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Ambulanza presa a sassate lunedì scorso intorno l’una di notte. A denunciare l’accaduto la Seus 118 che ha riferito come il mezzo si trovava parcheggiato davanti la postazione dell’Ospedale “Parlapiano” di Ribera.

“Sassi sono stati lanciati anche in direzione dell’autista-soccorritore, dell’infermiere e del medico che si sono affacciati sentendo il rumore delle pietre contro la carrozzeria dell’ambulanza che è stata danneggiata. Fortunatamente nessun ferito. I carabinieri sono subito accorsi, ma i 2 vandali erano già scappati”.

Alla vigilia del lungo ponte pasquale e del 25 aprile, la Questura di Agrigento diretta dal questore Rossella Iraci, sta pianificando le attività volte alla sicurezza stradale, dei cittadini e dei patrimoni artistici. Si starebbero pianificando delle attività volte alla sicurezza stradale, dei cittadini e dei patrimoni artistici.

Saranno poste sotto l’attenzione delle forze dell’ordine in particolare le manifestazioni religiose che risulteranno particolarmente affollate, come quelle che si svolgono in alcuni paesi dell’entroterra richiamo di numerosi curiosi e fedeli, così come i monumenti della Valle dei Templi.

Stiamo pianificando la “Pasqua Sicura”, per garantire la sicurezza nel territorio agrigentino, il tutto su disposizioni fornite dal ministero dell’Interno e dal Prefetto di Agrigento, ha dichiarato il Questore Iraci. Ma appare scontato che in concomitanza con le trasferte per le scampagnate o per le gite fuori porta, i controlli, lungo le principali strade statali, saranno ancora più massicci e capillari.” 

La ConfCommercio di Agrigento interviene a fronte del progressivo cedimento, iniziato già nel 2010, del lungomare di Cannatello, frazione marina a sud est di Agrigento. Il presidente di ConfCommercio, Francesco Picarella, afferma: “Il crollo del lungomare di Cannatello è imminente. Il problema dell’ erosione è iniziato a manifestarsi nel 2010 interessando la parte iniziale del muro di contenimento della strada. Solo nel 2013 si intervenne ma in modo poco concreto e incisivo. Nel 2015 il raggio della frana si è ampliato causando pure il cedimento del manto stradale. Il quartiere, oltre a rappresentare meta estiva degli abitanti di Agrigento e Favara, oggi è anche meta turistica grazie alla presenza di interessanti strutture ricettive ed attività commerciali. Un eventuale crollo del lungomare, peraltro risolvibile con una contenuta spesa, provocherebbe un grave danno all’economia del posto oltre ad una maggiore spesa a carico del Comune”.

Sono accusati di aver passato notizie sensibili  ad un fedelissimo di Matteo Messina Denaro relative ad una delicata indagine proprio sull’imprendibile boss di Castelvetrano.

 I carabinieri del Ros hanno arrestato, su richiesta della Procura di Palermo con il capo Francesco Lo Voi e l’aggiunto Paolo Guido, il tenente colonnello Marco Zappalà, in servizio alla Dia di Caltanissetta, l’appuntato dei carabinieri Giuseppe Barcellona, in servizio a Castelvetrano, e l’ex sindaco del paese Antonio Vaccarino, già infiltrato dei servizi segreti nell’ambito della caccia a Matteo Messina Denaro.

Lo riporta il quotidiano Repubblica. 

Le accuse sono rivelazione di notizie riservate, favoreggiamento e accesso abusivo a un sistema informatico. Il tenente colonnello era considerato uno degli investigatori in prima linea alla caccia al superlatitante ma non soltanto. Impegnato in prima persona nelle indagini sulle stragi di Falcone prima e Borsellino poi; l’appuntato dei carabinieri, invece, è accusato di aver passato una trascrizione di una intercettazione ad un fedelissimo di Messina Denaro, proprio a Castelvetrano. Infine c’è l’ex sindaco Antonio Vaccarino. L’ex primo cittadino nel 2007 viene “ingaggiato” dai servizi segreti diretti a quel tempo dal generale Mario Mori (capo del Sisde e condannato in primo grado a 12 anni per la famosa trattativa Stato-Mafia) per catturare Matteo Messina Denaro. Quest’ultimo e Vaccarino intrattengono un rapporto epistolare abbastanza lungo fino ad una brusca interruzione. 

La Uil di Agrigento interviene con Gero Acquisto, Segretario della camera sindacale territoriale, sul tema dell’autonomia differenziata, che rischia di far saltare il banco dell’unità nazionale alla luce del fatto che, oltre il lombardo-veneto e l’emilia, altre 5 regioni a statuto ordinario chiedono autonomia e una spinta al federalismo finanziario che potrebbe provocare un’autentica crisi all’intero Paese.

“Restiamo attoniti che, in fretta e furia, ormai giornalmente le regioni del centro-nord chiedono autonomia finanziaria e legislativa su materie delicate quali: scuola, sanità e welfare che andrebbero a scardinare i principi costituzionali attraverso l’art. 116 della Costituzione, creando di fatto un’Italia economicamente, socialmente e amministrativamente a più velocità, con regioni di serie A e regioni di serie Z.

E’ assurdo che la Sicilia da 10 anni rivendichi risorse finanziarie ai sensi della legge 44/09, per colmare il gap infrastrutturale, economico e di servizi  e invece la forbice e la sperequazione si sono  fatte voragini che ancora  una volta sono rimaste nel libro dei sogni.

A questo punto, vorremmo capire il Governo regionale, per garantire la nostra autonomia statutaria, quali battaglie sta facendo in conferenza-regione.

Anche perché se si dovesse arrivare al referendum, il parlamento nazionale dovrebbe solo ratificare la volontà popolare, ergo per i siciliani sarebbe l’inizio della fine, anche perché la spinta alla crescita nella nostra regione latita e di tutto ciò ne è consapevole lo Stato Centrale e l’Unione Europea, per questo il decreto Stefani e le spinte all’autonomia differenziata vanno discusse e approfondite nelle sedi deputate prima di arrivare a una secessione economica e politica che sarebbe nei fatti.”

Il ministro dell’Interno Matteo Salvini è stato nuovamente iscritto nel registro degli indagati per il reato di sequestro di persona commesso in Siracusa dal 24 al 30 gennaio 2019 e relativo al caso della Ong Sea Watch. Così ha annunciato oggi lo stesso Salvini a Monza, aggiungendo che il procuratore Carmelo Zuccaro ha presentato una “contestuale richiesta di archiviazione”. E Salvini ha ribadito: “Io non cambio idea, per il bene degli italiani con me i porti sono e rimangono chiusi”.

Secondo gli instancabili e ricorrenti propalatori di falsi annunci, molto attivi in Sicilia, nel febbraio scorso sarebbero iniziati ad Agrigento i lavori di recupero in sicurezza del tratto, attualmente chiuso al transito, del viadotto Morandi o Akragas. Affinchè ciò avvenga, se avverrà mai, sarebbe, secondo alcune fonti, necessario un nulla-osta, al momento mancante, da parte della Soprintendenza ai Beni Culturali. Nel frattempo, il coordinatore del movimento “Mani Libere”, Giuseppe Di Rosa propone una riduzione delle tasse, tra Ici, Tari e pubblicità, a favore di coloro che sono danneggiati dalla perdurante chiusura del viadotto Morandi, in particolare le attività commerciali tra via Dante, via Manzoni, via 25 Aprile e via Callicratide.

Maxi operazione a Palermo nell’ambito dell’inchiesta a carico di un’organizzazione che avrebbe truffato le assicurazioni con falsi incidenti, ricorrendo perfino a gravissimi danni fisici come mutilazione degli arti e fratture a vittime compiacenti. Gli agenti della Squadra mobile di Palermo, la Guardia di finanza e la Polizia penitenziaria hanno notificato misure cautelari a 34 persone tra cui anche un avvocato palermitano che si sarebbe occupato della parte legale di molti dei falsi sinistri. Centinaia sono gli indagati a piede libero. Le operazioni di Polizia e Guardia di finanza, denominate in codice ‘Contra Fides’ e ‘Tantalo bis’, sono il prosieguo dell’inchiesta che già lo scorso anno ha determinato 11 arresti e ad una cinquantina di indagati. Gli attuali inquisiti rispondono, a vario titolo, di lesioni gravi, usura, estorsione, peculato, truffe assicurative e autoriciclaggio. I provvedimenti sono stati emessi dalla Procura di Palermo.

Il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ha annunciato una prossima direttiva, la terza in meno di un mese, nell’ambito delle politiche migratorie. Salvini annuncia: “Le acque italiane si varcano solo se si ha diritto a farlo. La pace viene prima degli interessi economici e degli egoismi nazionali. Questo lo dico a qualche alleato o presunto alleato. Inoltro a tutte le autorità una direttiva che ribadisce che le acque italiane, i cieli italiani, si varcano se si ha il diritto di farlo. Il confine tra bontà e fesseria è labile. Gli stranieri vanno accolti nei limiti del possibile e questo limite è stato superato”. E la presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, ha invocato il blocco navale, “soprattutto adesso che vi è la crisi in Libia e ricorre il rischio di aumento delle partenze dai centri di detenzione libici verso l’Italia”.