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Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, con ordinanza n. 105/2020, ha accolto le doglianze dell’imprenditore che aveva ottenuto un finanziamento nell’ambito dell’avviso 3.3.1.4 del PO FESR 2007/2013, patrocinato dall’Avv. Michele Cimino, unitamente all’Avv. Giorgio Troja e al Dott. Oscar Di Rosa.
In particolare l’Avviso, finanziato dall’Assessorato Regionale alle Attività Produttive, e gestito dalla CRIAS, prevedeva un regime di aiuti all’investimento iniziale nel settore turistico, pari al 50 % delle spese ammissibili per le micro-piccole imprese siciliane.
L’impresa, che in virtù del co-finanziamento aveva avviato un’attività alberghiera, si è vista recapitare una pretesa di restituzione della somma versata dalla CRIAS. Ciò in quanto, ad avviso del detto ente gestore, andrebbero letti come alternativi i parametri previsti dall’art. 18 dell’Avviso per la perdita del finanziamento. “In realtà – commenta l’Avv. Cimino – l’interpretazione data dalla CRIAS non trova alcun fondamento nemmeno letterale, non sussistendo alcuna preposizione disgiuntiva e/o avversativa tra i due parametri. Una siffatta interpretazione, fra l’altro, sarebbe totalmente illegittima, dal momento che, come abbiamo dimostrato, un’impresa che perde solo 0,5 punti, per un solo indicatore, rispetto al punteggio inizialmente attribuito, e su cui si è fondata la graduatoria per l’ammissione al finanziamento, se lo vedrebbe revocato (come avvenuto alla nostra assistita), mentre un’altra impresa, perdendo fino a 12,5 punti, come complesso di più indicatori, e quindi con un punteggio finale di gran lunga inferiore rispetto all’ultima in graduatoria ammessa al finanziamento, ed ulteriormente inferiore anche rispetto a quello imprese inserite nella graduatoria delle operazioni ammesse ma non finanziabili, manterrebbe l’incentivo”.
Proprio per tali ragioni, l’interpretazione autentica data il 17.8.2018 dall’Assemblea Regionale Siciliana aveva dato evidenza della non alternatività di detti parametri di esclusione, bensí della loro contemporanea sussistenza, impegnando il Governo Regionale, nella persona dell’Assessore alle Attività Produttive, a determinarsi di conseguenza. Ad oggi tuttavia non è intervenuto nessun atto amministativo in tal senso, nemmeno in seguito alla richiesta di annullamento del provvedimento avanzata dall’impresa in questione.

Oggi, venerdì 14 febbraio, giorno di San Valentino, nell’ambito della campagna della Polizia di Stato cosiddetta “Questo non è amore”, in tutta Italia i camper della Polizia sostano nelle piazze principali contro l’isolamento e il dolore delle vittime di violenza di genere, e per offrire il supporto di operatori specializzati, in prevalenza donne, tra medici, psicologi e rappresentanti dei centri antiviolenza. Anche ad Agrigento il camper della Polizia di Stato è presente per l’intera giornata a Porta di Ponte.

Le interviste

Ad Agrigento, al palazzo Filippini, nel corso di una cerimonia ufficiale, il sindaco Lillo Firetto ha consegnato la “Menzione speciale città di Agrigento – Agrigentina d’adozione” a Mareme Cisse, con la motivazione: “In quanto modello di integrazione in una terra da sempre crocevia di culture e popoli, nonché di impegno sociale finalizzato all’integrazione e all’inserimento lavorativo di donne e ragazzi stranieri con fragilità”. Mareme Cisse, molto conosciuta in città, è dal 2014 chef del ristorante “Ginger People&Food” e ha più volte ricevuto riconoscimenti professionali prestigiosi. E’ già nominata “alfiere del territorio” dal premio Bezzo nel 2018 e con la bandiera del suo paese, il Senegal, si è aggiudicata a San Vito Lo Capo, la scorsa estate, il titolo di campionessa mondiale di couscous.

Le interviste

La sezione Lavoro del Tribunale di Sciacca, accogliendo le tesi difensive dell’avvocato Margherita Bruccoleri, ha condannato l’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento, a favore di alcuni dipendenti Dirigenti Medici responsabili di Struttura semplice e complessa, e Dirigenti titolari di incarico professionale, al pagamento di circa 35mila euro come risarcimento del danno da inadempimento contrattuale. L’Azienda sanitaria avrebbe dovuto corrispondere in favore dei suoi dipendenti Dirigenti medici, ogni mese, un importo a titolo di indennità di posizione variabile aziendale, così come previsto dal contratto sottoscritto tra le parti.

Nell’ambito della vertenza sindacale legata ai supermercati Fortè in Sicilia, la segreteria provinciale di Agrigento della Confsal, coordinata da Manlio Cardella, annuncia che a Catania, nei locali della Presidenza della Regione, in presenza dei dirigenti del Centro per l’impiego di Catania, dei commissari giudiziali della società Meridi e dei sindacati, è stato firmato l’accordo per chiedere la Cassa integrazione guadagni straordinaria per i 465 dipendenti dei punti vendita di tutta la Sicilia. La Cigs, come richiesto, se approvata, scatterà a decorrere dal 9 gennaio 2020, per l’intera durata di attività dei commissari straordinari. Nonostante l’accordo, a causa del problema delle mensilità arretrate non riscosse dai lavoratori sin dal mese di luglio 2019, essendo incerta la tempistica dell’erogazione dei benefici della Cassa integrazione, si sono registrate gravi dimissioni di massa dei lavoratori proprio al fine di percepire prima possibile un sostentamento economico che in questo caso è l’indennità di disoccupazione Inps. A seguito di quanto accaduto, la Confsal pone soprattutto alle parti politiche e di governo della Regione la necessità di una approfondita riflessione. Da ciò che si apprende dalla stampa, la crisi dei supermercati Fortè è da ascrivere non solo alla contrazione dei consumi ed alla crisi economica delle famiglie siciliane, ma anche e soprattutto all’ennesima speculazione di un gruppo imprenditoriale che indisturbato giocava con i destini di 467 lavoratori e delle rispettive famiglie.

I poliziotti della Squadra Mobile di Agrigento, diretta da Giovanni Minardi (nella foto), hanno arrestato in carcere Roberto Fragapane, 27 anni, già sorvegliato speciale, ed ai domiciliari Giuseppe Casà, 24 anni, entrambi ritenuti responsabili del reato di rapina aggravata in concorso. Domenica 12 gennaio un nigeriano sarebbe stato avvicinato da un’automobile con a bordo Fragapane e Casà, i quali avrebbero rapinato all’africano il telefono cellulare e poi sono fuggiti. Le indagini della Squadra Mobile, coordinate dalla Sostituto Procuratore Alessandra Russo, hanno permesso sia di individuare i soggetti autori della rapina, sia di risalire all’ultimo utilizzatore del telefono cellulare. L’apparecchio è stato sequestrato e riconsegnato al legittimo proprietario. E’ stato denunciato in stato di libertà un altro soggetto indagato del reato di ricettazione. La Squadra Mobile sottolinea che la collaborazione della vittima è essenziale alle indagini. Purtroppo tale contributo spesso manca in tanti altri casi in cui l’omertà caratterizza irragionevolmente le dichiarazioni delle persone offese.

Nel Parco della Valle dei Templi sono state seminate 700 nuove piante arboree da frutto. Si tratta di 350 pistacchi, 250 mandorle e 100 olivi, e poi oltre un centinaio tra lecci, carrubi, fichidindia e frutti minori vari, che, assieme a 200 esemplari (tra arbustive ed erbacee) della nuova collezione di piante medicinali ed aromatiche, raggiungono la ragguardevole cifra di mille esemplari. Il direttore del Parco dei Templi, Roberto Sciarratta, commenta: “L’attività di conservazione e manutenzione del pregiato patrimonio botanico e vegetale affidato alle cure del Parco è una importante priorità di questa Direzione. Il paesaggio della Valle, al pari di ogni sistema rurale, ha necessità continua di essere accudito. Le principali protagoniste, le piante, in quanto tali nascono e muoiono. Pertanto, se da un lato bisogna provvedere alla continua manutenzione dell’esistente, per assicurare le migliori condizioni di longevità, dall’altro bisogna via via provvedere a nuove piantumazioni per assicurare la più adeguata copertura vegetale in armonia con l’assetto estetico e la pregiata sua storia”.