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La Guardia costiera, nel corso di mirati controlli sulla filiera della pesca nella Sicilia occidentale, ha sequestrato 2 tonnellate e 100 chili di tonno pinna giall, senza la documentazione di tracciabilità, in uno stabilimento di produzione e trasformazione di prodotti ittici a Sciacca. Complessivamente sono state effettuate 643 verifiche, con 44 sanzioni per 54mila euro e 34 sequestri di 94 tonnellate di pesce perché in cattivo stato di conservazione o senza la necessaria documentazione di tracciabilità imposta dalla normativa di settore. Oltre a Sciacca, tra le altre operazioni più rilevanti vi è il sequestro, in due centri di trasformazione della provincia di Palermo, rispettivamente di circa 10mila e 21mila chili di specie ittiche provenienti dall’estero, tra cui seppie, calamari e tonno, in parte già lavorati per la preparazione di sughi con termine minimo di conservazione scaduto.

Ad Agrigento il Nucleo di Polizia ambientale dei Vigili urbani ha sequestrato un’area adibita a discarica di rifiuti speciali in via Enrico Caruso, nel quartiere di Fontanelle. E’ stata riscontrata soprattutto la presenza di rifiuti speciali, con grave impatto ambientale e pericoli per la salute pubblica. Il proprietario è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Agrigento. L’operazione rientra nel settore delle attività svolte a tutela dell’ambiente

Alessio Messina difensore centrale classe 2005, ha firmato con l’ ACR MESSINA, squadra che milita nel campionato di serie C. Il giovane giochera’ con gli Under 17 Nazionali e sarà per lui un’opportunità importante. Grazie all’ osservatore Giuseppe Melluso e’ stato notato dall’ ACR Messina dove  in precedenza aveva portato anche il coetaneo Francesco Sacco.  Alessio Messina e’ cresciuto nell’Ads Porto Empedocle di Raimondo Filippazzo e in precedenza con mister Elio Caltagirone,  l’ ultimo anno nell’Athena di Giovanni Sorce..
Un grande traguardo per il giovane agrigentino, determinazione e caparbieta’ lo spingeranno ad andare sempre piu’ avanti.

Agrigento, non è solo Valle dei Templi e per il futuro guarda con fiducia al suo meraviglioso mare: il Mediterraneo. Sulle sinuose dune del lungo litorale di San Leone da stasera risplendono le luci di una corolla di alberi di Natale. Visibili dal mare e dalla città arroccata sul Colle dell’antica Cattedrale, gli alberi sono come delle comete, simboli da seguire per un cammino di ripresa, di salute e di speranza.
Il tramonto ha offerto uno dei suoi scenari più belli e, mentre il sole si tuffava sul mare calmo, si sono accese le luci e così sarà ogni sera fino all’Epifania.  La magica atmosfera natalizia per la prima volta si è estesa fino al mare sulle spiagge frequentate anche nel periodo invernale, meta preferita soprattutto dai giovani. Agrigento brilla dunque in ogni quartiere con grande partecipazione di pubblico, con l’entusiasmo e la gioia dei bambini e un programma ricco di eventi. Lo hanno chiamato “Destinazione Agrigento” col preciso intento di rivolgersi ai numerosi visitatori, che scelgono la città come meta turistica, per invitarli a trascorrere le feste in un territorio che offre arte, cultura, buon cibo e divertimento. L’iniziativa è del Comune di Agrigento, col patrocinio dell’Assessorato del Turismo della Regione Siciliana e in collaborazione con il Distretto Turistico Valle dei Templi e il Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi.

Il Belvedere FAI della Scala dei Turchi di Realmonte si tinge di nuovo verde.
Ieri mattina, infatti, nel corso di una sobria ma significativa cerimonia, sono stati messi a dimora alcuni Pini marittimi della specie botanica Pinus Pinaster.
Un’operazione che proseguirà nei prossimi giorni con la piantumazione di altri arbusti, per un totale di sei alberi di pino.
Si avvia, dunque, a conclusione il progetto di riqualificazione paesaggistica del Belvedere FAI della Scala dei Turchi.
Un percorso iniziato nel 2013 con la demolizione di un ecomostro che sorgeva sulla spiaggia e il successivo abbattimento di un secondo immobile che insisteva a picco sulla scogliera.
Una battaglia giudiziaria che ha visto il FAI costituirsi nei processi, pronto, poi, a finanziare l’operazione di ripristino dei luoghi.
Nel 2016 l’inaugurazione del belvedere e, successivamente, il suo ampliamento: un progetto di riqualificazione e valorizzazione promosso dal FAI e da banca Intesa San Paolo con 20 mila euro, che ha restituito alla fruizione pubblica un angolo di vista mozzafiato sulla bianca marna. Il Comune di Realmonte, poi, con un altro intervento di 5 mila euro ha poi ripristinato il belvedere con una staccionata in legno che si affaccia sul “mare africano”, la sistemazione di panchine e la posa di un pannello didattico.
Infine, l’importante menzione “Paesaggio, legalità e lotta all’abusivismo” in occasione del Premio Nazionale del Paesaggio del 2017. Un processo virtuoso che passerà alla storia con lo slogan “Liberare la bellezza”.
Un doppio risultato che ha visto la Prefettura di Agrigento, le Istituzioni e le associazioni uniti a difesa del territorio.
L’intervento paesaggistico di ieri ha posto anche l’accento sull’emergenza climatica degli ultimi mesi.
Infatti, a causa dei recenti temporali, due Pini marittimi del belvedere sono stati divelti.
Il messaggio simbolico che ieri il Sindaco di Realmonte, Sabrina Lattuca, il presidente del Comitato Fai Realmonte Città della Scala dei Turchi, Nuccio Zicari e tutta la Delegazione FAI e FAI giovani di Agrigento hanno voluto dare è stato quello di rimediare tempestivamente alla perdita dei due arbusti.
A giorni seguirà il completamento del progetto di piantumazione di tutti gli esemplari di macchia mediterranea, così come previsto nel progetto del FAI – Fondo Ambiente Italiano del 2016.

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto Covid sulle festività. Il provvedimento recepisce le misure che erano state discusse in precedenza in cabina di regia.

Mascherine all’aperto, FFP2 al chiuso, diminuzione della durata del Green Pass e dell’intervallo per la terza dose, tamponi al chiuso per chi non ha ancora fatto la terza dose. Queste alcune delle novità per contrastare la diffusione della variante Omicron del Coronavirus. Riguardo il Green Pass, la sua durata sarà diminuita da nove a sei mesi, a partire dall’1 febbraio 2022. Coerentemente, l’intervallo entro cui fare la terza dose di richiamo dal completamento del ciclo di vaccinazione primario sarà ridotto da cinque a quattro mesi. “Abbiamo adottato un provvedimento per contenere la crescita dei casi dettata dalla nuova variante Omicron.

Il primo articolo riguarda la durata del Green pass: le evidenze ci portano a diminuire la durata da 9 a 6 mesi. L’orientamento delle nostre autorità sanitarie prevederà il richiamo del vaccino a 4 mesi” ha confermato il Ministro della salute Roberto Speranza durante la conferenza stampa a margine del Consiglio dei Ministri. Il Green Pass rafforzato invece – per vaccinati e guariti – sarà obbligatorio per poter accedere ad eventi o feste che in ogni caso non potranno tenersi all’aperto fino al 31 gennaio, ma dovrebbe servire anche per accedere a piscine, palestre, centri termali e benessere e sale da bingo. Senza terza dose, oltre al Green Pass rafforzato servirà mostrare anche un tampone negativo, che però non verrà richiesto in caso di terza dose. “Numerosi studi scientifici confermano la grandissima importanza delle mascherine, che cresce di fronte alla significativa capacità di contagio di Omicron. Le mascherine saranno obbligatorie all’aperto, mentre le FFP2 servirà in trasporti locali e nazionali, cinema, teatri, musei, eventi sportivi al chiuso e museo. In questi luoghi è previsto un divieto di consumazione di cibi e bevande” ha aggiunto il Ministro Speranza che poi ha aggiunto che “La nuova durata del Green Pass entrerà in vigore dall’1 febbraio, per permettere alla nostra macchina organizzativa di adeguarsi. La data di avvio della somministrazione del richiamo a 4 mesi dal completamento del ciclo vaccinale invece verrà comunicata dal commissario Figliuolo dopo un confronto con le Regioni”. La Cabina di regia ha anche discusso di un obbligo vaccinale per tutti i dipendenti
della Pubblica amministrazione, ma questo provvedimento per il momento non verrà preso.

(ITALPRESS).

Uno sciame sismico ha investito il Catanese, ed è stato avvertito, nel momento della scossa più forte di magnitudo 4.3, in diverse aree della Sicilia, tra le province di Siracusa, Enna e Messina. Dalle 22.30 fino alle ore 7.15 del mattino di oggi sono state registrate 16 scosse dai sismografi. L’ultima, alle 7.14, di magnitudo 3.1 e profondità 10.2 chilometri, a Motta Sant’Anastasia. L’epicentro dello sciame sismico è stato localizzato a 6 chilometri da Motta Sant’Anastasia. La Protezione Civile ha provveduto ad una ricognizione telefonica di tutti i sindaci del comprensorio di Motta Sant’Anastasia. Nessun danno.

La Direzione investigativa antimafia e la Guardia di Finanza di Trapani hanno eseguito un ordine di sequestro emesso dalla Sezione misure di prevenzione del Tribunale a carico di un imprenditore di Alcamo operante nel settore degli appalti pubblici e della formazione professionale. In totale sono stati sequestrati beni per 2 milioni e mezzo: sei aziende operanti nel settore della formazione professionale, edile e del commercio; il 50% delle quote di una società immobiliare; 4 immobili e 6 rapporti finanziari. Secondo quanto emerso dalle indagini, a cui hanno contributo alcuni collaboratori di giustizia, l’imprenditore sarebbe ritenuto pericoloso e appartenente a un’associazione di tipo mafioso che avrebbe conseguito illeciti profitti derivanti da finanziamenti pubblici previsti anche in favore della formazione professionale.

I funzionari dell’Agenzia delle Dogane di Palermo hanno accertato in un deposito commerciale di carburanti agricoli un’evasione di accisa e Iva per circa 6 milioni e 950mila euro. Sono stati individuati 51 soggetti, tra i quali alcuni risultati deceduti alla data del rifornimento di carburante o che hanno cessato la partiva Iva, ai quali erano stati forniti circa 10 milioni e 820mila litri di gasolio agevolato per uso agricolo, sebbene non avessero titolo per usufruirne poiché sprovvisti del provvedimento di assegnazione eventualmente concesso dagli Ispettorati provinciali per l’Agricoltura. L’imposta evasa, per un importo di 4 milioni e 950mila euro di accisa e 2 milioni di euro di Iva, è stata generata dalle differenti aliquote tra il prodotto agevolato (22% dell’aliquota d’accisa e IVA al 10%) e quello ad imposta piena. Il titolare del deposito è stato denunciato e rischia la reclusione da uno a cinque anni nonché una multa da 9 milioni e 900mila euro a 49 milioni e 500 mila euro.

Con due distinti provvedimenti del mese di maggio 2021 il Comune di Camastra e l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Stato disponevano rispettivamente la sospensione dell’autorizzazione per l’esercizio di attività commerciale e della rivendita ordinaria di generi di monopolio in Camastra, con contestuale chiusura provvisoria della medesima rivendita esercitata dalla sig.ra C.C.

In particolare, i detti provvedimenti venivano adottati dalle amministrazioni in ragione del fatto che con decreto del 5 maggio 2021 il Tribunale di Palermo – Sezione I Penale – Misure di Prevenzione –, aveva ordinato nei confronti della sig.ra C.C. l’imposizione dei divieti di cui all’art.67, commi 1 e 2 del D. Lgs. 159/2011 (codice delle leggi antimafia), ritenendo che la rivendita di tabacchi fosse riconducibile all’ex coniuge della sig.ra C.C., già condannato per i delitti di associazione mafiosa e tentata estorsione aggravata e sottoposto altresì a misura di prevenzione.

Ne scaturiva un contenzioso nel corso del quale la sig.ra Cascia, difesa dagli avv.ti Girolamo Rubino e Daniele Piazza evidenziavano l’erronea applicazione da parte delle amministrazioni della normativa antimafia.

Più specificatamente gli avv.ti Rubino e Piazza rappresentavano che il presupposto per l’applicazione dei divieti e delle decadenze delle licenze e dalle autorizzazioni ex art.67 D. Lgs. 159/2011, nonché la sospensione dell’efficacia delle licenze e delle autorizzazioni ai sensi del comma 3 della medesima norma è la sussistenza di un provvedimento definitivo di applicazione della misura di prevenzione.

Gli avv.ti Rubino e Piazza evidenziavano che nel caso specifico il decreto reso Tribunale di Palermo – Sezione I Penale – Misure di Prevenzione è stato oggetto di impugnazione innanzi la Corte di Appello di Palermo e che tale giudizio è ancora pendente e, pertanto, il provvedimento di applicazione della misura di prevenzione adottato nei confronti della sig.ra C.C., non avendo assunto il carattere di definitività previsto dall’art.67 del D. Lgs. 159/2011, non poteva validamente sostenere i provvedimenti adottati dal Comune di Camastra e dall’Agenzia delle Accise, Dogane e Monopoli – Direzione Regionale per la Sicilia – Ufficio Monopoli Sez. distaccata di Agrigento.

Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, condividendo le tesi difensive degli avv.ti Girolamo Rubino e Daniele Piazza, con ordinanza resa in data 20 dicembre 2021 ha affermato che le cause di decadenza, di sospensione o di divieto di cui all’art. 67 del D. Lgs. 159/2011 che operano di diritto sono costituite dai provvedimenti definitivi di applicazione delle misure di prevenzione e dalle condanne con sentenza definitiva o confermata in appello per i delitti consumati o tentati ivi elencati e quindi, essendo pendente l’appello, l’art.67 non poteva essere posto a base degli atti impugnati, così come lamentato dalla sig.ra C.C..

Inoltre, Consiglio di Giustizia Amministrativa ha ritenuto, come prospettato dagli avv.ti Rubino e Piazza, sussistente il pregiudizio grave ed irreparabile, avuto riguardo alla circostanza che la rivendita di tabacchi costituisce l’attività lavorativa della sig.ra C.C. e, pertanto, ha accolto l’istanza cautelare proposta.

Pertanto, per effetto della suddetta ordinanza, la rivendita di tabacchi in Camastra potrà nuovamente essere esercitata e la sig.ra C.C. potrà richiedere il risarcimento dei danni subiti nel periodo di illegittima chiusura dell’attività.