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Il gip del Tribunale di Agrigento, Luisa Turco, non ha convalidato gli arresti ma ha disposto comunque la custodia cautelare in carcere per la presunta organizzazione, una cellula straniera violenta, spregiudicata e dedita allo spaccio a cielo aperto, nel pieno centro della Città dei Templi, smantellata da un’operazione dei Carabinieri del Comando Provinciale agli ordini del colonnello Giovanni Pellegrino su provvedimento firmato dal sostituto procuratore della Repubblica Alessandra Russo.

Le catture sono state effettuate quasi tutte ad Agrigento. Una sola a Palermo. L’accusa è di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, con l’aggravante di aver dato luogo alle cessioni anche nei confronti di minorenni.

I personaggi indagati per cui è stata disposta la misura cautelare sono sei gambiani, nello specifico si tratta di: Sainey Danso, 21 anni, con domicilio ad Agrigento, Lamin Singhateh, 23 anni, residente a Palermo, Gibbi Camara, 20 anni, Mamadi Cissè, 19 anni, Ballamusa Cham, 20 anni, e Mohamed Bah, 20 anni, quest’ultimi quattro domiciliati in comunità per richiedenti asilo politico di Agrigento e Palma di Montechiaro.

Tra gli indagati anche un senegalese Mustapha N’Diaye, 24 anni, un nigeriano Henry Heraze, 21 anni, e una donna Nathalie Verons, 44 anni, tutti residenti ad Agrigento. Tre sono ancora ricercati.

Il giro di affari complessivo registrato nel corso dell’intera operazione è stato stimato in oltre 150 mila euro, se si considera che ogni giorno aveva luogo una media di 40 scambi di stupefacente, per oltre 120 grammi di roba smerciata e con un guadagno medio di oltre 600 euro per ogni giornata “lavorativa”.

 

La Ditta Cipolla fin dal 2000 è titolare di un impianto di stoccaggio di grano e leguminose sito in Aragona contrada “Fontes Episcopi”,  realizzato su proprio terreno giusta regolare concessione edilizia; l’impianto era originariamente costituito da un capannone con struttura portante in cemento armato e da otto silos. Nel 2005 il Comune di Aragona rilasciava una concessione edilizia per l’ampliamento del capannone preesistente e l’istallazione di altri due silos; nel 2010 la stessa Amministrazione comunale rilasciava alla ditta Cipolla una nuova concessione edilizia per la realizzazione di un secondo capannone.. Pertanto la ditta Cipolla comunicava l’inizio dei lavori e nel mese di giugno 2011 risultavano completati i lavori. Nel settembre 2011 il Sig.  Rotulo Domenico, proprietario di un immobile sito su un fondo confinante, temendo che “dai capannoni ad uso agricolo e dai silos ivi posti … possa derivare un ingente danno alla salute anche a causa degli agenti chimici utilizzati e dal rumore dei motori”,  presentava tramite il proprio legale un’istanza di accesso agli atti, con carattere di urgenza,  chiedendo al Comune di Aragona il rilascio di tutte le concessioni edilizie rilasciate in favore della Ditta Cipolla, al dichiarato “scopo di verificare l’osservanza …delle vigenti disposizioni in materia edilizia , di urbanistica, di igiene e polizia locale”. Nel 2012 il Sig. Rotulo presentava una seconda istanza di accesso agli atti con carattere di urgenza, richiedendo nuovamente il rilascio di copia di tutte le concessioni edilizie rilasciate in favore della Ditta Cipolla; e nell’ottobre 2012 il Sig. Rotulo adiva il giudice amministrativo per chiedere l’annullamento delle concessioni edilizie rilasciate dal Comune di Aragona in favore della ditta Cipolla, lamentando che l’ampliamento dell’impianto di che trattasi non avrebbe potuto essere assentito nel luogo ove è attualmente ubicato perchè troppo vicino al centro abitato.  Si costituivano in giudizio sia la ditta Cipolla, rappresentata e difesa dagli avvocati Girolamo rubino e Vincenzo Airò, sia il Comune di Aragona, rappresentato e difeso dall’Avvocato Gabriele Giglio, eccependo la tardività del ricorso.  Nelle more del giudizio i Signori Cipolla, titolari della Ditta omonima, avanzavano a loro volta un’istanza di accesso agli atti afferenti l’immobile del vicino Rotulo Domenico, e constatavano l’illegittimità della destinazione ad uso abitativo, in violazione del regolamento edilizio comunale di Aragona, e pertanto il Sig. Rotulo diveniva destinatario di apposita ordinanza di demolizione non impugnata nei termini davanti al giudice amministrativo. Da ultimo il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la regione Siciliana, condividendo le eccezioni formulate dagli avvocati Rubino, Airò e Giglio, ha ritenuto tardivo il ricorso proposto dal sig. Rotulo, avendo gli Avvocati Rubino e Airò dimostrato che il Rotulo avesse avuto conoscenza degli atti impugnati nel 2011, mentre il ricorso introduttivo è stato proposto soltanto nell’ottobre 2012, ben oltre il termine decadenziale di sessanta giorni; pertanto le concessioni edilizie rilasciate dal Comune di Aragona in favore della ditta Cipolla rimangono pienamente valide ed efficaci. Per altro verso il Comune di Aragona, nei confronti del vicino Rotulo Domenico, avendo constatato l’inottemperanza all’ingiunzione di demolizione, ha irrogato la sanzione pecuniaria prevista dalla legge; ed a questo punto i fratelli Cipolla, per il tramite degli avvocati Rubino e Airò, previa notifica di un atto di invito al Comune di Aragona al fine di  procedere all’acquisizione delle opere abusive realizzate dal sig. Rotulo, hanno impugnato il silenzio inadempimento davanti al Tar Sicilia, essendo rimasto il Comune inerte. A conclusione di questo susseguirsi di contenziosi la Ditta Cipolla continuerà regolarmente ad espletare la propria attività di stoccaggio di grano e leguminose nell’impianto di Contrada “Fontes Episcopi” ad Aragona mentre il vicino Rotulo Domenico verosimilmente subirà l’acquisizione delle opere abusive realizzate e dell’area di sedime in esito al giudizio instaurato dai fratelli Cipolla davanti al TAR Sicilia per l’annullamento del silenzio inadempimento formatosi sulla loro richiesta di acquisizione inoltrata al comune di Aragona e non esitata. 

Ad Agrigento, a San Leone, lo scorso 24 Aprile una ragazza di 25 anni, intenta ad attraversare il Viale delle Dune, è stata investita da un automobilista che, anziché prestare scorso, è fuggito. La donna ha subito diversi traumi e fratture. Adesso si è spontaneamente costituito ai Carabinieri l’investitore. Si tratta di un coetaneo che è stato denunciato a piede libero alla Procura della Repubblica di Agrigento per omissione di soccorso.

Nel gennaio scorso l’Assemblea regionale siciliana ha approvato una legge che consente all’assessorato a Territorio e Ambiente di autorizzare nuove concessioni per lidi e stabilimenti balneari fino al 2020 anche nei Comuni che sono privi del Piano di gestione della costa. E poi, subito dopo, l’assessore regionale a Territorio e Ambiente, Totò Cordaro, ha ristretto lo spazio destinato alle spiagge libere, offrendo di conseguenza più spazio alle concessioni sul Demanio marittimo. Pertanto si tratta di un’occasione proficua per coloro che intendono investire in un settore da oltre 100 milioni di euro all’anno, da cui la Regione incassa meno di 10 milioni di euro come canone di concessione. Infatti, adesso è assalto alle spiagge siciliane. Al momento sono circa 600 le richieste di nuove concessioni, o di modifiche e ampliamenti, per gli stabilimenti balneari. Attualmente sono 3.200 i concessionari, in tutta l’Isola. E vi è un solo Comune che è dotato del Piano di gestione della costa: San Vito Lo Capo. Altri 80 Comuni, invece, sono commissariati per la mancata redazione del Piano e più di 30 che lo hanno redatto sono in attesa dell’ok dalla Regione. Sono tutte rose e fiori: no, anche spine. Giuseppe Cassarà, presidente di Federturismo Sicilia, commenta: “Abbiamo qualche dubbio perché, se da un lato l’assessorato al Territorio concede la concessione, dall’altro, se il Comune su cui è stato aperto il lido redige il piano di gestione della costa con regole più stringenti, si rischia di vedere sfumare tanti investimenti. E nel frattempo riempiamo la costa. Auspichiamo un confronto con la Regione anche per fare una distinzione tra gli stabilimenti balneari e gli sbocchi a mare degli hotel”. Più battagliera è Legambiente, che annuncia un ricorso al Tar contro i nuovi parametri di concessione stabiliti dall’assessore Cordaro: gli stabilimenti balneari saranno più vicini l’uno con l’altro: mentre prima la distanza necessaria è stata di 100 metri, adesso ne bastano 25 e in alcuni casi, dove la spiaggia è piccola, 10 metri. Lo spazio che può essere concesso aumenta da 3mila a 5mila metri quadrati: fino al 20 per cento dell’area potrà essere coperta.

Verso il voto per le Europee del 26 maggio: oggi, sabato 27 aprile, ad Agrigento, al Villaggio Mosè, Giorgia Iacolino inaugura il proprio comitato elettorale al civico 47 di viale Leonardo Sciascia. Giorgia Iacolino, presidente della Commissione Salute al consiglio comunale di Agrigento e candidata alle Europee nella lista di Forza Italia, afferma: “Da candidata della città di Agrigento alle Europee non potevo che prevedere il Comitato elettorale nella mia città. Il Comitato elettorale servirà per coordinare al meglio i lavori relativi alla mia candidatura. Una struttura agile e snella che contribuirà alla efficiente organizzazione della campagna elettorale in vista dell’appuntamento del 26 maggio”.

Ad Agrigento due fratelli originari della Nigeria e da tempo residenti in città sono indagati per concorso in tentato omicidio. Uno, di 28 anni, è stato arrestato. L’altro, di 20 anni, che si è costituito in caserma dopo il delitto, è stato denunciato. I due avrebbero accoltellato un connazionale, un nigeriano di 25 anni, nel centro storico, in via Saponara. Sul posto, allarmati al 112, sono giunti i Carabinieri e un’ambulanza del 118. Il ferito, al braccio e ad un fianco, è stato soccorso in ospedale dove gli sono stati applicati diversi punti di sutura. Il coltello è stato sequestrato. Il 28enne è stato ammanettato dentro casa sua, dove si è rifugiato e ha cambiato i vestiti insanguinati.

 “Lavoro, diritti, stato sociale la nostra Europa” questo il tema scelto per il Primo Maggio 2019 da Cgil, Cisl, e UIl per la Festa dei Lavoratori.

L’Europa, infatti, costituisce per l’Italia, così come per la nostra Regione, una cornice di riferimento imprescindibile e soltanto una sinergia tra gli Stati può garantire la piena attuazione del ‘Pilastro europeo dei diritti sociali’, proclamato nel novembre del 2017 dai leaders dell’UE per affrontare i problemi che la società contemporanea ci propone.

Dal 23 al 26 maggio 2019 si terranno in tutta Europa le elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo: abbiamo bisogno della “migliore Europa”, più sociale e più democratica e che rigetti tentazioni antieuropee.

CGIL, CISL e UIL, “da sempre promotrici di un ruolo determinante della Confederazione europea dei sindacati combattono per sostenere un modello di contrattazione europea che contrasti fenomeni antisociali ed antieconomici di dumping, fondati sull’abbassamento del costo di lavoro e sull’azzeramento delle tutele delle lavoratrici e dei lavoratori”.

“In provincia di Agrigento, accanto alla tradizionale manifestazione unitaria a Raffadali, quest’anno – come CGIL – saremo impegnati a Canicattì dove la nostra Camera del Lavoro compie 100 anni.

Lo faremo all’interno della Cantina Vitivinicultori Associati, la CVA di Canicattì, “figlia” legittima della storia del Movimento dei Lavoratori di Canicattì  che celebra i 50 anni della sua fondazione e che, come in altri anni, ha scelto la “festa dei Lavoratori” per aprire la propria Cantina alla città.

Dentro la Cantina, insieme agli altri stand enogastronomici, ci sarà il nostro stand con i nostri  100 anni di storia, di lotte, manifestazioni, scioperi, occupazioni, battaglie condensati in un clip che ne ripercorre la storia.

Sono tanti i nomi ed i cognomi, le facce, le personalità che questa storia hanno attraversato e reso grande.

Cambiavano i Segretari, ma restavano le stesse battaglie: contro il feudo, per il lavoro, per i diritti, per tutelare il potere di acquisto di salari, stipendi e pensioni, per politiche sociali, per una scuola democratica, per la salute e la sicurezza nei posti di lavoro.

La Camera del Lavoro c’è sempre, adesso è in una nuova sede (in Corso regina Elena 28 al 2° Piano); ci sono ancora, sempre all’avanguardia, il nostro Patronato INCA ed il CAF per i Servizi Fiscali, ma adesso occorre ricostruire una presenza sindacale per continuare quella storia e quelle lotte!

Insieme a Massimo Raso, Segretario Generale della CGIL Agrigentina ci saranno altri Segretari Generali delle Categorie e tanti nuovi e storici dirigenti della Camera del Lavoro che si sono assunti l’onore e l’onere di continuare questa gloriosa storia”.

Fiamme nella notte a Licata. I carabinieri della locale Compagnia, coadiuvati da una squadra dei Vigili del Fuoco del distaccamento di Corso Argentina, sono intervenuti intorno l’1.30 del mattino in seguito ad un rogo che stava lentamente avvolgendo la saracinesca di un negozio in via Campobello di Licata.

Tempestivo l’intervento di carabinieri e vigili del fuoco che sono giunti sul posto pochi minuti dopo dello scoppio dell’incendio. Si indaga per ricostruire quanto accaduto e accertare la natura delle fiamme che, fortunatamente, non hanno provocato ingenti danni all’attività commerciale.

Il fuoco ha lambito saracinesca e insegna del negozio. Non si esclude alcuna pista, anzi, nel massimo riserbo investigativo si ipotizza un incendio doloso. Indagini in corso. 

Il consigliere comunale di Agrigento, Angelo Vaccarello, rileva che al lungomare di San Leone il commercio ambulante è ancora senza regole. Il consigliere Vaccarello, che ha diffuso delle foto, spiega: “Si è tanto discusso di decoro per San Leone ma mi chiedo: le regole valgono solamente per i commercianti della ristorazione? E gli abusivi che ancora operano sul lungomare? Dopo riunioni tecniche, vertici in Prefettura e soprattutto molte promesse, i ‘paninari’ hanno raggiunto una intesa con l’Amministrazione e con la Prefettura per trasferirsi nel piazzale ex eliporto ma i posti resi liberi, da un ordine prefettizio e che insistono in piazza Caratozzolo, sono stati occupati da venditori extracomunitari abusivi. È davvero una situazione intollerabile. Chiedo innanzitutto al Prefetto di risolvere al più presto questa situazione che sicuramente non è normale e accettabile. Altresì, chiedo al vicesindaco Elisa Virone, il sindaco Firetto e l’assessore Muglia quali atti hanno posto in essere per risolvere questa situazione?”.