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La onlus Run4Hope Italia ha organizzato una staffetta di solidarietà a sostegno dell’AIL, l’associazione italiana per la ricerca contro le leucemie. Si tratta di una staffetta che attraversa tutta l’Italia. Il tour, in corso in Sicilia, si conclude domenica prossima a Messina. L’associazione sportiva Valle dei Templi, presieduta da Mario Palumbo, ha accolto il testimone lunedì 23 maggio ad Agrigento, da dove è ripartito martedì 24 maggio per Palma di Montechiaro, e poi Licata. Nella Valle dei Templi ha percorso una parte del tracciato anche l’assessore comunale Costantino Ciulla. L’associazione sportiva Valle dei Templi è grata al direttore del Parco dei Templi, Roberto Sciarratta, per avere consentito l’accesso nella Valle .

Al via il primo incontro del Dibattito Pubblico, presso la Sala Giove dell’hotel Dioscuri, sulla realizzazione della Tangenziale di Agrigento, un appuntamento per presentare e discutere le ragioni dell’opera e le principali alternative progettuali studiate.
L’intervento, fa parte del più ampio Itinerario “Gela – Agrigento – Castelvetrano”.
In questo quadro, il Dibattito Pubblico ha l’obiettivo di rendere trasparente, tramite la figura del coordinatore, il confronto con i territori, consentendo ad Anas di integrare, nella progettazione dell’opera, le osservazioni e le proposte che provengono dalle comunità interessate dalla realizzazione della nuova opera, che riveste un alto valore sociale.
Trasmesso anche in diretta streaming sul profilo Facebook del Dibattito Pubblico sulla Tangenziale di Agrigento, ha visto un’ottima partecipazione tra cittadini, rappresentanti di categoria e istituzioni.
Alla conferenza, moderata dal giornalista Dario Broccio, hanno portato i saluti istituzionali: Maria Rita Cocciufa, Prefetto di Agrigento, Giancarlo Cancelleri, Sottosegretario di Stato per le infrastrutture e la mobilità sostenibili, Ettore Riccardo Foti, Capo di Gabinetto – Assessorato Regionale delle Infrastrutture e della Mobilità, Regione Sicilia, Francesco Picarella, assessore allo Sviluppo economico del Comune di Agrigento, Raffaele Celia, responsabile Anas struttura territoriale Sicilia; Caterina Cittadino, Presidente Commissione Nazionale per il Dibattito Pubblico del Ministero delle Infrastrutture e mobilità sostenibili, Monica Pasca, Ingegnere civile e ambientale, membro Commissione Tecnica VIA-VAS, Ministero della Transizione Ecologica.
Dopo i saluti istituzionali ha preso la parola Gildo La Barbera di Strategic Team of Planning, coordinatore del Dibattito Pubblico, che ha illustrato le caratteristiche e le fasi del processo di partecipazione, nonché le diverse possibilità d’intervento a disposizione dei cittadini e delle istituzioni locali.
Fernanda Faillace, supporto procedure DEC Dibattito Pubblico di Anas, ha spiegato nel dettaglio le ragioni dell’opera e l’iter progettuale.
Riccardo Formichi, amministratore delegato Pro Iter Group del gruppo di progettazione, si è soffermato sulle soluzioni e sui vantaggi in termini socio-economici e infrastrutturali che la Tangenziale di Agrigento si propone di apportare al territorio e ha inoltre presentato le tre alternative, le tempistiche previste e i costi.

Il dibattito pubblico previsto dalla normativa in vigore – ha affermato Raffaele Celia, responsabile Struttura Territoriale Anas Sicilia – è uno strumento a disposizione del territorio, delle amministrazioni locali, degli stakeholders e dei cittadini. È un momento di confronto e partecipazione, propedeutico alla progettazione dell’opera”.
Dopo gli interventi esplicativi, Audrey Vitale, referente di Strategic Team of Planning dell’Area Comunicazione del Dibattito Pubblico, si è soffermata sugli strumenti di comunicazione e interazione del progetto. L’innesco di questo percorso di coinvolgimento degli stakeholder è dato dalla pubblicazione di un sito web dedicato, all’indirizzo www.dibattitopubblicotangenzialeagrigento.it sarà possibile conoscere da vicino il progetto nelle sue diverse proposte e seguire gli avanzamenti del Dibattito Pubblico, che avrà negli incontri con i territori da remoto e in presenza i momenti di maggiore valenza sociale.

A Licata, i poliziotti del locale Commissariato, diretto dal vice questore, Cesare Castelli, hanno arrestato Giuseppe Vitali, 33 anni, per le ipotesi di reato di resistenza, minaccia aggravata, violenza e lesioni a Pubblico ufficiale. Su disposizione del sostituto procuratore di turno è stato ristretto ai domiciliari. Lui, in occasione di una perquisizione domiciliare sollecitata da alcune segnalazioni di furti in abitazione, è stato sorpreso in possesso di una parte della refurtiva di un furto in abitazione. Durante l’ispezione si è scatenato in escandescenze scagliandosi contro tre poliziotti, poi soccorsi in ospedale per lievi ferite.

Giuseppe Falsone, boss ergastolano di Campobello di Licata, già capo provincia di Cosa Nostra agrigentina, ha chiesto alla sezione penale del Tribunale di Agrigento, presieduta da Wilma Mazzara, la trascrizione di tutte le intercettazioni effettuate nei suoi confronti e depositate al processo frutto dell’inchiesta antimafia cosiddetta “Xydi”. A Falsone si contesta di avere trasmesso all’esterno messaggi e direttive alla famiglia mafiosa di Canicattì, avvalendosi della collaborazione del suo legale, l’avvocato Angela Porcello, anche lei sotto processo. Al perito competente è stato conferito l’incarico di trascrizione. Prossima udienza il 21 giugno.

A Cattolica Eraclea il prossimo primo ottobre inizieranno i lavori di recupero della spiaggia di Eraclea Minoa, da decenni vittima di un grave fenomeno erosivo, che ha divorato quasi centro metri di spiaggia, come più volte segnalato e documentato dall’associazione ambientalista MareAmico di Claudio Lombardo. Il sindaco di Cattolica Eraclea, Santino Borsellino, spiega: “Adesso abbiamo tutte le autorizzazioni per il progetto contro l’erosione costiera ad Eraclea Minoa. Non si può aprire adesso il cantiere perché nel periodo estivo non è possibile, ma posso garantire che il primo ottobre inizieranno i lavori. Il cantiere poteva essere aperto già a fine aprile, ma poi i lavori si sarebbero dovuti fermare a maggio perché nelle prescrizioni è indicato il periodo di maggio-settembre come quello della nidificazione delle tartarughe Caretta caretta. Da un punto di vista tecnico, l’intervento, programmato dal commissario di governo per il dissesto idrogeologico, Maurizio Croce, che in questi anni è intervenuto con progetti simili in diverse zone della Sicilia, prevede la realizzazione di tre pennelli costituiti da massi ciclopici e il ripascimento della spiaggia con la sabbia che sarà prelevata dal porticciolo turistico”.

Con l’approssimarsi della stagione estiva si registra statisticamente un calo delle donazioni di sangue con conseguente riduzione delle scorte ematiche nelle strutture sanitarie. La necessità di sangue in ospedale, al contrario, non conosce flessioni e non va in vacanza ed è per questo motivo che nella mattinata di oggi, a Sciacca, il commissario straordinario dell’azienda Sanitaria Provinciale di Agrigento, Mario Zappia, ha voluto fornire il buon esempio compiendo la donazione di una sacca ematica e così sensibilizzando l’intera collettività agrigentina. “Invito tutti i donatori e quanti sentono il desiderio di dare il proprio contributo – ha dichiarato il commissario Zappia – a compiere un gesto semplice ma di grande valenza ed altruismo. Il fabbisogno di sangue è alto e costante poiché sono tanti i pazienti sottoposti ad interventi chirurgici, i talassemici ed i malati oncologici per i quali la trasfusione ematica rappresenta il principale strumento ‘salva vita’” .

La donazione comporta un indubbio vantaggio anche per il donante al quale, alcuni giorni dopo il prelievo, viene rilasciato l’esito complessivo degli esami del sangue compiuti.

Due imprenditori di Agrigento, uno di 55 e l’altro di 52 anni, impegnati in lavori edili per la ristrutturazione di un locale a San Leone, sono stati denunciati, e le attività imprenditoriali sono state sospese. Inoltre sono state elevate ammende per 60.648 euro, e sanzioni amministrative per 30.802 euro. Nel corso di una ispezione in cantiere da parte dei Carabinieri della Compagnia di Agrigento e del Nucleo Ispettorato del Lavoro, è stata riscontrata la presenza di 6 lavoratori in nero su 6, e poi l’omissione della sorveglianza sanitaria dei lavoratori, la mancata formazione e informazione sui rischi degli operai, la mancata consegna dei dispositivi di protezione individuale ai lavoratori, la mancanza del Piano operativo di sicurezza, e la mancante obbligatoria e idonea recinzione del cantiere.

Il Tribunale di Sorveglianza di Palermo ha disposto il trasferimento in carcere di Gerlando Sollano, 83 anni, di Agrigento, detenuto per ragioni di salute ai domiciliari perché condannato, con sentenza definitiva, a 20 anni di reclusione per l’omicidio di un suo amico napoletano, Francesco Vespoli, 70 anni, che ha ucciso il 13 luglio del 2012 allorchè lo ha ritenuto autore di abusi sessuali a danno di sua figlia, minorenne e disabile. Il difensore, l’avvocato Gianfranco Pilato, nel 2016 ha ottenuto il beneficio dei domiciliari a fronte del cagionevole stato di salute di Sollano. Adesso invece le sue condizioni di salute sono state ritenute compatibili con la detenzione in carcere.

In Sicilia da qualche giorno e’ ricoverato al Policlinico di Palermo un uomo su cui si stanno facendo analisi per verificare se abbia il vaiolo delle scimmie. Il tampone per le analisi e’ stato inviato al laboratorio di virologia dell’ospedale Spallanzani di Roma. Un altro uomo che si trovava ospite di un centro di accoglienza per migranti ad Aragona (non a Canicattì come ipotizzato in precedenza) sta per essere portato al Policlinico di Palermo sempre perche’ sospettato di avere il vaiolo delle scimmie. Anche su di lui saranno prelevati i campioni e inviati all’ospedale Spallanzani. Lo conformano fonti dell’assessorato regionale alla Salute.

(ANSA)

“La condotta di un pubblico ministero che privilegi certe indagini a discapito di altre del tutto analoghe, a parità sostanziali di condizioni di lavoro e di operatività ed in mancanza di giustificate ed oggettive ragioni, rappresenta una palese violazione del canone della parità di trattamento e della obbligatorietà dell’azione penale, che impone ai pubblici ministeri di trattare i procedimenti penali che rivestano caratteri sovrapponibili alla stessa stregua”.

Ecco le motivazioni del gip di Caltanissetta Gigi Omar Modica che lo hanno indotto a respingere la richiesta di archiviazione e disposto l’imputazione coatta, per l’ipotesi di reato di abuso di ufficio, nei confronti dell’ex pm della Procura di Agrigento, Antonella Pandolfi, oggi in servizio a Roma.

La vicenda nasce dalle denunce presentate dall’imprenditore Gaetano Caristia, 77 anni, indagato dallo stesso pm e poi condannato in primo grado a 8 mesi di reclusione (4 in appello) nell’ambito dell’inchiesta sulla presunta lottizzazione abusiva alla Scala dei Turchi.

Caristia, ha denunciato dei trattamenti di favore di cui, in procedimenti analoghi, avrebbero beneficiato altri indagati, fra cui i fratelli Catanzaro, dell’omonimo gruppo imprenditoriale, finiti sotto inchiesta – secondo Caristia – per vicende relative a degli abusi edilizi realizzati nella zona di Realmonte con la loro società Agriper – solo tardivamente e in seguito ad alcune segnalazioni di stampa.

Le accuse di abuso di ufficio mosse dall’imprenditore, secondo la Procura nissena, erano infondate tanto da avere chiesto l’archiviazione. Caristia, attraverso il suo difensore, l’avvocato Luigi Restivo, ha proposto un’opposizione e il gip, sciogliendo la riserva dopo l’udienza, nella quale il pm Pandolfi è stata assistita dall’avvocato Giovanni Di Giovanni, in un primo momento aveva imposto un approfondimento istruttorio a seguito del quale ha ordinato al pm di mandare a processo la collega.

“Le disparità di trattamento sembrerebbero collegate – scrive il gip – non ad una casualità o a un’inefficienza dell’ufficio ma a rapporti e interessenze del titolare dell’esercizio dell’azione penale, ovvero il pm Antonella Pandolfi”.

La pm si era difesa sostenendo che, fra le altre cose, c’era stato un disguido consistito nello smarrimento di una delega di indagini e che la differenza nella trattazione dei due casi è la conseguenza di un eccessivo carico di lavoro.

Durante le indagini è stato sentito l’ex procuratore di Agrigento, Luigi Patronaggio, che ha spiegato di avere dato impulso alle indagini, chiedendo alla stessa pm Pandolfi una relazione scritta in seguito alle denunce di Caristia.