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Il nuovo prefetto ha avuto parole di incoraggiamento per tutti i sindaci, dando massima disponibilità e collaborazione nella difficile fase della ripartenza dopo il periodo di emergenza e di difficoltà. I sindaci hanno auspicato una vicinanza nel difficile percorso che gli enti locali saranno costretti ad affrontare di fronte alle legittime istanze che arriveranno dalla comunità provinciale e dai settori produttivi in particolare.

Che la sfida sia politica e non umanitaria è dimostrato dai fatti.

Se le Ong, in particolare quelle tedesche e olandesi, fossero interessate alla vita dei migranti farebbero bene a recarsi nelle acque dell’Egeo, al largo delle coste della Turchia, dove si sono verificati molti naufragi.

La Turchia paese molto poco sicuro, peraltro, pagato con i soldi dell’Unione Europea per chiudere la rotta che portava i migranti in Germania, guarda caso in quelle acque non c’è stata mai  nessuna Ong tedesca a salvare i migranti.

I porti più sicuri ed in cui le ONG la fanno da padroni sono i porti italiani.

Il  fantomatico “portavoce della UE”, oltre a dire che Tripoli non è porto sicuro, dovrebbe anche spiegare perché tutti i restanti porti del Mediterraneo, ovviamente tranne quelli italiani, non sono dei porti sicuri.

Quello che è assurdo sono le regole sancite e mai discusse in modo serio e concreto del  trattato di Dublino in cui l’Italia è l’unico paese a farne le spese in tutti i sensi.

Primo: perché abbiamo la massima responsabilità dell’accoglienza e della gestione della domanda d’asilo in quanto paese di primo approdo.

Secondo: i cosiddetti “dublinanti” sono i migranti sbarcati in l’Italia, poi passati nei paesi confinanti attraversando la frontiera a Bolzano, Ventimiglia o altrove, intercettati dalla polizia e identificati in base ai dati della rete Eurodac, la banca dati europea delle impronte digitali.

Se dai dati si scopre che sono arrivati in Italia questi migranti “dublinanti” vengono rispediti indietro, verso il paese di primo sbarco. Germania, Austria e Francia lo possono legittimamente fare in base al trattato di Dublino, che impone che i migranti chiedano asilo e restino nel paese di sbarco. Trattato che l’Italia non ha mai ottenuto di modificare.

Ed ecco l’invito ad una riflessione:  vero è  che in Italia ci dicono che c’è  una diminuzione degli sbarchi, ma in compenso il numero di coloro (Germania Francia ed Austria in primis) che dal resto dell’Unione europea  vengono rispediti nel nostro paese supera di gran lunga quello di coloro che approdano lungo le nostre coste.

Con l’inizio della bella stagione inizia il via vai  delle navi Ong che tornano ad operare nel Mediterraneo stracolme di immigrati, così come inizia il via vai del nostro Governo che inizia ad invocare  solidarietà europea; si tratta di una scena già vista in cui nessuno si fa avanti; iniziano solo i  proclami, le apparizioni in tv con presunta disponibilità colma, a mio modo di vedere, di ipocrisia.

La preoccupazione della Germania, dell’Olanda, dell’Austria e degli altri governi è disponibile solo a parole:  è quella di diventare di primo approdo e dunque di non poter poi spedire indietro i migranti, qualora realmente le Ong  tornerebbero verso la  rotta dei propri paesi di origine; ovviamente l’applicazione del trattato di Dublino darebbe loro massima responsabilità su accoglienza e gestione delle domande d’asilo.

Dunque, la pressione sul Governo italiano di mantenere i porti aperti per tutte le Ong, molto forte dall’Europa e da Berlino soprattutto, può essere spiegata semplicemente così, in questo modo sarebbe sempre e solo l’Italia a sobbarcarsi l’onere di gran parte del fenomeno migratorio, anche in questo particolare momento in cui la  pandemia ha segnato inesorabilmente ed in maniera indelebile la vita quotidiana di ognuno di noi.

Ed ecco ancora una volta dimostrato che il nostro paese viene ridicolizzato e usato da questa finta Europa solidale fatta di sciacalli burocrati e speculatori finanziari pronti a tendere la mano, mostrare milioni di sorrisi e milioni di numeri poco reali  in tv ed usare la scure il raggiro e l’interesse personale egoistico legato all’arricchimento delle  proprie economie e dei propri stati nazionali.

Ancora una volta L’Europa della collaborazione, dell’equità e della condivisione ha messo a nudo la sua vera natura  : e cioè che questa Europa non esiste più già da tempo…..

Italiano si !!! ma Pupo in mano ai Pupari europei no !!!!!!!!!!!!!

Gerlando Piparo

Questa la divisione degli attuali positivi nelle varie province:

Agrigento, 129 (0 ricoverati, 2 guariti e 1 deceduto);

Caltanissetta, 115 (14, 13, 10);

Catania, 600 (121, 70, 65);

Enna, 292 (174, 25, 24);

Messina, 370 (133, 48, 38);

Palermo, 330 (71, 44, 25);

Ragusa, 59 (5, 5, 5);

Siracusa, 100 (49, 60, 14);

Trapani, 113 (6, 17, 5).

Più controlli e monitoraggi nelle Rsa (residenze sanitarie assistenziali) siciliane, per tutelare la salute di ospiti e operatori sanitari contro il coronavirus. Lo chiede Roberta Schillaci, deputata regionale del Movimento 5 Stelle, che ha presentato un ordine del giorno all’Ars. “Non vogliamo che si crei un caso ‘Pio Albergo Trivulzio’ anche da noi. Ci sono circa 1.600 Rsa in Sicilia – ricorda Schillaci – e ben 200 solo in provincia di Palermo. Alcune di queste si sono trasformate in focolai, provocando vittime tra gli anziani ospiti delle strutture. Esempi a Villafrati, piccolo centro del palermitano, diventato zona rossa con dieci gli anziani morti nella Rsa Villa delle Palme, o l’Oasi Maria Santissima di Troina (Enna), con 162 casi di contagio tra ospiti e dipendenti. Ancora, a San Marco d’Alunzio, nel Messinese, la Rsa Villa Pacis con 11 i contagi e la casa di riposo Residenza Aluntina con 8 contagi, o i 10 ospiti e i 3 operatori sanitari contagiati in una casa di riposo di  Canicattini Bagni, nel Siracusano. Insomma, in ogni parte della Sicilia queste strutture ospitano anziani non autosufficienti e con molte patologie, che meritano una particolare attenzione, insieme al personale medico e sanitario. Il governo adotti tutte le azioni necessarie”, conclude Schillaci.

Una bretella per aggirare la frana sulla S.P. 30 al km 9 sarà a breve disponibile. I tecnici del Settore Infrastrutture Stradali del Libero Consorzio Comunale di Agrigento, Michelangelo Di Carlo, Filippo Napoli e Roberto Bonfiglio, congiungente con i rappresentanti dell’impresa incaricata, questa mattina, hanno effettuato un sopralluogo per verificare la transitabilità di un tratto stradale alternativo presente nella zona. Si tratta di un relitto stradale che faceva parte del vecchio tracciato della S.P. 30 che consente di bypassare il tratto franato senza creare disagi agli automobilisti in transito. Al momento permane la transitabilità a senso unico alternato dove si era verificata la frana che ne aveva limitato la percorribilità.

Nei giorni scorsi, subito dopo Pasqua, l’impresa ha iniziato i lavori di pulizia del vecchio tratto stradale. La verifica di oggi ha permesso ai tecnici del Libero Consorzio di assicurarsi dell’agibilità del vecchio tracciato.

Non appena sarà completata l’opera di pulizia, prevista nelle prossime ore, verrà deviato il transito per gli automobilisti, mentre nei prossimi giorni saranno avviati i lavori per eliminare la frana e ripristinare il manto stradale al Km 9 della S.P. 30.

Questi lavori sono realizzati grazie alla immediata disponibilità di fondi già impegnati dal Settore Infrastrutture Stradali per la manutenzione straordinaria delle strade provinciali mediante un accordo quadro.

Il Sindaco di Naro, On. Maria Grazia Brandara, ha scritto al neo Prefetto di Agrigento, Maria Rita Cocciufa, una lettera con i migliori auguri di un proficuo lavoro a favore della popolazione che fa riferimento all’Ufficio Territoriale del Governo di Agrigento.
Con l’occasione, Maria Grazia Brandara ha invitato a Naro Maria Rita Cocciufa, auspicando di poterla ospitare presto e comunque “non appena sarà finito questo periodo emergenziale e sarà tutto tornato nella quotidiana normalità, in modo da poter illustrare, di presenza, le problematiche proprie del Comune che sta vivendo con serenità e disciplina l’attuale dramma”.
Il Sindaco di Naro nella lettera  ha sottolineato:” La Città di Naro ha un ampio e rinomato patrimonio storico che va dalla necropoli paleocristiana ai monumenti medievali (chiesa gotica di Santa Caterina d’Alessandria, Duomo Normanno, Castello, vecchie Mura e antiche Porte della Città), e ai numerosi monumenti barocchi (chiese e palazzi), alla Biblioteca Feliciana (ricchissima di manoscritti, incunaboli e cinquecentine), al Museo Civico dell’Arte Grafica, alla Mostra Permanente dell’Abito d’Epoca e alle numerose opere di pittura e scultura d’era medievale, rinascimentale e soprattutto barocca”.
Indi, ha aggiunto: “Naro ha pure un patrimonio naturale davvero invidiabile: dal Lago San Giovanni sul fiume Naro ai belvederi cittadini di San Calogero, di Sant’Agostino e del Castello, alle Vallate cosiddette del Paradiso, ai rivoli della “Cunsiria”, alle serre di contrada Furore…”
Ma, oltre alle bellezze monumentali, artistiche e naturali, la Città di Naro vive anche criticità socio-economiche che, con le misure di contenimento del covid-19, rischiano di sfociare entro in situazioni di grave disagio e degrado sociale, che dovranno essere stoppate per tempo.
DICHIARAZIONE DEL SINDACO:
“Ho molta fiducia nell’ operatività del neo-Prefetto che è una donna siciliana coraggiosa e capace di lavorare in sinergia con tutte le Istituzioni Locali per cercare di cambiare quei processi che hanno determinato arretratezze e stagnazione nei nostri territori.
Sono certa che Maria Rita Cocciufa saprà dare lo stesso impulso, se non impulso maggiore e migliore, del suo predecessore, al “cartello sociale” con cui tutti gli attori di tutte le locali realtà stanno cercando riscatto per i territori dell’agrigentino”.

La Lega Salvini Premier contesta la politica del governo nazionale e del ministero dell’Interno, che in piena emergenza coronavirus, ha consentito nei giorni scorsi a centinaia di immigrati di sbarcare sulle coste siciliane. La Lega, con interrogazioni presentate nei parlamenti nazionale ed europeo, chiede di fermare immediatamente gli sbarchi e scongiurare che persone positive al coronavirus – come avvenuto a Pozzallo – possano entrare in Sicilia, mettendo a repentaglio la salute pubblica.

Per bocca del segretario regionale Stefano Candiani, senatore e già sottosegretario all’Interno con Salvini ministro, il Carroccio contesta il tentativo del governo Conte di far ripartire il business dell’immigrazione, come sta avvenendo in queste ore: “L’avere ospitato oltre settanta immigrati nella struttura di Villa Sikania a Siculiana, in provincia di Agrigento, e l’avviso pubblicato dalla prefettura di Trapani, con il quale, per ottemperare alle richieste del Ministero dell’Interno, si cercano alberghi da adibire luoghi in cui far trascorrere la quarantena per gli immigrati, sono solo gli ultimi segnali che vanno in questa direzione”. “Riempire gli alberghi di immigrati non può diventare l’alternativa alla presenza dei turisti, ma occorre incentivare, per il periodo estivo, la presenza di turisti nelle località siciliane”.

Le due europarlamentari della Lega Annalisa Tardino e Francesca Donato, intanto, hanno presentato alla Commissione europea un’interrogazione su quanto sta accadendo in Sicilia, sottolineando come in un momento così grave, in cui si chiedono sacrifici agli italiani e il rispetto di rigide regole per contenere il contagio da coronavirus, non si possa consentire lo sbarco a centinaia di persone provenienti dall’Africa: “Quanto sta accadendo in questi giorni sulle coste siciliane non può essere sottovalutato. Negli ultimi giorni abbiamo assistito a numerosi sbarchi di immigrati clandestini affermano le eurodeputate – nonostante l’Italia non sia porto sicuro a causa dell’emergenza sanitaria, distribuiti tra hotspot stracolmi e alcune strutture private, riaperte per l’occasione. Luoghi in cui non sarà possibile garantire la sicurezza dei cittadini. A ciò si aggiungono le proteste da parte dei sindaci e dei cittadini di Lampedusa, Siculiana, Pozzallo, Ragusa, Porto Empedocle e Portopalo e di gran parte della popolazione isolana”.

Proprio con riferimento agli sbarchi a Pozzallo è intervenuto anche il parlamentare nazionale Nino Minardo che ha spiegato come non si possa mettere a rischio la salute, vanificando gli sforzi dei Siciliani che, responsabilmente, osservano i dettami dovuti all’emergenza: “La Sicilia può essere la prima regione a venire fuori da questo incubo – spiega il deputato – e la provincia di Ragusa è la più virtuosa in Italia come numero di contagi. Tutto rischia di essere vanificato per una politica ‘buonista’, inadatta al periodo e lesiva dei Siciliani e della gente iblea. A rischio ci sono gli operatori sanitari che salvano vite umane a costo anche della loro vita, ci sono le forze di polizia costrette a condividere con i migranti, sbarchi, spostamenti e trasferimenti”.  

In merito al trasferimento a Villa Sikania, a Siculiana, di oltre settanta immigrati (ripresi nelle scorse ore mentre indisturbati giocavano a calcio, violando le norme sul distanziamento sanitario), il deputato nazionale Alessandro Pagano ha presentato un’interrogazione urgente al ministro dell’Interno per chiedere spiegazioni e soprattutto per esigere che vengano bloccati gli sbarchi in Sicilia: “Cosa ha deciso il governo Conte? – si chiede il deputato –  Vuole forse trasformare la Sicilia nel centro di accoglienza d’Europa? E’ vergognoso che neanche durante l’emergenza non si blocchi l’arrivo di immigrati. È grave constatare come il sindaco di Siculiana non sia stato avvertito su quanto sarebbe accaduto e che si sia ritrovato il centro riaperto senza il minimo preavviso”. “È ormai consolidata l’opinione che il ‘contagio di ritorno’ arriverà da sud, in particolare dall’Africa. Da Pozzallo a Lampedusa, da Siculiana a Ragusa, fino a Porto Empedocle, amministratori di tutti i colori, compresi 5S e PD e comitati cittadini denunciano preoccupati una situazione che sta precipitando e contestano tali incoerenti strategie che vedono gli italiani ossequiosi chiusi in casa e gli immigrati giungere indisturbati nei territori italiani e specificatamente in quelli dell’Italia del sud”.

Proteste anche dal commissario provinciale della Lega di Agrigento Massimiliano Rosselli: “Giuseppe Conte e il Ministro dell’Interno Lamorgese, mentre limitano di fatto la libera circolazione dei cittadini italiani ed ogni forma di assembramento, di fatto comprimendo il potere economico di un intero Paese, ore hanno consentito lo sbarco e l’immediata collocazione di immigrati, alcuni a rischio Covid-19 presso la struttura di “Villa Sikania” a Siculiana precedentemente chiusa dallo scorso autunno per carenza dei requisiti imposti dai decreti legge  sul numero di immigrati che poteva ospitare. Così viene vanificata la linea dura presa, l’opera di contrasto posta in essere dalle Forze di Polizia Locali con serrati controlli e il sacrificio della comunità, intesa a scongiurare problemi sanitari”.

Sul tema immigrati nelle scorse ore è intervenuto con una nota anche l’assessore alla Sicurezza del Comune di Catania, Fabio Cantarella: “Abbiamo notato in città troppi immigrati a spasso in giro senza neanche mascherina e senza altri dispositivi di protezione. Una situazione ingestibile, dovuta all’immigrazione non regolamentata che i governi di sinistra hanno favorito negli anni passati e che adesso, con l’emergenza Covid in atto, pone un grave problema sanitario e di sicurezza”.

Emergenza anche a Palermo dove la nave Alan Kurdi continua a stazionare al largo della costa di Termini Imerese: “Appare chiaro – spiega il commissario provinciale della Lega di Palermo, Antonio Triolo – che chi ha scelto di dirigere l’imbarcazione verso la Sicilia, nonostante la consapevolezza che i porti italiani sono dichiarati “non sicuri” a causa della pandemia, sta perseguendo una scelta politica fidando anche sui proclami continui ed assurdi del Sindaco Orlando in tema di accoglienza e non il bene dei migranti che porta a bordo. Non vorremo che, viste le previsioni meteo che annunciano maltempo, si stia pensando ad una nuova “operazione Carola”, un ingresso in porto forzando i divieti a causa di forza maggiore pur di continuare a perseguire le velleità politiche e le scelte geopolitiche di chi gestisce ed organizza queste ong”.

Intanto, il commissario provinciale della Lega di Siracusa, Leandro Impelluso, denuncia come diversi immigrati sbarcati nei giorni scorsi a Portopalo di Capo Passero e trasferiti a Siracusa, “non stiano rispettando la quarantena e siano stati visti in giro per la città”.

E da pochissimo è stato riaperto il Cie – Centro di identificazione ed espulsione – di contrada Milo a Trapani: “Trovo del tutto esagerato – osserva il commissario provinciale della Lega di Trapani, Bartolo Giglio – che a causa dell’arrivo di sei immigrati le autorità abbiano deciso di riaprire il Cie di contrada Milo, anche perché la struttura era stata chiusa a suo tempo per problematiche varie, che non sono state certo risolte”.

Piena disponibilità a collaborare con le Istituzioni Scolastiche per seguire a distanza gli studenti con disabilità degli Istituti Superiori che già hanno fruito dei servizi specialistici da parte del Libero Consorzio, è stata comunicata dal dirigente Amelia Scibetta del Settore “Solidarietà Sociale e Politiche della Famiglia” ai Dirigenti Scolastici della provincia di Agrigento.

L’iniziativa è stata avviata, in sintonia con il Commissario Straordinario dell’Ente Girolamo Alberto Di Pisa, nonostante gli Enti Locali non siano tra i soggetti destinatari della nota del Dipartimento all’Istruzione del 17/03/2020.

Il Libero Consorzio, come si legge nella nota inviata dal Settore Solidarietà Sociale, a  proposito  dell’inclusione degli studenti disabili alle attività didattiche online, nell’interesse dei soggetti più deboli, ha ritenuto di dare la disponibilità del Libero Consorzio al seguimento a distanza di detti studenti, purché in presenza  delle strumentalità  tecniche  necessarie,  qualora  i Dirigenti Scolastici lo reputassero utile. Tale attività sarà concordata con i Dirigenti Scolastici, malgrado tale attività non rientri nelle competenza dell’Ente.

Il Libero Consorzio, come funzione delegata dalla Regione, garantisce il servizio riguardante l’assistenza cosiddetta “specialistica” agli studenti con grave handicap fisico, psichico o sensoriale delle scuole medie superiori della provincia, comunemente chiamata di autonomia e comunicazione ed eccezionalmente quello igienico sanitario nelle scuole di competenza dell’Ente.

Questo servizio, a causa dell’emergenza Covid-19, ha fornito prima della sospensione dell’attività scolastica, l’assistenza per l’autonomia e la comunicazione personale a circa 200 famiglie che nei mesi scorsi avevano presentato regolare istanza per consentire ai loro figli la regolare frequenza scolastica.

Tale assistenza, per legge, viene erogata attraverso gli Enti del terzo settore già iscritti nei relativi albi regionali, autorizzati allo svolgimento dei servizi in favore degli alunni portatori di handicap.

Ai Sig.ri Presidenti dei Consigli Comunali
Ai Sig.ri Consiglieri Comunali della provincia di Agrigento
 L’emergenza causata da Covid 19 oltre alle pesanti e dolorose perdite in termini di vite umane ha  colpito tutti i comparti dell’economia e tra essi, pesantemente, anche il settore agricolo risultando difficile, ad oggi, calcolarne con precisione i danni. Nei prossimi mesi gli stessi agricoltori saranno costretti a confrontarsi con un mercato incerto e difficile, dovendo, però, continuare ugualmente a sostenere tutti i costi necessari per mandare avanti la propria produzione. Si ritiene, pertanto, necessaria l’ adozione di alcuni provvedimenti tesi, quanto meno, a venire incontro alle esigenze e difficoltà degli agricoltori agrigentini sgravandoli, in questa pesante congiuntura, almeno dai pagamenti dei ruoli e dell’aumento dell’acqua per uso irriguo, disposti dal Consorzio di Bonifica ex Agrigento3.
Si ritiene, infatti, che in questo contesto sia  assolutamente insostenibile e inaccettabile l’aumento sconsiderato del beneficio irriguo passato da € 20 ad € 85 per ettaro, nonché l’aumento dell’acqua per usi irrigui da 15 centesimi a 23 centesimi per metro cubo.
Preso atto che questo pesante aumento dei costi si aggiungerebbe alle altre difficoltà che stanno vivendo i coltivatori e le aziende, già attanagliati dagli esiti delle calamità atmosferiche degli anni scorsi, dalla crisi di mercato e, per ultima, dalla pandemia in atto costringendoli sempre più a lavorare con margini di guadagni notevolmente ridotti. Risulta, quindi, evidente che a tutto ciò
non si può rimanere sordi rischiando così di soffocare l’ intero comparto agricolo, causando ingenti danni economici ai produttori, alle aziende e a tutti gli agricoltori agrigentini.
Nonostante la regione Sicilia abbia stanziato 40 milioni di euro per le aziende agricole siciliane, si ritiene però ugualmente  necessario adottare provvedimenti che siano risolutivi del problema degli eccessivi costi di bonifica e dei canoni irrigui, atteso che gli agricoltori non sono nelle condizioni di farsi carico di ulteriori costi irrazionali del passato.
Pertanto, ritenendo necessario venire incontro ai problemi ed alle necessità degli agricoltori agrigentini;
alla luce di quanto sopra viene chiesto:
Ai Signori Presidenti dei Consigli Comunali e ai Sigg.ri Consiglieri Comunali della provincia di Agrigento di votare un punto all’ordine del giorno  indirizzato al Presidente della Regione Sicilia Musumeci, affinché con apposito provvedimento si proceda a ritirare e/annullare i ruoli già emessi, azzerare le differenze a saldo fino al 2016, annullare l’aumento di 4 centesimi del costo dell’acqua per gli anni 2017 e 2018, azzerare l’aumento del beneficio irriguo e sospendere i canoni irrigui e i pagamenti del sotteso relativi all’anno 2020.
Confidando in un Vostro positivo e sollecito riscontro, si porgono cordiali saluti
I Consiglieri Comunali
Antonio Chiaramonte
Salvatore Marrone
Carola Calafiore

Sono state 36.508 le domande presentate, da Agrigento e provincia, per il bonus di 600 euro previsto dal decreto Cura-Italia. Di queste – secondo quanto rende noto l’Inps – 25.751 sono già in pagamento e per 3.858 è in corso la verifica dell’Iban.

La nostra provincia in Sicilia si pone in una fascia intermedia di richieste, dopo Catania, Palermo, Messina e Ragusa. In tutta l’isola sono complessivamente 357.445 le domande presentate per il bonus di 600 euro previsto dal decreto Cura Italia e corrispondono all’8,82% del totale nazionale che ammonta a 4.053.027.