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Ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 8 persone indagate a vario titolo per associazione a delinquere finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti, eseguita dai Finanzieri del Comando provinciale di Messina, con la collaborazione dello S.C.I.C.O. di Roma, su disposizione della Procura della Repubblica di Messina guidata da Maurizio De Lucia.

L’inchiesta ha portato alla luce un’organizzazione criminale che operava tra Messina e Catania, con propaggini a Roma e a Pescara, e che commerciava grossi quantitativi di droga. Sequestrati oltre 65 chili di marijuana. Nonostante le restrizioni previste durante il periodo del lockdown, quando a tutti era precluso qualsiasi spostamento nelle “zone rosse”, gli indagati si muovevano trasportando e distribuendo importanti partite di droga su ambulanze che attraversavano le vie delle città indisturbate vista l’emergenza Covid.

A capo della banda c’erano un pregiudicato vicino al clan mafioso messinese Spartà e due catanesi vicini alla cosca mafiosa Santapaola-Ercolano. L’organizzazione poteva contare anche su corrieri che curavano l’approvvigionamento e la distribuzione, in Abruzzo e Sicilia, delle partite di stupefacenti, principalmente marijuana. La merce era fornita da un pregiudicato di origini messinesi residente a Roma. Le indagini svolte, dirette dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Messina sono consistite in intercettazioni telefoniche, ambientali e attività di polizia giudiziaria, che hanno permesso di ricostruire tutte le fasi del traffico: dalla pianificazione dell’approvvigionamento al trasferimento di tre carichi di sostanze stupefacenti, uno dei quali destinato a Pescara e due in Sicilia. Ricostruita la consegna di un primo carico di circa 25 chili di droga destinata a Pescara a un componente del noto clan rom degli Spinelli. La partita era stata procurata da due siciliani e trasportata dai corrieri dell’organizzazione criminale.

 

Il presidente della Fondazione Teatro Pirandello di Agrigento, Gaetano Aronica, ha scritto una lettera al direttore del Parco della Valle dei Templi, Roberto Sciarratta, e ha rinunciato all’incarico di direttore artistico della rassegna di spettacoli “Un’estate mitica”, in calendario dal prossimo 21 giugno in poi. Gaetano Aronica scrive:

Sono costretto a rinunciare all’incarico, non avendo avuto la possibilità di vagliare, condividere e avallare le scelte artistiche da voi effettuate in relazione al programma degli spettacoli e degli eventi presenti nel cartellone che purtroppo mi è stato presentato in una fase già avanzata e compiuta. Non mi sento né sono stato messo nelle condizioni di poter rappresentare e onorare l’incarico come avrei desiderato. Resta inteso che continuerò a lavorare agli spettacoli da me presentati al Parco dei Templi in qualità di autore, regista e attore al fine di onorare gli impegni presi”.

Una disabile di Agrigento – affetta da un grave disturbo psichiatrico – aveva chiesto, tramite il proprio amministratore di sostegno, di essere ricoverata presso un’apposita Comunità Alloggio, con retta a carico del Comune di Agrigento.

Il Centro di Salute Mentale di Agrigento – anche tenuto conto “delle attuali problematiche di carattere socio – assistenziale” – aveva espresso parere favorevole all’inserimento della disabile “presso una Comunità Alloggio”.

Anche i servizi sociali del Comune di Agrigento avevano espresso parere favorevole all’inserimento in Comunità, tenuto conto della grave patologia da cui la disabile è affetta e dei suoi problemi socio assistenziali, rilevando – addirittura – come l’esigenza del ricovero fosse “indifferibile e urgente”.

Tuttavia, il Responsabile dei Servizi Finanziari del Comune di Agrigento non ha espresso parere contabile favorevole al ricovero, sostenendo che le risorse presenti in bilancio non fossero sufficienti per la copertura della retta annuale.

Pertanto, la disabile – con il patrocinio dell’avv. Girolamo Rubino – ha proposto ricorso per l’annullamento e la sospensione dei provvedimenti con cui il Comune di Agrigento aveva sostanzialmente negato il suo ricovero presso una Comunità Alloggio.

In particolare, l’avv. Rubino ha sostenuto in giudizio che i provvedimenti impugnati fossero illegittimi laddove hanno negato alla disabile il ricovero per ragioni esclusivamente economiche.

Con il ricorso, è stato – altresì – sostenuto che il diritto della persona disabile a usufruire di opportuni interventi assistenziali è riconosciuto da numerose fonti normative, peraltro, l’inserimento dei disabili psichici presso le Comunità alloggio si colloca nei Livelli Essenziali di Assistenza (c.d. LEA)

Il CGA – Presidente Rosanna De Nictolis, Relatore Prof.ssa Maria Immoridno – condividendo le censure dell’avv. Rubino ha rilevato che le “esigenze della finanza pubblica non possono comprimere il nucleo irriducibile del diritto alla salute protetto dalla Costituzione (artt. 32, 2, 3) come ambito inviolabile della dignità umana”

In particolare, il CGA ha rilevato che la ricorrente – essendo affetta da psicopatologia e versando in disagiate condizioni economiche – ha diritto al ricovero presso una comunità alloggio.

Il CGA ha, inoltre, condannato il Comune di Agrigento al pagamento delle spese legali.

I Carabinieri della Stazione di Cianciana, in provincia di Agrigento, hanno arrestato un pregiudicato di 28 anni ritenuto responsabile di maltrattamenti in famiglia, minaccia ed estorsione. L’uomo, già sottoposto agli arresti domiciliari, è stato trasferito nel carcere di Trapani dove sconterà la condanna a 2 anni e 8 mesi di reclusione, così come disposto dalla Procura della Repubblica del Tribunale di Palermo a seguito di reiterate condotte di maltrattamenti e minacce in famiglia.

A Palermo i poliziotti della Squadra Mobile hanno arrestato Carlo Di Liberto, 45 anni, indagato di avere ucciso la sua compagna, Anna Alexandra Hrynkiewicz, 45 anni, polacca, rinvenuta morta il 9 maggio del 2019 in strada, in via Settembrini, nei pressi dell’abitazione della coppia, con una profonda ferita alla testa inferta con un oggetto contundente. Determinanti nelle indagini sono state le testimonianze di tanti vicini di casa, vittime di danneggiamenti alle automobili da parte di Di Liberto, e di contrasti sfociati in querele reciproche

Solo 18 degli 87 indagati per voto di scambio dalla Procura di Termini Imerese sono stati rinviati a giudizio dal gup Valeria Gioeli. Escono dal procedimento denominato “Caputo Salvatore + 86” Mario Caputo, fratello di Salvino attuale parlamentare di Forza Italia, l’assessore regionale al Territorio Toto Cordaro e il deputato nazionale della Lega Alessandro Pagano, oltre all’ex presidente della Regione Totò Cuffaro.

Erano tutti accusati di avere cercato di condizionare il voto comunale nel paese a 30 chilometri da Palermo e le elezioni regionali che si sono svolte nel 2017. A queste ultime consultazioni era candidato Mario Caputo. Secondo la procura di Termini, il fratello Salvino, ex sindaco di Monreale e molto più noto come politico, avrebbe fatto credere di essere lui il candidato, per raccogliere più voti. Cosa che, secondo la procura, avrebbe costituito un inganno ai danni degli elettori, condizionando la loro libertà di voto. Tra i 18 rinviati a giudizio c’è anche Salvino Caputo, andato a processo però per un solo capo di imputazione relativo a una turbativa d’asta, e l’ex sindaco di Termini Imerese Francesco Giunta, anche lui solo per un capo di imputazione. Le accuse di voto di scambio sono cadute. “La Corte di Cassazione e la Cedu – dice l’avvocato Salvino Caputo – hanno stabilito che non possono essere utilizzate le intercettazioni disposte in un’altra inchiesta. In questo caso le intercettazioni erano state richieste per l’inchiesta sui furbetti del cartellino. Il giudice le ha dichiarate inutilizzabili”

Dal primo gennaio al 13 giugno scorso sono state 550 le sanzioni elevate per aver violato la zona a traffico limitato presente in via Atenea, ad Agrigento. Il dato lo riporta il quotidiano La Sicilia in edicola questa mattina. Un crollo delle multe dovute sicuramente alla pandemia da coronavirus che ha limitato spostamenti e circolazioni. Un dato in netto calo rispetto agli ormai lontani mille verbali al mese che rappresentavano una delle più “sicure” entrate per le casse comunali.

Intanto ecco la nuova disposizione per la Ztl dal 12 giugno al 30 giugno: dal lunedì al giovedì effetto festivi e prefestivi la Ztl sarà in vigore dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 17.30 alle 20.30. Il venerdì, il sabato e nei prefestivi, invece, la strada sarà chiusa dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 17.30 alle 24. Nei festivi, invece, la Ztl sarà in vigore dalle 17.30 alle 24.

Da giovedì 1 luglio e fino a domenica 12 settembre, invece, la Ztl sarà vigente dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 17.30 alle 20.30 nei giorni feriali dal lunedì al giovedì. Il venerdì, il sabato e nei prefestivi la zona a traffico limitato sarà invece in vigore dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 17.30 alle 2. Nei festivi, invece, la Ztl sarà solo nel pomeriggio dalle 17.30 alle 2.

Minacciano di chiudere la Valle dei Templi: Cgil, Cisl, Uil, Cobas Codir, Sadir, Ugl e Siad, che lamentano di non aver avuto risposte dopo un incontro, lo scorso 9 giugno, con il direttore del Parco sulle spettanze, ancora non pagate, dovute al personale per il triennio 2018-20. “Una situazione non piu’ sostenibile – dicono i sindacati – dopo l’accorpamento al Parco della Valle dei Templi del Museo Regionale P. Griffo, della Biblioteca Casa natale Luigi Pirandello e altri trenta siti minori (per dimensioni ma non per importanza), la gestione della vigilanza e la fruizione degli stessi, con sole 160 unita’ di personale e’ diventata insostenibile”.

I sindacati chiedono l’intervento dell’assessore ai Beni culturali Alberto Samona’. Nel dichiarare, da subito, lo stato di agitazione, i sindacati si riservano “di utilizzare tutti gli strumenti previsti per legge, e in casi estremi la chiusura dei siti in questione”. Chiedono un incontro urgente con all’assessore e il dirigente generale, “al fine di evitare un danno all’immagine della Sicilia, in un momento in cui il rilancio del turismo e’ uno degli obbiettivi piu’ importanti per l’economia dell’Isola”.

Una dotazione di 115 milioni di euro a favore degli agricoltori siciliani. Saranno pubblicate domani le graduatorie dei due bandi dell’assessorato regionale all’Agricoltura, sviluppo rurale e pesca mediterranea, guidato da Toni Scilla, scaduti il 31 dicembre 2020 e frutto della rimodulazione dei fondi europei del Piano di sviluppo rurale.

“Il governo Musumeci – afferma Scilla – ha impresso una forte accelerazione alle procedure di selezione e valutazione. Criteri di selezione semplici, commissioni uniche di valutazione, progetti di spesa non faraonici sono gli ingredienti necessari per la rapidità di attuazione. Siamo molto soddisfatti perché abbiamo registrato una grande vivacità imprenditoriale nell’agricoltura siciliana e una voglia di investire in qualità, sicurezza, tracciabilità e sostenibilità”.

Il primo bando riguarda la misura 4.1 del Psr ‘Investimenti aziendali’, che può contare su un totale di 80 milioni di euro a disposizione dei cosiddetti “agricoltori veri e autentici” (genuine farmer). I progetti sono stati selezionati (la graduatoria è provvisoria) tenendo conto, tra gli altri requisiti, del ruolo sociale dell’azienda sul territorio, delle produzioni di qualità certificata (BIO, DOP, IGP e QS – Qualità sicura garantita dalla Regione Siciliana di neo introduzione) e degli investimenti sulle strategie di adattamento al cambiamento climatico. Per quanto riguarda il secondo bando, relativo alla misura 5.2 del Psr, sono messi a disposizione dell’agricoltura siciliana 35 milioni di euro per ripristinare gli agrumeti danneggiati dal virus della tristezza e dal malsecco. In questo caso la graduatoria è definitiva.

Sono 228 i nuovi casi di Covid 19 registrati in Sicilia nelle ultime 24 ore su un totale di 13.206 tamponi processati.

Il tasso di positività è 1.73%. La notizia più bella arriva dalla totale assenza di numero di vittime.

Questa la situazione nei Comuni capoluogo in Sicilia: Catania 76; Palermo 39; Agrigento 28; Ragusa 24; Enna 22; Caltanissetta 21; Trapani 11; Messina 2; Siracusa 5.