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Questa è una settimana particolare perché la tendenza si è invertita e il numero dei positivi è in aumento. Anche oggi siamo al primo posto tra le province in Sicilia per nuovi contagi. Alcuni comuni della nostra provincia si apprestano a diventare zona rossa a causa di partecipazione a feste, matrimoni ma anche giovani che sono tornati da Malta (una trentina con la variante Delta). La situazione è preoccupante.

A dirlo è il commissario straordinario dell’Asp di Agrigento, Mario Zappia, nel consueto punto settimanale sulla situazione epidemiologica in provincia.

Il manager dell’Asp prosegue: “Peggiora anche la situazione negli ospedali. A Ribera dai quattro ricoverati della scorsa settimana si è passati ai 13 pazienti, tutti nel reparto di medicina. Anche in terapia intensiva si registra l’incremento di una unità rispetto a sette giorni fa. Il punto fondamentale è sempre il vaccino che riesce a ridurre l’ospedalizzazione. Il 70% delle persone ricoverate in Sicilia non è vaccinato e questo dato ci deve fare riflettere. L’appello a tutti, soprattutto ai giovani, è quello di sottoporsi a vaccino. La sanità non è politica. Se non riusciamo a convincerci che il vaccino è l’unica soluzione non abbiamo dove andare. Chi è vaccinato è libero di circolare dove vuole mentre chi non lo è – ed è un mio pensiero – deve essere limitato. Chi non vuole vaccinarsi è libero di non farlo però non può mettere a repentaglio la salute degli altri. Sono comunque favorevole all’estensione del Green Pass”. 

Sono 386 i nuovi casi di coronavirus registrati in Sicilia nelle ultime 24 ore su un totale di 9.583 tamponi processati. Si alza, così, l’indice di positività che sale al 4.03%, il doppio rispetto a ieri.  Non ci sono nuove vittime e i guariti dimessi sono 117. Attualmente in Sicilia ci sono 4.409 persone positive. Sono 144 i ricoverati con sintomi, di cui 23 in terapia intensiva.

Questa la situazione nei Comuni capoluogo: Palermo 80; Caltanissetta 78; Catania 66; Agrigento 59; Siracusa 43; Trapani 26; Enna 20; Ragusa 10; Messina 4

Il Cts ritiene ‘assolutamente necessario’ dare priorità alla didattica in presenza per l’anno scolastico che partirà a settembre non solo per la formazione ma anche per lo sviluppo psicologico dei ragazzi; sostiene l’importanza di promuovere la vaccinazione nella scuola, tanto del personale scolastico quanto degli studenti; infine raccomanda il distanziamento, ma dove questo non sia possibile, resta fondamentale mantenere le altre misure, a partire dall’uso delle mascherine di tipo chirurgico nei luoghi chiusi. È quanto emerge dal verbale del Cts che l’ANSA può anticipare in risposta ai quesiti del Ministero dell’Istruzione

Presso la Procura della Repubblica del Tribunale di Agrigento, il Procuratore della Repubblica Dott. Luigi Patronaggio, unitamente al Ten. Col. Vincenzo Castronovo, Comandante del Centro Anticrimine Natura Carabinieri di Agrigento ed i funzionari del Comune di Agrigento, hanno presieduto una conferenza stampa avente ad oggetto “la prevenzione e la repressione dei reati in danno agli animali”. Nel corso della conferenza saranno illustrate le iniziative e le attività per la stagione estiva 2021, finalizzate alla prevenzione del fenomeno dell’abbandono degli animali domestici, con particolare riferimento agli aspetti sanitari ed alle attività di controllo.

Così Anna Alba, sindaco di Favara fino al prossimo 3 agosto, dopo le sue dimissioni annunciate:

“Purtroppo vi devo comunicare un dato increscioso: siamo passati a 43 positivi a Favara, tutti molto giovani. E’ un dato in continuo aumento, destinato ulteriormente a impennarsi. Il vaccino ad oggi rappresenta l’unica strategia per poter abbassare il rischio di contagi. E’ un dato preoccupante perché lo scorso anno, nonostante non ci fossero i vaccini, c’è stato un contagio inferiore. Oggi, con i vaccini, gli utenti non si recano nei punti in provincia. Il mio invito è quello di andare a vaccinarsi.” 

 

Nel corso delle ultime ore è sopravvenuta in Sicilia la prima morte a causa della variante delta o indiana del coronavirus. Si tratta di un uomo di Marsala di poco meno di 60 anni. A confermare che il paziente ricoverato all’ospedale “Paolo Borsellino” è deceduto per tale causa è stato l’esito del tampone specifico elaborato a Palermo. Il marsalese, con qualche lieve patologia, aveva ricevuto sola la prima dose di vaccino. Così come una sola dose di vaccino hanno ricevuto altri due pazienti attualmente ricoverati in terapia intensiva all’ospedale di Marsala, intubati ed entrambi in gravissime condizioni. Una fonte medica afferma: “E’ impressionante non solo la facilità di contagio della variante del coronavirus, ma anche come un soggetto si sia aggravato e come sia finito da casa sua alla rianimazione in sole 24 ore. L’invito è quello di completare la vaccinazione, ritenuto l’unico modo per avere uno scudo dalle forme più gravi della malattia”.

A Gela la Polizia è stata impegnata in tre giornate di prevenzione e controllo del territorio. Sono state controllate e identificate 269 persone, 107 mezzi, 32 persone sottoposte a misure anticrimine, tra arresti domiciliari e sorveglianza speciale, poi rilevate 22 contravvenzioni al codice della strada, rinvenuti 3 veicoli rubati e denunciate 8 persone in stato di libertà per vari reati. Sequestrate anche modiche quantità di hashish e delle piantine di marijuana. E’ stato arrestato in carcere un uomo di 29 anni per il reato di fabbricazione e detenzione di materiale esplosivo. A casa sua è stato rinvenuto un ordigno esplosivo nascosto dentro una scatola a sua volta custodita all’interno di un letto contenitore. I poliziotti del nucleo artificieri antisabotaggio della Questura di Catania, intervenuti sul posto, dopo aver predisposto un cordone di sicurezza con l’evacuazione dello stabile, hanno neutralizzato l’ordigno, con dentro un chilogrammo circa di esplosivo.

 

“Misure straordinarie per un’emergenza straordinaria in attesa che cominci il cammino di democrazia che verrà certamente garantito dalla nuova società consortile”. Lo chiede al Prefetto il parlamentare regionale del Partito Democratico, Michele Catanzaro, in riferimento alla situazione di grande preoccupazione che si sta vivendo in provincia di Agrigento nel contesto del servizio idrico.

“Siamo in una fase molto delicata di un servizio pubblico di primaria importanza – dice Catanzaro – occorre un’azione comune da parte di tutti per trovare soluzioni immediate nel particolare momento di transizione che interessa il traghettamento dalla gestione commissariale alla nuova Azienda Idrica Comuni Agrigentini. Sto personalmente sensibilizzando i sindaci e l’Ati per fare presto, so che il Consiglio di amministrazione della nuova società sta lavorando a ritmi elevati, è una fase in cui tutti, cittadini, enti e politici, devono collaborare per il bene comune e non creare allarmismo con azioni populistiche”, aggiunge Catanzaro che punta sul Prefetto per garantire, in attesa dell’insediamento della nuova società, la regolarità del servizio.

Ma la situazione è drammatica. La neo costituita consortile pubblica Laica non ha nè mezzi nè disponibilità finanziaria. Occorrono ingenti somme per rendere operativa la Laica. Soldi che devono necessariamente essere conferiti dai Comuni. Manca ancora il Piano finanziario e nessun Comune sa a cosa va incontro, a quali costi esosi, ma soprattutto come reperire il denaro visto che i Comuni battono cassa.

Vivere da nababbi a danno della collettività e con denaro pubblico. Un gioco criminale terminato questa mattina per i cugini Michele Lo Greco, 30 anni, Stefano Lo Greco, 36 anni e per Valentina Mangano, 27 anni (compagna di Stefano Lo Greco), arrestati e messi ai domiciliari nell’operazione congiunta di carabinieri e finanzieri delle compagnie di Partinico (articolo a parte). Una valanga di soldi pubblici grazie agli appalti per i mezzi della raccolta rifiuti in alcuni comuni della provincia di Palermo.

Hanno guidato Porsche, Ferrari e Range Rover, volato con jet privati, abitato in ville con piscina, ostentato un Rolex diverso per ogni giorno della settimana. Si sono comprati un appartamento a Montecarlo e nel principato di Monaco hanno aperto una pasticceria siciliana.

Vita da milionari ma creando una enorme voragine finanziaria nelle società di noleggio di mezzi per la raccolta dei rifiuti, gestite tramite prestanome e fatte fallire dopo averle prosciugate. Due milioni e mezzo di euro sottratti al fisco, agli enti previdenziali, a fornitori e dipendenti portando i libri in tribunale per le società decotte e continuando l’attività con nuove aziende pulite e senza debiti.

Un gioco criminale che è finito questa mattina per i cugini Michele Lo Greco, 30 anni, Stefano Lo Greco, 36 anni e per Valentina Mangano, 27 anni (compagna di Stefano Lo Greco), arrestati e messi ai domiciliari nell’operazione congiunta di carabinieri e finanzieri delle compagnie di Partinico.

Cinque le misure cautelari firmate dal gip di Palermo Paolo Magro su richiesta dei sostituti procuratori Vincenzo Amico e Andrea Fusco coordinati dall’aggiunto Sergio Demontis. Oltre ai tre ai domiciliari, per Vincenzo Lo Greco, 71 anni, è scattato l’obbligo di dimora, mentre per il funzionario del comune di Partinico Giuseppe Gallo (all’epoca dei fatti responsabile del settore Lavori pubblici e Servizi ambientali) il gip ha disposto la misura interdittiva della sospensione dall’esercizio del pubblico ufficio. Un sesto indagato, il commercialista del gruppo, A.G. è indagato a piede libero. Sequestrati beni per 2,5 milioni di euro fra immobili, quote societarie e auto di lusso.

Secondo i magistrati i sei indagati sono responsabili, a vario titolo, dei reati di bancarotta fraudolenta, intestazione fittizia di beni e quote societarie, inadempimento di contratti per pubbliche forniture, utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, riciclaggio e autoriciclaggio.

Il tutto nasce dall’incendio doloso nell’autoparco del comune di Partinico che ha distrutto diversi mezzi dell’amministrazione. Fatto che i acceso i riflettori investigativi sui Lo Greco. In quell’autoparco tutti i giorni venivano parcheggiati anche i mezzi della Cogesi srl, l’azienda riconducibile ai cugini Lo Greco e alla Mangano. Ma non erano lì la sera dell’incendio. Erano posteggiati in uno spiazzo poco distante e nessun mezzo è stato danneggiato. Per i carabinieri l’assenza dall’autoparco dei mezzi Cogesi fin da subito non è sembrata una coincidenza anche perché pochi giorni prima fra i Lo Greco e l’allora sindaco di Partinico Maurizio De Luca c’erano state diverse discussioni molto animate per le continue gravi inadempienze del contratto da parte della ditta degli indagati.

L’attività investigativa, con l’ausilio di intercettazioni telefoniche e ambientali, ha fatto emergere elementi di connessione tra l’incendio e la procedura di affidamento per il nolo dei mezzi raccolta rifiuti aggiudicato alla Cogesi. Da lì le indagini patrimoniali della guardia di finanza hanno scoperchiato un sistema di ruberie milionarie a scapito degli enti locali e del fisco.

Si è insediato ieri pomeriggio il Consiglio di amministrazione della Fondazione Architetti nel Mediterraneo per il mandato 2021-2025. Dopo l’apertura dei lavori a cura del presidente dell’Ordine degli architetti Rino La Mendola, il Consiglio della Fondazione appena insediatosi ha confermato Piero Fiaccabrino, nel ruolo di presidente mentre, nel ruolo di vicepresidente, segretario e tesoriere, sono stati eletti rispettivamente Giuseppe La Greca, Giusy Catalano e Pier Angelo Costanza.  Il Consiglio, in relazione agli esiti dell’Assemblea degli iscritti all’Ordine tenutasi nel giugno scorso, è composto anche dagli architetti Maria Antonietta Di Liberto (Sciacca), Vincenzo Florio (Casteltermini), Calogero Giglia (Favara), Giuseppe Lalicata (Canicattì), Alfonso Micciché (Agrigento), Lorenzo Violante (Cattolica Eraclea) e Alfredo Pinelli (Sciacca).

Alla cerimonia di insediamento ha partecipato anche Alfonso Cimino, già Presidente dell’Ordine durante il mandato 2017-2021.

“La Fondazione Architetti nel Mediterraneo – afferma il neopresidente, Pietro Fiaccabrino – quale parte integrante dell’Ordine degli architetti, sin dalla sua costituzione, ha sempre operato con il precipuo scopo di promuovere e organizzare iniziative volte alla valorizzazione e divulgazione delle risorse culturali e della qualità dell’architettura del nostro territorio nel più ampio contesto socioculturale del bacino Mediterraneo. Un percorso che i componenti del nuovo Consiglio continueranno a seguire, facendo tesoro delle esperienze passate e lavorando per creare i presupposti per nuove e diversificate occasioni di riflessione e approfondimento di tematiche fondamentali come la formazione professionale, la valorizzazione del patrimonio architettonico esistente e la promozione della figura dell’architetto quale protagonista del processo di sviluppo socio-culturale della nostra terra”.

“Sono certo – commenta Rino La Mendola – che il  neoeletto Consiglio della Fondazione, presieduto da Piero Fiaccabrino, da un lato, continuerà ad offrire all’Ordine un notevole contributo nell’organizzazione di eventi culturali e nelle attività finalizzate all’aggiornamento professionale degli architetti agrigentini e , dall’altro, promuoverà nuove occasioni di confronto socio-culturale  tra i Paesi del Mediterraneo, puntando sull’architettura, quale linguaggio universale  di confronto tra i popoli, in grado di superare le divergenze politiche e religiose che spesso  rendono difficile  il dialogo  nel bacino del Mediterraneo”.