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l sindaco di Agrigento, Franco Miccichè, interviene a seguito di quanto affermato, e pubblicato ieri, dai consiglieri comunali di Forza Italia Gramaglia, Civiltà e Cantone. Miccichè replica: “Ho letto un paio di volte il comunicato stampa dei consiglieri comunali di Forza Italia a firma Civiltà, Gramaglia e Cantone. Un attacco politico e personale così pesante e assurdo da parte di un alleato non me lo sarei mai aspettato. Voglio innanzitutto stigmatizzare il comportamento del presidente Civiltà, che invece di stare sopra le parti per come il ruolo gli impone, entra a gamba tesa, e non è la prima volta. Il presidente Civiltà ha diverse consiliature alle spalle, dovrebbe sapere come ci si comporta politicamente con chi ha contribuito in maniera decisiva ad eleggerlo, anche e soprattutto con il parere contrario dei consiglieri comunali del suo stesso partito. Tornando al pesante e assurdo comunicato stampa dei consiglieri, teoricamente alleati, tengo a precisare che io ho sempre preso le decisioni con l’avallo degli assessori, come ben sa l’assessore forzista Scinta. Invito Forza Italia a rivedere il pesante e assurdo comunicato o a prendere decisioni conseguenziali. Forza Italia dica da che parte sta. Entrando nel merito del pesante e assurdo comunicato dico soltanto che non accetto dagli alleati critiche gratuite, sterili e prive di fondamento, e non intendo assolutamente rimanere prigioniero di logiche che non mi appartengono. Sono stato eletto con il voto di 13.156 agrigentini e darò, come ho sempre fatto sino ad oggi, conto e ragione non solo a loro ma a tutta la cittadinanza. La città aspetta risposte e non polemiche mirate chissà a quale fine” – conclude il sindaco Franco Miccichè.

Il Tribunale di Agrigento ha inflitto 2 anni e 2 mesi di reclusione, per maltrattamenti e lesioni, a carico di un uomo di 44 anni di Santa Elisabetta. Lui avrebbe maltrattato con calci, schiaffi e pugni, per sei anni, dal 2011 in poi, la compagna, da cui si è separato, e, in almeno due occasioni, le figlie minori. La donna avrebbe subito anche dei morsi e un tentativo di strangolamento.

Il Comune di Palma di Montechiaro, che gestisce in autonomia il servizio idrico integrato, da alcune settimane fa i conti, come molti altri comuni, purtroppo, con una situazione che a definire difficile è un eufemismo.
I turni di distribuzione sono molto lunghi e, in alcuni casi, superano anche i 16 giorni.
Il Sindaco, Stefano Castellino, ha emanato una ordinanza contingibile ed urgente per cercare di risolvere l’emergenza che stanno vivendo i palmesi. Considerato, altresì, il drammatico fenomeno dei furti d’acqua e stante l’emergenza sanitaria da Covid-19, la necessità di acqua potabile risulta essere indispensabile al fine di garantire l’igiene personale, il distanziamento sociale e ridurre la possibilità di contagio, le soluzioni devono essere trovate in tempi strettissimi. Il Sindaco, preoccupato che possa essere messo in pericolo anche la salute e l’ordine pubblico, ha ordinato che vengano immesse acque, previa analisi atta a certificarne l’uso umano, nei serbatoi comunali provenienti dai pozzi/sorgenti siti in territorio comunale o nelle proprietà comunali o nelle proprietà private messe a disposizione dai proprietari. Inoltre, con cadenza bimestrale siano ripetute le analisi per ogni singolo pozzo/sorgente immesso nella pubblica distribuzione e trasmesse all’ASP di Agrigento; che i pozzi/sorgenti non ancora regolarizzati vengano utilizzati e che parimenti si attivino le procedure atte alla regolarizzazione. Il primo cittadino ordina anche il ripristino e la creazione immediata di nuove condotte indispensabili per il superamento dell’emergenza idrica e sanitaria, compresa l’installazione di strumenti atti al controllo del flusso.
Castellino, al Responsabile dell’Area P.O. ordina di provvedere ad assumere con urgenza tutti gli atti gestionali consequenziali alla presente ordinanza ed il relativo impegno di spesa necessario per il pagamento dei costi di espletamento dei servizi in oggetto; allo stesso Responsabile dell’Area P.O. ha chiesto di coordinare il personale mezzi e strutture, garantendo il servizio in maniera ottimale per il raggiungimento degli obbiettivi prefissati dalla ordinanza stessa. Al Responsabile di Protezione Civile, infine, di predisporre turni per la vigilanza della condotta per prevenire e combattere i furti d’acqua.

Nell’ambito dell’inchiesta antimafia cosiddetta “Mosaico”, ruotante intorno a tre omicidi consumati, due agguati falliti e su un traffico di armi e droga, il tutto lungo l’asse Favara – Belgio, otto imputati, già destinatari dell’avviso di conclusione delle indagini e della richiesta di rinvio a giudizio da parte della Procura di Palermo, in occasione dell’udienza preliminare hanno annunciato, tramite i propri legali, che sceglieranno di essere giudicati con il rito abbreviato. Si tratta di Antonio Bellavia, 48 anni, di Favara, residente in Belgio, Calogero Bellavia, 30 anni, di Favara, Calogero Ferraro, 43 anni, di Favara, Calogero Gastoni, 38 anni, di Agrigento, Carmelo Nicotra, 39 anni, di Favara, Gerlando Russotto, 31 anni, di Favara, Carmelo Vardaro, 44 anni, di Favara, e Vincenzo Vitello, 64 anni, di Favara. A causa di un difetto di notifica, la posizione di Maurizio Di Stefano, 47 anni, di Favara, è stata stralciata. Lo stesso Di Stefano, tramite il proprio difensore, l’avvocato Salvatore Cusumano, si è costituito parte civile contro alcuni degli imputati perché avrebbero tentato di ucciderlo in due occasioni.

In Sicilia c’è stato il calo delle vaccinazioni. I dati indicano che il panico generato dalla morte della ragazza ligure dopo l’iniezione del vaccino AstraZeneca ha avuto l’effetto temuto.

I più giovani che hanno ricevuto la prima dose del vaccino AstraZeneca stanno ricevendo la seconda di  Pfizer e Moderna. Ma, a sorpresa, ieri a Palermo si sono registrati casi di pazienti che hanno rifiutato o semplicemente protestato. È, ha spiegato il commissario Renato Costa, una forma di panico al contrario: prima si temevano gli effetti collaterali del siero di AstraZeneca, ora si teme che mixare due farmaci diversi possa dare problemi.

Ma adesso ai medici di famiglia  verranno affidate anche le dosi di Pfizer e di Moderna, finora limitate agli hub.

A 32 Comuni siciliani arrivano altri 6 milioni di euro, di cui 4 a Palermo, da destinare alle famiglie in difficoltà economica per l’acquisto di beni di prima necessità.
A darne notizia l’assessore regionale alle Politiche sociali, Antonio Scavone: «Si tratta di parte delle risorse stanziate lo scorso anno dal governo Musumeci, che aveva destinato complessivamente alla misura 100 milioni – afferma – Nei prossimi giorni arriveranno altri 6 milioni a quei Comuni che sono riusciti a caricare sulla piattaforma informatica la rendicontazione di almeno il 50 per cento delle risorse trasferite precedentemente, ossia i primi 30 milioni. Questi 32 Comuni si aggiungono ai 191 enti locali siciliani a cui, nelle scorse settimane, abbiamo trasferito sulla stessa misura circa 12 milioni».

Le somme potranno essere utilizzate dalle famiglie per l’acquisto di beni di prima necessità, in particolare quelli alimentari, ma anche per il pagamento delle utenze e dei canoni di locazione.
«In un periodo di grave emergenza sociale a seguito della pandemia – continua l’assessore – si stima che sia aumentata almeno del 30 per cento la fascia di popolazione con gravi difficoltà economiche, i cosiddetti “nuovi poveri”. Il governo Musumeci, con questa misura, ha inteso venire incontro a queste famiglie, cercando di alleviare i gravi problemi del quotidiano, come ad esempio l’impossibilità di fare la spesa o di pagare la bolletta della luce o l’affitto».

Oltre Palermo, che riceverà appunto 4 milioni, il provvedimento riguarda, tra gli altri, Biancavilla (142 mila euro), Canicattì (214 mila), Milazzo (186 mila), Partanna (62 mila), Noto (145 mila), Assoro (30 mila), Misilmeri (176 mila) e (Carini 234 mila).

“E’ per davvero inconcepibile e non giustificabile l’abbandono, da parte dei cittadini, di rifiuti indifferenziati lungo le piazzole di sosta della S.S. 640, denominata la “Strada degli Scrittori” ed importante via di transito di turisti che si spostano tra la costa meridionale dell’isola (per vedere ad esempio i Templi di Agrigento) e quella settentrionale dove insistono altri attrattori (esempio la Cattedrale di Cefalù, Palermo)”.

A dichiararlo sono i presidenti Provinciali di Legambiente Caltanissetta, Ivo Cigna, e di Agrigento, Daniele Gucciardo.

“Si tratta – hanno proseguito – di un pessimo biglietto da visita, che arreca grave danno alla credibilità dei siciliani, all’ambiente e alla stessa bellezza dei nostri paesaggi. Altrettanto ingiustificato ci sembra l’atteggiamento indolente degli enti preposti alla tutela e al controllo di questi luoghi. Ancora più grave è il rilevare la presenza di discariche abusive in uno spazio significativo e simbolico per ricordare un Giudice assassinato dalla Mafia. Con la presente invitiamo gli enti in indirizzo ad attivarsi con urgenza per portare decoro allo spazio dedicato al Giudice Saetta (ucciso dalla mafia insieme a suo figlio Stefano, il 25 settembre 88), ma anche di tutte le piazzole di sosta di pertinenza dell’itinerario culturale della “Strada degli Scrittori” (S.S. 640). Chiediamo – hanno concluso Cigna e Gucciardo -, nell’idea che ciò sia di interesse comune di tutti i siciliani di buon senso, di predisporre una adeguata vigilanza e manutenzione delle stesse aree da ripulire”.

Un magistrato in servizio alla Procura di Agrigento e tre impiegati (una dell’ufficio Gip e due del Tribunale di Sorveglianza) sono risultati positivi al Covid-19. Il sostituto procuratore risulta già vaccinata con entrambe le dosi di Pfizer. Il capo della Procura di Agrigento, Luigi Patronaggio, insieme al Presidente del Tribunale Pietro Maria Falcone, ha deciso di sospendere ogni attività differibile e non urgente. In questi giorni tutti i magistrati ed il personale in servizio sarà sottoposti a un giro di tamponi.

Attivato lo smartworking per tutto il personale amministrativo e di magistratura, non impegnato in turni esterni o di reperibilità. Sarà a distanza la partecipazione alle udienze, “ove possibile”, con modalità telematiche secondo i protocolli già approvati in precedenza. Vietati inoltre l’ingresso nei locali della Procura “agli utenti e agli avvocati, ferme restando la possibilità di depositi atti e consultazione via telematica.

Sono 200 i nuovi casi di covid-19 registrati nelle ultime ventiquattro ore su 15.260 tamponi processati. Il tasso di positività è pari al 1.31%. La Sicilia resta al primo posto in Italia per numero di contagi giornalieri. Le vittime sono state 8 e fanno salire il totale a 5.920.Il numero degli attuali positivi è di 6.367 con una diminuzione di 264 casi. I guariti sono 456. Negli ospedali i ricoverati sono 343, 15 in meno rispetto a ieri, quelli nelle terapie intensive sono 34, 5 in meno rispetto al bollettino precedente riequilibrando, così gli aumenti dei giorni precedenti.

I nuovi casi per province:

Catania 80;

Agrigento 28;

Caltanissetta 24;

Palermo 20;

Trapani 15;

Siracusa 11;

Enna 11;

Ragusa 10;

Messina 1.

“Apprendo con rammarico, grazie all’associazione Tante Case Tante Idee, che si evince in città un problema atavico che nel 2021 sembrava essere ormai superato. Ma a quanto pare così non è!!”

La Bongiovì afferma che “Agli inizi di una stagione estiva di risanamento economico per le tante attività imprenditoriali, scontrarsi con un nuovo fenomeno di erogazione irregolare dell’acqua è inverosimile e molto gravoso. Questo è causa di tanti disagi, sia a livello igienico personale, che a livello lavorativo.

Perché in questi giorni, mi segnalano ed apprendo, che sono stati in tante le attività, come B&B e ristoratori, che sono ricorsi ai ripari acquistando quel bene di prima necessità, che è l’acqua, da privati!! Ancor più grave, in periodo di pandemia, dove tutti raccomandano di lavare spesso le mani”

“Lo trovo inconcepibile, e del tutto poco corretto nei confronti dei nostri contribuenti. Che hanno sempre pagato una tariffa abbastanza alta, sia con la gestione dell’azienda Girgenti Acque (oggi in fallimento), e oggi con il ritorno alla gestione pubblica; senza beneficiare di un regolare servizio, anzi, si ritrovano ad avere il problema della mancata erogazione quotidiana nelle proprie abitazioni ed attività commerciali.

Vediamo tante città ben strutturate e con un servizio impeccabile, che permette inoltre ti evitare un impatto visivo delle cisterne collocate nei tetti dell’intera città. Perché non aggiornarci su tutti i fronti pure noi??

Occorre al più presto conoscerne la natura del problema e trovare la risoluzione nel migliore dei modi.

Parliamo di un’isola, che ha delle risorse di grande spessore, basti contare le dighe e le sorgive naturali presenti nel territorio. Acqua che dalla provincia di Palermo arriva nel nostro territorio, e va a sfociare tramite il fiume socio verdura, nei nostri mari. Sorgenti, come quella denominata Favara di Burgio, che attraversa la nostra città, e che solo da un anno sfruttiamo grazie alla casetta dell’acqua sita nel piazzale Ugo La Malfa. Acqua di sorgente potabile, potenzialmente buona pure per poterla bere.”

Detto questo, continua la consigliera dott. Bongiovì, “mi sento adesso in dovere, di sollevare la problematica all’amministrazione comunale, tramite la VI Commissione Comunale di cui mi onoro di farne parte, certa che al più presto si possa trovare la soluzione migliore, al fine di eliminare definitivamente questa piaga che da sempre è stata una macchia nera per l’intera città. Conosco la sensibilità e la fattibilità della nuova amministrazione, che il prima possibile, sono certa, che si farà carico di questa ennesima problematica per il bene dei cittadini.”