risiamo. Come se non bastasse Il comune di Licata adesso rischia di perdere anche il finanziamento per la ristrutturazione della Chiesa di San Domenico. L’ultimatum dell’Assessorato regionale delle Infrastrutture e Mobilità  al sindaco e all’Arcidiocesi di Agrigento suona come un campanello d’allarme per la revoca del finanziamento. Sbagliare è umano ma perseverare è diabolico. Ribadisco l’unica soluzione  tecnica di fronte a tutto questo perpetrato disinteresse per la città e per i licatesi è la sfiducia subito  per un nuovo sindaco già a giugno.”
E’ il commento del deputato regionale della Lega e presidente commissione speciale all’Ars on. Carmelo Pullara.
“Leggo – scrive Pullara – sulla stampa che il Comune di Licata rischia di perdere il finanziamento per la ristrutturazione della Chiesa di San Domenico. Il termine perentorio previsto per l’espletamento della gara d’appalto e per la consegna dei lavori all’impresa aggiudicataria era fissato in 180 giorni ma alla data odierna non risulta ancora pervenuto nessun aggiornamento circa l’affidamento dei lavori. Pertanto  ci sono soltanto 15 giorni di tempo per poter salvare il finanziamento, trascorso il termine il comune sarà ritenuto rinunciatario e si procederà alla revoca del finanziamento. Dunque  dopo il finanziamento da 5 milioni di euro da utilizzare per il rifacimento di strade ed opere pubbliche Licata rischia di perdere un altro importante finanziamento”.
Per il deputato della Lega c’è un’unica soluzione tecnica: “sfiducia subito per un nuovo sindaco già a giugno. Le elezioni amministrative si terranno in Sicilia il 29 maggio. I cosiddetti operatori politici e quasi tutti i consiglieri comunali  sono contrari alla sfiducia del sindaco  Galanti. Sono soltanto io, cosi dicono, ad avere le colpe, perché ho fatto eleggere Galanti sindaco, ma oggi e non ieri tutti i consiglieri comunali ed operatori politici che non lo vogliono sfiduciare mantenendolo al suo posto non hanno maggiori colpe e la responsabilità del martirio di Licata?! Chi ha più colpa, chi sbaglia o chi persevera per convenienza? Poi però sono tutti pronti a criticare sui mass media e su facebook. Meglio solo-conclude Pullara-che omologato,  responsabile ed ipocritamente urlante!”.

A Canicattì una dottoressa è stata contagiata dal covid per presunta mancanza di mascherine protettive nel reparto dell’ospedale “Barone Lombardo” di Canicattì dove, nel periodo fra gennaio e febbraio del 2020, ha prestato attività lavorativa. La stessa donna ha infettato il figlio e il marito che è morto nel novembre dello stesso anno. Adesso la donna ha citato in giudizio l’Azienda sanitaria di Agrigento affinché – si legge nell’esposto – “il Tribunale dichiari la responsabilità dell’Azienda sanitaria provinciale sia per il contagio della dottoressa riconducibile all’attività lavorativa con la mancanza di mascherine protettive con trasmissione del virus al figlio e al marito poi deceduto, sia per non aver tempestivamente diagnosticato il contagio del marito assicurando le giuste cure”.

Ancora iniziative di solidarietà, per volontà del preside, Alfredo Prado, dell’Accademia delle Belle Arti di Agrigento, a favore dell’Ucraina.

L’Accademia di Belle Arti di Agrigento, con unanime decisione del Consiglio Accademico, infatti, ha deliberato l’assegnazione di due borse di studio da conferire a giovani artisti ucraini che desiderano studiare e laurearsi in Italia, frequentando i Corsi di Laurea dell’ABA. “L’esonero delle tasse accademiche e altre agevolazioni – dice il preside Alfredo Prado – favoriranno l’inserimento dei giovani ucraini nel tessuto sociale, culturale ed artistico italiano”.

In un Paese con più pesi e più misure, è ormai scontato che ci siano aziende che possono correre’ e altre che siano a rischio chiusura. E non per propria responsabilità”.

Interviene così il presidente di Ance Agrigento, Carmelo Salamone, dopo la pubblicazione nei giorni scorsi dei dati riguardanti le percentuali di ribasso nelle procedure pubbliche.

Dati sicuramente incoraggianti – dice – ma che purtroppo non ritraggono la situazione nella propria complessità. La media, infatti, è stata realizzata senza distinguere tra le varie tipologie di gara, e quindi quei numeri, così positivi, perdono di valore quando andiamo a guardarli nel dettaglio”.

In particolare Salamone evidenzia che, ad esempio, nelle procedure negoziate e con inviti, inserite con il recente Dl Semplificazioni, i ribassi probabilmente in media si assestano intorno al 20%, proprio perché la partecipazione è “limitata” ad un numero di aziende ristretto che vengono scelte dalle singole amministrazioni appaltanti, contravvenendo, a parere dell’Aassociazione di categoria, alle più semplici regole di mercato. Nelle gare aperte, che si svolgono con la procedura del massimo ribasso, le percentuali superano invece il 30% con un sistema che spinge le aziende a inseguire il prezzo più basso, riducendo i margini di profitto e spesso rendendo anche più complesso realizzare effettivamente lopera appaltata.

Come Ance abbiamo sempre manifestato la nostra contrarietà a questa disparità – continua – e ci chiediamo perché si continui a seguire questa strada. Perché la Politica non sostiene un percorso di effettiva democratizzazione? Perché continuare a fare orecchie da mercante? A chi conviene questo sistema?

La possibilità per le amministrazioni di scegliere di fatto le aziende che potranno partecipare alle procedure, limita il diritto alla concorrenza, con conseguenze su tutti i soggetti coinvolti in questa vicenda: i pochi fortunati che possono partecipare alle procedure ristrette possono infatti aggiudicarsi i lavori ad una somma certamente più vantaggiosa rispetto alle altre imprese. Oggi non si può più attendere, perché molte aziende – anche a causa dell’enorme aumento dei costi per le materie prime e per lenergia – non potranno più continuare a lavorare”.

Salamone, quindi, chiede che si torni ad una procedura unica, quella cioè del massimo ribasso con il metodo che era stato previsto nella legge regionale 16 sugli appalti. Un testo che venne poi impugnato dalla Corte Costituzionale per questioni di competenza, sebbene i giudici non ne contestarono i contenuti, che erano semmai chiaramente improntati a scongiurare i rischi di turbativa delle gare.

Il presidente di Ance, inoltre, evidenzia come nonostante il Governo nazionale abbia approvato il Decreto ristori per laumento dei costi delle materie nel campo delledilizia per il primo semestre 2021, ad oggi non sia stato ancora liquidato un solo euro e non vi sia nemmeno alcuna certezza sulle somme per il secondo semestre 2021.

Chi fa impresa rischia ogni giorno in proprio – conclude Salamone – e non può attendere i tempi della politica. A noi viene chiesto di essere celeri, di rispettare contratti e scadenze, ma chi è chiamato a decidere per tutti non ha, stranamente, gli stessi oneri. Le imprese, per anni, hanno sopportato il costo occulto di una politica che non sa tenere il passo del Paese: oggi quel tempo è finito”.

I Carabinieri della stazione di San Biagio Platani hanno denunciato un sanbiagese di 35 anni perché sorpreso, nel corso di una perquisizione domiciliare, in possesso di 26 grammi di marijuana e 10 grammi di hashish. All’autorità giudiziaria risponderà di detenzione a fine di spaccio di sostanze stupefacenti. Lui è stato sottoposto ad un primo controllo personale ad un posto di blocco stradale. E poi probabilmente dei sospetti hanno indotto i militari a perquisire la sua abitazione.

Il giudice monocratico del Tribunale di Agrigento, Ornella Maimone, ha restituito gli atti alla Procura annullando i 57 rinvii a giudizio che lo scorso 6 dicembre sono stati disposti dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale, Micaela Raimondo, nell’ambito dell’inchiesta, a Licata, su una presunta truffa all’Inps tramite falsi contratti di affitto dei terreni e false assunzioni di centinaia di braccianti agricoli per truffare l’ente di previdenza sociale. Secondo il giudice Maimone i capi di imputazione sono generici e non è specificato il singolo importo delle presunte truffe. E ciò comporterebbe, dunque, un non esercitabile diritto alla difesa. L’importo del presunto raggiro ammonta a 400mila euro. La Procura di Agrigento, se lo riterrà, procederà una seconda volta nell’istruzione delle indagini sulle quali, però, incombe prossima la prescrizione.